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Blog Famiglia Cristiana.it 35

Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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31 agosto 2016
: legittima difesa cristiana (BF1.586)

Penso che come cristiani dovremmo lasciare ad altri i sogni egemonici. Tuttavia, la legittima difesa è giusta. E se ci rendessimo conto che il sogno di Dio è la giustizia già in questo mondo, faremmo ogni sforzo per esaudirne le aspettative santissime nei nostri confronti. Sì, Dio sogna. Chi fomenta la guerra tradisce il sogno di Dio. Penso abbia ragione Papa Francesco: le vittime delle guerre sono principalmente i civili e pochi ricchi e potenti, come fu per Erode, godono dei vantaggi della vittoria in guerra. Le religioni dovrebbero ispirarsi a ideali compatibili con la tutela dei diritti fondamentali ovunque: la libertà di religione, la protezione della vita in tutte le sue fasi, la tutela della proprietà privata, eccetera. L'ideale cristiano non è l'egemonia ma la diffusione del Regno che irradia progressivamente una luce di bontà disarmante. Il Regno si diffonde come emanazione divina e contagio dei giusti che vi aderiscono. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

31 agosto 2016
: maturazione nella fede (BF1.585)

La prima Lettura ci parla di un processo di maturazione nella fede da cui nessuno è esente. E parla di una crescita che è opera di Dio. Da ciò, l'importanza di affidarsi non a esseri umani per quanto abbiano svolto un ruolo importante nel nostro cammino di fede, come catechisti e sacerdoti. Affidarsi, invece, a quel "Dio che fa crescere". Il rischio di restare neonati nella fede, persone immature, prigionieri di invidie e discordie, è ben presente a San Paolo. Siamo dunque maturi se siamo portatori di stima e di pace verso i fratelli. Il Vangelo ci dice che in molti casi alle malattie si accompagna l'azione di demòni che sono consapevoli che Gesù è il Cristo. Esseri senza sentimenti, vuoi di pietà, vuoi di carità, ma lucidi nell'esaminare la situazione. Semplici specchi senza fantasia immersi in un destino umano che non li riguarda più per i meriti del Cristo, "per le cui piaghe noi siamo stati guariti" (Isaia 53,5; 1Pietro 2,25). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 agosto 2016
: una matrigna "maltrattata" (BF1.584)

Preghiamo per queste situazioni famigliari irregolari affinché non venga mai a mancare il rispetto. Il rispetto è comunque dovuto, mentre l'amore bisogna conquistarselo. Se questo è vero, è anche necessario che la seconda moglie/compagna si faccia dono di sé stessa e che questo dono venga accettato dalle figlie del primo matrimonio. Stupisce che queste figlie preadolescenti non mostrino la capacità di onorare la loro madre restandole fedeli senza danneggiare con la loro severità interiore e forse anche spirituale questa nuova compagna del padre. La complessità della situazione richiede prudenza nel misurare, nel giudicare, nel valutare. Accogliere e accompagnare significa qui accendere un barlume di speranza nel groviglio complesso delle relazioni umane venutesi a creare. Forse un po' di fede può aiutare ed il combattere per la propria dignità non può diventare una posizione paranoide della nuova compagna verso le figlie del compagno. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 agosto 2016
: lo Spirito e il Padre (BF1.583)

La prima Lettura mi ricorda quel passo del Vangelo di Matteo 11,27 che dice: "… nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare". Si può fare, tramite Gesù, esperienza del Padre, ma è possibile fare questo, dice San Paolo, tramite lo Spirito. Gesù dunque, rivela il Padre tramite il Suo Santo Spirito per uno scopo preciso: che, infiammati dalla Sua Grazia, rendiamo lode a Dio e lo ringraziamo per la liberazione completa dal male, corpo e anima, da ogni spirito impuro. Così, possiamo annunciare il Dio di bontà e misericordia e la Sua potenza che opera in noi nel modo descritto. La preghiera di rendimento di grazie diviene così centrale e non resta che donare a Dio (che non è impassibile ma fa proprie le gioie e i dolori dell'uomo) e al prossimo tutto noi stessi ricordando che c'è più gioia nel dare che nel ricevere (Atti 20,35). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 agosto 2016
: il demone di Erode (BF1.582)

Il fantasma di un demone si aggira nella mente di Erode e gli propone cose che oggi, rileggendo il Vangelo, troviamo aberranti. Nonostante questo, c'è un potere buono che accetta di essere contestato e messo in discussione. Di fantasmi di demoni, tuttavia, come mine antiuomo, è costellato il nostro percorso esistenziale. Questi demoni che, nel nome di satana, hanno preso il controllo di parte del mondo, di molte menti umane, sono pronti a ispirare i propositi più aberranti. Così, dietro ogni angolo svoltiamo, dicendo la verità "prudenti come serpenti e semplici come colombe" (Matteo 10,16) senza sapere dove cade questa verità: in una mente sana e pietosa o in una mente demoniaca e perversa. Se c'è qualcosa in noi della lezione di San Giovanni Battista, siamo su un percorso magari rischioso che ci ricorda che la santità è rischio di andare contro l'immoralità, predicando l'amore per la legge di Dio come il tesoro più prezioso che abbiamo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 agosto 2016
: aiutare gli immigrati? (1.581).

Le nostre mani, i nostri piedi, la nostra intelligenza devono diventare come le mani, i piedi e l'intelligenza di Gesù. Capisco che il Vangelo non è Legge dello Stato, che lo Stato è laico, altrimenti saremmo come le società musulmane. Però, credo che la Chiesa debba innescare e poi guidare assieme a tutti gli uomini di buona volontà una rinascita spirituale, senza la quale non può esserci rinascita civica e sociale. Si tratta di tenere il Paese "aperto" a tutti i bisognosi, tutti quelli che ragionevolmente possiamo aiutare. Non credo che possiamo accogliere tutti coloro che nel mondo vogliono emigrare in Italia, ma ho fiducia che ci sia lo spazio per aiutarne molti. Ho sempre pensato ad una regolamentazione dei flussi senza la quale c'è l'anarchia. I cristiani non possono non porsi il problema della sequela di Cristo cui accennavo all'inizio del commento. Non c'è altra via che seguire i Pastori, cioè i successori degli Apostoli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 agosto 2016
: parabola dei talenti (BF1.580)

Ringrazio Famiglia Cristiana che dà a tutti la possibilità di lasciare dei pensieri sul Santo Vangelo. Così, ci inseriamo proprio nella parabola dei talenti perché questa occasione offerta dai Paolini non vada sprecata. Ognuno deve evitare quella paura del servo sciocco ed inutile che porta a paralizzarsi e a non discernere il compito esistenziale affidato: Gesù ci affida a noi stessi e poi si allontana da noi sapendo che abbiamo la capacità di gestirci con saggezza o con stoltezza. Perché in questa parabola siamo noi stessi il tesoro da fare fruttare. Nella prima Lettura emerge con chiarezza che Gesù è orizzonte di speranza e di forza ed è nostro vanto. Gesù ci associa alla Gloria di una Storia che in parte è già scritta ed in parte dobbiamo scrivere. Come cristiani semplici, né sapienti, né potenti, né nobili comprendiamo che la sapienza la ritroviamo nel Signore Gesù, la nobiltà nello Spirito Santo e la potenza nel Padre Celeste. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 agosto 2016
: paura del prossimo (BF1.579)

Quando si ha paura dell'altro, del prossimo, si assume un atteggiamento difensivo che può renderci personalità "schiaccianti" e "rompiscatole". Forse questa può essere una spiegazione alla situazione che si è venuta a creare. Vorrei sapere dall'esperto di Famiglia Cristiana come si deve affrontare la paura che gli altri hanno, talvolta, di noi. Io una idea da non esperto ce l'ho. Sembra infatti che si debba far capire al prossimo che sbaglia; il che non è esattamente la correzione cristiana ma è qualcosa che le somiglia; è più un porsi verso l'altro in una situazione di mite debolezza per far capire che siamo affidati da Dio al prossimo come creature da custodire e non da temere. Però, la mitezza non può essere ingenua o stupida. Infatti c'è un limite oltre il quale scatta un diritto di legittima difesa psicologica perché i rapporti umani non divengano distruttivi e allora è meglio forse sospendere ogni rapporto di frequentazione. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 agosto 2016
: accogliere e accompagnare (BF1.578)

La vita è un continuo cambiamento del nostro io e mi pare importante imparare a gestire saggiamente questo cambiamento. La fede propone un percorso, diciamo "di saggezza", che passa per le opere che giorno dopo giorno, costruiscono il nostro io. Da un lato, siamo quello che facciamo, dall'altro siamo ciò che possiamo fare, siamo le nostre potenzialità. Il credente è convinto che Dio ci accoglie per come siamo, per come ci trova e poi ci accompagna in questo percorso esistenziale che ci fa saggi. Oggi è difficile trovare qualcuno che ti sappia accogliere e accompagnare. Perché si sveli appieno il mistero del nostro io errante nella fede, sono necessari la preghiera, il digiuno e le opere buone. La luce che la fede getta su queste tre cose è lampada ai nostri passi. L'arrivo dello sposo può essere fonte di grande delusione o di grande gioia. Il ruolo della Chiesa nella valorizzazione dei nostri talenti mi pare essenziale. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 agosto 2016
: la grazia che ci giustifica (BF1.577)

Il Signore ci chiede, anzi, credo ci supplichi a domandare di riacquistare l'innocenza perduta. Quindi uniamoci in preghiera per fare questa richiesta. Gesù, che oltre ad essere giusto era anche innocente, ci sia da guida per essere immacolati ed essere resi capaci di fare il bene, con la forza che Lui stesso ci dona di detestare il male. Come si legge in Proverbi 8,13: "Temere il Signore è odiare il male: io detesto la superbia, l'arroganza, la cattiva condotta e la bocca perversa". Tenendoci vicini alla Sua cara Madre, non dobbiamo temere nulla da colui che fa morire il corpo e l'anima nella geenna (Matteo 10,28). Nell'età dell'innocenza, bastava poco a renderci felici, specialmente l'affetto disinteressato di un amico o amica. Maturando, comprendiamo che nulla vale più dell'amore del Signore su di noi che si posa naturalmente sulla nostra anima come la rugiada del mattino su di un fiore. E questa rugiada è la grazia che ci giustifica. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 agosto 2016
: il fariseo che è in noi (BF1.576)

Trovo giusto l'invito che Monsignor Galantino fa a combattere il fariseo che è in noi. Perciò, preghiamo il Signore di purificarci con la Sua Grazia, di infiammarci con il Suo Spirito. Solo mondati dallo spirito farisaico potremo costruire dentro di noi quel "tesoro sapienziale" per cui vale la pena vivere e a cui deve orientarsi l'esistenza cristiana. Il Dio della misericordia è sempre con chi lo ricerca con animo umile. L'umiltà implica una amicizia con il Dio che si fa vicino e che ci è vicino. Nel contesto dell'amicizia umana c'è la realtà dell'aiuto reciproco e gratuito per ottenere il quale attingiamo alla ricchezza delle relazioni umane che nascono nella Chiesa. Questa realtà è ben illustrata da Giovanni 15,15 che recita: "Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi". Amici di Gesù e fratelli fra di noi! Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 agosto 2016
: Gesù e Natanaèle (BF1.575)

Quando ci si apre all'amicizia con il Signore, all'amore più grande, scaturiscono "cose più grandi" alla fonte dei doni invisibili. L'unico requisito per essere amici veri di Gesù è che non ci sia falsità, nonostante Natanaèle dica una cosa inizialmente che può suonare offensiva: "Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?". Gesù sembra glissare e soprassedere perché vede "oltre", nell'animo umano scorgendo un cuore autentico e coraggioso. Perciò, questo passo del Vangelo può divenire il paradigma di qualunque nascita di un'amicizia. La Madonna ha certamente insegnato a Gesù piccolino il valore degli affetti, delle relazioni umane pur essendo destinata a divenire discepola del suo stesso figlio. Le cose più grandi che contempliamo nella fede, sia razionalmente, sia emotivamente, ci siano da guida per comprendere ciò che nella vita vale veramente la pena di essere vissuto, di essere sperimentato perché possiamo apprezzare l'essenziale. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 agosto 2016
: parole sul web con e contro il Papa (BF1.574)

Io sto con Famiglia Cristiana che permette di inserire commenti anche ai pronunciamenti del Papa. E pazienza se tra i vari commenti per citare il duo Dario Fo-Monsignor Nunzio Galantino, ci sono quelli che, come me, sono lo "scemo del villaggio" perché a volte anche quest'ultimo dice cose giuste. Il Papa è molto liberale e tollerante nel permettere che si discuta nell'agorà-web con lui. Corre il rischio di commenti presuntuosi e offensivi ma questo esalta la Sua grandezza profetica e direi quasi "messianica", nel solco dell'imitazione del Signore. Ognuno ha un suo percorso di fede da raccontare più o meno colto, più o meno intelligente. Ma come si dice: "Lodate il Signore perché è buono, eterna è la Sua misericordia". Se sapessimo leggere come dono di Dio la libertà come corollario della misericordia Sua, non giudicheremmo, non invidieremmo, saremmo più umili ma siamo esseri fragili e imperfetti, come ci ha voluti Dio stesso. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 agosto 2016
: purezza del cuore e Regno di Dio (BF1.573)

Gesù accusa, in sostanza, i farisei di aver causato una corruzione della religione ebraica attraverso una maschera di ipocrisia. Il "nuovo ebraismo" proposto da Gesù forse può essere visto come l'ebraismo del credente che ha un cuore puro senza avidità ed intemperanza, come dice il Vangelo. Questa opera di Gesù darà luogo ad una nuova Chiesa, ad una diversa concezione del Padre Celeste, ad un nuovo modo di essere discepoli. Come si legge in Giacomo 1,27: "Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo". Che cos'è questa purezza? La religione del cuore puro è quella che evita la "sostanza del male": "… ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l'uomo (Matteo 15,18)". Questa "purezza" è contenuta in quel Regno di Dio che con fatica si diffonde facendosi strada attraverso una realtà spesso perversa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 agosto 2016
: Beata Vergine Maria Regina (BF1.572)

Lo splendido esordio della prima Lettera di Giovanni (1Giovanni 1,1-4) ricorda da vicino il domenicano "contemplata aliis tradere". Che cosa abbiamo contemplato nella nostra vita? Innanzitutto la fede di Gesù verso il Padre. Oggi che facciamo memoria della Beata Vergine Maria Regina, non possiamo non sottolineare il fatto che contempliamo Maria e la Sua testimonianza di opere di carità e obbedienza. Preghiamo dunque che la Madonna interagisca con noi per introdurci nel regno della vera fede, senza inganni e possibilmente senza quella mediocrità della fede che Gesù rimprovera ai suoi interlocutori. Nel dialogo interreligioso, siamo chiamati a riprendere quel dialogo, a volte anche duro e difficile, che solo permette la convivenza pacifica e civile delle varie fedi. La Madonna è origine terrena del Verbo: ci aiuti Lei a non tradire i nostri ideali, per non "morire dentro" a trent'anni, soffocati dalle false sirene del mondo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 agosto 2016
: la porta stretta ed il Papa (BF1.571)

Gesù ha donato la salvezza tramite il confronto con la libertà dell'accoglierlo o del rifiutarlo. Gesù ha ammonito: "Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?" (Luca 12,56). Per la salvezza delle anime, bisogna saper riconoscere il volto degli altri nel contesto dello spazio e del tempo concretamente vissuto e donare le nostre idee e il nostro modo di essere. Non possiamo dimostrare matematicamente che Gesù è risorto agli ebrei, agli islamici e agli atei che incontriamo. Però, possiamo mostrare i frutti della nostra fede nella Resurrezione. Questi frutti sono evidenti nel Papa, stando in contatto con il quale, siamo in contatto con Cristo stesso. Il Papa indica una porta stretta ma spalancata. I giusti vedranno il volto di Dio, è scontato: dobbiamo sforzarci di essere degni dei doni ricevuti, passati, presenti e futuri sapendo che Dio ci precede sempre con la Sua grazia. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 agosto 2016
: Gesù gioia del mondo (BF1.570)

Gesù, gioia del mondo, non si vergogna di farsi chiamare Maestro perché vive per primo le beatitudini che ha proclamato: povero in spirito, afflitto, mite, eccetera. Il Vangelo di oggi ci mostra che c'è una incompatibilità radicale tra le Beatitudini cristiane e lo stile di vita degli scribi e dei farisei. La Legge non è segno di maledizione, perché anzi Gesù è venuto a dare compimento alla Legge e ai Profeti, ma ne pone in evidenza la distorsione, la strumentalizzazione. Chi si esalta nel nome della Legge sarà umiliato, cioè chi usa la religione per nutrire un egoismo che vuole primeggiare sugli altri rischia di offuscare il Santo Nome di Dio per avere benefici personali. L'unica ricompensa del cristiano è l'avere degli amici che diventano fratelli e, per coloro che lo hanno seguito abbandonando tutto, il centuplo "in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna". (Marco 10, 30). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 agosto 2016
: e tutto diventa vanità (BF1.569)

Non è ciò che profanamente chiamiamo "sfortuna" e ci leghiamo agli oroscopi per saperne qualcosa di più e per prevedere come andrà la giornata? Sul piano religioso mi pare si possa parlare di "casualità della grazia" dal punto di vista umano e di "necessità della grazia" sul piano divino. Senza scomodare il concetto di mistero, diciamo che il caso colpisce a volte così duramente da sperare di morire al più presto. Può essere una bomba che cade dal cielo, una malattia vergognosa, un incidente casuale. Anche avendo in odio il peccato, perdiamo la speranza. Quando la speranza muore, è l'anima che va all'inferno, è l'ultima sostanza derubata, è la cattiva sorte che regna. Subentra allora una patologia cognitiva su di noi e su Dio: alteriamo volutamente il volto di Dio per giustificare il male che ci capita. Se il dramma continua, anche il piano emotivo ne risente e non riusciamo a dimenticare il passato sfortunato. E tutto diventa vanità. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 agosto 2016
: le tre croci (BF1.568)

Il Signore ci aiuti ad essere Suoi discepoli, portando la Croce di Cristo, la propria personale croce e le croci della Chiesa. Per passare per la porta stretta dobbiamo portare tutte e tre questi tipi di croce. La Croce di Cristo, la prima, significa, fra le altre cose, tutta la sofferenza del mondo. A imitazione di Cristo non possiamo limitarci a combattere contro le ingiustizie: ci sono anche molti non credenti che lo fanno. Dobbiamo imitare il Maestro nella mitezza con cui sopporta ed, anzi, si offre ai suoi persecutori per fare la volontà del Padre. Le croci personali vanno accompagnate da preghiera e digiuno perché Dio ci custodisca dal male che temiamo perché ha il potere di far morire corpo e anima nella geenna. Le croci della Chiesa implicano preghiere di riparazione e autenticità della testimonianza perché il peccato di un solo membro della Chiesa dà scandalo e si propaga nella comunità dei credenti danneggiando l'intero corpo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 agosto 2016
: Dichiarazione della Chiesa sulla giustificazione (BF1.567)

Come commento, ho pensato di citare la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione nella quale si legge: " … non in base ai nostri meriti, ma soltanto per mezzo della grazia, e nella fede nell'opera salvifica di Cristo, noi siamo accettati da Dio e riceviamo lo Spirito Santo, il quale rinnova i nostri cuori, ci abilita e ci chiama a compiere le buone opere" (ID. 3,15). E ancora: " … l'uomo dipende interamente per la sua salvezza dalla grazia salvifica di Dio. La libertà che egli possiede nei confronti degli uomini e delle cose del mondo non è una libertà dalla quale possa derivare la sua salvezza. Ciò significa che, in quanto peccatore, egli è soggetto al giudizio di Dio, e dunque incapace da solo di rivolgersi a Dio per la sua salvezza, o di meritarsi davanti a Dio la sua giustificazione, o di raggiungere la salvezza con le sue proprie forze. La giustificazione avviene soltanto per opera della grazia" (ID. 4,19). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

18 agosto 2016
: bontà divina e abito nuziale (BF1.566)

Un gruppo cristiano di autocoscienza dovrebbe mettere al centro la sacralità di ognuno di noi, corpo e anima. Partendo da questa sacralità che è interamente dovuta alla bontà e alla misericordia di Dio, si può cercare di interpretare e commentare la Scrittura che abbiamo ascoltato oggi a Messa. Il non indossare l'abito nuziale significa, forse, una offesa a questa sacralità mediante peccati che la offendono senza che ci sia stato un pentimento, senza che la Chiesa ci abbia "sciolti e slegati". I peccati più gravi come quelli contro lo Spirito Santo sono di ostacolo al ricevere la grazia divina che ci rende dono costante per Dio e per il prossimo. Non è necessario chiamare in causa il diavolo, ma è sufficiente richiamare l'inautenticità nella fede che partorisce frutti avvelenati di avidità, di odio, di indifferenza. Confidando nella bontà di Dio si può invece costruire quel tesoro nei Cieli che è, forse, sinonimo dell'abito nuziale. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 agosto 2016
: welfare e cristianesimo (BF1.565).

Le società cattoliche hanno nei vari Paesi inventato un sistema di welfare che fa le "opere di giustizia" come le chiama la lettrice. I valori cristiani in questi Paesi hanno fatto breccia assieme ai valori marxisti e liberali per portare benessere al proletariato e alla gente in generale. La Storia è stata così "fecondata" dal cattolicesimo romano. Le opere di giustizia si sono però sostituite a quella "sete di giustizia" di cui parla Matteo 5,6 che non parla di "operatori di giustizia". Ciò significa che non sempre il giusto riesce a rendere giusto il mondo ma, anzi, di lui il Salmo 33,20 dice che "Molte sono le sventure del giusto, ma lo libera da tutte il Signore". Non sono le opere di carità che rendono tale il giusto ma è il giusto che per la fede, cioè per amore del Signore e del prossimo, compie le opere di carità. Con ciò il cristianesimo, a mio avviso, mantiene una sua autonoma identità anche rispetto ai valori del welfare. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 agosto 2016
: bestemmie e malattia mentale (BF1.565)

Non mi riferisco a questa situazione specifica ma vorrei solo dire, come persona semplice, che a volte c'è dentro di noi un "io grandioso" che ripete nella mente "io voglio", "io pretendo", "io ho subìto solo ingiustizie", io "esigo dagli altri questo e quello". La Madonna prega in riparazione di tutte le bestemmie del mondo, ma noi cosa possiamo fare? Innanzitutto, possiamo fare comunità e amare nonostante gli atteggiamenti molesti fatti e subìti. Uno psicanalista mi disse una volta che neppure i Premi Nobel sanno esattamente quali siano le cause di certe malattie psichiatriche. E allora, un percorso di avvicinamento alla persona malata deve avvenire nella umiltà, nella misericordia, nella compassione per convincerla a farsi aiutare. Ad un certo punto della psicoterapia emerge sul piano sia cognitivo, sia emotivo, il problema della fede e del rapporto con Dio che va affrontato con libertà e coraggio umani e scientifici. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 agosto 2016
: bontà e invidia (BF1.563)

Un mio amico dell'età dell'adolescenza si preparava a diventare istruttore di judo dopo aver raggiunto la "cintura nera" ma un incidente in moto lo ha reso tetraplegico. Questo mi interroga sulla bontà di Dio, come tante altre disgrazie. A volte, c'è uno iato tra l'immagine che abbiamo di Dio e la sua realtà: la fragilità umana precede, forse, l'azione di Dio. Cosa abbiamo fatto e cosa dobbiamo fare della nostra fragilità? Affidandoci a Dio qualunque sia la nostra condizione nella vita, siamo sicuri della Sua chiamata non sappiamo dove e quando. La bontà di Dio accompagna le condizioni umane anche le più miserande perché nulla impedisce che venga donata la Sua grazia: il dono di Dio che il mondo talora disprezza ma che è necessario alla nostra vita, alla nostra anima. La classifica viene, allora, sovvertita proprio perché ci togliamo di dosso il "vestito" dell'invidia, la tenebra che come nebbia talora avvolge e offusca la nostra mente. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 agosto 2016
: la ricchezza che fa servi (BF1.562)

Un passo del Vangelo che ne interseca un altro, quello sulla pace che dà il mondo e la pace che dà Cristo (Giovanni 14,27). La pace che dà il mondo pone l'alternativa tra due situazioni di infelicità. La prima, quella data dall'ingiustizia sociale tra chi ha troppo e chi ha troppo poco; segno, quest'ultimo che la città degli uomini non ha dato i frutti sperati dal Signore ma, perversamente, ha generato quella disunità tra gli esseri umani che non rispecchia i valori del Regno di Dio. La seconda, l'infelicità del ricco che vive come se fosse immortale, avendo come unico vero amico una ricchezza che ne assorbe l'anima, il cuore e la mente facendo un servo. Nonostante questo, il Regno di Dio si diffonde non sai come (Marco 4,27) e nel contesto di esso si diffonde e irrompe la pace che dà il Signore con al centro la beatitudine per i poveri ed i poveri in spirito (Luca 6,20; Matteo 5,3). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 agosto 2016
: mondo di tenebra (BF1.561)

In duemila anni di Storia il fuoco di Gesù si è acceso e ha forgiato la Storia prima dell'Europa e poi del mondo. "Benedetto lo Spirito Santo Paraclito" (preghiera "Dio sia benedetto") che non ci chiede nulla "in cambio": rimaniamo noi stessi ma, tramite la fede, veniamo trasformati per un amore immenso e incondizionato di Dio verso di noi. Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da darci il Figlio con tutto ciò che questo implica. E tra queste implicazioni c'è lo Spirito Santo, una stella che possiamo decidere di seguire nella convinzione che il destino dei singoli e dei popoli non è scontato ma dipende dalle azioni dei potenti e di ognuno di noi. Ogni persona giusta, anche non appartenente al cristianesimo, è segretamente mossa dallo Spirito. Per questo è così importante che al dialogo seguano iniziative concrete e comuni per combattere l'assedio del male sin quando non giunga il Salvatore a liberarci da questo "mondo di tenebre". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

Codice commenti (per indice analitico): da BF1.561 a BF1.611

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14 settembre 2016: il cosmo consacrato a Cristo (BF1.611)

Ci sono più cose da consacrare a Cristo sotto il cielo di quante la mente umana possa immaginare. Tutto l'Universo, anche le galassie più lontane, sono consacrate a Cristo sotto due aspetti. Il primo è che tutto è stato fatto per mezzo di Lui (Giovanni 1,3). Il secondo è che Gesù ha preso su di sé il peccato del mondo. Il dogma trinitario, il concepimento per opera dello Spirito Santo e la Resurrezione, per citare tre colonne portanti del cristianesimo non potranno mai essere accettati da musulmani ed ebrei. Eppure entrambi sono consacrati in Cristo. Non c'è dimensione di santità sulla Terra e nei Cieli che non abbia la Sua fonte nel Cristo e nella Croce con cui Gesù ha attirato tutti a sé (Giovanni 12,32). Poiché Gesù è santo, anche il cosmo è santo. Le esperienze di santità al di fuori del cristianesimo (come quella del Rebbe di Lubavitch, per citarne una a caso) hanno la loro fonte indiretta in Gesù per un cristiano. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 settembre 2016
: Esaltazione della Santa Croce (BF1.610)

Nel deserto svetta nella gloria l'intercessione di Mosè per il suo popolo. Quindi, celebriamo la festa dell'Esaltazione della Santa Croce anche come mistero di intercessione di Gesù a nostro favore (cfr. Ebrei 1,1-2). Come Mosè intercede, anche Gesù intercede presso il Padre. In Giovanni 17, 11-12 d'altra parte leggiamo: "Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. Quand'ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi … ". Da quando Gesù è avvocato presso il Padre (1Giovanni 2,1) se non dall'eternità per tutti quelli che sono amati, voluti e predestinati da Dio (Romani 8, 28-30)? Tutti coloro che, specchiandosi nella Santa Croce, hanno mani innocenti e cuore puro sono ammessi al banchetto nel Cielo e ad una vita di grazia già qui sulla terra. Grazie alla Santa Croce, amore, redenzione e salvezza in Dio sono la stessa cosa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

13 settembre 2016
: lo stupro di Melito (BF1.609)

Forse la società mafiosa (per quanto di mafioso c'è effettivamente in questa vicenda e nei personaggi implicati) è una società parallela a quella civile organizzata un po' per "caste" e se nel sistema sociale mafioso non sei nessuno puoi essere trattato come se fossi un nulla. Dunque, la donna stuprata è cosificata e annullata, cioè trattata come se fosse un nulla e ridotta ad un nulla. La relazione con il nulla, cioè con ciò che si è annullato, è pervasa da una diabolica assenza di sentimenti. Non parliamo poi di rispetto e di amore. Penso che siamo terribilmente amareggiati per non essere in grado di prevenire vicende del genere. Per il resto non so quale orizzonte hanno davanti i colpevoli e quale visione gli si può offrire. Forse accetteranno di essere corretti forse resteranno quello che sono. In, fondo sono liberi di restare tali e quali se lo vogliono. Non diamo per scontato che la misericordia sia in grado di cambiarli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

13 settembre 2016
: Chiesa e insidie del Maligno (BF1.608)

Gli strumenti del diavolo, così come descritti da Papa Francesco, sono limitati mentre l'amore di Dio per la Sua Chiesa è illimitato ed inesauribile. Se, come fedeli, siamo capaci di attingere a questo amore fantasioso o a questa fantasia amorevole e creatrice possiamo fornire facilmente un antidoto al veleno del Maligno. Facendoci strumento di Dio nella Chiesa, diventiamo il vestito nuovo di Matteo 9,16. La Chiesa che diventa opera delle nostre mani secondo la volontà di Dio non può essere minacciata dal Maligno perché è rinnovata interamente, come vestito nuovo appunto; come un vascello dove i marinai stanno ognuno al suo posto e può affrontare le tempeste peggiori. In questo siamo confermati nell'amore di Dio: che la Chiesa infallibilmente ci accoglie con la Parola che rende mondi e con i sacramenti che ci conducono in un viaggio che il mondo giudica surreale perché, a volte, non ha conosciuto Dio (Giovanni 17,25; 1Corinzi 1,21). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

13 settembre 2016
: cadere in mille pezzi (BF1.607).

Vorrei accostare Isaia 45,9 (Potrà forse discutere con chi lo ha plasmato un vaso fra altri vasi di argilla? Dirà forse la creta al vasaio: "Che fai?" oppure: "La tua opera non ha manichi"?) a Matteo 9,16-17 (Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si mette vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano) come richiamo ai limiti creaturali. Abbandonandoci alla nostra natura come Dio l'ha voluta, accettiamo i nostri limiti e, allo stesso tempo, ci facciamo vestito nuovo e otri nuovi per non andare in mille pezzi alla prima prova dura dell'esistenza. La potenza del Signore Gesù può risollevarci dalle peggiori cadute, ma è meglio non cadere. Ciò è possibile abbandonando le illusioni che il mondo vende a piene mani. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 settembre 2016
: credenti e non credenti (BF1.606)

Oggi più che mai è politicamente scorretto sottolineare le differenze tra chi ha fede e chi è ateo. Nel ribadire l'importanza di andare incontro a Cristo perché e siccome Egli stesso ci viene incontro (e infatti non c'è altra ragione di andargli incontro se non proprio e perché Dio si fa incontro a noi), è necessario trovare simboli e realtà comuni a tutte le donne e gli uomini per mostrare il collegamento che c'è tra tali simboli e realtà e Dio stesso. Penso come simboli e realtà comuni lo scopo dell'esistenza, la grandezza della cultura, la bellezza dell'arte (per quanto mi riguarda, soprattutto della musica). Il rischio di creare un dialogo fine a sé stesso tra credenti e non credenti esiste e conduce su di un binario morto. Dio ci aiuti ad amare il prossimo come noi stessi e ad amare i fratelli come Cristo ci ha amati. Ma per fare questo occorre che la nostra luce emani da una testimonianza credibile (Matteo 5,16). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 settembre 2016
: risposta a un testimone di Geova (BF1.605)

Trovo la Sua domanda veramente strana perché i testimoni di Geova che sono venuti a casa mia non si sono mai fatti lo scrupolo che io fossi un teologo per fornirmi le loro spiegazioni teologiche. Peraltro, li ho trattati sempre in modo gentile e amichevole. Nel merito, sono solo un fedele che si è posto in ascolto sia della Parola di Dio, sia dei teologi testimoni di Geova, sia dei teologi cattolici. L'impressione che ne ho ricavato, dicevo nel mio commento, è che la teologia dei testimoni di Geova è in radicale contraddizione con la Scrittura di cui si fa un uso distorto citando sempre i soliti quattro passaggi che vengono isolati dal resto della Bibbia. Comunque, visto che non vi arrendete, a presto con simpatia. Come dicevo, io non sbatto fuori di casa nessuno e prego per tutti, cattolici e non cattolici nella speranza che tutti trovino una via alla verità e alla salvezza, come io penso di averla trovata nell'insegnamento cattolico. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

10 settembre 2016
: frutti buoni e frutti cattivi (BF1.604)

In Ezechiele 36,26 si legge: "vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne". Può sembrare incredibile che Dio ci dia quello che chiediamo sia con la bocca, sia con le azioni, sia con le opere. Se chiediamo a Dio un cuore di carne, sicuramente ce lo darà. Quindi il Vangelo di oggi non descrive un punto di arrivo definitivo della nostra vita. Possiamo in un primo tempo essere cattivi e produrre frutti conseguenti e poi, innestandoci in Cristo, diventare piante buone e produrre frutti buoni. Qui è necessaria la conversione senza la quale rischiamo di perire spiritualmente (cfr. Luca 13,3). La grazia di Dio fa sì che la nostra mente sia illuminata dalla Parola. Quest'ultima ci esorta a gettare le reti sulla parola di Gesù stesso per pescare e poi donare frutti abbondanti in azioni buone che, alla fine di ogni giornata, offriamo a Dio lodandolo e ringraziandolo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 settembre 2016
: testimoni di Geova (BF1.603)

Forse sbaglio, ma la porta di casa mia è aperta a protestanti, islamici, testimoni di Geova ed ebrei tradizionalisti. Sono sempre rimasto cattolico ma basito di fronte alla teologia fantasiosa quanto, a mio modesto avviso, totalmente inaffidabile dei testimoni di Geova. Mi pare molto più seria la teologia ebraica (se proprio vogliamo guardare al di fuori del cattolicesimo). Le proposte di conversione sono arrivate sia dagli ebrei, sia dai testimoni di Geova, ma le ho sempre respinte. Il problema dei testimoni di Geova è che tendono a insegnare dall'alto in basso più che a discutere su di un piano di parità. La loro teologia sgangherata l'ho criticata ricevendo in cambio in due occasioni insulti. Mi hanno detto che sono ipocrita e che mi parla il diavolo. Pazienza, vorrà dire che mi devo rassegnare alla fedeltà al Papa come ad uno stigma per loro, solo perché credo alla Chiesa e a quello che la Chiesa stessa propone di credere. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 settembre 2016
: umanizzare i rapporti tra fedeli (BF1.602)

La fede penso debba infastidirci e inquietarci, non infastidire gli altri. Per i rapporti umani, specie con i fratelli e le sorelle nella fede, vale in particolare quello che ci dice San Paolo nella Lettera ai Filippesi (4,8): "In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri". Tutte queste virtù elencate da San Paolo dobbiamo innanzitutto essere capaci di scorgerle negli altri "gareggiando nello stimarci a vicenda" (Romani 12,10). La trave nel nostro occhio si scopre perdonando noi stessi. Non si può, infatti, perdonare noi stessi se non dopo che abbiamo riconosciuto quanto grande e di che tipo è il peccato che ci portiamo dentro. Il Vangelo di oggi, dunque, indica una via per la convivenza fraterna, umanizzando i rapporti con laici e clero "amandoci gli uni gli altri con affetto fraterno" (Idem). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 settembre 2016
: TV, libertà, responsabilità (BF1.601)

Non trattenere niente per sé ma trasformare in dono tutti i benefici e le grazie che Dio ha voluto concederci. Questo svuotamento deve avvenire nella libertà e nella responsabilità. La scuola e specialmente l'insegnamento della filosofia e della letteratura dovrebbero fornire una impalcatura della mente che consente lo sviluppo di anticorpi psicologici, umani, culturali di fronte al bombardamento massiccio che proviene dalla televisione. Il mercato, come spesso capita, è più veloce della pianificazione politica della cultura. Oggi, dominano i social network dove spesso si approda immaturi e non all'altezza delle potenzialità che offre il web. Almeno ci fosse una pluralità di proposte tra le quali scegliere col discernimento che lo Spirito Santo dona. Pensare che tutta la vita è stata un errore, non corrisponde ad un corretto senso del dovere, a mio avviso. Abbiamo degli aiuti dal prossimo: sfruttiamoli appieno nel Signore. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

8 settembre 2016
: natività della Madonna (BF1.600)

È un peccato che in questo mondo pieno di odio sia rimasto ancora qualcuno che non ama la Madonna, che non vede in Lei la protettrice dei poveri e dei malati, degli ultimi e degli scartati. Penso valga di più la Sua dolcezza della Sua potenza. In questa dolcezza viviamo immersi da credenti, per questa dolcezza abbiamo fiducia in Lei, grazie alla Sua dolcissima intercessione ci sentiamo come bambini in braccio alla propria madre. Madre Celeste, è stata anche una donna a tutto tondo, semplice e coraggiosa. Se è vero che saremo giudicati dai santi, quanto vale allora la Sua intercessione presso Dio e presso i santi medesimi per plasmare la nostra anima, che offriamo alle Sue preghiere, come Lei desidera che sia! Sia fatta la volontà di Dio ma sia fatta anche la volontà della Regina della Pace. Ella è degna di ricevere onore, venerazione, gloria e ogni altro bene che Dio voglia concederle per il Suo e per il nostro sommo bene. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

8 settembre 2016
: rientrare in sé (BF1.599)

La parabola dice che "rientrare in sé" (Luca 15,17) è premessa indispensabile per tornare sulle vie dell'incontro con il Padre. Nella Chiesa abbiamo un bell'esempio di una famiglia, la nostra famiglia di adozione, che ci aiuta a rientrare in noi stessi. Più ci allontaniamo da Dio, più Egli parla alla nostra coscienza per attirarci a sé anche tramite la Chiesa. Quando siamo su vie erronee è come se tutto l'Universo ci osservasse, è come se gli angeli piangessero, è come se Dio fosse assente. Penso sia limitativo far coincidere il "lieto fine" della parabola con il ritrovamento della fede anche se, certo, significa anche questo. È più un completamento, una realizzazione del vero io, la fine dell'alienazione. Una liberazione dai demoni del mondo e una comunione piena nella consapevolezza di sé, come una psicanalisi che finisce con successo. Andrebbe approfondito il rapporto ritrovato tra i due fratelli ma non c'è spazio per farlo qui. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 settembre 2016
: amicizia e Beatitudini (BF1.598)

In un precedente commento ho menzionato l'amicizia con Gesù come big bang della vita umana. Le Beatitudini mi spingono e mi convincono ad approfondire questo concetto perché non vedo dono più grande nella vita cristiana se non quello di conseguire una amicizia senza inganni, intima, sincera, profonda con il Signore Gesù. Con le Beatitudini si può vivere questa amicizia come benedizione sulla nostra vita. Gesù non ricatta cioè non dice: "Se vuoi essere mio amico devi fare questo o quello". Piuttosto il Signore dipinge l'immagine sacra ed ideale del suo amico proprio elencando le Beatitudini. Nell'amicizia con Gesù sicuramente, se tale amicizia è ben fondata, viviamo le Beatitudini. Certo con cadute e disinganni perché una delle principali opere del Maligno è di condurci ad una fede falsa. L'amicizia con Gesù ci guarisca dalle immagini false di Dio, come suggerisce il Papa, per introdurci da amici nel Suo Regno di amicizia e di pace. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 settembre 2016: misericordia e amicizia (BF1.597)

Se riuscissimo a trasfondere la misericordia in tutti i rapporti umani che abbiamo per ragione di amicizia, di innamoramento, di lavoro porteremmo veramente il nostro livello esistenziale ad una reale maturità cristiana. Invece, spesso releghiamo la misericordia a eventi eccezionali e unici della vita, direi quasi eroici. Ad esempio, quando diamo un aiuto economico per i bisognosi o quando compiamo una delle otto opere di misericordia corporale o spirituale. Certo, in armonia con il Vangelo, tali opere hanno la precedenza sulla semplice amicizia. Ma l'amicizia è una palestra per l'esercizio in altro contesto delle virtù più grandi. Gesù stesso, infatti, ha detto: "Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi" (Giovanni 15,15). Tutto nasce dall'amicizia con Gesù Cristo stesso: questo è il big bang della vita umana! Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 settembre 2016
: Santa Madre Teresa di Calcutta (BF1.596)

La sapienza ebraico-cristiana dice che attraverso gli occhi di una persona si vede la bellezza della sua anima. Chissà se è vero. Gli occhi di Santa Madre Teresa di Calcutta sono effettivamente "limpidi e penetranti"; cioè interrogano ogni essere umano sul mistero dell'Infinito, del Trascendente. Le opere di carità sono saldamente ancorate alla fede. Una fede che non si lascia strumentalizzare per appoggiare o delegittimare questa o quella ideologia, questo o quel personaggio politico potente. Così mi pare che Madre Teresa abbia avuto quella sublime forma di carità di non essere mai contro qualcuno senza contemporaneamente essere a favore di qualcosa e di Qualcuno, per indicare una via ai peccatori, per indicare a tutti una via di uscita praticabile, possibile e, se è il caso, addirittura santa. Così ha amato veramente tutti, come ha ricordato Papa Francesco. Ora che è nei Cieli, salva ancora più anime con la sua intercessione coraggiosa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 settembre 2016
: le disgrazie dei nostri nemici (BF1.595)

Una moralità minima richiederebbe di non essere felici per le disgrazie che capitano ai nostri nemici. Non parliamo, poi, di pregare per loro e di fare loro del bene. Oggi si è sempre più ansiosi per la propria sicurezza economica ed a ragione perché forse le risposte che dà la religione circa la Provvidenza, circa il fornire il "pane quotidiano", non soddisfano tante persone che neppure sono alla ricerca della fede; e pure i cuori di molti fedeli "traballano". Rileggendo la prima Lettura dalla prima lettera ai Corinzi tremano i polsi perché all'immoralità, San Paolo contrappone quella che dovrebbe essere la normalità cristiana. La divina santità del Cristo ci parla di liberazione dagli spiriti impuri come via per la liberazione integrale dell'uomo e della donna da ogni angoscia del vivere (cfr. Salmi 33,7). Oltre alla croce delle quotidiane sofferenze, c'è la Croce dell'amore, del donare sé stessi per raggiungere beni non effimeri. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 settembre 2016
: Gesù e misantropia (BF1.594)

La prospettiva di chi oggi guarda ai rapporti tra Gesù e l'ebraismo è radicalmente cambiata rispetto ai tempi della vita pubblica del primo. Il cristianesimo è divenuta una delle grandi religioni del mondo, ben distinta dal giudaismo. Una constatazione ed un auspicio. La constatazione è che ci sono differenze dottrinali insuperabili ma che il giudaismo non può più permettersi di odiare Gesù perché è divenuto chiaro che odiare (altra cosa è dissentire) Gesù fa cadere nella misantropia pura e semplice tanto Gesù è diventato sinonimo, quasi, del genere umano. L'auspicio non sembra neanche più essere la conversione degli ebrei anche se ci sono apposite preghiere per questo. È divenuto invece chiara la responsabilità di tutte le religioni nella custodia dell'uomo e del Creato tanto che oggi nessuno può sottrarsi, senza essere in mala fede, a quest'obbligo. Perciò non sono parole vuote dialogo e collaborazione in tutti i campi. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

3 settembre 2016
: Gesù ed il sabato (BF1.593)

La venuta non di un generico Messia ma del Figlio di Dio e Dio Egli stesso è una radicale ri-creazione del mondo non ex nihilo come fu la prima ma a partire da una realtà come il sabato con tutto ciò che il riposo in questo giorno significa tutt'oggi per il giudaismo. Solo partendo dalla divinità di Gesù si può affrontare questo tema con umiltà e serenità. Gesù, infatti, porta a compimento la Legge sul sabato in sé. Dire che il Figlio di Dio è Signore anche del sabato significa tracciare una linea di confine tra Legge e Grazia (Giovanni 1,17); quest'ultima sta a significare che ci sono cose più importanti del riposo del sabato tra cui adorare il Figlio come vero Signore. Il Signore Risorto irradia il sabato di una luce nuova: giorno santo non per il riposo ma per la discesa di Gesù negli inferi. La domenica riceve una luce nuova come giorno della Gloria, giorno in cui Dio terge ogni lacrima dai nostri occhi (Apocalisse 7,17 e 21,4). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 settembre 2016
: decoro in chiesa (BF1.592)

Il decoro che Gesù ci chiede esprime un po', a mio avviso, il santificare il nome di Dio. Qui, si tratta di onorare il "padrone di casa" con delle piccole e delicate attenzioni. La prima è non arrivare in ritardo a Messa; poi non distrarci con pensieri che non c'entrano con il contesto della preghiera; pregare non ad alta voce ma in silenzio, fuori dalla Messa; rispettare il digiuno di un'ora prima dell'eucarestia; vestirsi decentemente specialmente la domenica; silenziare o spegnere il telefono cellulare. La chiesa è luogo sacro e santo, luogo di devozione e di impegno per le opere buone. È luogo di ascolto e di meditazione. La mia principale devozione va a Gesù Appassionato di cui c'è una statua in una chiesa parrocchiale confinante con la mia Parrocchia. Mi pare che tutte le strade spirituali conducano a tale Gesù, che tutti i peccati, le sofferenze, le preghiere convergano su di Lui; che il Suo Cuore mistico ci interpelli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 settembre 2016
: cristiani voluti da Dio (BF1.591)

Come cristiani, Dio ci ha voluti, ci ha desiderati, ci ha amati. Non perché trasformassimo le piazze, le chiese e i mass media in luoghi di un continuo piagnisteo, ma perché testimoniassimo la gioia di questa elezione, di questo prender parte alla vita stessa di Dio tramite l'imitazione di Gesù. Una scelta che non ammette sincretismo o irenismo: questo è forse il senso delle parabole proposte dalla Parola di oggi. È una grande festa quella cui ci chiama il Padre Celeste, nello Spirito Santo, tramite il Figlio, una chiamata cui rispondere offrendo a Dio quella stessa gloria di cui siamo rivestiti sin dal momento della Creazione dell'uomo e della donna. Una gloria che non deve andare sprecata, perché non siamo semplicemente la somma delle esperienze umane passate, ma siamo fantasia creativa nel presente della carità fraterna, affidando a Dio il nostro futuro come suggerisce Madre Teresa di Calcutta; tempo, dono di Dio da benedire. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

1° settembre 2016
: maschilismo e misoginia tra i cristiani (BF1.590)

Il maschilismo può essere affrontato in due modi diversi. Il primo è quello di soffiare sul conflitto psicologico, sociale, culturale tra uomo e donna perché il conflitto stesso risolva il problema delle relazioni anomale e distorte tra uomini e donne. Il secondo è quello di una "riforma dolce" del maschilismo che alla violenza del conflitto preferisce un mutamento mediato dal dialogo, dalla persuasione, dall'educazione innovativa e dalla riconciliazione. Io ho una opinione ma non ho la superbia di esporla perché temo di sbagliare. È la Chiesa che deve esporsi rischiando del suo presso i fedeli e, più in generale, verso l'opinione pubblica indicandoci la direzione giusta circa i diritti/doveri della donna perché la donna stessa possa far valere i suoi meriti e le sue specificità di genere. Chi ha della misoginia dentro di sé, guardi al modo in cui Gesù ha trattato le donne per guarirne e potersi dire un buon cristiano di fronte al Papa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

1° settembre 2016
: la speranza di Gesù (BF1.589)

Responsabilizzandoci a vicenda compiamo l'opera del Vangelo. Questo "odio" per i parenti e per noi stessi di cui parla all'inizio il Vangelo commentato riguarda l'uomo carnale, immaturo, direi non plasmato dallo Spirito. Perciò, il Vangelo è un monito di essere di buon esempio, divenendo uomini spirituali, per i nostri stessi parenti e, per quanto riguarda noi stessi, di fare memoria di ciò che eravamo per non ricadere nelle tenebre da cui proveniamo. Se un raggio di luce illumina l'interno della nostra anima, del nostro spirito, possa il Signore scorgere una camera ben pulita e non un covo di sporcizia e impurità, di invidie e litigi. La razionalità del calcolo di cui parla la seconda parte del Vangelo di oggi, ci spinge a misurare noi stessi in vista di un viaggio che non deve restare a metà ma che deve compiersi interamente nell'alfa e omega della Storia nostra e comune; il Signore Gesù ci attende colmo di speranza a nostro favore. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

1° settembre 2016
: la pesca miracolosa (BF1.588)

Dopo che Gesù è entrato nella vita di Pietro, assistiamo alla grande professione di fede e umiltà di quest'ultimo: "Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore". Il dramma della società attuale, che ha perso il senso del peccato e la fede, si rende evidente nella crisi di tante esistenze che non ricevono dal Signore il loro scopo. Se Pietro è destinato a diventare un "pescatore di uomini", significa che noi credenti siamo chiamati ad un atto di fiducia e affidamento pieno nei confronti di Pietro per lasciarci guidare dal suo esempio e dalla sua azione. La pesca miracolosa è sinonimo di pienezza di vita nel Signore e di speranza che non va delusa confidando nelle promesse del Signore che non sempre coincidono con le nostre aspettative le nostre richieste. L'azione miracolosa di Dio non lascia delusi, però, se ci sforziamo di ragionare secondo Dio stesso e non secondo gli uomini (Matteo 16,23). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

31 agosto 2016
: potenza della fede (BF1.587)

In Luca 17,6 e Matteo 17,20 Gesù stesso esalta la potenza della fede. Pur sapendo che andiamo incontro a infermità, oltraggi, necessità, persecuzioni, angosce (2 Corinzi 12,10) abbiamo fede: in cosa consiste, allora, questa potenza della fede? Lo spiega bene il Papa in questo commento: la fede dona nuovamente la dignità a chi l'ha persa. San Paolo affronta questo argomento in Galati 3,28: "Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù". A tutti è concessa nonché donata questa rinascita spirituale che da ultimi fa diventare i primi. E le donne, che spesso sono "ultime" ci precederanno facilmente nel Regno dei Cieli (Matteo 19,30; Matteo 21,31). Se Dio ci ha creati "in piedi", come dice Papa Francesco, dobbiamo valorizzare la dignità che ci è stata donata per quale essa è: una qualità divina che spetta ad ogni essere umano e che può rinnovarlo nel profondo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.


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