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Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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23 febbraio 2011
: interessi occidentali e Libia (BF113)

Sono totalmente d’accordo con l’articolo di Fulvio Scaglione. Più si ha potere, più si ha responsabilità. La democrazia di matrice occidentale e “cristiana” non è esportabile tel quel nei Paesi islamici e arabi. Forse dobbiamo parlare di una terza via, non socialista e non capitalista alla democrazia come si può realizzare nel nord Africa e nei Paesi islamici in generale. Ma in cosa consiste questa terza via? Non è chiaro. Resta il fatto che dipendiamo dalle risorse naturali di Paesi esteri e ci sono interessi poderosi che vanno gestiti. Il problema è come vengono gestiti. Inoltre, non si capisce perché questa primavera di ribellione per la democrazia (e di sangue) è scoppiata contemporaneamente in tutto il nord Africa e forse il rincaro dei prezzi alimentari non è una spiegazione sufficiente. E’ chiaro che stanno operando i servizi segreti di tutti i Paesi per manovrare la situazione. Israele, Cina, Europa e Stati Uniti hanno interessi svariati a che il potere delle attuali classi dirigenti non sia sostituito da poteri ostili. Questo è legittimo. In realtà, noi cittadini (come al solito) vediamo e sappiamo veramente poco di queste trame sotterranee. Ciao.


23 febbraio 2011
: berlusconismo e responsabilità politiche della Lega Nord (BF112)

L’egocentrismo di Silvio Berlusconi ha il suo contraltare nelle critiche che si incentrano unicamente sulla sua persona. Chi vuole un Craxi bis, si metta il cuore in pace. Non so prevedere il futuro ma non credo che ci sarà un Craxi bis, cioè un Premier in esilio per gli scandali giudiziari. Io guarderei non solo alla persona del Premier, ma all’uscita dalla politica dello stagno immutabile, che era poi la DC, prima, ed il Pentapartito, poi, fino alla evoluzione molto positiva verso un sistema non bipartitico (che non è adatto alla nostra tradizione) ma verso un sistema bipolare che ha subìto una brusca involuzione (e qui sono d’accordo con Sansa) non per responsabilità di Berlusconi solamente ma per una degenerazione profonda del tessuto morale della Lega Nord. E’ la Lega Nord che ha messo le castagne sul fuoco stipulando un patto che, anziché basarsi sul buon governo del Paese (mito o realtà che sia tale buon governo), ha fatto un patto di scambio: federalismo in cambio dei progetti più o meno maligni del PDL. Come se ne esce? Io dico che la Lega Nord deve riformare sé stessa e incentrare la sua politica su una nuova moralità politica, su una nuova identità che già sta emergendo in alcune dichiarazioni recenti, su di un nuovo dialogo con il Terzo Polo – con la mediazione della parte più “sana” del PDL - per aprire una fase nuova nel Paese e depotenziare l’abnorme potere politico e mediatico del berlusconismo (ho detto depotenziare, non annullare). Più andrà avanti il dialogo tra Lega Nord e Terzo Polo, più andrà avanti il Paese, da ora in avanti, a mio avviso. Saranno poi i cittadini, sulla base di tale dialogo e dei suoi esiti, a scegliere tra centro destra e centro sinistra alle prossime elezioni. Certo condizionati dall’abnorme potere mediatico berlusconiano. Ciao.


23 febbraio 2011
: Unità d'Italia e Giorgio Napolitano (BF111)

Sul tema dell’Unità d’Italia, vedo lo sforzo certamente tenace del Presidente Napolitano di arrivare ad una sintesi delle diverse anime del Paese. E’ uno sforzo ammirevole e sicuramente di buona fede. Il rischio è però quello di una certa ambiguità. Io penso che più che proporre una sintesi si debba proporre un dialogo rispettoso delle diverse identità, cioè a partire dal profilo ideologico e politico di ciascuno. Perciò, non mi identifico con la visione di Napolitano. L’Italia, come mostra anche la Costituzione, non è una sintesi di diverse anime ma è l’assemblaggio di diverse componenti etniche, politiche e culturali. Scordarsene è pericoloso e non aiuta a superare il berlusconismo nei suoi lati critici, per non dire deteriori, né a valorizzare ciò che c’è di buono nell’esperienza berlusconiana. Ciao.


22 febbraio 2011
: vittime civili della guerra e dittatori (BF110)

Perché noi occidentali cristiani, sia cattolici, sia protestanti appoggiamo i dittatori? Perché rappresentano, fin quando durano, un punto di vista sicuro, in un certo senso affidabile, per governare i nostri interessi in politica estera. Nelle società islamiche ci sono dinamiche che non capiamo. I civili sono stati bombardati pesantemente, specie in Germania, durante la seconda guerra mondiale. Certo, quando muore un soldato possiamo pensare che in fondo ha scelto quel destino e neanche questo è vero. Ma i civili inermi non hanno mai scelto di rischiare di morire. Trovo le frasi di Bossi di un cinismo assoluto. Si può rifiutare o mettere in discussione la società multiculturale con parole sensate e delicate senza parlare della gente come di merce da scaricare qua o là. Le Nazioni hanno bisogno di una identità che va trovata proprio per relazionarsi positivamente - se è il caso - con le identità minoritarie. Oggi in Libia si è rotto il patto sociale che esisteva tra libici e profughi come in Iraq e più in generale in Medio Oriente si è rotto il patto sociale tra islamici e cristiani. Sono morti poche decine di cristiani per mano arabo islamica. Per fortuna c’è qualche isolato giornalista che si straccia le vesti anche per la morte atroce di esseri umani di fede non cristiana. Speriamo che l’Italia e l’Europa siano in grado di gestire la situazione con politiche efficaci e non a colpo di machismo tipo esibizione di muscoli verbali e i soliti spot pubblicitari cui ci ha abituati il berlusconismo. Comunque, una cosa giusta, a mio avviso, Silvio Berlusconi la fece ed è risarcire i danni della guerra coloniale e tentare la strada dell’amicizia con il popolo libico. In parte i dittatori sono sottoprodotti del capitalismo occidentale ed in parte se li scelgono i popoli interessati. Gli accordi con i dittatori non dovrebbero mai essere fatti sulla pelle dei poveracci. Ciao.

19 febbraio 2011
: il peccato di omissione nella politica italiana (BF109)

Indignarsi è giusto, è compito del giornalista denunciare ciò che non va. Il politico va oltre e propone cosa si dovrebbe fare. Giornalisti e politici devono essere un po’ dei tuttologi nel senso buono del termine.
Abbiamo, in effetti, se guardiamo ai problemi più gravi, una disoccupazione giovanile alta ed, inoltre, una larga parte di lavoratori precari che non avrà una vera pensione. Cosa faranno quando saranno anziani?
Abbiamo un debito pubblico elevato, pur accompagnato da un risparmio privato altrettanto elevato. Abbiamo inoltre una giustizia molto lenta.
Il vero peccato in Italia è sempre quello di omissione, cioè questo continuo susseguirsi di spot elettorali cui non fa seguito, a volte, una efficace azione di governo.
A quanti spot abbiamo assistito? Quello sul ponte dello Stretto di Messina, quello sulla giustizia breve, quello sulla TAV, quello sulla ricostruzione post terremoto, quello sul nucleare, quello sui rifiuti. In base sempre ad una parossistica ricerca di consenso nei sondaggi, quasi che i sondaggi siano diventati il dio della politica al posto della consultazione elettorale, della centralità del Parlamento, della valutazione oggettiva della efficacia dell’azione di Governo.
Verrebbe da dire che ci vogliono fatti e non proclami.
Le considerazione sugli U.S.A. mi lasciano indifferente. Guerrafondai sì, ma lo siamo stati anche noi europei cattolici. Perdenti non molto. Allargherei un po’ di più lo sguardo sulla Storia britannica per vedere solo successi.
La sconfitta della potenza spagnola prima, la costruzione del più grande impero coloniale mai esistito, la nascita degli U.S.A., dove la componente britannica è quella leader, anche se non l’unica, che è paragonato per gloria e potenza solo all’Impero Romano. La leadership nell’ingegneria, nell’esercito ed un sistema giuridico che la scienza giuridica comparata ha molto rivalutato per qualità ed innovazione. In pratica, le tre cose in cui erano grandi anche gli antichi romani. Infine, la sconfitta in Europa del nazifascismo.
La baia dei porci è un accadimento con un valore simbolico per Cuba ma storicamente marginale. La sconfitta nella guerra del Vietnam non può oscurare l’importante ruolo anticomunista che gli U.S.A. hanno svolto, direi vittoriosamente, su scala planetaria. La seconda guerra in Iraq mi ha sempre visto dissenziente, anche se è una vittoria (con un tragico numero di vittime irachene) da parte anglo-americana.
Personalmente, considero una iattura il cattolicesimo antibritannico e ho sempre visto con favore una salda alleanza tra cattolicesimo e mondo anglosassone. Questo non può che essere un riflesso positivo del dialogo ecumenico che si svolge in teologia.
Per quanto attiene il fatto che si lavori il 17 marzo (per riferirmi ad un secondo argomento pur esso toccato, seppure in separato articolo, da Famiglia Cristiana) mi pare una soluzione di compromesso forse un po’ irragionevole, ma non motivo di scandalo. Sono ben altri i problemi gravi che il Paese sta attraversando, a mio modesto modo di vedere.
In definitiva, in Italia abbiamo una politica mediocre che sta a malapena a galla, altro che sostenere che il Premier è il più grande statista degli ultimi 150 anni! Lascerei agli storici il giudizio storico. Alla Chiesa e all’opinione pubblica quello morale. Alla politica il compito altissimo, anche tramite le opposizioni, di migliorare il bene del Paese attraverso vere riforme anziché attraverso continue verbosità ed esternazioni a 360 gradi.

19 febbraio 2011
: la pozzanghera, il bambino e il gattino (BF108)

CIAO DON MARCO SANAVIO! La storiella della pozzanghera di Zattoni e Gillini mi ha ispirato alcuni pensieri.
Ci sono domande che ci facciamo da bambini e ci ripetiamo anche da adulti.
Ne propongo alcune.
Prima domanda. Ho fatto abbastanza nella vita o potevo fare di più?
Seconda domanda. Non conto niente: vale la pena vivere se non sei importante?
Terza domanda. Ho speranza di cose positive?
Provo a rispondere a queste tre domande alla luce della storiella della pozzanghera sporca, del bambino e del gattino.
Sono una pozzanghera sporca. E va bene. Il peccato ci sporca tutti. Facciamo pulizia nella "stanza della nostra cameretta" ogni tanto con la confessione (l'immagine è di Benedetto XVI). La pozzanghera diventa più pulita ma pulitissima non lo sarà mai. Dobbiamo arrivare al punto di dire: "Non ho fatto forse il meglio che potevo fare ma ho fatto abbastanza!".
Andiamo alla seconda domanda. Non solo come pozzanghera sono sporca, ma in definitiva sono solo una pozzanghera e quindi non sono nulla di importante. Ma anche una pozzanghera può diventare utile, tanto che il bambino ci gioca ed il gattino si disseta.
Terza e ultima domanda. Dare conto della speranza che è in me, come dice la Bibbia, se non sbaglio. Cosa posso sperare come pozzanghera? Di dissetare gli altri, cioè tanti altri gattini, e di farmi bambino con i bambini che giocano con me. Dissetare gli altri significa portare speranza agli altri comunicando il Vangelo, buoni propositi e sentimenti altrettanto buoni e portare dentro di sé cose positive. Ho speranza di cose positive nella mia vita? Se sì, un po' sono felice. Ciao.


19 febbraio 2011
: suor Eugenia Bonetti ed il femminismo (BF107)

Dove c'è la verità, in qualunque campo del pensiero e del sapere umano, ci deve essere necessariamente anche il cristiano, in quanto siamo consacrati alla verità (Giovanni, 17, 19). Mi pare che suor Eugenia Bonetti sia la testimone vivente di quello che potremmo definire un femminismo cristiano, lontano dai luoghi comuni e dagli estremismi di maniera. Ho parlato in precedenza di un innesto critico del femminismo nel cristianesimo, nel senso che tale operazione di innesto va argomentata e costruita seriamente. Suor Eugenia non fa un discorso teorico, ma rappresenta ella stessa questa sorta di femminismo evangelico. I concetti cardine di questo femminismo mi pare siano l'accettazione piena della donna nel suo ruolo sacro di madre, la valorizzazione dei suoi talenti specifici, l'esempio perfetto e paradigmatico che Cristo ci ha lasciato di agape per molte donne. Il Vangelo dice che Gesù stava "sottomesso" a Maria (Luca, 2, 51) e a Giuseppe. Un uomo per di più Dio che sta sottomesso ad una donna! Questo è un esempio di umiltà e di rispetto che dobbiamo tutti seguire nel rapporto con le nostre madri! Il cristianesimo deve veramente elaborare ed inglobare il meglio del pensiero umano, e quindi anche il meglio del femminismo. Famiglia Cristiana come in molti campi si fa pioniere di questo esperimento. Voglio anche porre in luce quale lungimiranza hanno avuto don Sciortino e collaboratori nel dare spazio a tanti temi innovativi e culturalmente rivoluzionari ad imitazione di Gesù che è stato il primo archetipo del rivoluzionario non come messia politico ma dei concetti, del cuore e dell'agape stessa. In conclusione, con questo blog e con altri interventi pubblicati in precedenza, si inaugura, a mio avviso, una sorta di ecumenismo, nel senso più lato del termine come da me usato, tra cristiane e donne femministe, molte delle quali non sono credenti ma alcune lo sono; quindi mi riallaccio all'esperienza del Cortile dei Gentili perché il cristiano sia aperto al dialogo su tutto e con tutti. Ciao.

18 febbraio 2011
: cristianesimo e femminismo (BF106)

Un primo problema mi sembra sia se le posizioni di potere delle donne siano frutto di una loro conquista o di una gentile elargizione da parte degli uomini, che, al momento, conservano le posizioni chiave un po’ in tutti i settori. La sinistra in Italia promuove di più le donne, come la Turco, la Finocchiaro e la Bindi. Nel Terzo Polo sono del tutto assenti. Nella Lega, pure. Nel PDL latitano.
Un secondo problema, tutto da studiare, mi pare l’innesto tra cristianesimo politico e donne cristiane al potere come mostrano le tensioni suscitate dalle posizioni di Rosy Bindi sui DICO. E più in generale il problema dell’innesto del femminismo nel cristianesimo, per la nascita di un autentico femminismo cristiano.
Un terzo problema mi pare implicito nell’auspicio che le donne, scalando il potere, non assimilino le caratteristiche tipiche nella gestione del potere degli uomini, divenendo dei doppioni (inutili?) dei medesimi ma sappiano portare qualcosa di veramente originale.
Sulla superiorità femminile mi pare si dicano molte cose giuste, legate al fatto che le donne, avendo un ruolo centrale nella procreazione e nella cura dei figli, hanno innato il fatto del “prendersi cura delle cose” in generale. Cose giuste mescolate a tanti luoghi comuni e proposizioni del tutto indimostrate che il femminismo ha diffuso a man bassa.
Una civiltà femminile deve/dovrebbe rivelarsi innanzitutto in uno specifico modo di atteggiarsi delle donne fra di loro. La Bibbia parla poco del rapporto tra donne, mentre è ampiamente documentato il rapporto tra uomo e donna, a cominciare da quel celebre passo della Genesi: la donna sarà attratta dal marito, ma il marito la dominerà (Genesi, 3, 16) per proseguire con il rapporto paradigmatico tra Cristo e molte donne.
Un quarto problema mi pare il modo in cui gli uomini si relazionano e considerano le donne. Credo che questo sia il campo dove il femminismo ha prodotto i risultati più positivi ed interessanti. Cioè, per una civiltà del rispetto della donna e della valorizzazione delle sue qualità altissime e peculiari.

16 febbraio 2011
: manipolazione dei sondaggi e berlusconismo (BF105)

Io ho votato una sola volta che Berlusconi non dovrebbe dimettersi sino a giudizio definitivo, non tanto perché c’è la presunzione di innocenza ma perché credo che il potere del Parlamento debba mantenere una sua autonomia rispetto a quello giudiziario. Dico quindi che Berlusconi POTREBBE prendere la decisione di dimettersi ma non DOVREBBE dimettersi.
Nella giornata del 15 febbraio c’è chi con autorevolezza ha sostenuto dalle pagine del quotidiano La Stampa che neppure esiste il problema del berlusconismo inteso come consenso popolare ad un sistema di media che cerca con ogni mezzo (si veda il caso Boffo) di eliminare gli avversari, come esempio di una filosofia di vita che mette al centro una relazione distorta con le donne e con il denaro, una serie di trasmissioni diseducative e manipolative della coscienze.
Eppure questo consenso c’è, eccome. C’è chi considera il modello Berlusconi come un modello da imitare e gli scandali del Premier come qualcosa cui restare quantomeno indifferenti.
C’è un popolo bue che segue il pifferaio magico ovunque conduca e il tentativo di manipolare persino i sondaggi su internet di Famiglia Cristiana indica con chiarezza quale siano i metodi di tale pifferaio magico, se mai è riconducibile al potere berlusconiano (certamente sta da quella parte).
C’è però un problema che a mio avviso è più grave e riguarda le elite e la loro formazione. Quali elite si sono venute formando in questi ultimi anni sotto il potere Lega-PDL? Probabilmente, è una questione che solo gli storici potranno inquadrare con chiarezza. Il dubbio è che ci troviamo di fronte alla punta di un iceberg. La parte che sta sott’acqua non la conosciamo. Si dovrebbe parlare di familismo politico con una espressione che intende sottolineare una concezione patriarcale e padronale del potere che tende ad espellere (come un bambino butta via un giocattolo che non gli piace più) tutto ciò che le è estraneo. Si veda infatti la crisi con Bossi di parecchi anni orsono (1994, se non vado errato), poi rientrata, nonché la recente fuoriuscita bulgara di Fini e quella meno recente di Casini. Oggi c’è un Paese sempre più compatto che rifiuta di omologarsi al berlusconismo, sia a livello delle elite (si vedano le coraggiose posizione di Emma Marcegaglia, anche lei infangata dalla macchina da guerra del pifferaio magico), sia a livello delle masse.
Quando si dice che non esiste un consenso popolare al berlusconismo mi pare si sottovalutino i milioni di italiani che sono cresciuti a pane e Mediaset anziché a pane e Vangelo.

15 febbraio 2011
: risposta a Frattini sul caso Ruby (BF104)

Io osservo che c’è una strana beffa del destino. I giudici di Berlusconi saranno tre donne come le presunte vittime di uno dei due reati per cui c’è il processo. Per quanto attiene la nemesi penso che il termine sia giusto, ma più appropriato per il caso di condanna. Infatti, nemesi significa “castigo” o “giustizia divina” e quindi se ne dovrebbe parlare a processo concluso, con esito negativo per l’imputato. Mentre la beffa c’è già nel fatto che Berlusconi viene disonorato da un sospetto infamante. Il sospetto uccide. In questo senso c’è già una nemesi, ma nel senso di contrappasso, di sdegno, di indignazione. Ora, come ossimoro, quella di Frattini è una nemesi, cioè una indignazione dove non c’è nulla di cui indignarsi. La giustizia è amministrata in nome del popolo, e non è il popolo cui Berlusconi si è sempre appellato? Circa la critiche che piovono su Famiglia Cristiana, verrebbe da dire che sono legittime, se fossero tutte in buona fede. Purtroppo ci sono critiche legittime e democratiche e critiche fasciste o pseudo tali, cui sempre per nemesi, si potrebbe rispondere con un “me ne frego” a sua volta fascista … A volte, il rimedio è peggiore del male, ma non è il caso di Famiglia Cristiana, che si limita a fare una cronaca scarna ed una critica serrata e giusta degli eventi. Ciao.

15 febbraio 2011
: Berlusconi a processo (BF103)

Penso che il Paese abbia bisogno di una catarsi che passi attraverso un concetto molto semplice: che si chiami il male, “male” ed il bene, “bene”. Attorno a questo concetto, come nell’agorà greca, si è riunito tutto un popolo di persone che chiede semplicemente verità, quella verità che il Premier ha dichiarato al Capo dello Stato. Non si può più scherzare con questioni fondamentali, come il rispetto delle donne, delle istituzioni, della stessa democrazia. Il tempo per questo è finito, o perlomeno c’è un time out.
Nonostante questo, il processo a Berlusconi rischia una certa ambiguità e ambivalenza morale e giuridica: resa dei conti o persecuzione? Forse tutte e due, forse Berlusconi merita moralmente di essere perseguitato da chi ha perseguitato: chi di spada ferisce di spada perisce.
Comunque se ne esca, il Paese non sarà più come prima. La vicenda incredibile di un premier sospettato di aver trasformato il tempio laico della democrazia in una spelonca di ladri e prostitute, un sospetto infamante, forse avrà finalmente un chiarimento, se non un epilogo definitivo. Non aspettiamoci una resa dei conti, ma piuttosto una tappa intermedia in una dialettica dalla quale il Paese deve per forza uscire migliore e la democrazia rafforzata.

14 febbraio 2011
: ancora sul problema dell'immigrazione (BF102)

Non basta il richiamo ai valori morali per gestire i cambiamenti epocali che ci aspettano sul lato del fenomeno immigratorio. Ci vuole una strategia politica alla luce di quanto ha detto Paolo VI definendo la politica la più alta forma di carità.
I valori morali (riguardino essi l’immigrazione, il biotestamento, l’aborto, il divorzio eccetera) non possono rappresentare un ghetto ideologico dentro cui il cattolico si rinchiude e viene rinchiuso.
I valori morali sono il dare a Dio quello che è di Dio, ma la strategia politica è il dare a Cesare quello che è di Cesare. Questo passo del Vangelo non indica una linea di confine tra ciò che è cristiano e ciò che non lo è in quanto si può dare a Cesare cristianamente. In altri termini, è il cristiano che, alla luce dei suoi valori e dei valori condivisi con i non credenti (o con i credenti di altre religioni), dà a Cesare quello che è di Cesare.
Oggi c’è una tendenza diffusa a lasciare fare alla Lega Nord il “lavoro sporco” di gestire tramite le quote il problema immigratorio senza sporcarsi le mani. E qui non mi riferisco al buon samaritano, sia essa la Caritas o altri organismi ecclesiali o laici che aiutano gli immigrati presenti. Mi riferisco alle decisioni a monte: quanti accoglierne, se privilegiare gli immigrati di fede cristiana, come accompagnarli in un inserimento scolastico e lavorativo.
Gli immigrati arriveranno a chiedere l’applicazione della sharia per quelli di fede islamica? C’è un problema della conservazione della propria identità. Gli immigrati italiani e irlandesi che sono immigrati negli U.S.A. sono rimasti cattolici. Gli immigrati arabi che vengono da noi sono e rimangono di fede islamica: è un loro diritto.
Se oggi parliamo di british catholic (tra l’altro ho scoperto che in lingua inglese l’aggettivo “catholic” significa anche “stravagante”), ben potremo parlare di italiani a tutti gli effetti, ma islamici.
Con San Paolo dobbiamo affermare che il cristiano propone un vivere socialmente ordinato, rispettoso delle gerarchie, sottomesso alle autorità. I valori giuridici e sociali della nostra civiltà devono essere insegnati agli immigrati tramite un percorso attivo, che non può comportare oneri finanziari insostenibili, di inserimento culturale nella nostra stessa Storia.
Ben vegano gli esami di lingua, se ci sono anche corsi gratuiti di lingua. Ben venga la filosofia del law and order, con una mano, se con l’altra si danno pane e diritti. La tenuta sociale si confronta con le sfide di un’accoglienza a 360 gradi che sappia conciliare lavoro, diritti, legalità e rispetto dell’identità culturale e religiosa di chi arriva.

14 febbraio 2011
: quale rapporto futuro tra Lega Nord e FLI? (BF101)

Fini è un bravissimo oratore e tutta la mia simpatia va a Italo Bocchino che è il numero due del Partito.
Fino alle prossime elezioni FLI e Lega Nord si attaccheranno, ma dopo le elezioni prevedo che diventerà cruciale l’asse con il Partito di Bossi attorno ad alcuni punti cardine.
Primo, il veto all’ingresso dell’UDC nella Maggioranza, veto che potrebbe cadere. Secondo, Tremonti Premier o altro uomo che riceva il consenso del Carroccio. Terzo, una nuova proposta di federalismo, completamente rivista e concordata con il Terzo Polo. Quarto, più attenzione ai valori cattolici di solidarietà e accoglienza degli immigrati. Quinto ed eventuale, una riforma del settore televisivo con il passaggio da un sistema bipolare RAI – Mediaset ad un sistema tripolare (due canali al massimo per ogni polo televisivo anziché gli attuali tre), con una efficace legge antitrust che preveda l’assoluta incompatibilità tra incarichi politici e controllo diretto o indiretto di giornali e televisioni.
La palla è nel campo della Lega Nord ed il futuro degli schieramenti politici, se non il futuro politico dell’Italia tout court, è nelle sue mani. Una Lega Nord disancorata da Silvio Berlusconi in vista delle prossime elezioni e più moderata può ridisegnare, assieme al PDL e al Terzo Polo la Storia d’Italia.
L’alternativa, quello che chiamerei “piano B” è un’ammucchiata tra Terzo Polo e sinistra. Non che io disprezzi o sottovaluti questa ipotesi, ma mi parrebbe un passo indietro rispetto a quel bipolarismo (che come è stato notato è diverso da bipartitismo) moderno, liberale e democratico che è oggi reso impossibile da alcune posizioni oltranziste e, mi permetto di dire, politicamente poco responsabili del Cavaliere e della Lega Nord.

13 febbraio 2011
: manifestazione di oggi a difesa della dignità della donna (BF100)

Vorrei rispondere a Giuliano Ferrara, cui in realtà ha già risposto la manifestazione di domenica 13 febbraio.
Una splendido esempio di ecumenismo, non l’ecumenismo da salotto né quello gestito, pur con lungimiranza, dalle gerarchie ecclesiastiche, ma un ecumenismo spontaneo, civile e democratico che ha visto scendere in piazza laici e cattolici, come fratelli e amici, per difendere la dignità della donna specificamente.
Nessun cattolico, o perlomeno nessun cattolico liberale, sogna uno stato puritano e tantomeno teocratico, ma crede di poter lottare per valori etici condivisi.
La lotta per la dignità della persona umana, come dimostra la manifestazione di oggi, attraversa diversi schieramenti e culture.
Nel cristianesimo, come ho scritto anche in un altro intervento inviato a Famiglia Cristiana online, la libertà morale viene prima della responsabilità morale, perché l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio, ed è perciò, ad imitazione di Dio, tragicamente libero di scegliere il bene o il male.
Ma in base alla responsabilità morale, che viene per seconda, la scelta del male deturpa proprio questa somiglianza dell’uomo con Dio e gli scandali politici di questi mesi ne sono un esempio.
Mi unisco spiritualmente a tutte le donne d’Italia e del mondo che condividono il pensiero di Suor Eugenia Bonetti, per dimostrare loro, anche se non ho potuto essere fisicamente presente alla manifestazione per impegni già presi, tutta la mia solidarietà.
Grazie suor Eugenia per le tue bellissime parole.

13 febbraio 2011
: libertà, responsabilità morale dell'uomo e televisioni (BF99)

Ci sono, a mio avviso, due principi cristiani che sono rilevanti per l’argomento che si discute: quello della responsabilità morale dell’uomo e quello della sua libertà morale. Quale viene per primo, qual è cioè il più importante? Io credo sia più importante la libertà morale dell’uomo.
Viviamo in un contesto dove qualcuno, per non dire lo spirito della Bestia apocalittica, ci vuole come “criceti nella gabbia” che consumano, fanno sesso e non pensano, ma vengono bombardati da messaggi televisivi amorali, quando non immorali, massificanti, che intorpidiscono le coscienze. Come esaltare la libertà morale dell’uomo in un simile contesto?
Io credo che se ne esca non moralizzando la televisione, ma diversificando e specializzando l’offerta televisiva. Ciò che, in parte è avvenuto con il passaggio al sistema digitale e la nascita di nuovi canali tematici.
Su un mio sito internet (che non cito per non fare pubblicità illecita) ho proposto il passaggio da un sistema bipolare ad un sistema tripolare per quanto attiene le televisioni.
Tre poli, ciascuno che include due canali. Un primo polo con due canali. Un canale culturale RAI dedicato al teatro, al cinema d’autore, alla musica di qualità, alla danza, alla scienza, eccetera. Un secondo canale RAI cattolico, dedicato ai temi della fede, della religione, della morale. Un secondo polo, che comprende due canali commerciali (due delle attuali reti Mediaset) dedicato all’intrattenimento e agli orientamenti politici di destra. Due canali, infine, che costituirebbero un terzo polo, dedicati al pensiero laico e di sinistra.
Dando la possibilità al cittadino di scegliere, se ne esalterebbe la libertà morale che è più importante, a mio avviso e ripeto, della seppure importantissima responsabilità morale dell’uomo. Ciao.

Codice commenti (per indice analitico): da BF99 a BF130


13 aprile 2011: dare e ricevere nella politica europea (BF130)

In politica, sia in Italia, sia in Europa si è misurati per quanto si è in grado di dare non per quanto si è in volontà di pretendere. Quanto hanno dato all’Europa Roma nei tempi antichi, la Chiesa con il diritto canonico e l’evangelizzazione, la tradizione socialdemocratica e sindacale con le battaglie per una maggiore giustizia sociale, la Francia con le idee illuministe, il mondo britannico con la sconfitta del nazifascismo? Alcune città come Roma, Londra e Parigi hanno dato all’Europa molto più di quello che hanno ricevuto, mille volte di più, centomila volte di più. Per questo, queste città sono ricordate nella Storia come le più grandi. C’è anche un criterio Evangelico che dice che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. La leggenda nera di Roma ladrona non sta in piedi. Oggi c’è chi vuole chiedere tanto all’Europa senza averle dato assolutamente niente. Con chi si comporta in questo modo, giustamente l’Europa che – ho scritto e ripeto – non è la mamma dell’italiano medio ma una cosa politica seria, si chiude a riccio. Non mi riferisco alla Chiesa che ha dato tanto all’Europa ed è in diritto di chiedere qualcosa. Le parole di Bertone e di Bagnasco sono giuste come paradigma generale, bisogna che l’Europa aiuti di più sul problema dell’immigrazione. La Chiesa ha una legittimazione morale per parlare e senza voler zittire nessuno (perché detesto chi ha l’abitudine e forse la mania di zittire gli altri), ci si dovrebbe chiedere come politici italiani cosa l’Italia di oggi ha da dare a quelli che la hanno liberata dal nazifascismo (compresi comunisti, socialisti, cattolici e anglo-americani) e a quelli che le hanno regalato l’Unità tanto preziosa. L’Italia invece rifiuta di collaborare con la Nato, strilla di essere aiutata senza averne diritto in base ad una giusta interpretazione di Schengen, ha un’ossessione malsana per il pericolo comunista che non c’è più (ossessione che, tra l’altro rischia di sdoganare derive neofasciste anche all’interno della Chiesa). Giusti i richiami di Bertone e Bagnasco ma, come ha ricordato l’On. Casini, chi non ha dato niente all’Europa o l’ha avversata, non ha grandi titoli morali per chiedere. C’è una contraddizione insanabile. Parlare poi di fuoriuscita dell’Italia dall’Europa o di autarchia è semplicemente straparlare, a mio modesto avviso. Se poi si vuole ricordare giustamente il contributo dell’Italia alla nascita della Comunità europea è giocoforza cambiare completamente linea politica. Ciao.

10 aprile 2011: immigrazione, scenari politici futuri e "giusto mezzo" (BF129)

Bisogna cominciare a pensare al “dopo-Sarkozy” e al “dopo-Berlusconi” a mio avviso.
Fra qualche mese, nel 2012 se non sbaglio, ci saranno le prossime elezioni Presidenziali francesi e nel 2013 le elezioni in Italia. In entrambi i casi, potremmo assistere a un totale rovesciamento degli assetti di potere.
In Italia, se il Nuovo Polo per l’Italia risultasse decisivo, la politica sull’immigrazione potrebbe cambiare. Lo stesso avverrebbe in Francia se Strauss Kahn prevalesse su Sarkozy ( i sondaggi attualmente sono a favore di una vittoria del candidato socialista). Martine Aubry, attuale segretaria del Partito Socialista francese ha idee molto diverse sull’immigrazione dal Governo in carica.
Forse i giornalisti dovrebbero cominciare a interessarsi agli scenari possibili futuri. Napolitano ha dichiarato (e mi è parsa la posizione più sensata) che urge un chiarimento sul significato delle norme di Schengen.
Per quanto riguarda l’Europa, gli italiani la stanno scambiando politicamente e psicologicamente per la loro mamma. Per adesso c’è Schengen e ci sono gli Stati Nazionali. Il cristianesimo non è né rifiuto dell’accoglienza dell’immigrato, né l’anarchia dell’immigrazione selvaggia. Urge una politica del “giusto mezzo”.

8 aprile 2011
: ancora su Giovanni Paolo II (BF128)

Il Vangelo e anche gli Atti dicono che la pietra scartata dai costruttori è diventata la testata d’angolo. Questo è Gesù. A imitazione di Gesù, la Chiesa cattolica, scartata dal comunismo polacco, è diventata testata d’angolo della Storia umana europea e mondiale grazie a Giovanni Paolo II. Tutti immaginiamo il grande Papa polacco in Paradiso, in compagnia della Madonna. Benedico il tempo in cui ho vissuto perché ho potuto vedere la grandezza di un poderoso imitatore dell’unico Maestro.

8 aprile 2011
: pane e Vangelo in Cina (BF127)

Nonostante il paradigma teorico marxista sia, a mio modesto avviso, intrinsecamente erroneo, soprattutto laddove nega la libertà di religione, lo sforzo di migliorare la condizione di vita delle persone è un seme che può aiutare a far crescere il Regno di Dio sulla Terra. Perciò la mia opinione è che le politiche anche se fatte in nome di un’ideologia sbagliata possono produrre un risultato utile dal punto di vista evangelico. Questo perché Gesù ci ha comandato di mettere al centro dell’attenzione la questione morale e materiale dei poveri. Quando l’uomo ha tutto sul piano materiale, non è detto che non si metta alla ricerca di Dio. Una visione troppo pessimista sulla correlazione tra benessere economico, secolarizzazione e mancanza di fede è erronea, secondo me. Si tratta di trovare nuove forme di evangelizzazione, come mostra l’articolo. Forse la prossima rivoluzione culturale cinese può passare da internet, per dare ai cinesi pane evangelico e diritti materiali post marxisti. La nomina illegittima dei vescovi della chiesa patriottica cinese è un tentativo, secondo me, di imitare il cattolicesimo, di scimmiottarlo, più che di dominare la Chiesa cattolica. Va calato nel contesto della misericordia di Dio verso questo errore e della tenerezza evangelica della Madonna. Invocando sulla Cina la protezione della Madre di Dio, chissà che le autorità non siano convinte a desistere dalle nomine patriottiche dei vescovi anche su pressione internazionale dei Paesi cattolici che commerciano con la Cina. Prego per la Cina e auguro al popolo cinese ogni bene. Bisogna guardare al futuro di questo Paese con la speranza che Cristo solo autorizza. Ciao.

7 aprile 2011
: "venga il tuo Regno" e la guerra (BF126)

Il divieto di uccidere può essere riferito alla guerra? Mi pare molto dubbio. Forse si riferisce solo all’omicidio. C’è un passo della Bibbia che, a mio modo di vedere, è più esplicitamente per la pace e contro la guerra ed è l’espressione del Padre Nostro “Venga il tuo regno”. Cosa sia il regno di Dio che dobbiamo cercare lo dice il notissimo passo di Isaia, 2, 4 (molto simile è Michea, 4, 3): “egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra”. Nel regno messianico non c’è più la guerra, ma questo richiede il ritorno di Cristo, la sua seconda venuta? A mio avviso, già con la prima venuta di Cristo la pace è un ideale. Assieme però alla pace, dicendo “venga il tuo regno”, chiediamo anche che non ci sia più oppressione di un popolo sull’altro, che non ci sia più sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Quindi, la pace è volontà di Dio cui deve collaborare fattivamente l’uomo. Nel regno di Dio non ci può essere né la pena di morte né la guerra, ma non sono cose che si ottengono con il solo sforzo dell’uomo, a mio avviso, ma anche con la volontà di Dio che viene a ricreare e rinnovare l’Universo.

7 aprile 2011
: dimissioni di Geronzi (BF125)

Grande vittoria di Tremonti contro alcuni esponenti vicini a Berlusconi e prove tecniche di futuro politico per l’Italia, con un’alleanza tra il Ministro dell’economia e il Nuovo Polo per l’Italia di Fini, Rutelli e Casini (e Montezemolo). Quest’asse è, a mio avviso, il futuro del cosiddetto Terzo Polo. Questa vicenda comincia a dirci che una storia diversa per l’Italia è possibile. Complimenti a Della Valle. A lui tutta la mia stima e solidarietà. «Comanda chi mette i soldi e chi i soldi li ottiene con il lavoro e non con la rendita», sono state le parole di Della Valle che mi paiono pienamente condivisibili.

6 aprile 2011
: leadership politica e Lega Nord (BF124)

A proposito della Lega Nord, che cos’è la leadership politica? E’ la capacità di proporre idee di prestigio e valori e di vederli tradotti in realtà.
La leadership non è correlata alla forza economica. La Germania ha una forza economica per molti aspetti superiore alla Gran Bretagna, ma il Regno Unito – e più in generale il mondo britannico – ha dimostrato una capacità di leadership maggiore, sul piano storico della Germania da diversi secoli a questa parte. Quanto detto per la Germania vale in parte anche per il Giappone.
Oggi, ci sono tre forze guida nel mondo Occidentale: sono la tradizione ebraico-cristiana, quella socialdemocratica e le forze capitaliste. Apparentemente, sono nemiche, in realtà si alleano e si scontrano in vario modo.
In Italia, queste tre forze hanno dato le direttive della Storia, con il Risorgimento prima, poi con la sconfitta del nazifascismo.
Se qualcuno si oppone a una di queste tre tradizioni, non deve aspettarsi che gli attori principali se ne restino con le mani in mano, ma piuttosto una reazione decisa.
Non sembra che il berlusconismo filo leghista e la Lega Nord stessa abbiano saputo proporre qualcosa di veramente originale rispetto alle tradizioni che si sono enumerate.
L’impianto federalista delle Regioni è figlio della Costituzione e degli anni ’70. La Lega Nord per adesso ha sbandierato molto fumo e prodotto poco arrosto, sono d’accordo totalmente con l’articolo che precede.
Chi vuole proporre qualcosa di alternativo in politica estera alla leadership britannico protestante da un lato e cinese socialista dall’altro, non ha molte alternative se non attingere alla grande tradizione della civiltà cattolica la quale tradizione non può che allearsi con il mondo ebraico e britannico protestante se vuole competere sul piano mondiale. E non a caso, abbiamo visto nascere il movimento ecumenico nel secolo scorso.
Cosa ha fatto la Lega Nord se non rispolverare un eroe di terza importanza storica, forse mai esistito, esaltare una Regione ricca ma scarsamente propositiva storicamente come la Lombardia, e mettere in atto alcune sceneggiate folkloristiche e una specie di aborto qual è il federalismo municipale?
Nel frattempo, la mafia avanza al nord, la questione meridionale è irrisolta, i poteri forti sono immutati (ed in certo senso è una fortuna di fronte agli avventurieri della politica), gli immigrati sono sempre più numerosi.
Il cadavere della Lega Nord passerà in mezzo al fiume alle prossime elezioni posto che le opposizioni sono date già per vincenti dai sondaggi come già avevo previsto in un precedente intervento. E i coccodrilli, cioè il nuovo ago della bilancia, cioè Fini, Casini e Rutelli, aspettano in riva al fiume.
L’impatto storico della Lega Nord è al momento minimo. Non posso prevedere il futuro, per il resto giudicheranno i posteri.
Io sono il primo a sperare che la Lega Nord abbia un buon risultato alle elezioni e che, alleandosi con la nuova destra, sappia proporre finalmente cose positive per il Paese.

6 aprile 2011
: la famiglia, progetto di Dio affidato all'uomo (BF123)

La famiglia è un progetto di Dio, che possiamo anche tradire. Quindi la famiglia è generata dalla volontà di Dio ma affidata, come ogni altro progetto di Dio, all’uomo.
Per uomo si intendono tre cose.
Innanzitutto, la famiglia umana è affidata ai genitori, laddove essi sono custodi dei figli per conto di Dio.
In secondo luogo, la famiglia umana è affidata ai figli che devono custodirla onorando i genitori.
In terzo luogo, la famiglia umana è affidata alla Chiesa che se ne prende cura.
Oltre alla famiglia terrena, abbiamo una madre celeste che è la madre più sublime che possiamo immaginare.
La nostra famiglia celeste si compone poi anche dei nostri cari trapassati. Possiamo pregarli ed invocare la protezione dei santi e della Madonna per loro.
Ciao

5 aprile 2011
: la guarigione cristiana (BF122)

Ci sono a mio avviso tre possibili guarigioni: dell’anima, della mente, del corpo.
Ciò che caratterizza il miracolo e specialmente il miracolo di Gesù è che la guarigione coinvolge contemporaneamente questi tre aspetti.
La guarigione più grande che ci possa essere oggi è la liberazione dal male che invochiamo nel Padre Nostro, che forse significa rinascere dall’alto come dice il Vangelo di San Giovanni.
Cioè, abbandonare l’uomo vecchio che si muove in base a pulsioni meramente carnali e naturali e sposare l’uomo nuovo che, liberato dal peccato per i meriti di Cristo, incomincia un cammino di perfezione nella fede, tramite la penitenza, le opere buone e la fede, che significa poi scoprirsi amati dal Dio vivente.
L’incontro con il Risorto nella fede è una esperienza mistica possibile a chiunque ed è un’anticipazione di ciò che conosceremo dopo la morte quando vedremo faccia a faccia (1, Corinzi, 13, 12).
Però, già ora, le realtà ultraterrene possono rivelarsi parlandoci nella coscienza e facendoci sperimentare l’infinita dolcezza della consolazione tramite lo Spirito Consolatore e tramite l’ausilio della Madonna.
L’esempio dei santi è un altro elemento che ci aiuta nel percorso di guarigione spirituale, cioè dell’anima.
La loro intercessione può poi procurare una guarigione completa, cioè anche della mente e del corpo.
Ci sono beni invisibili che nessuna malattia fisica o psichica può impedire di procurarci. Anzi, a volte la malattia predispone a comprendere meglio le sofferenze del giusto e del Giusto, cioè della Passione.
Il miracolo più grande è scoprire la carità e praticarla (1, Corinzi, 13, 1).

3 aprile 2011: abusi nei finanziamenti alle ONLUS (BF121)

Don Armando Zappolini dice una sacrosanta verità ma è, secondo me, una mezza verità. L’altra metà di verità taciuta è secondo me la seguente. In passato si sono dati finanziamenti politici ad Associazioni ONLUS che non lo meritavano per ragioni di clientelismo politico. Associazioni magari di cinque soci che non aiutano assolutamente nessuno tranne se stesse cioè il propri soci e che prendevano per dire una cifra 30 o 40 mila euro all’anno per l’appoggio di politici compiacenti. Ne ho conosciute. Tremonti ha fatto una operazione certamente discutibile: ha tagliato gli aiuti a tutti, sia a chi lo merita, sia a chi non lo meritava. Personalmente, penso si dovrebbe istituire un Albo delle ONLUS accreditate presso ogni Regione, sottoponendole a requisiti severi di serietà e di dimensioni e sovvenzionare bene solo poche associazioni serie e degne di considerazione sociale, nonché di una certa consistenza. Associazioni che fanno davvero del bene alla società e al prossimo. La finanza allegra che ha portato il debito pubblico al livello attuale è e deve restare un ricordo del passato. Ciao.

30 marzo 2011
: non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa (BF120)

Mi pare che la Chiesa di Dio è sempre “popolo in cammino” come il popolo d’Israele in Esodo. In che senso in cammino? Il Papa ha detto che la confessione è un mezzo di santificazione, concetto santissimo che mi trova completamente d’accordo. Chiediamo dunque a Dio di non ostacolare questo cammino di perfezione, per diventare perfetti come perfetto è il Padre celeste. Cioè perfetti in senso evangelico. Chiediamo anzi a Dio di accompagnarci lungo questo cammino di perfezione. Io ho sempre capito ed inteso in questo senso la formula che si commenta.

1° marzo 2011: la scuola pubblica: occasioni e rischi (BF119)


Nella scuola pubblica si entra in contatto con tutto, dalla compagna di classe ninfomane, all’amico santo, dal professore comunista al catechista che ti insegna il Vangelo. La scuola pubblica è una specie di mercato dove si vende di tutto. Il rischio di essere esposti ad idee fuorvianti è alto. Tuttavia, per una persona cresciuta in un contesto ateo e comunista, è una grande occasione, come è stato per me, poter incontrare professori cattolici che ti aprono nuovi spiragli esistenziali. Infatti, non si riflette abbastanza, a mio avviso, sul fatto che una famiglia atea e di sinistra non ti iscriverà mai ad una scuola privata cattolica. Invece conosco persone che sono state educate dai gesuiti e, da allora, hanno odiato il cattolicesimo tutta la vita e hanno perso la fede, se mai l’hanno avuta …


1° marzo 2011
: ritrovamento cadavere di Yara e riflessioni sulla morte (BF118)

È liberatorio aver trovato il corpo della ragazza, perché permette di elaborare il lutto alla famiglia, innanzitutto e alla comunità parrocchiale e sociale che si stringe attorno ad essa. Abbracciamo tutti spiritualmente i genitori di Yara non perché siano più buoni di altri, ma perché lo merita chiunque perde una persona cara. Dio è la fonte della nostra consolazione quando muore una persona cara e, d’altra parte, nulla più della morte ci ripropone la domanda biblica contenuta nel nome di San Michele arcangelo “chi è come Dio”? Ed il monito della stessa Bibbia nel Siracide (17, 25) “L’uomo non può avere tutto perché non è immortale” ed in Maccabei (9,12): “È giusto sottomettersi a Dio e non pensare di essere uguale a Dio quando si è mortali!”In pratica, la morte è espressione somma della nostra stessa umanità. Alcuni filosofi parlano di un “essere per la morte” (Heidegger) e Freud ha parlato di pulsione di morte. E’ una pulsione umana, fin troppo. Può diventare una malattia. La donna procrea la vita e allo stesso tempo, con l’aborto, può dare la morte. Ma anche la donna come essere umano è mortale e in ciò sta il culmine della sua umanità. Ecco che la morte ci interroga con il memento mori, non perché esistano l’Inferno ed il Paradiso, che pure esistono, ma per capire quale senso dare alla vita come ricorda il Vangelo “Ma Dio gli disse: stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?” (Luca 12, 20)E Giobbe (14, 10) “L'uomo invece, se muore, giace inerte, quando il mortale spira, dov'è?” La Chiesa non afferma di nessuno con certezza che è andato all’inferno perché nessuno è come Dio e nessuno giudica ma lasciamo che sia Dio a giudicare. Contemporaneamente, coltiviamo la speranza che i nostri cari siano nella beatitudine e nella gloria celeste. Ma neppure affermiamo a mio avviso, come è stato fatto, che l’inferno è vuoto, concetto affatto diverso dal precedente, per togliere all’uomo ogni speranza di giustizia, forse diabolicamente … In 1Corinzi 15, 53 San Paolo ci ricorda che siamo destinati alla gloria della resurrezione: “È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità”. Siamo perciò chiamati dalla morte ad una vita degna di essere vissuta “per non servire più alle passioni umane ma alla volontà di Dio, nel tempo che … rimane in questa vita mortale” (1Pietro, 4, 2). Quando è morto mio padre avevo cinque anni e mi è stato detto che era partito, anziché che era morto, forse perché pensavano che un bambino non potesse capire l’idea stessa della morte. Ma così, ho potuto elaborare il lutto? Forse anch’io avrei dovuto vedere il cadavere di mio padre. Ciao.


26 febbraio 2011
: Don Milani e la funzione della scuola (BF117)

Per quale scopo dobbiamo vivere se non per la nostra felicità? Per quale scopo dobbiamo studiare se non per diventare più virtuosi? E per quale scopo dobbiamo lavorare se non per non pesare sulla comunità?
La scuola deve promuovere la felicità = autorealizzazione della persona. Se una persona può dare 100, la scuola deve permettergli di dare 100.
Una scuola che ti sopravvaluta, ti illude in modo devastante e pericoloso. Una scuola che ti sottovaluta a scapito del raccomandato, del figlio di papà, compie una mostruosa ingiustizia sociale. Una scuola che induce un elevato tasso di suicidi giovanili è omicida.
Est modus in rebus. La scuola non deve essere né lassista né punitiva. A mio avviso, il senso della missione di don Milani va colto dal suo esempio e non estrapolando singole parole. Il suo esempio è quello della gratuità dell’insegnamento. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date, dice il Vangelo. Così, ad imitazione del Curato d’Ars, don Milani ha vissuto evangelicamente la sua vocazione sacerdotale e ha interpretato il dare gratuitamente evangelico come il fornire una possibilità sociale agli ultimi come fanno oggi alcune figure profetiche come Don Luigi Ciotti, il defunto don Benzi e come ha fatto San Giovanni Bosco.
Oggi il principio di eguaglianza sociale ed economico, che passa attraverso l’accesso di tutti all’istruzione, è una grande conquista di santi profetici e sociali che, anche se non canonizzati, hanno intuito cose che sono maturate contemporaneamente nella cultura extra cristiana.
Ho ascoltato don Ciotti in una conferenza e penso che si debba cogliere il senso profetico del suo esempio, non giudicarlo come si giudica un teologo o un uomo di scienza. Lo stesso deve farsi con Don Milani, che non era un teologo o uno scienziato.
Tuonare dalle cattedre contro don Milani è come prendersela con una barchetta di carta che galleggia a stento, gettando pietre per affondarla: troppo comodo e troppo facile.
Oggi si è perso il senso della funzione dello studio che è quello di prepararsi a restituire alla società ciò che abbiamo ricevuto dalla medesima.
E’ necessario un collegamento più stretto, per questo motivo, a mio avviso, tra studio e inserimento lavorativo.
Come ho già sostenuto, bisognerebbe scalare le tasse scolastiche in modo inversamente proporzionale alla possibilità reale che un certo corso di laurea offre di trovare effettivamente lavoro.


26 febbraio 2011
: Gheddafi e impeachment (BF116)

Dovrebbe essere sufficiente un semplice referendum votato dalla maggioranza dei cittadini per estromettere dal potere un leader non più gradito. Ecco che invece, inopinatamente, ci troviamo di fronte a rivolte popolari corredate da sanguinose repressioni. I leader contestati si arroccano ancora di più nella torre del potere, specie in quei Paesi dove c’è un deficit di democrazia e dove è sconosciuta una tradizione come la mozione di sfiducia e/o la responsabilità giuridica comune del Capo di Stato e/o l’impeachment.
L’ONU dovrebbe favorire una fuoriuscita dei Capi di Stato dal potere se non più graditi alla popolazione locale ma questo viene reso a vote impossibile dal comportamento degli interessati che si coprono di crimini osceni. Più che esaltare le rivolte popolari, che non sappiamo dove portano, forse alla libertà o forse, invece, in un vicolo cieco peggiore del regime precedente, dovremmo limitarci a condannare i crimini orribili dei regimi non democratici e le loro guerre civili o militari insensate.
Ad esempio, per quanto riguarda l’Italia dovrebbe essere possibile una transizione guidata ad un sistema politico diverso mentre tutto è bloccato con l’aggiunta di ironie pesanti da parte del Premier, personalmente sgradite e rinviate al mittente.
Eppure sarebbe sufficiente prevedere che un terzo del Parlamento possa promuovere un referendum popolare sulla persona del Premier per poterlo estromettere. Non sarebbe un grande sogno democratico? Ciao.


25 febbraio 2011
: orgogliosi di essere italiani e vari concetti di cittadinanza (BF115)

Oggi c'è una varietà di concetti di cittadinanza. Come consumatori, siamo legati più alle multinazionali ed ai Paesi di appartenenza delle medesime che all’Italia. Poi, con la nascita dell’Europa, siamo anche cittadini europei. Poiché proveniamo da una o più Regioni d’Italia, siamo poi toscani, veneti, siciliani ecc. E infine, con il formarsi dell’Italia unita, siamo anche cittadini italiani, last but not least. C’è quindi un proliferare di cittadinanze di cui essere più o meno contenti. Personalmente non so se mi sento più italiano, bresciano, cuneese, o torinese (città di nascita). Torino, con lo sviluppo industriale ha ricevuto molta immigrazione, dal sud ma anche dal nord, specie dal Veneto. C’è quindi una multi appartenenza etnica, religiosa, geografica o dettata semplicemente dai consumi e dai costumi. Siamo molto oltre il concetto di Nazione, siamo approdati al concetto di mondializzazione. L’argomento della mera e semplice identità nazionale mi sembra un po’ retrò.
Io sogno un’Italia ricca di cultura, amica del mondo britannico (finirà il secolare pregiudizio di un certo cattolicesimo per il mondo dei nostri fratelli protestanti?), europea ed aperta al capitalismo internazionale, all’avanguardia nell’unificazione sostanziale del Paese, cioè quella delle infrastrutture, della cultura, dell’economia.
Come piemontese di sangue e, in parte, di adozione vorrei dire Grazie ad un eroe locale, Pietro Micca, che come Gesù ha dato la vita per gli amici, fate le debite abissali distanze tra i due personaggi. Grazie all’Austria ed al Principe Eugenio di Savoia che hanno liberato il Piemonte dall’assedio francese nel 1706, assieme alla strenua ed eroica resistenza dei soldati locali piemontesi. Grazie a Napoleone III e alle potenze alleate che hanno permesso la nascita dell’Italia unita.
Gli antichi romani erano grandi giuristi, grandi militari, grandi ingegneri. Questo primato è andato un po’ perso nell’Italia di oggi. Tuttavia, la tradizione giuridica romana rielaborata nell’età intermedia ha plasmato i diritti nazionali europei continentali. Anche l’Europa deve dirci grazie sotto questo aspetto. Quanto all’arte della guerra e all’ingegneria il primato è oggi statunitense, come anche nell’economia. Ancora per alcuni decenni questa è la situazione.
Oggi nelle università italiane si studiano le tradizioni giuridiche britanniche, cinesi, islamiche, africane eccetera. Il mondo si fa sempre più piccolo. Chissà che non ritorni in auge l’unità dei cristiani di Occidente, europei, nordamericani e sudamericani di fronte all’emergere delle nuove potenze economiche non cristiane.
Infine, come cattolico mi sento cittadino del mondo perché il mondo unisca gli sforzi e, per i meriti irrevocabili di Cristo, l’umanità sia sempre più benedetta nei progressi della giustizia sociale ed economica e nelle scoperte della scienza e della tecnologia che ci avvicinano alle cose promesse. Nella speranza e nella fede che Dio non si pentirà mai più di aver creato l’uomo sulla Terra. Ciao.


24 febbraio 2011
: federalismo municipale (BF114)

Penso che le imposte relative alla seconda casa dovrebbero andare al Comune di residenza del proprietario e non al Comune dove si trova l’immobile. Per fare un esempio, se un milanese ha una casa ad Alassio, in Liguria, quella ricchezza è ricchezza milanese e non ligure. Inoltre, penso che le imposte servano a fare una politica di redistribuzione a favore dei più deboli, mentre mi sembra che con questo federalismo si premiano i più ricchi in danno dei poveri. Resta il fatto che i comuni con un elevato tasso di abusivismo edilizio vengono segnati da una sorta di contrappasso per cui incasseranno meno tasse. Teoricamente questo dovrebbe contrastare l’abusivismo, ma in concreto molto dipenderà dalla effettiva capacità dei Comuni poveri del sud di lottare contro l’abusivismo stesso, aspetto su cui sono pessimista. Non è infine chiaro se il federalismo municipale lasci invariata la pressione fiscale a livello generale. Aspetto di capire meglio. Come voteranno i milioni di cittadini del sud penalizzati dalla riforma alle prossime elezioni? Forse si sposteranno a sinistra o al centro. Penso che la riforma sarebbe dovuta essere concordata con i moderati, come ha sostenuto De Poli dell’UDC. Forse, però, non si sarebbe mai arrivati ad una riforma così epocale se si fosse allargata la ricerca del consenso in Parlamento. Sono d’accordo che ci dovrebbero essere costi standard per i Comuni, che si debba porre un freno alle assunzioni indiscriminate e all’indebitamento altrettanto indiscriminato dei Comuni. Ci vorrebbe infine uno standard uniforme di diritti del cittadino per il principio di eguaglianza sostanziale sociale ed economica che non penalizzi i servizi sociali erogati dai Comuni più poveri. Ciao.




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