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Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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11 dicembre 2010: compravendita di Deputati (BF51)

Credo che stiamo vivendo un momento di trasformazione, di caos distruttivo che però porta in sé i germi di qualcosa di positivo e di nuovo. Io avrei un po’ più di fiducia. C’è però il sospetto di un alto tradimento, forse anche giuridico, dei valori della Carta Costituzionale. Certo la Costituzione è solo un documento, ma racchiude a suo modo un po’ l’anima di un popolo e la spina dorsale della Nazione. Alcuni Parlamentari seguono una logica che non condanno a priori ma mi pare poco chiara. Sarebbe bello che tutto si svolgesse alla luce del sole, non nell’ombra dei Palazzi del Potere.
Ciao.

6 dicembre 2010: chi sarà il successore di Berlusconi? (BF50)

Buonasera,

sono totalmente d’accordo con l’articolo di Giorgio Vecchiato.
Vorrei, però, segnalare una riflessione seria del Cardinale Ruini come riportato dall'Avvenire. Certo che a rincorrere tutte le sciocchezze che escono dalla bocca dell’Onorevole Berlusconi, viene in mente la stravaganza di Bertoldo. Invece Ruini fa parlare i fatti e fa un intervento interessantissimo cui mi permetto di rinviare tutti quelli che leggono il blog di Famiglia Cristiana. Aggiungo due brevissime chiose che, dati gli innumerevoli interventi pubblicati a mio nome sul blog di Famiglia Cristiana, non devono annoiare nessuno perché appunto, molto sintetiche.
Innanzitutto, sul rafforzamento del potere dell'Esecutivo – auspicato dal Cardinale Ruini – penso che dovrebbe andare di pari passo con un fortissimo rafforzamento del potere del Presidente della Repubblica, sul modello francese, con o senza elezione diretta del medesimo (secondo me, meglio senza). Questo per avere un sistema di bilanciamento del potere del Premier.

Impensabile poi rafforzare il potere dell'Esecutivo fin quando dura la concentrazione abnorme di potere mediatico nella Famiglia Berlusconi e, indirettamente, nel PDL.
In secondo luogo, il federalismo. Ruini dice che è positivo ed anche io, nel mio piccolo, mi sono espresso a favore. Però bisogna raggiungere l'efficienza – centralizzando se necessario – nella gestione delle opere pubbliche. Inaccettabile continuare ad avere opere pubbliche scadenti a prezzi esorbitanti. Il Cardinale ha ragione dicendo che bisogna conciliare federalismo con solidarietà. Questo è del tutto in linea con la tradizione sia cattolica sia socialista del nostro Paese.
Vorrei anche dire che molti italiani si affidano alla Madonna e non alle estrazioni del lotto. Ciao.


6 dicembre 2010
: razzismo leghista e soluzioni concrete (BF49)

Nel Paese dei balocchi, i leghisti fanno i rigoristi farisaici mentre gli altri (i non leghisti) farebbero bene a proporre soluzioni – come la Chiesa fa da tempo – ai problemi reali denunciati. Stigmatizzare le dichiarazioni leghiste e poi fermarsi lì è miope. All’assessore leghista consiglio di fare il volontario in Africa presso qualche padre missionario. Resta la questione di fondo di uno Stato italiano che tutti considerano – in una concezione iperstatalista che è più post-comunista che cattolica – una mucca da mungere per tutti-i-propositi-buoni-e-giusti che naturalmente non hanno limite e fine e comprendono gli eventi sportivi. Il tutto con aumento a dismisura del debito pubblico che ha raggiunto dimensioni semplicemente abnormi. Possibile che la maratona non possa essere finanziata almeno all’80% dalla tassa di iscrizione per chi vi partecipa?
Ma venendo a problemi più gravi e più seri, cioè l’intolleranza crescente verso lo straniero che delinque, è troppo facile ed egoista dire che non si può finanziare il Terzo Settore indiscriminatamente. La coperta della finanza pubblica è sempre più stretta e gli interventi devono essere selettivi. Però, i finanziamenti alle associazioni, specie cattoliche, che si occupano del recupero degli ex carcerati (esempio, quella di don Ciotti qui a Torino e in tutta Italia) devono essere finanziate se non per spirito evangelico per un calcolo di convenienza. L’equazione è semplice: più delinquenti reinseriti nella società, meno delinquenti in giro cioè più benessere civico e sociale per tutti. Va rivisto, a mio modesto avviso l’istituto della recidiva per chi sceglie di delinquere professionalmente, inasprendo le pene. E poi basta con la sospensione condizionale della pena per l’omicidio colposo mediante veicolo motorizzato: qui ci vuole una pena detentiva breve ma realmente scontata ed effettiva altrimenti siamo tutti nelle mani dei pazzi che girano al volante ubriachi o drogati e magari senza patente … Ciao.


4 dicembre 2010: orrore della tratta dei profughi (BF48)

Inferno e Paradiso sembrano già essere qui su questa Terra. Li abbiamo costruiti noi ma sono peggiori di quanto Dio può aver immaginato creando l'Inferno e il Paradiso ultraterreni.
In alcuni Stati dell'Africa c'è un inferno disumano, peggiore dei terribili contrappassi immaginati dall'Alighieri, per espiare colpe mai commesse, si toglie un rene e si uccide, si creano mafie di una nuova tratta degli schiavi e dittature sanguinarie.
Nei Paesi ricchi abbiamo costruito un Paradiso artificiale del Godi e Consuma e guai se qualcuno ce lo tocca! Mentre alcuni dei nostri teologi disegnano un inferno nientemeno che vuoto, nel totale disprezzo di un Dio giusto (non giustiziere) che darà a ciascuno il suo in un modo più umano e ragionevole di quanto immaginiamo qui sulla Terra. Eppure è proprio immaginando un contrappasso gioioso (Paradiso) e sensato (Inferno) che tutto il dolore del mondo trova senso, nella fede in un Dio che è Amore e Misericordia ma anche Giudice cui guardare con timore e tremore (come ricordava il teologo di Famiglia Cristiana qualche numero fa). Dobbiamo invece costruire la città degli uomini, accogliere chi merita lo status di rifugiato, punire i carnefici, senza vendere utopismi a piene mani, tanto è facile e gratuito. Come cristiani dobbiamo portare tutte le croci del mondo, sanare chi sanguina, accogliere chi è debole, vivere il dolore degli ultimi. Con la preghiera (come ricorda l'articolista) e le opere di misericordia corporale. Qualcuno mi obietta, sul lato degli atei e degli agnostici che volentieri frequento e qualche volta consiglio, che l'idea cristiana dell'inferno, soprattutto perché eterno, è orribile ed inaccettabile. Lo so che senza la fede tutto assume una luce diversa. Posso solo dire che nella dimensione di Dio e dell'eternità, viviamo come angeli fuori dal tempo, e che l'inferno per noi che crediamo è un contrappasso perfetto, giusto, ragionevole perché l'ha voluto e creato Dio che permette a quanto è giusto e nobile di sussistere e di esistere. In questa fiducia nell'opera e nella creazione di Dio sta la convinzione che l'Inferno è pieno, come anche alcune rivelazioni private, ritenute autentiche dalla Chiesa, riconoscono. Il vero inferno è quello immaginato da alcuni teologi, cioè l'inferno senza anime. Ciao.

3 dicembre 2010: ancora sulla Grazia (BF47)

Vorrei ritornare sul tema della Grazia, che ho affrontato in un commento alla prima puntata. Esistono, a mio avviso, due momenti o tipi della Grazia divina. La prima è la Grazia con cui ci viene offerta la fede. A rinnovare la nostra vita non è, secondo me, la Grazia di per sé ma la cooperazione tra il cuore dell’uomo e la volontà di Dio, cooperazione in cui si sostanzia la rinascita in Cristo per la fede. Il secondo tipo o momento della Grazia divina è espressa da San Paolo dicendo che il giusto vivrà mediante la fede. La Grazia si presenta qui come auxilium delle opere buone che è indispensabile per vincere la forza corruttiva del Peccato Originale. La Grazia, in questo secondo significato, è mariana se promana dalla Madonna, è cristologica se promana dal Figlio ed entrambe sono di fatto presenti nella vita del cristiano. Le opere buone sono compiute per la volontà dell’uomo, con l’aiuto di Dio e della Madonna. Anche i protestanti, pur non sapendolo, sono aiutati dalla Madre di Dio. Ciao ho concluso.

3 dicembre 2010: ancora sull'ecumenismo (BF46)

Il cristianesimo sia cattolico sia protestante affronta nel futuro e nel presente due insidie. La prima è interna, la seconda esterna. In primo punto, c’è il relativismo cui corrisponde una visione idolatrica – tendenzialmente atea - dei consumi e del benessere materiale (che nell’articolo si fa risalire o in qualche modo si compara alla cultura rinascimentale). In secondo punto, l’egemonia politica, militare ed economica delle potenze cristiane è insidiata dall’emergere delle nuove potenze non cristiane, soprattutto India e Cina. Di fronte a questi due fenomeni, cattolici e protestanti dovrebbero dare sempre più peso all’ecumenismo. Ho imparato molto di più dall’articolo di Romano Matrone che in tanti anni di letture superficiali. A me sembra che si dovrebbero riscoprire due aspetti ecumenici della Bibbia, lasciando perdere alcuni aspetti relativamente “secondari”, come la transustanziazione ed il primato di Pietro (pur così importanti per me come cattolico). La prima è rappresentata dal destino comune e dalla fede escatologica, che abbiamo entrambi, cattolici e protestanti, di fronte all’Apocalisse di San Giovanni Apostolo (condivisa persino da alcune correnti islamiche). Cristo non ritornerà forse – fra l’altro – per riunire i cristiani tutti sotto un’unica Chiesa? La seconda – che può apparire come una paradossale provocazione – è che si dovrebbe proporre come madre dell’ecumenismo la figura di Maria. Come ho già scritto a Famiglia Cristiana in una lettera non pubblicata, la intera vita della Madonna racchiude, come in un microcosmo, la storia stessa del Cristianesimo. La giovinezza giudaica, prima dell’Annunciazione, rappresenta l’ebraismo. L’Annunciazione ed il sì di Maria ricorda la parabola esistenziale del Battista, anche lui chiamato a dire il suo sì al Signore che viene. Il Magnificat rappresenta, nella fede della Madonna come esempio da seguire, la conversione dei popoli al cristianesimo. Alle nozze di Cana, la Madonna assiste e crede con l’umanità al miracolo del Figlio. La Madonna è sotto la croce Addolorata come l’umanità intera di fronte alla morte del Messia Dio. La Madonna crede alla Resurrezione assieme ai primi cristiani, e simboleggia in questo suo credere la nascita del cristianesimo come movimento storico. Infine, la Madonna è benedetta assieme a tutti i popoli della terra ricevendo, assieme agli apostoli, lo Spirito Santo. Rappresentando, nella sua fase giovanile, pre-Annunciazione, l’ebraismo tradizionale, ho pensato che la Madonna giovane, o giudaica che dir si voglia, possa anche diventare la patrona del dialogo ebraico-cristiano oltre che cattolico-protestante. Quindi la Madonna rappresenta anche il rapporto con i fratelli maggiori ed il movimento storico ecumenico. Saremo capaci, cattolici e protestanti, di dire sì al Signore che viene, sia nel senso della nostra morte, sia nel senso della seconda venuta, come il Battista e la Madonna hanno detto “sì” alla prima missione del Signore? In un secondo intervento vorrei ritornare sul tema della Grazia. Ciao.

26 novembre 2010
: libertà religiosa nel mondo e persecuzione dei cristiani (BF45)

Forse dovremmo sforzarci di riconoscere ciò che c’è di vero anche nelle altre culture e religioni e cercare forme di collaborazione, pur evitando ogni forma di sincretismo. In Cristo sono state benedette tutte le Nazioni della terra. Il cattolicesimo appare in alcuni Paesi come il cavallo di Troia di una occidentalizzazione del mondo cinese o islamico. Dobbiamo lavorare molto di più, a mio avviso, sulla inculturazione per offrire un cristianesimo che – pur fedele al messaggio di Gesù di diffondere il Vangelo a tutti i popoli della terra – lo renda comprensibile e sintonico ad ogni popolo ed a ogni cultura. Si cita giustamente la Rivoluzione Francese tuttavia in alcune culture (come quella marxista) il cristianesimo specie cattolico è stato visto come una forza reazionaria. Senza aderire alla teologia della liberazione, dobbiamo trovare una terza via che faccia capire che il cattolicesimo è strumento veramente universale di progresso sociale ed economico. Infine, il cristianesimo viene visto talvolta come nemico del benessere e dei consumi, nella convinzione che questi due elementi portino sempre una concezione materialista e antireligiosa. Dobbiamo invece far passare l’idea che, come ha sostenuto sull’Osservatore Romano, il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Tarcisio Bertone, sia la diplomazia della Chiesa come istituzione, sia l’opera pastorale della Chiesa come movimento carismatico basato sulla Grazia divina sono a favore del progresso materiale, in forma di accesso universale ai diritti fondamentali, quali l’istruzione, l’assistenza sanitaria, il cibo, l’acqua, eccetera. Infine, una considerazione. Ci sono casi in cui i cristiani hanno come nemico la politica di un singolo governo, casi in cui un’intera cultura ed un intero popolo sembrano ostili e casi in cui i cristiani sono bersaglio di una minoranza risicata di terroristi. Bisogna distinguere attentamente queste tre diverse situazioni. L’Apocalisse che leggiamo in questi giorni ci dice che ci sono tre forze nella Storia che agiscono contro i cristiani, la Bestia, il Dragone e la Prostituta famosa. La persecuzione fa un po’ parte del destino escatologico dei cristiani. La stessa Apocalisse ci assicura che queste forze saranno vinte da Cristo e dai suoi Angeli alla fine dei tempi e che i martiri trionferanno in un contrappasso appunto escatologico e provvidenziale. Ciao.

26 novembre 2010
: protesta studentesca e riforma Gelmini (BF44)

Nel momento in cui scrivo l’ennesimo post al blog dell’affezionata Famiglia Cristiana, gli studenti hanno occupato la Torre di Pisa e la Mole Antonelliana ed infuria la protesta in tutta Italia.
Non mi pronuncio sulla riforma Gelmini, che forse verrà ritirata secondo le parole dello stesso Ministro, perché ammetto di non conoscerla nei dettagli e non averla esaminata seriamente.
Colgo però l’occasione per rispolverare mia vecchia idea di riforma che molto sinteticamente espongo e che riguarda l’importo variabile dei costi di iscrizione alle varie Facoltà Universitarie nonché agli Istituti di educazione superiori (licei ed ogni altro istituto che emette un diploma di scuola superiore). L’idea è visibile – assieme a tante altre idee politiche – su uno dei miei vari siti internet che non cito per non farmi pubblicità indebita.
L’idea di cui sto parlando è quella di assegnare un coefficiente a ciascun tipo di Laurea o Diploma in funzione delle possibilità che offre di trovare lavoro una volta diplomati o laureati. Più il coefficiente è favorevole (cioè più alte sono le possibilità che una certa Laurea o Diploma offrono di trovare lavoro), più bassi dovrebbero essere i costi di iscrizione per lo studente e viceversa.
Questo per non sfornare un esercito di studenti preparati ma disoccupati. Faccio notare che i costi di iscrizione possono essere modulati in modo tale che, complessivamente, la riforma di cui parlo sia a costo zero per lo Stato, il che non è un vantaggio da poco. Ringrazio il moderatore del blog e saluto chi mi legge. Ciao.

25 novembre 2010: rifiuti di Napoli (BF43)

Lo Stato non ha la forza di combattere la camorra, forse perché settori delle istituzioni sono conniventi. Gli appalti pubblici non funzionano. La Comunità Europea mi pare inebetita ed incredula, come parte del nord Italia. Ci vuole un risveglio dell’etica, dice il bravissimo articolista, ma cosa significa in concreto? Secondo me lo Stato deve dichiarare una vera e propria guerra alla criminalità organizzata, non so con quali mezzi, ma certamente con il fine di estirparla. La mafia importa al sud i rifiuti tossici del nord e questo è uno scandalo inaccettabile. Come cittadino del nord mi vergogno e chiedo scusa al sud. Non sono d’accordo con il titolo (che mi pare non rispecchi il contenuto dell’articolo, molto bello) che la spazzatura è metafora del Paese. Su questo ha ragione la Lega Nord: esistono tante Italie. La solidarietà del nord consiste, secondo me, nell’esportare al sud un modello di legalità e di democrazia, non nel prendere i rifiuti di Napoli che, sempre a mio avviso, vanno distribuiti tra le varie Regioni del sud Italia.

19 novembre 2010: prostituzione parlamentare e la Bestia (BF42)

Se ci si mette nella logica che tutto si può vendere e comprare (non è così anche per il sesso?), si segue il mondo, ciò che Gesù stigmatizza dicendo di mantenersi puri dal mondo e cacciando i mercanti dal tempio.
La Bestia di cui parla l'Apocalisse (che si legge a Messa in questi giorni) ha potere sulla terra e questo mercimonio non è che una delle sue tante manifestazioni. La stessa Apocalisse dice di Babilonia che "tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione" (XVIII, 3). Ma non c'è ancora un Cristo in terra che può sconfiggere la Bestia, come qualcuno forse ingenuamente sogna.
Ci sono però anche dei parlamentari coraggiosi che rifiutano questo mercimonio e sono forse loro che tengono in piedi la Repubblica.
Ciao

18 novembre 2010: malocchio e acqua benedetta (BF41)

Nella Chiesa di Santa Cristina di Torino, dove faccio il volontario come custode, abbiamo dovuto svuotare le acquasantiere perché qualcuno ci sputava dentro e abbiamo messo al posto dell’acqua una spugna imbevuta di acqua benedetta.
Il problema delle offese al sacro esiste.
Quanto al malocchio il mio pensiero è questo. L’articolo è molto dotto e interessante: spero di integrare con osservazioni utili.
La Bibbia ci raccomanda di pregare per chi opera rituali magici contro il prossimo perché chi fa il malocchio, secondo me, rischia di perdersi cioè di dannarsi.
Quanto all’idea dell’uso dell’acqua benedetta per scacciare le “negatività” non serve assolutamente a niente.
Serve pregare per chi ci fa del male o ha intenzione di farlo.
Nel caso preso in esame e sottoposto dalla lettrice, mi pare che sarebbe sufficiente una benedizione del negozio, come si fa la benedizione delle case.
La benedizione degli ambienti implica che la Chiesa crede all’influsso negativo di spiriti maligni, tanto è vero che i sacerdoti sono chiamati ad un ministero universale di esorcismo, che riguarda sia gli ambienti, sia le persone.
Fatti gravi, aggiungo, possono portare alla necessità di consacrare nuovamente una Chiesa, a titolo di esempio.
Il malocchio, cristianamente parlando, è semplicemente uno sparlare, a volte un pregare i diavoli che qualcosa di male accada al prossimo.
La Chiesa che per sua stessa natura è chiamata a imitare Cristo, deve guarire chi segue la magia nera e deve redimere i peccatori, sperando per la loro salvezza oltre ogni speranza.
Ciao

8 novembre 2010: Pio XII e il nazifascismo (BF40)

Penso che Pio XII sia stato un buon Papa. Per me il modello insuperabile è rappresentato da due Papi: San Gregorio Magno e Papa Giovanni XXIII, anche perché ho chiesto di entrare nella Comunità del compianto don Benzi come laico consacrato. Non sono uno storico e quindi non ho nulla da aggiungere a quanto autorevolmente è stato scritto sul blog per quanto riguarda il rapporto tra Pio XII e nazifascismo. Per me, tuttavia, Pio XII non è un santo e non merita la canonizzazione. La quale canonizzazione, peraltro, arrecherebbe un danno imperdonabile alle relazioni ebraico cristiane che, anche alla luce della nascita dello Stato di Israele, sono strategiche per il Vaticano. Sono però d’accordo che gli ebrei non debbano impicciarsi nelle vicende interne alla Chiesa e, purtroppo, qualcuno di loro lo ha fatto. Ciao a tutti i lettori del blog e ancora complimenti per gli interventi precedenti al mio che ho potuto leggere su FC online.

8 novembre 2010: famiglia (BF39)

Penso che l’articolo 1 della Costituzione vada riformulato nel senso che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, sulla FAMIGLIA e sulla giustizia sociale. Propongo inoltre che lo Stato promuova l’accesso alla proprietà della prima abitazione da parte delle famiglie con uno o più figli con l’erogazione da parte delle banche di mutui a tasso zero. Il pagamento degli interessi verrebbe accollato allo Stato medesimo. Sono due idee visibili sul mio sito www.crci.it per chi fosse interessato ad approfondire. Cordiali saluti.

7 novembre 2010: Barack Obama (Presidente degli U.S.A.) (BF38)

Cordiali saluti a tutti i lettori. Obama, a mio modesto avviso, ha fatto una politica estera sbagliata con la Svizzera. Ha fatto una riforma sanitaria giusta ma molto dispendiosa per lo Stato. Dà il consenso alla costruzione di una Moschea vicina a Ground Zero, consenso giusto ma poco concordato con gli interlocutori. Come Presidente, gli do un 6.5/10. E’ un Presidente di medie capacità. Chi lo ha osannato come il salvatore della Patria ora si sta ricredendo. Io tenevo per McCain. Comunque Obama ha capito che le guerre di Bush e Blair sono sbagliate e questo è un grande merito. Ciao a tutti.

6 novembre 2010: Berlusconi cade? (BF37)

Berlusconi mi pare sia, con il suo delirio non dico di onnipotenza ma di intoccabilità e di perfezione, un po’ come l’acrobata di Nietzsche. Ancora saldo sulla fune ma con il rischio un giorno o l’altro di cadere. Spero per lui, se dovesse cadere, che non si faccia troppo male. Credo che su alcune cose Berlusconi abbia ragione, ad esempio sul caso SME. Su altre credo abbia torto marcio, cioè la sua moralità personale. Credo debba avere la immunità penale ma in cambio debba lasciare ogni carica nel PDL, nel Parlamento, nel Governo. Comunque non auguro il male a nessuno, neppure a Berlusconi. Sono dell’UDC e saluto tutti i lettori di FC online.

Codice commenti (per indice analitico): da BF37 a BF64


7 gennaio 2011: divorziati risposati (BF64)

Gentilissimo Cardinale Tettamanzi
Spett.le Famiglia Cristiana,
ho visto che Lei nella Sua intervista tocca il tema dei divorziati risposati.
Io penso, in argomento, se mi è lecito intervenire, che in un solo caso si dovrebbe dare al divorziato risposato la santissima eucarestia.
Questo caso è quello del divorziato risposato che torna a Dio pentito. Infatti, Gesù ha detto all'adultera "va e non peccare più" (Giovanni, 8, 11). Il che significa che è stata perdonata. Se Dio perdona l'adultera, che diritto abbiamo noi di non perdonare? Il matrimonio contratto per secondo è solo un documento, un pezzo di carta. L'adulterio consiste nella parola data e nel matrimonio consumato in seconde nozze, ma di entrambe le cose ci si può pentire, ritornando a Dio con il cuore contrito.
Quindi se il peccatore in questione abbandona il tetto coniugale relativo alle seconde nozze (quelle, per intenderci, adultere), e, scegliendo la castità, si pente nella Chiesa e davanti a Dio per l'adulterio, non c'è ragione per cui non debba ricevere il perdono e per cui, di conseguenza, non si debba comunicare con il Cristo nella santa Messa. Ciao.

4 gennaio 2011: Leonardo Zega (BF63)

Non è facile conciliare libertà di pensiero e fedeltà alla Chiesa. Forse Leonardo Zega c’è riuscito, io non lo so dire perché non lo ho conosciuto abbastanza. Un sacerdote mi ha detto: “La fedeltà premia”. Nel servizio alla Chiesa troviamo la nostra libertà di figli di Dio. Lo ha detto Gesù quando ha ricordato (Luca, 22, 26) “per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve”. Il Papa è colui che serve ed è il più piccolo se fa bene il suo lavoro profetico, regale e sacerdotale. Sulla fedeltà ed il servizio è ancora il Vangelo ad illuminarci (Matteo, 20, 28) dicendo appunto che “il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire”. Famiglia Cristiana è stata perseguitata un po’ come padre Pio in un certo momento della sua Storia. Sono prove che dobbiamo sopportare con sentimenti di misericordia verso i persecutori perché nella Chiesa l’erba buona e la zizzania sono mescolate ed ogni tanto incontriamo la zizzania. Libertà, fedeltà e spirito di servizio non debbono venire meno di fronte a queste prove cui Dio permette che siamo sottoposti. Come laico mi viene da dire di resistere, resistere, resistere. Come credente auguro a Famiglia Cristiana di sperare, sopportare e servire la Chiesa senza però sensi di superiorità e deliri di infallibilità che pure ogni tanto, a mio modesto avviso, emergono e sono emersi. Ciao

3 gennaio 2011: aborto (BF62)

Il mio punto di vista sullo scottante e difficile tema dell'aborto è il seguente.
Ci sono sostanzialmente due situazioni tipiche in cui la donna abortisce.
La prima è la ragazza giovane che ritiene troppo presto il tempo per avere un figlio e magari non è neanche sposata.
La seconda è la gravidanza inaspettata della donna sposata o anche non sposata che comunque ha già uno o due figli e non ne vuole altri.
Nel secondo caso, lo Stato dovrebbe dare incentivi economici per tenere il figlio, se la donna liberamente decide di non abortire. Ad esempio, lo stato potrebbe accollarsi il mantenimento del terzo o quarto figlio per un certo numero di anni.
Nel primo caso, bisognerebbe, a mio modo di vedere, consentire alla donna di dichiarare il nome del padre davanti al medico o davanti ad un notaio, accollandogli così, nel caso decida di non abortire, la responsabilità morale e giuridica della gravidanza e dell'allevamento del figlio.
Si dovrebbe, in altri termini, consentire alla madre ma non al padre di dichiarare lo stato di abbandono e quindi l'adottabilità del nato, se non del nascituro. Questo disincentiverebbe l'aborto.
In altri termini, si deve fare una carta dei diritti economici e giuridici del nascituro e si deve responsabilizzare molto di più il padre e/o lo Stato di fronte alla futura nascita.
In conclusione, la strada maestra mi sembra quella di creare incentivi legali/economici alla nascita e non quella del divieto di abortire che incrementa il dramma inaccettabile dell'aborto clandestino.
La decisione finale sull'aborto deve però secondo me restare in capo alla madre. E' sbagliato dire che il padre deve avere voce in capitolo, perché alla fine è la donna che, come sostengono anche le femministe (ma non solo loro) di fatto si trova a sopportare tutta la responsabilità e i pesi connessi alla futura vita.
Sul piano della responsabilità di fronte a Dio e alla Chiesa, l'induzione all'aborto da parte dell'uomo dovrebbe avere la stessa gravità della decisione di abortire presa dalla donna.
Ciao.

1° gennaio 2011: il Cardinale Tettamanzi italiano dell'anno (BF61)

Mi faceva notare un giorno don Piero Gallo di Torino, celebre qui in Piemonte per i suoi interventi sul quotidiano La Stampa e sulle televisioni locali, che Milano ha più una tradizione di santi vescovi e Torino più una tradizione di santi popolari.
Chissà che il Cardinale Tettamanzi, santo nel cuore della gente, non prosegua questa tradizione.
Esistono due idee di Chiesa. Tettamanzi incarna l'idea, la prima, di una Chiesa costruita dal basso, i cui mattoni sono gli ultimi, i poveri, i diseredati. Bagnasco rappresenta una seconda idea, quella Chiesa delle gerarchie, le alte gerarchie, che governano l'apparato ecclesiastico. Entrambe le anime sono necessarie e sarebbe troppo facile esaltare un'idea di Chiesa in danno dell'altra.
Tettamanzi interpreta, a mio avviso, quel personaggio del Vangelo (oltre che il Matteo 25 ricordato da don Sciortino) che si siede a tavola all'ultimo posto in attesa che l'ospite gli dica "amico, passa più avanti" (Luca, 14, 10) , simbolo di saggezza e di vera umiltà.
Bagnasco rappresenta nel Vangelo il tralcio che, rimanendo in Cristo e Cristo in lui, porta molto frutto (Giovanni, 15, 4). Sono memorabili le ultime sue parole sul lavoro precario che "non può essere eretto a sistema".
Anche il Cardinale Bagnasco, a pari merito, avrebbe potuto ricevere il titolo di italiano/sacerdote dell'anno.
Sono però contento che a vincere il premio sia stato, in ogni caso, un Cardinale. Nella mia vita i sacerdoti sono stati fondamentali, in un certo senso hanno rappresentato una seconda famiglia.
La Chiesa, ad imitazione di Cristo (amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi) ci ama come ci ama Dio. Adesso che con la riforma della finanza vaticana la Chiesa si è resa più amabile e giusta, bisogna ricordare anche le riforme volute dal Papa e dalla curia romana, specie ed anche quella contro la pedofilia che è stata memorabile.
Un augurio per il 2011: che le due chiese descritte, che sono anima di un'unica Chiesa, generino sempre santi pastori come i due Cardinali Tettamanzi e Bagnasco e si faccia sempre più amare, se non dalla gente, dal popolo di Dio. In modo che tutti possiamo dire alla Chiesa "non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo ma da Dio sei stata generata" (Giovanni, 1, 13). Un buon 2011 a don Sciortino e a tutti i giornalisti di Famiglia Cristiana.

23 dicembre 2010: Sant'Ireneo ed il Dio visibile (BF60)

Anch’io faccio il bilancio del mio modestissimo 2010. Ho visti pubblicati circa 80 commenti su due distinti Blog, quello di Famiglia Cristiana e quello di A Sua Immagine – RAI. Qualcuno dirà: “Ma tu cosa c’entri, sei un intruso”. Il bello è proprio questo forse, che non c’entro niente. Non sono un giornalista né un teologo, né un filosofo, né un sociologo, né un politologo. Al Liceo Classico non me la cavavo molto bene. Per un caso della grazia, 80 commenti sono stati pubblicati. Spero mi abbiano letto dei bambini, spero di avere trasmesso e restituito qualcosa di ciò che ho ricevuto da Famiglia Cristiana e dalla RAI. Con queste parole auguro a Fulvio Scaglione un magnifico 2011 con stima e simpatia. E voglio lasciare un arrivederci al 2011 ai lettori del Blog con un pensiero teologico che mi ha ispirato la lettura del Messaggio papale di oggi.
Sant’Ireneo sottolinea la somiglianza del Padre con il Figlio, se ho capito bene, nel Figlio scopriamo l’essere stesso di Dio. Ci sono poche eccezioni nel Vangelo alla somiglianza di Dio Padre con Dio Figlio. Gesù stesso dice tre cose in proposito. Che il Padre è più grande di lui. Che ci sono cose, verità nascoste, che non vengono rivelate perché “non ne possiamo – al momento – portare il peso”. Che, infine, solo il Padre conosce l’ora ed il giorno in cui Gesù dovrà ritornare. Viviamo nell’attesa del ritorno di Cristo. Ha ragione il compianto don Benzi quando dice che il Natale come fatto storico passato non è l’essenza da cogliere, ma Gesù vive in ogni bambino, negli ultimi della Terra. Lo avete fatto a me, dirà Gesù in Matteo, 25. Non dice: “Lo avete fatto al Padre”. Questa è una quarta differenza tra Gesù e il Padre. Il Padre soffre per i nostri peccati ma è, in un certo senso, intangibile, come lo Spirito Santo. Il Padre e lo Spirito non sono morti sulla Croce. Il Padre ha una volontà autonoma rispetto a quella di Gesù altrimenti non avrebbero senso alcune parole di Gesù stesso quando dice “Padre passi da me questo calice se possibile, però non sia fatto secondo la mia ma secondo la tua volontà” ed inoltre “Mio Dio, mio Dio perché mi hai abbandonato?”. Quando muore, Gesù rimette, consegna, il suo spirito al Padre. Con la morte di Gesù è come se la Trinità si ricomponesse nella sua originaria armonia distrutta dall’empietà degli uomini e dal crucifige. Non bisogna dimenticare che Dio è Trino. Tre persone distinte in un unico Dio. Pure l’autonomia dello Spirito Santo che il Padre manderà come Spirito Consolatore è affermata dai Vangeli. Gesù ci parla del Padre, ed in Gesù conosciamo Colui che lo ha mandato. Gesù ci svela lo Spirito come Consolatore e ci svela sé stesso come Figlio incarnato e ci svela infine Dio come Padre. E’ il mistero del Dio uno e Trino. Il ritorno di Gesù vivente, diviene, con la Sua morte la nostra somma speranza. Il Padre nasconde verità che per ora possiamo intuire ma sarà comunque diverso nel Regno dei Cieli quando vedremo le verità spiegate dai teologi, elucubrate dai filosofi, “faccia a faccia”. Dio sarà una esperienza sensoriale non più intellettiva. Non ci sarà più bisogno neppure della fede, ma sperimenteremo ciò che resta dell’essenza stessa di Dio, cioè la carità come dice la Bibbia. Ciao.


22 dicembre 2010
: immoralità del profilattico e male minore (BF59)

La Chiesa ammette l’uso di metodi naturali di contraccezione in quanto la sessualità all’interno del matrimonio non si esaurisce nello scopo procreativo. Il profilattico a mio avviso dovrebbe avere un solo campo di applicazione, cioè quello dell’aids e delle malattie infettive in generale. In questo caso il profilattico rimane immorale, la strada maestra rimane la castità di vita, ma la ragione per cui il profilattico dovrebbe essere ammesso è il criterio del male minore da intendersi come alternativa all’aborto del bambino potenzialmente infetto. Se l’uso del profilattico, nella coscienza di chi lo usa, è finalizzato ad evitare un aborto futuro, l’uso del profilattico è il male minore. Quindi non cessa di essere un male, ma rimane una scelta giusta nel senso di evitare un aborto. Comunque l’articolo di Alberto Bobbio mi ha chiarito meglio la posizione della Chiesa che è stata un po’ fraintesa dai media. Ciao.


22 dicembre 2010: Polo della Nazione, Lega Nord e sogni berlusconiani (BF58)

Il Terzo Polo, di cui sarò certamente un elettore, ha il 14% nei sondaggi. E’ una rivoluzione copernicana della politica italiana perché, in pratica, il Terzo Polo sostituisce, con istanze molto più liberali e moderate, la vecchia Alleanza Nazionale che aveva il 15.7% (massimo storico raggiunto alle elezioni del 1996). Ed è una gioia ed una fortuna per tutti i moderati e i riformisti. Come non può essere paragonato ad Alleanza Nazionale, neppure il Polo della Nazione può essere paragonato alla DC per due motivi. Primo, Casini ha giustamente chiarito che alle future elezioni UDC e FLI non si fonderanno ma si alleeranno. Secondo, sui valori non negoziabili, l’UDC è compatto mentre FLI ha una forte componente laica. Il Polo della Nazione, con il suo miscuglio di laici e cattolici è specchio del Paese e, checché se ne dica, le due anime dovranno dialogare anche sui cd. valori non negoziabili. Fini, Casini e Rutelli non sono così stupidi da allearsi con Prc e Idv, come ha giustamente ribadito Lorenzo Cesa, in assoluto il leader politico che amo di più in Italia. la Lega Nord è al 12.8% nei sondaggi attuali, quindi con un risultato inferiore al Terzo Polo. La Lega Nord cresce come forza elettorale ma il PDL è fermo o diminuisce. Infine una notazione: dire che un partito come la Lega Nord, con il 12.8% dei consensi cioè una netta minoranza degli italiani controllerebbe l’economia del nord o il nord tout court mi sembra pecchi di realismo per il seguente motivo. L’economia la controllano i capitalisti. In Italia contano più la FIAT, Confindustria e i poteri terzi (come stampa e magistratura) di Umberto Bossi (per fortuna). Mi sembra che Nardocci sbagli nel sopravvalutare la forza ed il ruolo della Lega. Io rovescerei il ragionamento. La Lega, col suo risicato un-italiano-virgola-tre-su-dieci sta in piedi se Berlusconi sta in piedi. Simul stabunt o simul cadunt: il patto per cui Berlusconi assicura alla Lega il federalismo ed il potere al Nord e la Lega assicura a Berlusconi i suoi propositi ed interessi personali entra in crisi con la nascita del Terzo Polo o Polo della Nazione che dir si voglia e i fatti dimostrano che, per fortuna, Berlusconi (che controlla i media) non controlla più la Camera dei Deputati. Tre voti in più o in meno che oggi ci sono e domani forse no non sono un passaporto per il paradiso politico che Berlusconi è rimasto solo a sognare. Ciao.


19 dicembre 2010: processi a Berlusconi e principio di eguaglianza (BF57)

Leggo sul sito del Vaticano una delle tre massime recepite anche in ambito cristiano: unicuique suum tribuere che si aggiunge al neminem laedere e all’honeste vivere. Gesù ha applicato questo unicuique suum tante volte tra cui quella in cui ha detto di dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. Ma ha anche aggiunto che è meglio ubbidire a Dio che agli uomini. Quanto al neminem laedere dovrebbe essere l’etica minima per un cristiano. E come non ricordare, circa l’honeste vivere, l’esortazione di San Giovanni Bosco di essere buoni cristiani e “onesti cittadini”.
Qualunque siano i meriti imprenditoriali e politici di Berlusconi – cioè sotto il principio dell’unicuique suum), credo che vada processato per una questione di legalità, di verità e di giustizia. Il principio di eguaglianza è un retaggio a mio avviso perverso della Rivoluzione Francese. La libertà è un concetto molto equivoco. La fraternità mi interessa solo in quanto concetto cristianizzato, e, all’interno del cristianesimo, come concetto ortodosso cioè cattolico. Ciao.

18 dicembre 2010: giustizia nella fede e confessione (BF56)

Non so se il mio intervento verrà pubblicato perché non attiene direttamente il tema della Confessione. Tuttavia lo sottopongo perché vi è collegato in qualche modo.
C’è un mistero per cui il giusto rimane tale nonostante il fatto che sia un peccatore. Il malvagio rimane malvagio ed è pure lui un peccatore, perché tutti pecchiamo, solo Cristo era esente dal peccato. Forse la risposta a questo mistero è nella frase riportata da San Paolo “il giusto vivrà mediante la fede”. La confessione, a mio avviso, rimette il peccato non tanto perché ci si impegna nel caso concreto a rimediare – cosa peraltro indispensabile – ma perché è una delle manifestazioni di questa vita nella fede, essendo noi per grazia di Dio, per un dono misterioso del Suo Spirito, giustificati dalla Grazia. Vivere mediante la fede significa tre cose: professare la fede con la bocca (Gesù dice “pregate sempre”), credere con il cuore che Gesù è risorto dai morti (come ricorda San Paolo), praticare i sacramenti. Nella fede c’è e si trova, giustificati dalla Grazia, tanto il proposito di non peccare più come il sincero pentimento per l’atto commesso. Perché il giusto rimanga tale nonostante i suoi peccati è uno di quei misteri per discernere i quali bisognerebbe conoscere la mente di Dio, “i cui pensieri sovrastano i nostri pensieri”. E’ un po’ lo stesso mistero per cui Dio gradiva i sacrifici di Abele il giusto e non quelli del fratello Caino. Ecco perché, secondo me, la confessione va vista, ripeto, alla luce di quella vita nella fede, da cui non può essere scissa, secondo il già ricordato motto paolino “il giusto vivrà mediante la fede”. Questo legame è affermato da vari passi della Scrittura e della liturgia della Chiesa. Mi limito a ricordarne alcuni. Se Dio considera i nostri peccati, chi potrà sussistere? Signore, guarda alla fede della tua Chiesa e non ai suoi peccati. Beato l’uomo cui Dio perdona molto. Dio perdona molto all’uomo che molto ama. Sono tutte espressioni, quelle ricordate, che esprimono la vita nella Grazia di Dio, dono di incommensurabile valore, più importante dei nostri peccati, tanto che il giusto non cessa di essere tale a causa di singoli peccati che possa commettere. Ciao. Spero di non essere andato fuori tema.

17 dicembre 2010: Terzo Polo (BF55)

Mi sembra che in Italia siano mancati leader carismatici della sinistra come è avvenuto in Europa con Tony Blair, Schroeder e Zapatero. Intanto, la politica italiana sta assumendo, a mio avviso provvidenzialmente, un carattere un po’ all’inglese cioè un Terzo Polo liberal democratico, dove cattolici e laici sono mischiati, ma questo è specchio del Paese. Dobbiamo, a mio avviso, abituarci ad una politica dove conta di più la caratura degli uomini dello schema ideologico. Nel movimento politico di antitesi e di sintesi, anche alcune contraddizioni all’interno del Terzo Polo – poste ben in luce nell’articolo di Nardocci - troveranno una soluzione, con l’emergere più chiaro di una leadership politica all’interno di esso. Circa il commento del Cardinale Bagnasco, non lo condivido, ma è stato estrapolato da un discorso molto più ampio. Non lo condivido, dicevo, perché dal Parlamento esce al momento un paesaggio politico spaccato e sfortunato. Bagnasco mi è sembrato troppo ottimista. Ci vuole un Caronte che traghetti il Paese verso il futuro. Secondo me potrebbe essere Tremonti ma dopo le future elezioni. Ciao.


15 dicembre 2010: l'UDC con Berlusconi? (BF54)

E’ incredibile che l’On Berlusconi pensi di spaccare il Terzo Polo. Sono iscritto all’UDC e voglio manifestare tutta la mia solidarietà a Fini e a FLI, che mi sono simpatici. UDC e FLI devono prepararsi ad andare assieme alle elezioni per cambiare questo centro-destra e affrontare i problemi del Paese. Questo se Berlusconi non si dimette. Ho appena ascoltato su Porta a Porta di Bruno Vespa una intervista splendida e condivisibile a Casini. Perché si propone all’UDC di diventare il Giuda Iscariota della situazione? Certo Fini non è Cristo ma neanche Berlusconi è il Padre Eterno che fa a disfa tutto come gli pare. Ciao.


14 dicembre 2010: scisma luterano (BF53)

Chi ha la verità cristiana? A mio avviso c’è in Lutero un'anticipazione dei temi del Romanticismo, per cui il “dolce Cristo in terra” non può essere un Papa romano e latino ma un eroe nazionale locale. Questo configura Lutero come eroe germanico e soddisfa due ragioni: ragioni di un idealismo romantico per cui il Cristo-in-terra è uno “della propria gente”. D’altra parte è tale la forza attrattiva della nazionalità romantica e dell’etnia che Cristo stesso, che era un ebreo del medi oriente, viene raffigurato spesso in occidente come una specie di vichingo con gli occhi azzurri e i capelli biondi. Davvero con Lutero, Cristo può entrare nei miti germanici, successore ed evoluzione di Odino e gli ebrei diventare i nemici di tutto ciò che è germanico, con il nazismo e con l’antisemitismo nazionalistico luterano (non dimentichiamo le pagine terribili che Lutero scrive contro gli ebrei). Tutte le volte che riemerge l’esaltazione romantica della etnia nazionale, il cristianesimo assume vagheggiamenti neopagani come è, secondo me, per il luteranesimo e come vediamo oggi con la Lega Nord ed i riti dell’ampolla del Po. La tesi di Matrone dell’eucarestia come Pasqua ebraica cristianizzata è molto brillante a livello teorico e condivisibile, ma non rispecchia le ragioni storiche dello scisma. Si limita a porre in evidenza una differenza importante di dottrina che certamente valorizza il cattolicesimo a danno del protestantesimo. Lo scisma è sempre lotta per le investiture come appare chiaro nel luteranesimo, nel calvinismo, nel metodismo, nell’anglicanesimo, nello scisma ortodosso prima e nell’attuale nomina dei vescovi da parte del Governo cinese. Lo spirito della Nazione reclama il suo eroe locale, il dolce Cristo in terra inculturato, che si chiami Lutero, Wesley o Calvino. Ecco perché Lutero è eroe germanico, demiurgo del nuovo Cristo in terra germanico, teorico di una lotta nazionalista pre-romantica per le investiture. La risposta più significativa allo scisma protestante è, a mio avviso, nel Vaticano II l’affermazione dell’infallibilità nel consenso dell’assemblea dei Vescovi, oltre che nel Papa. Si potrebbe però andare oltre. L’inculturazione nazionalistica del cattolicesimo potrebbe spingere ad attribuire un valore di verità, non dico di infallibilità, alle comunità episcopali cattoliche nazionali laddove raggiungano un consenso su un tema di rilevanza teologica con l’unanimità o una grande maggioranza. L’universalismo cattolico potrebbe diventare federale, un po’ sull’esempio del modello giuridico statunitense delegando alle comunità episcopali nazionali una lista di materie proprie, che il Santo Padre voglia decidere. Pietro era tra gli apostoli un primus inter pares tanto è vero che Cristo non dice “edificherai la mia chiesa” ma io, Cristo, su di te “edificherò” la mia Chiesa. La Chiesa è quindi opera di Cristo tramite Pietro. Ma Pietro non è nulla senza Maria e gli Apostoli tanto che tutti ricevono lo Spirito Santo. Si dovrebbe quindi dare molto peso ed un nuovo ruolo al capo dei Vescovi di ciascuna nazione, con un primato particolare tra i successori degli Apostoli. Così la Chiesa cattolica, esalterebbe la sua valenza nazionale, senza perdere il valore universale. L’infallibilità non risiederebbe più soltanto nel Papa, ma, come già in parte afferma il Vaticano II, nel consenso dei Vescovi, specialmente il capo dei Vescovi di ciascuna Nazione. Un’ultima proposta: vanno rivisti gli abiti con cui si vestono i sacerdoti che sembrano un simbolo del potere romano nel mondo. Derivano infatti dalle tuniche romane. Lasciamo che ogni Chiesa nazionale vesta i sacerdoti come vuole. Ciao.

13 dicembre 2010: Manifesto dell'amicizia cattolico-calvinista (BF52)

1) DIO PRECONOSCE CIO' CHE SIAMO.

La Bibbia, in particolare San Paolo, dice che siamo preconosciuti dal grembo di nostra madre. Ciò significa che Dio, che è onnisciente, pre-conosce il nostro ESSERE, il che comprende le nostre POTENZIALITA'. Per potenzialità intendo ciò che nella vita possiamo realizzare come SUCCESSO, SANTITA', RICCHEZZA con i nostri sforzi. Il LIMITE MASSIMO di ciò che possiamo raggiungere con le nostre migliori buone intenzioni è noto a Dio perché è legato al nostro ESSERE.

Ricordiamo inoltre anche quel passo che dice che Dio non ci tenta OLTRE LE NOSTRE FORZE, cioè appunto non oltre le nostre potenzialità. Questo indica la presenza di un LIMITE al nostro agire, nel senso che non possiamo agire oltre le nostre potenzialità, ultra vires, come suol dirsi.

Dio ci conduce, nella sua ELEZIONE e per GRAZIA ricevuta, come un pastore conduce una pecorella e, anche se cadiamo, ci soccorre per la sua BONTA' e la sua MISERICORDIA AMOREVOLE. Si veda la vicenda di Giona, che inizialmente recalcitra di fronte alla missione da Dio affidatagli ma viene condotto da Dio a Ninive, dopo alterne vicende, per compiere la sua missione.

2) DIO NON PRECONOSCE LE NOSTRE AZIONI.

D'altra parte, essendo creature dotate di libero arbitrio, Dio NON può conoscere le scelte future che faremo usando la nostra libertà quindi Dio non può conoscere il nostro AGIRE, se non nel momento in cui la decisione matura nel nostro cuore. Le nostre azioni sono quindi collegate alla nostra salvezza, che resta collegata al libero arbitrio. La salvezza è quindi basata sia sulla fede, sia sulle opere (vedi il punto tre per il ruolo della GRAZIA).

Dio può concedere un'elezione, cioè la scelta di una persona per compiere una certa missione, come fece con Mosè e con i Profeti, altrimenti Dio non sarebbe Onnipotente. Questa ELEZIONE può essere vista nel calvinismo come GRAZIA PREDESTINANTE e nel cattolicesimo come una semplice GRAZIA PARTICOLARE che dio concede ad un singolo individuo nel mistero del suo destino di gloria e di salvezza.

Nessuna GRAZIA PREDESTINANTE può donare il dono dell'infallibilità, ma rappresenta un semplice aiuto divino a compiere le opere della salvezza, propria ed altrui. Si veda la vicenda di Mosè.

Solo Cristo, condividendo la natura divina, è esente dal peccato, cioè è esente dalla possibilità di fallimento.

Il presente Manifesto respinge totalmente il cd. Vangelo della ricchezza, cioè non riconosce nella ricchezza raggiunta una manifestazione della GRAZIA di Dio, dovendosi tracciare una linea netta tra ricchezza giusta e ricchezza ingiusta.

Si riconosce che la vera RICCHEZZA CRISTIANA è quella che deriva dalla GIUSTIZIA DEL REGNO DI DIO, come dice il Vangelo "cercate innanzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia ed il resto vi verrà dato IN AGGIUNTA".

3) E' NECESSARIA UNA GRAZIA PARTICOLARE PER COMPIERE LE OPERE BUONE.

Mi sono anche chiesto cosa significa "gettare le reti sulla Parola di Gesù". Questo significa che è richiesta una GRAZIA BASATA SULLA FEDE per compiere le opere buone e per produrre buoni frutti.
Significa inoltre una fiducia estrema nel Signore della Messe, una fiducia che ci porta a "camminare sulle acque" sempre sulla Parola di Cristo. Ed il fatto che Gesù abbia camminato sulle acque è la nostra forza mentre la sua Resurrezione è, assieme alla Madonna, la nostra speranza.
Abbiamo sempre bisogno della GRAZIA per agire bene cioè dell'aiuto di Maria Ausiliatrice e di Dio per compiere le opere sante. Da qui l'importanza della preghiera, perché come dice sempre Gesù "senza di me non potete fare nulla".

E' quindi richiesta una GRAZIA PARTICOLARE per compiere le opere buone e sante.

L'uomo infatti, se agisce unicamente in conformità alla propria NATURA, incontra la CORRUZIONE portata dal PECCATO ORIGINALE. Quindi, con la preghiera, con la fede e con le azioni volte al bene si DOMANDA a Dio questa GRAZIA che da un lato è GRATUITA, dall'altra è data ai PURI DI CUORE quindi è anche basata su nostri MERITI.


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