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Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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27 ottobre 2016
: famiglia di Dio e Apocalisse (BF1.691)

È bello vedere come la grazia di Dio vinca la solitudine, conseguenza del peccato, e ti inserisca in una famiglia. Come cristiani, più guardiamo all'ebraismo, più ne studiamo i molteplici e affascinanti aspetti, più vediamo Gesù Cristo che è la Grazia vivente del Padre. Una grazia che umanizza tutti i rapporti umani come conseguenza (non è una contraddizione) della natura divina del Cristo. Le ricche immagini dell'Apocalisse ci mostrano la complessità della Redenzione finale che è un impasto di giudizio e misericordia come spiega il Cardinale Ravasi. Dio, che è anche razionalità perfetta, ci colma di ogni benedizione. La voce di Dio che ci chiama è come quella che interroga Adamo dopo il Peccato Originale, ma questa volta è una voce cui possiamo rispondere offrendo a Dio un fremito di infinito e la soddisfazione di vedere adempiute le promesse del Signore, per la cui volontà tutte le cose furono create e sussistono (Apocalisse 4,11). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 ottobre 2016
: Papa Francesco ed il Cardinale Caffarra (BF1.690)

Ecco due uomini che hanno sensibilità diverse: Papa Francesco e il Cardinale Caffarra. Non so esprimermi con lucidità sul tema toccato dal Cardinale, ma sicuramente tanto il primo come il secondo non sono cristiani "rassegnati". Sono cristiani che lottano con coraggio per conservare una identità santa. L'identità cattolica gioca oggi le sue carte mediante l'arte della persuasione, il ragionamento filosofico, la logica applicata ai fatti. Questo per mostrare che il cristianesimo è razionale. L'inclinazione al male che c'è come conseguenza del Peccato Originale tenta l'uomo di ogni tempo. La Chiesa stabilisce una gerarchia di temi sensibili ognuno dei quali merita l'attenzione delle sentinelle della società, consapevoli di essere in attesa di un giudizio di verità e misericordia. Lasciarsi contagiare dalla gioia che è insita nell'adesione alla volontà di Dio è atto di coraggio che si può fare solo in ginocchio davanti al Crocifisso. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 ottobre 2016
: le opere che il Signore fa per noi (BF1.689)

Ricostruire una esistenza implosa su sé stessa, cercare la pecorella smarrita, rendere giustizia: sono alcune delle opere sante che il Signore compie per noi. Dopo averci creato, non ci abbandona ad un destino ignobile. Possiamo sperimentare la povertà e la fame, ma un destino moralmente ignobile no, Dio non lo permette a chi lo cerca con cuore sincero. Chi è sorretto dalla grazia del Signore può vedere la sua vita a rischio e persino morire ma ha una consolazione dal Signore: è da Lui ricordato nel giorno propizio come nella sventura terrena. Qualunque sia la nostra sorte nel mondo, Dio si ricorda di noi e possiamo incontrarlo qui e ora se noi ci ricordiamo di Lui. "I nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva" (dalla Prefazio). Le parole che lodano il Signore rimangono scolpite nei cieli e le strade che a Lui conducono sono lastricate con il tesoro degli ultimi, cioè le loro opere. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 ottobre 2016
: l'importanza del Regno di Dio (BF1.688)

Lo Spirito Santo, da noi invocato e supplicato, ci insegna a mettere ordine nei nostri desideri. Prima vengono i desideri delle "… cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio … " (Colossesi 3,1). Così, comprendiamo quanto è importante la venuta del Regno di Dio che invochiamo con la preghiera che Gesù ci ha insegnato. La Parola che Dio stesso semina nei nostri cuori è parte di questo Regno. Il Regno cresce quindi prima dentro noi stessi e si realizza con l'invito di San Paolo contenuto nella lettera agli Efesini (prima lettura): "fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri" (Ef 5,21). Ora, non può crescere il Regno di Dio nel mondo se non accogliamo questo invito dell'Apostolo delle Genti. Le manifestazioni terrene del Regno, essendo emanazione dello Spirito del Risorto e del Padre, divengono veramente luce delle nazioni, ogni volta che le incarniamo nella Chiesa, nostra madre, santificandola. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 ottobre 2016
: il Mistero incontrato (BF1.687)

Il Mistero va vissuto nell'incontro con gli altri. Tale incontro ci permette di incontrare noi stessi ed è fonte di gioia autentica. Se gli altri sono Mistero incontrato, non ci sono più barriere umane: con le parole di San Paolo "Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù" (Galati 3,28). Se siamo uno in Cristo Gesù, siamo tutti fonte di spirito ecclesiale la cui autenticità si misura nell'amore che abbiamo gli uni verso gli altri. La malattia e la povertà incontrata in concreto nel malato e nel povero ci provocano e ci evangelizzano come segni di tale Mistero incontrato. La Parola si fa dunque invito a mettersi in cammino verso gli altri e verso l'Onnipotente, trovando la gioia più grande nell'adempierne la volontà. Preghiamo, quindi, il Signore di concederci di comprenderne la volontà e di dare un seguito concreto a ciò che abbiamo compreso. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 ottobre 2016
: rigidità nella fede (BF1.686)

Penso che Papa Francesco abbia ragione a metterci in guardia dalla rigidità. Non c'è la consapevolezza fra alcuni credenti che il nostro peccato, la nostra fragilità e, appunto, le nostre rigidità vanno portate costantemente a Dio tramite la Chiesa con dei colloqui spirituali o con la Confessione per essere meno indegni di partecipare integralmente alla Messa quotidiana o domenicale. Ad esempio, alcune correnti del giansenismo furono dichiarate eretiche, proprio perché inducevano una rigidità nella fede incompatibile con l'insegnamento cattolico. Io stesso fui affascinato dal giansenismo all'inizio del mio percorso di fede, poi mi sono corretto. Molte dispute teologiche che si traducono in scismi ed eresie potrebbero essere evitate togliendo questa rigidità di cuore e di pensiero che certamente nuocciono gravemente all'unità della Chiesa, alla fraternità dei rapporti reciproci dei fedeli ed all'ecumenismo ed al dialogo interreligioso. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 ottobre 2016
: Gesù e la psicosomatica (BF1.685)

Gesù considera l'unità corpo-anima nelle Sue guarigioni un po' come si fa nella moderna scienza con la diagnosi psicosomatica. L'uomo viene considerato nella sua interezza ed è la preziosità dell'uomo e della donna agli occhi di Dio che fa superare il precetto del sabato. Non solo Gesù è Signore del sabato (Marco 2,28) ma anche la dignità dell'essere umano, specie se povero o malato, è superiore al precetto del sabato proprio perché l'uomo è stato fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Gesù viene a correggere i "sogni infantili" dell'uomo di ogni epoca. Non viene a togliere ma ad aggiungere qualcosa: in Giovanni 10,10 dirà "… io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza". Questa abbondanza di vita è il dono di Gesù più prezioso, un dono di libertà che porta al suo acme la libertà umana nella responsabilità verso Dio e verso il Suo Vangelo. Viene così sanato non un errore ma una sorta di "incompletezza" della Legge. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 ottobre 2016
: il collirio e l'Apocalisse (BF1.684)

Quanto c'è bisogno di pregare per i nostri limiti! Crediamo di vedere e non vediamo, crediamo di capire e non capiamo. C'è sempre quella trave nel nostro occhio che ci toglie la vista ed una nebbia che avvolge la mente ed oscura l'intelligenza. C'è veramente bisogno del collirio di cui parla l'Apocalisse per "ungere gli occhi e recuperare la vista" (Apocalisse 3,18). Molti si interrogano su come sia potuto nascere questo mostro, come la Storia abbia potuto partorire la bestia orrenda che uccide civili innocenti facendosene scudo. La risposta, a mio avviso, è la deresponsabilizzazione delle coscienze indotta dal fanatismo. Ma non basta come spiegazione. C'è una belva dentro ogni essere umano pronta a prendere il sopravvento. Non mi viene in mente altro che il dovere di restare vigili quanto ai valori che dovrebbero ispirare l'umana convivenza ed il coraggio di contrapporre al fanatismo una fede autentica, coraggio cui ci richiama il Papa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 ottobre 2016
: in ricordo di San Giovanni Paolo II (BF1.683)

Il mondo ragiona così: "Non devi chiedere nulla agli altri se non hai di che pagarli". San Giovanni Paolo II non è uno spirito evanescente come tanti che il mondo ci offre, ma ha collegato una fede salda alla assoluta gratuità del dare, del donare, dell'amore. Perciò, mi piace ricordarlo come un grande amico di Cristo nel profondo rispetto per la Parola e per Gesù Eucaristico. Paladino della fede non nel senso deteriore di essere un "crociato", ma nel senso santo di una fedeltà assoluta alla missione che Dio chiaramente gli ha assegnato. Prego lui assieme ai tre santi che preferisco (San Gregorio Magno, San Domenico e San Giovanni Bosco) che ogni cristiano riceva la consapevolezza di una missione particolare che Dio gli assegna nella famiglia, nei rapporti di amicizia, nella relazione con Dio e con la Chiesa. Per non sprecare la propria esistenza come utili idioti del mondo, per non divenire dei "Fantozzi" dall'esistenza vuota. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 ottobre 2016
: il grembo di Maria Vergine (BF1.682)

Commentando in modo indiretto il Vangelo di oggi, vorrei fare alcune riflessioni sul grembo di Maria Vergine. Elisabetta benedice il frutto di tale grembo con le parole che leggiamo in Luca 1, 41-42: "Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! …"". Con il suo "passaggio" nel grembo di Maria per nove mesi, Gesù santifica Maria e particolarmente, appunto, il suo grembo. Perciò, se Maria è Arca dell'Alleanza, quanto più il suo grembo! L'attesa di Maria circa la nascita di Gesù è assimilabile all'attesa del Messia da parte del popolo di Dio nei secoli della Storia umana. Sin quando tale popolo attende il Messia, c'è conversione, c'è sapienza. Santa Elisabetta ci guida nella fede: da lei impariamo a fidarci di Dio nel tempo santissimo in cui il Signore adempie le sue promesse. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 ottobre 2016
: rimediare al male proprio ed altrui (BF1.681)

Chi rimedia alle cavolate che gli altri fanno e che noi stessi facciamo? Mi pare un problema importante. Ecco che la propria lotta spirituale coinvolge anche il prossimo, inevitabilmente. Sopportiamo i difetti degli altri perché con la stessa misura con cui misuriamo saremo misurati (Matteo 7,2). Ora, constatiamo ad esempio quanti danni faccia l'intolleranza religiosa. Il cristiano-crocerossina corre qua e là per rimediare a questi danni con grande agàpe. Preghiamo Dio e la Madonna che ci diano la forza di sopportare e di rimediare, di compatire e di correggere. Più in là del Vangelo non è lecito andare: amare i nemici e pregare per i persecutori (Matteo 5,44). Ora, il rimedio di tutto è la misericordia che viene ispirata come spirito di giustizia da Dio stesso. Perché non è lecito che gli altri ci domandino più di quanto possiamo dare. Altrimenti il giogo di Gesù non sarebbe dolce e il suo carico non sarebbe leggero (Matteo 11,30). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 ottobre 2016
: giudicare il tempo del Messia (BF1.680)

Anche se demandiamo e interroghiamo gli altri su ciò che è giusto, il Signore ha compassione di noi per un certo tempo. Viene in fatti il momento, ed è il tempo proprio del Cristo, in cui noi stessi dobbiamo giudicare ciò che è giusto. La mente debole ed il cuore pavido portano a quella ipocrisia denunciata da Gesù a chiare lettere: ipocrisia che è dramma di non saper riconoscere il tempo in cui si viene visitati dal Messia. Pagheremo, se commettiamo questo errore, fino all'ultimo spicciolo, ovverossia, siamo ancora nei nostri peccati perché non c'è per noi né Cristo, né Messia. L'inferno come luogo di espiazione è forse la realtà cui indirettamente il Vangelo di oggi fa riferimento. Perciò è prezioso ciò che il Signore ha fatto: ha preso su di sé i peccati del mondo perché aderendo a Lui nella fede, noi stessi risorgiamo con Lui nel senso di beneficiare di ciò che la Resurrezione porta con sé nella fede e nelle opere di carità fraterna. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 ottobre 2016
: critiche semplicistiche al Papa (BF1.679)

La realtà della Chiesa cattolica è una realtà estremamente complessa che è refrattaria, proprio perché tale, a ogni facile semplificazione. Le critiche semplicistiche a Papa Francesco mi fanno venire in mente una frase di Gesù contenuta in Giovanni 10,32: "Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?". Chi ha la presunzione e la stoltezza di muovere critiche superficiali (cioè, come ho detto, che non tengono conto della complessità della Chiesa) dovrebbe indicare una alternativa valida alle tante "opere buone" che il Papa ci ha mostrato ad imitazione del Cristo stesso. Ci sono cattolici che perdono il senso della realtà. E la realtà, prima di essere buona o cattiva, è tale, cioè reale come il fatto che Francesco è il nostro Papa, è il Pontefice cattolico successore di Pietro. Perdere il senso della realtà conduce in un non-luogo dell'anima, né santo, né benedetto, ma demoniaco. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 ottobre 2016
: il valore delle reliquie (BF1.678)

Se fanno pensare, allora l'essenziale sono i pensieri magari anche santi che il fedele sperimenta di fronte alle reliquie. Se fanno pensare, dicevo, sono una cosa buona. Se rimandano alla vita del santo, ci ricordano che egli si è fatto sacrificio per la Chiesa a beneficio di noi tutti. Chi, tramite la santità, ha offerto a Dio la sua anima e il suo corpo merita ammirazione non solo quanto al suo spirito, ma anche quanto alla materia. Perciò, la reliquia ci lascia intravedere qualcosa di quel grande mistero che è la santità. L'anima dei santi eleva la vita non solo del santo medesimo, ma, tramite le preghiere che a lui rivolgiamo, ci mostra quel cammino di perfezione che richiama in noi il desiderio (direi finanche amoroso) di una vita donata per gli amici. Le reliquie ci ricordano anche che dobbiamo morire in grazia di Dio e perciò chiediamo l'aiuto dei santi che ci hanno preceduto nella gioia eterna, nella gloria di Dio Padre. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 ottobre 2016
: uscire dalla paralisi (BF1.677)

A volte nella vita proviamo una situazione psicologica di "paralisi", cui in tutto o in parte corrisponde effettivamente una impasse della nostra vita. Il pubblicano che prega mi appare come una persona che si "sblocca" uscendo dalla paralisi; paralisi indotta dai sensi di colpa per i propri peccati da cui si esce con un abbandono fiducioso nelle mani di Dio. Il fariseo della parabola, forse, sente di non aver bisogno di niente. La parabola ci insegna a portare a Dio (lodandolo e ringraziandolo) alla fine della giornata i nostri meriti perché il Signore li accetti, nonché i peccati "nascosti", intendo dire i peccati di cui non ci rendiamo conto. La consapevolezza dei peccati, possibilmente unita ad una confessione regolare e frequente, ci trasforma in segni visibili della presenza amorevole di Dio nel mondo e dentro di noi. Il pentimento diventa così frutto dell'amore per Dio, pentimento che diventa una benedizione rivolta a Dio stesso. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 ottobre 2016
: la testimonianza efficace (BF1.676)

Forse la fede cristiana ci invita a mettere al di sopra di tutto quelle che potremmo chiamare le "esigenze della Croce". Questo però lo possiamo fare solo con spirito costruttivo verso i nostri parenti. Cioè, tutto deve essere finalizzato alla loro conversione, alla salvezza delle loro anime. Passando al fuoco che Gesù dice di voler portare sulla terra, è bene ricordarsi che, se Egli che è Dio è morto per noi sulla Croce ed è risorto, rendiamo vana la nostra fede se non la accogliamo come fuoco che divampa nelle nostre anime per il bene del mondo. I disegni di Dio sono disegni di pace, sono propositi di perdono per cui non siamo più noi che viviamo ma è Cristo che vive in noi (Galati 2,20). Gesù "porta con sé lo Spirito" che essendo essenza della forza e della volontà di Dio ci istruisce giorno dopo giorno con "gemiti inesprimibili" (Romani 8,26). Di tutto questo siamo testimoni perché la vita cristiana sia testimonianza efficace. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 ottobre 2016
: la libertà conquistataci da Gesù (BF1.675)

Spesso nella vita, proprio perché non siamo degli individui isolati ed alienati, paghiamo gli errori degli altri. Intrecciando relazioni, condividiamo con gli altri il destino loro e nostro e perciò condividiamo le conseguenze del peccato nostro e altrui. Gesù è stato vittima dell'ingiustizia per primo: con la sua innocenza ha mostrato che il giusto paga su di sé, cioè non scarica sugli altri, le assurdità che il mondo a volte partorisce. La Madre del Signore con il suo essere Immacolata ci offre l'esempio di una figura che non porta il contagio del male. Perciò, nell'oscurità abbiamo un raggio di luce sia nel Figlio, sia nella Madonna. Solo testimoniandolo possiamo vivere quella condivisione a trecentosessanta gradi che riconosce in Gesù la via, la verità e la vita (Giovanni 14,6). Con ciò è giustificata la ribellione, nel nome della libertà che Gesù ci ha conquistato, contro tutte le strutture individuali e sociali di peccato. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 ottobre 2016
: una vita alla presenza del Vivente (BF1.674)

Mi pare che il tema del Vangelo di oggi di porti ad interrogarci, fra i vari temi, su questo che segue: che cosa ci aspettiamo noi dagli altri e che cosa si aspetta Dio da noi. Non certo che facciamo il nostro "compitino" da bravi scolari perché questo è forse rendere banale il rapporto che abbiamo con Dio. Piuttosto, è responsabilizzarci sull'incontro con Gesù vivente che è lo stesso, ieri, oggi e sempre. Questo incontro può dar luogo ad amore o ad odio, a impegno o a indifferenza, a rispetto o a irrisione. Siamo consapevoli della responsabilità grande che viene dall'incontro con il Signore! A dispetto delle nostre debolezze che talora sfiorano l'incoscienza, dobbiamo essere vigili su noi stessi ed essere consapevoli che la nostra vita è una vita alla presenza del Vivente. Se siamo consapevoli di questo, non è difficile rendersi conto della grazia necessaria per essere solerti e fedeli, come ci vuole il Vangelo commentato. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

18 ottobre 2016
: i requisiti degli inviati dal Signore (BF1.673)

Chi è impresentabile non può assumere il compito di inviato dal Signore. Non parlo tanto dei peccati passati ma mi riferisco piuttosto a quella predisposizione d'animo che non sa darsi, donarsi al prossimo nella predicazione. Infatti, la predicazione è adatta a chi ha dentro di sé quella carità operosa che sa costruire una casa sulla roccia (cfr. Matteo 7,24-25) perché gli altri vi vengano ad abitare sicuri, non ingannati, redenti, bene accolti, amati, oggetto di pietà e misericordia e non giudicati. Ancora, la predicazione è adatta a chi favorisce l'avvento del Regno con la sua speranza e con la sua azione e sappiamo che il Regno è paragonato ad un grande albero dove gli uccelli del cielo - forse metafora delle anime dei giusti - trovano riposo e riparo (cfr. Matteo 13,31-32). Perciò, si deve predicare con timore verso il Signore come dardi da Lui scagliati nel cielo della verità, della giustizia, della pace e della misericordia. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 ottobre 2016
: adolescenti e social network (BF1.672)

Le tecnologie permettono di esplorare le possibilità comunicative portandole al loro estremo. Ci sono diversi modi o metodi per responsabilizzare i ragazzi. Nessuno di questi può impedire di vivere come adolescenti le caratteristiche della loro età. Così come non si può trattare un bambino come se fosse un adulto. Il rimprovero dovrebbe sempre avere un tono dolce ma fermo che non faccia sentire colui che lo subisce come un "nemico". Gli adolescenti sono costantemente alla ricerca di emozioni forti e le cercano a volte con la voglia di provocare, di sfidare l'autorità, di misurarsi con passione con i propri coetanei. La vera lotta contro le abitudini cattive passa per un rapporto personale che sappia entrare nella psicologia più profonda che sta dietro ciascun individuo. Non dialoghiamo, infatti, con un soggetto collettivo, ma con singoli esseri umani ciascuno dei quali tenta un proprio percorso di libertà responsabile nella vita. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 ottobre 2016
: una vita di uscita per tutti (BF1.671)

È bello che qualcuno, in questo caso il Papa e la Chiesa, indichi una via di uscita o meglio un percorso che vale la pena tentare per valorizzare il futuro di situazioni umane difficili. È la forza liberante della fede per cui non ci sono mai vicoli ciechi. A volte i giovani si cacciano in situazioni-trappola da soli per scarso senso della responsabilità e per mancanza di una figura paterna che dica i "sì" e i "no" necessari. Non ci può essere un esito positivo, però, se il soggetto debole non allunga una mano per lasciarsi aiutare. È riduttivo dire che il Papa è straordinariamente umano. Il Papa è interprete di una volontà superiore in base alla quale il destino delle persone è affidato alla Chiesa per trarre le persone stesse fuori dalle sabbie mobili che si incontrano nella vita. Se si coltiva la speranza di utopie (apparentemente) impossibili a realizzarsi, si dà un senso alle situazioni prive di senso. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 ottobre 2016
: il senso della vita (BF1.670)

Non dobbiamo forse vivere nella fiducia che il Padre celeste sa dare cose buone ai suoi figli? E non dobbiamo forse confidare che ci darà il dono dello Spirito se glielo chiediamo? Perché allora taluni di noi continuano a peccare secondo la carne? Si può percorrere il cielo e la terra e non aver compreso il senso della vita. Si può aver accumulato ricchezze grandissime ed aver smarrito la strada che porta al Signore. Chi cerca e porta la pace, chi non dice menzogna, chi ha mani innocenti e cuore puro (Salmi 23,4), questi vedrà il volto di Dio per quanto il mondo abbia odiato Dio stesso e coloro che credono in Lui. Benedetti coloro che subiscono questo odio perché lo trasformano in benedizione per la vita del mondo come ha fatto il Signore nostro Gesù Cristo. Grazie a Lui, non siamo più nei nostri peccati ma siamo rinnovati dal battesimo in acqua e Spirito per fare della nostra vita un sacrificio di lode, un rendimento di grazie. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 ottobre 2016
: Israele e luoghi santi (BF1.669)


Se si arriva a negare la sovranità di Israele sul proprio territorio si torna indietro di secoli, come scrive un altro commentatore, secondo me, giustamente. Constatare che lo Stato di Israele è uno Stato ebraico non è prendere posizione a favore o contro i musulmani o i cristiani ma semplicemente avere un po' di senso della realtà. Chi semina ostilità e odio tra ebrei e musulmani, tra ebrei e cristiani? Lo sappiamo tutti che il gioco del divide et impera è un giochetto satanico. Come quello che spinge i popoli appartenenti alle varie religioni a massacrarsi fra di loro nelle guerre. Basta con le guerre e le crociate culturali che rischiano di fomentare morte e terrorismo! A me basta prendere l'Eucarestia nel mio Paese per adorare Dio in Spirito e Verità, come dice il Vangelo (Giovanni 4,21-23). A ognuno la sua pagella che certifica lo spirito pacifico o la totale inaffidabilità, consapevoli che l'antisemitismo genera solo mostri. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 ottobre 2016
: in morte di Dario Fo (BF1.668)

A partire del bene che abbiamo ricevuto da persone che sono lontane da noi per le loro idee politiche o la loro fede o mancanza di fede religiosa, possiamo riconoscere che c'è un ponte che ci lega a loro. Alcune di queste persone, tengono il piede in due scarpe perché non si sa mai cosa ti può capitare nella vita, come recita una celebre canzone. Fascisti, marxisti, appartenenti al Movimento 5Stelle, quante persone ci hanno dato dei benefici! L'elenco potrebbe continuare a partire da coloro che appartengono a fedi religiose diverse da quella cattolica. Ecco, non è soltanto la comune umanità che ci lega a loro ma il fatto di aver ricevuto da loro del bene. Ci sono incontri che arricchiscono e io mi sento arricchito da personaggi del calibro di Dario Fo. Ciò non toglie che sono preoccupato per il destino ultraterreno di Fo e per questo mi unisco alle preghiere per la sua anima che in queste ore molte persone hanno elevato a Dio per lui. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 ottobre 2016
: non brancoliamo più nel buio (BF1.667)

La più grande magnificenza del Signore nostro Gesù Cristo si rivela in noi quando abbiamo la capacità, da chiedere umilmente in preghiera, di respingere ciò che è contrario alla fede, cioè gli idoli del mondo. Quell'amore che "ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio" (1Giovanni 3,1) vince le tenebre della pigrizia nella fede, del timore verso le forze avverse, di stanchezza nel vivere appieno la dignità di un'esperienza di vita appagante e santa. Così, non facciamo come quelli che brancolano nel buio, ma siamo guidati dalla intelligenza e dalla luce degli angeli. Ogni giorno che ci svegliamo dal sonno dell'ipocrisia, della incredulità, della vanagloria personale, quel giorno è benedetto dal Signore ed in noi il Signore è glorificato. La dignità dell'uomo è esaltata nella fede e, se abbiamo fede come un granello di senapa, non peccheremo contro lo Spirito che ci ispira e ci trasforma donandoci un destino orientato verso Dio. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 ottobre 2016
: il nostro debito verso Dio (BF1.666)

Papa Francesco va incontro al sensus fidei del popolo cristiano, se interpreto bene il suo pensiero. Traduce in parole concrete e prudenti ciò che molti sentono come un’esigenza di aggiornare la vita della Chiesa allo spirito dei tempi. Questo spirito ci chiede, a mio avviso, di vivere lucidamente la nostra cittadinanza di credenti nel villaggio globale in cui la distanza tra i credenti in varie fedi si è accorciata e la convivenza tra diversi è diventata una urgenza imprescindibile. Ora, questa convivenza non è un “sopportarsi gentilmente” mascherando e nascondendo una “intolleranza del cuore” che mina le basi di una cittadinanza spirituale universale, ma è cercare ciò che è buono e giusto nell’incontro con i lontani e i diversi. Si deve respingere ciò che non è conforme al nome di cristiano, riconoscendo però che il debito che abbiamo verso Dio è ripagato solo dall’amore che Dio ha per noi e con il quale Dio stesso ci viene incontro. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 ottobre 2016
: evitare l'ipocrisia (BF1.665)

C'è una sorgente viva cui attingere per evitare l'ipocrisia ed è l'amore di Cristo che irradia la sua luce potente. Ci scaldiamo al calore di questo amore che non ammette falsità e malvagità. Non basta dire sì a Cristo con la bocca ma occorre accettare che questo amore ci rinnovi ogni giorno, affinché la nostra anima desideri profondamente e ardentemente di lodare Gesù il Signore perché illumina ed illumini il nostro percorso quotidiano. In un precedente commento ho parlato dell'amore di Gesù per Sua Madre, del modo in cui questo amore può essere e di fatto è di esempio per l'amore che dobbiamo avere per i nostri genitori e per il prossimo in generale. L'amore che ci è di esempio è come un albero che dà i suoi frutti benedetti nella nostra vita se vissuto con sincerità e direi anche con passione. La Madonna non ci fa mai mancare il suo aiuto nel compiere la missione che Dio ci ha assegnato, missione che è pace per la nostra anima. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

Codice commenti (per indice analitico): da BF1.665 a BF1.717

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7 dicembre 2016: commento ad Angelo Scola (BF1.717)

La purificazione della società, il miglioramento del mondo che ci circonda, la riforma della Chiesa stessa passano, come dice San Paolo, dalla giustizia vissuta mediante la fede (Romani 1,17). Questa purificazione passa attraverso un esame di coscienza circa ciò che è buono e giusto per la collettività dei cittadini. L'apporto specifico della coscienza nutrita dalla fede è di pensare cose buone per il bene dell'essere umano. Se la vita di chi non si è sposato e non ha avuto figli è (vissuta come) un fallimento, dobbiamo affrontare questo nodo, appunto, purificandoci attraverso un po' di clemenza e misericordia verso noi stessi. Allargando lo sguardo, possiamo vedere cosa capita nel mondo anche fuori dall'Italia. Portando a Dio i fallimenti e le tragedie del nostro tempo, possiamo essere sicuri di ricevere quella purificazione cui accennavo, che ci dona un po' di speranza e, specificamente, la speranza di cui siamo noi stessi capaci. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 dicembre 2016
: Immacolata Concezione (BF1.716)

Stavo riflettendo sui desideri della Madonna verso i credenti, desideri che ben possono diventare uno degli scopi del nostro vivere la fede, nella gioia e nella speranza. Desideriamo e speriamo di essere salvati perché sentiamo dentro di noi il forte desiderio della Madonna che giungiamo alla patria eterna. Forse, inoltre, la Madonna desidera che esultiamo in Dio assieme a Lei per il grande dono che le è stato fatto dal Signore. Alla base di questa gioia, di questa esultanza appunto, che nessuno ci può togliere, c'è la consapevolezza di essere amati da lei. La Madonna, inoltre, è donna delle Beatitudini, come mi pare abbia detto il Papa, destinata alla gloria dell'Innocenza Originale. L'aiuto della Madre di Dio ci è necessario nel cammino di ogni battezzato verso la santità. La Madonna è santa perché predestinata da Dio ad esserlo secondo un disegno che nasce prima di tutti i secoli per l'umiltà di questa unica, santissima creatura. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 dicembre 2016
: lettera di un carcerato (BF1.715)

Una barchetta in balia delle onde e dei venti può commettere errori madornali. Le "onde" ed i "venti" sono le bizzarrie della vita che rischiano di travolgerci. Però la nostra umanità rimane integra qualunque errore abbiamo commesso. La nostra anima, al contrario, ne soffre. La lettera-racconto di Diego Zuin è piena di questa sofferenza. La sofferenza è molto concentrata su sé stessa e poco proiettata all'esterno, sulla relazione con le altre creature. C'è un egocentrismo quasi fastidioso. C'è però anche la volontà ferma di scrutare un nuovo orizzonte esistenziale da perseguire e percorrere. Ne traspare una umanità sofferente che, proprio nella sofferenza, è accomunata alla vittima del reato ed ai suoi famigliari. Vorrei tanto scrivere un commento dove non si parla di Dio e della fede ma allo stesso tempo pieno di umanità. Siamo custodi del nostro fratello proprio quando è più debole ed esposto alla vendetta della società. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

4 dicembre 2016
: il Regno di Dio (BF1.714).

"… il Regno di Dio " - dice Bergoglio - "non dobbiamo attenderlo nel futuro: si è avvicinato e in qualche modo è già presente e possiamo sperimentarne fin da ora la potenza spirituale". Seguono altre parole di estrema efficacia e delicatezza, perciò il commento del Papa mi pare esemplare. Ma guardiamo cosa troviamo sulla "via della Croce". Troviamo, a sommo esempio, che Gesù è coronato di spine. Come Gesù è coronato di spine, anche il Suo regno è coronato di spine. Cioè, è un regno disprezzato e pieno di sofferenza, eppure Gesù regna! Perché, non può che apparire parodistico e fantastico questo regno che non tollera il dare senza aspettarsi un vantaggio di ritorno, un potere senza violenza, soldi senza avidità e donazione totale di sé a Dio e al prossimo. Il pensiero stesso, il meditare sulla corona di spine della Passione tenga lontano da noi il Maligno e ci conduca a sperimentare, nell'al di qua e nell'aldilà la vita eterna. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 dicembre 2016
: i giovani e la fede (BF1.713)

Volevo ringraziare il Cardinale Ravasi per i suoi commenti che seguo con attenzione tutte le settimane. Cristo, sole che sorge, illumina le coscienze dei giovani sia sulle cose buone, sia sui misfatti delle generazioni che li hanno preceduti. Si spera sempre nei giovani perché non si ripetano gli errori della Storia. Oggi, non è più sufficiente dire come Pietro: "… Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!" (Atti 3,6). I giovani in molti casi non credono nei miracoli e neppure credono che ci sia nei Cieli Gesù Cristo. Urge formare le coscienze con una etica condivisa tra cristiani e laici. Il testimone della fede passa di generazione in generazione, tuttavia, e ci sono giovani che attendono come momento fatale della loro vita l'incontro con Cristo. Ora è venuto il momento di pregare per tutti i giovani perché perdonino con grande misericordia le colpe dei loro padri e nonni. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 dicembre 2016
: resistenze spirituali (BF1.712)

Siamo, credo, richiamati alla responsabilità di esseri che plasmano la realtà. Siamo sempre attenti, responsabili, buoni cristiani? Non siamo sempre questo, credo. La fragilità umana che condividiamo con gli altri esseri umani, tutti quanti, ci impedisce di proclamarci superiori. Ma neppure nel momento in cui dichiariamo la gloria di Dio possiamo avvicinarci più di tanto a Lui, perché "… i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore" (Isaia 55,8). Però, pregando che Cristo vinca le resistenze che ogni giorno si presentano in noi, non rendiamo vana l'Incarnazione del Verbo che ha sconfitto il nemico una volta e per sempre. La preghiera alla Madonna contribuisce alla liberazione integrale dell'uomo perché Ella pregando il Figlio, il Padre Celeste e lo Spirito ci procura ciò di cui abbiamo bisogno e di cui non sempre siamo consapevoli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

1° dicembre 2016
: la Chiesa e la roccia (BF1.711)

È fondamentale avere una buona guida nella vita ed è una delle ragioni per cui la Chiesa esiste. L'obiettivo è che nessuno sia abbandonato a sé stesso ma che tutti coloro che si nutrono nella madre Chiesa siano guidati a costruire sulla roccia. Questo nella consapevolezza che Gesù è l'amico che il nostro cuore cerca sin dalla fanciullezza. Quando smettiamo di credere alle favole e ci volgiamo a questo sole che sorge scopriamo la vanità di tanti nostri pensieri per concentrarci su ciò che è essenziale. La Madonna va pregata ogni giorno in questa direzione: il Padre, il Figlio e lo Spirito ci vengano incontro perché noi si possa andare incontro a loro a nostra volta. Così non saremo confusi in eterno ma brilleremo della luce che ci è stata donata per la bontà misericordiosa dell'Onnipotente. Il Dio in cui crediamo è infatti un Dio che valorizza tutto il buono che c'è in noi, tutte le nostre potenzialità e di questo gli rendiamo grazie. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

1° dicembre 2016
: Avvento e Chiesa (BF1.710)

Giovanni il Battista ci induce a leggere tutto il Vangelo consapevoli che " … Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre" (Matteo 3,9). Nel groviglio delle religioni, così almeno a volte ci appare, si fa strada una luce vera e semplice e allo stesso tempo esigente e rigorosa, che ci guida verso il Volto di Dio. Benedetto dunque il nome dell'Altissimo che ci invita a formulare le giuste domande alla Sua Chiesa. Nel periodo di Avvento, è bello infatti penetrare i misteri ecclesiali arricchendosi per mezzo di Cristo che si è fatto povero per noi (2Corinzi 8,9). Nella speranza di essere figli degni della Santa Chiesa, offriamo ad essa tutto noi stessi, chiedendo che la santità di tanti testimoni ci sproni verso un destino che valga la pena di essere vissuto, per cui spendersi e sacrificarsi. La Chiesa ci diventa più necessaria del latte per il lattante perché in essa maturiamo, cresciamo, ci correggiamo e ci santifichiamo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 novembre 2016
: estraniarsi da Cristo (BF1.709)

Preghiamo unendo le nostre suppliche a quelle di questo imprenditore che è simbolo di chi prega anche attraverso le opere, cioè i gesti quotidiani della vita; fuggiamo la gloria effimera che a volte dona il mondo per ritrovare la radice del senso della vita. La mia esperienza è che estraniarsi da Cristo è una via comoda, ma non conduce alla virtù e alla conoscenza del nostro io più profondo. Piuttosto, è all'origine del dramma morale dell'uomo che rimane un individuo che si autoesclude dalla grazia che il Signore offre a tutti perché portiamo molto frutto e il nostro frutto rimanga. Cioè, va persa una bellezza intrinseca alla creazione dell'essere umano, sia come genere, sia come individuo concepito secondo i piani di Dio. Pensieri, opere, parole e omissioni che estraniano da Cristo sovrabbondano sui mass media per cui è necessaria una coscienza cristiana critica che sappia fare da spartiacque tra il vero bene e la tragicità del male. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 novembre 2016
: nessuno è inutile (BF1.708).

Riflettevo sul concetto di "inutilità" perché molte persone si sentono, appunto, inutili. Con uno sguardo di fede, nessuno è inutile perché non si deve disprezzare nulla di ciò che Dio ha creato. Avere fede significa non dimenticarsi di nessuno, fosse anche il più grande criminale della terra. Però, è meglio coltivare i "santi" dubbi della fede cristiana, piuttosto che aver un cuore non inquieto per le pecorelle smarrite. Nel profondo dell'anima di ognuno, c'è un dialogo con Dio. Nessuno può esimersi da questo dialogo perché Dio interpella ogni sua creatura. Ogni evento che ci accade è una occasione per imparare qualcosa. Chi si è posto in ascolto degli atei piuttosto che restare indifferente di fronte a tale ateismo, facilmente matura la fede. Non so quale sia il pensiero del Papa in proposito. Io voglio pregare per il Papa senza adularlo. Anzi, non disdegno nulla di ciò che il Papa fa e dice perché mi pare abbia un cuore grande e puro. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 novembre 2016
: la filosofia del "a poco, a poco" (BF1.707)

Ripenso al mio percorso di fede con gioia e riconoscenza verso il Signore. Sono, credo, diventato cristiano con la filosofia del "a poco, a poco" che continuo a seguire. Ogni periodo della vita può essere scandito con una richiesta al Signore. La prima richiesta che ho fatto è di poter prendere la Santissima Eucarestia. La seconda richiesta è di guardare dentro me stesso, senza vedere il mostro della cattiveria, la perversione della carne, ma, anzi, un po' di bontà. A poco, a poco, il Signore credo che mi abbia ascoltato. Poi ho chiesto di poter pregare più frequentemente e più intensamente. Successivamente, ho chiesto di essere amato da Dio e questa è stata la richiesta più grande perché Dio è amore. Poi ho chiesto, con l'aiuto della Vergine Maria, di vivere per e nell'amore misericordioso per il prossimo. A poco, a poco ho aggiunto altre richieste che vorrei esprimere nelle prossime domeniche del Tempo dell'Avvento. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 novembre 2016
: i santi si ricordano di noi (BF1.706)

I santi vogliono ricordarsi di noi: questo desiderio in loro è così forte che essi si imprimono nella nostra mente e nel nostro cuore finché viviamo. Forse, con ciò, essi imitano Dio che è il primo a ricordarsi di noi. Essere nel ricordo dei santi significa, a mio avviso, pregustare già qui la vita eterna che essi vivono nella pienezza. Perciò, metto prima la loro azione di cercarci prima che noi li cerchiamo e ci ricordiamo di loro. In secondo luogo, oltre a ricordarsi di noi, i santi ci umanizzano. Si dice, infatti, che bisogna evitare una fede disincarnata e i santi in questo ci sono non solo di esempio ma anche di guida. I santi giovani come il servo di Dio Carlo Acutis, la Beata Chiara Luce Badano, San Domenico Savio e altri non ci fanno sentire quella solitudine che a volte si accompagna alla fede. Per essi brilla la stella che è Cristo la cui luce essi riflettono in maniera quasi perfetta, ponendoci al riparo dal Maligno. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 novembre 2016
: dubbiosi ed ignoranti (BF1.705)

Se Gesù è il destino dell'uomo, mi pare una grande fortuna, perché è un destino d'amore e la salvezza è essere ricordati nel cuore di Dio stesso. Gesù che dalla Croce ci dice di avere sete, ci invita a dissetarlo con opere buone. Gesù che ha detto "non voi avete scelto me ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda" (Giovanni 15,16) ha sigillato con il suo sangue sulla Croce il suo amore per il mondo. Così, chi, purtroppo non conosce Dio, non conosce neanche questo sigillo d'amore. I dubbi, dice Papa Francesco, ce li abbiamo tutti, fanno crescere nella fede. Ancora in Giovanni 16,24 Gesù dice "Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena". Chiediamo frutti abbondanti di sapienza, grazia e fede per noi e per gli altri se dubbiosi ed ignoranti. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

18 novembre 2016
: ladri, avari, rapaci (BF1.704)

I predatori di denaro altrui (cioè coloro che violano il settimo ed il decimo Comandamento) e le persone attaccate ai soldi sono due facce della stessa medaglia. Si comincia infatti con l'attaccamento al denaro poi si pensa come sarebbe bello se le cose altrui fossero nostre. Si finisce con l'appropriazione indebita, il furto, la concussione, la corruzione, l'estorsione e tutte le altre azioni malvage legate all'amore per il denaro. Sono cose di tutti i giorni depredare l'orfano e la vedova, far sparire un testamento per intascarsi una eredità, ingannare con malizia le persone anziane, eccetera. La proprietà privata non ha un valore di per sé, ma perché ha una funzione essenziale e sacra nel sostentamento delle persone, specie le più deboli e fragili nella scala sociale. Perciò San Paolo condanna i ladri, gli avari e i rapaci (1Corinzi 6,10). Nell'elenco delle azioni più empie fatto da Gesù non a caso ci sono i furti (Matteo 15,19). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 novembre 2016
: religione e asini che ragliano (BF1.703)

Al Collegio san Giuseppe di Torino un Professore di religione che è anche sacerdote ha sottoposto agli studenti la seguente domanda cui rispondere nel più rigoroso anonimato: "Esiste per voi la vita eterna dopo la morte ed in cosa consiste?". Ne sono saltate fuori le risposte più disparate che non ho ancora letto in vista di una loro battitura al computer. Il sacerdote in questione mi ha anticipato che sono pochi quelli che ritornano una immagine della vita eterna conforme all'insegnamento della Chiesa. Ne esce fuori piuttosto una generica spiritualità fai da te. La fotografia della religiosità reale delle persone è sempre stimolante anche se, sul momento, non particolarmente gratificante. La religione non è più la "cultura del popolo", sostituita com'è da televisione e ideologie. Quanto ai commenti dei lettori, "Se uno è un asino, può presentarsi come un cavallo da corsa, ma prima o poi raglia" (pensiero di Gianluca Barile). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 novembre 2016
: l'omosessuaità e la madre (BF1.702)

Autocoscienza e senso di responsabilità dovrebbero accompagnare lo sforzo di fede di ogni credente. L'autocoscienza è un lavoro che si fa su sé stessi e sul proprio orientamento sessuale consapevoli che non si può andare contro la propria natura. Il senso di responsabilità ci induce a lottare per ciò che è giusto anche di fronte ai genitori. Perciò, anziché lamentarsi di come ragiona il proprio genitore, si dovrebbe andare alla radice del Comandamento di onorare la madre prima e dopo la sua morte. Quale modo migliore di onorare la madre se non quello di vivere la propria vita rispettando l'ambito psicologico ed esistenziale del genitore? Il rischio di sovraesporre dentro il proprio io la figura del genitore, esiste anche per noi eterosessuali. La figura della madre non può diventare quella di una rompiscatole castrante e schiacciante, questo anche per la libertà che ci ha conquistato a caro prezzo il nostro Salvatore. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 novembre 2016
: ritorno all'Amore (BF1.701)

Proprio quando il precipizio si avvicina, possiamo sperimentare quella intuizione concretissima che vince ogni ragionamento astratto sui Vangeli, sulla Parola di Dio: ricostruire in noi la capacità di amare dopo che è stata erosa dalle asperità della vita. Tutta la vita, con le sue velleità, le sue sofferenze, è allora illuminata da un solo scopo: quello di ritornare all'amore dei primi tempi quando eravamo forse meno credenti ma più propensi ad amare, ad essere puri. Come disse la Beata Maria degli Angeli "vengo dall'Amore, vado all'Amore, tutto faccio per l'Amore". Come un coltello affonda nel burro, l'Amore che brucia dentro di noi penetra efficacemente il cuore di Dio e ci fa conoscere i misteri di una vita nell'Onnipotente. Oggi siamo chiamati a meditare sulle asperità della vita di cui parlavo per constatare che nulla ci può separare dall'Amore, se rimaniamo in Lui per mezzo del quale Dio dona al mondo ogni bene. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 novembre 2016
: amore cristiano (BF1.700)

Forse, come già mi espressi, è poco indagato l'amore del Cristo per Sua madre, la Madonna, amore santo da imitare. Un amore che mette in luce la personalità dell'amante e dell'amata. L'amore che si fa "carità della parola" accetta di farsi raccontare la vicenda, la storia esistenziale dell'altro come prima forma fondamentale di aiuto. L'altro accettato per i suoi bisogni specifici non per i sogni da telenovela, appunto, che proiettiamo oniricamente ed egoisticamente su di lui. Siamo veramente scelti da Dio sin dal concepimento? La scelta creativa del Signore deve coinvolgerci nel più profondo del nostro essere. Il sigillo di Dio che è su ciascuna creatura la rende santa per cui abbiamo veramente a che fare con la carne di Cristo non solo nei poveri, ma nei poveri in spirito ed in ogni creatura vivente. Chi ama includendo l'altro nella propria storia personale glorifica Dio e sperimenta, anche solo un poco, la santa sequela del Signore. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 novembre 2016
: attrazione e repulsione (BF1.699)

Il bene è attrazione ed il male repulsione? Perché Gesù dice: "Io quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me" (Giovanni 12,32)? Cose che ci attirano verso Gesù sono le domande di bellezza, di senso, di verità che sono scritte fin dalla creazione dell'uomo dentro di noi. E dopo che siamo attirati da Gesù, cosa succede? Possiamo amarlo, seguirlo o respingerlo e tradirlo. La chiamata universale non esclude il male del respingimento e del tradimento. Repulsione, invece, nel passo del Vangelo di Giovanni che sùbito precede quello citato: "… ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori" (Giovanni 12,31). Repulsione si ricollega a male e peccato, come nella cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre e in quel "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno …" (Matteo 25,41). Non mancano le "brutte esperienze": si evitano divenendo come frecce scagliate da Dio, attirate dal bersaglio di amore che non delude. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 ottobre 2016
: il Papa e Martin Lutero (BF1.698)

Faccio gli auguri a Papa Francesco che la visita riesca bene. Cioè, porti frutti di una migliore comprensione reciproca e di tutte quelle possibili iniziative comuni che, a poco a poco, possono avvicinare le due Chiese. Bisogna saper vedere ciò che c'è di buono anche nelle esperienze cristiane non cattoliche. Gettare fango non serve a nulla se non ad esasperare gli animi. Forse, siamo ad un giro di boa nella Storia del cristianesimo: da un cattolicesimo intollerante ed autoritario ad un cattolicesimo disarmato di potere, di forza, di violenza ma colmo di intelligenza amorevole. Come persona "semplice e pura" come mi ha definito un simpatico commentatore nickname "Fratelli" non penso di aver detto cose particolarmente originali. Mi limito quindi a unire le mie preghiere per il Papa a quelle di tutta la Chiesa auspicando che la Chiesa offra una comprensione nuova di sé imitando il Signore che "fa nuove tutte le cose" (Apocalisse 21,5). Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 ottobre 2016
: il nostro padre nella fede (BF1.697)

Qual è l'oggetto della nostra speranza? Forse è di essere all'altezza di onorare il padre e la madre e di osservare tutti gli altri comandamenti. Infatti, a motivo di questa osservanza, Gesù amò il giovane ricco (Marco 10,17-21). Se gli ebrei hanno come padre nella fede Abramo, noi abbiamo come padre nella fede non solo Abramo, ma gli Apostoli e la Chiesa tutta. Venendo al Vangelo commentato, cosa significa umiliarsi? Forse è prendere consapevolezza che in ognuno di noi, fedeli alla fede e alla Tradizione cattolica, prosegue la Storia della Chiesa. Se onoriamo nostro padre e nostra madre, quanto più dobbiamo onorare la Chiesa tutta! Ecco che allora prendiamo il nostro posto nella Chiesa con umiltà, sentendoci ultimi e facendo a gara nello stimarci a vicenda (Romani 12,10). E quanto al Papa, lo onoriamo perché è nostro padre nella fede, non perché ci piaccia di più o di meno secondo la nostra stoltezza ed il nostro giudizio erroneo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

28 ottobre 2016
: fanatismo e integralismo religiosi (BF1.696)

Credo che fanatismo ed integralismo siano due cose differenti. Il fanatismo è una distorsione della fede che di solito include una visione iper-semplificata e semplicistica delle realtà legate alla fede. L'integralismo è una modalità ultra-ortodossa di vivere la fede che una società pluralista e democratica può tollerare purché ovviamente non si cada in atti illeciti. Il fanatismo può essere una fase legata alla fede immatura che però può essere superata nel corso del tempo. Di solito dal fanatismo si può guarire con vari modi di vivere come dedicarsi a impegni umili e semplici, sperimentare il confronto costante con uomini di Chiesa ed il coltivare tutto ciò che è nobile e bello come riflesso terreno e parziale della bellezza e della gloria di Dio. In altri termini, la fede può aiutare ad esaltare la dimensione pienamente umana dello spirito ecclesiale e della vita nel mondo, come disse Sant'Ireneo: "la gloria di Dio è l'uomo vivente". Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

28 ottobre 2016
: familiari di Dio (BF1.695)

Sembra un passo, la prima lettura, ma anche il Vangelo in un certo senso, scritto per quelli che vivono nella paura di deludere Dio. Infatti, non si può trovare Dio un giorno e perderlo in un altro. Le promesse del Signore sono fedeli e veraci e si fa peccato a dubitare continuamente di noi stessi. Ce lo assicura lo splendido passo di San Paolo. Concittadini dei santi significa una relazione robusta e direi intima con coloro che ci fanno da testimoni, oranti per i nostri peccati, consiglieri della nostra anima quanto alla carità e alla speranza. Speranza che si lega alla fede sapendo che, avendo l'aiuto dello Spirito, non possiamo deludere Dio, non restiamo confusi in eterno. Perciò, siamo anche familiari di Dio. La ricchezza che abbiamo non è fatta di oro e pietre preziose, beni che oggi ci sono e domani non più, ma di quel famoso tesoro nei Cieli che ritroveremo nell'aldilà e che oggi è pegno di una vita santificata dal Cristo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 ottobre 2016
: differenza sessuale (BF1.694)

L'arte di arrangiarsi ha colonizzato l'educazione sessuale in molte famiglie. I genitori stanno zitti o forniscono criteri fuorvianti. Non se ne parla, cioè, o se ne parla male. La differenza di genere è in forte evoluzione e non è detto che la rotta seguita sia sempre contro la Chiesa ed il cristianesimo. Si deve coltivare la speranza e l'ottimismo anche in una civiltà in evidente declino che la fede della Chiesa sostenga le anime smarrite, quelle confuse, quelle scoraggiate. Parlare di misericordia è giusto come invitare alla preghiera costante i fedeli perché queste due cose, preghiera e misericordia, fecondano e sostengono il mondo con un alimento positivo ed indispensabile come indispensabile è l'aria che respiriamo. Ma se si perde la consapevolezza persino di ciò che ci è indispensabile, come può l'uomo d'oggi salvarsi? Ci ricordiamo ogni tanto delle nostre radici cristiane, ma spesso queste radici vengono banalizzate. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 ottobre 2016
: fede e stoltezza (BF1.693)

Il demonio erode la fiducia in noi stessi perciò imploriamo Dio, con il Padre Nostro, ogni giorno di strapparci dalle sue mani. La gioia della liberazione dal male deriva da una vittoria sul Maligno che è decisiva per nostra vita. Ma, a mano a mano che proseguiamo nel cammino di fede, diveniamo e siamo consapevoli delle nostre ambiguità. Perciò, confessiamo la nostra stoltezza che ci impedisce di avvicinarci correttamente a Dio. Che la stoltezza venga dal principe di questo mondo è cosa risaputa. Gesù però è venuto a scardinare la logica del mondo secondo un disegno che ha quella razionalità perfetta che promana da Dio e da Dio soltanto. Ecco perché dobbiamo diventare "uomini razionali", cioè consapevoli, essendo uomini di fede. Come Gesù non fugge di fronte alla morte certa, così non fuggiamo dalle nostre specifiche responsabilità, assumendone tutti i rischi. Chi fugge il rischio si isola, viene il lupo e cade così nel peccato. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 ottobre 2016
: Gesù e Zaccheo (BF1.692)

Zaccheo, come scaltro uomo d'affari, fiuta una opportunità che è essenziale per la sua vita, sapendo riconoscere in Gesù un valore inestimabile, una occasione che non si ripresenterà ed opera prontamente una cernita tra ciò che è superfluo e ciò che è essenziale nella vita. Vorrei quindi sottolineare la prontezza, la tempestività di Zaccheo che fa parte, come dicevo, del suo "fiuto" imprenditoriale. Giustamente si osserva che la scaltrezza di Zaccheo è, questa volta, una scaltrezza santa. Così, ingegnandosi per incontrare Gesù, lo riconosce sùbito come un personaggio affascinante e prezioso insieme, che può cambiare la sua vita. Ma questo cambiamento della propria vita, a cascata, diviene cambiamento ed opportunità per la vita degli altri mediante i gesti di ravvedimento di Zaccheo. La fede scatena ed innesca una esplosione di carità e di giustizia che sovrabbondano, mettendo a tacere il diavolo interiore che sta dentro ciascuno di noi. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.



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