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Codice commenti (per indice analitico): da BF1.873 a BF1.896

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25 settembre 2017: benvenuto all'Aricevescovo Mario Delpini (BF1.896)

La gloria di Dio è anche gloria dell'uomo tutte le volte che quest'ultimo si ritrova nell'amore, ridefinisce la propria identità nell'amore; lontano da calcoli meschini, da propositi impuri. La gloria di Dio, inoltre, è più grande di tutti i peccati e gli errori che si commettono nel mondo. L'uomo, creato per amare, asseconda la propria natura facendo la volontà di Dio quanto all'amore. L'Arcivescovo Delpini sa che i Pastori non sono eroi o supereroi ma operai nella vigna del Signore al servizio sia della città di Dio, sia della città degli uomini. Il sense of humour di questo Pastore mi ha colpito piacevolmente. Non saprei fare un augurio migliore al nuovo Arcivescovo di Milano se non quello di essere riamato dalla gente lombarda come egli ama il popolo che egli guida da oggi; e di non dimenticare il realismo della ragione che, accanto all'ottimismo del cuore e alla speranza della fede, ci fanno tutti quanti andare avanti dignitosamente ogni giorno verso il traguardo eterno.

22 settembre 2017
: lo studio via alla santità (BF1.895)

Lo studio può diventare una scuola di santità. Alla base di tutto c'è il timore del Signore, come giustamente fa notare il Cardinale Ravasi in chiusura del suo commento. Mi preme aggiungere che il timore del Signore conduce all'amore per il Signore (se non sfocia in questo, la fede rischia di essere sterile o addirittura falsa), l'amore per il Signore conduce alla vera fede, la vera fede conduce all'amore per il prossimo. Una volta, forse, la teologia era la regina delle scienze, poi è stata soppiantata, in molti aspetti della vita culturale del popolo, dalla filosofia e adesso la filosofia rischia di essere soppiantata da una concezione scientista e tecnologico-centrica che disumanizza il percorso di santità cui facevo riferimento in apertura di commento. I cristiani devono nutrirsi di studio e di preghiera, le due attività che sono le colonne portanti della vita spirituale e culturale del credente. Ringrazio il Cardinale Ravasi per il commento molto bello e stimolante.

21 settembre 2017
: al lavoro per i disegni di Dio (BF1.894)

In campo economico parleremmo di redistribuzione: è ciò che opera Dio nella parabola di questa domenica. Forse perché Dio sa che non abbiamo, proprio nella fede e nella morale, le stesse possibilità nella vita. Quindi non possiamo accampare come nostro merito ciò che dipende dalla fortuna, o, in termini diversi, dalle possibilità che la vita ci offre in ordine alla prospettiva della partecipazione al Regno, al dono della Grazia, al nostro profondo desiderio della vita eterna. Tutti lavoriamo nella vigna del Signore se accettiamo la Sua chiamata. Inoltre, dunque, non possiamo accampare come nostro merito ciò che dipende dalla "regia divina" sul mondo e sulla Storia. Proprio perché l'umanità è lacerata dalle molte ferite, Dio rimedia invitando ad attivarsi per il Regno. Il Regno stesso riceve il suo senso da questa regia di Dio e dal nostro lavoro per esso. Senza di noi, senza l'essere umano con il suo lavoro per il Signore, non potrebbero neanche realizzarsi i disegni del Suo amore.

20 settembre 2017
: la famiglia strumento e luogo di pace (BF1.893)

La famiglia può essere un sommo strumento di pace se come uomini sappiamo costruire ponti di relazioni positive con il mondo femminile e viceversa. Ecco perché si deve credere nella e invocare la grazia specifica che riguarda il nostro nucleo famigliare. Ogni giorno ha la sua pena anche in famiglia e la pace menzionata si costruisce con il perdono, con la volontà di piacere a Dio in tutto, specialmente nell'educazione dei figli, nella pratica di una sessualità sana ed equilibrata, nella tenerezza tra coniugi, nell'equilibrio nelle liti inevitabili. Tutti valori di cui la famiglia può divenire uno scrigno santo. L'indissolubilità del matrimonio va intesa più come un dono di Dio da invocare che come un dovere morale. Quando una famiglia si spacca, ne soffre tutta la società. Per questo motivo, la legislazione vigente dovrebbe essere portatrice anch'essa di pace tra i coniugi, senza penalizzare economicamente nessuno dei coniugi separati o divorziati, specie se senza colpa.

18 settembre 2017
: ragione, cuore, grazia (BF1.892)

La fede è un impasto di ragione, cuore e grazia. Come si pone ciascuno di questi elementi di fronte al perdono? Il primo: perdonare è razionale perché il Signore ci ricompensa del perdono dato oltre ogni nostra aspettativa. Il secondo: il cuore, se è misericordioso, è naturalmente, spontaneamente orientato al perdono. Il terzo: la grazia ci dà la forza di usare la ragione ed il cuore per perdonare anche ove nutriremmo, come uomini e donne naturali, risentimento, odio, invidia. Aggiungo solo un pensiero rivolto a Maria Vergine perché ci protegga dalla tentazione di odiare i nemici, di farci giustizia secondo criteri che non vengono da Dio. Pregando per chi ci perseguita offendendoci e facendoci del male preserviamo un cuore puro come dice in apertura il Salmo 72,1: "Quanto è buono Dio con i giusti, con gli uomini dal cuore puro!". Con le riflessioni e la preghiera del Salmo citato, cui integralmente rimando, concludo questo breve pensiero. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 settembre 2017
: Gesù vince sulla Croce (BF1.891)

Assieme a Gesù, vince il Suo popolo; cioè tutti quelli che sono attirati a Lui nella fede. Però, nessuno perde contro Gesù ma quelli che perdono, perdono contro sé stessi. Chi non vede sulla Croce un semplice uomo, infatti, ma il Figlio di Dio, può cogliere il paradosso di un Dio che muore senza nuocere a nessuno. Perciò, si potrebbe parlare di una morte inoffensiva, a patto di chiarire che è una morte unicamente voluta da Gesù stesso nell'amore che contagia. Questo contagio che inizia nel momento stesso in cui Gesù è innalzato sulla Croce, porta il fuoco sulla terra (Luca 12,49). Desideriamo tutti essere bruciati, cioè purificati, in questo fuoco che si diffonde. Un atteggiamento simpatetico, illuminato dalla fede, porta ad associare alla Croce tutte le sofferenze umane, da offrire a Dio come ha fatto Gesù, cioè in vista della venuta dello Spirito Consolatore (Giovanni 16,7). La venuta dello Spirito è una vittoria per tutta l'umanità. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 settembre 2017
: paradigmi d'amore (BF1.890)

La predicazione di Gesù Cristo, con tutto quello che ne è conseguito, ci ha lasciato almeno tre paradigmi d'amore. Dico almeno perché in realtà sono di più. Mi limito a citare l'amore all'interno della Santissima Trinità fra le tre Persone, l'amore all'interno della Sacra Famiglia e l'amore di Gesù per la Chiesa. Nell'Antico Testamento si trovano luci fioche di questi tre amori veramente perfetti. Il Cardinale Ravasi mette bene in luce i limiti di queste luci fioche. Invece, non so cosa esattamente significhi il maschilismo ed il problema, al di là di sparare contro di esso (gioco divenuto fin troppo facile con i tempi sventurati che corrono per la situazione a dir poco disastrosa della famiglia), è con cosa sostituiamo il maschilismo dopo che l'abbiamo calpestato e distrutto. Ad esempio, si può notare che nel caso di Re Davide non c'è violenza contro le donne, né sopraffazione. Mi limito a queste poche considerazioni e saluto tutti. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 settembre 2017
: pulcini nelle mani di Cristo (BF1.889)

Siamo come pulcini nelle mani di Cristo: egli ci offre al Padre come la primizia del raccolto, come l'apice della Creazione. Se diveniamo l'offerta stessa di Cristo al Padre, sperimentiamo una delle benedizioni più nobili e più alte possibili. Questo quadro idilliaco può essere però guastato dalla nostra cattiveria, quando incontriamo qualcuno che ci è debitore avendo peccato contro di noi. Possiamo osservare che Gesù, nel contesto della Sua Passione, prega il Padre di perdonare l'impossibile, cioè addirittura chi lo mette a morte. Dal perdono dipende in Cristo la vittoria sulla morte, perché la natura divina del Figlio è così potente da vincere la morte, salvarsi dalla morte con la Resurrezione. La morte è qui anche simbolo di maledizione e di peccato come afferma con immagine potentissima Galati 3,13. Questa maledizione non c'è più perché Cristo l'ha annullata con il Suo sangue: benedetto Egli sia nei secoli dei secoli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 settembre 2017
: San Giovanni XXIII Patrono dell'Esercito (BF1.888).

C'è un certo scarto tra il peso mediatico di Pax Christi e la percentuale di cattolici che effettivamente ne condividono le idee. Ogni volta che si parla di Esercito o Forze Armate viene chiesta l'opinione di Pax Christi. Per carità, è legittimo perché c'è la libertà di manifestare il proprio pensiero e di informare. Ma qual è il peso effettivo di Pax Christi nella Chiesa? Entrando nel merito, la decisione che riguarda il Papa santo Giovanni XXIII mi pare giusta. In Luca 3, 14 alcuni soldati interrogano Giovanni il Battista ed egli dice loro: "Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe". Giovanni il Battista se la prende con la corruzione di alcuni soldati, non dice loro di deporre le armi. È chiaro poi che la pace è per la Bibbia la soluzione ideale e la guerra una sventura. San Giovanni XXIII come patrono dell'Esercito ci provoca sull'amore per la pace che può ben dimorare anche nella mente, nel cuore dei soldati. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 settembre 2017
: pentimento, pace e perdono (BF1.887).

Chi ha offeso il prossimo in qualsiasi modo, violando la volontà di Dio, dovrebbe essere lui a fare il primo passo verso la riconciliazione. Questa, infatti, la riconciliazione, intendo, nasce da un cuore pentito oltre che da un cuore che perdona. Come dice il Salmo 50,19, "Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi". E chi si vede venire incontro un peccatore che chiede perdono, deve sempre concedere tale perdono se vuole seguire il Vangelo. Ogni giorno è un kairos, cioè un tempo favorevole per un cuore affranto e umiliato. La linea di confine tra giusto ed empio passa anche da qui. Come il pubblicano al tempio, dobbiamo tutti sforzarci di fare quell'esame di coscienza che Dio attende da noi perché il pentimento e il perdono portino effettivamente la pace. Chi offende le aspettative del Signore dopo aver peccato, rischia, presto o tardi, di incamminarsi sulla via dell'empietà. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 settembre 2017
: correzione fraterna (BF1.886)

La maturità della nostra esperienza spirituale può arricchire la fede della comunità di appartenenza, la comunità cattolica. Come ben sottolinea Monsignor Nunzio Galantino, "ogni attentato all'unità e alla fraternità, oltre che distruggere la vita interna della comunità, offusca la presenza di Dio in essa". Quante volte il Papa ha sottolineato proprio questo tema stigmatizzando l'insulto, il mormorare contro gli altri, il diffamare, il calunniare. Di fronte alle contro-testimonianze del Vangelo, restiamo un po' sorpresi che il modello della vita evangelica possa essere così banalizzato e offuscato, appunto, da comportamenti decisamente anti-evangelici che inquinano il pozzo della comunione fra i fedeli. Si arriva ad un vero e proprio martirio nel sopportare le persone moleste, eppure il Vangelo indica la correzione fraterna come "arma letale" contro il male, a volte arma spuntata per la stoltezza ostinata di chi la subisce. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 settembre 2017
: dialogo tra Cristianesimo e Islam (BF1.885)

Se guardo ai miei interessi genericamente culturali, mi interessa quel che dice il Corano. Ma se guardo alla mia fede cristiana, di quel che dice il Corano non me ne importa assolutamente nulla. La Bibbia dice che "Al Signore tuo Dio appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e tutto ciò che essa contiene" (Deuteronomio 10,14). I musulmani, dato che fanno parte del Creato, appartengono a Dio che per me è Uno e Trino e allora sono costretto a dare un senso a questa relazione di "appartenenza". Ci sono sicuramente germi di verità, di bellezza, di amore e di bontà anche nel Corano. Per il resto, affido gli islamici nella preghiera a Dio perché li protegga e li guidi sul giusto cammino. Anche gli islamici sono attirati invisibilmente e misteriosamente dalla Croce di Cristo come ha detto Gesù: "quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me" (Giovanni 12,32). Se Cristo possa salvare i musulmani, bisogna però chiederlo ai teologi. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 settembre 2017
: ancora sulla eutanasia (BF1.884)

Volevo completare - avendo raggiunto il limite massimo delle mille battute - un mio commento che ho inviato e che per adesso non è stato pubblicato. Completo dicendo che manca a livello sociale, culturale e psicologico in molte persone la capacità di affidarsi ad un progetto, ad una visione che ci trascendono perché sono più grandi di noi. Quando manca questa capacità di affidamento, emerge un individualismo che è una sorta di delirio di onnipotenza dell'individuo che porta a giustificare anche un'aberrazione come l'eutanasia. Questo individualismo produce, appunto, aberrazioni legali come il diritto all'eutanasia e aberrazioni psicologiche e morali. Oggi, la morale cattolica coesiste vicino a visioni diverse che non sono necessariamente "peggiori" se uno non ha la fede, ma che spesso rappresentano oggettivamente un regresso sul piano del costume, sul piano civico di una morale e di una legislazione condivisa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

4 settembre 2017
: depressione ed eutanasia (BF1.883)

Parlo solo di chi ha una depressione grave. Chi soffre di tale malattia, per definizione, non spera in un futuro migliore, cioè, mi spiego meglio, non pensa che la malattia e la sua vita siano due cose diverse. Un depresso grave pensa che la sua vita sarà sempre così, oscura, triste, buia e insopportabile. Allora, per fortuna in Italia abbiamo un servizio sanitario pubblico che ti assiste sul piano proprio psichiatrico. Chi è depresso, però, rischia di trovarsi drammaticamente solo con le sue ossessioni, le sue paure, le sue ansie, le sue idee di suicidio. Non tutti hanno la fortuna di avere la fede, di avere una persona accanto che si sforza di farti ragionare. Vogliamo ridurre tutto il discorso al piano giuridico? Mi sembra limitativo. Ci vuole un angelo, intendo, in carne e ossa che sia un amico e/o uno psichiatra capace. Parlo per esperienza di amici che soffrono di depressione. Ma nei seminari si studia un po' di psicopatologia? Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

1° settembre 2017: donare sé stessi (BF1.882)

Un’anima pura è quella offerta a Dio secondo i criteri espressi dalla Scrittura che si legge questa domenica. Che cosa può dare un uomo in cambio della propria vita (Vangelo)? Cioè, come si può restituire il dono più grande che si è ricevuto? Si tratta di valorizzare ciò che si ha secondo il criterio evangelico: ragionare secondo Dio non è fare scambi ma donarsi perché gratuitamente abbiamo ricevuto da Dio ciò che siamo e gratuitamente dobbiamo dare (Matteo 10,8). Vorrei infine soffermarmi su Gesù deposto dalla Croce in relazione alla Passione, Morte e Resurrezione che Gesù stesso preannunzia. Ecco un Gesù che sembra definitivamente inerme e sconfitto come può capitare a noi, derisi come il profeta Geremia (Prima Lettura) da coloro che si sono conformati a questo mondo (Seconda Lettura). Gesù deposto dalla Croce ci insegni la virtù della speranza per vivere nell’attesa della vita stessa, cioè la nostra resurrezione per la vita eterna. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.


31 agosto 2017
: i giovani e la fede (BF1.881)

Forse i giovani sono relegati ad una situazione troppo passiva. Bisognerebbe stimolarli con delle domande volte a capire come loro stessi sognano la Chiesa. Che siano i giovani a dare delle risposte più o meno credibili a quelle domande che sono ineludibili nella vita di qualunque essere umano. Anche vecchi slogan del tipo "Gesù ti ama" e lo stesso insegnamento della morale cattolica dovrebbero essere preceduti da un collegamento più chiaro tra la fede e la bellezza della vita umana, vista come percorso da compiere assieme a Gesù. Mi vengono in mente solo queste idee in libertà. E poi c'è la bellezza della fede che non viene percepita: è bello pensare che ogni esperienza di amore ha la sua fonte in un disegno che precede la realtà dell'essere umano sulla Terra. Cioè, gli anni che ci è dato da gustare non vanno sprecati ma, vissuti nel Signore, illuminano noi stessi e la realtà che ci circonda per scoprire chi e che cosa veramente siamo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 agosto 2017
: l'anima che magnifica il Signore (BF1.880)

Il discorso del Papa sottintende quasi che esistano "esistenze sbagliate" ed è vero che esistono. Speriamo che chi pensa di non aver bisogno di niente, riconosca almeno l'oggettiva azione della grazia di Dio che infiamma ogni cuore. Speriamo, inoltre, che chi sente nostalgia di qualcosa che cerca, riesca ad oggettivare questa nostalgia nella ricerca di fede che conduce all'incontro con Gesù. Gesù, che è con noi fin dal concepimento, che ci accompagna anche nelle prove, ci dia quella serenità che prorompe in un grido di gioia quando Dio si rivela alla nostra anima. Possiamo dire con la Madonna "l'anima mia magnifica il Signore" se siamo in sintonia con Lei; una sintonia che si raggiunge tramite Gesù per cui, se è vero che la Madonna ci conduce a Gesù, è anche vero che Gesù ci affida alla Madre. L'intero universo ha una sete immensa di Dio. Dalla comprensione di questo concetto discende il coltivare ogni sana utopia, come dice il Papa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

28 agosto 2017
: genitori separati e figli (BF1.879)

Se due persone si separano o divorziano nulla impedisce che continuino a pregare l'uno per l'altra. La preghiera ha una importanza decisiva. Inoltre, è possibile continuare ad amarsi profondamente anche dopo che ci si è separati o divorziati? Il cristiano, sicuramente risponde di sì. Se si comprende che i figli ci sono affidati dalla Provvidenza divina, non si continua ad amare per il bene dei figli in sé e per sé considerato, ma per la fede in Dio che così ci comanda. Non è che questo amore trasformi un fallimento esistenziale in un successo ma, quasi quasi, il miracolo è proprio questo indicato. I figli, anche per non sviluppare sensi di colpa, hanno bisogno di continuare ad essere nutriti spiritualmente e questo presuppone che non si rompa il ponte di pace tra genitori e figli. È possibile così seguire pur nella sventura il disegno dettato dal timore di Dio, dall'amore per Dio e reso possibile dall'amore di Dio verso di noi. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 agosto 2017
: Chiesa riparata e riformata (BF1.878)

L'amore di Dio per la Sua Chiesa è più grande degli errori della Chiesa stessa; se non fosse così, sarebbe scomparso da tempo il cattolicesimo. Allo stesso tempo, come dice Papa Francesco, il medesimo amore di Dio è un richiamo diretto al popolo cristiano perché la Chiesa sia perfettamente riformata e riparata. La perfezione è una meta cui tendere anche se non la si raggiunge mai concretamente. Chi è così tanto esigente verso il Magistero della Chiesa da vedere sempre la pagliuzza negli occhi della Chiesa, senza togliere la trave dal proprio occhio? Maturando nella fede, ciascuno di noi può diventare una "piccola pietra" che "nelle mani di Gesù … diventa preziosa". Gesù è stato scartato e queste forze che sono nel mondo e che scartano le persone sono come correnti d'acqua molto potenti ma non possono impedire che lo Spirito del Signore tragga il bene dal male a favore di una Chiesa che diventa strumento di salvezza per tutta l'umanità. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 agosto 2017
: integrazione dei migranti (BF1.877)

Questa cosa che stiamo sperimentando, le migrazioni di massa, ha luci ed ombre. A me risulta (parlando delle luci) che qui in Piemonte - ed immagino in tutta Italia - ci sono positive esperienze di integrazione lavorativa dei migranti. Queste persone sgomberate era giusto sgomberarle con i mezzi necessari e sufficienti per affidarle a Cooperative legate o meno con il mondo cattolico che percepiscono una diaria per ogni migrante ospitato ed avviato al lavoro. Ci sono lavori che gli italiani non vogliono fare perciò non è sempre vero che i migranti "rubano" il lavoro ai nostri giovani. I migranti non hanno il diritto di parcheggiarsi in alberghi o strutture occupate e noi abbiamo il dovere di accompagnarli ad un destino che abbia un minimo di senso nella legalità e nella carità solidale. Senza fare odiose graduatorie razziste, è possibile aiutare alla luce di un concetto di una cittadinanza "sostanziale" e non solo formale. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 agosto 2017
: la resilienza (BF1.876)

A me è capitato di vivere di paure a seguito di eventi traumatici che hanno colpito la mia vita. Non so bene come uscirne perché questi fantasmi del passato mi perseguitano ancora oggi. La resilienza (mi ripropongo di leggere il libro suggerito) in me deve essere a livelli piuttosto bassi. La fede aiuta ma non riesce a vincere del tutto queste paure menzionate e non so che cosa fare. Mi vengono in mente il profeta e il sacerdote di Geremia 14,18 che "si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare". Come una barchetta sorpresa dalla tempesta, ci sforziamo di restare ugualmente al timone ma con quali prospettive? Speranze tante, accanto però ad una umiliazione che sembra non finire. Il destino vuole mandarci dei messaggi o è solo un idolo vuoto e cieco che non sente e non parla? Certo, Dio ci sta a fianco e, per quanto attiene amici e parenti, si spera che non ci tradiscano. Siamo tutti come un "gufo tra le rovine" (Salmi 101,7)? Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 agosto 2017
: luce e tenebre esistenziali (BF1.875)

Il riflesso della nostra fede dovrebbe vedersi, in effetti, nella nostra vita per non preferire "i nostri schemi e le nostre fissazioni". La fede è anche riflesso dell'intervento del Signore nella nostra vita per cui le tenebre vengono esposte alla luce (Salmi 17, 29; cfr. anche Luca 8,17). Dio ci conosce in profondità (Salmi 138,1-4). Non sempre siamo stati credibili e a volte neppure autenticamente credenti. La misericordia di Dio si rivela proprio quando i nostri peccati sono venuti alla luce e abbiamo l'impressione di non avere più nulla da offrire al Signore, tranne la nostra miseria morale ed esistenziale. La forza potente della fede può rinnovarci ad una sola condizione: di avere quelle mani innocenti e quel cuore puro che, anche di fronte al peccato della nostra storia umana, ne sa intravedere le luci accanto alle ombre, la gloria accanto alla miseria, la potenza di Dio di fronte alle nostre esitazioni nella morale e nella fede. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 agosto 2017
: piaghe di Cristo e Gloria di Dio (BF1.874)

Tutti siamo, più o meno consciamente, consapevoli del bisogno di Dio che c'è nel profondo nel nostro cuore, bisogno iscritto nel cuore dell'uomo fin dalla sua creazione. E questo bisogno comprende fra le varie cose la purificazione dal peccato. Purificazione che nelle varie religioni si presenta ora come espiazione dei peccati propri o delle generazioni che precedono, ora come remissione dei peccati, ora come manifestazione della stessa gloria di Dio (cfr. Giovanni 9,1-2). Siccome nel cristianesimo siamo guariti per le piaghe di Cristo, queste sono la massima manifestazione della Gloria stessa del Signore: "Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti (1Pietro 2,24-25)". Il Peccato Originale si traduce in pulsione verso peccati concreti che Dio perdona per quella grazia che ci procurano sia la fede, sia le opere. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 agosto 2017
: Gesù ed il popolo ebraico (BF1.873)

San Paolo ci dice che "i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili" (Seconda Lettura) e qual è il dono più importante e più sublime ricevuto dal popolo ebraico se non l'amore di Gesù per gli ebrei (Vangelo) che per noi cristiani è il Messia? Infatti, tale amore, è un ponte che è allo stesso tempo dono e chiamata e che, grazie alla Resurrezione, diviene grazia irrevocabile anche per gli israeliti qualunque sia il loro comportamento e la loro reazione di fronte alla venuta di Gesù Cristo. Per questo amore Gesù è morto e per questo amore gli israeliti giusti nel Signore saranno salvati alla seconda venuta del Signore Gesù Cristo. Ora, la stessa Croce di Cristo è ponte verso gli ebrei. Ponte di verità, ponte di glorificazione dei non ebrei e ponte di pace. I non ebrei sono associati alla Gloria del Dio ebraico unicamente per i meriti di Cristo. Il sangue di Cristo possa essere segno di una nuova alleanza tra Dio e il popolo ebraico. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.



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