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28 settembre 2017
: l'agenda politica cattolica (BF1.898)

Forse è venuto il tempo in cui i politici cattolici di tutti gli schieramenti mostrino di dare più attenzione alle indicazioni che vengono dai vescovi o forse è solo un sogno. Mi riferisco al fatto di votare unanimi i provvedimenti sui temi così ben elencati da Monsignor Galantino. Invece, sembra che i politici cattolici, per partigianeria di Partito politico di appartenenza o, peggio, per partigianeria di tipo ideologico, facciano come quel marito che si castra per far dispetto alla moglie. Sono tanto attesi questi provvedimenti fiscali a favore della famiglia "normale e tradizionale" come anche altri interventi legislativi ma c'è chi semina zizzania tra i cattolici. Auspicando, invece, la loro convergenza identitaria e di cooperazione politica, si può dare una soluzione positiva alle domande che la Chiesa rivolge con insistenza umile e cortese alla società civile e ai potenti che ci governano per il bene di tutti i cittadini e della società stessa.

28 settembre 2017
: servire Cristo è servire la verità (BF1.897)

Ci troviamo spesso di fronte a due modi diversi di vivere l'esperienza religiosa. Ma invece di contrapporli in modo un po' manicheo, direi non che uno è totalmente giusto e l'altro totalmente sbagliato; piuttosto, uno è più maturo e l'altro meno. E questi due figli rappresentano due fasi della nostra fede, due esperienze attraverso le quali molti di noi sono passati. La prima esperienza è quella di intendere la religione come un possedere la verità, cioè, in definitiva, quella di fare di Cristo stesso una nostra proprietà da amministrare; da amministrare, se va bene, nell'interesse degli altri e, nel caso peggiore, a vantaggio di noi stessi, della nostra presunta santità. La seconda esperienza è quella che comprende come la verità nel cristianesimo, più che posseduta, va servita. Quando serviamo la verità evangelica, allora in noi la fede è veramente perfetta e può, prima o poi, generare un amore veramente perfetto di Dio in noi (cfr. 1 Giovanni 2,4-5).

25 settembre 2017
: benvenuto all'Aricevescovo Mario Delpini (BF1.896)

La gloria di Dio è anche gloria dell'uomo tutte le volte che quest'ultimo si ritrova nell'amore, ridefinisce la propria identità nell'amore; lontano da calcoli meschini, da propositi impuri. La gloria di Dio, inoltre, è più grande di tutti i peccati e gli errori che si commettono nel mondo. L'uomo, creato per amare, asseconda la propria natura facendo la volontà di Dio quanto all'amore. L'Arcivescovo Delpini sa che i Pastori non sono eroi o supereroi ma operai nella vigna del Signore al servizio sia della città di Dio, sia della città degli uomini. Il sense of humour di questo Pastore mi ha colpito piacevolmente. Non saprei fare un augurio migliore al nuovo Arcivescovo di Milano se non quello di essere riamato dalla gente lombarda come egli ama il popolo che egli guida da oggi; e di non dimenticare il realismo della ragione che, accanto all'ottimismo del cuore e alla speranza della fede, ci fanno tutti quanti andare avanti dignitosamente ogni giorno verso il traguardo eterno.

22 settembre 2017
: lo studio via alla santità (BF1.895)

Lo studio può diventare una scuola di santità. Alla base di tutto c'è il timore del Signore, come giustamente fa notare il Cardinale Ravasi in chiusura del suo commento. Mi preme aggiungere che il timore del Signore conduce all'amore per il Signore (se non sfocia in questo, la fede rischia di essere sterile o addirittura falsa), l'amore per il Signore conduce alla vera fede, la vera fede conduce all'amore per il prossimo. Una volta, forse, la teologia era la regina delle scienze, poi è stata soppiantata, in molti aspetti della vita culturale del popolo, dalla filosofia e adesso la filosofia rischia di essere soppiantata da una concezione scientista e tecnologico-centrica che disumanizza il percorso di santità cui facevo riferimento in apertura di commento. I cristiani devono nutrirsi di studio e di preghiera, le due attività che sono le colonne portanti della vita spirituale e culturale del credente. Ringrazio il Cardinale Ravasi per il commento molto bello e stimolante.

21 settembre 2017
: al lavoro per i disegni di Dio (BF1.894)

In campo economico parleremmo di redistribuzione: è ciò che opera Dio nella parabola di questa domenica. Forse perché Dio sa che non abbiamo, proprio nella fede e nella morale, le stesse possibilità nella vita. Quindi non possiamo accampare come nostro merito ciò che dipende dalla fortuna, o, in termini diversi, dalle possibilità che la vita ci offre in ordine alla prospettiva della partecipazione al Regno, al dono della Grazia, al nostro profondo desiderio della vita eterna. Tutti lavoriamo nella vigna del Signore se accettiamo la Sua chiamata. Inoltre, dunque, non possiamo accampare come nostro merito ciò che dipende dalla "regia divina" sul mondo e sulla Storia. Proprio perché l'umanità è lacerata dalle molte ferite, Dio rimedia invitando ad attivarsi per il Regno. Il Regno stesso riceve il suo senso da questa regia di Dio e dal nostro lavoro per esso. Senza di noi, senza l'essere umano con il suo lavoro per il Signore, non potrebbero neanche realizzarsi i disegni del Suo amore.

20 settembre 2017
: la famiglia strumento e luogo di pace (BF1.893)

La famiglia può essere un sommo strumento di pace se come uomini sappiamo costruire ponti di relazioni positive con il mondo femminile e viceversa. Ecco perché si deve credere nella e invocare la grazia specifica che riguarda il nostro nucleo famigliare. Ogni giorno ha la sua pena anche in famiglia e la pace menzionata si costruisce con il perdono, con la volontà di piacere a Dio in tutto, specialmente nell'educazione dei figli, nella pratica di una sessualità sana ed equilibrata, nella tenerezza tra coniugi, nell'equilibrio nelle liti inevitabili. Tutti valori di cui la famiglia può divenire uno scrigno santo. L'indissolubilità del matrimonio va intesa più come un dono di Dio da invocare che come un dovere morale. Quando una famiglia si spacca, ne soffre tutta la società. Per questo motivo, la legislazione vigente dovrebbe essere portatrice anch'essa di pace tra i coniugi, senza penalizzare economicamente nessuno dei coniugi separati o divorziati, specie se senza colpa.

18 settembre 2017
: ragione, cuore, grazia (BF1.892)

La fede è un impasto di ragione, cuore e grazia. Come si pone ciascuno di questi elementi di fronte al perdono? Il primo: perdonare è razionale perché il Signore ci ricompensa del perdono dato oltre ogni nostra aspettativa. Il secondo: il cuore, se è misericordioso, è naturalmente, spontaneamente orientato al perdono. Il terzo: la grazia ci dà la forza di usare la ragione ed il cuore per perdonare anche ove nutriremmo, come uomini e donne naturali, risentimento, odio, invidia. Aggiungo solo un pensiero rivolto a Maria Vergine perché ci protegga dalla tentazione di odiare i nemici, di farci giustizia secondo criteri che non vengono da Dio. Pregando per chi ci perseguita offendendoci e facendoci del male preserviamo un cuore puro come dice in apertura il Salmo 72,1: "Quanto è buono Dio con i giusti, con gli uomini dal cuore puro!". Con le riflessioni e la preghiera del Salmo citato, cui integralmente rimando, concludo questo breve pensiero. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 settembre 2017
: Gesù vince sulla Croce (BF1.891)

Assieme a Gesù, vince il Suo popolo; cioè tutti quelli che sono attirati a Lui nella fede. Però, nessuno perde contro Gesù ma quelli che perdono, perdono contro sé stessi. Chi non vede sulla Croce un semplice uomo, infatti, ma il Figlio di Dio, può cogliere il paradosso di un Dio che muore senza nuocere a nessuno. Perciò, si potrebbe parlare di una morte inoffensiva, a patto di chiarire che è una morte unicamente voluta da Gesù stesso nell'amore che contagia. Questo contagio che inizia nel momento stesso in cui Gesù è innalzato sulla Croce, porta il fuoco sulla terra (Luca 12,49). Desideriamo tutti essere bruciati, cioè purificati, in questo fuoco che si diffonde. Un atteggiamento simpatetico, illuminato dalla fede, porta ad associare alla Croce tutte le sofferenze umane, da offrire a Dio come ha fatto Gesù, cioè in vista della venuta dello Spirito Consolatore (Giovanni 16,7). La venuta dello Spirito è una vittoria per tutta l'umanità. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 settembre 2017
: paradigmi d'amore (BF1.890)

La predicazione di Gesù Cristo, con tutto quello che ne è conseguito, ci ha lasciato almeno tre paradigmi d'amore. Dico almeno perché in realtà sono di più. Mi limito a citare l'amore all'interno della Santissima Trinità fra le tre Persone, l'amore all'interno della Sacra Famiglia e l'amore di Gesù per la Chiesa. Nell'Antico Testamento si trovano luci fioche di questi tre amori veramente perfetti. Il Cardinale Ravasi mette bene in luce i limiti di queste luci fioche. Invece, non so cosa esattamente significhi il maschilismo ed il problema, al di là di sparare contro di esso (gioco divenuto fin troppo facile con i tempi sventurati che corrono per la situazione a dir poco disastrosa della famiglia), è con cosa sostituiamo il maschilismo dopo che l'abbiamo calpestato e distrutto. Ad esempio, si può notare che nel caso di Re Davide non c'è violenza contro le donne, né sopraffazione. Mi limito a queste poche considerazioni e saluto tutti. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 settembre 2017
: pulcini nelle mani di Cristo (BF1.889)

Siamo come pulcini nelle mani di Cristo: egli ci offre al Padre come la primizia del raccolto, come l'apice della Creazione. Se diveniamo l'offerta stessa di Cristo al Padre, sperimentiamo una delle benedizioni più nobili e più alte possibili. Questo quadro idilliaco può essere però guastato dalla nostra cattiveria, quando incontriamo qualcuno che ci è debitore avendo peccato contro di noi. Possiamo osservare che Gesù, nel contesto della Sua Passione, prega il Padre di perdonare l'impossibile, cioè addirittura chi lo mette a morte. Dal perdono dipende in Cristo la vittoria sulla morte, perché la natura divina del Figlio è così potente da vincere la morte, salvarsi dalla morte con la Resurrezione. La morte è qui anche simbolo di maledizione e di peccato come afferma con immagine potentissima Galati 3,13. Questa maledizione non c'è più perché Cristo l'ha annullata con il Suo sangue: benedetto Egli sia nei secoli dei secoli. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 settembre 2017
: San Giovanni XXIII Patrono dell'Esercito (BF1.888).

C'è un certo scarto tra il peso mediatico di Pax Christi e la percentuale di cattolici che effettivamente ne condividono le idee. Ogni volta che si parla di Esercito o Forze Armate viene chiesta l'opinione di Pax Christi. Per carità, è legittimo perché c'è la libertà di manifestare il proprio pensiero e di informare. Ma qual è il peso effettivo di Pax Christi nella Chiesa? Entrando nel merito, la decisione che riguarda il Papa santo Giovanni XXIII mi pare giusta. In Luca 3, 14 alcuni soldati interrogano Giovanni il Battista ed egli dice loro: "Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe". Giovanni il Battista se la prende con la corruzione di alcuni soldati, non dice loro di deporre le armi. È chiaro poi che la pace è per la Bibbia la soluzione ideale e la guerra una sventura. San Giovanni XXIII come patrono dell'Esercito ci provoca sull'amore per la pace che può ben dimorare anche nella mente, nel cuore dei soldati. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 settembre 2017
: pentimento, pace e perdono (BF1.887).

Chi ha offeso il prossimo in qualsiasi modo, violando la volontà di Dio, dovrebbe essere lui a fare il primo passo verso la riconciliazione. Questa, infatti, la riconciliazione, intendo, nasce da un cuore pentito oltre che da un cuore che perdona. Come dice il Salmo 50,19, "Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi". E chi si vede venire incontro un peccatore che chiede perdono, deve sempre concedere tale perdono se vuole seguire il Vangelo. Ogni giorno è un kairos, cioè un tempo favorevole per un cuore affranto e umiliato. La linea di confine tra giusto ed empio passa anche da qui. Come il pubblicano al tempio, dobbiamo tutti sforzarci di fare quell'esame di coscienza che Dio attende da noi perché il pentimento e il perdono portino effettivamente la pace. Chi offende le aspettative del Signore dopo aver peccato, rischia, presto o tardi, di incamminarsi sulla via dell'empietà. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 settembre 2017
: correzione fraterna (BF1.886)

La maturità della nostra esperienza spirituale può arricchire la fede della comunità di appartenenza, la comunità cattolica. Come ben sottolinea Monsignor Nunzio Galantino, "ogni attentato all'unità e alla fraternità, oltre che distruggere la vita interna della comunità, offusca la presenza di Dio in essa". Quante volte il Papa ha sottolineato proprio questo tema stigmatizzando l'insulto, il mormorare contro gli altri, il diffamare, il calunniare. Di fronte alle contro-testimonianze del Vangelo, restiamo un po' sorpresi che il modello della vita evangelica possa essere così banalizzato e offuscato, appunto, da comportamenti decisamente anti-evangelici che inquinano il pozzo della comunione fra i fedeli. Si arriva ad un vero e proprio martirio nel sopportare le persone moleste, eppure il Vangelo indica la correzione fraterna come "arma letale" contro il male, a volte arma spuntata per la stoltezza ostinata di chi la subisce. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 settembre 2017
: dialogo tra Cristianesimo e Islam (BF1.885)

Se guardo ai miei interessi genericamente culturali, mi interessa quel che dice il Corano. Ma se guardo alla mia fede cristiana, di quel che dice il Corano non me ne importa assolutamente nulla. La Bibbia dice che "Al Signore tuo Dio appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e tutto ciò che essa contiene" (Deuteronomio 10,14). I musulmani, dato che fanno parte del Creato, appartengono a Dio che per me è Uno e Trino e allora sono costretto a dare un senso a questa relazione di "appartenenza". Ci sono sicuramente germi di verità, di bellezza, di amore e di bontà anche nel Corano. Per il resto, affido gli islamici nella preghiera a Dio perché li protegga e li guidi sul giusto cammino. Anche gli islamici sono attirati invisibilmente e misteriosamente dalla Croce di Cristo come ha detto Gesù: "quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me" (Giovanni 12,32). Se Cristo possa salvare i musulmani, bisogna però chiederlo ai teologi. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 settembre 2017
: ancora sulla eutanasia (BF1.884)

Volevo completare - avendo raggiunto il limite massimo delle mille battute - un mio commento che ho inviato e che per adesso non è stato pubblicato. Completo dicendo che manca a livello sociale, culturale e psicologico in molte persone la capacità di affidarsi ad un progetto, ad una visione che ci trascendono perché sono più grandi di noi. Quando manca questa capacità di affidamento, emerge un individualismo che è una sorta di delirio di onnipotenza dell'individuo che porta a giustificare anche un'aberrazione come l'eutanasia. Questo individualismo produce, appunto, aberrazioni legali come il diritto all'eutanasia e aberrazioni psicologiche e morali. Oggi, la morale cattolica coesiste vicino a visioni diverse che non sono necessariamente "peggiori" se uno non ha la fede, ma che spesso rappresentano oggettivamente un regresso sul piano del costume, sul piano civico di una morale e di una legislazione condivisa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

4 settembre 2017
: depressione ed eutanasia (BF1.883)

Parlo solo di chi ha una depressione grave. Chi soffre di tale malattia, per definizione, non spera in un futuro migliore, cioè, mi spiego meglio, non pensa che la malattia e la sua vita siano due cose diverse. Un depresso grave pensa che la sua vita sarà sempre così, oscura, triste, buia e insopportabile. Allora, per fortuna in Italia abbiamo un servizio sanitario pubblico che ti assiste sul piano proprio psichiatrico. Chi è depresso, però, rischia di trovarsi drammaticamente solo con le sue ossessioni, le sue paure, le sue ansie, le sue idee di suicidio. Non tutti hanno la fortuna di avere la fede, di avere una persona accanto che si sforza di farti ragionare. Vogliamo ridurre tutto il discorso al piano giuridico? Mi sembra limitativo. Ci vuole un angelo, intendo, in carne e ossa che sia un amico e/o uno psichiatra capace. Parlo per esperienza di amici che soffrono di depressione. Ma nei seminari si studia un po' di psicopatologia? Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

1° settembre 2017: donare sé stessi (BF1.882)

Un’anima pura è quella offerta a Dio secondo i criteri espressi dalla Scrittura che si legge questa domenica. Che cosa può dare un uomo in cambio della propria vita (Vangelo)? Cioè, come si può restituire il dono più grande che si è ricevuto? Si tratta di valorizzare ciò che si ha secondo il criterio evangelico: ragionare secondo Dio non è fare scambi ma donarsi perché gratuitamente abbiamo ricevuto da Dio ciò che siamo e gratuitamente dobbiamo dare (Matteo 10,8). Vorrei infine soffermarmi su Gesù deposto dalla Croce in relazione alla Passione, Morte e Resurrezione che Gesù stesso preannunzia. Ecco un Gesù che sembra definitivamente inerme e sconfitto come può capitare a noi, derisi come il profeta Geremia (Prima Lettura) da coloro che si sono conformati a questo mondo (Seconda Lettura). Gesù deposto dalla Croce ci insegni la virtù della speranza per vivere nell’attesa della vita stessa, cioè la nostra resurrezione per la vita eterna. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.


31 agosto 2017
: i giovani e la fede (BF1.881)

Forse i giovani sono relegati ad una situazione troppo passiva. Bisognerebbe stimolarli con delle domande volte a capire come loro stessi sognano la Chiesa. Che siano i giovani a dare delle risposte più o meno credibili a quelle domande che sono ineludibili nella vita di qualunque essere umano. Anche vecchi slogan del tipo "Gesù ti ama" e lo stesso insegnamento della morale cattolica dovrebbero essere preceduti da un collegamento più chiaro tra la fede e la bellezza della vita umana, vista come percorso da compiere assieme a Gesù. Mi vengono in mente solo queste idee in libertà. E poi c'è la bellezza della fede che non viene percepita: è bello pensare che ogni esperienza di amore ha la sua fonte in un disegno che precede la realtà dell'essere umano sulla Terra. Cioè, gli anni che ci è dato da gustare non vanno sprecati ma, vissuti nel Signore, illuminano noi stessi e la realtà che ci circonda per scoprire chi e che cosa veramente siamo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 agosto 2017
: l'anima che magnifica il Signore (BF1.880)

Il discorso del Papa sottintende quasi che esistano "esistenze sbagliate" ed è vero che esistono. Speriamo che chi pensa di non aver bisogno di niente, riconosca almeno l'oggettiva azione della grazia di Dio che infiamma ogni cuore. Speriamo, inoltre, che chi sente nostalgia di qualcosa che cerca, riesca ad oggettivare questa nostalgia nella ricerca di fede che conduce all'incontro con Gesù. Gesù, che è con noi fin dal concepimento, che ci accompagna anche nelle prove, ci dia quella serenità che prorompe in un grido di gioia quando Dio si rivela alla nostra anima. Possiamo dire con la Madonna "l'anima mia magnifica il Signore" se siamo in sintonia con Lei; una sintonia che si raggiunge tramite Gesù per cui, se è vero che la Madonna ci conduce a Gesù, è anche vero che Gesù ci affida alla Madre. L'intero universo ha una sete immensa di Dio. Dalla comprensione di questo concetto discende il coltivare ogni sana utopia, come dice il Papa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

28 agosto 2017
: genitori separati e figli (BF1.879)

Se due persone si separano o divorziano nulla impedisce che continuino a pregare l'uno per l'altra. La preghiera ha una importanza decisiva. Inoltre, è possibile continuare ad amarsi profondamente anche dopo che ci si è separati o divorziati? Il cristiano, sicuramente risponde di sì. Se si comprende che i figli ci sono affidati dalla Provvidenza divina, non si continua ad amare per il bene dei figli in sé e per sé considerato, ma per la fede in Dio che così ci comanda. Non è che questo amore trasformi un fallimento esistenziale in un successo ma, quasi quasi, il miracolo è proprio questo indicato. I figli, anche per non sviluppare sensi di colpa, hanno bisogno di continuare ad essere nutriti spiritualmente e questo presuppone che non si rompa il ponte di pace tra genitori e figli. È possibile così seguire pur nella sventura il disegno dettato dal timore di Dio, dall'amore per Dio e reso possibile dall'amore di Dio verso di noi. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

27 agosto 2017
: Chiesa riparata e riformata (BF1.878)

L'amore di Dio per la Sua Chiesa è più grande degli errori della Chiesa stessa; se non fosse così, sarebbe scomparso da tempo il cattolicesimo. Allo stesso tempo, come dice Papa Francesco, il medesimo amore di Dio è un richiamo diretto al popolo cristiano perché la Chiesa sia perfettamente riformata e riparata. La perfezione è una meta cui tendere anche se non la si raggiunge mai concretamente. Chi è così tanto esigente verso il Magistero della Chiesa da vedere sempre la pagliuzza negli occhi della Chiesa, senza togliere la trave dal proprio occhio? Maturando nella fede, ciascuno di noi può diventare una "piccola pietra" che "nelle mani di Gesù … diventa preziosa". Gesù è stato scartato e queste forze che sono nel mondo e che scartano le persone sono come correnti d'acqua molto potenti ma non possono impedire che lo Spirito del Signore tragga il bene dal male a favore di una Chiesa che diventa strumento di salvezza per tutta l'umanità. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 agosto 2017
: integrazione dei migranti (BF1.877)

Questa cosa che stiamo sperimentando, le migrazioni di massa, ha luci ed ombre. A me risulta (parlando delle luci) che qui in Piemonte - ed immagino in tutta Italia - ci sono positive esperienze di integrazione lavorativa dei migranti. Queste persone sgomberate era giusto sgomberarle con i mezzi necessari e sufficienti per affidarle a Cooperative legate o meno con il mondo cattolico che percepiscono una diaria per ogni migrante ospitato ed avviato al lavoro. Ci sono lavori che gli italiani non vogliono fare perciò non è sempre vero che i migranti "rubano" il lavoro ai nostri giovani. I migranti non hanno il diritto di parcheggiarsi in alberghi o strutture occupate e noi abbiamo il dovere di accompagnarli ad un destino che abbia un minimo di senso nella legalità e nella carità solidale. Senza fare odiose graduatorie razziste, è possibile aiutare alla luce di un concetto di una cittadinanza "sostanziale" e non solo formale. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 agosto 2017
: la resilienza (BF1.876)

A me è capitato di vivere di paure a seguito di eventi traumatici che hanno colpito la mia vita. Non so bene come uscirne perché questi fantasmi del passato mi perseguitano ancora oggi. La resilienza (mi ripropongo di leggere il libro suggerito) in me deve essere a livelli piuttosto bassi. La fede aiuta ma non riesce a vincere del tutto queste paure menzionate e non so che cosa fare. Mi vengono in mente il profeta e il sacerdote di Geremia 14,18 che "si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare". Come una barchetta sorpresa dalla tempesta, ci sforziamo di restare ugualmente al timone ma con quali prospettive? Speranze tante, accanto però ad una umiliazione che sembra non finire. Il destino vuole mandarci dei messaggi o è solo un idolo vuoto e cieco che non sente e non parla? Certo, Dio ci sta a fianco e, per quanto attiene amici e parenti, si spera che non ci tradiscano. Siamo tutti come un "gufo tra le rovine" (Salmi 101,7)? Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 agosto 2017
: luce e tenebre esistenziali (BF1.875)

Il riflesso della nostra fede dovrebbe vedersi, in effetti, nella nostra vita per non preferire "i nostri schemi e le nostre fissazioni". La fede è anche riflesso dell'intervento del Signore nella nostra vita per cui le tenebre vengono esposte alla luce (Salmi 17, 29; cfr. anche Luca 8,17). Dio ci conosce in profondità (Salmi 138,1-4). Non sempre siamo stati credibili e a volte neppure autenticamente credenti. La misericordia di Dio si rivela proprio quando i nostri peccati sono venuti alla luce e abbiamo l'impressione di non avere più nulla da offrire al Signore, tranne la nostra miseria morale ed esistenziale. La forza potente della fede può rinnovarci ad una sola condizione: di avere quelle mani innocenti e quel cuore puro che, anche di fronte al peccato della nostra storia umana, ne sa intravedere le luci accanto alle ombre, la gloria accanto alla miseria, la potenza di Dio di fronte alle nostre esitazioni nella morale e nella fede. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 agosto 2017
: piaghe di Cristo e Gloria di Dio (BF1.874)

Tutti siamo, più o meno consciamente, consapevoli del bisogno di Dio che c'è nel profondo nel nostro cuore, bisogno iscritto nel cuore dell'uomo fin dalla sua creazione. E questo bisogno comprende fra le varie cose la purificazione dal peccato. Purificazione che nelle varie religioni si presenta ora come espiazione dei peccati propri o delle generazioni che precedono, ora come remissione dei peccati, ora come manifestazione della stessa gloria di Dio (cfr. Giovanni 9,1-2). Siccome nel cristianesimo siamo guariti per le piaghe di Cristo, queste sono la massima manifestazione della Gloria stessa del Signore: "Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti (1Pietro 2,24-25)". Il Peccato Originale si traduce in pulsione verso peccati concreti che Dio perdona per quella grazia che ci procurano sia la fede, sia le opere. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 agosto 2017
: Gesù ed il popolo ebraico (BF1.873)

San Paolo ci dice che "i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili" (Seconda Lettura) e qual è il dono più importante e più sublime ricevuto dal popolo ebraico se non l'amore di Gesù per gli ebrei (Vangelo) che per noi cristiani è il Messia? Infatti, tale amore, è un ponte che è allo stesso tempo dono e chiamata e che, grazie alla Resurrezione, diviene grazia irrevocabile anche per gli israeliti qualunque sia il loro comportamento e la loro reazione di fronte alla venuta di Gesù Cristo. Per questo amore Gesù è morto e per questo amore gli israeliti giusti nel Signore saranno salvati alla seconda venuta del Signore Gesù Cristo. Ora, la stessa Croce di Cristo è ponte verso gli ebrei. Ponte di verità, ponte di glorificazione dei non ebrei e ponte di pace. I non ebrei sono associati alla Gloria del Dio ebraico unicamente per i meriti di Cristo. Il sangue di Cristo possa essere segno di una nuova alleanza tra Dio e il popolo ebraico. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.


Codice commenti (per indice analitico): da BF1.873 a BF1.918

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16 novembre 2017: sofferenza e cicatrici del peccato (BF1.918 )

C'è questa tensione tra il popolo di Dio ed i singoli individui che gli appartengono per cui il popolo getta una luce sulla vita degli individui e gli individui inviano una sorta di feedback nutrendo la linfa di quell'albero che è, appunto, il popolo santo di Dio. Se questo circuito virtuoso si guasta, c'è un deus ex machina che è l'azione di Dio che incoraggia, corregge e, infine, perdona. Le parentesi buie, le parentesi di tenebra, nella Storia del popolo eletto lasciano, non solo all'interno del popolo, ma nella Storia dell'umanità stessa profonde sofferenze e cicatrici che solo il Signore può guarire. Il popolo che il Signore dei cristiani si è cercato, è continuamente redento dal Cristo Dio mediante il Suo Spirito che cerca incessantemente i peccatori per convertirli al fine di purificare il popolo stesso e condurlo alla beatitudine del mondo a venire. Siamo chiamati quindi alla santità per il mistero della grazia di Dio che, unitamente al nostro "sì", è irresistibile.

16 novembre 2017
: non sprecare i talenti (BF1.917)

Ancora una volta la Parabola dei talenti ci interroga, ci fa delle domande sul senso che diamo alle cose e sul modo con cui impostiamo sul piano esistenziale la nostra vita. La ricerca del significato dell'esistenza umana può essere elusa solo da una coscienza incosciente. C'è, invece, qualcosa di prezioso dentro di noi in potenza che può diventare prezioso anche in atto, cioè venire a galla e diventare criterio operativo delle nostre scelte. E questo "qualcosa" sono gli occhi spirituali o occhi dell'anima che ci fanno rivivere la Passione, Morte, Resurrezione e Ascensione del Cristo come il prisma che distribuisce i colori sulla tavolozza dell'anima. "Per Cristo, con Cristo e in Cristo" - come dice il celebrante durante la Messa - possiamo spendere le energie ad imitazione dei mistici per vedere ciò che conta veramente e fare ciò che abbiamo veduto. Si tratta di guarire da una cecità che non lascia spazio al trascendente, ma diventa egolatria o idolatria degli idoli di questo mondo.

5 novembre 2017
: l'Eucarestia secondo il Papa (BF1.916)

La Messa diventa una compagna di vita più che una semplice abitudine quando diveniamo consapevoli di tutto ciò che ha spiegato Papa Francesco. Lo Spirito Santo agisce anche a prescindere dalla Eucarestia, ma quest'ultima è pegno della promessa di vita eterna che Dio ci ha fatto per amore; in un atto di amore sconfinato si è offerto a noi dando la Sua vita per il popolo di Dio che non è più tanto popolo-eletto quanto popolo-amico. L'eucarestia può essere profanata e disprezzata, perciò la fiducia immensa che Dio ripone in noi nell'offrircela può essere anche tradita. Figlio del tradimento è il "suicidio dell'anima", atto supremo di libertà esercitato contro Dio. Appena ricevuta l'Eucarestia preghiamo magari dentro di noi come fa il sacerdote che non sia motivo di condanna. Il timore di Dio, se combinato con l'umiltà, ci fa sentire piccoli nelle opere ma grandi nell'amore di Dio seminato in noi per compiere cose grandi (cfr. Giovanni 14, 12), segno e frutto della nostra benedizione.

10 novembre 2017
: la deterrenza, un miraggio (BF1.915)

I social network, come in modo simile commentava il compianto Umberto Eco, hanno dato la stura ad ogni genere di sciocchezza (come è questa) che poi viene amplificata ulteriormente. Però questa mentalità è rappresentativa di un certo cattolicesimo che ha abusato alla grande del concetto di misericordia, cioè che si schiera sempre contro le vittime e mai per una responsabilizzazione dei colpevoli. Gli amici di Dio ne subiscono di tutti i colori nell'indifferenza del mondo. Gesù ha avuto parole chiarissime per chi abusa del prossimo, specialmente dei bambini. Ora, Papa Francesco ha dato una speranza che la Chiesa prenda finalmente posizione a favore delle vittime dei reati. O ci mettiamo in testa di valorizzare gli spiriti umani migliori, di premiarli e di penalizzare chi commette abusi morali e legali, o la deterrenza resterà sempre e solo un sogno. Che ne dire del padre che ha stuprato la figlia e l'ha concessa ad amici e poi non ha scontato nessuna pena perché il reato era prescritto?

9 novembre 2017
: noi e gli angeli (BF1.914)

Gli angeli presiedono alle comunicazioni celesti saldando la dimensione umana e terrena con quella di Dio e del Suo Regno Celeste. Bisogna distinguere ciò che fa lo Spirito Santo al nostro riguardo da ciò che fanno gli angeli. Penso, anzi, immagino, che gli angeli siano difensori sia dei nostri corpi, sia della nostra anima. Lo Spirito ci pone in contatto con Dio stesso essendo Egli stesso Dio. Ma ciò che importa constatare è che gli angeli ci amano profondamente ad imitazione di Dio stesso. Gli angeli di Dio sono essi stessi nella sequela del Figlio come accade per i più grandi santi. Non dimentichiamoci che la loro opera è più preziosa di tutto l'oro del mondo e quindi non smettiamo mai di ringraziarli. Nessuno può essere veramente santo come cristiano senza l'aiuto degli spiriti celesti. Chi più degli angeli che cantano le lodi di Dio vive e testimonia la Gloria di Dio? L'interazione con gli uomini è un mistero gioioso di luce e di amore: essi sono come il sole che ci riscalda.

9 novembre 2017
: l'olio delle vergine sagge (BF1.913)

Dobbiamo come essere "incinti" di Gesù per "partorirlo" nella sofferenza della nostra croce quotidiana. Con tale immagine intendo dire che la saggezza nella fede si impara dopo tante delusioni e anche qualche dolore. Gli occhi spirituali che ciascuno di noi possiede, ma che i mistici possiedono in misura somma, ci permettono di "vedere" Gesù sia nella Sua dolorosa Passione, sia nella gloria del Cielo dopo la Resurrezione e Ascensione. Fidandoci in modo cristallino dei santi mistici, possiamo imparare la saggezza sia dalle cose che patiamo, sia dalle gioie che Gesù stesso ci concede tramite il Suo Santo Spirito. Tale Spirito ben può essere una dolce e autorevole guida che ci conduce all'incontro con il Signore. Esso rappresenta, dunque, l'olio delle vergini sagge. E la saggezza cristiana nient'altro è che desiderare l'incontro con Cristo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente. Così che tutta la nostra vita sia un "alleluia" rivolto al Dio Uno e Trino.

7 novembre 2017
: una trebbia acuminata (BF1.912)

Le realtà della fede, la religione, la Chiesa, l'esistenza o meno di Dio sono temi che interessano anche i non credenti. Una intuizione felice di Papa Francesco è proprio l'interesse degli atei per Dio, sia direttamente, sia indirettamente (cioè a favore di una etica non basata sulla religione). Le immagini evangeliche sono immagini "critiche" come dice Simeone in Luca 2,34-35 ("Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione, perché siano svelati i pensieri di molti cuori"). Dio ci mette "a nudo" di fronte ad uno specchio in cui possiamo vedere con sincerità disarmante noi stessi e noi in relazione agli altri. Questa è una manifestazione fra le più interessanti, a mio avviso, dell'onnipotenza di Dio. Le realtà della fede elencate in apertura sono un'arma contro il male per il credente, come la "trebbia acuminata" di Isaia 41,15. L'Apocalisse mostra bene questa onnipotenza di Dio che non elimina il male ma lo destina ad una sconfitta eterna.

2 novembre 2017
: alla ricerca della Verità (BF1.911).

Se cerchiamo la verità, ecco qui nel Vangelo di Matteo la via indicata da Gesù per una creazione nuova dell’essere umano nella quale si adempiono le promesse del Signore. La realtà ricreata ci spinge a non fuggire dalla realtà ma a fare un’opzione radicale per la realtà come la presenta il Signore. Infatti, il Vangelo si avvera sempre a qualunque latitudine della terra. Quindi il Vangelo è sia Parola, sia realtà che si diffonde come opzione, dicevo, per una vita rinnovata in Cristo. Certo, non tutti siamo buoni cristiani. Nella fede, però, si deve lasciare che Dio operi con un lavoro di scavo incessante dentro ciascuno dei credenti per rendere evidente la Sua volontà di portare tutti alla salvezza. In altri termini, l’amore di Dio che, come ho già scritto, è profezia di salvezza, coinvolge tutto e tutti. Tutti vanno quindi affidati all’amore di Dio perché il mistero della salvezza si adempia secondo i criteri indicati dal Vangelo e sottolineati e ripresi da Monsignor Galantino.

29 ottobre 2017
: per una politica cristiana (BF1.910)

L'amore deve - politicamente - farsi progetto e qui spuntano le differenze di vedute. Facendosi progetto, in ogni caso, deve esprimere (se vuole rispecchiare l'ideale cristiano) una solidarietà attiva verso chi è in difficoltà. Questa solidarietà si impasta coi valori civili e costituzionali in modo che non ci siano zone d'ombra dal punto di vista della legalità e dell'obbligo di contribuire all'edificazione della convivenza civile ciascuno secondo i propri talenti. Quando si parla di governare i flussi migratori, significa che si deve accogliere ed integrare secondo un disegno razionale e non nell'anarchia. Il cristiano non semplifica i problemi moralisticamente ma ne annuncia e ne sviluppa la complessità, la problematicità, perché si deve ragionare in modo umile. Solo l'umiltà è costruttiva e non distruttiva. Altrimenti, il ragionamento cristiano soccombe di fronte al cinismo e all'egolatria che rischiano di tiranneggiare l'agone politico (cosa che di fatto è storicamente accaduta).

26 ottobre 2017
: accogliere Dio in famiglia (BF1.909)

Bisogna scavare un po' dentro sé stessi per costruire una alleanza psicologica sana, prima all'interno della famiglia, e poi con Dio e gli estranei. Questo prezioso lavoro di scavo dura tutta la vita e non c'è da stupirsi se è inframezzato da incomprensioni, da fraintendimento e finanche da mancanza di rispetto. Di fronte ad atteggiamenti distruttivi occorre creare ponti di comprensione e di dialogo vero. La fede può essere come una lampada ai nostri passi che illumina il male con una luce potente, catartica. Se una famiglia cristiana ha bisogno di tale catarsi, lo può fare certamente con l'aiuto di psicologi che abbiano una formazione cattolica. Presi per mano, pian piano, si può fare un lungo viaggio verso l'amore, la comprensione autentica ed il rispetto. Dio può diventare un ospite gradito di tale famiglia a tavola, quando ci si corica, quando si prega tutti assieme. Se si sente l'esigenza che tutto questo accada, Dio è contento di condividere con noi il percorso di salvezza.

24 ottobre 2017
: il mistero della Grazia (BF1.908)

È un mistero dentro un altro mistero. Infatti, resta da capire con quali criteri Dio concede la Grazia che salva. Cioè, o Dio è un essere capriccioso e irrazionale o Dio è misericordia e razionalità assieme. E allora la grazia salvifica deriva innanzitutto dai sacramenti che provengono dalla Chiesa che appartiene a Dio stesso. Ma, a parte i sacramenti, lo Spirito di Dio ha il potere di selezionare, purificare, santificare la persona nella unità inscindibile di corpo e di anima. Ad esempio, nel Magnificat si dice che Dio trova Maria umile e tale umiltà gioca certamente un ruolo nella elezione. Di Mosè, Numeri 12,3 dice che "era molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra". Ma forse la grazia implica un percorso e va vista quindi in un contesto non statico ma dinamico per cui l'eletto guarisce pian piano dal peccato per diventare egli stesso gloria di Dio. L'interazione tra Dio e i suoi eletti è, dunque, un mistero di amore nel contesto di un rapporto in continua evoluzione.

24 ottobre 2017
: il mistero dell'iniquità (BF1.907)

Può sembrare incredibile e inverosimile che l'amore a Dio e al prossimo coesistano con il mistero dell'iniquità. Eppure, proprio in base alle nostre scelte, il mistero dell'iniquità può essere sconfitto dentro di noi. Anche dove il pungiglione del male si fa più insidioso, dannoso e doloroso, la fede può rappresentare una luce nelle tenebre. Perciò Dio non viene affatto "smascherato" dal mistero dell'iniquità, ma, piuttosto, è il mistero dell'iniquità che viene sconfitto dall'amore. Ciò che conta, in altri termini, è la ricapitolazione in Cristo di tutta la Storia umana, ricapitolazione che ha nel mistero della Resurrezione della carne e del Giudizio Universale il suo acme di amore. Certamente, Dio dona il Suo bene con il Giudizio perché Dio è "un Dio pietoso". L'amore di Dio è uno specchio in cui possiamo riconoscere l'amore nostro per Lui. La verifica se siamo puri in Cristo è il vero esame di coscienza della e per l'umanità a beneficio di essa e non solo di quelli che credono.

19 ottobre 2017
: impegno "in Cesare" (BF1.906)

Dio ci usa come suoi strumenti anche "in Cesare", se siamo disponibili con la nostra poca o molta santità, nel fare la Sua volontà. Ora, va compreso, a mio modesto avviso, che il servizio "in Cesare" non è poi meno importante del servizio "in Dio". Nessuno può infatti vivere soltanto delle cose che sono "in Dio", che appartengono alla sfera di Dio e del divino, come la preghiera, la lode, il ringraziamento, la carità, la santità. C'è bisogno anche dell'impegno civile e politico che sottrae terreno all'avversario, al principe di questo "mondo di tenebra" (Efesini 6,12), consapevoli, senza ingenuità, che il demonio è potente e a lui si assoggettano tante anime, volenti o nolenti. Il mondo di tenebra ha dei "dominatori" (idem) che ispirano dalle "regioni celesti" (idem) i propositi malvagi che poi si fanno realtà storica. Non dobbiamo, dunque, mai far mancare la nostra speranza che anche "in Cesare", con la nostra volontà ed il nostro impegno, si realizzino i disegni di Dio.

18 ottobre 2017
: il coraggio della fede e la morte (BF1.905)

Morire nella consapevolezza di essere guardati da Dio infonde un grande coraggio. Parlerei quindi di un coraggio della fede grazie al quale l'anima si nutre di questo sguardo di Dio e dell'amore di Dio stesso. Come una madre allatta il proprio bambino, cioè, Dio ci nutre tutta la vita con il Suo amore, la Sua grazia e la Sua benedizione che dura in eterno, cioè oltre la morte. Prosegue, dunque, la nostra storia di eroi mancati, di uomini e donne derelitte ma ancora in piedi a lottare con coraggio per ciò in cui veramente crediamo. Ciò che intuiamo nella fede, vedremo faccia a faccia perché faremo parte delle realtà invisibili e le potremo conoscere. Come ho scritto in un altro commento, aprirsi alla fede significa conoscere Gesù e chi non lo ha conosciuto non lo può testimoniare. Ma la conoscenza di Gesù diviene piena dopo la morte e tutto (dai sacramenti, ai santi, alla Chiesa ecc.) assumerà un altro spessore e un significato che probabilmente ci sorprenderà.

12 ottobre 2017
: cattolicesimo e mass media (BF1.904)

Il messaggio culturalmente eversivo di Gesù Cristo stesso ci invita ad un continuo ripensamento del "politically correct" che, alla luce della fede cristiana, va ridefinito. Affinché non si smarrisca la forza eversiva (nel senso di profetica) del messaggio evangelico, è naturale che anche per quanto riguarda l'influenza cattolica sui media si devono seguire e inventare sempre nuovi approcci, nuovi modi di dire la Verità Eterna che, come dice il Vangelo (Giovanni 8,32), ci rende liberi. L'importante è, appunto, che l'influenza citata sui media sia liberante e non soffocante. E se qualcuno percepisce il messaggio cristiano come soffocante, delle due l'una: o costui è in errore o il messaggio evangelico non è stato proposto nel modo corretto. Per vigilare su noi stessi non basta la riflessione personale e isolata del nostro io, la nostra coscienza, ma occorre che la vita cristiana divenga autenticamente comunitaria, secondo l'immagine evangelica dei tralci della vite.

12 ottobre 2017
: invitati alla festa di Dio (BF1.903)

Vedrei nella prospettiva del gesto d'amore verso Dio, innanzitutto, l'accettare l'invito alla festa di nozze. I gesti d'amore di questo tipo restano in eterno e rendono eterni noi e la nostra vita. Il ricevere l'eucarestia e l'ascolto della Parola vanno vissuti in questa prospettiva di gesti d'amore verso Dio. Questo comporta uno zelo per le cose celesti che non passano mentre tutte le ricchezze che offre il mondo imputridiscono. Quante volte i Salmi ci dicono che Dio si dimentica degli empi e dei superbi: come passa la scena di questo mondo, anche essi passano. I giusti, coloro che vivono di carità materiale e psicologica e di Beatitudini sull'esempio, primo fra tutti, della Madonna, sono ricordati sul libro santo che sta nei Cieli. La Parabola odierna ci dice che anche i "cattivi" sono capaci di gesti d'amore. L'abito nuziale è, in definitiva, la consapevolezza che tutta la nostra vita dipende da Dio ed è offerta a Dio, come dicevo, come gesto d'amore che rimane in eterno.

9 ottobre 2017
: Movimento per la Vita (BF1.902)

Nella vita di una donna, l'aborto rischia di essere una sorta di "morte dell'anima", un fantasma che ritorna sempre nella coscienza anche dopo l'eventuale Confessione. Io non guardo all'aborto tanto nella prospettiva civile e legislativa, ma più sul lato psicologico come un dramma sia per il medico che lo pratica, sia per la donna che lo subisce. L'embrione non può difendersi: è la creatura più innocente del mondo e mi piace molto la definizione di Madre Teresa di Calcutta. L'aborto si combatte vietandolo per legge o non piuttosto formando i giovani a scuola e nei media nella direzione di rispetto e apertura alla vita? Il Movimento per la Vita ha fatto entrambe le cose, ma la domanda che mi sono fatto resta in piedi, resta attuale. La Madonna protegga tutti i bambini nella fase del concepimento e mi pare giusto parlare di un nuovo umanesimo nella luce che dalla Madonna stessa promana, illuminando un percorso di santità da percorrere attraverso le famiglie, specie quelle cattoliche.

6 ottobre 2017
: peccato e vergogna (BF1.901)

Sono estremamente contento che il Papa parli, sottintendendo il timore di Dio, della vergogna di fronte al peccato. Penso che giusti e peccatori (anche il giusto è un peccatore come dice Proverbi 24,16) abbiano entrambi sete e possibilità di salvezza grazie al pentimento. Ma giusti e peccatori sono equidistanti dalla grandissima gloria di Dio, il solo santo, il solo giusto (Salmi 70,16). L'empio si arricchisce di ricchezza disonesta, disonora il prossimo ed opprime i poveri, ride per poi piangere in eterno. Per questo confidiamo nel Signore: perché il Signore è buono ed eterna è la Sua misericordia (vari Salmi tra cui 99,5). Chi siano i giusti (come fu giusto Giuseppe, il padre putativo di Gesù) e chi siano gli empi lo sa solo il Signore. La vergogna di cui parla il Papa rende liberi nel momento stesso in cui Dio decide di non ricordarsi più del nostro peccato (Salmi 31,1). Nella vergogna, infatti, c'è la verità che rende liberi (Giovanni 8,32) e dona pace e gioia nel Signore.

5 ottobre 2017
: Regno di Dio e vittoria contro Satana (BF1.900)

Il Signore accetta di perdere purché il Regno produca frutti. Il dramma della morte del Figlio sembra meno importante di questa "passione-ossessione" che il Regno produca frutti. Il frutto principale del Regno è la vittoria del bene contro il male. Così, il sacrificio di Cristo è veramente pietra angolare senza la quale non ci potrebbe essere la vittoria finale contro Satana e contro i suoi seguaci. Ora, tutti sappiamo che il concetto di appartenenti al Regno è più ampio del concetto di popolo di Dio. Perciò, il Regno può essere fatto fruttificare solo attraverso una collaborazione ineludibile tra Chiesa, popolo di Dio, e uomini di buona volontà a qualunque religione appartengano. Cristo guida dai Cieli una guerra spirituale per i frutti della quale tutti i giusti e tutti i peccatori pentiti sono salvati e saranno testimoni delle nozze eterne dell'Agnello narrate dall'Apocalisse. Un mistero, quello della salvezza, più grande di ogni pretesa di autoreferenzialità e di autosufficienza!

3 ottobre 2017
: il Dio del nostro destino (BF1.899)

Quando pensiamo che Dio dirige la nostra vita, dobbiamo ringraziare per i prodigi del Suo amore. Ma anche considerare che le situazioni in cui ci troviamo intersecano il concetto di limite che contribuisce a definire la vita umana. Ora, solo un miracolo può superare questo limite. Qualunque sia la nostra situazione, appunto, di "limite", possiamo però confidare che Dio è il Signore della nostra coscienza che è decisiva per evitare sia gli errori sia i peccati. In questo senso Dio è Signore della nostra vita, secondo il mio ragionamento e la mia esperienza. La psicosomatica ha messo bene in luce il nesso tra benessere fisico e spirituale. Se curiamo il nostro benessere spirituale secondo una tradizione religiosa, cristiana nel nostro caso, ciò si riflette anche sul nostro benessere fisico; tocca a noi far sì che tutto avvenga nella luce del Signore che illumina la nostra intelligenza e purifica la nostra anima, così compiendo i menzionati prodigi del Suo amore.


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