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Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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3 gennaio 2012
: combattere la 'ndrangheta (BF229)

Creare una cultura della giustizia e della pace nel mondo è il migliore antidoto alle varie forme di malavita organizzata. E' una strada stretta, lunga, difficile che dobbiamo percorrere evitando facili scorciatoie autoritarie. Oggi, molti di questi malavitosi abbisognano del nostro amore per essere redenti, pur sapendo che si tratta evangelicamente di nemici da amare, di persecutori per cui pregare. Bisogna ammonirli, come fece Giovanni Paolo II, che un giorno Dio li giudicherà. Bisogna creare anche lavoro e sviluppo equo e solidale in tutta Italia per sottrarre manodopera alla malavita e cercare di dare un futuro alternativo a tanti giovani che, pressati dalla povertà, trovano occupazione nell'industria mafiosa che fattura cifre da capogiro. Anni fa proposi che se un giovane trova lavoro in una Regione diversa da quella di nascita, dovrebbe avere agevolazioni fiscali per quanto attiene la casa (ad esempio, la deducibilità fiscale degli interessi pagati sul mutuo ipotecario per l'acquisto della prima casa). Chissà che non sia una buona idea per i nostri politici. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.


25 dicembre 2011
: azzerare il debito pubblico? (BF228)

Di per sé il capitale del debito pubblico si è già ripagato a condizione che i possessori di titoli del debito pubblico siano anche i fruitori dei beni e dei servizi pubblici. Oggi non è più così perché i titoli del debito pubblico sono in larga misura nelle mani di investitori stranieri che non hanno tratto nessun beneficio dal debito pubblico a parte gli interessi sul debito stesso. Non sarà facile far digerire a questi investitori stranieri l'azzeramento del debito pubblico. Si realizza, purtroppo, quello che dice l'A.T.: "Il Signore tuo Dio ti benedirà come ti ha promesso e tu farai prestiti a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito; dominerai molte nazioni mentre esse non ti domineranno" (Deuteronomio 15, 6). L'azzeramento del debito pubblico è in definitiva una gigantesca operazione di spostamento della ricchezza da chi non ha goduto di beni e servizi pubblici a favore di chi più ne ha goduto. Da chi è titolare di titoli del debito a favore di chi è non è titolare di titoli del debito pubblico. Ci sono delle distorsioni evidenti. Meglio una imposta patrimoniale su chi ha più goduto dei beni e servizi di cui si parla e sui grandi patrimoni mobiliari. Detto questo, non sono un economista ma spero di aver detto qualcosa di utile. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 dicembre 2011
: dire no al male (BF227)

Chi fa il bene e dice no al male è bene accetto da Dio. Come possiamo essere sicuri di essere all'altezza di questo nome di cristiani, di definirci tali? Offriamo a Dio tutti i "no" che sappiamo dire al male sapendo che Dio non ci prova oltre le nostre possibilità. In questo dono di noi stessi a Dio in cui consiste la virtù, Dio ci restituisce a noi stessi migliorati ed in questo mi pare consista il cammino di perfezione di cui parlano i santi e la Scrittura. Temere Dio significa rispettarlo (è un pensiero che ha avuto durante un'omelia il Vescovo Monsignor Maritano) mentre temere colui che ha il potere di far morire il corpo e l'anima nella geenna significa veramente diffidarne, scansarlo, averne paura. Il problema fondamentale mi pare sia di capire in che modo la Grazia di Dio possa agire anche nei non credenti, rendendoli capaci di resistere all'inquinamento morale e spirituale che abita l'uomo per effetto del Peccato Originale. Un problema che urge una soluzione che personalmente non so dare. Posso solo dire che Dio ama molto e chi, fra gli uomini, molto ama il Signore, anche non conoscendolo, riceve certamente da lui un aiuto libero ed onnipotente, cioè salvifico. La Grazia di Dio può illuminare la ragione e la coscienza secondo criteri di giustizia. L'azione di Dio però supera i nostri pensieri. Dio è costantemente alla ricerca della pecorella smarrita e non smette di tenderle la mano. Ma è più importante la libertà dell'uomo o la libertà e l'onnipotenza di Dio? Diciamo che c'è un dialogo fruttifero tra l'uomo e Dio il cui scopo è la Redenzione dell'uomo. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 dicembre 2011:
la profezia di Balaam (BF226)

Quale grande dono ci fa la Madonna il giorno di Natale!!! Il sacerdote alla maniera di Melchisedek, il Crocifisso, il Risorto, il sole che sorge, il Re dei Re! L'Antico Testamento mostra che il popolo di Israele è santo perché da esso scaturirà Gesù, luce delle Nazioni.
Da che nasce il cristianesimo, tutti i potenti, i re, i signori cristiani riconosceranno in Gesù lo scettro, che l'Apocalisse chiama Re dei Re e Signore dei Signori. E' un ossimoro biblico che un re che ha come trono una croce, per un destino di gloria, seduto alla destra del Dio unico di Israele, diviene poi autore, creatore e ri-creatore del potere terreno facendo nuove tutte le cose, in quanto, come ci ricorda San Paolo, l'autorità viene da Dio. Il Dio-con-noi che rovescia i potenti dai troni (Magnificat) è quello scettro che sorge da Israele. Si tratta di una profezia dell'era cristiana che modellerà tutta la Storia umana.
La stella che spunta da Giacobbe mi pare sia la stella di Davide, ad indicare che il Messia dovrà essere della stirpe di Re Davide. Anche questo segno indica Gesù stesso. Da notare che Gesù è indicato anche come un sole che sorge che verrà a visitarci e oggi sappiamo che il sole è una stella! Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 dicembre 2011
: diventare adulti, un figlio ribelle (BF225)

La mia vita è stata un po' complicata, un alternarsi di successi e di fallimenti. Tuttavia, credo di aver fatto anche delle esperienze positive e formative ed è di queste che vorrei sommessamente parlare. Ad una certa età, sono rimasto solo in casa perché mia madre, rimasta vedova, si è risposata. Ho dovuto imparare a gestire una casa, fare la spesa, andare alle riunioni di condominio, fare i lavori di casa. Ho imparato a far funzionare la lavatrice, a stirare, a farmi da mangiare contando su un mensile che mi derivava dal mio patrigno e poi da un assegno di dottorato di ricerca. Forse questa madre di cui si parla nell'articolo potrebbe spingere il figlio, quando ne avrà l'età opportuna, ad una esperienza di autonomia di vita simile, cominciando fin da ora a coinvolgerlo nei conti di famiglia e portandolo con sé qualche volta alle riunioni di condominio. Il fatto di trovarsi a gestire una somma mensile fissa, un piccolo stipendio in autonomia, costringerebbe il ragazzo a decidere se comprarsi con questa cifra la felpa che desidera o qualche altro bene, assumendosi, insomma, delle responsabilità da piccolo adulto. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 dicembre 2011:
una follia uscire dall'euro (BF224)

Facendo un discorso alla "Cicero pro modo sua", io mi ritrovo tra quella minoranza di italiani che, essendo inabili al lavoro, deve contare sul risparmio accumulato da tre generazioni (nonni, padri e nipoti) per far fronte al mio presente e al mio futuro (la mia vecchiaia). Perciò dico e sono il primo a dire, passi qualunque sacrificio, si paghi quello che si deve pagare (personalmente pagherò parecchio perché i miei risparmi sono composti al 95% da beni immobili) purché LA SI SMETTA di leggere e di sentir parlare un giorno sì ed uno no di bancarotta dello Stato. Sono per l'appunto per il Partito del Risparmio Privato e mi trovo in completa sintonia politica con Monti e con Napolitano. Non capisco il ragionamento di chi dice che, siccome siamo un popolo di risparmiatori, era meglio uscire dall'euro. Il vero rischio e la vera rovina sarebbero stati la perdita di valore dei beni, specie i risparmi mobiliari e le rendite, conseguenti alla fine dell'euro. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 dicembre 2011
: troppi don Abbondio nella Chiesa? (BF223)

Io vedo una Chiesa che procede per mille rivoli; questi rivoli a volte sono consorterie nemiche le une delle altre. Ognuno di questi rivoli ha le sue ossessioni: chi l'aborto, chi la guerra, chi la pena di morte o questo o quell'altro punto del Magistero.
Un Cardinale ha recentemente invitato i giovani a scegliere l'anticonformismo del Magistero, che qualcuno accusa addirittura di moralismo filo marxista. Eppure la Tradizione della Chiesa è la Barca cui affidarsi nei momenti di tempesta.
Sto discutendo dell'esistenza dell'anima nell'uomo e della vita ultraterrena con dei Testimoni di Geova e, dovendo ammettere che nella Bibbia c'è qualche espressione ambigua, l'unica conclusione è rifarsi alla Tradizione.
Solo che c'è una produzione sovrabbondante di Encicliche e Lettere Pastorali da parte del Clero. E' difficile orientarsi. Più che di chiarezza, c'è bisogno di una grande sintesi che riconduca ad unità perché altrimenti, inseguendo i vari Movimenti o le varie opinioni dei teologi, c'è da perdersi. Fatta questa sintesi, si possono gettare le reti sulla Parola di Cristo perché la pesca sia abbondante, fidandoci di Gesù e dello Spirito Santo che da sempre guidano la Chiesa, cioè tutto il popolo di Dio.
Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 dicembre 2011
: Angelo scola, Eliot, la Chiesa ed il Regno (BF222)

Penso che dobbiamo rispondere al grande interrogativo di Eliot cercando i segni che ci manda oggi il Regno di Dio che è in mezzo a noi. Lo Spirito Santo parla alla coscienza di ogni essere umano perché sia l'uomo a plasmare la Storia assieme al suo Creatore.
Il concetto di Regno di Dio che sta in mezzo a noi è molto più grande del concetto di Chiesa per cui mi pare che la domanda di Eliot ponga un falso problema.
L'uomo lavora CON il Regno, a PRESCINDERE dal Regno o addirittura CONTRO il Regno?
Il compito della Chiesa è di indicare i segni del Regno instaurato e vivente in mezzo a noi, che continuamente viene come parto di una donna perché gli uomini di buona volontà li accolgano.
Segni di bontà, di grazia, si speranza, di luce.
La Chiesa non può sostituirsi a Dio. Pensare che una eclisse apparente della Chiesa porti ad una eclisse di Dio mi pare sbagliato. La Chiesa paga i suoi errori come disse il beato Giovanni Paolo II. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 dicembre 2011
: la profezia di Simeone (BF221)

Ho preso alcuni appunti che spero siano all'altezza mentre faccio gli auguri di Buon Natale a tutta la Direzione, la Redazione di Famiglia Cristiana e a chi mi legge.
Nonostante Gesù dica "nemo profeta in Patria", Gesù stesso ha dei testimoni.
Innanzitutto, la Madonna, poi Elisabetta e Zaccaria, poi i Re Magi, poi questo Simeone e la profetessa Anna, poi Giovanni il Battista.
Quella di Simeone è a mio avviso una illuminazione mistica. Ciò che voglio dire è che questo Simeone è forse il primo santo mistico di tutta la Storia del cristianesimo. Ha una specie di veggenza che fa di lui un eletto.
Nei Re Magi c'è una chiaroveggenza misterico esoterica.
In Elisabetta, Zaccaria e Giovanni il Battista c'è una chiaroveggenza profetica.
In Simeone, dicevo, c'è una chiaroveggenza mistica. Il dito di questo testimone indica in Gesù il Messia.
Lo Spirito Santo prepara l'Avvento del Signore tramite questi cuori eletti.
Cosa significa la cd. profezia di Simeone? Lo illustra molto bene questo intervento del Cardinale Ravasi, cui mi permetto di aggiungere alcune povere annotazioni.
La Madonna è chiamata ad una conversione (meglio dire "prova") finale presso la Croce quando Gesù dirà "Mio Dio, mio Dio perché mi hai abbandonato?". Anche la Madonna avrà forse un momento di dubbio e avrà pensato dentro di sé: "Perché Signore hai abbandonato il Tuo figlio?".
Quindi, non c'è solo il tormento della madre ma anche il dubbio della beata Vergine sotto la Croce assieme, forse, ad una preghiera che non sapremo mai. Questo dubbio di cui parlo potrebbe essere la spada che le trafigge l'anima. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

10 dicembre 2011
: campagna diffamatoria contro la Chiesa (BF220)

Si sta montando una campagna diffamatoria contro la Chiesa sotto vari aspetti. Tempo fa proposi su internet di creare un polo televisivo per dare voce ai laici (vendendo una rete RAI ed una rete Mediaset) così come già ci sono o perlomeno c'erano trasmissioni televisive che danno peso a protestanti ed ebrei, fermo restando che la stragrande maggioranza della popolazione italiana è cattolica. Come proposto dal Cardinale Ravasi con il Cortile dei gentili e dal Cardinale Martini durante il suoi anni a Milano, Roma e Gerusalemme, non ci si deve mai stancare di cercare il dialogo con i non credenti, anche quando una parte del mondo ateo e anticlericale solleva un polverone indecente contro la Chiesa ed il Vaticano. Tale dialogo va però portato avanti senza false speranze e senza facili illusioni. Molti di loro, come ho ammonito a suo tempo in un commento al blog di Famiglia Cristiana, sono in mala fede ed è estremamente difficile interloquire con chi è in mala fede. Con la forza della preghiera si può ottenere molto per cui invito me stesso e chiunque voglia a pregare per la Chiesa perseguitata. Preghiamo inoltre per i persecutori ed amiamo i nemici come ci insegna Gesù (Matteo 5, 44). Mi spiace che molti anticlericali non capiscono che combattendo la Chiesa condannano semplicemente sé stessi. A don Giusto Truglia e a Famiglia Cristiana tutta la mia solidarietà ed il mio plauso per l'articolo che avete pubblicato. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

8 dicembre 2011
: siamo tutti profeti (BF219)

Ho riflettuto molto su questo commento molto bello del Cardinale Ravasi. In prima istanza mi è venuta in mente quella parola del Vangelo quando Gesù stesso dice "senza di me non potete fare niente" e sul fatto che nella parabola della vite noi siamo i tralci (Giovanni 15, 5). Penso che la prima condizione del profeta è quella di essere strettamente legato a Cristo. Mi chiedo ulteriormente: questo legame con Cristo avviene perché il profeta va incontro a Dio o perché Dio lo rincorre, lo rinfranca, lo conduce? Quando Mosè sale sul Sinai, va incontro al Signore per riceverne la potenza. Adamo, dopo aver peccato, invece, si nasconde cioè cerca di allontanarsi da Dio. Tituba Giona, dubitano Giovanni il Battista e Tommaso Apostolo. Eppure il Signore li corregge, li conferma nella fede, li guida. C'è da chiedersi se questa dipendenza dal Signore non sia una cosa che toglie dignità e libertà all'uomo come forse si sono chiesti alcuni atei illuministi. Non siamo tutti finiti sotto un giogo per effetto della fede? Ecco che soggiunge la fede stessa che vede nello spirito profetico qualcosa che rende nobile il plebeo, libero lo schiavo ed il più grande come colui che serve. Sì, lo Spirito Santo è una doccia purificatrice che ci libera dal male e dal peccato, quindi ci rende migliori, più liberi, più consapevoli. Oggi, 8 dicembre 2011 celebriamo l'Immacolata Concezione di Maria. Certamente Maria è uno dei grandi profeti della Bibbia. Ella dimostra più di ogni altro essere umano, dopo Cristo, che l'uomo nobilita sé stesso nell'umiltà e nell'obbedienza. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 dicembre 2011
: Fiorello, profilattico e feci (BF218)

Due argomenti di portata gigantesca non possono essere liquidati facilmente, né da Fiorello, né da un articolo di una rivista per quanto autorevole. Né si pretenda dallo spettacolo o dal giornalismo ciò che spetta alla scienza. Il rapporto con le feci è stato studiato da Freud nel contesto della fase cd. anale del periodo di sviluppo psico-sessuale del bambino ed il profilattico è un problema che non si può liquidare dicendo semplicemente di averlo usato, argomento che non dimostra nulla. Se poi si vuole fare uno spot a favore del profilattico, si paghi una interruzione pubblicitaria come tutte le aziende devono fare. La Chiesa non insegna che chi usa il profilattico va all'inferno, ci sono peccati molto più gravi che meritano la condanna eterna. La Chiesa insegna solo che esistono gradi di consapevolezza circa la sessualità che conducono verso l'uso di metodi naturali. A ogni cattolico la coscienza permette un grado più o meno alto di castità il cui argomento mi pare si tratti più degnamente in confessionale che su di un commento al blog di internet. Nella sessualità cosiddetta perfetta, il profilattico non esiste. La debolezza umana lo legittima e nessuno si scandalizza di questo. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 dicembre 2011
: la ricchezza del Vaticano e della Chiesa (BF217)

La ricchezza della Chiesa si delinea come patrimonio comune a tutti i credenti già negli Atti degli Apostoli (Atti 2, 44-45), dove risalta non la quantità di beni che la Chiesa ha, essendo in questo rimessa interamente alla Provvidenza divina, ma la destinazione d'uso. Seguendo il Vaticano II, ci si dovrebbe chiedere quale debba essere il ruolo dei fedeli laici nelle decisioni circa l'uso dei beni della Chiesa, eventualmente ampliandolo.
La ricchezza della Chiesa non va confusa con la povertà come scelta di vita del Papa. Ad esempio, Giovanni Paolo II è morto poverissimo senza neppure avere la proprietà della casa in cui abitava e dei propri vestiti.
La destinazione dei beni della Chiesa intreccia da sempre arte e liturgia perché si ritiene che il bello si leghi al buono come dicevano già i greci. Insomma, anche la ricchezza è inculturata nella storia di un popolo e in area cattolica si cerca di legare arte, scienza e ricchezza. Ciò in quanto la liturgia è allegoria della gloria immensa di Dio che è anche bellezza. Si pensi alla bellezza della natura, creata da Dio: tutto ciò che riguarda Dio deve essere necessariamente bello.
Oggi, bisognerebbe rimediare a tante sperequazioni all'interno della Chiesa, essendoci Parrocchie ricche e Parrocchie povere. Probabilmente, una maggiore tassazione dei beni della Chiesa potrebbe finanziare di più le Parrocchie povere e le opere di carità. Il gettito di tale imposta potrebbe essere garantito come destinato alla Chiesa anche a livello della Costituzione.
Per quanto riguarda il Vaticano, è corrente la confusione tra Vaticano e Chiesa, intesa come comunità dei credenti. Il Vaticano è una realtà storica transeunte, la ricchezza della Chiesa ha invece un fondamento biblico già nell'Antico Testamento e poi negli Atti degli Apostoli come ricordato.
La Chiesa, risorta assieme a Cristo (Colossesi 3, 1), gode della ricchezza che spetta a Cristo stesso (Apocalisse 5, 12) e la detiene a Suo nome in attesa del Suo ritorno adeguandosi in tutto e per tutto alla volontà del Padre circa il suo utilizzo. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 dicembre 2011
: rapporto tra realtà e verità (BF216)

Oggi si insiste molto giustamente sul rapporto tra fede e ragione. Un altro rapporto che mi pare importante è quello tra verità e realtà. Crediamo in una verità o in una realtà quando parliamo di Gesù Cristo che vive, che era e che viene? A me pare che parlare di una verità sia insufficiente. Certo, crediamo in questi fatti come ad una verità ma, nella fede li viviamo come realtà. Il Giudizio Finale è una realtà della fede più che una verità della fede. Tali sono anche le esperienze mistiche, i miracoli, i segni, i prodigi e tanti fatti narrati dalla Bibbia. Alcuni sono solo messaggi allegorici e simbolici, che non vanno presi alla lettera: qui ci aiuta l'interpretazione storico critica nel discernere. Mi sembra però importante recuperare la dimensione di realtà, oltre che di verità, della fede, anche se le due dimensioni vengono spesso sovrapposte. C'è a mio avviso una fede buona anche senza ragione, la fede degli illetterati, dei mistici, di alcuni profeti. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa di tutto questo il Cardinale Ravasi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 novembre 2011
: alla ricerca del marito giusto (BF215)

Il grande dono di Dio è quello di condurre una vita nella fede. E questo significa che Lui e solo Lui può sgarbugliare qualunque pasticcio abbiamo combinato nella vita purché ci rivolgiamo a Lui con fede e cuore sincero.
I doni di Dio comprendono una famiglia, dei figli e la capacità di crescerli bene.
Probabilmente, noi quarantenni non abbiamo saputo cogliere tutti i treni che ci sono passati davanti.
Siamo stati travolti dagli eventi, durante un periodo di mancanza di fede e di morale, dallo stile edonista, egoista, a-morale che abbiamo più o meno liberamente scelto.
Penso si debba discernere i doni che Dio ci fa per accoglierli con gioia e chiedere a Dio di coprire con la Sua Grazia onnipotente le nostre storture, per rinascere dall'alto, come ci invita a fare san Giovanni (Giovanni, 3, 3).
Dio può operare nella vita nostra come un fuoco che purifica e come vento che disperde la pula che sta attorno a noi e vorrebbe sommergerci con la sua avidità, la sua stoltezza, la sua arroganza eccetera.
Personalmente sono complice di molti dei mali della società e della Chiesa.
Non faccio mancare la preghiera, proprio per questo, nella mia giornata.
Gesù frequentava pubblicani e peccatori, dicevano che era un mangione ed un beone (Matteo, 11, 19), forse il problema è se sappiamo portare anche nelle discoteche il messaggio di Cristo, liberante e salvifico. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 novembre 2011
: vegliate! (BF214)

Tanti anni fa mi sono avvicinato alla Chiesa convinto che, alla luce del motto in Ecclesia salus, farsi trovare pronti poteva eventualmente significare farsi trovare nella Chiesa.
La vita nella Chiesa è in effetti un lungo itinerario che ci prepara all'Incontro degli incontri.
Non ho pensato di portare alla Chiesa i miei meriti o una presunta Grazia del Signore, piuttosto i miei dubbi, la mia incredulità, la mia paura, le mie debolezze, ecc.
Tra le tante realtà ecclesiali che mi hanno "adottato" per questo percorso c'è sicuramente Famiglia Cristiana.
Carissimo Cardinale Tettamanzi, ci siamo visti a Fatima in settembre e la ringrazio per le sue bellissime omelie.
Mi auguro che Lei sia il più amato dei commentatori del Vangelo della Famiglia e che mi "adotti" anche Lei, assieme a tante altri lettori più o meno stralunati e sperduti in questo mondo difficile da capire e da affrontare.
Gesù ha affidato, prima di salire al Cielo, a ciascuno un suo compito. Ecco cosa dobbiamo pregare: discernere qual è il compito che Gesù ci ha assegnato, individualmente. Per la mia vita è stato ed è molto difficile trovare il mio compito da interpretare. Grazie se, con il Suo aiuto, potrò interpretare al meglio ciò che Gesù vuole da me. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 novembre 2011
: povertà e ricchezza (BF213)

Non sono sicuro che il mio commento sia del tutto pertinente con la lettera che si commenta.
Ad ogni modo, a mio avviso, non si distingue mai abbastanza tra la povertà come dato oggettivo, reale direi contabile e le angosce umane che derivano dalla povertà, cioè la sofferenza psichica che la povertà provoca, dalla quale Dio ci può risollevare (Salmi, 33, 7).
Per quanto attiene il primo profilo, l'unico di cui qui mi occupo, di fronte ad un mondo che dice che pecunia non olet, forse Gesù vuole ricordarci che spesso la ricompensa di opere ingiuste è il denaro. Infatti, in Luca leggiamo "guai a voi ricchi perché avete già la vostra consolazione". Pecunia olet, dunque. A mio avviso, la ricchezza ingiusta colpisce anche l'erede in quanto l'A.T. dice espressamente in Esodo, 20, 5-6, " … io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi".
I poveri sono i depositari del Regno dei Cieli quando siano anche poveri di spirito, cioè quando abbiano accumulato tesori nei cieli come ha fatto il povero Lazzaro (Luca, 16, 19-31) il cui unico tesoro era appunto di amare Dio e di osservare i suoi comandi. E' meglio vendere il grano dei granai (anziché accaparrarlo Proverbi, 11, 26 che porta maledizione e stoltezza per chi lo accumula, vedi, Luca 12, 18), prestare con generosità (tra i tanti, Matteo, 5, 42), donare come la vedova povera (Luca, 21, 3; si veda anche, fra i tanti, Tobia, 4, 10) e morire senza ingiusta ricchezza (Luca 19, 8), lasciando parte del patrimonio ai poveri (Zaccheo, infatti, disse "Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto"). Così, in qualche modo, anche la ricchezza ingiusta può essere "purificata". Chi arricchisce davanti a Dio, la sua ricchezza è benedetta (sempre Luca, 12, 18). Cosa significa che dei poveri è il Regno dei Cieli? E' un onore grandissimo che vale più di mille ricchezze. Sotto questo profilo troviamo accomunati poveri (Luca, 6, 20), poveri in spirito (Matteo, 5, 3) e perseguitati per causa della giustizia (Matteo, 5, 10). Il significato a mio avviso e che Gesù affida il suo Regno a coloro che sono giusti secondo il Vangelo e raramente questi soni i ricchi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 novembre 2011
: Italia una e indivisibile, Giorgio Napolitano (BF212)

L'Italia è una ed indivisibile e questi due valori sono stati testimoniati dal Presidente Giorgio Napolitano con grande coraggio e determinazione. Finalmente ci siamo forse liberati (mai cantar vittoria troppo presto) del mito pernicioso di una Padania über alles, mito che non sta proprio in piedi.
La favola di un'Italia "comunità culturale" e non anche frutto di sacrifici e virtù, eroici, civili, civici, militari e strategico-politici è svanita assieme ad un pacifismo delirante che paragona chi fa le guerre, anche per cause giuste, a chi mette le bombe sugli aerei a scopi di terrorismo. Una equiparazione vigliacca ed inaccettabile eppure non ci è stata risparmiata neppure questa provocazione.
Per quanto riguarda la cittadinanza ai figli di immigrati, penso quanto segue. Dopo che i genitori immigrati sono in Italia per un periodo minimo di tempo (anche per evitare viaggi della disperazione di donne incinte, per partorire in Italia), per esempio tre anni, dopo che i genitori, dicevo, hanno trovato un lavoro si può pensare di dare automaticamente la cittadinanza ai figli nati e concepiti in Italia. Sono, dunque, quasi d'accordo con il grande Presidente Napolitano sul punto.
Ognuno ha portato in dote all'Italia unita ciò che ha. Quello che ha portato all'Italia unita è un grande matrimonio fra tradizioni storiche diverse e nessun contributo va disprezzato, né quello del Sud, fucina di talenti eccezionali in ogni campo, né quello del centro con la sua grande cultura e l'autorità morale dello Stato Pontificio, né il nord Italia con il ruolo di Cavour e Garibaldi, la laboriosità, la forza economica ed i sacrifici del lombardo-veneto. Quello che ora manca all'Italia è di ridefinire la propria "anima", cioè una visione che le dia ossigeno per i prossimi cento anni (almeno). Abbiamo giocato in difesa, ora si deve passare all'attacco, dalla pars destruens alla pars construens. Come ha detto Ernesto Olivero, l'Italia ha ora più bisogno di costruttori che di rottamatori. Ci sarebbero tante altre cose da dire ma ora non c'è spazio. Ciao. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

Codice commenti (per indice analitico): da BF212 a BF247


15 febbraio 2012: Celentano attacca i periodici cattolici (BF247).

La macchina del fango, già accesa ed attivata, non si ferma ma contagia un po' tutti. E' in atto una guerra nel passaggio da un'epoca culturale e politica ad un'altra. Qualcuno non si rassegna alla libertà e al coraggio di parola della comunità ecclesiale. Adriano Celentano ha perso una buona occasione per stare zitto. Famiglia Cristiana ed Avvenire sono periodici autorevoli che spaziano su tutti i temi e certamente, pur non essendo infallibili, non possono essere liquidati come ipocriti. Gesù ci ha insegnato che la dimensione cristiana abbraccia l'esistenza a trecentosessanta gradi. Non per niente Gesù stesso è definito nell'Apocalisse, se non sbaglio, l'Alfa e l'Omega della vita e della Storia umana. Nella Repubblica dei circenses, sovrastata dai media popolari, domina il qualunquismo, la volgarità e la superficialità. Sono le élite che fanno la Storia. Certo, gli spettatori dello show devono essere rimasti allibiti come lo siamo tutti. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 febbraio 2012
: la povertà in spirito (BF246)

Vi sono due beatitudini che corrono parallele: sono la povertà in spirito e quella relativa agli operatori di pace che "saranno chiamati figli di Dio". La pace come atteggiamento interiore che si relaziona con gli altri è condizione di pace sociale. Così, il distacco dai beni terreni che è necessario per servire Dio e non la ricchezza è presupposto per la povertà sociale ed economica intesa come costruzione di un mondo dove non dominano gli idoli del consumo e della ricchezza, ma piuttosto i criteri fondamentali che orientano il Regno. La povertà di spirito si fa fattiva costruzione di un mondo migliore quando il cristiano mette al centro la carità come criterio fondamentale delle relazioni con il prossimo, anziché il servire la ricchezza come un idolo. La ricchezza del cristiano è ciò che manda la Provvidenza, anche tramite il lavoro. Si può essere titolari formalmente di grossi patrimoni ma vivere come se non si possedesse nulla. La chiamata di Gesù ad una forma di vita piuttosto che un'altra è il criterio fondamentale ed ultimo per capire come relazionarsi alle ricchezze. A qualcuno è richiesto di vivere nel mondo e ad altri è richiesto di abbandonare il mondo. Questo è un mistero di Dio. Ognuno deve vigilare sulla sua chiamata particolare per la salvezza della propria anima, secondo il modo in cui Dio conduce le nostre esistenze. Non che ci sia una gradazione per cui ognuno decide se adattarsi o meno a questo valore evangelico della povertà (in spirito) ma, di fatto, il grado di santità che ognuno riesce a raggiungere è diverso, altrimenti non esisterebbero neppure i santi e i consacrati. Ci sono però diversi modi di raggiungere la salvezza, come mostrano le figure evangeliche di Zaccheo e del giovane ricco. La sequela di Cristo si modella nella concretezza di ciascuna esistenza, non è un paradigma astratto ai più irraggiungibile. La chiamata alla santità concreta e realizzabile è per tutti i battezzati. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

8 febbraio 2012
: trovare e perdere la fede (BF245)

La fede è veramente un dono di Dio che si rivela nell'uomo adulto, mentre nel bambino può essere nient'altro che una favola appresa in famiglia, un'abitudine come quella di andare a Messa con i genitori. E' veramente un grande mistero perché alcuni trovano e conservano la fede mentre altri la perdono. Ma, in ogni caso, se non esiste nulla dopo la morte, se Cristo non è risorto, se l'anima è una invenzione degli uomini, se Dio non ha creato il Cielo e la Terra, allora l'umanità è veramente persa. Forse, il fondamento della fede è proprio la speranza. La carità perde senso, se non esiste il Dio-Amore. Il problema del male è il peggior nemico dell'ateismo, non della fede. La fede dà una risposta al male. Se il male può spingersi sino all'abominio morale più assoluto, è perché la libertà dell'uomo è, agli occhi di Dio, la cosa più preziosa che esista. Si confonde poi l'eclissi di Dio con l'eclissi della fede e con l'eclissi della Chiesa. In Occidente, c'è una eclissi della fede praticata, cioè in larga misura della Chiesa. Non è la stessa cosa per la speranza che abbonda, per la fede che continua a diffondersi nel mondo, per la carità ogni giorno eroicamente praticata. Per me, non ci sono prove che Dio esista ma piuttosto segni che Dio esiste ed uno di questi è la complessità della mente umana, come la indagano oggi i neurobiologi e come l'hanno indagata ieri la psicologia e la psicanalisi. Se pensiamo, ci deve essere qualcosa più grande di noi che ci ha pensato. Presso la mente divina, l'uomo esiste come idea prima del tempo e oltre il tempo, a mio avviso. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 febbraio 2012
: il linguaggio della Chiesa (BF244)

Leggevo poco tempo fa su La Civiltà Cattolica un articolo sulla espansione in America Latina in modo impressionante delle comunità (dette anche "sette") pentecostali, a scapito della penetrazione statistica della Chiesa Cattolica. Nella loro ingenuità teorica e teologica, queste comunità hanno saputo ritrovare una freschezza nella comunicazione del messaggio cristiano che forse la cattolicità a volte smarrisce e ha smarrito. Certo, è difficile ammettere che la Chiesa Cattolica sbagli qualcosa, visto che è l'unica comunità cristiana che vanta la successione apostolica. Tuttavia, forse la Chiesa deve abbandonare una comunicazione troppo astratta e intellettuale del Messaggio, della Parola. Che cosa ha da dire Gesù all'uomo di oggi che ha, in molte parti del mondo, superato il problema della miseria economica, che è massificato e bombardato da un marketing televisivo e digitale terrificante? Tutto passa, l'uomo ti tradisce, ma Gesù è il tuo amico per sempre. Forse dobbiamo riscoprire che la novità è Gesù stesso. Quando leggi un'Enciclica papale e, pur ammirandone la ricchezza filosofica e concettuale, ne capisci sì e no il 50% c'è qualcosa che non va, che non funziona. Ammiro molto Ermes Ronchi e la sua predicazione. Mi pare che la Chiesa a volte trovi la lucidità di parlare non ai dotti e agli intelligenti, ma agli ultimi, ai poveri di spirito. Mi viene in mente quel messaggio così umano di Papa Giovanni XXIII: "Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza". La Chiesa dovrebbe tornare a parlare come le immagini filmiche delle chiese medioevali, per far capire che Gesù ha qualcosa di importante da dire all'uomo di oggi, all'uomo comune, e che la Chiesa non è un'agenzia sociale o un club filosofico-teologico per pochi addetti. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 febbraio 2012
: la prima tentazione di Gesù (BF243)

In definitiva, mi pare che questo passo del Vangelo ci dica qualcosa sulla identità stessa del diavolo e di Dio, rimarcandone le differenze. Il problema della libertà umana di Gesù si interseca con quello della identità di Dio. La vittoria di Gesù sul diavolo è preconosciuta da Dio? Gesù poteva fallire la Sua missione? Devono rispondere i teologi, io mi limito a porre degli interrogativi. Mi sembra però che la venuta del Regno di Dio trovi un suo momento epico nella sconfitta del diavolo ad opera di Gesù. Quando preghiamo "venga il Tuo Regno", intendiamo questo regno come Gesù ce lo presenta in questo episodio che si commenta e come viene esposto giustamente dal Cardinale Ravasi. A mio modesto avviso, il diavolo non poteva vincere contro Gesù per la natura divina di Gesù stesso, quindi per la identità stessa di Dio. Non si tratta di negare l'umanità e la libertà di Gesù ma di ricordare che Dio è sopra il diavolo che è solo un angelo decaduto e non un "dio delle tenebre" come vuole il manicheismo. Il Regno di Dio, nella sua venuta come ce la presenta Gesù, smentisce tre idee della sua natura come giustamente espone il Cardinale Ravasi. Il Regno annunciato da Gesù non è la fine della fame, non è la fine della morte e non è la fine della Signoria di Dio sui giusti che regnano, tanto è vero che i potenti appartengono al Signore e non al diavolo, come ricorda in più punti la Bibbia dicendo che Gesù "è il Re dei re ed il Signore dei signori". L'autorità viene da Dio che può rovesciare i potenti dai troni. In sintesi, mi pare che le tentazioni di Gesù nel deserto si riferiscano agli effetti della venuta del Regno con riferimento alla dottrina del Peccato Originale, peccato le cui conseguenze, come la guerra, il dolore e la fame, verranno estirpate solo con la seconda venuta di Gesù alla fine dei tempi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 gennaio 2012
: il Nazareno (BF242)

Non so è solo un'idea, ma potrebbe darsi che il termine "profeti" faccia riferimento genericamente allo spirito di profezia, cioè ad una predestinazione circa la città di Nazaret. Quindi, Matteo, con il carisma donato dallo Spirito Santo, mostra di conoscere questa predestinazione. Come esistono santi anonimi, sconosciuti alla ufficialità e alla Scrittura, potrebbe darsi che Matteo faccia riferimento a profezie conosciute nel carisma dello Spirito e provenienti da profeti anonimi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 gennaio 2012
: martirio e apostasia (BF241)

Il commento di Pino Lorizio mi sembra così perfetto da non richiedere nessuna aggiunta. Mi limito a ricordare la bella distinzione tra "martirio sopportato nello spirito" e "martirio sopportato nello spirito e, insieme, nell'azione", distinzione tracciata da San Gregorio Magno nell'omelia 35 al capitolo 7. Siamo martiri perché Satana è il principe di questo mondo. Se non fosse così, regnerebbe la pace e nessuno dovrebbe soffrire per la propria fede. Satana, poi, è principe di questo mondo perché gli abbiamo aperte le porte con il Peccato Originale. Quindi, la rosa che è Cristo ha delle spine che sono date dalla presenza del diavolo di fronte alla quale dobbiamo perseverare fino alla fine per avere la corona della vita (Apocalisse 2, 10). Nel caso segnalato dal lettore, non credo ci sia apostasia, a meno che Gesù, rinnegato con la bocca, sia rinnegato in modo stabile anche con il cuore. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 gennaio 2012
: aprezze di carattere dei sacerdoti (BF240)

Sul caso posto in luce nella lettera non mi pronuncio perché penso che bisognerebbe essere stati presenti ed aver sentito, magari, l'altra campana. Ma i sacerdoti sono essere umani con i loro limiti e le loro asprezze … L'umanità dei sacerdoti è bella perché è varia. Un sacerdote cui faccio notare che il comunismo mi pare faccia a pugni con il cristianesimo mi risponde che il comunismo è "altamente evangelico"; quando gli dico che mi sono convertito da adulto, mi risponde "maledetti i convertiti!"; poi, con fare sornione, mette i piedi tutti e due sulla scrivania con le suole rivolte verso la mia faccia; quando faccio notare che l'inferno l'ha fatto Dio (Matteo, 25, 41) in risposta alla ribellione di Satana (circa la quale il Signore sarà stato certamente molto dispiaciuto) mi risponde - forse con ragione - che ho una visione eretica ed antiquata dell'inferno soprattutto laddove affermo - probabilmente avendo torto - che l'inferno è una grande speranza di giustizia di fronte al male che c'è nel mondo; un suo collaboratore commenta (io dico in modo macabro) dicendo che bisogna preparare le cataste per il (mio) rogo … Potete non crederci ma, nonostante tutto questo, tale sacerdote è stato e rimane uno dei miei migliori amici. Un altro sacerdote mi dice: "se dovessi far correre (cioè mandar via) tutti quelli che in Parrocchia collaborano ed hanno un brutto carattere, non rimarrebbe più nessuno". Lo stesso sacerdote, sapendo che sono non proprio favorevole al politico Berlusconi, scherza dicendo che lui, essendo favorevole al grande Silvio, ritiene che "Ruby è di Silvio". Che fare? Forse può aiutare San Paolo quando dice (Colossesi 3, 12-15): "Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!". Sì, mi vengono in mente tutte le volte in cui i sacerdoti mi hanno sopportato in tante circostanze in cui sono stato fastidioso, li sopporto quando sono fastidiosi loro. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 gennaio 2012
: opera teatrale di Castellucci (BF239)

Ogni essere umano, anche non credente, ha diritto di interrogarsi, possibilmente con un minimo di rispetto, sulla figura di Gesù. In quest'opera di cui si parla emerge un interrogativo più volte sentito: perché Cristo ha tolto i peccati del mondo ma non il dolore del mondo? Cristo ha assunto il dolore del mondo senza toglierlo, l'ha fatto proprio e questo è il mistero dell'Incarnazione. Questo è qualcosa di blasfemo per l'ateo perché il Messia doveva togliere la guerra, la fame, la sofferenza. Il Messia così immaginato è un vitello di plastica che compie miracoli, una divinità tribale e antica. I cristiani non possono neppure eccepire la speranza del ritorno di Cristo quando vedremo cieli nuovi ed una terra nuova (Apocalisse, 21, 1) perché anche questo fa parte della fede. Ci sono risposte che si possono dare al di fuori della e prescindendo dalla fede? Perlomeno, mi pare, Cristo non ha peggiorato le cose dal punto di vista dell'ateismo perciò questo è un buon argomento per non prendersela con Gesù. L'errore di fondo è pretendere troppo da Gesù. Gesù stesso ha detto che il suo giogo è dolce ed il suo carico leggero (Matteo, 11, 30). La Bibbia dice che non saremo tentati oltre le nostre forze (1Corinzi 10, 13). Noi stessi abbiamo l'impressione che non sempre questo accade di fronte alle difficoltà della vita. La risposta è la santità, dimensione entro la quale, anche il dolore più acuto prende senso. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

23 gennaio 2012
: cattolicesimo e capitalismo sfrenato (BF238)

C'è, a mio avviso, un legame strettissimo tra la democrazia, come oggi la conosciamo, ed il capitalismo. I capitalisti, come classe sociale egemone, rappresentano un corpo intermedio che si contende il controllo dei valori etici di riferimento, in concorrenza con la Chiesa e con altre realtà. Non è immaginabile oggi una democrazia come quella greca antica, cioè una realtà monolitica, un'aristocrazia, un'oligarchia come nell'antica Roma. L'oligarchia oggi non esiste anche se il fascismo ha cercato di ripristinarla. Il sistema attuale di pesi e contrappesi garantisce la libertà di religione e la libertà di dissentire. Come sostenne già l'esimio e medesimo Cardinale Bagnasco, solo nell'Occidente cristiano sono potuti sorgere i filosofi del sospetto. La libertà è oggi intesa come pluralismo ed in questo senso si lega alla democrazia ed al capitalismo. La Chiesa deve cercare di dare un'anima a questa società, con il contributo essenziale e fondamentale di tutti i cristiani. Tutto ciò che è "sfrenato" è condannato in ambito cristiano, dalla gola, alla lussuria, all'idolatria del denaro. Non solo il capitalismo è condannato se è sfrenato. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 gennaio 2012
: sessualità, santità, verginità della Madonna (BF237)

Nella Genesi viene detto che Dio creò la donna come aiuto all'uomo. Gesù aveva bisogno di un padre terreno, putativo, che lo educasse ed al quale stesse sottomesso. Giuseppe aveva bisogno di Maria come "aiuto", cioè come sostegno psicologico, umano, morale per crescere il bambino Gesù. La santità di Maria mi sembra legata strettamente alla sua Verginità anche dopo che ebbe partorito Gesù. La Madonna è coinvolta nella "missione impossibile" messianica. Cioè, ella è beata perché è tutta intenta, nell'obbedienza perfetta al Signore, a collaborare alla missione salvifica assegnata al Figlio. Non parlerei di missione di Redenzione perché il termine ed il concetto di Redenzione mi paiono troppo legati al sacrificio, all'immolazione di Gesù alla Sua Resurrezione. Poiché non era sotto l'influsso del Peccato Originale, la Madonna non aveva desideri sessuali impuri, cioè contrari alla volontà di Dio. Detto questo, credo che, se la Madonna non va deificata, non va neppure disumanizzata. Come Gesù che condivise in tutto - tranne che nel peccato - la condizione di uomo, credo che la teologia debba restituirci una immagine profondamente umanizzata della Madre di Dio, che è angosciata, che soffre, che piange e che prega. Non sono un teologo ma credo che la lettura del Cardinale Ravasi vada nella direzione giusta per restituirci una lettura storica, umana e realistica della figura di Maria. Utile, anche in chiave di un maturo ecumenismo. Perciò, la Madonna aveva a mio avviso una sua sessualità psicologica, ad esempio a livello onirico, che non si traduceva in atti concreti impuri, ma che ne faceva un essere umano compiuto a tutti gli effetti. La santità di Maria rimane legata in modo fondamentale al Mistero dell'Elezione di questa fragile, umile e umanissima creatura da parte di Dio. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 gennaio 2012
: giornata del migrante (BF236)

All'insegna del motto "barbaro sarai tu!", arrivano sulle nostre coste, sulle nostre montagne e pianure popolazioni di tutto il mondo portatrici di altissimi valori e di una cultura che va preservata. Proprio perché "barbaro sarai tu!" non facciamo noi che li accogliamo la figura dei nuovi barbari che non sanno capire, per ignoranza, per inerzia, per inettitudine. Non è vero che solo i migranti che arrivano da noi devono studiare la cultura, la storia e la lingua italiana. Molti di loro arrivano con una fede solida, non necessariamente cristiana, che chiede di essere accolta e capita, come vuole la nostra stessa Costituzione. Anche noi dicevo, dobbiamo imparare l'ABC dell'Islam, dell'Induismo, della cultura africana, del cristianesimo ortodosso eccetera. Non tutti i nuovi arrivati possono essere convertiti al cattolicesimo. Il mondo è ormai un'unica casa dove dobbiamo tutti abitare nella pace e nella giustizia. La Lombardia stessa prende il suo nome da un popolo, i Longobardi, che erano un popolo migrante e invasore. La Storia insegna che chiunque abbia qualcosa da offrire è benvenuto in Italia e nessuno o quasi nessuno ha veramente niente da dire per scuotere la nostra colpevole indifferenza. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 gennaio 2012
: Lega Nord e carisma di Bossi (BF235)

Ho il massimo rispetto per un movimento che, prendendo voti solo nel centro nord, ha quasi il 10% delle intenzioni di voto. Il carisma di Bossi deve a mio avviso essere valutato anche a livello nazionale e non solo all'interno della Lega Nord. Ecco che in questo senso si attesta (fonte RAI, Ballarò) ad un misero 21%, contro il 61% di Monti, il 43% di Bersani, il 40% di Casini e di Di Pietro ed il 38% dell'odiato Fini. Persino Vendola fa meglio di Bossi con il 37% delle preferenze tra gli italiani. Questo in un quadro di profonda sfiducia nei confronti dei politici e dei Partiti. Sarei più interessato a sapere come la Lega Nord governa i numerosi Comuni e Province nonché alcune Regioni del Nord. La mia Regione, in particolare, il Piemonte è stato regalato dalla Bresso a Cota per una manciata di voti con la dichiarazione maldestra della Bresso stessa che, a domanda se fosse credente, rispose (la sventurata) alla vigilia delle elezioni che se fosse stata credente sarebbe stata protestante e non cattolica. Viva la sincerità, comunque! Ora, la palla è nelle mani del Terzo Polo che è sempre più l'ago della bilancia. A mio avviso, la diaspora politica dei cattolici è un dato irreversibile. Resta da vedere quali saranno le future mosse di Casini e Fini per il bene dell'Italia. Io penso che l'operazione giusta da fare sia quella di ricompattare i cattolici del centro-destra che devono trovare una loro identità, finita l'era Berlusconi. Tempo fai pensai a Tremonti come leader di un nuovo centro-destra se Berlusconi avesse fatto un passo indietro a suo favore. Oggi quella ipotesi pare forse tramontata. Per fortuna si è mosso molto bene il Presidente Napolitano che è il salvatore della Patria, assieme a Fini e Casini. Ho fiducia in Monti il cui operato sto seguendo con circospezione, specialmente sulle liberalizzazioni dove vedo nei punti oscuri. Come già scrissi, viva l'Italia unita e solidale! Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 gennaio 2012
: bene sia Obama, sia Romney (BF234)

Barack Obama è un bravo Presidente. La Storia ha i suoi vincitori come Obama e la Merkel ed i suoi sconfitti come Berlusconi e Sarkozy. Mitt Romney ha precisato che non corre per l'incarico di "pastore capo", cioè come guida religiosa, ma, più laicamente, come Presidente. Per me Obama e Romney sono entrambi validi leader statunitensi ma mi pare che Romney abbia una marcia in più quanto a coraggio, onestà politica, intelligenza. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 gennaio 2012
: cattolici adulti e Magistero della Chiesa (BF233)

Il Magistero della Chiesa propone che la verità si faccia esperienza. E' come se dicesse: "prima prova, poi mi dici cosa ne pensi". Invece si fanno un sacco di ragionamenti astratti sulle verità morali proposte dal Magistero: penso che sia sbagliato. Non mi pronuncio sulla espressione "cattolico adulto" perché mi pare che le si attribuiscano diversi significati come emerge anche dal dibattito su Famiglia Cristiana. Esperienza della castità, esperienza della pace. Abbiamo veramente provato a vivere queste esperienze? L'esperienza della castità che rasserena e offre come dono a Dio la nostra sessualità. L'esperienza di essere operatori di pace nelle relazioni con i genitori, con gli amici, con gli estranei. Il cristianesimo è proposta di una esperienza non solo proposta di una verità da credere. Proviamo a vivere come se Gesù Cristo, che sappiamo essere realmente esistito, fosse veramente ciò che crediamo, cioè il Vivente, il Messia, il Figlio di Dio, che ci chiede per amore e solo per amore disinteressato di fare esperienza del Suo altissimo, divino insegnamento. Solo facendo esperienza delle verità morali proposte dal Magistero siamo veramente legittimati a farle proprie, accettarle o respingerle, dopo averle assorbite nel nostro io più profondo ed autentico. Sperimentiamo l'amicizia con Cristo in un incontro personale con Gesù che, tramite l'esperienza del Suo insegnamento, può cambiare la nostra vita e la stessa Chiesa può essere maggiormente illuminata dalla testimonianza di milioni di cristiani non solo anagrafici. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

9 gennaio 2012
: impara l'amore (BF232)

Amare è l'arte di farsi simili a noi stessi, giacché siamo immagine e somiglianza di Dio, come già scrissi. Non so se ho ancora la capacità di amare: il cuore è chiuso. Mi contento di non chiedere agli altri più di quello che possono dare. Vorrei che gli altri facessero lo stesso con me. Leggendo il Cammino di perfezione di Santa Teresa d'Avila, mi rendo conto di quanti ostacoli ci sono all'amore perfetto disseminati sulla nostra strada dal nemico e dai suoi seguaci. Qual è l'antidoto al disamore? Una volta, credevo, l'amore stesso. Oggi mi accontento di rispondere la non indifferenza, il restare svegli, il non tralasciare le esigenze altrui. C'è un amore che credo si impari da Dio prendendo l'eucarestia: è l'amore per il Figlio. Si può imitare il Padre e la Santa Vergine Maria nell'amore che hanno per Gesù? Forse sì, lo spero ancora. Una nebbia fitta è calata sui miei sentimenti dopo una dolorosa delusione di amore verso una donna. Forse ho amato in modo sbagliato. Non posso che pregare che il Signore ami al posto mio. Offro il sangue di Gesù in sconto dei miei peccati a conferma della nuova e santa Alleanza. Molte persone ci amano ma non in senso cristiano. Possiamo restituire comunque un amore degno di questo nome a tutti i fratelli che Gesù ha redento: Gesù è venuto per chi non ama, per convertire i malati che hanno bisogno del medico. Offrire la fede è il più grande atto d'amore che si possa fare al prossimo. L'attaccamento al denaro ed al mondo il maggiore ostacolo alla fede nell'amore, nella speranza, nella carità operosa e fraterna. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 gennaio 2012
: in principio il Logos era presso Dio ed il Logos era Dio (BF231)

Come è possibile che il Logos sia contemporaneamente presso Dio e che sia, allo stesso tempo Dio? Sembra una contraddizione insanabile. Forse la spiegazione è suddividendo ciò che esiste nella duplice dimensione orizzontale-sincronica e verticale-diacronica. Il logos è presso Dio sul piano diacronico, nel senso che Dio, vivendo fuori dal tempo, è autore del tempo. Qui Logos significa dunque "causa del tempo". Sul piano sincronico, Logos potrebbe significare misura di tutte le cose, di tutto ciò che esiste, nel senso appunto che Dio è punto di riferimento perfetto per l'imperfetto. L'incarnazione del Logos che diviene carne è una specie di secondo big bang in sette significati. In primo luogo, Dio diviene parola salvifica, buona notizia appunto. In secondo luogo, Dio è misura, cioè autore di tutte le leggi matematiche, fisiche e chimiche. In terzo luogo, Dio è causa di ciò che esiste. In quarto luogo Dio, come si diceva, è autore del tempo. In quinto luogo Dio è pensiero prima di essere parola creatrice. In sesto luogo Dio è azione di amore per l'umanità. Infine, Dio è Grazia e Verità tramite il Figlio incarnato. In sé, dunque, il termine Logos riunisce la dimensione Trinitaria dell'amore, quella ebraica dell'assoluta Trascendenza e quella greca pitagorica della misura di tutte le cose, in senso sia scientifico sia giuridico, alludendo alla figura di Dio Giudice. Infatti, Logos è, oltre che parola, discorso, anche intelligenza, buon senso, giudizio, legge. Non c'è alternativa che tradurre Logos diversamente come segue: In principio la parola creatrice del tempo era presso Dio e la ratio dell'essere era Dio stesso. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.


5 gennaio 2012
: il razzismo (BF230)

Il razzismo mi pare essere la consapevolezza che l'altro si ritiene superiore a noi, non suffragata da un sentimento di misericordia per questo razzismo altrui. Il razzismo è una reazione, dunque, al razzismo in un circolo vizioso e letale che ci avvinghia come un serpente. La via di uscita al razzismo mi pare essere dunque la misericordia, specie, per un credente, la misericordia della Madonna come esempio da seguire per superare l'irritazione e l'ostilità che il razzismo altrui provoca. A causa del razzismo nascono molti mali. Le rappresaglie contro chi muta religione, innanzitutto. La violenza contro chi riteniamo insopportabilmente superiore a noi. L'ostilità per il diverso. La mancanza di comunicazione e di rapporti umani. La diffidenza verso chi ha una cultura o una provenienza geografica differente. Eccetera. Preghiamo il Signore Onnipotente che ci dia la tenerezza di bambini per guardare con purezza di cuore il cuore immacolato di Gesù e di Maria, come mezzo di salvezza, nella lode e nel ringraziamento, per avvicinarci con discrezione e rispetto al prossimo. L'amore ed il rispetto nascono a mio avviso da una consapevolezza che i giusti e i malvagi abitano in mezzo a tutti i popoli e solo Dio è il giudice di entrambi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.


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