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Codice commenti (per indice analitico): da BF1.976 a BF1.996

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4 giugno 2018: narcisismo patologico e le tre dimensioni dell'essere umano (BF1.996)

Si può ridurre un uomo alla sola moralità dei suoi comportamenti, ma si cade nel moralismo. Si può considerare solo la sua psiche, ma allora c'è solo la razionalità e non il cuore. Si può vedere di un uomo solo l'anima e allora si sopravvaluta la dimensione della trascendenza. Se uniamo invece queste tre componenti, possiamo chiederci come penetri in una persona quel narcisismo patologico che ammorba poi la visione del mondo e di sé che ha il soggetto in rapporto a Dio e al mondo stesso. Probabilmente, le personalità sadiche, che sono intrinsecamente amorali, vivono esclusivamente del proprio slancio vitale, slancio pronto a sfidare le convenzioni sociali e l'autorità umana e divina. Perciò, occorre chiedersi se l'umanità "di base" che abbiamo in "dotazione" non vada in qualche modo sublimata e nobilitata. Se analizziamo i tipo di rapporto che abbiamo con Dio noi credenti, scopriamo che anche la religiosità è a rischio di derive narcisiste e patologiche.

30 maggio 2018
: la situazione politica attuale (BF1.995)

Mi sforzo di capire i punti di vista di tutti i protagonisti della scena politica attuale. Non solo la contrapposizione tra bianco e nero ma anche le sfumature di grigio. Non so se si debbano accettare i limiti implicati dalla nostra presenza in Europa e dall'adesione all'Euro. Ma pensandoci, mi pare di sì. Non mi stupisco delle zone di influenza che Francia e Germania rivendicano in forza della loro potenza politica ed economica. È forse una colpa essere forti politicamente ed economicamente? Credo di no. L'euro ha anche dei vantaggi tipo bassa inflazione e tassi di interesse bassi. Il pensiero radicale di molti commentatori mi lascia perplesso. Per me, va bene anche l'asse tra Movimento 5S e Lega di Salvini. L'alternanza proposta rispetto alla visione politica del PD può esprimere una fase matura della democrazia. La disillusione nasce dal vedere emergere personaggi sciocchi che dicono cose superficiali e fanatiche. Superficialità e fanatismo che vanno assolutamente evitati.

24 maggio 2018
: Pecca fortiter, sed crede fortius (BF1.994)

Forse anche i cristiani hanno perso la capacità di fare il mea culpa? La pratica serale dell'esame di coscienza è stata dimenticata? I confessionali sono sempre più vuoti? Eppure il malessere interiore c'è ma lo si gestisce con psicofarmaci, cioè ansiolitici ed antidepressivi; o recandosi da uno psicoterapeuta. Le generalizzazioni sono sempre rischiose. In conclusione, io penso che la misericordia, non solo verso gli altri ma anche verso sé stessi, sia propria degli animi nobili. Chi comprende la misericordia di Dio, non può non essere misericordioso verso sé stesso. L'importante è avere l'animo rivolto a Dio che una bella definizione di Cristo dipinge come "sole che sorge". Se Dio viene a visitarci e non ci rimprovera nulla, chi siamo noi per auto-accusarci? La massima luterana "Pecca fortiter, sed crede fortius" è di per sé inaccettabile per un cattolico ma un piccolo nocciolo di verità ce l'ha, a mio avviso.

24 maggio 2018
: Santissima Trinità 2018 (BF1.993)

Anche il peggiore degli uomini è illuminato dalla luce trinitaria. Anche il migliore degli uomini può avere un rimpianto: non aver capito pienamente la chiamata a vivere la vita trinitaria. Ma in cosa consistono questa luce e questa vita trinitaria? Dio suscita nella Chiesa il desiderio di "fare discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". La Chiesa si può dire bruci ardentemente di questo desiderio, meditando ogni giorno ciò che il Signore ha anche detto: "insegnare loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato". La Chiesa arde di ottimismo, di positività, di felicità, di speranza e di ogni altro sentimento positivo verso l'uomo. Nel nome di Dio, la Chiesa viene a liberare l'uomo e la donna da ogni angoscia e paura irrazionale con il battesimo e la Parola di Dio. I cristiani sono dunque benedetti in questa liberazione totale dal male mediante i sacramenti tutti e, se fedeli ad essi, ardono dal desiderio di non peccare.

21 maggio 2018
: Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa (BF1.992)

Si può obbedire per amore o per spirito di dovere. Io credo che la Madonna abbia ubbidito per amore. Poiché, in definitiva la Carità Ubbidiente è la Madre della Chiesa, valgono per la Madonna le parole della Beata Maria degli Angeli: "Vengo dall'Amore, vado all'Amore, faccio tutto per Amore". Poiché anche Dio è amore, questo comune denominatore tra Dio e la Madonna veramente ci illuminano sul senso di Maria Madre della Chiesa. L'amore della Madonna si irradia per tutta la Chiesa come la linfa per un albero. La nutre, la sorregge, la conforta, la incoraggia. Ma la Madonna, donna delle Beatitudini (come ha detto Papa Francesco), non fa che imitare Dio in modo sublime. Perciò la ammiriamo e ne siamo amati come figli che da Lei ricevono saggezza e consiglio ed ogni altro dono che tramite Lei piace al Signore donarci.

19 maggio 2018
: consumismo e festa della mamma (BF1.991)

Il consumismo fa breccia nei cuori deboli, incostanti, superficiali; per questo motivo mi pare così importante la sfida educativa che non riguarda solo bambini ed adolescenti, ma anche gli adulti. Dal paradigma del consumismo al paradigma dell'amore vero, sincero, profondo il passo è lungo, non breve. La bontà che ci portiamo dentro deve tradursi non solo in un acquisto consumistico, ma in una parola dolce, in una carezza, nell'ascolto attento dei desideri e dei problemi altrui, nell'empatia che conosce l'agape fraterna. Una preghiera per la mamma, una benedizione a lei rivolta, può essere un modo di onorarla ulteriormente. Aggiungiamo un po' di spirito disinteressato quando facciamo un regalo in occasione di una festa. Così avremo tanti amici sulla terra ed in Paradiso. Gesù, uomo perfetto, Dio amorevole, materno, fraterno e paterno, ci conduce a questa bontà nella fede che riscalda e illumina in modo autentico qualunque festa, donandole un sapore di dolcezza eterna.

17 maggio 2018
: Reazione e rivoluzione nella Chiesa Cattolica (BF1.990)

Può la Chiesa essere rivoluzionaria e allo stesso tempo reazionaria? Io penso che questo ossimoro sia una realtà. Lo Spirito Santo suscita sempre questi due spiriti, di rivoluzione e di reazione, nella Chiesa che, come diciamo nel Credo, è santa. Santa nell'aspetto rivoluzionario per indicare al mondo nuovi orizzonti di speranza e di gloria. Dire che la Chiesa è rivoluzionaria è un complimento, come ha detto Papa Francesco. La vita rivoluzionaria è vita di libertà interiore perché nella Storia degli uomini, grazie alla Chiesa, prende nuove forme e vince sempre sullo spirito di menzogna. L'aspetto reazionario si vede nel ripristino di valori immutabili che il mondo tende ad abbandonare nella sua stoltezza. Stoltezza demoniaca perché immorale. Stoltezza diabolica perché legata direttamente a Satana. Oggi viviamo nella certezza che la volontà di Dio, presto o tardi, si afferma come liberazione non solo escatologica del genere umano dalla "peste di errori e di vizi che ammorba il mondo".

10 maggio 2018
: Ascensione del Signore 2018 (BF1.989)

Nel linguaggio dei giuristi si parla di agire "in nome e per conto di qualcuno". È il concetto di "rappresentanza". Mi piace attingere alla mia esperienza passata di giurista, appunto, per pensare che Gesù ascende "per essere pienezza di tutte le cose" (Seconda Lettura), in rappresentanza di noi tutti. In rappresentanza di noi, Gesù porta al Padre le nostre speranze, le nostre preghiere, i nostri successi e i nostri fallimenti. Molti di noi sono "fiori recisi" dalla vita che però non hanno perso la speranza di ricevere il Paraclito promesso alla Chiesa. Ascendendo e portando al Padre la nostra umanità sofferente (ma anche il ricordo della Sua stessa sofferenza durante la Passione), Gesù santifica tutto ciò che ha meditato nella Sua mente e conservato nel Suo cuore circa coloro che sono stati i suoi compagni di viaggio. In eredità ci lascia lo Spirito Suo stesso che accende il fuoco della speranza, il fuoco della fede e dona l'arma della carità che vince ogni battaglia spirituale.

6 maggio 2018
: un dono che può essere rifiutato (BF1.988)

Nella fede, siamo benedetti dal Padre, siamo fratelli di Cristo e siamo segnati dallo Spirito sulla fronte con un sigillo che nessuno può togliere (cfr. Apocalisse 7,3 e 14,1). Certo, tutto ciò che siamo può diventare, sempre nella fede, dono offerto a Dio e alla Chiesa. Ed ogni dono può essere rifiutato: di questo siamo ben consapevoli. Ogni dono che è complementare e non dialogico rispetto ad altri commenti più o meno illustri che appaiono sul sito internet di Famiglia Cristiana, corre ancora di più il rischio di venire rifiutato. Ben poco, in conclusione, può la nostra fede se non c'è quel rapporto umano di amicizia fraterna, quella stima di cui parlano le parole belle del Cardinale Gianfranco Ravasi. Infatti, l'umanità stessa del Cristo è esaltata nell'amicizia fra cristiani. Questo commento viene ripubblicato sul mio sito internet e lo invio come dono che può essere, ripeto, certamente rifiutato dalla Redazione. Porgo al Cardinale Ravasi i miei più sinceri saluti ed auguri.

3 maggio 2018
: contemplare l'amore di Dio (BF1.987)

È una grande meraviglia contemplare l'amore di Dio per noi ogni giorno della nostra vita. Come si manifesti però questo amore è in parte un mistero. Perché, in parte, è misericordia verso i nostri peccati, in parte incoraggiamento e forza per affrontare le prove morali della vita, in parte, ancora, carisma dello stesso Spirito che in noi tutto rinnova. L'iniziativa di Dio nell'amarci si traduce nell'elevarci al rango di Suoi amici e nel dare la vita per noi. L'incredulità che spesso proviamo verso l'amore di Dio per noi può paralizzarci. Eppure, se ci fermiamo un attimo a pensare, Dio non può che amare. Che Dio benedica oppure che prenda atto del nostro rifiuto opposto a Lui, è sempre partendo dal Suo amore per gli uomini. Dopo aver donato la Sua vita per noi, Gesù la riprende per la Sua natura divina (Giovanni 10,17). Fallimento della vita è non comprendere l'amore di Dio, travisare la fede restando ciechi di fronte a tale amore e restare passivi di fronte alla chiamata alla carità.

27 aprile 2018
: Chiesa e società (BF1.986)

Certamente, non è sufficiente indicare tutto il bene che c'è nel mondo. Non è sufficiente dire che nelle lacrime di ogni madre c'è la preghiera a Dio e il dolore di Dio mescolati assieme. Che in ogni amore per il prossimo si rispecchia il divino nascosto in ognuno di noi. Che lo Spirito è all'opera tutti i giorni sino alla fine del mondo. In definitiva, non è sufficiente spostare l'orizzonte dalla Chiesa, allargandolo alla società. È centrale la Santissima Eucarestia perché, se Dio raggiunge ogni angolo buio della Terra con il Suo santissimo Spirito, le anime elette si nutrono del Corpo e del Sangue del Suo amatissimo Figlio. Iddio è un Dio geloso e guai a sottovalutare il ruolo della Chiesa. In definitiva, vorrei solo dire che oggi essere sale e luce del mondo è esaltare il divino che preghiamo si realizzi e si manifesti in ogni opera del buon Dio. Quando la società stessa diventerà un sacrificio di lode da offrire al Dio vivente, la gente tornerà nelle Parrocchie (forse).

26 aprile 2018
: la responsabilità cristiana (BF1.985)

Abbiamo una grande responsabilità venendo alla fede perché diventiamo immagine del Cristo di fronte agli uomini e vogliamo ben figurare e portare frutto, non come ipocriti, né come sepolcri imbiancati, ma generando buoni frutti per "lo Spirito che ci ha dato Dio" (Seconda Lettura). Gesù nel Vangelo dipinge un affresco che descrive la speranza, anzi direi tutte le gloriose speranze di Dio sul mondo, sulla Chiesa, su ciascuno di noi. La nostra preghiera è, dunque, che tali speranze si adempiano per la nostra salvezza; ed il primo impegno è collaborare con Dio nella medesima direzione affinché tutta la nostra vita sia trasfigurata in modo che "glorifichiamo il Padre" (Vangelo). Come cristiani, sappiamo, infatti, che innestarsi in Cristo significa credere alla Sua Parola come Parola Divina. Quindi, è chiaro quello che ci resta da fare, cioè il doverci radicare nella potenza, nella verità e nella grazia del Signore Risorto, vivendo per Cristo ogni minuto della nostra vita.

20 aprile 2018
: Gesù non si appropria di niente (BF1.984)

C'è qualcosa di singolare nel Vangelo di questa domenica. Gesù non si appropria di niente. Le pecore gli appartengono per volontà Sua e del Padre e dello Spirito fin dal principio dei tempi. Gesù ne è semplicemente consapevole. Gesù, dicevo, non è uno che si appropria della gloria altrui. Non si appropria della nostra anima, della nostra volontà, della nostra mente e neppure della nostra fede. Eppure, come afferma la prima Lettera di San Giovanni, i cristiani restano degli sconosciuti per il mondo quando il mondo mostra di non conoscere Cristo. Due tasselli, dunque, restano: l'appartenenza a Cristo e l'essere sconosciuti al mondo. Oltre a non appropriarsi di nulla, Gesù non si sostituisce a noi, così come noi non possiamo sostituirci a Dio. Questo è bello perché ci fa capire che il cristiano, pur appartenendo a Cristo, è sostanzialmente un uomo libero; schiavo solo dell'amore che tutto sopporta e che non cerca il proprio interesse come dirà San Paolo in 1Corinzi 13,4-7.

16 aprile 2018
: chi va all'Inferno? (BF1.983)

I miei amati amici non credenti mi hanno posto questa domanda più e più volte: "Chi va all'inferno?". Ma io non so chi va all'inferno. Forse, con una immagine un po' poetica potrei rispondere che va all'inferno chi fa piangere Dio con la sua cattiveria. Per ogni lacrima di Dio, c'è un'anima che si perde … Posso pormi delle domande del tipo: "Chi è così perfetto da non andare in Purgatorio?". E tra i santi (non intendo dire quelli canonizzati, ma intendo dire semplicemente i bravi cristiani), chi può essere odiato da Dio al punto di dannare la propria anima? Ecco, possiamo dire che la speranza della salvezza è una speranza fondata. Qualcuno pretende di sapere che l'inferno è vuoto, ma anche questo è vanità, direbbe Qoelet. I vanitosi - si sa - sanno tutto. L'inferno, è un mistero chiuso a chiave nella mente di Dio. Solo Cristo ha accesso, con lo Spirito Santo, a questo mistero. Noi dobbiamo accontentarci della ignoranza in cui versiamo circa il destino esatto delle anime dannate.

12 aprile 2018
: Giona Profeta (BF1.982)

Giona è un profeta nella cui umanità possiamo tutti rispecchiarci. Non è perfetto, lotta in un certo senso contro Dio stesso. C'è dentro di lui questa complessità un po' contraddittoria che lo rende più umano. Il finale è positivo, Giona vince assieme al suo Dio nel rinnegare sé stesso, le sue esitazioni e donarsi ai Niniviti per salvarli dall'ira di Dio. C'è prima un vuoto dentro di lui, un disorientamento circa le cose da fare. Quanti di noi si trovano esattamente nella stessa situazione! Capisco perciò profondamente Giona. Nel ventre del pesce, cui si possono attribuire molteplici significati, matura la paura che diventa speranza, matura la fede che si arricchisce del timore di Dio. Prima di diventare fratello di tutti i Niniviti, Giona conosce la notte oscura del suo rapporto personale con il Signore. Il suo passato diventa prezioso quando, convertendosi alla chiamata, alla missione affidatagli, si arrende nelle mani di Dio per il compiersi di un disegno di salvezza.

12 aprile 2018
: conversione e cancellazione dei peccati (BF1.981)

Gli Atti degli Apostoli affermano un nesso molto forte tra il "cambiare vita" e la "cancellazione dei peccati". La conversione porta a cambiare gli orizzonti che denotano la nostra avventura esistenziale. La scala dei valori viene ridefinita; al centro c'è un primo traguardo, traguardo cioè che significa la stessa fede che con il cuore crede che Cristo è Risorto. Poi, ulteriore obiettivo è porre al centro la "gioia celeste" cioè quella gioia che viene dal Cielo e che solo Cristo può dare. La cancellazione dei peccati mette fine a tante ansie inutili e ci dona la pace, ci fa pregustare i "frutti celesti" della vita di fede oggi sulla Terra e poi nei Cieli. Nel Vangelo, conversione e perdono dei peccati vanno incontro al nostro desiderio di infinito che alberga in noi prima come brace sotto la cenere, poi come vittoria totale e definitiva contro il male, preludio della vita in Paradiso e della giustizia che Dio vuole affermata e conquistata nell'aldiquà.

11 aprile 2018
: Spirito Santo e non battezzati (BF1.980)

C'è il tema delicatissimo dell'azione dello Spirito a favore delle persone non battezzate, magari perché appartenenti ad altre religioni. La Scrittura cristiana al riguardo dice che "In nessun altro [che in Gesù] c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati" (Atti 4,12). In Marco 16,16 si legge ancora che "Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato". Si è molto insistito sul carattere deicida del popolo ebraico secondo una vecchia teologia. Oggi si deve, a mio avviso, valorizzare il carattere messianico del popolo ebraico anche perché da esso è uscito il Cristo. Il Giudaismo, da Cristo in avanti, sussiste per opera dello Spirito, a mio avviso, che procede da Cristo stesso. Per i meriti di Cristo, anche atei, ebrei ed islamici possono salvarsi proprio perché opera in essi lo Spirito Santo che procede dal Figlio. Veramente, Cristo è il motore remoto di tutto l'Universo.

9 aprile 2018
: si può essere santi oggi? (BF1.979)

Santità penso significhi non ridurre l'essere santi ad un settore della nostra vita. Come sullo scaffale di un supermercato, nella nostra vita c'è il settore "soldi", poi quello "benessere fisico", poi il settore "benessere psichico", eccetera. Infine, si trova il settore "religione" che emerge quando recitiamo una preghiera o partecipiamo alla Santa Messa. Invece, la santità coinvolge tutti i settori affinché tutti gli aspetti della nostra vita siano irrorati dalla luce dello Spirito. Se tutto riflette la Gloria di Dio sia come Creazione, sia come vigna da coltivare operosamente, c'è la santità. Il concetto che tutti i battezzati sono chiamati alla santità va molto di moda e non voglio sottovalutarlo. Mi lascia però un unico dubbio; conta la chiamata, cioè ciò che si semina ma conta anche ciò che si raccoglie. Quanti frutti di santità raccogliamo? La grazia di Dio non può essere "usata" ma solo "accolta" e questo vale sia per le Beatitudini, sia per la carità verso il prossimo.

5 aprile 2018
: attesa e silenzio di Dio (BF1.978)

Dio ci lascia spazio, penso, con il suo silenzio. Un silenzio liberante per la libertà umana che può scegliere tra la fede e la mancanza di fede. Questo sposalizio tra attesa paziente e silenzio di Dio nutre la sapienza dei santi e dei profeti. Aspettare che capiti qualcosa a caso non è la strategia ideale per una vita saggia. Occorre fare delle scelte più o meno coraggiose, anche se proprio sotto l'aspetto del coraggio è stata criticata la scelta della vita di fede. "Nell'alone" - scrive il Cardinale Ravasi - "del silenzio e della solitudine il Signore chiama spesso per dare l'avvio alla rinascita di una vocazione in crisi". Per chi è laureato in "scienza della confusione" - come ironicamente disse di sé don Ciotti - la crisi è la condizione permanente dell'esistenza umana. Aggiungerei che tale crisi è tale di fronte all'evento della morte. La crisi è la porta attraverso la quale entriamo in tale evento santamente, cioè interrogandoci sul senso della vita illuminato da Dio stesso.

4 aprile 2018
: Eucarestia, Confessione, Grazia sanante (BF1.977)

Spero di non dire delle sciocchezze perché non sono un teologo. Per dire che la Eucarestia è una medicina bisogna ammettere in essa la presenza di una grazia sanante. La grazia sanante non sarebbe solo nella Confessione ma anche nella Comunione stessa. La Confessione sarebbe preparazione alla Comunione, non nel senso di una "conditio sine qua non", ma nel senso di una armonia della vita cristiana, armonia che viene rotta se si pratica frequentemente la Eucarestia senza praticare frequentemente la Confessione. L'indegnità a ricevere l'Eucarestia di cui parla 1Corinzi 11, 27-31 sarebbe un caso estremo, una sottospecie del più generale peccato contro lo Spirito Santo. La completezza dei sacramenti è perfezione della vita cristiana, la mancanza di completezza non è condanna ma un semplice peccato che va confessato. Chi fa l'Eucarestia nel nome dell'Anticristo, costui è reo del Corpo e del Sangue del Signore, ma si tratterebbe di un caso limite.


4 aprile 2018: orgoglio, giusta stima di sé e identità cristiana (BF1.976)

Gli orgogliosi danno molta importanza a ciò che gli altri dicono di loro. I cristiani dovrebbero essere grati a Dio quando i fratelli hanno una buona opinione di loro perché l'opinione della Chiesa sui fedeli è basata su di un fiuto non dico infallibile, ma certamente legato alla sapienza dello Spirito. Sono santi coloro che Gesù dichiara beati nelle persecuzioni attuate mediante la parola secondo quanto dice il Vangelo (Luca 6,22-23 e in modo particolare Matteo 5,11-12). Un cristiano che si sente superiore agli altri perché viene lodato è come quell'asino "di cui si dice tutto il bene possibile perché corra" come dice un proverbio famoso. Certo dobbiamo imparare a fregarcene delle malelingue, aspettando che la ricompensa venga da Dio nello stimare sempre gli altri superiori a noi stessi (Filippesi 2,3 e Romani 3,9). L'eucarestia e la preghiera sono il sigillo di una vita sana cristianamente e anche non cristianamente, sana perché confidiamo nell'amicizia di Dio.

FINE TESTO


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