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6 ottobre 2018: la grazia amorosa del sacramento matrimoniale (L344)

Gentilissimi Teologi di Famiglia Cristiana
Gentilissimo Monsignor Pino Lorizio,
invio alcune mie osservazioni personali al Vangelo della XXVII domenica del Tempo Ordinario, sperando di fare cosa gradita.
Oggi se troviamo una persona che prende qualcosa seriamente, è una persona da lodare per la sua saggezza. Se Dio ha parlato di marito e moglie come una carne sola, se prendiamo, appunto, questa cosa sul serio, capiamo ciò che dice Gesù, cioè l'uomo non divida ciò che Dio ha congiunto. E se Dio ha congiunto, l'unione coniugale tra l'uomo e la donna ha carattere sacro. Come, una volta presa l'eucarestia, non possiamo essere separati da essa, così, allo stesso modo, non possiamo tentare di distruggere il sacramento del matrimonio. Certamente c'è bisogno di prendere seriamente la grazia che Dio ci dà per stabilire legami eterni. Ogni giorno a tal fine, è necessario santificare quel giorno in cui ci siamo uniti nel vincolo coniugale per una grazia di gloria amorosa di Dio nei nostri confronti.

30 settembre 2018: far fruttificare la grazia ricevuta (L343)

Gentilissimi Teologi di Famiglia Cristiana
Gentilissimo Monsignor Pino Lorizio,
nel caso abbiate il tempo di leggermi, invio alcune riflessioni sul Vangelo della XXVI domenica del Tempo Ordinario, sperando di fare cosa gradita.
Il Vangelo ci parla di rinunce e questo può far sembrare la strada della fede irta e un po' triste. Avendo però come punto centrale e focale la salvezza della nostra anima, ci accorgiamo che queste rinunce sono salvifiche e costruttive (per così dire). Dio, l'anima e la fede si intrecciano così misteriosamente per creare un legame indissolubile. Dentro questo contesto di luce non possono entrare cose che contraddicono radicalmente la scelta di fede, come anche emerge dalla Seconda Lettura, tratta dalla Lettera di San Giacomo. Non è il caso di interpretare le richieste di Gesù con una "elasticità" intellettualoide che non è ammessa. Ne va della cosiddetta radicalità evangelica. Questa radicalità è fondata sull'amore per Dio Padre, nel riconoscersi come Sue creature. È fondata sulla redenzione del nostro io operata dal Figlio. La santificazione ad opera dello Spirito Santo è la sola garanzia, infine, che sapremo far fruttificare la grazia ricevuta come il talento più importante che abbiamo.

22 settembre 2018: il Bambino come pietra d'inciampo (L342)

Gentilissimi Teologi
Gentilissimo Monsignor Pino Lorizio,
Vi sottopongo alcune considerazioni sulla Parola di domenica 23 settembre, sperando di fare cosa gradita.
Lungo tutta la Sacra Scrittura troviamo istanze umane che Dio chiede vengano rese più sante, con una sorta di "salto di qualità". Il bambino, nel Vangelo di oggi, diventa pietra di inciampo per chi, con una sorta di "carrierismo", cerca il proprio interesse anziché quello di Dio. Accogliere un bambino nel nome di Cristo significa, probabilmente, accettare il bambino che è dentro di noi, santificando il nome stesso di Dio. Si pone quindi un collegamento con il Padre Nostro, come "preghiera del bambino/Bambino". Infatti, anche Gesù è stato bambino e forse è scontato pensare al modo in cui lo hanno accolto Maria - la Madonna - e Giuseppe, cioè educandolo alla fede e accettandone la missione. Eppure è questa la chiave giusta di lettura. Ogni bambino ha una vocazione da parte di Dio e se ne deve accompagnarne la crescita sempre guardando alla volontà di Dio su di lui. Coltivare la propria vocazione assieme a quella di ciascun bambino è il modo migliore di fare la volontà del Signore.

15 settembre 2018: ragionare secondo Dio (L341)

Non si può fare troppo affidamento sulla propria immaginazione; non si possono coltivare i propri sogni, adulti o infantili che siano, quando si tratta di interpretare la Scrittura. E forse san Pietro che rimprovera Gesù compie proprio questo errore. Ragionare secondo Dio è comprendere la Scrittura alla luce di Gesù stesso e del Suo insegnamento come capitò ai discepoli di Emmaus. Un cuore semplice si dispone all'ascolto più semplicemente. Un cuore infantile non coltiva pensieri superbi. Dedicandoci anima e corpo al Signore si apprendono molte cose sul Cristo secondo la volontà di Dio, senza per questo disprezzare San Pietro per il Suo errore. E infatti Gesù non lo disprezza ma amorevolmente (ed anche con decisione) lo corregge. La via della Croce è una via difficile da comprendere se non si capisce che Dio vince nell'annientamento di sé per annientare il male. Così anche noi, raccogliendoci in preghiera, chiediamo che ci venga amministrato il "sacramento della conoscenza evangelica" che supera ogni speranza erronea.

8 settembre 2018: commento al Vangelo di domenica 9 settembre (L340)

Gentilissimo Monsignor Pino Lorizio,
Le invio alcune riflessioni settimanali sulle Letture di domenica 9 settembre, sperando di fare cosa gradita.
Ci raccogliamo in preghiera per meditare ciò che il Signore annuncia mediante il profeta Isaia agli smarriti di cuore, cioè che il Signore viene a salvarci. È il tempo propizio di Dio quello del soccorso e della vendetta, che è un tempo preciso ed è anche un "ora e sempre" perché, ospitando in noi lo Spirito Santo, abbiamo questo aiuto e questa guarigione continuamente. C'è quindi una continuità assoluta e benedetta tra il tempo presente e il tempo di Dio, pur in mezzo alle tribolazioni presenti. Allo stesso tempo, leggendo il Vangelo, c'è un tempo propizio in cui il Signore ci rende possibile l'aprirsi delle orecchie ed il parlare correttamente. Cioè, fuori di metafora, il Signore ci permette di ascoltare la Sua Parola e di proclamarla correttamente. La Parola di Dio è il centro della vita del cristiano con l'Eucarestia e per questi benefici benediciamo Dio in eterno.
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