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28 marzo 2016
: lunedì dell'angelo (BF1.330)

Uomo moderno che vai di fretta, potessi tu fermarti per un istante a contemplare il sepolcro vuoto, prima, poi Gesù risorto, che viene incontro alla nostra cecità spirituale, perché diveniamo in Lui un solo corpo ed un solo spirito (cfr. 1Corinzi 12, 12-13). La società attuale vive un edonismo materialista e consumista che nega l'eternità, eppure è per questa che siamo stati creati. Testimoniando la bella notizia di Gesù Risorto, diveniamo custodi del segreto santissimo della felicità, della vicinanza dell'Altissimo a ogni fratello e sorella nella verità, della santificazione mediante il Figlio della nostra anima, cioè della nostra vita. Il ponte tra Dio e il Padre nello Spirito, si fa ponte verso ogni credente per cui esclamiamo "Maestro, è bello per noi stare qui" (Luca 9, 33). Se Gesù amò il giovane ricco (Marco 10, 21), quanto più amerà noi poveri in spirito che crediamo in Lui, morto e risorto per distruggere il peccato del mondo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 marzo 2016
: litigi nel PD (BF1.329)

Magari nel PD (che non è il partito per cui ho votato, né al quale sono iscritto) ci fosse un dibattito serio e un confronto rispettoso tra Bersani e D'Alema, da un lato, e Matteo Renzi, dall'altro. C'è invece un gettare fango addosso a Renzi per screditarlo perché si sa che l'italiano medio di sinistra, come appunto il Bersani ed il D'Alema, non vuole essere governato da nessuno, cioè coltiva una sorta, a mio avviso, di anarco-socialismo. Infatti, democrazia significa, all'interno di un Partito Politico che la maggioranza possa esprimere una linea che viene accettata dalla minoranza come avviene nel Regno Unito, in Francia ed, in generale, in Europa. Invece in Italia i politici sono spesso parrocchiani che non guardano all'interesse del Paese ma al mondo chiuso e piccino della loro "parrocchia ideologica". Anziché dare il loro contributo costruttivo, sfasciano il Partito e danneggiano l'Italia. Poveretti noi che li dobbiamo sopportare! Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 marzo 2016
: veglia di Pasqua 2016 (BF1.328)

Mi interessa mettermi nei panni dei discepoli di Gesù prima della Resurrezione. Non era chiaro a tutti che Gesù doveva risorgere perché anche dopo la Resurrezione si legge che "Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti" (Giovanni 20, 9). Il mistero della mente divina si rivela qui come mistero dell'obbedienza del Figlio, obbedienza totale al Padre. "… pur essendo Figlio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono" (Ebrei 5, 8-9). Imparare ed obbedire sembrano due temi costanti dell'azione dei discepoli sulla Terra. Facciamo preziose nella veglia di Resurrezione queste parole perché non ci perdiamo dietro alle favole (2Pietro 1, 16), ma ci facciamo tutti insieme sorprendere dai miracoli di Dio, che scaturiscono dalla Sua mente talora imperscrutabile (Isaia 55, 8) da cui riceviamo grazia su grazia. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 marzo 2016
: fede ed adolescenza (BF1.327)

Mi viene in mente Ulisse che nell'Odissea si fa legare all'albero della nave per non essere incantato e ammaliato dal canto delle sirene. In parte noi decidiamo quali "sirene" ascoltare nella vita e queste possono, almeno all'apparenza, avere una forza di attrazione notevole come il gioco d'azzardo, la droga, la pornografia, eccetera. Se un adolescente non sente la fede, gli si possono consigliare delle letture buone e accostare ad esse l'amicizia con un sacerdote in gamba che parli al ragazzo non direttamente della fede quanto piuttosto dei suoi interessi, come il calcio, o lo sport in genere, o la lettura, o le amicizie, o le prime "cotte" per le ragazze. Un sacerdote che divenga una figura paterna e che testimoni efficacemente la fede come faceva San Giovanni Bosco che diceva "vi amo per il solo fatto che siete giovani". La fede potrà poi irrompere come forza irresistibile a un certo punto della vita, chiamandolo all'eucarestia. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 marzo 2016
: ritratto del Papa ideale (BF1.326)

Come deve o dovrebbe essere il Papa ideale? Ce lo siamo chiesti in molti, credo. Forse una persona libera e sincera. Una persona non schierata in cordate o correnti di potere, una persona che ubbidisce solo a Dio ragionando con la Sua logica. Una persona che non accetta di farsi adulare e perdona chi lo insulta e lo attacca. Un uomo di Dio, in altri termini, come lo possiamo definire? Sulle orme di Gesù Cristo, il Papa è una persona piena di amore e compassione, portatore di pace e non di divisione. In altri termini, il Papa ideale è una persona misericordiosa e allo stesso tempo esigente, perché anche da lui dipende la credibilità della Chiesa Cattolica. Il Papa non è un padrone da tirare per la giacca, né un papà che ci protegge ma piuttosto che ci invita a confidare in Dio. Il Papa, infine, non è una persona autoritaria ma una persona autorevole, credibile. Le opinioni su questo Papa sono troppo radicalizzate da un lato o dall'altro. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 marzo 2016
: diventare una benedizione vivente (BF1.325)

Il credente si interroga spesso su cosa è più appropriato chiedere al Signore nella preghiera. Una delle cose, secondo la mia esperienza, più importanti da domandare a Dio, è di diventare una benedizione per la Chiesa, da un lato, ed una benedizione per il mondo, dall'altro. Il gesto che compie Gesù della lavanda dei piedi mostra la via e più ancora il senso di questa benedizione: il porsi a servizio della Chiesa come servi, "servi inutili" dirà un altro passo del Vangelo (Luca 17, 10). Una benedizione per il mondo se diventiamo uno specchio sincero e senza maschere della luce che emana da Cristo. Una luce di verità, di giustizia, di pace, di carità fraterna. Ecco che oggi l'Onnipotente può fare di noi per davvero una benedizione, il traguardo ambìto della vita nella fede sulla terra, perché portiamo il Lieto Annuncio a tutte le persone che incontriamo con il comportamento e con la parola, affinché il nostro nome sia scritto nei Cieli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 marzo 2016
: Pasqua 2016 (BF1.324)

Nel constatare in quanta miseria certe volte ci troviamo e vediamo immersi è motivo di speranza e di consolazione una teologia della Gloria di Dio che è del tutto autonoma dalle vicende umane ma si gioca unicamente nel rapporto di carità, amore e misericordia tra le tre Persone Divine. Se però ci domandiamo perché il Signore è risorto, viene spontaneo dire che è risorto per noi e per ogni uomo e donna come invito rivolto a tutti alla conversione e alla santità. Non è solo nel battesimo che siamo chiamati alla santità ma anche nella resurrezione del Cristo perché la grazia che emana dalla Gloria è più forte del peccato e rende appunto possibile la santità. La Chiesa tutta è illuminata dalla luce sfolgorante della Resurrezione: una linfa che nutre la pianta, cioè, fuor di metafora, la Chiesa e che ci invita ad amare la Chiesa come il Padre ha amato il Figlio facendolo risorgere dai morti. Gloria sia, dunque, nel più alto dei Cieli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 marzo 2016
: grazia che sovrabbonda (BF1.323)

In Romani 5, 20, si legge:"… laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia". Cioè, dove abbonda il peccato di una minoranza di fanatici, come fanatico era Giuda Iscariota, sovrabbonda l'amore e la giustizia di Dio che illumina le nostre coscienze, aperta alla speranza. Se lottiamo per un mondo migliore, siamo già certi di avere il Signore come nostro alleato. Anzi, tutto il bene che c'è nel mondo ha una precisa fonte, se si è credenti: il Cristo Signore e tutti i giusti (cioè giustificati) in cui Gesù confida e dai quali non sarà mai tradito. Quante meschine coscienze sia dentro, sia fuori dalla Chiesa offuscano la bellezza della fede! Il Signore, però, non cessa di amare persino Giuda Iscariota ma ne rispetta la libertà nella scelta del male. Noi, invece, preghiamo di partecipare alla gioia del nostro Signore come servi buoni e fedeli, nel pellegrinaggio verso la Patria Eterna per la grazia ricevuta sin dal battesimo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 marzo 2016
: il libero arbitrio e Giuda Iscariota (BF1.322)

Nella parabola dei talenti, un manifesto del libero arbitrio, si legge (Matteo 25, 21): "Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone". Giuda Iscariota è nei Vangeli l'uomo che ha ricevuto molti talenti eppure il Vangelo stesso dice che entra dentro di lui nientemeno che Satana che lo conduce al suicidio. Sembrerebbe che, in base all'uso dei talenti, siamo noi che ci predestiniamo ad accettare o rinunciare a Satana. Quando leggiamo nel Catechismo che nel battesimo siamo chiamati alla santità, forse è proprio in questa occasione che riceviamo i nostri talenti da accrescere nel corso della vita. Il "potere sopra dieci città" che Dio conferisce secondo l'analoga parabola in Luca 19, 17 è forse simbolo di un premio eterno alla fedeltà a Dio secondo come le virtù teologali sono state poste al servizio del Signore e della Sua Parola. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 marzo 2016
: emergenza profughi (BF1.321)

Finché nel mondo si giocheranno partite sulla pelle degli altri (e tutti sappiamo quali sono questi tipi di business), ci sarà la divisione tra opulenti e disperati, tra sommersi e salvati. La decisione circa il destino dei profughi, si dice, spetta alle istituzioni democratiche che però rischiano di veder messa in discussione la loro autorità morale. Parlare di un'Europa opulenta è forse fuori luogo con la crisi economica che distrugge una intera generazione che non è neppure nata. La redistribuzione equa delle risorse del pianeta è lontana galassie dagli attuali meccanismi produttivi ed economici. Se ci sentiamo tutti coinvolti e responsabili possiamo studiare soluzioni valide per il lungo periodo. Ma i poveri non possono aspettare per cui condivido pienamente il commento di Famiglia Cristiana e prego che i Governi d'Europa si rendano conto dell'assoluta urgenza di adottare misure degne di una politica ispirata alla carità. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 marzo 2016
: cristianesimo e mafia (BF1.320)

La mafia ed il cristianesimo: due strade destinate a scontrarsi, a contaminarsi o a non incontrarsi mai? Io spero che la Chiesa esprima testimoni anche di fronte al fenomeno della criminalità organizzata con alcuni corollari. Il primo è che i testimoni non vanno lasciati soli perché da soli tutti siamo esposti a ritorsioni di vario tipo. Il secondo è che si faccia rete per conservare un po' di libertà a quei cittadini, magari cristiani, che vogliono educare i loro figli secondo la strada della legalità, della purezza di cuore, della salvaguardia delle anime. Io immagino che, da un lato, le strade della Chiesa e della mafia non si incontrino, che la Chiesa non venga "contaminata". Dall'altro, spero che la dimensione sociale dell'impegno cristiano riesca a costruire sempre più "isole di giustizia e di pace" che testimonino la presenza di Cristo in mezzo a noi. Se "pareggio" deve essere, che sia almeno un pareggio che dia speranza. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 marzo 2016
: vicinanza del Signore (BF1.319)

"Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino" (Isaia 55, 6). Il Vangelo di oggi ci mostra la vicinanza del Signore come recita il passo citato del profeta Isaia. Il tempo della Passione è tempo di vicinanza del Signore da invocare proprio perché sceglie di farsi vicino ad ogni uomo ed a ogni donna specialmente i più perseguitati. Infatti, di fronte alla persecuzione possiamo interpretarla o come punizione divina o come vicenda triste cui spesso va incontro il giusto. Se qualcuno si avvicina a noi, anche solo per chiedere una informazione, la prima reazione può essere la diffidenza e la paura. Vicinanza però significa anche aprire la porta alla possibilità di un'amicizia con Dio. Nella fede in Gesù morto e risorto per tutti andiamo incontro al Signore che si fa vicino. Fatto questo possiamo esclamare con il salmista: "Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia" (Salmi 33, 9). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 marzo 2016
: carità e divisione nella Chiesa (BF1.318)

Vita di comunione, da una parte, zizzania e divisione, dall'altra. La giustizia di Dio si riversa sulla Chiesa come un torrente in piena che deve fecondare ed essere accolto. La grazia che Dio concede alla Chiesa non esclude i rischi del fallimento dei singoli credenti, laici o sacerdoti. Il fallimento più grande è quello di dire parole che sono una dottrina fredda e vuota che non dà frutto. Se ci sentiamo importanti nella Chiesa o addirittura onnipotenti pecchiamo e deliriamo. La misericordia di Dio che è più grande del nostro peccato fa nuove tutte le cose e ci riconcilia con i fratelli che, senza volerlo del tutto, abbiamo ferito. La comunione fra di noi è il regalo più gradito al successore di San Pietro e basta a volte un abbraccio, un sorriso, un po' di carità rivestita di una umanità calda e sincera per ristabilire un ordine nuovo e gradito a Dio. Così si avverano nella Chiesa le profezie dei santi e dei martiri. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 marzo 2016
: festa di San Giuseppe (BF1.317)

Sia nel cattolicesimo, sia anche nell'ebraismo il fondamento del comandamento di onorare il padre e la madre si fondano, fra le altre cose, sulla decisione dei genitori di farci nascere. Se onoriamo il padre e la madre quanto più dobbiamo onorare e adorare lo Spirito Santo per la cui forza creatrice Gesù è stato concepito. Inoltre, la mitezza (San Giuseppe) e la umiltà (la Madonna) si sono incontrate in un grande miracolo di amore. La festa di San Giuseppe è anche la festa dei figli e degli orfani. Questi ultimi trovano tante figure "paterne" per opera della Provvidenza Divina nei sacerdoti e in altre figure maschili che fanno da punto di riferimento per migliorare nella vita. Come credenti, poi, viviamo la doppia benedizione di essere figli di Dio e della Chiesa. Si può avere quella fede "zoppa" che ama Dio ma non la Chiesa ed è necessario pregare molto che tutti sentano su di sé l'amore materno e paterno assieme della Chiesa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

18 marzo 2016
: lottare per Gesù (BF1.316)

Gesù ha dovuto lottare contro i pregiudizi. Chiede ai farisei che lo accusano per quale delle opere buone del Padre vogliono lapidarlo. Gesù che si fa Dio sceglie una strada scomoda e rischiosa e, così facendo, ci spinge ad osare e rischiare: due dimensioni della vita cristiana che forse sono state un poco dimenticate. Non è la lotta per fare carriera e affermarsi nella società ma piuttosto una sfida socratica per difendere una verità con l'impegno profuso assieme ai fratelli. La verità che ognuno dei credenti offre alla Chiesa è una rivisitazione del Vangelo che dice sempre cose nuove. La Parola evangelica appare a molti come una sfida che scuote le coscienze tranquille ed i cuori assuefatti, se non spenti. Rischiamo di perdere tante cose inutili per trovare l'essenziale in questo uomo che si fa Dio. Preghiamo incessantemente di essere all'altezza dei doni ricevuti per santificare il nome del Padre. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

18 marzo 2016
: GMG e giovani (BF1.315).

Ammiro molto la figura della beata Chiara "Luce" Badano e di San Domenico Savio. Questi santi ci insegnano la strada per una buona esperienza della religione. La Buona Novella potrebbe anche essere chiamata Via di Libertà oppure Via di Misericordia o Via di incontro con Dio. Lasciandoci condurre da queste due figure di giovani è possibile provare la gioia che deriva dalla consapevolezza di appartenere ad un "popolo speciale". Il popolo del sì a Gesù. Sì all'impegno, sì ai valori, sì a quanto Gesù Cristo propone. I cristiani, ciascuno con i propri talenti, danno il loro contributo all'interno di questo popolo e la Chiesa deve farsi "come il più piccolo" a favore dei giovani e deve farsi "come colui che serve" i giovani (Luca 22, 26). È necessaria una catarsi complessiva ed una purificazione costante rimuovendo le incrostazioni poco evangeliche che a volte la storia degli uomini ha inserito nella Chiesa. Papa Francesco ci aiuta in questo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

18 marzo 2016
: speranza nell'amore (BF1.314)

L'amore di Dio per noi ci aiuta a conservare la speranza nonostante i vari guai della vita. La speranza nella misericordia di Dio alimenta, fra le altre cose, l'amore che abbiamo per Dio. Se Dio è amore, la speranza è speranza che l'amore superi tutte le difficoltà, che innalzi ogni valle e spiani ogni colle. Ho molto apprezzato questo commento di Papa Francesco cui aggiungo, con una certa presunzione, di cui mi scuso, questo commento. La speranza ha tanti figli tra i quali: una vita buona e armoniosa con tutti e verso tutti, la gioia, la costruzione di un mondo migliore. La speranza che Dio continui ad amare l'umanità è basato sui meriti di Cristo e sulla Nuova Alleanza tramite il Figlio istituita. Perciò, la divinità del Figlio è fondamento della speranza del Suo ritorno alla fine dei tempi quando si ergerà come Giudice nella Gloria per rendere giustizia ai poveri, agli oppressi, in conclusione, agli ultimi che gridano a Lui. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

18 marzo 2016
: un figlio che sbaglia (BF1.313)

C'è l'idea che ci si debba "difendere" da un figlio che sbaglia. Non è, secondo me, un'idea sbagliata ma forse, con umiltà, si può andare alla ricerca di risposte migliori. Si può, ad esempio, cercare di accompagnare la vita del figlio con un dialogo che faccia capire che non esistono solo diritti (pur importanti) ma anche "valori" che sul lungo periodo premiano innanzitutto con una "vita buona" e poi con quella ricerca del trascendente che forse questo giovane ha dimenticato. Con preghiere e suppliche a Dio si può coltivare la speranza che il Signore corregga, nel modo ideale ed opportuno, la vita di questo ragazzo scrivendo dritto sulle righe storte. D'altra parte di questo giovane sappiamo abbastanza e poco allo stesso tempo. Forse nel suo cuore ha anche sentimenti positivi che non conosciamo. Speriamo che gli errori di entrambi non portino ad un clima di permanente conflitto in famiglia che non è, a mio avviso, nei disegni di Dio. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 marzo 2016
: l'"arma letale" di Dio (BF1.312).

Proseguo la riflessione che ha come spunto la Scrittura egregiamente commentata da Monsignor Nunzio Galantino. Ho pensato e scritto che se Gesù è morto invano questo è l'inferno. Oggi vediamo quali sono i frutti di questa indifferenza alla morte e resurrezione di Dio: atrocità di ogni genere, guerre, oppressione dei deboli, assenza pressoché totale di misericordia. Il peccato che dilaga è una opzione che l'uomo spesso sceglie. Sull'altro piatto della bilancia c'è un Dio che sgancia una sorta di bomba atomica sulla Terra, l'arma finale e letale, cioè si annienta, annienta se stesso sulla Croce per risorgere il terzo giorno. Chiamala misericordia di Dio, chiamala carità, chiamala giustizia paradossale, non è un abbassare l'asticella per consentire a tutti di passare, non è un aiutare ad attraversare il guado più facilmente. È l'effusione storica di una grazia straordinaria e unica "per le cui piaghe siamo stati guariti" (Isaia 53, 5). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 marzo 2016
: ciò che Gesù ha insegnato (BF1.311)

Ciò che ha fatto Gesù è insegnare. Vogliamo buttare via con disprezzo, senso di sufficienza e superiorità quello che Gesù ha insegnato? La libertà dell'uomo lo consente. Possiamo fare anche questo però riflettiamo: Gesù ha insegnato a guardare le cose vecchie con occhi nuovi. Se Dio ci dona questo esodo dell'anima, questa comunione con Lui e liberazione dal peccato, se questo dono ci è apparso chiaro, ciò è evidente nel nostro cuore e nella nostra mente. Se cominciamo a guardare le cose vecchie con le lenti che Gesù ci offre cominciamo a godere di una vita nuova nel contesto della quale ci riconosciamo bisognosi dell'amore di un bambino, capiamo la bellezza della natura in modo nuovo e noi stessi facciamo nuove tutte le cose. Oppure Gesù è morto invano e questo è l'inferno. Le cose belle della vita possono, in una nuova consapevolezza, nutrire la nostra vita anche se sono molto semplici perché Gesù ha valorizzato i semplici e gli ultimi. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 marzo 2016
: fedeltà e attesa (BF1.310)

I valori della fedeltà, della verità, del silenzio, dell'attesa permeano tutto il Vangelo e dovrebbero accompagnare la vita cristiana. Bisogna forse dare senso alla vita proprio alla luce dell'attesa dei benefici del Signore quando Dio stesso per la Sua misericordia elargirà il suo bene per condurre la nostra esistenza già in questa vita ad una dimensione nuova fatta di bontà, di grazia e di felicità cristiane. La fedeltà si esprime nel non invocare altro nome se non il Nome Santo del Padre di Gesù Cristo, del Figlio stesso e dello Spirito Santo. Se siamo disposti a sacrificare qualcosa alla verità che illumina ogni uomo, per l'amore che fedelmente riserviamo al Figlio, possiamo ricevere grazia su grazia per tutta la vita, illuminati dall'esempio della Madonna e dei santi. Quel "manda me, Signore" evocato da Ernesto Olivero può realizzare la santità cui siamo chiamati nel battesimo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 marzo 2016
: quale salvezza per i giudei? (BF1.309)

Mi sono sempre chiesto se il popolo ebraico potrà convertirsi al momento del ritorno di Gesù alla fine dei tempi. Il Vangelo è piuttosto pessimista se leggiamo alcuni passi come Luca 17, 26-37. Eppure Gesù ha perdonato e salvato il ladrone buono che ha riconosciuto in lui il Messia e Signore negli ultimi istanti della Sua vita. Penso che Gesù, come ha perdonato il ladrone, perdonerà i giudei negli ultimi tempi, tutti quelli che si convertiranno anche all'ultimo momento. Forse ci sarà per molti increduli una "resurrezione di vita" (Giovanni 5, 29). "Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare" dice Gesù. Facendosi Dio Gesù è naturalmente anche giudice del Suo popolo. Per cui c'è questo paradosso: la salvezza viene dai Giudei e contemporaneamente un Messia ripudiato annuncia la salvezza dei Giudei medesimi che si convertiranno a Lui quando dice: "Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono …". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 marzo 2016: associazione alla Storia ebraica (BF1.308)

Siamo associati alla gloria del Dio di Israele tramite Gesù Cristo il quale, per il concepimento ad opera dello Spirito Santo, è Dio egli stesso e Figlio amatissimo del Padre. Il Figlio ha evangelizzato il mondo, dunque anche gli ebrei e l'ebraismo, perché rappresenta una prosecuzione della storia della Salvezza secondo il concetto di cui parlavo prima di "associazione" non di "sostituzione". Anche se Gesù viene scartato da una "generazione perversa" che riceverà il segno della Sua Resurrezione, tale "perversione" non si riferisce agli ebrei di ogni epoca e luogo ma soltanto a coloro che, storicamente, hanno contribuito alla Sua morte. Come Eva è stata tratta da una costola di Adamo, così il cristianesimo è generato nel seno dell'ebraismo. Sia Gesù, sia la Sua Chiesa una e santa danno compimento nella Storia degli uomini alla tradizione ebraica conservandone ciò che è necessario per illuminare ogni uomo e condurlo alla salvezza. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

13 marzo 2016
: cristianesimo anima dell'Europa (BF1.307)

La realtà o è immersa in Dio o semplicemente sceglie di non essere, a mio avviso. È un mistero che sovrasta la Chiesa ed i suoi problemi (il numero di battezzati, la frequenza alla Messa, il numero di vocazioni sacerdotali, ecc.). Prima ci si immerge in Dio, poi si può operare rettamente, parlare con spirito profetico, abbandonare i sogni di egemonia mondana. Come Gesù si è immerso nel Giordano per solidarietà verso i peccatori, siamo chiamati a "immergerci" nei problemi della gente, nei peccati degli uomini per solidarietà verso la umanità ferita, con la consapevolezza che ogni ferita dell'umanità è un problema anche per la Chiesa. L'unica strada è porsi al servizio della gente del continente europeo, sempre stando dietro a Gesù come indica Marco 8, 33. Pensare secondo Dio è anche essere consapevoli che un cristianesimo riconciliato pienamente con la modernità e con le altre religioni può ancora essere l'anima di noi europei. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 marzo 2016
: vivere mediante la fede (BF1.306)

San Paolo esorta il giusto a vivere mediante la fede. Si ha, talvolta, la sensazione che questo motto paolino sia mutato in "il giusto vivrà mediante la speranza". Certo, fede e speranza sono tra loro intrecciate e santificate nella carità. Però, non è il mondo che vive mediante la fede. Il mondo è un miscuglio inestricabile (per noi ma non per Dio) di valori e disvalori, di santità e di peccato. Le cronache ci raccontano di crimini orribili commessi dall'uomo sull'uomo; recentemente molte vittime sono proprio cristiani innocenti. Un punto da cui ripartire può essere questo: se anche il cristianesimo fosse una religione folle e stolta, se anche Gesù non fosse risorto, un pacato senso di umanità dovrebbe evitare ai cristiani di subire simili torture e persecuzioni. Nell'esortazione paolina ricordata all'inizio io leggo uno sforzo a puntare sulla qualità della testimonianza che i cristiani offrono al mondo, mediante la fede (Giacomo 1, 27). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 marzo 2016
: sensus fidei (BF1.305)

In Galati 1, 9 si legge: "L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!". Si capisce che Gesù, nell'istituire la Sua Chiesa tramite San Pietro, non ci ha lasciati soli. Se cattolici, crediamo che il depositum fidei viene gelosamente conservato e valorizzato dalla Chiesa, con l'aiuto dello Spirito Santo, sia nel senso di Chiesa istituzione gerarchica, sia nel senso di popolo di Dio. In un documento della Commissione Teologica Internazionale si parla del sensus fidei nella vita della Chiesa. Si dichiara qui che "Per il dono dello Spirito Santo … tutti i battezzati partecipano alla funzione profetica di Gesù Cristo". In Gesù Cristo tutti siamo stati amati e anche odiati, accolti e anche scartati. Ci consola il fatto che sulla strada della carità, Gesù Cristo ci precede perché miglioriamo sempre più questa funzione profetica pregando di svolgerla correttamente. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

Codice commenti (per indice analitico): da BF1.305 a BF1.355

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11 aprile 2016
: Pasqua e sacrificio di sè (BF1.355)

C'è una emergenza mondiale, anzi, ci sono diverse emergenze per cui ci siamo abituati a vivere in questa condizione precaria dove si va in ansia per tutto: per l'inquinamento insensato dell'ambiente, per il futuro economico, per la disoccupazione, per il commercio di armi e le guerre in giro per il mondo e per tanti altri motivi. La vittoria individuale che il cristiano celebra nella Pasqua dovrebbe trasformarsi in vittoria globale e collettiva contro le tenebre, come avvenuto per l'Esodo. Ma ci siamo, spesso, abituati al grigiore di una vita mediocre. L'unica risposta pensabile, forse, è diventare noi stessi luce per costruire passo dopo passo un edificio che non tramonta perché basato sulle Parole di Gesù che non tramontano. La fedeltà al Vangelo con le opere, con i pensieri, con le parole diventa la trama di una vita coerente, sino al sacrificio dei nostri interessi più cari. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

11 aprile 2016
: fede e fragilità umana (BF1.354)

A me sembra che la Parola del Vangelo superi lo schema diritti-doveri - pur senza disprezzarlo - per collocarsi nella sfera dei valori. Il valore supremo è di amare cristianamente, cioè il prossimo come sé stessi e Dio con tutto il cuore, l'anima e la mente. Viviamo nella consapevolezza che c'è un'unica risposta sensata all'amore che Dio ha dimostrato per noi, cioè la fiducia nel futuro, grazie alla quale accettiamo la nostra fragilità. La dimensione dei valori ci porta ad impastare la nostra vita con le fragilità altrui, specialmente degli ultimi, dei più poveri, degli scartati, dei più deboli (come i bambini). La disciplina che Cristo ci chiede è basata sulla fede ed è una disciplina a misura d'uomo o, per usare le parole del Vangelo, "dolce e leggera" (Matteo 11, 30). La gioia di sapere Cristo assiso alla destra del Padre supera qualsiasi altra gioia e deriva da una fede che non teme nulla e che spera tutto. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

10 aprile 2016
: il Beppe Grillo blasfemo (BF1.353)

È un gesto che si presta a diverse interpretazioni. Ad esempio, può significare che si passa attraverso un atto esteriormente blasfemo per sottolineare l'assurdo che a volte si affaccia nella vita, non solo politica. Io personalmente non mi sento particolarmente offeso. Se mi sentissi offeso e, soprattutto, deluso, significherebbe che avrei stima per Beppe Grillo. Ma ho avuto stima di Beppe Grillo come comico, mentre come politico mi pare che cavalchi l'onda dell'indignazione e anche della disperazione diffuse in modo fin troppo facile. Tanta eloquente retorica sui vizi altrui potrebbe risparmiarcela, per un dignitoso senso di solidarietà autentica con chi sta veramente male. Personalmente, l'ho perdonato sempre che a Beppe Grillo le categorie del perdono e dello scusarsi significhino ancora qualcosa. A forza di sciocchezze, rischia di tramontare, sommerso dalle invettive degli integralisti, e dal realismo degli autentici credenti. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 aprile 2016
: Gesù cammina sulle acque (BF1.352)

Gesù ci ha lasciato dei segni del Suo passaggio in questo mondo perché la nostra fede sia una fede che trasforma. Ispirati dal miracolo di Gesù che cammina sulle acque, possiamo avere ancora paura di Dio? Di un Dio che domina le leggi della fisica perché noi lo riconosciamo nella Sua vera natura? Di un Dio che ci rassicura, che si fa vicino alla nostra umanità? Gesù ci assegna così uno scopo nella vita: lasciare lungo l'itinerario del nostro cammino esistenziale gesti che rassicurano, come di bambini in braccio alla madre degli elementi naturali, che è Dio stesso; gesti di umanità, di amore, di speranza perché si è rivelato a noi l'insperabile e l'impensabile, cioè non semplicemente un Messia della Casa di Davide, ma Dio stesso, Figlio del Padre, l'Altissimo, l'Onnipotente. Poveri e peccatori hanno compreso Gesù prima e meglio e noi che non abbiamo visto e abbiamo ricevuto la fede rendiamo gloria a Dio che ci ha dichiarati beati nella fede. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

8 aprile 2016
: il "passatempo" dello Spirito Santo (BF1.351)

Ci vuole il coraggio della fantasia per inventare sempre nuove strade. Tutto nasce dall'estro creativo dell'essere umano che si fa dono per la Chiesa. Lo Spirito Santo ci rassicura, come preghiamo (Preghiera per chiedere a Dio una buona morte): "Padre che mi hai creato, Figlio che mi hai redento, Spirito che mi hai santificato". Il Padre, che fa buona ogni cosa, il Figlio che ci giustifica e lo Spirito che garantisce per noi, appunto, un destino di gloria; " … gloria di proclamarci … gente santa, popolo di sua conquista, per annunziare al mondo la tua potenza, o Padre" (Prefazio). La santità del popolo e la santità dei singoli, cui siamo chiamati sin dal battesimo, edificano ogni giorno la Chiesa come pietre vive e profetiche di una continua "rivoluzione antropologica", che scardina gli schemi e i progetti delle tenebre e del peccato. Rovinare i piani del diavolo sembra essere il "passatempo" preferito dallo Spirito santificante. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

8 aprile 2016
: moltiplicazione di cose benedette (BF1.350)

Talvolta nella vita facciamo esperienza di un "ego grandioso" che vuole innalzarsi sempre di più per poi precipitare rovinosamente. E più siamo saliti in alto, più la caduta è dolorosa (ricordo di aver letto questa riflessione in un libro del Cardinale Ravasi). La Parola del Signore ci può risollevare perché non può, toccando il nostro cuore, non stimolare un nuovo ottimismo e una nuova perspicacia che illuminano l'uomo rendendolo puro. Questa purezza si ritrova nel miracolo della moltiplicazione che, secondo me, può, tra i vari significati, avere quello di un innalzamento della dignità dell'uomo a partire da cose buone e benedette. Il pane e i pesci rappresentano i doni di Dio che, nella sequela di Gesù, sono benedetti e proprio perché benedetti devono essere moltiplicati e condivisi. Ma per fare questo occorre un aiuto "dall'alto" per poter dire con il Salmo 123, 8: "Il nostro aiuto è nel nome del Signore che ha fatto cielo e terra". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 aprile 2016
: fiducia in e amore per Gesù (BF1.349)

Una pagina del Vangelo tutta imperniata sul rapporto tra i discepoli ed il Signore. Nella prima parte (Giovanni 21, 1-14), il rapporto è di fiducia in ciò che Gesù indica e ricorda le parole della Madonna alle nozze di Cana: "fate quello che vi dirà" (Giovanni 2, 5). La parola "ubbiditemi" non c'è mai sulle labbra di Gesù, né un implicito ricatto "se non mi ubbidite, succederà questo e quello". Tutto è affidato alla fede. Gli apostoli sono dunque dei giusti che vivono mediante la fede come ci ricorda San Paolo in Romani 1, 17. La seconda parte delle letture (Giovanni 21, 15-19) è imperniata sull'amore. Solo chi ama Gesù può pascere le pecorelle perché la sua sola autorità deriva dall'amore per Dio, per il Maestro. Un'autorità che si fonda sull'amore è uno dei messaggi universali più belli che il Vangelo ci ha trasmesso, premessa per produrre frutti nella vita in Cristo, con quella umiltà che ci raccomanda il Vangelo in Marco 8, 33. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 aprile 2016
: uscire da una vita perversa (BF1.348)

Il rimedio (o uno dei rimedi) è quello di scoprire, di ritornare, alle cose semplici della vita. Se si capisce che l'amicizia semplice e disinteressata con un sacerdote, o un buon libro, o della buona musica, o una chiacchierata salutare con un amico o un'amica vale più di queste esperienze fatte di sesso deviato e di pornografia, si è vicini ad una meta che riempie la vita di cose buone e giuste. Le realtà vanno affrontate con tutte le sfaccettature e i toni di grigio che richiede la complessità delle cose. Una fase della vita non autentica dal punto di vista religioso, può lasciare il posto alla virtù della pazienza nel sopportare il maligno e le sue lusinghe e farne a meno. La cultura cattolica senza la fede è una nave senza timone. Almeno di questo dovremmo renderci tutti conto in uno sforzo intellettivo che eleva a Dio. Nella semplicità di vita, riscopriamo il coraggio della virtù che ci infonde un Dio che non delude. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 aprile 2016
: in viaggio verso l'umanità di Cristo (BF1.347)

Papa Francesco mi pare un pellegrino costantemente in viaggio verso l'umanità di Gesù circa la quale scopre sempre nuovi significati. Al centro del suo viaggio c'è la dignità dell'uomo che Gesù ha glorificato specialmente nei poveri e poi a favore di tutti i fratelli e le sorelle dal battesimo nel Giordano sino alla sua Passione e Resurrezione. Come il popolo ebraico fu schiavo in Egitto, l'Egitto di oggi è per i cristiani e per tutti gli uomini e donne la presenza delle tenebre che offuscano l'immagine di Dio nell'umano tramite la disperazione di chi è perseguitato a causa della fede, dei poveri e degli oppressi, la violenza ecologica contro l'ambiente, la logica delle violenza specialmente attraverso il commercio illegale di armi, i bambini abusati e sfruttati, i profughi, ecc. Se camminiamo a fianco del Papa, sorretti dalla forza dello Spirito Santo, possiamo anche noi incontrare l'umanità di Cristo e non restare delusi in eterno. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 aprile 2016
: lo Spirito è veritiero (BF1.346)

Gesù che ha fatto esperienza del Padre, ci presenta ciò che ha visto e udito. Questa esperienza, scolpita nella natura sia umana, sia divina del Cristo, diventa "pane del cielo" condiviso con tutti gli uomini che gli aprono la porta colmi di fede, cioè di fiducia come bambini che sanno di dipendere da Lui (Giovanni 15, 5). Ora, se dipendiamo da Cristo come figli, non saremo certamente delusi perché sappiamo che il Padre fa giustizia prontamente a coloro che gridano a Lui giorno e notte (Luca 18, 7). Perciò, riceviamo lo Spirito "senza misura", per testimoniare, colmi di questo Spirito, che Gesù è il Cristo, figlio di Dio e Dio Egli stesso. Poiché lo Spirito è veritiero, anche coloro che ne sono colmati sono veritieri. La minaccia di morte cui vanno incontro gli apostoli (prima lettura) è un'arma spuntata perché Cristo, resuscitando, ha sconfitto la morte una volta e per sempre, instaurando un Regno che non conosce tramonto. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 aprile 2016
: predicazione ed opere (BF1.345)

Predicazione ed opere sono introdotte nel mondo dai discepoli di Cristo mediante la loro umiltà, la loro santità, la ricerca instancabile del bene, il loro coraggio e la loro perseveranza. I discepoli del Risorto sono testimoni anche di quell'amore grandissimo con cui il Padre celeste ha amato il mondo. Questo amore è giunto fino ai nostri giorni integro, puro, nobile e santo per l'aiuto potente del Signore a nostro favore e tramite la Sua Chiesa. Dispiace constatare che qualcuno "odia la luce … perché le sue opere non vengano riprovate". Chi fa il male è destinato ad essere perdonato da Dio ma la libertà umana consente anche in questo "giudizio d'appello" di rifiutare il perdono e la misericordia di Dio pur di persistere a fare il male. La pietà infinita di Cristo (cfr. Giovanni 3, 17) non è onnipotente, nel senso limitato che si ferma di fronte alla libertà umana di amare fino all'ultimo le tenebre, odiando la luce (cfr. Esodo 20, 5). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 aprile 2016
: rinascere dallo Spirito (BF1.344)

La gratitudine verso Dio e la sequela di Cristo si esprimono nei primi tempi della Chiesa con una forma radicale di condivisione, tale per cui nessuno fosse bisognoso, come descritto dagli Atti degli Apostoli (prima lettura). La comunità dei credenti era più importante del singolo ed ogni egoismo era superato da questa forma di "comunismo" ante litteram. Il Vangelo ci stupisce con una riflessione di Gesù nella quale si incontrano e si abbracciano responsabilità e libertà, come caratteristiche dello Spirito che feconda i cuori che, ora, divengono come il vento. Il vento soffia dove vuole significa forse che l'anima, il cuore e la mente tendono unicamente a Dio, senza più ubbidire al giogo del mondo. Ne senti la voce significa forse che chi si pone in ascolto di chi ha la fede in Cristo può trarre spunti di riflessione sulla propria anima, scrutando il Cielo per cogliere i misteri del Regno che il Messia è venuto ad annunciare, e così sia. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

4 aprile 2016
: la Madonna ci ricrea (BF1.343)

C'è chi non ha altro da portare alla Madonna se non il proprio vuoto interiore, il proprio nulla, la propria miseria, la propria crisi di identità. La Madonna gradisce ed accetta anche questo. Dice sì a queste cose elencate per "ricreare tutti noi" come dice Papa Francesco. Dove c'è fede c'è meno depressione, meno malattie psicologiche. La vita può prendere senso a partire dalla disponibilità di Maria a vedere, toccare le nostre ferite e portarci al Figlio per come siamo, con i nostri limiti segnati dal peccato e dal vuoto di esistere. Traghettiamoci corpo e anima a Maria che ha il potere di farci scoprire in noi stessi i doni dell'Incarnazione del Figlio che ha valorizzato e divinizzato in modo unico e definitivo la natura umana, rendendoci figli di un unico Padre e perciò fratelli. Possiamo così trovare dentro noi stessi il tesoro, la perla preziosa per comprare la quale il saggio vende tutti i suoi averi (Matteo 13, 46). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

4 aprile 2016
: la potenza del Signore (BF1.342)

La potenza del Signore è celebrata in tutta la Bibbia, sia nell'Antico, sia nel Nuovo Testamento. A titolo di mero esempio 1Samuele 2, 10 dice che il Signore "eleverà la potenza del suo Messia". 2Cronache 16, 9 dice che " … Il Signore con gli occhi scruta tutta la terra per mostrare la sua potenza a favore di chi si comporta con lui con cuore sincero … ". In Salmi 77, 4 si legge: " … diremo alla generazione futura le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha compiuto". Su Gesù Cristo, Luca 5, 17 dice che " … la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni". "La potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra" annuncia l'Arcangelo Gabriele a Maria lo stesso concetto usato in Esodo 15, 16. Nel Magnificat si legge che il Signore "ha spiegato la potenza del suo braccio". Salmi 104, 4 esorta: "Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto". L'umiltà della Madonna sposa la potenza del Signore. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

3 aprile 2016
: Comastri e Vojtyla, San Giovanni Paolo II (BF1.341)

A volte viviamo a fianco a dei giganti della fede e non ce ne accorgiamo. È la testimonianza delle persone più perspicaci e sensibili che illumina la figura storica dei grandi santi. A me vedere San Giovanni Paolo II con gli occhi e attraverso la sensibilità del Cardinale Angelo Comastri ha fatto tanto bene. Vorrei aver conservato la capacità di piangere per la morte di questo grande Papa, ma ho già versato tutte le mie lacrime per i tanti dispiaceri che la vita mi ha riservato. Prego solo che dal Cielo San Giovanni Paolo II ci illumini, protegga la Chiesa e incoraggi Papa Francesco ispirando coraggio ed umiltà, due doti che all'attuale Papa non mancano. L'arroganza è estranea alla fede cristiana: questo è un grande insegnamento di Papa Vojtyla. Con la bontà e la mitezza si conquistano un numero impressionante di anime. Maria e i santi ci prendono per mano e ci accompagnano alla meta di questo meraviglioso viaggio verso l'infinito di Dio. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

3 aprile 2016
: amati dai lontani (BF1.340)

Gesù, dice il Papa, dona " … la sua pace, la pace che proviene dal cuore del Risorto, la pace che ha vinto il peccato, la morte e la paura. È la pace che non divide ma unisce, spiega, è la pace che non lascia soli, ma ci fa sentire accolti e amati". Quando ci sentiamo amati da Dio e dagli altri, viviamo un mistero meraviglioso e continuiamo a sperare che la bellezza vinca sul degrado, nel contesto di uno slancio di iniziativa e di coraggio di tutti gli uomini e le donne che Dio ama. Se Cristo ci ama, nulla ci deve fare paura. Quando ci sentiamo amati non solo dai fratelli cattolici ma anche dai lontani (testimoni di Geova, ebrei, protestanti, islamici, ecc.) è perché qualcosa siamo riusciti a testimoniare in termini di umanità e di fede. Vivere la fratellanza, significherà il 24 di aprile, condividere il pane quotidiano con i cittadini dell'Ucraina, lasciando un piccolo segno di misericordia e di fede nella storia, nostra e dell'Europa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 aprile 2016
: incredulità e Resurrezione (BF1.339)

I carismi che Dio semina nella nostra anima non vanno e non vadano sprecati perché è come se Gesù fosse morto inutilmente. L'incredulità di fronte alla Sua Resurrezione non è motivo di condanna immediatamente: può essere una fase della vita, una tappa dopo la quale ci attende la fiducia in noi del Signore, nelle nostre capacità, nella nostra identità che però va "ritrovata". Agitarsi inutilmente di fronte al nostro stesso peccato non serve. Chiediamo a Dio la consapevolezza che la meta della nostra esistenza è fare la Sua volontà come recitiamo nel Padre Nostro. Che i nostri peccati vengano alla luce perché può e deve essere sempre un nuovo inizio e si possa noi stessi dire con San Paolo: " … ecco io vengo, per fare, o Dio, la tua volontà" (Ebrei 10, 7). Speriamo che la tragedia dell'indifferenza di fronte alla sofferenza dei giusti e degli innocenti non corrompa il tessuto sociale e personale oltre i livelli cui ci siamo assuefatti. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

1° aprile 2016
: la porta stretta della vita cristiana (BF1.338)

C'è una "porta stretta" (Matteo 7, 13) da passare per scegliere le categorie fondanti dell'esistenza nella fede cristiana; per passare da una concezione della religione e delle relazioni con gli altri come "possesso" alla concezione del "dono di sé" (cfr. La Civiltà Cattolica, 3974, 23 gennaio 2016, Roland Meynet S.I., Circoncisione, Croce di Cristo, vita consacrata, pp. 130-134), per passare da una concezione per cui si "gioca sulla speranza" degli altri ad una concezione in cui si dona speranza. Questa porta stretta è uno sforzo, accompagnato dalla grazia di Dio e dalla nostra preghiera di praticare quella carità che il Maestro ci ha insegnato. Dio è dono totale e gratuito agli altri. Entrare in questa logica non è facile. Aiuta a farlo il dolore per i nostri peccati e il ravvedimento ma anche una fiducia "scandalosa" nella bontà del Padre che nutre un amore sconfinato verso il Figlio, verso gli eletti e verso l'umanità tutta. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

31 marzo 2016
: misericordia e sacrificio (BF1.337)

In 2Samuele 24, 16, si legge: "E quando l'angelo ebbe stesa la mano su Gerusalemme per distruggerla, il Signore si pentì di quel male e disse all'angelo che distruggeva il popolo: "Basta; ritira ora la mano!"". Analogamente si legge in Geremia 18, 8: " … ma se questo popolo, contro il quale avevo parlato, si converte dalla sua malvagità, io mi pento del male che avevo pensato di fargli". Attraverso la misericordia Dio opera la Sua giustizia, nel contesto di una Provvidenza che a volte ci stupisce e sorprende, ma che appare come una meraviglia ai nostri occhi (cfr. Salmi 117, 23). Perciò ha totalmente ragione il Cardinale Gianfranco Ravasi che inquadra perfettamente, a mio modesto avviso, il concetto di misericordia dell'uomo e di Dio. Il sacrificio chiude le porte per non riaprirle più (Matteo 12, 7); con la misericordia invece, Dio stesso si fa strada tramite vie impensate, "scomode" per la psicologia umana comune (cfr. Isaia 55, 9). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

31 marzo 2016
: Amoris Laetitia (BF1.336)

Nella mia Parrocchia, Sacro Cuore di Maria, in San Salvario, Torino, i tre monaci apostolici diocesani sono dei fan convinti del Papa e delle Sue riforme. Per non straparlare è bene aspettare l'esortazione. Preghiamo che non avvengano divisioni settarie e di correnti all'interno della Chiesa ma che si raggiunga il massimo consenso possibile tra i vescovi. Preghiamo che nella Chiesa parlino coralmente Papa e Vescovi in una armonia di amore e verità, sorretti dalla forza del coraggio umano e dal sostengo dello Spirito di Dio. Si guardino negli occhi e si riconcilino coloro che sono divisi nella Chiesa, si evitino i pasticci e i giochi di parole, si trovi una soluzione sensata e concretamente praticabile sui divorziati risposati. Ogni credente senta la Chiesa come realmente "sua" e si renda docile agli insegnamenti che ne scaturiscono. Preghiamo secondo le intenzioni di Papa Francesco, magari facendo dire una messa secondo tali intenzioni. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

31 marzo 2016
: scegliere la propria vita (BF1.335)

Il commento di Monsignor Nunzio Galantino di questa settimana mi pare particolarmente lucido, azzeccato e completo. Mi ha colpito l'ultima frase del Vangelo commentato: "… perché crediate che Gesù è il Cristo e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome" (Giovanni 20, 31). C'è spesso un interrogativo esistenziale che è difficile se non impossibile eludere dietro le parole del Vangelo. Qui la Parola ci domanda che cosa vogliamo fare della nostra vita. Molte persone non sanno neanche che il primo dono di Dio è la libertà di scegliere una vita qualsivoglia. La vita "nel nome di Gesù" è un percorso che passa per un rapporto personale con il Maestro, nella fede, nella preghiera, nella testimonianza. Nulla va dato per scontato per cui Gesù stesso ci ha detto che per vivere nel Suo nome occorre pregare sempre (Luca 18, 1) per evitare che venga il diavolo e porti via la Parola dai nostri cuori (Luca 18, 12). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

31 marzo 2016
: umiltà e lotta (BF1.334)

Anche se per seguire Gesù si dovesse intraprendere la strada più impervia e difficile, vale la pena di percorrerla. Come insegna il Magnificat non ci si può avvicinare a Gesù Cristo se non animati da un desiderio di lotta col potere delle tenebre e da una sincera e profonda umiltà. Più in basso scendiamo nella vita, più Dio ci chiama a Lui, più ci allontaniamo nel peccato, più Dio vuole che ci riconciliamo con Lui. Ma sempre nell'umiltà che ci dà anche serenità e gioia nella vita. L'altra dimensione è quella della lotta quotidiana cui accennavo. San Michele ha lottato, Giacobbe-Israele ha combattuto, i Profeti hanno dovuto lottare, e anche Gesù Cristo lo ha fatto. San Paolo in Efesini 6, 12 ci ricorda che: "La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 marzo 2016
: i discepoli di Emmaus (BF1.333)

Siamo veramente in una solitudine desolata quando non sappiamo vedere e riconoscere la presenza di Dio a fianco a noi che ci consola. Se Gesù si fa vicino, siamo coperti da una grazia che non delude ma che, anzi, ci riempie di ogni speranza. Ancora un poco e diviene possibile vedere il Volto Santo di Dio e riconoscerlo per quello che egli è: vero Dio e vero uomo. La vicinanza di Gesù viene allora per deviare il fiume della nostra vita, per renderci diversi, capaci di vivere il Mistero e aperti alle novità che la vita in Dio ci propone. L'Antico Testamento ammonisce di non sedere in compagnia degli stolti (Salmi 1, 1). Ora, in compagnia di Gesù e con l'aiuto che il Signore ci ha lasciato, cioè lo Spirito Consolatore, l'eucarestia, la Parola, la fede in Lui e nel Padre celeste possiamo essere forti laddove saremmo deboli, virtuosi laddove saremmo peccatori e credenti laddove saremmo increduli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 marzo 2016
: misericordia di Dio (BF1.332)

La misericordia di Dio significa, per come la capisco io, che tutto ciò che non riusciamo a realizzare noi con i nostri sforzi umani sulla terra, lo fa Gesù a nostro favore dal Cielo. Perciò la misericordia di Dio è il mezzo più potente di cui Dio dispone per salvare le anime. Il concetto di San Paolo espresso in Colossesi 1, 24 ("Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa") trova una simmetria perfetta in questa supplenza di Dio rispetto ai nostri poveri o eroici sforzi umani. La misericordia così inquadrata è legata perciò alla Grazia. Prima viene la Grazia del Signore e da essa scaturisce la misericordia, dono perfetto del Padre come dice Giacomo 1, 17: "ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall'alto e discende dal Padre della luce, nel quale non c'è variazione né ombra di cambiamento". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

28 marzo 2016
: Gesù appare a Maria di Màgdala (BF1.331)

L'amore del Padre resuscita Gesù dai morti e l'amore di Gesù stesso va oltre la morte per consolare i discepoli e confermarli nella fede. C'è gioia nei Cieli e pace sulla terra per questa vittoria di Gesù sulla morte. Gesù è ora entrato in una nuova dimensione, quella dell'immortalità in cui non c'è più sete, né dolore, né morte. Le apparizioni di Gesù sono un anticipo nella testimonianza della vita verso la quale tendiamo, la vita piena e gioiosa nella Trinità Santissima dopo che la sorella morte corporale ci avrà preso con sé per un solo attimo prima di essere perdonati, redenti, trasfigurati e accolti per giungere con la guida degli angeli alla meta finale, il Paradiso. Con l'Apocalisse, 21, 4, possiamo dire che "le cose di prima sono passate" una volta giunti alla meta eterna. Il silenzio è sceso sulla terra perché nel silenzio ci sia pentimento e conversione nel nome di Gesù Risorto come ci dicono gli Atti degli Apostoli commentati. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.


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