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Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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9 giugno 2011:
scandalo don Seppia (BF150)

Proprio in questi giorni riflettevo su questo: ogni singolo sacerdote fa parte della Chiesa o è egli stesso, in un certo senso, la Chiesa?
Non mi riferisco alla questione della successione apostolica nel Collegio Episcopale, ma proprio a quella universalità del magistero pastorale che ha ogni sacerdote.
Quindi, violare vite innocenti non è solo una scandalosa violazione del Vangelo, ma anche estrema superbia e mancanza di prudenza nel proprio ruolo di rappresentanza della Chiesa Cattolica.
Ogni scandalo rappresenta un grave danno d'immagine per la credibilità cristiana di cui solo un animo semplice ed irresponsabile come quello di don Seppia e di tanti altri don Seppia sparsi per il mondo non si rendono conto.
Cioè, non è solo la mancanza di amore per i piccoli, ma anche la mancanza d'amore per il popolo di Dio che permette che certi scandali avvengano. Ciao.

6 giugno 2011
: parole usate come macigni, Moratti, Pisapia, Tettamanzi (BF149)

Lo stile e la sostanza sono due cose diverse. Invece, quanto al primo, cioè allo stile, si leggono parole usate come macigni. Anch’io in passato ho sbagliato in questo senso. Lapidazioni pubbliche, stile da far west a destra (soprattutto) e anche un po’ a sinistra. Se sei un migrante devi andare “fuori dalle balle”. Se appoggi un candidato ex comunista sei poco meno che un bandito. Se ti permetti di esprimere liberamente un pensiero teologico poco ortodosso sei un eretico da bruciare sul rogo. Siamo alla caccia alle streghe, ad un clima da guerra civile verbale (paradossalmente, qualcosa di simile lo ha detto Berlusconi), alla politica inguardabile (sono parole di Bagnasco). Dovremmo tutti imparare da Enzo Bianchi che quando ha parlato delle tesi teologiche di Mancuso ha detto che non era d’accordo con lui praticamente quasi in niente ma che si guardava dal parlare di eresia. Quanto alla sostanza, c’è chi non si rassegna, a destra come a sinistra alla diaspora politica dei cattolici e lancia anatemi e delegittimazioni. Personalmente, sono di centro e penso si debba ricostruire una destra civile, anti-fascista, liberale. A Milano c’erano due candidati apparentemente impresentabili perché non moderati e tolleranti. Ma Pisapia aveva in lista più cattolici candidati della Moratti. Bene ha fatto il mio partito, l’UDC a lasciare libertà di coscienza agli elettori. Meglio sarebbe stato indicare per il voto Pisapia perché il berlusconismo è, in questo momento, una degenerazione grave del tessuto politico e civile del Paese peggiore, a mio avviso, degli errori veri o presunti della sinistra. Ma Pisapia ha nominato Assessore Tabacci e così ha cominciato bene, nominando ad un ruolo centrale un esponente del Terzo Polo. Perché Allam non è contento? Milano ha bisogno di un’anima e Tettamanzi ha cercato di dare un’interpretazione credibile dell’anima di Milano. Per un cattolico il vescovo è un essere umano con le sue idee politiche quando non esprime, in unione col Papa e con la maggioranza del Collegio Episcopale, verità in materia di fede. L’appoggio a Pisapia è legittimo ma non ne va sopravvalutato il collegamento carismatico e pastorale con il ruolo di Vescovo. Le intenzioni del Vescovo di Milano sono ottime ma anche qui la forma giusta è venuta a mancare. Bisognava e bisogna, secondo me, esprimere rispetto per la scelta dei cittadini di Milano non appoggio al merito della scelta. Tettamanzi per me ha sbagliato a non fare questa distinzione. Il voto dei moderati è “congelato” a sinistra fin quando la destra non si renderà presentabile nello stile e nella sostanza. La sfida per le prossime elezioni politiche è ancora aperta nel senso appena precisato.

4 giugno 2011: famiglie perfette e non (BF148)

C’è un normotipo (cioè un modello giuridico) di Famiglia Perfetta e c’è l’anomia (cioè la mancanza di regole) della famiglia di fatto, che viene parzialmente corretta a favore dei figli naturali, specie in materia di mantenimento e di diritti ereditari.
Si sa che Gesù Cristo aveva una certa predilezione sia per la prima situazione (si noti come elogia il giovane ricco per aver osservato i Comandamenti fin da piccolo e come esorti a essere perfetti come perfetto è il Padre Celeste) , sia per i reietti che appartengono alla seconda categoria.
Possiamo dire che il principio di retribuzione dei peccati dei genitori (concepimento naturale o addirittura adultero) nei confronti dei figli è spezzato da Gesù. Forse, se un figlio nasce fuori dal matrimonio è perché si manifesti in lui la Gloria di Dio. Anche se il libro dei Proverbi dice dei figli di adulterio che non giungono a maturazione …
La chiamata alla santità è universale ed individuale allo stesso tempo. E’ universale perché riguarda tutti i battezzati (almeno) è individuale perché tiene conto del destino e delle disgrazie di ciascuno.
Mi viene in mente una frase di Enzo Biagi: “Signore, sia pace anche (un poco) agli uomini di cattiva volontà: allarga un poco la tua misericordia altrimenti siamo tutti nei guai”.
Dicevo che da un lato ciò che conta sono due concetti. Il primo è quello di puntare alla Famiglia Perfetta, matrimonio in Chiesa, genitori credenti che trasmettono la fede ai figli.
Ma d’altro lato, è necessario “fare rete” a favore dei soggetti deboli, i figli illegittimi ed adulterini, gli orfani, le vedove, gli anziani non più in grado di badare a sé stessi.
La famiglia, a mio avviso, è essenziale ma non basta assolutamente. Siamo tutti chiamati universalmente a fare rete gli uni con gli altri. Ce lo mostra l’esempio dei santi e di tanti sacerdoti non santi che si spendono quotidianamente a favore degli altri.
Secondo me quello che conta è dire sì a Dio, al prossimo e alla Chiesa che vogliono aiutarci.


16 maggio 2011
: amministrative maggio 2011; delusione Terzo Polo (BF147)

Perché non organizzare a questo punto le primarie del Terzo Polo per eleggere un leader? Credo che i tempi siano maturi. Al ballottaggio, il Terzo Polo può decidere le sorti di Milano e Napoli.
Grande delusione per i risultati elettorali del Terzo Polo, tuttavia. Quelle che Casini continua a definire come “le ali estreme” della politica italiana –alias il bipolarismo – continuano a piacere agli italiani. Ha un bel strillare, un po’ inutilmente, Casini.
Serve, a mio avviso una segreteria di dirigenza del Terzo Polo che detti una linea univoca perché non si è assolutamente capito quale sia la linea di Casini-Fini, ammesso che ne abbiano concordata una.
Infatti, Fini e i suoi parlano di una “ricostruzione del centro-destra”, mentre Casini caldeggia un Governo di responsabilità Nazionale, se capisco bene, una coalizione di Moderati che però paralizzerebbe l’alternanza e che comunque in Italia non mi pare al momento esistere.
Secondo me ha ragione l’entourage di Fini: il compito del Terzo Polo è portare moderazione cattolico-liberale nel centro-destra.
Chi scrive è iscritto all’UDC e stima molto Lorenzo Cesa e Gianfranco Fini.

5 maggio 2011: Berlusconi è sotto ricatto? (BF146)

Don Antonio Sciortino scolpisce con parole perfette l'aspetto morale del problema. Io sono però anche preoccupato per la debolezza internazionale dell'Italia che sicuramente è legata agli scandali morali del Premier. Mi domando, il Premier è sotto ricatto di poteri più o meno occulti nazionali e stranieri? Perché e come sono sparite le foto dei suoi festini erotici? Insomma, il male non è solo male morale in sé, ma ha effetti deleteri su tutta un'altra serie di piani: politico, strategico, educativo ecc. E' un brutto momento per l'Italia.

4 maggio 2011
: Casa bianca, popolo americano e cristiani d'America (BF145)

Molti confondono l'America con la Casa Bianca e il popolo americano con i cristiani d'America. La Chiesa cattolica è stata a volte critica, a volte favorevole verso la politica di Washington ma non è mai venuta meno la simpatia dei cattolici per il popolo americano in quanto tale. I cristiani d'America poi sono nostri fratelli. L'ecumenismo politico e militare c'è già ed è la NATO. Europa ed America devono lavorare sempre di più su reciproche relazioni di amicizia e collaborazione per far fronte alla potenza crescente dei Paesi emergenti non cristiani per stabilire con essi rapporti di amicizia ma anche per far fronte alla crescente competizione strategica ed economica.

2 maggio 2011
: ortodossia e "dare a Cesare" (BF144)

Se i cristiani si disimpegnano da tutto ciò che è "Cesare", cioè dalle guerre, dall'uso della forza, dalle rivoluzioni, dai cambiamenti storici in genere, dalla politica, dall'intelligence, lasciano spazio - io dico tragicamente - a qualcun altro. E' un caso che il comunismo reale si sia diffuso in Russia, proprio il Paese dove la Chiesa cristiana ortodossa interpreta il "dare a Cesare quel che è di Cesare" nel senso di un disimpegnato ascetismo? Più i cristiani di disimpegnano, più di politica e di guerra si occupano atei e comunisti. Bel risultato!

2 maggio 2011
: uccisione di Bin Laden (BF143)

Se uno è disarmato e si consegna bisogna processarlo, se uno è armato e risponde sparando, a mio modesto avviso gli si può sparare. Questo come criterio generale. Io non ero presente e non so esattamente come sono andate le cose. I cattolici dovrebbero ricordarsi di ciò per cui ha chiesto persino perdono un Papa come Giovanni Paolo II, cui va aggiunto lo sterminio dei catari, le torture, le pene capitali irrogate, il rogo di eretici e streghe, le crociate eccetera. Bisogna guardare la trave nel nostro occhio e non la pagliuzza nell’occhio degli USA. Che poi non ci si debba rallegrare per la morte di un uomo sono d’accordo. Ma da oggi il mondo è più giusto e più sicuro e di questo io sono soddisfatto. “Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine” (Matteo, 24, 6). E’ necessario che tutto questo avvenga prima che Cristo ritorni. Il male è presente nel mondo e va chiamato come tale e affrontato con forza, giustizia e intelligenza. Da migliaia di anni, l’intelligence uccide. Non bisogna allarmarsi per questo, ma per le ingiustizie che ci sono nel mondo: a titolo di esempio i milioni di bambini e adulti che muoiono di fame. Altro che Osama Bin Laden! Certo, era meglio una Norimberga, se fosse stato possibile, in questo ha ragione Anfossi.


2 maggio 2011
: perché non mi fido dei politici (BF142)

Neanche io mi fido dei politici. La democrazia porta spesso al potere persone stupide e corrotte. Ecco perché i "poteri forti" - stampa, televisione, capitalisti, magistratura, burocrazia - sono utili per condizionare la politica tramite un sistema di pesi e contrappesi. Chi non lo capisce ha una mentalità fascistoide.

30 aprile 2011
: drogarsi oggi (BF141)

Come ha sottolineato il filosofo e sociologo Zygmunt Bauman siamo passati dalla società del produttore alla società del consumatore.
In, pratica, l'individuo non è più valutato socialmente per quanto può produrre, come nella vecchia società industriale, ma per quanto può consumare.
E' chiaro che questo - sempre che sia giusta la tesi sociologica enunciata - ha portato una nuova valutazione circa il consumo di droghe che, eccetto il fenomeno correlato della delinquenza, non sempre presente, diviene fattore socialmente positivo di "consumo" anziché fattore negativo di estraniazione, quando presente, dal circuito produttivo. In altri termini, la condanna sociale, lo stigma collettivo, per il consumo di droghe si è molto attenuato.
Inoltre, si è diffuso l'uso di droghe a buon mercato che non necessariamente inducono a rapinare in quanto sono economicamente alla portato di molti, se non di tutti.
Sul piano della incidenza nella vita della persona, non sempre chi ne fa uso è socialmente un soggetto marginale.
Come se non bastasse, la diffusione del relativismo morale, oltre che filosofico, cioè riguardante sia l'etica sia la verità, ha completamente fatto passare di moda l'aspetto di grave peccato in senso religioso dell'atto di drogarsi.
Bisogna assolutamente intervenire prima che la droga provochi danni permanenti al cervello, quando c'è questo rischio, e porti alle estreme conseguenze, ad esempio l'estraneazione del drogato dal mondo del lavoro, la sua destrutturazione sociale, il mendicare, la malattia mentale vera e propria.
Mi ricordo che quando mi ammalai di schizofrenia lucida cronica paranoide, tanti anni fa, avevo come ossessione il terrore di diventare un barbone perché avevo perso il lavoro. La mia reazione personale, assieme alla rete di sostegno rappresentata dai servizi sociali della ASL, dalla famiglia e dal mondo delle Parrocchie (oggi i sacerdoti sono la mia seconda famiglia) mi ha salvato.
Sulla politica dei tagli al welfare da parte delle Regioni e dello Stato, mi sono già pronunciato nel senso che segue: occorre, a mio modesto avviso, istituire un Albo Regionale, pubblicamente consultabile dal cittadino, che elenchi gli enti e le associazioni che - come quella che fa capo a don Ciotti - presentino requisiti elevati di serietà e di utilità sociale per accedere a finanziamenti cospicui. In pratica, si deve passare, a mio modo di vedere, dai mille rivoli di finanziamenti pubblici, concessi anche alle iniziative più immeritevoli e incredibili, a pochi finanziamenti adeguati e mirati in base alla rilevanza sociale del destinatario del finanziamento pubblico.


29 aprile 2011
: per William e Kate, ritornello (BF140)

Ho composto un ritornello, per il matrimonio di William e Kate. Mi scuso per l’inglese traballante.
Love and shame, not all days are the same Love and tenderness, in these words the secret of lasting things Love and anger, marriage is a daily never ending struggle Love and fury, be sure you are not false in friendship. Auguri di una felice vita assieme.
Andrea Annibale


29 aprile 2011
: reato di clandestinità (BF139)

Alcuni giuristi (mi riferisco agli ideatori del reato di clandestinità) mettono sulle spalle dei migranti pesi insopportabili e mi viene in mente un passo del Vangelo (Luca, 11, 46) che dice: "Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!".
Il reato penale di clandestinità non ha nessuna efficacia deterrente, è ingiusto dal punto di vista umanitario, riempie inutilmente carceri già sovraffollate a spese del contribuente. Inoltre, chi fugge da situazioni di estrema oppressione e miseria può persino preferire un carcere italiano alle condizioni bestiali di vita del suo Paese, dove spesso manca tutto ed il contrario di tutto.
Non ci sono facili soluzioni, è inutile illudersi. Siamo destinati a subire i flussi migratori, non parliamo poi della catastrofe umanitaria che ci sarebbe se in un lontano domani finissero le riserve naturali di petrolio.
L'unica strada percorribile è quella indicata da San Giovanni Bosco, cioè l'accoglienza, la promozione sociale della persona e, quando è concretamente possibile, l'evangelizzazione.
E' necessario però anche regolamentare per legge i flussi migratori stabilendo delle quote molto rigide perché non sia vanificato il concetto stesso di Nazione a favore di una visione anarcoide del diritto a migrare.
In un separato intervento, ho auspicato l'elaborazione dal punto di vista del diritto naturale di soluzioni al problema dei flussi migratori, come fecero il domenicano Francisco De Vitoria e Ugo Grozio per altri temi nei secoli scorsi (XVI e XVII rispettivamente).
Ogni essere umano ha il diritto di cercare altrove condizioni di vita migliori, mentre ogni Stato ospite ha diritto a fissare precisi percorsi di integrazione culturale e lavorativa.
Non penso di aver detto nulla di particolarmente originale, ad ogni modo ho solo voluto esprimere la mia spero umile opinione.
Tutto da sviluppare è poi il tema della migrazione su invito preventivo detto anche adozione del migrante da parte di una impresa o famiglia che abbia interesse alla manodopera retribuita. E' un tema da studiare e approfondire con serietà, perché, come ha detto il cardinale Tettamanzi "al servizio degli altri non ci si improvvisa". D'altra parte, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità Sant'Egidio, ha ammonito sui rischi che una immigrazione selvaggia può produrre sulla coesione sociale con queste parole scritte proprio qualche mese fa sul settimanale dei paolini: "Oggi, nel mondo globalizzato, genti di origine e religione diverse vivono assieme. Questa convivenza rischia di diventare una Babele senza fondamento, incapace di educare al rispetto degli altri, carica di tensioni".


28 aprile 2011
: diritto naturale dei migranti (BF138)

Sull'esempio del grande domenicano Francisco De Vitoria, e del più laico Ugo Grozio, c'è urgenza di fare il punto sui diritti dei migranti, dal punto di vista del diritto naturale e del diritto internazionale. Attualmente, le migrazioni sono affidate al caos più completo, i migranti sono oggetto di ogni tipo di ingiustizia e di sopruso, arrivano nel Paese ospite senza una dovuta preparazione culturale, lavorativa e umana. I have a dream … diceva Luther King. Questo sogno andrebbe esteso ai migranti di ogni razza e Paese. Una rete capillare di centri salesiani potrebbe essere finanziata dall'ONU per la formazione dei migranti, la loro evangelizzazione e promozione umana e morale. Forse la regolamentazione dal punto di vista internazionale dei flussi migratori, partendo da una sana filosofia del diritto naturale, sarà una delle grandi rivoluzioni culturali del nuovo millennio che è iniziato. Io sono a favore di un movimento cristiano per l'emancipazione del migrante. Dopo il femminismo, il pacifismo, l'abolizione della pena di morte è una delle grandi frontiere del cattolicesimo a venire. Mi pare che, ad ogni buon conto, il problema sia stato già affrontato dalla Chiesa di Roma. Ora che giustamente si festeggia il matrimonio di William e Kate e che si beatifica Papa Giovanni Paolo II, bisogna anche ricordarsi dei disperati. Anzi, è proprio nel ricordo e nella difesa degli ultimi che il clima di beatificazione del Papa polacco assume un significato autenticamente cristiano. Come avrebbe voluto lui stesso, Papa Wojtyla.

28 aprile 2011
: caso Lactalis, sindrome francese (BF137)

Chi ha delle idee per migliorare il cattolicesimo politico italiano - se cattolico - è benvenuto, si faccia avanti. Si faccia avanti, se socialdemocratico, chi ha buone idee per la socialdemocrazia italiana. Giochi un ruolo decisivo chi sa proporre un'Italia influente e autorevole nell'ambito della NATO.
Se invece uno vuole suicidarsi, si accomodi: basta pretendere di governare l'Italia contro la magistratura, contro la burocrazia, contro la libera stampa, contro le voci dissidenti in televisione, contro la NATO, contro la Francia, contro gli USA. E aggiungiamo contro la verità.
Di recente, un bellissimo articolo pubblicato da La Civiltà Cattolica diceva che l'unificazione politica e militare dell'Italia è stata preparata da secoli di omologazione culturale.
Quali sono però i fatti preparatori cioè i prodromi di questa unificazione politico militare? Certamente l'impero romano ed i regni barbarici (specie il Regno dei Longobardi), cominciando da lontano. Poi, avvicinandoci, l'unità della Lega Lombarda contro le pretese dell'Imperatore, unità tanto cara nel nome di Alberto da Giussano alla Lega Nord. Ma non si possono dimenticare le affermazioni militari del ducato di Savoia, poi Regno di Sardegna, nel 1557, nel 1706, con la Restaurazione antinapoleonica e poi col Risorgimento, sempre in alleanza con una potenza straniera ed ora in chiave anti francese, ora in chiave anti austriaca. Grazie all'unificazione sono sorte grandi imprese italiane come Unicredit, Generali e Fiat. Tutte queste imprese si sono espanse all'estero. La OPA di Lactalis non è paragonabile alle ruberie napoleoniche. Lactalis sta comprando, non sta rubando. La stragrande maggioranza delle imprese italiane poi non è quotata in borsa e quindi non può essere depredata dallo straniero. Torniamo per un attimo alla realtà.

25 aprile 2011
: Storia, prescienza di Dio, fatalismo (BF136)

Mi viene solo un pensiero. Stavo pensando ad un canzone di Francesco De Gregori "La Storia siamo noi". Non bisogna essere fatalisti. L'idea che Dio conosca il futuro in base alla sua onniscienza mi pare porti ad un atteggiamento fatalista e mi pare che abbia fatto dei danni. In realtà dobbiamo sempre dirci "la Storia poteva andare diversamente". Tutto si può vincere e tutto si può perdere. Hitler poteva non esserci, e così tante altre mostruosità e ingiustizie che la mente umana, Dio ci perdoni, ha partorito. Siamo vigili sulla Storia, perché non sappiamo quando il padrone ritorna (Luca, 12, 35-40)! Come credente, trovo bellissime le parole del Vescovo Alberto Maria Careggio: "Il vero cristiano crede nel potere di Cristo risorto, totalmente diverso da quello umano". Nel nome della bontà di Dio possiamo costruire una società giusta e deviare il corso non scritto degli eventi futuri.

24 aprile 2011
: storiella sull'ecumenismo: i due monaci (BF135)

Ho inventato questo piccolo racconto dedicato ai temi affrontati nell'articolo del carissimo priore Enzo Bianchi. Due monaci parlano fra di loro dell'ecumenismo con i fratelli protestanti e uno dice all'altro: "Vedi , l'ecumenismo è già pienamente realizzato nella Chiesa celeste, cioè in Paradiso, dove cattolici, protestanti e ortodossi vivono insieme in comunione di verità, amore e grazia". Il secondo monaco dopo un po' muore e incontra il Padre Eterno nonché san Pietro che lo accoglie festoso nel Paradiso. Ma ecco che l'anima del monaco cattolico incontra l'anima di un luterano. Questo monaco, spaventato, va da Cristo, che, assiso alla destra di Dio Padre, lo ascolta con infinita pazienza. Il monaco dice a nostro Signore: "Sulla terra ero contro l'ecumenismo, perciò, piuttosto che starmene qui insieme a questo cane luterano, preferisco andare all'inferno". Ecco che il Signore, pur di toglierselo dai piedi, gli dice: "Sia come hai detto, prova l'ebbrezza dell'inferno". L'anima del monaco, trovatasi all'inferno, incontra anche all'inferno l'anima di un luterano, nonché l'anima di un cattolico, di un ebreo e di un ateo malvagi". Il monaco allora dice a sé stesso: "Che stolto! Era meglio starsene in Paradiso con il luterano buono che stare qui fra i tormenti con un altro luterano" e si mette a protestare col diavolo, tanto che, Lucifero stesso, non sopportandolo più perché è petulante e davvero giusto, implora Dio, maledicendolo, finché Dio convoca il monaco e gli dice: "Tornerai trenta giorni sulla terra poi morirai di nuovo come Lazzaro, per avere il tempo di pentirti per la tua mancanza di spirito fraterno ed ecumenico". Il monaco torna sulla Terra ed incontra il primo monaco e gli dice: "Sai, ho fatto un brutto sogno, ho sognato che ero nell'aldilà e c'erano ebrei e luterani ovunque". Il primo monaco gli dice: "Rassegnati, anch'io, mentre tu sognavi, ho accolto in casa un luterano ed un calvinista e mi hanno detto che, mentre sognavi di essere nell'aldilà, è proprio il periodo in cui non ti hanno più visto ed hanno capito quanto mancavi loro e quanto ti amassero!".

24 aprile 2011: dare agli atei (BF134)

Vorrei riprendere un punto centrale della riflessione del Cardinale Ravasi per quanto attiene il passo che parla delle opere buone dei cristiani per quanto attiene gli atei.
Cosa ha fatto Gesù con gli atei? Ha detto che c'è più gioia nel dare che nel ricevere. E ha dato ai non credenti, che allora erano identificabili con i cosiddetti "cagnolini" (Marco, 7, 28), i non giudei, i non farisei, i non sadducei. Ha dato speranza, guarigione, acqua da bere, benessere.
Oggi, a mio modesto avviso, i cristiani rischiano per passare solo come quelli che rivendicano un sogno egemonico impossibile, alla luce dei cosiddetti "valori non negoziabili" e dei "temi etici rilevanti".
Io ho proposto e propongo di dare ai laici un polo televisivo dei laici, perché la Pasqua sia la festa dello "spirito [minuscolo, sic] che risorge per tutti", una bellissima intuizione di Eugenio Scalfari su la Repubblica di oggi, 24 aprile 2011.
Credo che dobbiamo stare vicini a quei politici che difendono i valori cattolici al centro, a destra e a sinistra e contemporaneamente non stancarci mai di lanciare ponti (pontifex significa "costruttore di ponti") ad imitazione di quel Sommo Pontefice che è il Papa.
Un possibile ponte potrebbe implicare il concordare valori etici comuni per cattolici e non cattolici per la convivenza della e nella Nazione e percorrere la strada della obiezione di coscienza per i cristiani.
Ad esempio, perché non permettere agli sposi cristiani di rinunciare alla possibilità del divorzio nel momento in cui si sposano in Chiesa?

24 aprile 2011: il potere di Satana (B133)

Tutto il male e tutto il bene del mondo si riconciliano, a mio avviso, in Cristo Giudice. Se Cristo non fosse venuto tra noi, non saremmo neppure sicuri che il bene esista, come si vede dal tormento di Giobbe. Certo, c'è già una oggettività del bene e del male nell'A.T. Con Cristo, però, abbiamo un avvocato potente presso il Padre, cosicché chiunque invoca il suo nome ha una speranza concreta di salvezza. Sino alla nostra morte siamo esposti ad un grave rischio, perché, come Dio parla alla nostra coscienza, anche il tentatore parla. Forse per questo siamo un misto di erba buona e di zizzania, fin quando siamo in questo mondo. Nell'aldilà però è stabilito un grande abisso, tale che non lo si può attraversare (Luca, 16, 26). Ora, riflettendo in passato, ho pensato che se non ci fosse il male, Cristo non avrebbe avuto motivo di discendere negli inferi prima di ascendere al Cielo. Non avrebbe avuto motivo di immolarsi liberamente sulla Croce. E non avrebbe avuto motivo di annunciare la venuta dello Spirito Consolatore, inviato dal Padre nel nome di Cristo stesso (Giovanni, 14, 26).


23 aprile 2011
: Passione e sofferenza umana (BF132)

Certo c'è la malattia fisica e mentale che Gesù guarisce, ma c'è un malattia peggiore ed è tutto ciò che contamina l'uomo. Soprattutto, l'odio per Gesù. Gesù è stato odiato senza motivo e oggi i più deboli vengono odiati senza motivo. Perciò, la Resurrezione è un grande segno di speranza. La sofferenza del giusto è quella di chi subisce tutto ciò che Gesù elenca (Matteo, 15, 19-20): i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie. Gesù soffre come giusto non come malato, tanto che i Vangeli non gli attribuiscono nessuna malattia. San Gregorio Magno sottolinea l'importanza della persecuzione psicologica a fianco alla persecuzione fisica. Gesù guarisce i malati perché si manifesti la gloria di Dio, rimette loro i peccati e certamente, avendo lui sofferto nella Passione, comprende meglio di chiunque altro la sofferenza. Ciao.

20 aprile 2011:
ultimo film Nanni Moretti (BF131)

Penso che se un ateo è intelligente, l’orizzonte di fede dovrebbe essere escluso, sì, ma pur sempre rappresentato come possibile. Ora si è scomodata persino la CEI nel criticare questo film. Giustissima la posizione dei vescovi, ma da parte degli ambienti più oltranzisti e fondamentalisti del mondo cristiano, tanto clamore per nulla. Io non vado a vedere il film perché penso che sia un film profondamente stupido. Quanto agli anatemi, penso che servano fino a un certo punto: cos’altro ci si può aspettare da un non credente che vedere Gesù come un semplice uomo e il successore di Pietro come un caso da psicanalista? Ripeto che non vado a vedere il film perché mi immagino un film nato già obsoleto e privo di respiro di autentico dialogo. Qualunque censura però è contro la libertà di espressione per cui dico largo a ogni punto di vista anche su temi religiosi, purché non blasfemi.

Codice commenti (per indice analitico): da BF131 a BF167


4 settembre 2011
: l'eucarestia, la vittoria e la sconfitta di Dio (BF167)

La partecipazione alla eucarestia è una realtà ed una scommessa allo stesso tempo, un po' come lo sposarsi. E' uno sposarsi con Cristo. Cosa significa per me personalmente l'eucarestia quotidiana? Da un lato è una certezza: siamo rinnovati nell'amore di Cristo, pegno di salvezza, rinascita nello Spirito Santo. Ma è anche una scommessa che può essere persa, perché, come nel matrimonio, ci impegniamo a seguire Cristo nella buona e nella cattiva sorte. Sto pensando ai tanti martiri che hanno seguito Dio nella cattiva sorte o anche solo ai tanti perseguitati che nei Paesi soprattutto non cristiani soffrono per la loro fede, imprigionati, "rieducati", non tollerati, emarginati, esclusi, eccetera.
Vorrei anche introdurre, in relazione alla santissima eucarestia, il tema della sconfitta di Dio che è un seguire Dio nella cattiva sorte.
Ma come, si dirà, stai bestemmiando: come puoi dire che Dio può essere sconfitto, che Dio può perdere? Certo, nel cielo San Michele arcangelo ha vinto i ribelli ed il diavolo sarà gettato nella fornace ardente come dice l'Apocalisse. Non mi riferisco ad un confronto diretto tra Dio e Satana dove è chiaro, è assiomatico che Dio vince sempre. Mi riferisco a quella scommessa che Dio fa sugli uomini e che può essere persa, soprattutto alla scommessa che Dio fa sui credenti, tramite la santissima eucarestia. Penso che, per causa dell'uomo, anche per causa di molti credenti, ad Auschwitz Dio abbia perso.
Ecco come vedo i campi di sterminio nazista soprattutto e tante altre tragedie dell'umanità: come una sconfitta di Dio, nella cattiva sorte, per causa dell'uomo.
L'eucarestia sia dunque pegno di una vita veramente santa e di un futuro migliore, perché l'uomo possa dire "ho fatto vincere Dio nella mia vita, ho vinto con Dio nella mia vita".

2 settembre 2011
: la storia di Florence (BF166)

Giobbe-Florence è un po' la stessa storia. Perché Dio ci prova così tanto? Certe vite sono un calvario. Non so darmi nessuna spiegazione. Non servono risposte consolatorie ed ipocrite. Il male esiste, un po' per il Peccato Originale, un po' per la cattiveria degli uomini e molto per l'azione del Maligno. Forse dalle sofferenze possiamo uscire migliorati e risorti. La Provvidenza prepara tutto, scrivendo dritto sulle righe storte, per la salvezza della nostra anima. Prego molto per questa e altre donne che hanno più santità di quanto non sembri.

31 agosto 2011:
quando un figlio è omosessuale (BF165)

Mi sembra che a volte parliamo degli omosessuali come se fossero dei marziani (non è il caso dell'articolo di don Sciortino, che anzi, trovo pertinente). Sono così diverse le cose che un genitore deve fare per un figlio omosessuale rispetto a quelle che si impegna a fare per un figlio eterosessuale? Non mi sembra. Se avessi un figlio omosessuale, cercherei di fare le solite cose: trovargli un lavoro, assicurargli una sicurezza economica per il futuro, educarlo alla fede cristiana, farlo sentire e farlo stare bene, cercare di farlo sentire amato e accettato.
Mi pare molto più problematico il rapporto con la Chiesa che non con i genitori, in quanto se c'è convivenza non ci si può accostare - se capisco bene - all'eucarestia e prima ancora alla confessione. Quest'ultimo è il tema che va veramente discusso. Certo nel rispetto della gerarchia e dell'autonomia della Chiesa.
Io penso che gli omosessuali, anche conviventi, dovrebbero essere ammessi ai sacramenti perché ci sono coppie eterosessuali che non possono avere figli, eppure nessuno si sogna di dire che debbano vivere senza rapporti intimi perché il matrimonio è diretto alla procreazione.
Resta il fatto che alcuni omosessuali propongono rapporti omosessuali a eterosessuali e questo è un peccato. L'atto di sodomia è un peccato, lo dice la Bibbia. Ma l'omosessuale è degno o indegno di ricevere l'eucarestia? Mi pare che lo debba giudicare la persona stessa con un esame di coscienza, non la Chiesa.
Naturalmente il mio è un discorso de iure condendo, mentre, de iure condito, rispetto pienamente gli indirizzi della Chiesa Cattolica.
Quando la Bibbia - terzo tema - dice che effeminati e sodomiti non entreranno nel Regno dei Cieli, vuole dire che difficilmente un omosessuale può ottenere la salvezza, esattamente come un ricco o come un divorziato risposato. Ma anche qui, ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio. Quindi, ci sono omosessuali giusti ed omosessuali malvagi. Ogni omosessuale, al di fuori della sfera affettiva e sessuale, compie degli orientamenti generali sul proprio essere e sulla propria esistenza che conducono alla vita ovvero alla morte. Spero di non aver detto strafalcioni teologici in quanto sono un giurista per formazione non un teologo. Twitter: @AAnnibale; Facebook: Andrea Annibale Chiodi.

25 agosto 2011
: Il Signore ha provveduto: racconto (BF164)

Ho composto un piccolo racconto che mi pare si ricolleghi a questo splendido commento del Cardinale Monsignor Ravasi. Dunque, un angelo del Signore appare ad un vecchio eremita mentre è impegnato a fare il bilancio della sua vita. L'angelo dice all'eremita: "Stai per morire e c'è un usanza, cioè che, dopo il tuo trapasso, tu dica a San Pietro e al tuo angelo custode come vuoi che venga chiamata in Paradiso la tua anima". L'eremita, non ha dubbi e risponde: "La mia anima si chiamerà 'Il Signore ha provveduto'". Vedi, Angelo, ho contemplato che Suo Figlio non aveva dove posare il capo ed il Signore gli ha dato come nido una Croce e poi un Sepolcro da cui è risorto per poi ascendere al Cielo. Così a me il Signore ha fatto sette doni. Primo, non ho avuto una moglie ma il Signore mi ha dato le stelle del cielo per vegliarmi come una moglie. Secondo, non ho avuto una casa, il Signore mi ha dato una Chiesa dove pregare lungo il mio pellegrinaggio. Terzo, è morta mia madre ed il Signore mi ha dato una creatura vivente, un piccolo gatto, perché io diventassi sua madre. Quarto. Ho letto l'Apocalisse, ed essendo cieco, ho chiesto al Signore il santo collirio per vedere, ed il Signore me l'ha dato: ho aperto gli occhi su tanti bisognosi cui ho dato misericordia, carità e perdono. Quinto. Non avevo pietà verso i peccatori ed i malvagi ed il Signore me l'ha insegnata. Sesto. Non avevo amore per me stesso, ma il Signore mi ha infuso amore per me medesimo, Sua creatura. Settimo, non avevo speranza, ma il Signore ha mandato il suo Spirito sulla mia vita perché io avessi speranza nella Sua salvezza. Così, apprendendo con gioia grande che andrò in Paradiso, vorrei che la mia anima si chiamasse appunto così "Il Signore ha provveduto". Spero che questo racconto, di mia invenzione, sia piaciuto ai lettori di Famiglia Cristiana. Chi vuole può contattarmi su Twitter, utente AAnnibale.

23 agosto 2011
: c'è famiglia e famiglia (BF163)

Mi pare che parlare di famiglia è un po' come parlare di lavoro senza distinguere tra operaio e imprenditore. Il primo paga le tasse, di solito, fino all'ultimo; il secondo, specie se piccolo imprenditore, se può evade. I liberi professionisti sembra siano quelli che evadono più di tutti. Come ho già sostenuto in precedenti commenti agli articoli di Famiglia Cristiana, si deve distinguere tra famiglia e famiglia in base alla situazione economica ed al numero di figli. Veniamo da un welfare completamente a-selettivo che ha dato a pioggia a tutti anziché selezionare le aree di effettiva emergenza e bisogno. Basti fare un esempio: un invalido civile che percepisce 267 euro al mese di pensione perde la pensione di invalidità se ha altri redditi per poco più che 4.000 euro all'anno. Ma una coppia con casa in proprietà di elevato valore, senza mutuo, senza figli e con un reddito complessivo netto di pensione (moglie più marito) di 50.000 euro annui (quindici volte la pensione di invalidità) gode di svariate esenzioni dai ticket dei medicinali e, nella maggioranza delle ipotesi, non paga neanche l'ICI. Il debito pubblico è frutto anche dell'assunzione di una eccedenza di dipendenti pubblici che non servono a niente. Penso si debbano abolire le Province, tanto per cominciare. Insomma, il rischio è quello di una guerra tra poveri e di una contrapposizione di famiglie ricche e famiglie povere. Più che di una contrapposizione c'è bisogno, secondo me, di una seria selezione per decidere chi aiutare e chi non aiutare perché ci sono famiglie e famiglie. Non si può parlare della famiglia come concetto astratto e generico, destinatario di mille lusinghe e di un welfare totalmente cieco e a-selettivo. Mi pare che, inoltre, si dia troppa importanza alla speculazione finanziaria quasi come si cercasse un capro espiatorio. Certo, la speculazione contro i titoli di Stato influenza il costo del debito pubblico, questo è sacrosanto.

23 agosto 2011
: Libia e Gheddafi (BF162)

Le guerre si combattono sia per ragioni morali che per motivi economici. Un giornalista italiano ha scritto in questi giorni che la guerra in Libia non ha vincitori. Basta guardare in borsa l'andamento del titolo ENI per capire che ci sono enormi interessi in gioco. Almeno questo non lo si può negare. Gheddafi non è un mostro mentre Bin Laden lo era. Gheddafi ha cercato di interpretare un ruolo d'attore per continuare a calcare la scena. Ha giocato la carta del patriottismo ma ha perso. Mi ricorda un po' una sorta di Benito Mussolini d'Africa. Ha ricattato e forse è complice della strage di Lockerbie. Ha elemosinato da Berlusconi quanto poteva. In fondo mi fa pena.

23 agosto 2011
: benedizione delle unioni omosessuali (BF161)

Una benedizione non costa nulla e poi sai che goduria per i Valdesi andare contro il cattolicesimo! A Torino si dice "bastian contrario" e indica una persona che, per il gusto di contraddirti, ti dà torto qualunque cosa tu dica o faccia.
L'unica cosa che si capisce è che l'omosessualità è un mistero che va rispettato. Benedirlo non capisco sinceramente cosa significhi.
Benedire per me significa confermare che qualcosa è conforme ai piani di Dio. Qui devono parlare i teologi. A me sembra che l'atto sessuale sia contrario alla Bibbia (1Corinzi 6, 10).
Certo, tutto è possibile a Dio, altrimenti nessuno si salverebbe (Matteo, 19,26; Luca, 18, 27).
Pace agli omosessuali, comunque. Ecco il senso della benedizione. Trovino la pace e perseverino nella fede. Forse in questo senso la benedizione ha un significato anche profondo: che la loro vita non sia un segno di maledizione ed un inferno.

22 agosto 2011
: l'eucarestia ci fa entrare in contatto con il Padre e con lo Spirito oltre che con Gesù (BF160)

Buongiorno Monsignor Menichelli,
la tua intervista mi ha indotto a rileggere Giovanni, 14, soprattutto i paragrafi da 1 a 12 del citato capitolo 14.
In pratica, ricevendo l'eucaristia, cioè ricevendo Cristo, entriamo inevitabilmente in contatto con il Padre. Allo stesso tempo, con l'eucarestia, entriamo in intimità con lo Spirito di Dio, che ci suggerisce cosa chiedere con gemiti inesprimibili (Romani, 8, 26).
Il giusto vivrà mediante la fede, come ricorda San Paolo (Romani, 1, 17), ma la fede si nutre della santissima eucarestia per noi cattolici.
Quindi, come dice giustamente Lei e come mi permetto di interpretarla, l'eucarestia è la porta stretta tramite la quale entriamo in contatto con il Trascendente.
La fede non è quindi un ragionamento teorico, ma un abbeverarsi concreto alla fonte che è Cristo.
Bisogna però secondo me legare l'eucarestia alla figura del Padre e dello Spirito Santo e non limitarla ad un incontro con la sola figura di Gesù.
Ciao.

22 agosto 2011
: esenzione ICI per la Chiesa Cattolica (BF159)

Io, non avendo né figli, né moglie, né nipoti, né fratelli né altri parenti ed avendo un discreto patrimonio famigliare, ho fatto testamento a favore della Parrocchia e l'ho dato al mio Parroco.
Mi pongo però un problema di coscienza: ho ricevuto fin da piccolo tutto dallo Stato italiano: scuola, università, sanità, assistenza, welfare vario. E' giusto che, quando muoio, i miei beni vadano interamente alla Chiesa?
Io ho fatto questo testamento come un gesto d'amore e di riconoscenza per la Chiesa però credo che ci dovrebbe essere una imposta su tutti i beni della Chiesa, eccetto i luoghi di culto e/o una imposta di successione molto alta a carico della Chiesa, per esempio un terzo dei beni ereditati dal Vaticano o dalle singole Diocesi.
Si dirà che io ho pagato le imposte tutta la vita allo Stato ma in realtà non ho pagato quasi niente; essendo diventato invalido civile dopo quattro anni di lavoro a 28 anni, ho preso per un certo tempo (poi me l'hanno tolta perché ho una rendita immobiliare bassa e regolarmente dichiarata) la pensione di invalidità.
Se le scuole e gli ospedali di proprietà della Chiesa fossero gratuiti, capirei l'esenzione ma costano eccome! Quindi, tassarli significa semplicemente un aumento delle rette scolastiche e ospedaliere relative. I soldi ricavati dalla tassazione di questi beni potrebbero essere destinati a opere di assistenza caritatevole che sono stati drasticamente ridotti dal Governo Berlusconi-Tremonti. Si tratta quindi di togliere ai ricchi (che possono permettersi scuole e ospedali privati) e dare ai poveri come chiede anche il Vangelo.
Mi sembra un problema serio che andrebbe discusso con più serenità mentre vedo interventi faziosi da parte di Avvenire e della controparte laicista.

21 agosto 2011
: insulti neofascisti a Casini (BF158)

Penso che non si debbano sottovalutare gli insulti di Bossi, l'ultimo indirizzato al leader del mio Partito, l'UDC, l'Onorevole Casini. Anche il fascismo è iniziato con questi atteggiamenti di intolleranza verbale.
Mi pare che Bossi abbia una vera e propria ossessione per noi dell'UDC. Lo compatisco, nel senso in cui Fini disse di compatire Berlusconi. Questa destra ha una ossessione per chiunque segue altri dei che non l'ampolla del Po.
Il Po ci appartiene più di quanto appartiene a Bossi, per noi cristiani di Torino ha una sacralità storica.

19 agosto 2011
: intervista a Monsignor Santoro (BF157)

Ho apprezzato moltissimo questa intervista a Monsignor Santoro dove si cerca di spronare i giovani a vivere Cristo come realtà che si incarna nella Storia umana. Ci sono tanti spunti degni di nota, a mio avviso. La mia riflessione personale è che oggi non urge tanto un richiamo troppo generico a Cristo, a seguire il bene e ad evitare il male. Urge chiarire cosa è bene e cosa è male dopo che nel secolo scorso troppe ideologie e filosofie hanno presentato il bene come se fosse il male ed hanno propagandato il male come bene. La catechesi, gli orientamenti pastorali dovrebbero aiutare a capire cosa è bene e cosa è male perché i giovani non vadano genericamente controcorrente ma vadano contro quelle derive malefiche, laiciste e relativiste che rischiano di annacquare ed avvelenare il cristianesimo stesso. Il pericolo è quindi che il buon vino venga adulterato. Preghiamo Dio che non accada … Io penso che Cristo ci abbia indicato in modo non equivoco cosa è il male con una splendida elencazione che non richiamo, basta leggerla in Matteo 15, 19. Non è lecito aggiungere altro alle parole perfette ed immortali del nostro Maestro ed Amico Gesù Cristo, ma bensì cercare di interpretarle e vivificarle nella Storia collettiva e nella storia individuale di ognuno di noi con l'aiuto dello Spirito di Dio e di buoni pastori.

15 agosto 2011
: Dio vuole tutti salvi (BF156)

La Lumen Gentium, di cui ho letto qualche mese fa un commento in una monografia ad opera di Sartori, pone in luce come con il Vaticano II sia attenuata la contrapposizione tra giusti, che trovano la salvezza, e i molti malvagi, che, come recita il Vangelo, entrano per la porta larga e per la via spaziosa che conduce alla perdizione (Matteo, 7, 13). Contemporaneamente, si valorizza il fatto che tutti gli esseri umani sono figli di Adamo e fanno parte di un'unica famiglia.
A cosa giova questa innovazione? Vediamo ogni giorno abusata la libertà umana. Quale uomo, di fronte a Dio che gli offre la salvezza risponde, o risponderebbe di no? Ma forse non è questo il problema. Il problema è il fascino del male altrimenti lo stesso San Paolo non direbbe che siamo stati comprati a caro prezzo. Il male ha un fascino discreto ed enorme allo stesso tempo e molti sono tentati dal sceglierlo. Ma non si sentirà nessuno che dica, se non per scherzo, che vuole andare all'inferno, se veramente l'inferno esiste. Sono invece molti quelli che, con un'apostasia strisciante e silenziosa del battesimo e della fede, si incamminano verso strade che non conducono alla salvezza. Quindi siamo autorizzati, a mio avviso, a pensare l'inferno come pieno di anime, come ha rivelato la Madonna a Fatima (con tutti i limiti delle rivelazioni private). Questo nonostante che Dio offra (ma il dato è un po' ovvio) a tutti la salvezza e che Dio voglia tutti salvi. Il problema quindi non è, a mio avviso, ciò che Dio dice e ciò che l'uomo risponde (lasciamo questa illusione a qualche beota protestante), ma ciò che l'uomo concretamente fa durante la sua vita e ciò che, come conseguenza, Dio decide. E' sempre perfettamente attuale, a mio avviso, l'ammonizione del Concilio di Trento: "Se si afferma che il malvagio si salva mediante la fede, sia anatema".

14 agosto 2011
: patrimoniale una tantum (BF155)

Quando c'è un problema drammatico di disoccupazione, la rendita ed il risparmio (due facce della stessa medaglia) sono una stampella, un ammortizzatore sociale importante.
Se faccio una patrimoniale per far fronte ad ammanchi correnti come quelli dipendenti dai maggior interessi di mercato sul debito pubblico, chi e che cosa mi garantisce che il prelievo sia veramente una tantum e non venga ripetuto in futuro?
Inoltre, si chieda ai tanti disoccupati che hanno una piccola rendita da credito pubblico o da una seconda casa se accetterebbero un posto di lavoro a tempo indeterminato in cambio di una imposta sul patrimonio o sulla rendita. Sono sicuro che la stragrande maggioranza risponderebbe di sì.
In definitiva, questo governo cerca di far fronte con entrate correnti ad uscite correnti ed il metodo è, in linea di principio, corretto.
Capirei una imposta patrimoniale una tantum, come la vuole lo stimatissimo Onorevole Bersani, per far fronte a spese una tantum, se si vogliono seguire corretti criteri di bilancio dello Stato; ad esempio per ridurre una tantum lo stock del debito pubblico o per finanziare opere una tantum come la TAV, la costruzione di un ospedale, di un carcere, di un'autostrada.
Comunque, questa manovra, di emergenza e fatta sotto pressione della Comunità Internazionale, specie Europea, non risolve nessuno degli squilibri di fondo della finanza italiana. Sono, tali squilibri, l'elevato tasso di disoccupazione e di evasione fiscale, l'elevato debito pubblico e la scarsa qualità dei servizi pubblici a fronte di un Fisco molto esoso.
L'articolo del dott. Anfossi è molto ben argomentato e documentato ma lo condivido solo in parte, per i motivi che spero con chiarezza ho cercato di esporre.

14 agosto 2011
: il modello economico americano (B154)

Mi dicono che George W. Bush abbia finanziato la guerra in Iraq facendo debito pubblico.
Se un politico si dice di destra e ha un po' di onestà dovrebbe dire agli americani: "C'è da fare una guerra ma voglio essere onesto, non ci sono i soldi". Oppure dovrebbe dire: "Siccome questa guerra la ritengo necessaria, aumenterò le imposte per il periodo di durata della guerra, giusto per finanziarla". La strada dell'indebitamento crea una illusione: che i soldi non vengano in realtà spesi; inoltre, non scontenta gli elettori di destra che non vogliono sentir parlare di aumento delle imposte. Ma andiamo! Fare debito è la cosa più di sinistra (comunista?) che ci sia. Tanto che nell'ideologia di sinistra la proprietà è una cosa sporca ed il lavoro è sacro. Vorrei qui far notare: il risparmio, cioè la proprietà, non ha la sua fonte nel lavoro? Dunque, se il lavoro è sacro dovrebbe esserlo anche la proprietà.
Tornando a bomba, un politico serio, specie se di destra, dovrebbe favorire il risparmio privato (ad esempio vietando ai fondi pensione di investire in borsa perché è come giocarsi al lotto il proprio futuro). Il risparmio privato dovrebbe poi essere un ammortizzatore sociale cui attingere in epoca di vacche magre … Ma negli USA le cose non funzionano così. La destra americana vuole la botte piena e la moglie ubriaca; la sinistra americana chiede a sproposito di aumentare a dismisura il debito pubblico. Quindi, tutti quanti dietro la lavagna. Il modello economico americano, basato sull'indebitamento privato e su una crescita che sembrava inesauribile ha forse cambiato paradigma. Gli americani dovrebbero prenderne atto … Ciao


12 agosto 2011
: lettera a Cesare Nosiglia (BF153)

Ciao Cesare,
sono di Torino e voglio farti sapere che all'interno della Chiesa di Santa Cristina nella splendida Piazza San Carlo c'è una tua fotografia bellissima che bacio spesso.
I giovani non pensano alla morte ma voglio salutarti con una immagine poetica: se siamo tutti gattini di Dio, il sogno più grande è di essere gattini sulle ginocchia di Cristo dopo la morte.
Voglio dirti quanto sei accettato ed amato e quanto i giovani abbiano bisogno di sentirsi accettati ed amati.
Voglio farti una domanda: perché quando si parla di unificazione d'Italia i meriti sono di tutti gli italiani e i demeriti dei piemontesi? Torino, città benedetta per i tanti santi e maledetta per aver depredato lo Stato Pontificio e la Città Eterna. Spero che questa maledizione storica venga esorcizzata dalla fede di tanti piemontesi buoni e cristiani.
So che hai parlato a lungo con don Piero Gallo che è il mio confessore nel tuo giro di visita alle Parrocchie e alle chiese torinesi.
Sei molto amato e stimato. Ciao, anzi, miao da un gattino torinese di Cristo.

6 luglio 2011: credere a Medjugorje? (BF152)

Gentilissimo don Antonio,

non ho la minima idea se la Madonna sia veramente apparsa a Medjugorje ma ormai sembra che questa circostanza non interessi veramente a molte persone che si recano nella località menzionata. L'argomento dei frutti buoni è debolissimo perché Dio può trarre il bene (conversioni) dal male (non consta la presenza del soprannaturale).
Leggevo qualche tempo fa su La Civiltà Cattolica circa il business delle false reliquie e dei santi mai esistiti nei primi secoli dell'era cristiana. Tanto che un santo importante per la tradizione popolare come San Giorgio è stato declassato a memoria facoltativa!
Il problema è vecchio come la Storia della Chiesa.
Cosa sono i frutti da cui si possono riconoscere i falsi profeti? Non certo il bene che Dio trae semmai dal male, come dicevo, ma, tautologicamente, il consenso di Pietro e della maggioranza dei Vescovi.
Lo sforzo di aprire una discussione "critica" su Medjugorje, presentando i pro e i contro è per alcuni versi ammirevole, purché si ricordi anche che la Chiesa non si basa sul metodo socratico ma sul principio della successione apostolica.
Mentre dai Vescovi arrivano appelli alla prudenza, si vedono alcuni cristiani rispondere con un fariseismo fanatico che mette in dubbio la perfezione e la completezza della Rivelazione Pubblica e la centralità del Magistero della Chiesa.
Sociologicamente, c'è inoltre da chiedersi perché tante persone preferiscano Medjugorje a Fatima e Lourdes se non per una forma di "curiositas" anomala e potenzialmente fuorviante che i santi di tutti i tempi hanno costantemente condannato.
Ci guidi l'amore per la Chiesa ed il rispetto del Magistero più che una idea astratta e fuorviante di amore per la Vergine Madre.

3 luglio 2011
: cristianesimo e democrazia (BF151)

Gentilissimo don Antonio Sciortino,

mi domando cosa ci sia dietro l'angolo della Storia, in altri termini, quali cambiamenti storici ci attendano.
Il problema mi pare proprio quello di chi governerà i prossimi cambiamenti storici.
La dottrina sociale della Chiesa cerca di fissare dei paletti sempre validi alla luce dei valori evangelici. Di fatto, alcuni cambiamenti epocali come Rivoluzione Francese e successivo periodo napoleonico, nazismo e comunismo reale ateo e materialista sono stati connotati da valenze anticlericali se non apertamente anticristiane.
Che cosa è mancato ai cristiani perché fossero loro a governare il cambiamento?
Forse una visione troppo statica della politica, la tentazione di allearsi con i poteri forti per ottenerne in cambio la difesa dei valori non negoziabili.
Personalmente, penso che la difesa di questi valori rischi di diventare una pericolosa ossessione. Bisogna aprirsi al dialogo con i non credenti e con i protestanti per guardare a tutti gli uomini di buona volontà per costruire assieme una società degna dei valori evangelici.
Si deve in altri termini passare dal partito dei cattolici al partito degli uomini che Dio ama.
Recentemente il Papa ha ribadito che la Chiesa non è un'agenzia umanitaria, politica o sociale ma è il popolo di Dio, che guarda Dio, che prega Dio.
E' dall'incontro dell'uomo con la volontà divina che sgorgano le più grandi meraviglie della Storia, come ho già scritto.
Non bisogna mai stancarsi di predicare la giustizia di Dio come l'orizzonte supremo di eguaglianza tra gli uomini, come ricorda la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro.
Visione sociale e visione trascendente sono complementari e non vanno contrapposte.
La società perfetta sulla Terra non verrà mai instaurata sino al ritorno di Cristo.
Fino a quel momento, ci è dato scegliere il meno peggio che la Storia offre, spesso la padella anziché la brace, anche se non si può mai smettere di puntare al meglio per noi e per i nostri figli.
Infine, vorrei concludere dicendo che vi sono vari concetti di democrazia, da quello calvinista-liberista statunitense a quello socialista cinese. La Chiesa non può attendere che le società diventino perfette per inculturarsi e predicare ovunque il Vangelo che è il compito principale che per cui Gesù stesso l'ha edificata.



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