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Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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23 giugno 2016
: Dio, il dolore, la morte (BF1.484)

È attraverso l'esperienza del dolore che spesso incontriamo Dio. Non nel senso che il nostro dolore sia un "prezzo" da pagare, ma nel senso che il mondo materiale che è cosa buona (Genesi 1), comprende il limite della creatura che può conoscere la malattia e la morte come occasioni per un incontro con il Signore. Nella fede, cioè, possiamo scrutare l'imperscrutabile, capire ciò che non è razionalmente intellegibile, nell'esperienza di tanti mistici comprendere come trascendenza ed immanenza sono legati, soprattutto, ma non solo, nel cristianesimo, da un filo sottile eppure resistente ad ogni intemperie dell'esistenza umana. Se l'esperienza negativa è offerta a Dio come richiesta di un significato, allora il problema non è se abbia "precedenza", in un discorso di valore, Dio o l'uomo, ma capire che da un'alleanza fra i due può uscire l'arma che sconfigge il dolore e la morte. Così, Dio e l'uomo possono condividere la strada dell'eternità. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 giugno 2016
: mi hai fatto come un prodigio (BF1.483)

Se crediamo non è per accontentarci di una esistenza "normale" ma perché aspiriamo nella nostra vita all'"inimmaginabile", come dice il Salmo 138, 14: "Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio … ". Questo "prodigio" è capace di cose inimmaginabili: tale è il costruire sulla roccia, mettendo in pratica tutto ciò che lo Spirito ci suggerisce. Per fortuna la "chiesa del diavolo" non esiste. Tutte le comunità cristiane che riconoscono il dogma della Trinità partecipano in vario modo ai doni della grazia di Dio. Perciò, possiamo chiamare fratelli in tutto il mondo coloro che effettivamente credono che l'uomo sia un prodigio, capace di innalzare la propria esistenza verso i Cieli, quasi continuando e completando quel "prodigio" che Dio ha compiuto creandoci; come preghiamo: "Padre che ci hai creati, Figlio che ci hai redenti, Spirito che ci hai santificati". Perciò rendiamo lode a Dio, in un inno di riconoscenza che non ha e non avrà fine. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 giugno 2016
: siamo cristiani fragili (BF1.482)

Come è possibile conciliare il nulla che siamo di fronte a Dio con la dignità che l'essere umano ha ricevuto dalla Incarnazione? Forse possiamo tentare una risposta alla luce di come la Madonna ha guardato al Figlio. Se facciamo proprio questo sguardo possiamo fare una disamina migliore della nostra fede come ci invita a fare Monsignor Nunzio Galantino. Io vivo la fede come contemplazione delle meraviglie di Dio oltre che come indignazione per gli errori degli uomini, tra cui, da ultimo, l'errore madornale della sentenza della Cassazione che legittima la stepchild adoption. Siamo fragili e in questa fragilità viviamo, crediamo, operiamo. Il Dio che scruta i cuori conosce la nostra fede. E cercando di essere fedeli alla Chiesa, scopriamo che forse siamo cristiani migliori di come speravamo, per opera delle preghiere della Madre di Dio e per la Grazia che il Signore ogni giorno ci dona, preparandoci ad accettarci per come siamo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 giugno 2016
: commento a Papa Francesco (BF1.481)

Dissetare Cristo, curarne le piaghe, immedesimarsi con il lebbroso: tutte e tre queste azioni conducono a prendersi cura con tutte le nostre forze dei poveri, degli ultimi, degli esclusi, degli emarginati. È molto bello il pensiero del Papa che indica l'errore di considerarsi autosufficienti mentre, nel paradigma esistenziale evangelico, dipendiamo dagli altri e gli altri dipendono da noi. Il viaggio alla ricerca di noi stessi e la fede sono collegati da un Mistero di Sapienza e di Redenzione. Nel lebbroso ci riconosciamo tutti malati che "hanno bisogno del medico celeste". Incrociamo Cristo sulle nostre strade ed a volte neppure ce ne accorgiamo. Dio ci viene incontro per primo: è Lui che prende l'iniziativa, che ci corteggia e ci seduce con l'arma del bene che vince il male che è dentro di noi. L'inclinazione al male che abbiamo dalla nascita è forte, ma più forte è la nostra invocazione che Dio elargisca la Sua infinita misericordia. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 giugno 2016
: l'inganno dei falsi profeti (BF1.480)

Ecco che il Vangelo di oggi ci narra il dramma dell'ingannarsi e dell'essere ingannati così da entrare in situazioni esistenziali da incubo per uscire dalle quali servono anni e dura fatica. In pratica, il Vangelo ci parla di situazioni che possono capitare nella nostra vita. Ma perché Dio permette che sorgano falsi profeti? Forse perché la religione attira con il suoi fascino e la sua potenza anche questi "lupi" che si mescolano tra le pecore con propositi rapaci. Si è però persa la grande importanza del ruolo della Chiesa nel proteggere la dottrina e i fedeli. Ci sarebbero stati Hitler e altri grandi dittatori e criminali nella Storia se ci fosse stata ancora l'Inquisizione e il potere temporale della Chiesa? Lo so che è una domanda fuori dal tempo e irrealistica, ma si spera che i cristiani, buoni perché producono frutti buoni di sana dottrina, siano sempre argini all'inganno nel nuovo clima ecumenico che oggi vive la Chiesa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 giugno 2016
: Dio e la Chiesa ci conducono alla vita (BF1.479)

Siamo chiamati a meditare ogni giorno le grandi cose che ha fatto il Signore per noi come esclamò Maria Vergine "Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome" (Luca 1, 49). Un po' di tempo fa il mio cuore piangeva perché temevo che, da un giorno all'altro, la Chiesa mi potesse negare l'Eucarestia, non per i miei peccati, ma per cattiveria umana. Poi ho sentito l'amore di Dio dentro di me come se mi parlasse e mi dicesse: "Non ti preoccupare, ti darò sempre me stesso nella Santa Eucarestia"; ed allora ho sentito una grande pace dentro di me. Una pace come quella che porta l'angelo del Signore che "colpisce" gli Assiri e ridona la pace ai figli di Gerusalemme "per amore di me e di Davide mio servo" (prima Lettura). Per lo stesso grande mistero del Suo amore, il Signore non ci annovera tra i cani e i porci e ci guida per la porta stretta e la via angusta che conduce alla vita; lo stesso amore che ha la Chiesa per noi. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 giugno 2016
: memoria del passato (BF1.478)

Il Papa ha detto che non c'è santo che non abbia un passato; mi pare ben si possa dire che non c'è persona umana che non abbia un passato, non c'è cristiano che non abbia un passato. Ci sono quindi dei "percorsi di identità" che precedono la conversione. Quindi è vero che siamo ricreati da Dio e rinasciamo dall'alto nella fede (Giovanni 3, 3-5) ma è anche vero che ognuno di noi apporta alla Chiesa la sua unica, irripetibile personalità. Il percorso passato di cui siamo consapevoli irrora anch'esso la nostra identità cristiana sotto diversi punti di vista. E, allora, il togliere la trave dal nostro occhio significa anche avere memoria dei nostri errori e peccati passati. Il percorso umano di vita può tendere alla nostra auto-liberazione che si conclude con l'incontro con il Signore della Vita alla nostra morte. Prima di essere nella verità definitiva, possiamo testimoniare la Verità di Cristo che ci abbraccia nella fede e ci perdona. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

18 giugno 2016
: primato di grazia e di amore (BF1.477)

La ricchezza è spesso sinonimo di autosufficienza e prepotenza. Il diavolo, che è l'autosufficiente ed il prepotente per eccellenza, tenta l'uomo in vari modi ma la ricchezza è forse quello, dal suo punto di vista, più efficace. Dio non ci chiede di disprezzare ciò che il Vangelo chiama "aggiunta", ma di anteporre a questa i valori del Regno. Costruire un tesoro nei Cieli significa non avere dei padroni ma dei fratelli, non avere despoti dell'anima, ma avere un'anima libera dai fardelli che il mondo tenta di imporre. Ritorna quindi il tema della liberazione dell'uomo dal male, su due piani. Il primo è il piano della preghiera. Il secondo è il piano dell'azione della comunità dei credenti, la Chiesa, che opera per la liberazione dalla schiavitù del denaro su di un piano anche storico, sociale, economico. I risultati si vedono perché i cristiani hanno effettivamente affermato nella Storia il primato della grazia e dell'amore. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 giugno 2016
: realismo evangelico (BF1.476)

Si deve partire dal realismo evangelico per guardare alle situazioni concrete delle persone. Io ho capito l'intervento del Papa in questi termini. I paradigmi astratti ci parlano sempre e possiamo fissarli nella nostra mente, ma questo non ci esime da un esame di coscienza che, partendo dal peccato di ogni essere umano, possa in qualche modo trascenderlo e superarlo perché, con la Grazia di Dio, le situazioni che incontriamo nell'umanità ferita possano rendere un servizio alla Chiesa, al Papa e prima di tutto a Dio. In pratica, nessuna esistenza deve andare sprecata alla luce di parole vane che rischiano di "buttare via il bambino con l'acqua sporca". Allo stesso tempo, c'è bisogno che le buone intenzioni di traducano in un aiuto misericordioso che illumini i cuori per capire esattamente che cosa in concreto si deve fare. Sporcarsi le mani sì, ma con chiarezza di intenti nelle situazioni che si incontrano lungo il cammino della fede. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 giugno 2016
: falsi profeti (BF1.475)

Come nel nome Lucifero che significa "portatore di luce", ecco che può capitare che la luce sia tenebra grande, come recita il Vangelo di oggi. La Chiesa certifica infallibilmente quale luce è vera e quale è ingannevole, smascherando da sempre i falsi profeti (cfr. Matteo 24, 24). "Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce" (2Corinzi 11, 14). Poco prima della sua Ascensione, Gesù dice ai suoi discepoli: "E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso … finché non siate rivestiti di potenza dall'alto" (Luca 24, 49). L'unzione che nell'Antico Testamento è riservata ai re prescelti da Dio è praticata ancora oggi nella Chiesa Cattolica in vari sacramenti tra cui il battesimo e la cresima. I laici, in quanto si rivestano di Cristo, godono anche dei doni dello Spirito. L'unzione citata e l'azione dello Spirito garantiscono l'autenticità del profeta e ci proteggono dal maligno. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 giugno 2016
: la condizione infernale (BF1.474)

Sperando di non scrivere nulla di eretico, ritengo che la condizione dell'inferno sia eterna nel senso che è assenza di e lontananza da Dio. La situazione di sofferenza anche profonda descritta dai Vangeli con immagini a volte pittoresche è, invece, temporanea in quanto è finalizzata alla espiazione dei peccati, altrimenti Dio stesso non sarebbe giusto e misericordioso. L'anima dannata si trova nella verità su sé stessa e su questo non vi è alcun dubbio. La salvezza, invece, è con Abramo e con i giusti. Mi fa molto piacere che il Cardinale Ravasi menzioni questi ultimi, a favore dei quali la Bibbia testimonia un'infinità di volte. Ma cosa significa che il Padre Celeste "… fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti" (Matteo 5, 45)? Semplicemente che durante la vita siamo tutti fratelli in quanto figli dell'unico Padre. Un legame che solo la morte ed il giudizio possono spezzare. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 giugno 2016
: rinnegare se stessi (BF1.473)

Non mi è mai stato chiaro cosa significhi il rinnegare se stessi al di là di alcune interpretazioni che rischiano di rivelarsi banali, come, ad esempio, rinunciare al peccato, al proprio egoismo, all'egocentrismo. Forse, andando più in profondità, si può osservare che c'è una identità apparente, scontata, quella che ipocritamente giudicano gli altri, ed una identità nascosta, che rappresenta il nostro potenziale. Per diventare pienamente figli di Dio occorre maturare, passare dalla crisalide alla farfalla. Non è una strada possibile con le sole nostre forze. Mettendo Gesù Cristo al centro delle relazioni umane, possiamo prendere la croce e seguirlo facendo proprie le ansie altrui, le aspirazioni inutili, le scocciature che ci procurano le persone moleste. Ad imitazione del Cristo, possiamo diventare fattori di liberazione concentrandoci sulle anime che incontriamo nello sposalizio spirituale della Chiesa con il Suo Signore. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 giugno 2016
: il letame ed il diamante (BF1.472)

Ci portiamo dentro una dose abbondante di letame, per significare la fatica di vivere, il carico dei nostri peccati, i sensi di colpa. Essere credenti significa sotto un certo aspetto essere consapevoli che, nascosto nel letame, c'è un diamante che è il nostro vero Io in Cristo. Ecco che la preghiera è un dialogo con Dio che è cercare nel letame questo diamante. Un diamante che è il nostro cuore puro di fronte a Dio, irrorato dalla Grazia divina che domandiamo nel Padre Nostro come "pane quotidiano", perdonando al prossimo i peccati e ricevendo il perdono da Dio. Quante ansie e depressioni si potrebbero evitare se ci si impegnasse a valorizzare questo diamante che è in noi che, in definitiva, ben può rappresentare l'immagine e la somiglianza con Dio che è scolpita in noi fin dalla Creazione. Ben possiamo ripetere ogni mattina: "Ti adoro mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato e fatto cristiano …". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 giugno 2016: religione del profondo (BF1.471)

Come viene usata l'espressione "psicologia del profondo o dell'inconscio", cioè la psicanalisi, questo passo del Vangelo ci invita a coltivare una "religione del profondo", cioè non della superficie, non effimera, non arrivista, non delle apparenze. Ma con i colloqui spirituali e la Confessione, possiamo rimuovere quella ipocrisia denunciata da Gesù nella preghiera, nel digiuno, nell'elemosina. Sappiamo che talvolta siamo oppressi da ansia e sensi di colpa. Lo scopo della Parola e dei Sacramenti è quello di liberarci da questi sentimenti negativi poiché, riconoscendo i nostri peccati, possiamo vivere una religione del profondo, autentica nella relazione con Dio e con i fratelli. Praticando la giustizia davanti agli uomini assecondiamo una religiosità mondana che si ferma alla superficie e non ha il potere di scavare nell'inconscio e nell'anima per purificarli con la energia straordinaria che ci viene in aiuto dal Cristo Risorto. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 giugno 2016
: nemici e persecutori (BF1.470)

In altro passo del Vangelo Gesù promette che "una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo" (Luca 6, 38). Mi pare che quest'ultimo passo illumini anche il Vangelo di Matteo di oggi per dirci che Gesù offre una umanità piena, "traboccante" non solo di amore ma di ogni virtù che un cuore puro possa desiderare. Chiediamo dunque a Dio di avere un cuore puro perché questo cuore domanda al Signore sempre cose buone, mentre un cuore perverso desidera l'amicizia con il maligno. Ma questi due cuori non sono forse mescolati dalla nascita in ciascuno di noi? Ecco dunque l'importanza della Parola, dei Sacramenti e della Preghiera per seguire la strada buona del Vangelo che Gesù ci propone. Nell'imitazione della Madre di Dio, possiamo avere la forza, con la Grazia che le Sue preghiere ci procurano, di ottenere la forza per vivere con forza, intelligenza, convinzione e sincerità la Parola del giorno di oggi. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

13 giugno 2016
: strage di Orlando (BF1.469)

Nel mondo c'è una mescolanza di ciò che è buono e di ciò che è cattivo. Bisogna passare in esame i gesti umani, le intenzioni, i pensieri vagliando tutto con l'aiuto dello Spirito che ci dia la forza di riparare agli errori mostruosi che l'uomo commette contro l'uomo. Un crimine come questo è l'espressione perversa dell'"io esisto" perché un Dio del terrore non esiste. Si impone una riflessione profonda sulla reazione efficace contro lo scontro di civiltà tra una parte dell'Islam fanatica, fondamentalista, in mala fede e violenta e il mondo delle democrazie occidentali. Tutto il male è legato come una fascina. Disfarcene del tutto non è forse possibile. Speriamo non vi sia una involuzione autoritaria e populista, ma piuttosto una difesa forte dei valori in cui, anche come cristiani, crediamo. Ora, amici americani, è anche tempo di preghiera per le vittime ed i loro famigliari. Siamo amareggiati ma non confusi, colpiti ma non vinti. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale

13 giugno 2016
: sinfonia ecclesiale (BF1.468)

Tutto ciò che facciamo nella Chiesa, preghiamo che sia il Signore a stabilirlo, tutto ciò che possiamo dare e tutto ciò che possiamo ricevere, sia l'Onnipotente a fissarlo. A noi sta di diventare i componenti di una "sinfonia ecclesiale" che ci guida anche ad affrontare il malvagio che ci insidia cosa di cui parla il Vangelo di oggi, memoria di Sant'Antonio da Padova. Se Gesù ci ha inserito nella Chiesa e la Chiesa, con un movimento di ritorno ci ha inserito come tralci della vite in Lui mediante i sacramenti, possiamo dire che spiritualmente il malvagio non può nulla contro di noi. Questa potrebbe essere una motivazione per cui Gesù anche in un altro passo (Luca 18, 1-8) dice di avere in fiducia in Dio per quanto attiene lo scontro con il malvagio. Grandi sono i danni specie materiali che ci procura lo scontro con il malvagio nella vita, ma più grande è il destino che ci riserva il Signore nella vita eterna qui e nel mondo a venire. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

11 giugno 2016
: Maria di Magdala e la Chiesa (BF1.467)

È un segno potente che la Chiesa dona a testimonianza di tutte le donne, specialmente quelle che nella realtà ecclesiale cattolica profondono il loro impegno come pietre vive della Chiesa stessa. Il Vangelo parla poco di Maria di Magdala e della stessa Madonna, ma sappiamo che il Ministero di Gesù ha rivalutato tutte le categorie "fragili" della società di quel tempo. I bambini, le donne, specie se vedove, i malati nello spirito e nel corpo. Come Gesù è il completamento della Legge e dei Profeti, così la Chiesa con questa decisione completa una lacuna grave. Spero che il popolo di Dio accolga con favore questa decisione. Forse Maria di Magdala era una "single" ardimentosa, credente e prudente. Può diventare un esempio per tutte le donne del nostro tempo come amata e prescelta dal Signore. Rinunciando ad ogni contrapposizione conflittuale con gli apostoli, Maria di Magdala è segno di amore e riconciliazione all'interno della comunità. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

11 giugno 2016
: la pace risanatrice di Gesù (BF1.466)

Quante persone corrotte hanno bisogno di essere risanate! Quante persone dobbiamo incontrare sul nostro cammino alle quali portare la pace risanatrice di Gesù! Oggi più che mai, le strade della Terra Santa insanguinate da guerra e terrorismo hanno bisogno del Santissimo e Divinissimo Profeta che si è fatto pane per noi. Gesù ci visita più volte dal concepimento nel grembo di nostra madre: facciamoci trovare pronti per essere ritenuti degni del Suo amore. La pace che Gesù offre è grazia, potenza e bellezza nella fede, amore per tutto ciò che per mezzo di lui è stato creato. La fede in Gesù ci porta ad indossare gli occhiali mistici e spirituali che ci fanno contemplare un assaggio delle realtà celesti in quelle terrene per analogia con la bellezza del Creatore. Non siamo degni di tanta pace ma, se il Signore dice una parola a nostro favore, ci scopriamo redenti e salvati nel senso di riscattati dal male in cui spesso abbiamo vissuto. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

10 giugno 2016
: benedetti tre volte (BF1.465)

San Paolo ci ricorda che "… il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore" (Romani 6, 23). Il Dio che "non è Dio dei morti ma dei viventi" (Marco 12, 27) ci chiama alla vita tre volte: benedetti nel grembo della nostra madre, benedetti dopo sorella morte corporale nel destino paradisiaco e benedetti nel corpo nuovo alla resurrezione della carne. Tre volte benedetti, ci gloriamo nelle cinque piaghe del Cristo circa la nostra identità di cristiani per non pagare il prezzo del peccato. E questo avviene tramite il miracolo dell'amore di Dio che paga il peccato per noi: la Scrittura infatti ci ricorda che siamo stati comprati a caro prezzo. Ce lo ricorda 1Corinzi 6, 20 che prosegue: "Glorificate dunque Dio nel vostro corpo". Se il corpo comprende anche la mente, ecco che anche i nostri pensieri sono tempio dello Spirito Santo (1Corinzi 6, 19) e vanno tenuti sotto controllo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 giugno 2016
: inferno luogo noioso (BF1.464)

Non ho mai pensato che l'inferno sia un luogo di sofferenze atroci. In un certo senso è il posto adatto per l'uomo normale, godereccio e indifferente. Un luogo noioso. Lo stupore lo rivolgo al destino paradisiaco, all'esistenza del Paradiso. Perché il privilegio di avvicinarsi a Dio è contornato da una serie di precauzioni e di "privilegi". Perciò, sappiamo che la Grazia che dona Dio è la cosa più preziosa che abbiamo ed apre le porte del Paradiso. Come si può stare nel luogo santo del Signore? Forse, come ricorda un Salmo, bisogna avere "cuore innocente e mani pure" (Salmi 23, 3-4). Il mistero del Paradiso è molto più grande del mistero dell'inferno, quindi. Il problema è se all'origine dell'inferno ci sia oppure no la volontà di Dio. Se Dio ha voluto l'inferno, quest'ultimo è una emanazione della volontà santa dell'Onnipotente. Una certa comunicazione dall'inferno verso le realtà celesti è documentata da Luca 16, 24-25. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 giugno 2016
: l'amore di Gesù (BF1.463)

Il potere liberante della fede ha una caratteristica precisa: tocca il cuore del credente sino ad un punto di non ritorno che è il lasciarsi conquistare da Gesù; il diventare un fuoco che arde di amore e riconoscenza; il riconoscere che Gesù è Dio e ha il potere di perdonare i peccati. Quando i nostri peccati sono stati perdonati è perché abbiamo molto amato, nella verità su noi stessi che è un dono di Dio. Lo straordinario di Gesù penetra il cuore e la mente, mentre l'ordinario della mentalità farisaica dell'epoca si riduce ad una pretesa di purezza che, anziché amare, esclude, ghettizza e vuole dominare il prossimo. Gesù cerca di convincere Simone: non risponde indurendone il cuore, ma persino Dio è impotente di fronte all'egoismo che rifiuta e non sa giudicare i tempi in cui si viene visitati. In Luca 12, 56 Gesù stesso dice: "Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 giugno 2016
: convertire il cuore alla misericordia (BF1.462).

Molte persone ritengono di non aver ricevuto misericordia da Dio e questo fattore è uno di quelli che più allontanano dalla fede. Proclamando la misericordia di Dio in astratto si dicono certamente cose giuste ma ancora più difficile è convertire il proprio cuore alla misericordia del Signore in concreto. Ci sovviene il Vangelo in proposito quando dice beati i misericordiosi perché troveranno misericordia (Matteo 5, 7). Il concetto fondamentale è dunque quello che la mancanza di misericordia allontana da Dio. Il popolo di Israele è stato colpito più volte nella Storia e così duramente che la misericordia cristiana può certamente abbracciare la tradizione giudaica trasformando l'antisemitismo in misericordia per i fratelli ebrei. I cristiani che sono misericordiosi verso tutto e verso tutti cercano anche di non allontanarsi dalla giustizia del Dio di Gesù per essere sale della terra e luce del mondo (Matteo 5, 13-14). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 giugno 2016
: cattiveria ed incoerenze (BF1.461)

Spesso, il mondo non va avanti secondo le parole di Gesù. Siamo consapevoli che l'edificazione del Regno trova resistenze a vari livelli, talora insospettabili. Queste resistenze si annidano anche nella Chiesa. È quindi urgente e necessario una revisione periodica del nostro essere e del nostro agire, prima di tutto all'interno della Chiesa fra noi credenti. La proiezione poi esistenziale al di fuori della Chiesa richiede di essere preceduta da un profondo esame di coscienza. Ogni giorno è necessario pregare e fare questo esame di coscienza recitando l'Atto di dolore e le necessarie suppliche a Dio perché non ci abbandoni alla tentazione, rappresentata dagli idoli del mondo. L'amore tra noi nel contesto di un'amicizia sincera, senza secondi fini, è la migliore testimonianza della fede. Non è questione di sentirsi buoni, ma piuttosto di offrire e consegnare a Dio la nostra cattiveria e le nostre incoerenze. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

8 giugno 2016
: Gesù e i precetti "minimi" (BF1.460)

Le sfide che ci attendono nel mondo che Gesù ci ha affidato vanno affrontate alla luce di un passato in cui Gesù è radicato. Le strade di giustizia che la Bibbia invita a percorrere rendono impossibile il prescindere da Dio. E se Dio si è degnato di visitarci, significa che il Messia tanto atteso dal popolo ebraico è illuminato dall'Antico Testamento proprio come avviene nella Trasfigurazione sul monte Tabor dove Gesù conversa con Mosè ed Elia. Il Dio che dà compimento alla Legge e ai Profeti, inevitabilmente diviene compimento dell'uomo e dell'umano in tutti i suoi aspetti. Nessun aspetto della vita umana è estraneo a Gesù, che sia per confermarci o per ammonirci, per amare e per essere amati. Il timore di Dio illumina la passione del cristiano per i precetti minimi i quali diventano "massimi" alla luce della fede proprio laddove spesso sono disprezzati dal mondo che passa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale

7 giugno 2016
: schegge di infinito (BF1.459)

La vita la immagino come una stanza a tante dimensioni: passiamo da una dimensione ad un'altra sempre in cerca di uno scopo per vivere. Ma in nessuna di queste dimensioni troviamo veramente l'Assoluto. Uscendo da questa stanza e scrutando il Cielo, scopriamo che, mediante una intuizione che non viene da noi ma che ci viene donata, abbiamo la possibilità di vedere il Volto Santo di Dio splendere su di noi. Entriamo in una sorta di rapporto coniugale con il Signore che ci dona la qualità di sale e di luce, come dice il Vangelo. Se restiamo fedeli al patto nuziale con il Nuovo Israele nell'Eucarestia e nelle opere, possiamo divenire noi stessi schegge dell'infinito per come lo ha rivelato Gesù Cristo durante la Sua vita terrena e mediante lo Spirito che ci istruisce. Non è tanto una questione di essere buoni allievi come a scuola, ma di riconoscere la nostra debolezza e miseria di fronte a chi può trasformarci in creature nuove per il Regno. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

Codice commenti (per indice analitico): da BF1.459 a BF1.509

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8 luglio 2016: premio e persecuzione (BF1.509)

Una bellissima affermazione di San Paolo in Filippesi 3,12 dice: "Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo." Sia dunque ben chiaro che non c'è persecuzione senza un premio da parte del Signore e la nostra fede è questa: il premio che il Signore, giudice giusto, ci consegna vale più di mille persecuzioni. Questa è la nostra forza: laddove il mondo ci disprezza, il Signore ci infiamma con la Sua stima. Perché, credendo nella Resurrezione per opera dello Spirito Santo, riceviamo questo premio cui San Paolo accenna per tramutare in oro fino ciò che nel mondo è disprezzato. Solo questo segreto ci basta di fronte a tutte le persecuzioni per diffondere sempre di più la fede cattolica, nel rifiuto radicale della violenza per opporci al malvagio, cioè al lupo, qualunque sia la sua religione e/o ideologia. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 luglio 2016
: Chiesa e povertà evangelica (BF1.508)

Per il passato della Chiesa serve una severa analisi critica per non ripetere gli errori commessi. Per il presente serve l'impegno a migliorarla, perché noi tutti siamo Chiesa e ognuno di noi può dare il suo contributo. Per il futuro serve una progettualità concreta della speranza fedele all'opzione fondamentale per la povertà evangelica. Però, contrapporre egualitarismo e organizzazione gerarchica penso sia sbagliato. La ragione è che, a mio avviso, la Chiesa terrena deve rispecchiare la Chiesa celeste che è gerarchica. Purché, però, sia rispettato il precetto evangelico per cui chi è il più grande tra noi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve (Luca 22,26). Se la Chiesa si fa nemica di ogni ingiustizia sociale deve essere credibile. Una credibilità che si conquista agli occhi di Dio, più che di fronte alle lamentele (troppe?) dei fedeli. Approfondire è doveroso: ad esempio, che vita fanno i nunzi apostolici? Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 luglio 2016
: cercati dalla Chiesa (BF1.507)

Il Vangelo di oggi mi pare parli del mistero di essere "cercati" dalla Chiesa. In questo essere cercati intravedo innanzitutto una speranza di cui la Chiesa ci fa oggetto, poi una responsabilità nostra nel dare una risposta "credibile" innanzitutto di fronte a noi stessi e alla nostra coscienza. Poiché, dopo questa visita, lo sappiamo, molti di noi prenderanno altre strade. Frutto dell'incontro, del dialogo, dell'accoglienza nei confronti degli inviati di Dio è la pace. Credo che la pace che discende su di noi visitati sia quella che la Chiesa chiede per noi a Gesù, cioè sia la stessa di Giovanni 14,27. Gli uomini di pace accolgono la pace perché essa è già dentro di loro come lumicino destinato a diventare un fuoco vivo. Il fuoco vivo che inonda la casa e quindi la famiglia benedetta dal Signore. La Chiesa, anche quando è indegna, ci porta Gesù, ci fa cioè un dono prezioso che non va disprezzato per indecisione, stoltezza o superbia. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 luglio 2016
: radicati nella carità (BF1.506)

Ancora una volta Gesù ci chiede di radicarci nella realtà piuttosto che rifugiarci in una torre d'avorio. Ora, c'è il rischio che la superspecializzazione che si è diffusa nella Chiesa faccia sì che deleghiamo alle varie Caritas, ai centri d'ascolto, a chi si occupa dei senza fissa dimora le opere di carità. Questa delega un po' è necessaria perché c'è una "professionalità" anche nel fare il buon samaritano. Quindi, la Chiesa ci dice, in sostanza, come radicarci nella carità, secondo i nostri specifici talenti e secondo la nostra specifica identità. Siamo creati da Dio con dei limiti che vanno accettati e benedetti. Plasmato il nostro servizio di volontariato secondo le necessità concrete della Chiesa, siamo radicati in un tesoro che è la Parola di Dio meditata e vissuta. Non tutti sono capaci di tutto, ma tutti possono consacrarsi a Gesù, alla Sua santa volontà perché Egli faccia splendere su di noi il Suo Volto. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 luglio 2016
: i poveri ci evangelizzano (BF1.505)

È Luca 11,52 a riferire ciò che Gesù dice: "Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito". Gesù è il più grande scienziato mai esistito in quanto "tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste" (Giovanni 1,3). Chi più e meglio del Creatore conosce la "chiave della scienza" di Dio, quella che permette all'anima di entrare in Paradiso? Ora, questa chiave Gesù la dona più facilmente ai poveri tramite i quali tutti abbiamo ricevuto, in Gesù Cristo, grazia su grazia perché i poveri ci evangelizzano. Abramo risponde al ricco epulone che si trova all'inferno: "hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro" (Luca 16,29). Dalla mancata disponibilità all'ascolto del grido dei poveri e dei Profeti sembrano discendere tutti i mali spirituali. Preghiamo di non essere mai i colpevoli della povertà altrui. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 luglio 2016
: il futuro del welfare (BF1.504)

Cosa succederà quando i giovani disoccupati di oggi avranno cinquanta/sessanta anni? Il rischio evidente è quello di una svolta autoritaria con annessa rivoluzione o latente guerra civile? A me pare che l'unica soluzione possibile sia quella di agganciare le pensioni versate al patrimonio mobiliare ed immobiliare di ogni cittadino oltre che ai contributi versati. È giusto che chi ha in banca o come seconde o terze ecc. case, poniamo ad esempio, risparmi per 7/800.000 euro non prenda più di 500 euro mensili di pensione. E viceversa, chi ha solo la proprietà di un piccolo alloggio o vive in affitto abbia almeno mille euro di pensione. Questo perché la generazione precedente ha preso tutti i benefici del welfare, tutti i privilegi, spesso ha evaso le imposte e ha lasciato ai giovani un enorme debito pubblico i cui interessi vengono pagati con il lavoro e/o la miseria di tanti. Non sono un esperto, per carità, ma non vedo altre soluzioni. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 luglio 2016
: noi ci rivolgiamo ai pagani (BF1.503)

In Atti 13,46 si legge: "Allora Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: 'Era necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani'". Una dottrina ebraica, pensata per Israele, elaborata nel seno del Popolo Eletto, viene rivolta ai pagani. In questo modo, i pagani che accettano il battesimo diventano anch'essi popolo di Dio tramite il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo crocifisso e risorto. La svolta sembra essere proprio la crocifissione di Gesù (Giovanni 12,32) ove Gesù annuncia che tutti sono attirati a quella salvezza che viene dai giudei (Giovanni 4,22). Ne nasce un debito storico della Chiesa verso il giudaismo ed un debito del giudaismo verso il cristianesimo, quest'ultimo spesso sottovalutato. In Cristo, la Chiesa tutta è associata alla gloria della storia ebraica, come e nei limiti precisati dal depositum fidei. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 luglio 2016
: i tre aspetti della vita del credente (BF1.502)

La vita del credente mi pare abbia (ameno) questi tre aspetti: l'essere con sé stessi, il divenire in Dio e l'essere con gli altri. Ecco che Gesù, scacciando i demoni, interferisce con ciascuna di queste tre dimensioni. Nell'essere con sé stessi perché se uno ha un demone, viene turbata l'autocoscienza, la capacità di autodeterminarsi, la libertà dell'individuo. Nel divenire in Dio perché il demone fa di tutto perché questo divenire in Dio si trasformi in un processo sterile che impedisce la catarsi. Infine, l'essere con gli altri perché il demone intralcia la capacità di relazione che è essenziale per la vita sociale e psicologica dell'essere umano. Ecco, dunque, la necessità della preghiera costante ricordataci anche dall'ultima parte del Vangelo. Con l'aspettativa di ricevere sempre grandi benefici da Dio, la preghiera e la Confessione ci portano ad approfondire sempre di più i tre aspetti menzionati della vita cristiana. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

4 luglio 2016
: il Papa e la sindrome di Napoleone (BF1.501)

Penso che questo Papa, secondo le ultime prese di posizione, non si sia fatto prendere dalla "sindrome di Napoleone", cioè da un "leaderismo carismatico" che vuole avere sempre ragione, che demonizza chi non la pensa come lui, che ha metodi autoritari. In tale senso sono molto apprezzabili le parole che ha usato circa i conflitti e il tagliare le teste. Anche perché un Papa con la sindrome di Napoleone va incontro, prima o poi, alla sua Waterloo. Il Papa dice semplicemente che va avanti per la sua strada che irreversibilmente condanna lo stigma verso comunisti, testimoni di Geova, malati di mente, ebrei, zingari ecc. Purtroppo la Chiesa è ancora piena di "antagonisti, professionisti dell'odio" di fascista e nazista memoria. La Chiesa è a favore di qualcosa, non contro qualcuno, e perciò, coraggiosamente, va incontro a persecuzioni ingiuste da parte dei piccoli Pol Pot di turno. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

4 luglio 2016
: intimità mistica con il Signore (BF1.500)

Agogniamo l'intimità con il Signore ma questa intimità pare erroneamente una meta irraggiungibile. Il pellegrinaggio del popolo cristiano è accompagnato, invece, da questo sposalizio come recita la prima Lettura: "Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore". Attraverso Gesù Cristo, riconoscendo la Sua divinità "della stessa sostanza del Padre", proviamo anche noi a chiedere nella preghiera di toccare misticamente il suo mantello e di essere resuscitati dal sonno profondo che odora di morte. Tutte le volte che sentiamo l'odore della morte, vicino a noi c'è il Signore pronto a salvarci e ad accoglierci. Testimoniamo l'impossibile? Siamo dei folli? Nella fede la follia diventa lucida razionalità e l'impossibile sempre si realizza, secondo la volontà di Dio, Benedetto Egli sia. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 luglio 2016
: la dignità di tutti i cristiani (BF1.499)

Non ho la competenza necessaria per commentare un tema così complesso. Mi pare solo di poter dire che non ci sono cristiani di serie "A" e cristiani di serie "B". Tutti arranchiamo, laici e sacerdoti, donne e uomini, fratelli e sorelle, per capire qualcosa del grandissimo mistero di Dio. In secondo luogo mi pare che le categorie dei santi e dei profeti non coincidono perfettamente; la Chiesa deve saper valorizzare le voci profetiche ma non chiedetemi come. Forse bisogna accontentarsi un po' di più per come le cose esistono e hanno forma, senza soffocare la fantasia che, ispirata (si spera) dallo Spirito Santo, immagina sempre nuovi percorsi per la Chiesa. Per evitare che certi dibattiti, ad un certo punto, diano la nausea, bisogna concentrarsi, può darsi, sulle cose da fare per farsi tutti servi di Dio. Chi non si lascia "pascere" dai pastori non è più libero, ma più schiavo dei propri sogni razionali o irrazionali che siano. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 luglio 2016
: stoffa grezza e vino nuovo (BF1.498)

Portiamo noi stessi a Gesù il "pezzo di stoffa grezza" ed il "vino nuovo", offrendoli a Lui con un cuore pronto ad accogliere quella novità completa che è Gesù. Gesù stesso, prima della Passione, ha sopportato l'accusa di essere indemoniato (Giovanni 8, 52) e pure i suoi discepoli dissero di Lui "è fuori di sé" (Marco 3, 21). Ora, noi sappiamo, per forza dello Spirito, che credere in Gesù è una esperienza liberante che rifonda l'esistenza, in un contesto nuovo nel quale il Signore "annuncia la pace per i suoi fedeli, per chi ritorna a Lui con fiducia" (Salmo Responsoriale), un contesto nel quale, ancora, "amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno", "verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal Cielo" (Id.). Preghiamo che vinca la nostra gloria personale nella fede, se il Signore lo gradisce: risorgiamo così con Cristo che è già nella Gloria, gloria di pace, di amore, di giustizia, di carità fraterna. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

1° luglio 2016
: bisogno del Medico Divino (BF1.497)

La prima Lettura sembra un po' fare il ritratto dell'uomo di oggi che vaga da settentrione ad oriente per cercare la Parola del Signore, ma non la trova. Il Vangelo invece parla dell'opera del Signore di curare i malati che hanno bisogno del medico. Esiste quindi uno spartiacque, un prima e un dopo. Prima che il Signore ci curi come malati e dopo che il Signore ci ha curati. Mi pare importante constatare che il Signore non ci abbandona ma continua a sostenerci nel cammino verso di Lui anche dopo che ci ha somministrato la medicina divina, fatta di compassione e misericordia, di verità che illumina e di fede che trasforma. Non c'è benedizione maggiore nel Vangelo che essere curati da Gesù se solo ci riconosciamo come "malati". È strabiliante vedere come Gesù purifica il nostro passato e ci prepara ad una vita nuova in cui siamo contemporaneamente giusti e misericordiosi verso noi stessi, per essere giusti e misericordiosi verso gli altri. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 giugno 2016
: il Signore ci tende la mano (BF1.496)

Gli antichi interrogavano la Sapienza ed ora che la Sapienza si è fatta carne, la Grazia divina non ha più bisogno di mille regole e regolette. L'esortazione di Gesù si limita a pochi semplici criteri ricordati da Monsignor Galantino. Nella testimonianza di Gesù, vengono sconfitte le tenebre della filosofia erronea, quella che svia l'essere umano dal suo destino di gloria (i vostri nomi sono scritti nel Cielo, dice il Vangelo) per condurlo non tanto al peccato quanto al non senso del vivere. A cosa il Signore ci chiama? Forse alla gioia di riconoscere in Gesù colui che rivela tutto ciò che di positivo c'è nell'esperienza di fede. Fede uguale librarsi in volo con fiducia, dimenticando ciò che per i pagani è ovvio e ciò che per gli ebrei è giusto. Qualcuno può accusare il cristianesimo di follia; io lo vedo come un sentiero di crescita in cui ci sono molte tappe per superare le quali i fratelli ed il Signore stesso ti tendono la mano. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 giugno 2016
: fede e antagonismo (BF1.495)

C'è nella Chiesa la tentazione di aderire alla fede come reazione alla "peste di errori e di vizi che ammorba il mondo". In altri termini, la fede può essere vissuta come orientamento che è non di fuggire il male e di cercare con tutte le nostre forze la giustizia, ma come antagonismo contro qualcuno: l'ateismo, il comunismo, il relativismo, ecc. In realtà, la Chiesa, perseguitata dai regimi dell'ateismo di Stato aveva reagito con la scomunica dei comunisti, scomunica poi decaduta. La legittima difesa del patrimonio umano cristiano è legittima, ma forse c'è un compito di più alto valore morale al quale siamo chiamati. Ed è quello di portare un messaggio di salvezza, di bontà e di verità che sostiene il mondo anche quando quest'ultimo segue strade che non condividiamo. La solidarietà con i peccatori li può illuminare tramite la testimonianza del nostro cammino, nella speranza di salvare il maggior numero di anime possibile. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 giugno 2016
: la bontà del Papa (BF1.494)

Il Papa Emerito Benedetto XVI ha detto di vivere nella bontà di Papa Francesco. Questa abitudine di Papa Francesco di "strigliare" i cristiani è espressione di bontà se non di santità. Perché, come dice l'Apocalisse in un passo già altre volte citato, "Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti" (Apocalisse 3,19). Chi può veramente sondare il cuore del Papa come sono insondabili gli abissi più reconditi del mare? In una società che ha ucciso la figura paterna per una opzione di fondo per l'edonismo e l'effimero, i moniti del Papa possono apparire fastidiosi. Eppure sono fonte di vita che rinasce aprendosi alle opere che il Papa indica, opere senza dubbio evangeliche. Perciò dico che gli ammonimenti del Papa sono espressione di bontà se non di santità. Dio ci insegni a disprezzare con tutte le nostre forze la stoltezza che passa e viene spazzata via, per amare con tutto il nostro cuore il Papa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 giugno 2016
: femminicidio e sfida educativa (BF1.493)

La sfida educativa rivolta alla formazione retta del libero arbitrio è fondamentale. Alcuni uomini confidano eccessivamente, a mio avviso, nella creatura che incontrano e di cui si innamorano/si sposano. La donna viene deificata e idealizzata e quando la donna medesima non risponde più a questo cliché di idealizzazione, forse scatta nella psicologia deviata l'idea di distruggerla. Manca, perciò una visione misericordiosa e realistica del prossimo in generale e della partner/moglie in particolare. A volte, si crea un rapporto psicologico morboso "fusionale" per cui non si può immaginare più la propria identità come disgiunta da quella del partner. Non so se leggerò il libro, ma l'articolo è di estremo interesse e stimolo. Ci spinge a rivedere noi stessi nel rapporto con l'altro sesso per migliorare nella carità dei rapporti umani per approdare ai confini della vita desiderati ed approvati da Dio stesso. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 giugno 2016
: legare e slegare, aprire e chiudere (BF1.492)

L'angelo del Signore si accampa poco fuori di noi, poco lontano dal nostro cuore ed è pronto a venire a liberarci. Perciò, preghiamo che ci custodisca sempre, sostenendoci specie nel momento della prova. La seconda Lettura garantisce nel nome di Dio e con la grande fede di San Paolo, Apostolo delle genti, che Dio, giusto giudice rende giustizia al debole che confida in Lui e lo soccorre perché, come dice il Salmo, "Molte sono le sventure del giusto, ma lo libera da tutte il Signore" (Salmi 33, 20). Gesù è colui che dove lega, nessuno slega e viceversa (cfr. un passo simile in Isaia 22, 22 e in Apocalisse 3, 7), ma questo potere divino viene ora conferito alla Chiesa. Un ponte invisibile unisce il destino dalla Chiesa al destino di Cristo, un ponte di gloria, di potere spirituale e mistico. E tutti noi che facciamo la professione di fede preghiamo che le nostre mancanze si trasformino in forza divina "slegati dalla Chiesa per il Regno". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

28 giugno 2016
: l'importanza della fede (BF1.491)

Gesù ci ricorda l'importanza della fede. Chi rifiuta di seguire, come un girasole, il "sole che sorge", va incontro ad un destino di effimera gloria terrena. E in questo effimero molti di noi vivono e forse prosperano sul piano materiale, ma senza sperimentare il potere sanante del Signore, la pace e la gioia che Egli dona. È vero: c'è il rischio di sprecare la propria esistenza, di non arrivare mai alla consapevolezza che i nostri capelli sono tutti contati (Matteo 10, 30), che la vita, anche se uno è nell'abbondanza, non dipende dai suoi beni (Luca 12, 15). Mistero del vivere e del perire (cfr. Luca 13, 1-5), nella conversione al Signore si gioca la partita vera della vita, rivolta ad ogni uomo, come dice il Profeta Isaia, 49, 6: "È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele. Ma io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 giugno 2016
: l'omosessualità è una perversione? (BF1.490)

Il Papa lancia "ponti" verso tutti. Sulle cause dell'omosessualità c'è nebbia fitta e quindi, questa circostanza dovrebbe indurci ad una certa prudenza nella valutazione del fenomeno. Dato che le perversioni sessuali dilagano anche tra gli eterosessuali, seguendo un ragionamento di fede cristiana, non si può discriminare nessuno. Se per gli omosessuali la castità è un traguardo difficile da raggiungere, le pagine della Bibbia che parlano di effeminati e sodomiti (come ad esempio 1Corinzi 6, 10) vanno lette alla luce di altri passi che parlano del valore della fede da chiunque provenga (ad esempio, Romani 10, 9-10) e della forza della grazia che sovrabbonda rispetto al peccato (cfr. Romani 5, 20). L'omosessualità di per sé non è una perversione ed il rapporto omosessuale, come l'autoerotismo, c'è anche tra gli animali e forse è una tendenza iscritta nel codice genetico. Penso, più in generale, che Dio abbia cura della fragilità umana. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 giugno 2016
: matrimonio o vocazione religiosa? (BF1.489)

Da un punto di vista poco religioso, anche Gesù ha "fallito" la Sua missione. E di fallimenti è piena la vita degli esseri umani. La Madonna ai piedi della Croce si dice non fosse felice, anzi, piangeva (così la immaginiamo) amaramente. Eppure, proprio ai piedi della Croce la Madonna rinasce come madre della Chiesa. Quindi, se moriamo al mondo è per rinascere alla Chiesa e in Dio. Queste sono le parole eterne del Vangelo: "In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Giovanni 12, 24). Morire nel matrimonio al proprio egoismo o seguire la strada del sacerdozio per morire e portare frutto per la Chiesa? Mescoliamo il nostro destino con le strade battute dal Cristo, consacrandogli sia il nostro futuro sia il nostro passato (pieno di errori e di peccati): è l'unica idea che mi viene in mente per uscire "vincenti" almeno come cristiani. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 giugno 2016
: riconoscenza verso Dio (BF1.488)

Gesù stronca l'ottimismo del primo interlocutore che gli dice "Maestro, ti seguirò dovunque tu vada" con una constatazione amara. Forse, si tratta di un modo di comunicare da parte di Gesù la scomodità della sequela. Quanto al secondo interlocutore, Gesù sottolinea il distacco dagli affari terreni, finanche seppellire i morti, che la sequela comporta. La prima Lettura ed il Salmo Responsoriale sottolineano l'importanza nella condotta terrena come via di giustizia secondo la volontà di Dio. Tutto deve essere fatto nel Nome del Signore e per amore del Signore perché le opere della Chiesa brillino come stelle nel Cielo. La riconoscenza per le meraviglie che il Signore ha operato in mezzo a noi assurge a criterio guida per accendere la nostra lampada interiore: essa sia guida ai nostri passi per non inciampare nell'ingiustizia e poter comparire davanti a Dio santi tra i santi, giusti fra i giusti, puri fra i puri, innocenti fra gli innocenti. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 giugno 2016
: ecumenismo è riconoscersi debitori (BF1.487)

L'unica strada praticabile per l'ecumenismo con gli ortodossi è il riconoscersi debitori. Anche verso il giudaismo, i passi avanti sono stati fatti nel rivalutare il debito che abbiamo verso la tradizione ebraica, le radici. Se immaginiamo un mondo in cui riconosciamo i debiti di cultura, di amore, di arricchimento seguiamo Cristo che si è fatto povero perché noi potessimo essere ricchi per mezzo della sua povertà (2Corinzi 8, 9). I cattolici sono debitori degli ortodossi e gli ortodossi sono debitori dei cattolici. Così è per i rapporti con i protestanti. Invece, ci sentiamo spesso in credito, esigiamo riconoscimenti, ammirazione e approvazione. La strada della vanità, del potere, dei soldi, dei nazionalismi porta solo divisioni. Riconoscere il debito che abbiamo è l'unico modo che vedo di amare in maniera sincera e genuina. Il problema non è se il Papa è simpatico, il problema è se riconosciamo quanto dobbiamo gli uni verso gli altri. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 giugno 2016
: lo stupore che rende umani (BF1.486)

Leggendo questo passo del Santo Vangelo, mi è venuto in mente il tema dello stupore. Gesù quasi si stupisce di non aver trovato una fede così grande in Israele come quella del centurione. Gesù non ha soltanto parole di condanna per la perversione della sua generazione, ma spesso ha anche parole di lode che qui è fuori luogo ricordare. Forse, mantenendo noi stessi il senso dello stupore, possiamo crescere nella fede in questo Messia fragile e potente allo stesso tempo. Il Messia cristiano prende su di sé i peccati e le malattie per condividere in tutto, fuorché nel peccato, la condizione umana, come fece ricevendo il battesimo nel Giordano dal Battista. Se ogni giorno andando a Messa, ci stupiamo dello splendido mistero della transustanziazione, se ci stupiamo della grandezza di Dio e nostra in Dio quando recitiamo le preghiere quotidiane, abbiamo coscienza di essere rimasti umani, a dispetto di un mondo che, spesso, disumanizza. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 giugno 2016
: il rischio nella fede (BF1.485)

Mi pare che la vita di Giovanni il Battista ponga in luce l'elemento del rischio che è insito in qualunque scelta. Certo, scegliere di essere cristiani oggi è più facile e, come dice il Papa, si rischia di essere cristiani da salotto; come quegli scribi e i farisei che si sono seduti sulla cattedra di Mosè di cui parla Gesù in Matteo 23, 3-4 i quali "dicono e non fanno". Il coraggio di schierarsi non significa incoscienza. Ce lo ricorda il Vangelo in Luca 14, 28-32. Con Giovanni il Battista si può parlare di un acme del "rischio del giusto", il rischio di essere rigettati e poi uccisi. Schierarsi con Gesù è anche valutare e accettare questo rischio e corrergli accanto ed incontro con fortezza e una grande speranza nel cuore: che Gesù il Santo, il Giusto ci ripaghi del male che ci fa il mondo, che ci riconosce come nemici perché a volte si ha la sensazione che, come cristiani, per il mondo siamo più diavoli che angeli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.


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