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Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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27 gennaio 2011: inutilità della sfiducia al Ministro Bondi (BF82)

Credo che fosse sufficiente la mozione di sfiducia al Governo votata poco tempo fa che comprendeva un giudizio politico negativo sulla politica complessiva del Governo, compreso l'operato del Ministro Bondi, per quanto attiene la politica dei beni culturali. Penso cioè che la sfiducia individuale al Ministro Bondi non sia sbagliata ma sia un doppione in un certo senso inutile. A cosa è servita? Non lo ha capito nessuno. Ciao.

27 gennaio 2011: femminismo e Bibbia (BF81)

Le femministe - specie quelle cristiane - sono chiamate ad essere il lievito che fa lievitare la pasta. Se il mondo è quello che alcuni maschi costruiscono ad immagine e somiglianza del proprio basso ventre, certo ci sono donne che si compromettono col sistema definito "patriarcale", ma ci sono donne, le femministe e non solo loro, beninteso, che rifiutano i modelli più beceri che mercificano la donna e ne propongono una immagine distorta, che deturpa l'immagine stessa che Dio ha voluto per lei. Queste femministe non incarnano e testimoniano forse un comandamento biblico che dice di mantenersi puri da questo mondo (Giacomo, 1, 27)? I giusti salveranno il mondo? Io aggiungerei un punto interrogativo. Ciao.

24 gennaio 2011: prolusione del Cardinale Bagnasco e possibilità offerte ai giovani (BF80)

Ho letto stralci della prolusione del Cardinale Bagnasco su L’Osservatore Romano e vorrei intervenire su uno degli svariati problemi ma cruciale: cioè le possibilità offerte ai giovani in un momento di crisi economica come l’attuale.
Credo, in proposito, che in Italia ci sia un problema di selezione della classe dirigente, selezione che non sempre è meritocratica. Se il figlio del lattaio diventa dirigente d’azienda è un buon segno. Se come dirigente d’azienda gli viene preferito il parente di un dirigente d’azienda meno capace di lui è un cattivo segno.
Più di un secolo fa il sociologo ed economista italiano Vilfredo Pareto individuava come cruciale il problema reale della tendenza delle elites a perpetuare sé stesse tramite il sistema della cooptazione. I figli dei potenti, anche se non meritevoli, tendono a prendere il posto dei padri.
Se vogliamo dare speranza ai giovani, dobbiamo avere una società mobile, dove i capaci e i meritevoli, anche se di basso livello sociale, possono accedere ai gradi più alti dell’istruzione, della politica, del lavoro.
Mi risulta che la società italiana sia tra le più retrive sotto l’aspetto della mobilità sociale, quasi un sistema neo-feudale. Questo nonostante l’accesso formalmente aperto a tutti dell’istruzione sino ai gradi più alti.
I fatti politici che vanno contro una selezione democratica e meritocratica delle elites sono sotto gli occhi di tutti.
Forse bisogna fare un sforzo in tal senso per dare speranza, se non proprio a tutti, almeno ai capaci e ai meritevoli.
Né si può avere un esercito, metaforicamente parlando, dove tutti fanno i generali e nessuno il soldato semplice, ma qualcuno deve accettare i lavori più umili, dove scarseggia la mano d’opera. L’accesso a tali lavori va favorito presso gli immigrati che lo desiderino con opportune politiche sociali di accoglienza, di formazione, di accettazione delle diversità.

22 gennaio 2011
: i morti islamici (BF79)

Il grande Imam di Al-Azhar, Ahmad at-Tayyeb ha chiesto “Perché il Papa non ha chiesto la protezione dei musulmani quando venivano massacrati in Iraq?”. Ci stracciamo giustamente le vesti per un alpino che muore in Afghanistan ma non piangiamo una lacrima sui centinaia di migliaia di vittime della guerra e della fame nel mondo. Dobbiamo chiederci veramente qual è l’amore giusto da riservare alla nostra Patria. Una Patria chiusa in sé stessa, in una visione miope ed egoista, o aperta al dialogo internazionale e protettrice dei diritti dei più deboli, scandalizzata quando questi ultimi vengono calpestati qualunque sia la loro appartenenza etnica e religiosa. Io ho più volte chiesto e auspicato, tramite i miei interventi sul blog di Famiglia Cristiana, che la Chiesa si faccia compagna dell’umanità e non solo madre dei suoi figli, i cristiani. Credo che ad Assisi si dovranno condannare le guerre folli di Bush Jr. e Tony Blair e pregare, come chiede l’Imam, per le anime dei morti islamici. Questo nello spirito di Isaia 19,25 «Benedetto sia l'Egiziano mio popolo, l'Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità». Ciao.

22 gennaio 2011
: ancora sul G8 di Genova (BF78)

Manca un poco in Italia nel cattolicesimo una cultura liberale e garantista. La destra di governo è sempre tentata da un fascismo o neo fascismo o pseudo fascismo strisciante. La sinistra cattolica – cui aderiscono molti giornalisti di Famiglia Cristiana – è così mal ridotta che deve appellarsi ai neo comunisti come defensores dei diritti dei cittadini.
Se le cose sono andate come descrive l’articolo, significa che si può acquistare con quattro soldi il diritto a picchiare violentemente e uccidere (mi riferisco a Carlo Giuliani) o comunque abusare della libertà dei manifestanti.
Faccio però notare che la città di Genova che è stata danneggiata dagli estremisti non è stata risarcita. I comunisti usano due pesi e due misure, come è nella loro migliore (forse bisognerebbe dire peggiore) tradizione. E’ così impossibile o quanto meno difficile conciliare il sacrosanto diritto di manifestare con la libertà dei diritti civili a politici di tutti? Penso sia comunque bello vivere in un Paese dove, quando qualcuno ti bussa alla porta, è il lattaio e non la gestapo. La nostra libertà è stata storicamente conquistata a caro prezzo e va continuamente riconquistata non calando mai l’attenzione sui diritti fondamentali dell’essere umano e dei cittadini. Ciao.

22 gennaio 2011
: intervista a Campanini (BF77)

Penso che i laici devono conquistarsi con fatica, perseveranza e sudore della fronte il loro ruolo all’interno della Chiesa e non aspettarsi che tale ruolo venga concesso dall’alto (quasi fosse una charte octroyée) dalle gerarchie ecclesiastiche.
Lo Spirito Santo soffia dove vuole a favore dei laici, ma resta fermo il fatto che Gesù ha edificato la Sua chiesa sulla predicazione (che spetta principalmente ai religiosi), sul depositum fidei che è patrimonio di tutti e sulla testimonianza che spetta anche ai laici. Lo spirito profetico poi può essere donato dallo Spirito a chiunque. Basti pensare a tre figure moderne: Chiara Lubich, Giovanni Paolo Ramonda e Ernesto Olivero.
Mi rispecchio molto, fatte le dovute ed opportune precisazioni (che ho cercato di fare) nel cattolicesimo di Campanini, una figura che amo molto.
Penso che i cattolici debbano impegnarsi molto nel dialogo con i non credenti, dato che, come il lievito nella pasta della politica, sono sparsi un po’ qua e là nell’arco politico italiano. Ciao.
P.S. Volevo aggiungere: quando la smetteremo noi cattolici di piangerci addosso? Leggo continuamente critiche al mondo cattolico colpevole di tutti i mali possibili e immaginabili. Voglio lanciare questo messaggio: siamo luce del mondo e lievito della pasta perché lo ha deciso Dio non per i nostri poveri sforzi umani. Inoltre, ci sono tanti modi di vivere la fede cristiana, quale più fattivo quale più contemplativo (mi riferisco proprio ai laici non agli ordini religiosi di questo o quell’altro tipo). Infine, un un po’ di misericordia: facciamo quello che possiamo, quando possiamo, come possiamo. Non siamo Dio, non siamo onnipotenti, non siamo liberi più di tanto fin che non si manifesterà alla fine dei tempi la Gloria definitiva di Cristo. Comunque preferisco il cristianesimo di Campanini a quello clerico-fascista di alcuni personaggi torvi che ci sono in giro (non faccio nomi per evitare querele). Ciao.

21 gennaio 2011: l'anomalia berlusconiana e italiana (BF76)

Gentilissimo Beppe Del Colle,

con la crisi del craxismo e con l’implosione morale della Democrazia Cristiana, qualcuno ha sperato – per carità, legittimamente – che la sinistra andasse finalmente al potere. Nei Paesi anglosassoni è normale la distribuzione dei cristiani a destra e sinistra il che dimostra che non è di per sé un’anomalia berlusconiana.
La maggiore anomalia italiana era l’adesione della sinistra al blocco sovietico almeno sino ai fatti di Ungheria. La conventio ad excludendum dei comunisti dal potere era dovuta alla forte avversione della maggioranza cattolica del Paese a tale adesione.
Oggi si aprono scenari inediti. Come se ne esce? Penso che il caso Berlusconi dovrebbe essere trattato in modo simile a ciò che si è fatto per Bill Clinton.
Bisognerebbe subito costituire una commissione di probiviri, 3 parlamentari nominati dalla maggioranza, 3 dall’opposizione e un settimo eventualmente nominato dal Presidente della Repubblica che accertino la verità sulle accuse rivolte al Premier in brevissimo tempo. E’ solo una ipotesi, per quanto plausibile moralmente e politicamente, quella che sto proponendo. I probiviri dovrebbero essere chiamati ad esprimersi su un dichiarazione giurata resa dall’On. Berlusconi circa la sua verità dei fatti. Qualora i probiviri ne accertassero la falsità, sarebbe inevitabile un ritiro di Berlusconi a vita privata.
Se il PDL è in buona fede, dovrebbe trovare una soluzione di questo genere o simile perché è inaccettabile che il Paese resti appeso al filo del dubbio circa l’effettivo svolgimento dei fatti di una gravità morale inaudita in base alle accuse.
Diversamente, si può solo pensare ad un hara kiri, cioè un suicidio in stile giapponese, del Premier, magari sotto la pressione delle 10 milioni di firme minacciate da Bersani. Mi sembra però che Berlusconi non abbia nessuna intenzione di suicidarsi moralmente e politicamente. Sarebbe infatti molto facile per Berlusconi replicare che si tratta di una iniziativa politica di parte, quindi pregiudicata nelle intenzioni, nei fini, nelle motivazioni.

21 gennaio 2011
: la verità vittima della cattiva politica (BF75)

La prima vittima della politica malvagia è la verità. Se si nega la possibilità di arrivare ad una qualunque verità, allora è la morte stessa dell’idea di una buona e possibile politica democratica. Quando il Premier dichiara una sua verità al Capo dello Stato, come nel nostro caso dell’Italia, dovrebbe assumersi una responsabilità conseguente di dimettersi se i riscontri, successivamente, lo contraddicono. Comunque sono molto colpito dalla veemenza di alcuni interventi di politici e degli stessi lettori di Famiglia Cristiana, una specie di guerra civile verbale. Mi pare che sia le alte gerarchie della Chiesa, sia il Presidente Napolitano abbiano fatto un appello quanto mai necessario e saggio alla moderazione dei toni. Soffiare sul fuoco è un gioco autolesionista e dannoso. Auspico una riconciliazione nazionale tra destra, sinistra e centro dello schieramento politico. Ciao.

21 gennaio 2011: i poliziotti devono risarcire? (BF74)

Ho ritrovato su internet, su di un anonimo blog, una citazione famosa di Pasolini su studenti contestatori “borghesi” e poliziotti figli dei poveri e dei proletari. Cosa volete che paghino i poliziotti, che sono dei poveracci, con i loro stipendi miseri? E’ un principio giuridico generale che paghi il datore di lavoro, in questo caso il Ministero degli Interni, che poi può decidere di rivalersi sui responsabili. I poliziotti devono essere puniti con sanzioni penali e disciplinari, non – poveracci, ripeto – con sanzioni economiche. Prendiamocela anche coi potenti che stanno dietro quei poliziotti e non solo con i poliziotti medesimi!


20 gennaio 2011
: ecumenismo con i fratelli ortodossi (BF73)

Spett.le Famiglia Cristiana, Gentilissimo don Matrone, penso che l’unità con gli ortodossi viva di tre dimensioni spirituali e d’azione: la preghiera, l’umiltà e la fiducia nell’azione di Dio.
Tutti sanno meglio di me cosa significano ecumenicamente queste tre cose ed io non voglio essere di maestro a nessuno, ma mi rimetto all’autorità dell’unico Maestro che ci ha comandato di essere una cosa sola.
Mi limito a ricordare un bel passo di San Paolo che mi pare possa ispirare il rapporto coi fratelli ortodossi: “Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso” (Filippesi, 2, 3).
Una riflessione conclusiva sull’ecumenismo dopo diversi interventi che sul blog Famiglia Cristiana ha avuto la bontà di pubblicarmi. Quando saremo pronti, quando ci sarà la pienezza dei tempi, quando si manifesterà la Gloria di Dio saremo chiamati a realizzare quella unità piena dei cristiani che oggi, per i nostri limiti e per i nostri peccati, non siamo capaci di portare a compimento. Come gli ebrei hanno risposto alla chiamata del Signore che li ha liberati dalla schiavitù d’Egitto, saremo chiamati anche noi ad essere liberati un giorno dalla schiavitù del peccato, tra cui il peccato di divisione fra cristiani.
Per quanto riguarda il problema del Filioque, io ho già scritto al teologo di FC una lettera per cui lo Spirito Santo che procede dal Figlio ha la stessa natura ma una minore intensità dello Spirito Santo che procede dal Padre, perché, come dice Gesù stesso, il Padre è più grande del Figlio. Comunque mi rimetto completamente su questa come su ogni altra questione all’autorità della Chiesa cui appartengo. Ciao.

19 gennaio 2011
: Berlusconi e la verità che fa liberi (inviato, non pubblicato) (BF72)

C’è un rischio di assuefazione da parte della coscienza del Paese a quanto sta succedendo. La responsabilità politica di Berlusconi la può giudicare solo il Parlamento e la presunzione di innocenza induce a ritenere che si debba aspettare l’esito del procedimento giudiziario.
Ciò che preoccupa, però ed in secondo luogo, è la negazione non di una o di un’altra verità, ma la negazione della possibilità stessa che si possa arrivare alla verità. Secondo il teorema di Berlusconi, poiché l’opposizione di sinistra è comunista, tutta l’opposizione parlamentare è delegittimata. Sempre secondo Berlusconi, poiché i giudici sono degli estremisti pieni di pregiudizi, qualunque cosa dicano è già screditata in partenza.
Nel frattempo, dilaga nel paese la logica delle elemosine distribuite in mille rivoli alle varie clientele, avvocati, dentisti e figli dei potenti (compreso il figlio del purista Bossi) promossi politicamente, la logica della prostituzione migrata dal mondo degli affari alle televisioni ed ai vari livelli di potere.
Eppure Bill Clinton è stato contestato per molto meno. Il Premier Berlusconi ha fatto una dichiarazione della propria innocenza nelle mani del Capo dello Stato. Se avesse mentito, sarebbe un motivo sufficiente per non ricandidarsi alla guida del Paese.
Nel frattempo, credo sia la politica, più che la magistratura, a doversi occupare del problema anche per il grave danno di immagine che il Paese sta subendo per effetto di questo gioco reciproco al massacro. Forse bisognerebbe nominare due commissioni parlamentari di inchiesta. Una per verificare se sia vera l’accusa ad alcuni magistrati di voler sovvertire l’ordine costituito e l’altra per verificare se il Premier ha detto o non ha detto la verità al Presidente Napolitano. Dobbiamo affermare con la Costituzione che una verità è possibile, non può tutto finire nel marasma senza conclusioni delle opinioni contrastanti. E dobbiamo affermare, con la Bibbia, che la verità può e deve farci liberi (Giovanni, 8, 32).

18 gennaio 2011
: grave degenerazione del tessuto morale del Paese (BF71)

Gentilissimo Teologo,
sono d’accordo con Bersani che l’Italia è impantanata in una situazione simile a quella degli anni quaranta. C’è bisogno di un intervento risolutore degli Stati Uniti e dell’Europa sulla situazione italiana per sanare una gravissima situazione di illegalità diffusa e di degenerazione morale del tessuto politico, che non riguarda solo Berlusconi ma un intero sistema di potere mediatico, politico ed amministrativo.
Son d’accordo anche con Beppe del Colle che ha pubblicato un articolo dal titolo “I diritti dei lavoratori e dei politici”. Non c’è spazio nel nostro Paese per signorotti rinascimentali che si ritengono legibus soluti.
Joe Biden che è un bravo cattolico non vede cosa sta succedendo in Italia? Perché Obama non interviene con decisione per garantire libertà e democrazia nel nostro Paese?
Certo, oggi il pericolo non è il fascismo nazista come 60 anni fa, ma è un intreccio che ho già definito perverso e schifoso tra settori dello Stato, politica e potere mediatico.
Stati Uniti ed Europa devono intervenire immediatamente pena un peccato di omissione storico gravissimo. Anche la Chiesa può fare la sua parte, ma non sta a me che sono un laico dire cosa devono fare le gerarchie ecclesiastiche.
Rivolgo però un appello alla C.E.I. perché difenda i valori cattolici della responsabilità come indissolubilmente legata alla libertà, della fraternità solidale, della giustizia sociale come forma altissima di carità cristiana.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

15 gennaio 2011
: carismi dei Papi e dei santi (inviato, non pubblicato) (BF70)

Gesù ha detto: “Una generazione perversa e adultera pretende un segno! Ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta” (Matteo, 12, 39). Gesù ha anche detto “Distruggete questo tempio ed in tre giorni lo farò risorgere” (Giovanni, 2, 19).
A partire da queste parole di Gesù, l’accertamento del miracolo, come segno divino, è diventato molto importante per l’accertamento della santità.
Lo Spirito Santo, inoltre, a testimonianza della santità, anche se non proclamata con la canonizzazione, dona spesso ai Papi carismi eccezionali.
Giovanni XXIII è stato dotato del carisma profetico in somma misura, come Giovanni Paolo II, il quale però è stato più dotato di intelligenza politica. Paolo VI è sommo nel carisma pastorale, il Papa attuale è sommo nel carisma filosofico e teologico.
Ringraziamo Dio per le benedizioni di cui ha ricolmato il suo popolo mediante i doni fatti sai santi pastori della Chiesa. Ciao.

14 gennaio 2011
: buona e cattiva educazione (BF69)

Sono molto interessato all’argomento illustrato dal dott. Vecchiato. Vorrei portare la mia esperienza personale ed alcune riflessioni.
Vorrei porre innanzitutto alcune domande. Cosa significa vincere nella vita? Quanto è importante avere successo piuttosto che vivere onestamente la propria fede cristiana? Dobbiamo avere un approccio morale o scientifico al problema?
La mia esperienza è questa. Io sono stato educato con metodi libertari, ho fatto le elementari con il metodo Montessori, sono cresciuto senza un padre (mio padre è morto quando avevo cinque anni) e senza educazione cristiana. Dopo una laurea in giurisprudenza con 110 e lode e una media esami di 29.5 su 30 ho contratto una grave malattia mentale che mi ha portato ad abbandonare il lavoro ed un promettente corso di dottorato di ricerca in diritto comparato. Mi domando: Ignazio di Loyola avrebbe trovato la sua strada, il suo percorso di vita cristiana, se non avesse ricevuto una grave ferita in guerra? Se crediamo fermamente che Dio scrive dritto sulle righe storte, dobbiamo vedere tutto alla luce della Provvidenza, anche le cose negative che ci capitano.
Io penso, per tornare all’argomento dell’articolo che il giusto approccio scientifico sia quello di chiedersi ogni 10.000 bambini prodigio quanti sono stati educati con l’educazione definita “prussiana”. Viceversa, ma più erroneamente, ci si potrebbe chiedere quanti su 10.000 bambini educati prussianamente sono diventati bambini prodigio.
Per un cristiano, la vera partita della vita si gioca sul piano morale e la vera vittoria è quella che insegna la Chiesa cattolica, essere cioè buoni figli, sottomessi ai genitori e buoni genitori cioè educare i figli bene, senza inasprirli. Dio però è buono e giusto con tutti e dà una chance anche ai figli educati male.
In conclusione, credo che non bisogna avere un approccio deterministico verso l’ambiente e rispettare la libertà dell’uomo per difendere, in ultima analisi, la sua somiglianza nobilissima con Dio, soprattutto con il Dio cristiano che ci rende simile a lui, come insegna Sant’Ireneo, in Gesù Cristo fattosi vero Dio e vero uomo, con buona pace di chi sostiene che l’individuo è solo frutto delle influenze ambientali e dell’educazione.
Ciao.

13 gennaio 2011
: Giovanni Paolo II (BF68)

Penso che Giovanni Paolo II sia stato un Papa grandissimo per un aspetto, cioè lo spirito profetico, come Giovanni XXIII. Non conosco molto la storia dei Papi. Il mio santo preferito è un Papa: San Gregorio Magno. Credo che per quanto riguarda la teologia sia stato molto aiutato da ottimi collaboratori e da un'ottima Congregazione per la dottrina della fede, guidata dall'attuale pontefice Benedetto XVI. Preferisco come teologo mille volte l'attuale pontefice. Mi lega però a lui, Giovanni Paolo II, un grande amore, rispetto e ammirazione per i fratelli maggiori come egli stesso ha definito gli ebrei. Credo fermamente, assieme alla Congregazione delle cause dei santi che il miracolo che gli viene attribuito sia vero. Ci sono solo due cose che mi sembrano meno brillanti, come due stelle che brillano di una luce più flebile, nel suo pontificato. La prima è la dichiarazione congiunta cattolico luterana sulla giustificazione, che, se posso esprimere con poca modestia una personale opinione, mi sembra più fumo che arrosto. La seconda è quella lunga serie di richieste pubbliche di perdono per le colpe della Chiesa. Non che quelle specifiche colpe non ci siano, però anche qui mi pare un dato tra l'ovvio e l'ambiguo quello contenuto nella richiesta di perdono. Ovvio perché nella Chiesa c'è l'errore cioè la zizzania. Ambiguo perché si sottovaluta il ruolo storicamente santo del volto della santa Chiesa, che ne viene un po' ammaccato e reso opaco. Tra le sue Encicliche, la Dives in Misericordia, è una delle mie preferite (preciso di non averla letta tutta ma di averla solo consultata qua e là), nella quale il Papa santo ci spiega il volto misericordioso di Dio con grande sapere teologico, non accompagnato da altrettanta originalità nella lettura della Bibbia, secondo me. Comunque, lo invoco, lo prego, lo amo. Concludo con una preghiera: "Giovanni Paolo II, che hai criticato don Leonardo Zega e che sei sicuramente in Paradiso nella Gloria di Dio Padre e Dio Figlio, abbi ora cura dal Cielo di tutta la famiglia paolina, di don Antonio Sciortino, di me che ti prego, dei giornalisti di Famiglia Cristiana, accompagnandoci tutti in Paradiso, ispirandoci una vita santa e beata come quella che tu hai avuto, ammaestrandoci con il tuo santissimo esempio".


11 gennaio 2011
: creazione dell'Universo (BF67)

Penso che l'Universo si sia creato da solo in base a leggi concepite da Dio. Penso sia questo il senso della Genesi. Come l'architetto non fabbrica la casa, ma la concepisce, così Dio ha concepito le leggi fisiche, chimiche e matematiche, ma poi l'universo si è creato da solo tramite il big bang o qualcosa di simile. A Dio appartiene il progetto, a cause ignote e misteriose, forse ciò che noi chiamiamo Spirito Santo e/o agli angeli, l'esecuzione.
Le cose invisibili che nel Credo diciamo create da Dio non sono secondo me quelle non osservabili a occhio nudo, ma un mondo parallelo che esiste nello stesso luogo del mondo fisico ma risponde a leggi fisiche diverse ed è il mondo, comunicante con il nostro tramite angeli e spiriti, del Paradiso, del Purgatorio e dell'Inferno.
Penso che Dio abbia prodotto delle modificazioni genetiche nell'evoluzione della specie, ed, in questo senso, Dio ha ricreato più volte l'Universo, nel senso di modificare e completare il progetto originario.
Infine, una nota sull'uomo che è fatto ad immagine e somiglianza di Dio ed è primizia delle sue creature. Dio gli ha insufflato lo spirito vitale cioè l'anima e lo spirito di vita. I luterani parlano di distruzione della natura umana come effetto del peccato. Io penso che si debba parlare di corruzione dell'anima, intesa come realtà platonico-paolina per effetto non del Peccato Orginale ma dei peccati più gravi.
Ciò significa che l'uomo ha la libertà di corrompere la Creazione, come è capitato anche agli angeli con la ribellione di Lucifero a Dio che ha prodotto una corruzione dell'anima che ha causato un decadimento del diavolo da angelo a bestia, come ci ricordano tante raffigurazioni pittoriche medievali e non. Ciao.

8 gennaio 2011
: Minzolini (BF66)

Minzolini è complice di un sistema perverso che non ha creato lui.
Penso che non sia una persona disonesta.
Per sistema perverso io intendo due cose.
Primo, la logica del do ut des che con il berlusconismo è migrato dal campo degli affari al campo della televisione pubblica e della politica.
Secondo. Il miscuglio schifoso ed inaccettabile di politica e potere mediatico che Silvio Berlusconi ha portato nel Paese.
In un altro contesto Minzolini sarebbe un bravo giornalista: è nato nel tempo sbagliato, si trova nel posto sbagliato.
Ciao.

8 gennaio 2011: preferisco Ratzinger e Bagnasco (BF65)

Non so se posso pubblicare un secondo intervento perché ne ho già pubblicato uno riguardante il tema dell’eucarestia ai divorziati risposati (colgo l’occasione di ringraziare la rivista ed il suo moderatore per i tanti commenti pubblicati sul bellissimo sito internet di Famiglia Cristiana).
Tra Tettamanzi da un lato, Bagnasco e Ratzinger dall’altro, io preferisco la Chiesa di Bagnasco e Ratzinger. Non voglio essere accusato di cerchiobottismo o di falsità. Gesù parlando di Natanaèle dice “ecco veramente un Israelita in cui non c’è falsità” (Giovanni, 1, 47). Visto che Tettamanzi viene presentato come esempio della chiesa modello, vorrei esprimere una voce dissonante e spiegare perché quella di Tettamanzi, cardinale per cui ho peraltro la più profonda devozione ed il più profondo rispetto, non è la mia Chiesa ideale.
Mi sembra che la statura di Papa Ratzinger sia superiore a quella pur grande in umiltà e opere del Cardinale di Milano. Ratzinger è superiore in umiltà, in teologia, in spirito profetico e pastorale.
Quanto a Bagnasco, non capisco le lettere di chi si lamenta che la Chiesa cerca compromessi con il potere. Il Cardinale Bagnasco si sforza di agire per il bene della res publica che è un compito ineludibile della Chiesa. Certo lo fa con le sue opinioni (da cui io ho immodestamente dissentito, peraltro, schierandomi con Casini e il Terzo Polo contro l’idea di Bagnasco che auspicava un riavvicinamento di Casini a Berlusconi) che penso siano in totale buona fede.
Bagnasco ha una responsabilità non facile da gestire che i Cardinali Tettamanzi e prima di lui Martini non hanno avuto.
Penso che anche il Papa e il Cardinale Bagnasco abbiano presente che caritas Christi urget nos, Matteo, 25, e l’amore per gli ultimi, ma hanno una responsabilità, lo ripeto, più ampia e una visione più globale della Chiesa che Tettamanzi non ha. Ciao.

Codice commenti (per indice analitico): da BF65 a BF98


12 febbraio 2011: FLI 11 febbraio 2011 (BF98)

Nasce finalmente il Terzo Polo, la nuova casa per i moderati del centro-destra. Mai con la sinistra, dialogo aperto con i berluscones più intelligenti, aperti e di buona fede. Per trovare una soluzione onorevole per l’Italia al caso Silvio Berlusconi, riconoscendone anche i meriti, perché non si ripeta un “caso Craxi”. Il Terzo Polo nasce per rompere la logica del do ut des pernicioso e perverso che ispira l’alleanza tra PDL e Lega Nord, come ha giustamente sottolineato Ronchi. Luogo di sintesi di una nuova appartenenza, aperta a laici e cattolici perché dove c’è il bene, anche se non ci si professa cristiani, ci sono le premesse per costruire un’Italia migliore. Viva Fini, viva l’UDC e il Terzo Polo, viva l’Italia unita e solidale! Ciao.

11 febbraio 2011
: Berlusconi, principio di uguaglianza e paralisi politica (BF97)

Buongiorno,
il principio di eguaglianza formale di fronte alla Legge, di importazione francese, subisce di fatto già importanti deroghe nel nostro Ordinamento. Basti fare un esempio.
Si pensi alla vicenda del pentito Felice Maniero. Grazie alla legge sul pentitismo, ha ottenuto un forte sconto sulla pena a fronte del contributo dato allo smantellamento della relativa rete criminale. Si dirà che è un caso in cui situazioni dissimili vengono trattate in modo diverso in applicazione dello stesso principio di eguaglianza per giustificare la coerenza apparente del sistema giuridico ma si tratta a ben vedere di un artifizio.
In altri termini, il principio di eguaglianza è, in parte, una semplice declamazione dei giurisperiti, cioè un’affermazione cui non corrisponde una effettiva realtà giuridica. Questo perché il principio di eguaglianza (parlo del principio di uguaglianza formale, non di quello di uguaglianza sociale ed economica che invece è sacrosanto), rappresenta filosoficamente un assurdo figlio della peggiore tradizione illuminista.
Dal caso Berlusconi si può uscire solo in due modi. O sterilizzando completamente il suo potere reale, pur lasciandolo formalmente in carica con un passaggio soft di potere allo staff berlusconiano che sta attorno a lui. Oppure, offrendogli – de iure condendo – la possibilità di avere l’immunità penale chiedendo qualcosa in cambio, ad esempio, di non ricandidarsi come Premier o, addirittura, di ritirarsi a vita privata. E’ al momento più probabile, la prima strada, anzi si sta, purtroppo verificando, con una paralisi del potere decisionale dell’Esecutivo da cui qualcuno dovrebbe spiegare come si può uscire.
L’esempio fatto dall’Onorevole Vietti, cui va la mia somma stima e simpatia (sono iscritto all’UDC) ridicolizza giustamente con un esempio tratto dalla medicina l’idea stessa del processo breve e mostra come dietro questa idea c’è una mente politicamente malata e delirante, se non allo stesso tempo disonesta. Ciao.

10 febbraio 2011
: un mondo diverso è possibile (BF96)

Se guardiamo alla storia umana, possiamo dire che le ideologie hanno rivoluzionato la condizione dell’uomo non più delle invenzioni della medicina, della tecnologia, dell’economia.
Un professore di economia mi chiese se la condizione della donna era stata migliorata più dal femminismo o dalla invenzione della lavatrice. La invenzione della lavatrice ha liberato tempo che la donna ha potuto impiegare per lavorare, per filosofare, per emanciparsi.
Il materialismo marxista è stato inglobato e reso innocuo dal materialismo di segno opposto quello consumista e capitalista. Lo sviluppo economico che in Occidente ha dato all’operaio una casa, un’automobile, la possibilità di far studiare i propri figli ha potuto di più dell’ideologia comunista da molti operai professata.
La Storia è quindi nelle mani, nella sua evoluzione futura, di tante fattori vettoriali, che sono, sia le ideologie rivoluzionarie, sia quelle contro-rivoluzionarie, sia quelle di riforma, sia quelle di contro-riforma, sia quelle di progresso, sia quelle di restaurazione o reazione che dir si voglia.
Ma quanto al fattore medico, economico, scientifico e tecnologico un altro mondo è promesso all’uomo sulla base delle future scoperte ed evoluzioni che sono in larga misura imprevedibili.
Il cristiano ha, tuttavia, una idea di storia come di progresso, tanto che crede in un esito ultimo positivo per cui la storia è un puntare verso i beni eterni apocalittici.
Dio che, se esiste, sicuramente conosce già quelle scoperte scientifiche che l’umanità deve ancora fare, può prevedere gli immensi benefici delle medesime e rappresentarli, prefigurarli tramite la Parola ispirata da Dio stesso.
Lo sguardo del cristiano è quindi di profondo ottimismo sull’esito in evoluzione della storia umana, pur attraversata da inenarrabili drammi e sofferenze.

9 febbraio 2011
: vivere l'eucarestia (BF95)

Per me l’eucarestia è vivere Cristo, fare esperienza di Lui, gioire con Lui.
L’eucarestia ha senso se è pegno di una dimensione morale della vita, sia nel sociale, sia a livello individuale. Questo è vivere Cristo. Che gioia se saremo chiamati alla destra di Cristo! “Venite benedetti del Padre mio” (Matteo, 25, 34)!
Fare esperienza di Cristo significa che l’eucarestia è strumento indispensabile per l’empatia con Dio e per la sua sequela. Sentire come Dio, compatire come Dio, soffrire, se possibile, come Gesù, il giusto ha sofferto. Tutto questo è possibile grazie all’eucarestia.
Infine, gioire con lui, sentendosi parte di quella Nuova Alleanza che è fonte inesauribile di gioia che nessuno ci potrà mai togliere (Giovanni, 16, 23). Una gioia che nell’eucarestia si fa piena, pegno della gioia dei Cieli, anticipazione della vita eterna.
Infine c’è un legame strettissimo tra eucarestia, morte e resurrezione. Si tratta di tre elementi che formano una sorta di matrioska. Dentro la resurrezione c’è la morte e dentro la morte c’è l’istituzione dell’eucarestia.
Il sangue dei martiri è la sintesi perfetta di questi tre elementi, come dice l’Apocalisse (Apocalisse, 6, 8-11). Il sangue di Cristo è salvifico e quello dei martiri viene/verrà vendicato sopra gli abitanti della terra. Che senso ha questa vendetta nel contesto del Dies Irae? Penso che chi ha testimoniato Cristo partecipando alla santa eucarestia scamperà a questa vendetta. Non proseguo oltre perché questa è materia per i teologi professionisti.
Mi limito a dire che l’eucarestia è elemento centrale della vita cristiana.

9 febbraio 2011
: vivere l'aborto (BF94)

Non vorrei tanto soffermarmi sull’aborto di per sé, ma sul modo di viverlo, quello che nell’articolo, ai cui argomenti mi riallaccio e richiamo, viene indicato come “secondo problema”.
Ci sono donne, ne ho conosciute personalmente, che vivono l’aborto come un’operazione di routine, come togliere le tonsille, senza alcuna consapevolezza delle implicazioni morali del gesto.
Ci sono invece donne che, come il pubblicano al tempio, pur abortendo, si battono il petto e vivono l’aborto come un dramma morale profondo, consce del peccato che commettono abortendo.
Non so quale sia il giudizio di Dio ma penso sia diverso nei due tipi di atteggiamenti.
La vera piaga della cultura abortista è questo ateismo dell’aborto di Stato, che fa passare l’aborto come un’operazione “normale”, moralmente asettica e persino civile.
Compito della Chiesa, come giustamente sottolinea la domanda, non è opprimere nessuno, ma diffondere una cultura della gravità morale dell’aborto, una ferita incancellabile nell’anima di chi abortisce.
Nei Paesi ispirati dall’ateismo di Stato è particolarmente diffusa una cultura dell’aborto inaccettabile che cozza sia con l’evidente verità della scienza, sia con le implicazioni morali di questa verità come ben pone in luce l’articolo di Giordano Muraro.

8 febbraio 2011
: riformare la P.A. (BF93)

Penso si debbano togliere soldi in busta paga ai dipendenti pubblici che non hanno mutuo da pagare e che non hanno moglie e figli a carico e dare soldi in busta paga a chi ha figli e moglie a carico e mutuo da pagare.
La Costituzione, infatti, prevede all’art. 47, comma 2, che la Repubblica favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione e all’art. 29 che la medesima Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Con l’appoggio dei sindacati si può riformare il trattamento fiscale dei dipendenti pubblici rendendolo più equo. Senza il consenso dei sindacati, in Italia non si fa niente (giustamente o ingiustamente non lo so dire).
Però mi pare che sull’assenteismo qualche risultato parziale sia stato ottenuto.

8 febbraio 2011
: Berlusconi e berlusconismo (BF92)

Bisogna riconoscere a Berlusconi una volontà di ferro ed un sano realismo, assieme ad un atteggiamento irresponsabilmente autoreferenziale.
Per autoreferenziale, intendo che questa persona non riconosce nessuna autorità morale o di altra natura che possa giudicarlo fuor che sé stesso.
E’ un personaggio complesso, ci sono luci e ombre, certe analisi a favore o contro mi paiono troppo elementari.
Io mi auguro per il bene dell’Italia che si esca dal berlusconismo, però ci sono molti politici che lavorano dalla parte di Berlusconi che sono persone oneste ed intelligenti e di cui non si parla mai. Sembra che Berlusconi governi da solo l’Italia mentre c’è un team dietro di lui che non è coinvolto in nessun scandalo sessuale, che è volenteroso e saggio; come ha cercato di esprimere la lettera aperta che i cattolici del PDL hanno rivolto al Paese dalle pagine dell’Avvenire.

8 febbraio 2011
: Afghanistan e guerra (BF91)

Le armi sono, a mio avviso, nient’altro che il veicolo di idee politiche, di modelli sociali di convivenza, di interessi economici, di modelli religiosi.
A volte, le armi occidentali e, per così dire, cristiane sono state veicolo per portare alcoolismo, droga, prostituzione, pornografia e gioco d’azzardo, oltre alla fede e a svariate cose buone.
In genere, ci sono modelli di comportamento verso i quali l’Islam è fortemente refrattario. L’Islam si difende dai mali dell’occidente e pretende, contemporaneamente, di espandersi. E’ contemporaneamente santo e pernicioso. L’Islam è, sempre secondo me, un groviglio inestricabile di cose buone e di cose cattive.
Come cristiani, non possiamo che vigilare perché le armi non siano strumento di corruttela morale di società che hanno valori morali altissimi, anche se non cristiani.
Leggendo la storia dell’Afghanistan, ci accorgiamo quanto essa sia segnata dalle invasioni e dalle guerre.
La guerra secondo me è una conseguenza del Peccato Originale e non verrà mai eliminata finche non torni Cristo alla fine dei tempi.
Certo che se l’essenza di cui si discute è la costruzione di qualche ponte, di qualche strada e di qualche ambulatorio medico, stiamo veramente discutendo di aspetti secondari rispetto alle profonde trasformazioni che la storia afgana ha conosciuto durante la sua storia per effetto delle guerre, dei flussi migratori e dell’influenza di diversi modelli sociali e religiosi.

5 febbraio 2011:
sintesi politica (BF90)

C’è la tesi, c’è l’antitesi ma, politicamente parlando, manca la sintesi. E’ necessario che qualcuno (io penso a Tremonti) compia un’operazione di sintesi delle varie opinioni che ci sono nel centro-destra. Mi pare emerga una difficoltà del Premier Berlusconi a svolgere tale ruolo di sintesi. A sinistra è opportuno che avvenga lo stesso, mediatore l’Onorevole Bersani. Se manca la sintesi delle istanze politiche, si fa un gioco al massacro delle istituzioni come mi pare stia avvenendo. Ciao.

4 febbraio 2011
: dialogo con gli atei (BF89)

Sono cresciuto in una famiglia di atei (eccetto mia zia paterna che era cattolica) e credo molto nel dialogo con gli atei.
Molti atei sono convinti che si arrivi alla fede come credenza nei miracoli, ma questa convinzione è erronea. In realtà, nessuno dei credenti del passato e del presente che io conosca arriva alla fede in base all’evidenza di un miracolo. Prima si ha fede, poi si crede alla Resurrezione e tramite la fede si crede ai miracoli.
La Bibbia ci interroga con il miracolo più grande che sia avvenuto: Gesù che cammina per le vie del mondo, guarisce, parla. E poi il sepolcro vuoto interroga la nostra razionalità. O il corpo è stato trafugato, o Gesù è veramente risorto come mi pare abbia scritto Vittorio Messori. Io sono stato aiutato molto nel trovare la fede da due autori: C.S. Lewis e Messori stesso.
Una bellissima canzone di Sergio Endrigo, titolo “Io che amo solo te”, parla dell’amore terreno ed umano ma è un’allegoria bellissima, a mio avviso, dell’amore per Dio tanto che ho sempre pensato che potrebbe essere la canzone più adatta – tra la musica profana e leggera – alla vocazione sacerdotale. Questa canzone dunque dice: “C’è gente che ha avuto mille cose, tutto il bene, tutto il male del mondo; io ho avuto solo te (ma si potrebbe, appunto, scrivere Te) e non di perderò, non ti lascerò ecc.”.
Non conosco essere umano che non creda in nulla, per dare senso a questa valle di lacrime.
La fede è nient’altro che l’effetto di un processo di sostituzione di questo “qualcosa” in cui crediamo come esseri umani naturali con un Altro in cui crediamo come uomini di fede.
Questo qualcosa in cui anche l’ateo crede è forse rassomigliante a quel “Dio ignoto” che veneravano gli antichi greci. E’ la ricerca, per chi è alla ricerca, di qualcosa che ha valore e sia datore di senso alla vita. Il Dio ignoto degli atei può tuttavia anche essere un culto demoniaco rivolto agli idoli di questo mondo cui ci si sottomette volontariamente.
C’è, però, chi dal mondo (nel senso in cui, spregiativamente, il Vangelo parla di Satana come principe del mondo) non ha voluto, non ha accettato, non ha avuto niente, come dice la canzone allegoricamente interpretata di Sergio Endrigo. Io ho scritto sul mio sito internet una poesia che qui mi permetto di citare intitolata “Quelli che non hanno avuto niente ...” e fa così: Quelli che non hanno avuto niente, tranne una carezza di Dio da bambini/nel battesimo/Quelli che non hanno avuto giochi, dischi e sport di montagna, ma solo la preghiera per loro della Madre di Dio/Quelli che sperano tutto, perché non hanno avuto niente/Quelli che hanno fame e nessuno li nutre/Quelli che sono malati e nessuno li visita, sono forestieri e nessuno li ospita, sono nudi e nessuno li veste/Quelli che amano Dio più di ogni cosa perché non hanno conosciuto la malizia del mondo/E si sono fatti bambini per restare puri, agli occhi dell'ignoto che viene per salutarli, per rigenerarli e per giudicarli, forse giusti chissà ...
Questi che non hanno avuto niente non hanno lo stesso destino con chi si è venduto, di chi si è compromesso di chi ha perseguitato.
Si può essere in dialogo con gli atei senza voler evangelizzare? Ma certo che sì! Ha pienamente ragione il Cardinale Ravasi.
La Ragione illuminista è appunto il terreno, a mio avviso, fecondo di questo dialogo necessario, indispensabile e ineliminabile. Ciao.

2 febbraio 2011
: ancora sul caso Berlusconi (BF88)

Sono dell’opinione che le tre responsabilità di Berlusconi morale, politica e giudiziaria (o giuridica in senso stretto che dir si voglia) debbano restare nettamente distinte.
Come la sinistra ha fatto le Primarie grazie alle quali Bersani ha prevalso su Franceschini, il leader del centro-destra dovrebbe essere scelto con delle Primarie. Se questo non avviene è perché c’è un gravissimo deficit di democrazia nel centro-destra più e prima ancora che nel Paese.
Non deve e non può ripetersi un caso Craxi mentre sarebbe più che opportuno che l’On. Berlusconi facesse la fine di Prodi.
Il popolo del centro-destra dovrebbe poter scegliere tra Casini, Tremonti, Fini o lo stesso Berlusconi come leader. Questo può farsi, ripeto, solo tramite delle Primarie libere e democratiche.
Quanto alla responsabilità morale e giuridica, Berlusconi stesso ha fatto due atti significativi.
Facendo l’eucarestia e dichiarandosi cattolico, dovrebbe sottomettersi all’autorità morale della Chiesa che gli chiede verità di vita e, se è il caso, un sincero pentimento.
In ordine alla responsabilità giuridica di fronte alle Istituzioni del Paese, si sottovaluta da parte degli osservatori, a mio avviso, il fatto che Berlusconi ha giurato la sua verità sul caso morale che lo riguarda (cosiddetto caso Ruby & C.) alla persona del Capo dello Stato, dichiarandosi innocente.
Se risultasse che ha mentito a seguito di una equa indagine parlamentare e/o giudiziaria, dovrebbe rassegnare le sue dimissioni e ritirarsi a vita privata.
Non mi sarei mai aspettato di essere d’accordo con l’On. Di Pietro ma è accaduto nel momento in cui il citato Onorevole ha dichiarato che l’idea di un alleanza tra centro e sinistra è “un’ammucchiata contro natura”.
Lo scandalo che riguarda la persona del Premier non può esautorare i cittadini, espropriandoli del diritto di scegliere tra centro-destra e centro-sinistra.
E analogamente da rigettare è l’atteggiamento di parte del PDL e della Lega che mettono un sostanziale veto alla futura “naturale” alleanza tra il Terzo Polo e la destra. Un’alleanza che porterebbe istanze democratiche, riformiste e moderate nella destra italiana, cosa di cui c’è quanto mai bisogno. E’ un veto che soddisfa i capricci del sultano e le stravaganze della Lega o le pretese egemoniche di entrambi e va apertamente e contraddittoriamente contro quella “volontà del popolo sovrano” che Berlusconi e la Lega non si stancano di sbandierare.
La volontà del popolo sovrano non può che essere quella che sia il popolo stesso, tramite il Parlamento, a scegliere i futuri assetti politici del Paese, nel rispetto reciproco delle Istituzioni e dei delicati equilibri fra poteri che caratterizzando la nostra Repubblica secondo la Costituzione formale e materiale.
Ciao.

1° febbraio 2011
: liberazione dei poveri (BF87)

Il Vangelo dice “i poveri li avrete sempre con voi” (Marco, 14, 7). Non dice i poveri cristiani, ma dice i poveri in generale. Altrove dice “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (Matteo, 25, 40). Il tema dell’arricchimento dei popoli viene visto con diffidenza da una certa teologia, giustissima, che vede nel benessere la possibilità del diffondersi di un materialismo epicureo poco attento alle esigenze dello spirito. In che senso l’amore trinitario, modello supremo di qualunque amore, può essere un modello per le società opulente o per quelle che si apprestano a diventarlo? L’Apocalisse di san Giovanni ci mostra il quadro di una comunità umana destinata, come paradigma escatologico, ad affrancarsi, per l’opera di Dio, dalle lacrime, dalla morte, dal lutto, dal lamento dall’affanno perché le cose di prima sono passate (Apocalisse, 21, 4). Questo avverrà per volontà e per l’azione di Dio cui probabilmente dobbiamo collaborare attraverso mezzi umani, come il progresso medico, scientifico, tecnologico ed economico. L’Apocalisse è eternamente in corso, a mio avviso, è un paradigma eterno, cioè del tempo di Dio, ed è un paradigma antropologico, cioè che parla dell’uomo e delle sue vicende storiche. Se il benessere economico si fa teologia della liberazione anche spirituale ed escatologica dal peccato e dalle sue conseguenze, forse, accanto ai rischi di materialismo ateo, possiamo intravedere contro ogni eresia manichea, una grande opportunità di redistribuzione della ricchezza prodotta, perché questi poveri “che abbiamo sempre con noi” non subiscano il destino terreno ingiusto del povero Lazzaro, ma conseguano, oltre al premio eterno, una vita economicamente dignitosa, secondo ciò che Dio vuole. Cosicché l’arricchimento dei popoli sia, oltre che un rischio, un realizzarsi delle parole profetiche di Giovanni Paolo II che la teologia della liberazione, sganciata dalla metodologia marxista, è “non solo utile ma anche buona e necessaria” (Lettera rivolta alla Conferenza Episcopale Brasiliana). Necessaria come collaborazione dell’uomo ai piani storico-escatologici di Dio nel contesto di una liberazione dell’uomo dalla povertà e dal male (Apocalisse, 21, 4, citata).

1° febbraio 2011
: Mubarak e la politica dell'Egitto (BF86)

Sono contro Mubarak per alcuni crimini che ha compiuto ma non per la sua demonizzazione. Il rischio è duplice. Da un lato che si crei un capro espiatorio per tutti i mali dell’Egitto, dimenticando che alcuni problemi economici sono del tutto indipendenti dalla politica di Mubarak e dimenticando la giusta politica filo-israeliana fatta sotto Mubarak (non siamo per l’amicizia politica ed ecumenica fra ebrei, cattolici e musulmani? O lo siamo in modo intermittente e ambiguo?). L’Egitto fu infatti il primo Paese arabo a riconoscere Israele nel 1979 (Mubarak sarà nominato Presidente nel 1981, circa due anni dopo), seguito dalla Giordania solo nel 1994. La tanto criticata amicizia con Israele e con gli U.S.A. è stato un fattore importante di stabilizzazione della regione del Maghreb (cioè l’Africa del nord ovest) e del Medio Oriente. Dall’altro, che prenda il posto di Mubarak un regime anche non fondamentalista ma comunque anti-occidentale e antisemita, contrario a Israele e alla sua religione. Mubarak è al potere da troppi anni e sembra aver favorito il figlio in occasione di alcune importanti privatizzazioni. Così si è trasformato in un monarca odioso. E’ più che mai opportuno un avvicendamento nel potere in Egitto che veda Mubarak dimettersi. Approvo del tutto le parole espresse da Hillary Clinton, Segretario di Stato sotto la Amministrazione Obama, la quale Clinton ha dichiarato che occorre "coinvolgere immediatamente gli egiziani nell'attuazione di riforme politiche, sociali ed economiche''. Clinton ha inoltre chiesto alle autorità egiziane ''la cancellazione del bando alle comunicazioni'' imposto oggi, con Internet e alcuni servizi di telefonia mobile interrotti. Inoltre, ha opportunamente detto, ''Continuiamo a seguire la situazione da vicino, siamo molto preoccupati per il ricorso alla violenza da parte della polizia e delle forze di sicurezza contro i manifestanti, sollecitiamo il governo a contenere le forze di sicurezza, ma anche i manifestanti a esprimere pacificamente la loro protesta''.

31 gennaio 2011
: la diaspora politica dei cattolici e i loro diritti inviolabili (BF85)

Il nodo cruciale nel Paese, nel Terzo Polo, nella sinistra e forse anche all’interno del PDL è il dialogo tra laici e cattolici. I cattolici – che non possono fuggire sulla Luna – devono stare proprio dove già sono: a destra se si sentono di destra, al centro o a sinistra se hanno idee di centro o, rispettivamente, di sinistra.
Dobbiamo abituarci alla diaspora politica dei cattolici e al conseguente inevitabile dialogo tra cattolici e non cattolici, purché ci sia buona fede da parte di entrambi.
I cattolici, uomini di buona volontà e i non credenti, se in buona fede, possono costruire un’Italia migliore.
Come deve avvenire questo dialogo? I cattolici si muovono in quella zona grigia che è la fedeltà sia a Dio sia a Cesare con la loro idea dei principi di diritto naturale che vanno difesi sempre e comunque. Probabilmente, un buon modello di convivenza è quello che consente la libertà di interrompere la gravidanza in strutture pubbliche per evitare l’aborto clandestino e, contestualmente e contemporaneamente, consente ai medici cattolici di obiettare.
Perché non consentire, analogamente, ai cattolici che vogliono obiettare religiosamente di scegliere l’obiezione di coscienza all’eutanasia e al divorzio? Cioè, mi spiego, la legge potrebbe consentire in generale una eutanasia in casi estremi con possibilità di iscriversi in un registro dei cittadini (cattolici o appartenenti ad altre religioni) che obiettano, con la garanzia di ricevere tutte le possibili cure fino all’ultimo nel caso di malattie gravemente invalidanti.
Analogamente, per chi si sposa in Chiesa, la legge potrebbe prevedere la rinuncia preventiva, opzionale e consensuale alla possibilità di divorziare civilmente. Si potrebbe proseguire con altri esempi.
La risposta civile nella costruzione di uno diritto comune per tutti ma allo stesso tempo morale potrebbe essere quella del pluralismo delle scelte. Cioè delle leggi che prevedono una moralità minima, comune ai cattolici e ai non credenti come cittadini e fratelli, con possibilità per i cattolici di obiettare sempre e comunque.
Chi segue la Chiesa dovrebbe sempre seguire quel precetto evangelico che dice “meglio ubbidire a Dio che agli uomini” (Atti, 5, 29). Si dovrebbe sempre consentire ai cattolici di scegliere un regime giuridico conforme al loro credo. E’ un’affermazione della libertà religiosa e della libertà in generale molto importante, a mio avviso. Ciao.

30 gennaio 2011
: crisi in Egitto e Tunisia (BF84)

Vorrei limitarmi a tre considerazioni, che integrano quelle interessantissime che ho appena letto. I Paesi islamici non hanno conosciuto la rivoluzione industriale che, in Occidente ha portato, all’attuale benessere delle società capitaliste. Tra i quattro Paesi emergenti, l’India, la Cina, il Brasile e la Russia, nessuno è islamico. L’occidente ha sviluppato una leadership, assieme al Giappone, economica, militare e scientifico-tecnologica che forse verrà conservata, io mi auguro di sì, anche in futuro. Le cause di questi fatti non le conosco, devono essere indagate da storici, sociologi ed economisti. Siamo destinati a ricevere sempre crescenti flussi migratori di disperati di fronte ai quali si è mostrato preoccupato persino un personaggio aperto e di sinistra come il Prof. Andrea Riccardi su uno degli ultimi numeri di Famiglia Cristiana. La guerra di conquista è preclusa all’Islam, che storicamente l’ha tentata più volte ai danni dell’Europa, dalla superiorità tecnologica e militare dell’Occidente. L’economia di rendita legata al petrolio è destinata prima o poi ad esaurirsi e lo sviluppo dei Paesi Emergenti e l’aumento della popolazione mondiale rischiano di portare a nuovi rincari dei generi di prima necessità. La formazione di un melting pot di religioni ed etnie diverse in Occidente non è una prospettiva così tranquillizzante per la nostra identità cristiana, ma necessaria per sostenere l’economia ed il sistema previdenziale dei Paesi occidentali. Non vedo nessuna soluzione all’orizzonte tranne il progressivo, drammatico impoverimento dei Paesi che non riusciranno a vincere la spietata corsa della competizione nell’economia globale. Sbandierare neo paternalismi dei paesi ricchi verso i paesi poveri non è una soluzione che possa sopperire agli squilibri strutturali storici ed economici.

29 gennaio 2011
: informazione cristiana (BF83)

Un vecchio apologo giornalistico dice che se un cane morde un uomo non fa notizia, ma fa notizia se un uomo morde un cane. La realtà è dominata in larga parte da quell’aurea mediocritas cui fa riferimento un’interpretazione negativa e restrittiva del motto oraziano est modus in rebus. Gesù ha detto che è necessario che gli scandali avvengano, ma guai a chi è motivo di tali scandali (Matteo, 18, 7). Probabilmente, se per scandalo si intende cristianamente ciò che va contro il Vangelo, è proprio di questo che deve sommamente parlare la stampa cattolica. Certo non con toni che sobillano l’odio e veementi. Ma con l’intento di ammonire con timore e tremore circa le conseguenze terribili del peccato. Il bene, se non è originale, è giusto che non faccia notizia perché il giornalista non fa beneficenza neppure in senso cristiano, ma rende un servizio pubblico alla opinione pubblica che è salus societatis atque Ecclesiae nel castigare i mores perversi. La santità, siccome è eccezionale, deve fare notizia, a cominciare dalla santità del Papa per proseguire con tutti gli eroi cristiani ed anche non cristiani del nostro tempo. Per un giornalista il criterio deve sempre essere quello della originalità ed eccezionalità della notizia. Ed in questo do ragione al Cardinale Tettamanzi, che anche il bene può rivestire i caratteri della eccezionalità e della originalità.


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