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19 aprile 2012: l'identità e la linea editoriale di Famiglia Cristiana (BF305)

Benissimo, però non c'è un'equazione matematica per cui alla dottrina sociale della Chiesa corrisponde una certa linea editoriale. Io penso che ci sia una varietà di opinioni politiche in ambito cattolico e una varietà di linee editoriali nell'ambito della stampa cattolica. Tutte quante compatibilissime con la dottrina sociale della Chiesa. Le maglie della dottrina sociale sono larghe e ammettono varie opinioni di destra, di centro e di sinistra. Perciò, Famiglia Cristiana è un settimanale talvolta buono, talvolta ottimo o persino santo. Non è il Verbo in Terra e tanto meno è - all'opposto - da chiudere. Poi, non ci si può permettere di dire che una testata è da chiudere - è un'affermazione antilibertaria e antidemocratica: si può dire che non si condivide la linea editoriale per ragioni politiche e questo è legittimo. Nei miei commenti, evito di confrontarmi con le opinioni politiche di questo o quel giornalista perché ritengo rispecchino scopi secondari rispetto a quello di evangelizzare secondo il motto tipico di don Alberione che è di parlare a tutti (cattolici, laici, agnostici, atei e persone di diverse religioni) cristianamente, con un'apertura a 360 gradi e di parlare di tutto cristianamente. E' un'idea innovativa, talora santa, non l'unica possibile per fare un periodico cattolico. Io rispetto Famiglia Cristiana soprattutto quando ha opinioni diverse dalle mie perché credo nella libertà, nel pluralismo, nella democrazia dell'informazione cattolica. La grande intelligenza morale e intellettuale di don Sciortino e di tanti collaboratori mi è di sprone ogni giorno per condurre la mia vita e di questo sentitamente ringrazio. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 aprile 2012
: il peccato contro lo Spirito Santo (BF304)

Nel momento in cui si riconosce che anche gli appartenenti a religioni non cristiane possono trovare la salvezza eterna dopo la morte, appaiono illuminanti queste parole del Vangelo. L'IO, il nostro essere uomini, la nostra anima nonché la nostra mente e la nostra coscienza sono in comunicazione con il Dio vivente tramite lo Spirito che tutto ricrea facendoci rinascere dall'alto e facendoci diventare persone nuove come ricorda il Vangelo di San Giovanni. Questo essere in relazione con Dio tramite lo Spirito Santo che parla alla coscienza di qualunque uomo, credente o non credente, è l'essenza della vita religiosa e morale di qualunque essere umano. Ecco che il peccato contro lo Spirito è rifiuto della propria stessa coscienza morale ed è rifiuto di qualunque relazione positiva e costruttiva con Dio tramite il Suo santo Spirito. Ne seguono opere malvagie ed una sostanziale sequela del Maligno anziché opere sante fatte in Dio. Ne consegue anche un rifiuto radicale e contro natura del nostro essere figli Dio, Sua immagine e somiglianza. Perciò, il peccato contro lo Spirito Santo, come lo vedo io, è destinato a portarci alla dannazione eterna. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 aprile 2012
: ancora sulla mafia (BF303)

I grandi mali del secolo scorso sono stati sconfitti o sono implosi, hanno mostrato i loro limiti ma non è stato così per la mafia. E le ragioni sono tante. Una prima ragione può essere che la società civile lotta contro la mafia con mezzi impari. La mafia che è uno Stato nello Stato applica una giustizia feroce e, a suo modo, efficientissima; lo Stato interviene con debole lentezza. Una seconda ragione consiste nel fatto che la mafia è una specie di chiesa "all'incontrario" rispetto alla Chiesa ufficiale: compra vite umane dando un senso, per quanto perverso e criminale, alla vita dei giovani disperati che poi sono costretti per tutta la vita che gli resta a ripagare i favori ricevuti. Una terza ragione è che la mafia offre una protezione agli imprenditori, ai politici, ai cittadini sfiduciati che accettano questa specie di patto per ottenere sicurezza. Il mercato della sicurezza è il primo mercato della mafia perché per quanto oppressiva la mafia è anche "assistenziale", nel senso che aiuta in modo del tutto illegale e anche legale a condurre una vita da "beati possidentes" purché una fetta della ricchezza vada alla mafia stessa. Infine, la mafia porta voti, ricchezza e potere in cambio di strategie oscure, di alleanza nascoste per chissà quali fini politici e strategici, fino allo stragismo cosiddetto di Stato, dei servizi segreti deviati. Certo, interessa sapere perché la mafia è così forte, ma interessa sapere di più come sconfiggerla. La mafia è un fenomeno storico che deperirà solo quando la società civile, in concorrenza con essa, saprà dare risposte più efficienti alla domanda che grida dalla povertà e dalla domanda legittima di giustizia e di sicurezza. La Chiesa può certo dare un grande contributo e registro con gioia che c'è stata una presa di coscienza maggiore, anche grazie al sacrificio di vite preziose, a tutti i livelli ecclesiastici. Vorrei dire altre cose ma non c'è spazio e saluto tutti. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 aprile 2012
: prima gli uomini degli animali (BF302)

Voglio esprimere la mia solidarietà a don Mazzi per quanti guardano la pagliuzza e non la trave, partendo da un episodio autobiografico. Quando avevo un dottorato di ricerca all'Università di Firenze, fui intervistato (ed era la mia prima intervista) da una rappresentante degli studenti. Mi scappò una frase infelice e fui contestato. A chi giova questo gioco? A chi vuole usarti per mettersi in mostra. Don Mazzi, un errore può capitare ma non si giudica un uomo da una singola frase. Che lascia il tempo che trova ed in parte riflette una verità cristiana. Per quanto riguarda le invettive, sono come acqua sull'ombrello della fede: scivolano via senza fare troppo male … Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 aprile 2012
: la casta ed il finanziamento pubblico ai Partiti (BF301)

E' una situazione scandalosa, come ben pone in luce l'articolo del direttore don Sciortino che qui commento, che non si risolve con le oche del Campidoglio che gridano al pericolo dell'antipolitica. Semmai, tale antipolitica dovrebbe fare riflettere sui mali della casta. I politici sono sempre più auto-referenti. Sempre più sordi e indifferenti ai richiami che giungono da autorevoli uomini di Chiesa ed intellettuali in genere. Per auto-referenti intendo che c'è un gravissimo conflitto di interessi tra Parlamento e cittadini che viene, mi pare, sottovalutato. Il Parlamento che, tanto più con la presente legge elettorale, è espressione dei Partiti politici (e dei loro organi dirigenti), fissa da solo quel finanziamento ai Partiti Politici dei quali è, come dicevo, espressione. C'è un gravissimo cortocircuito istituzionale e una grave menomazione dei corretti meccanismi di rappresentanza del cittadino. Forse la soluzione è che si metta tutto sotto il controllo di un organo terzo come la Corte dei Conti. Ma ci vorrebbe un sussulto di dignità e di onestà da parte della casta politica di cui al momento si vede solo una flebile traccia o fiammella. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 aprile 2012
: il vento dell'antipolitica (BF300)

Ha ragione l'Onorevole Bindi quando ricorda che senza finanziamento ai Partiti fanno politica solo i ricchi. Il problema è che i Partiti dovrebbero restituire i soldi erogati come finanziamenti ma non spesi: non si chiede l'impossibile! Tra democrazia e aristocrazia, dovrebbe esistere il concetto intermedio di meritocrazia che aborrisce il vento dell'antipolitica fine a sé stessa, come ha giustamente ricordato oggi il segretario del PD Bersani. La meritocrazia dovrebbe riconoscere stipendi adeguati a chi fonda e fa crescere sino a dimensioni nazionali un movimento come era stato il PSI di Craxi e come oggi è la Lega Nord di Bossi. Se i leader dei Partiti Politici fossero remunerati adeguatamente, non sarebbero solo i ricchi a fare politica onesta perché non hanno bisogno di rubare. Ci rendiamo conto della differenza abissale tra questa Armata Brancaleone che è il Cerchio Magico leghista e un Gheddafi? Quest'ultimo ha messo da parte centinaia e centinaia di milioni di euro tra la Svizzera, l'Italia e chissà quali altri Paesi. L'Armata Brancaleone leghista si è rovinata la reputazione per quattro soldi (salvo che vediamo solo la punta dell'iceberg). Le cifre fanno la differenza. Come si evita l'anti-politica? Con la meritocrazia che ha appunto indotto il Presidente Napolitano a scegliere Monti come senatore a vita e Presidente del Consiglio incaricato. Caro Bersani, sei tu il primo figlio e sostenitore dell'antipolitica proprio sostenendo Monti: non nascondere la mano dopo aver lanciato la pietra! Comunque, si sta confondendo l'odio per i Partiti con l'odio per il Parlamento, che non sono la stessa cosa! Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 aprile 2012
: finanziamento ai Partiti e servizio civile (BF299)

Siamo una società di figli unici che non imparano a condividere con dei fratelli o sorelle le loro esigenze. Non imparano a coordinarsi per le attività della famiglia con altri in una dimensione sociale e relazionale. Per questo, io trovai molto utile il servizio civile quando lo feci con le ACLI negli anni 1989-1990. Inoltre, il servizio civile, che oggi ha certo una struttura molto diversa, è utile non solo per le Associazioni ma anche per chi lo fa. E' per molti giovani una prima esperienza in cui mettersi al servizi degli altri e capire le logiche del lavoro. Come nella Chiesa si cresce nella fede in una dimensione comunitaria e, appunto, di societas (anche se non più perfecta secondo una definizione obsoleta), anche nella società i corpi intermedi dell'associazionismo e del volontariato aiutano a trovare una specie di seconda famiglia in cui condividere l'io-in-relazione con le gioie quotidiane, il senso del dovere, le piccole ingiustizie che pur possono esistere. Per quanto attiene il finanziamento pubblico dei Partiti, premetto che non ci capisco molto. Ma possibile che questo schifo orrendo della situazione attuale non possa essere modificato? Se un Partito ha delle esigenze di finanziamento, faccia un preventivo di spesa salvo conguaglio a consuntivo. Funziona così per un criterio sano di gestione amministrativa e finanziaria in tutto il mondo, perché in Italia no? Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 aprile 2012
: preti e mafia (BF298)

Perché tanti commenti che riguardano i sacramenti e pochi che riguardano l'impegno dei sacerdoti in contrasto con interessi mafiosi? Oggi l'uomo ha bisogno più che mai del trascendente, perso come è tra mille tribolazioni urbane, terrene. Perciò, l'uomo di oggi guarda ciò che c'è di specifico nella Chiesa e nel "mestiere" di prete. Ci sono alcune cose che i preti fanno ma le fanno anche molti laici. Ad esempio, l'impegno caritatevole nella società che può tradursi anche in attività che vengono a contrastare interessi mafiosi. Questo anche se Giovanni Paolo II, il Papa che più duramente si è pronunciato sulla mafia, ha detto - a commento del comandamento di non uccidere - che anche i mafiosi devono convertirsi e temere Dio, il quale un giorno li giudicherà. Perciò, a mio avviso, ci sono pochi tweet su internet che riguardano la mafia e i preti e tanti tweet che riguardano i sacramenti e quanto più specificamente attiene la vocazione di sacerdote. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

13 aprile 2012
: un figlio handicappato di nome Moreno (BF297)

Urla di vendetta, di misericordia, di rabbia o di sventura? Mi sono posto questo interrogativo circa Moreno. Ciao Moreno, non mi puoi leggere ma prego per te e ti saluto. Non so trovare parole per consolare Massimiliano. Forse bisogna parlare di eroismo umano che travalica ogni categoria cristiana e non cristiana. Quelle urla di Moreno cosa significano? Forse vogliono esprimere tutto il dolore e il pentimento, cioè una richiesta di perdono per la sofferenza che il cuore inquieto di Moreno stesso provoca negli altri, specie nei genitori. Bisogna dare senso a quelle urla altrimenti c'è da impazzire. Sembrano il nulla, calate nel non-essere ma sono legate a doppio filo con la denuncia di Massimiliano contro l'ingiustizia della società che non accoglie. Siamo tutti noi i fratelli di Moreno, senza volerlo, senza cercarlo, per pura volontà di Dio. Forse senza saperlo, con la nostra quieta indifferenza, il nostro ricercare un comodo vivere contribuiamo al dramma di questa famiglia. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 aprile 2012
: il problema degli esodati (BF296)

Dal punto di vista giuridico mi pare il problema consista nel verificare se il cd. diritto quesito alla pensione decorra dal momento in cui si percepisce la pensione o dal momento in cui si perde il lavoro per cause volontarie o involontarie. A mio avviso, il diritto quesito non può essere anticipato rispetto al momento in cui si percepisce effettivamente la pensione. Penso che si sia sprecato molto in passato con le baby pensioni. Alcuni sono andati in pensione a 40 anni nel settore pubblico mentre nel settore privato c'erano altre regole. Perché questa violazione del principio di eguaglianza? A mio avviso c'è una sola soluzione al problema degli esodati, cioè quella di riconoscere una percentuale (ad esempio, il 60%) della pensione dall'età in cui si poteva andare in pensione prima della riforma e la pensione piena all'età prevista dalle nuove norme. Perlomeno, potrebbe essere un'idea praticabile che media tra le diverse esigenze. Certo questo cambiare continuamente le norme è uno sport italico che spiazza tutti. Può risolversi in profonde ingiustizie. Mi spiace, ma il Governo non può derubare la gente, come un ladro gentiluomo. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 aprile 2012
: chi non è con me è contro di me (BF295)

Siamo provati da Dio per vedere se siamo veramente dalla Sua parte. Come è capitato a Giobbe. L'accusa di non essere dalla parte di Cristo può essere tuttavia e talvolta satanica. Ecco perché nessuno dovrebbe ergersi a giudice di chi è con Cristo e di chi è contro Cristo. Certo, si possono fare esempi lampanti: il mafioso che ha sciolto nell'acido un ragazzo, lo spacciatore di droga che semina morte, l'omicida in genere. Ma c'è sempre il rischio di confondere le categorie sociologiche con i criteri evangelici. Solo Dio è, in definitiva, giudice di chi è con Lui e di chi è contro di Lui. Al di là di queste considerazioni, io leggo questi due passi del Vangelo con grande ottimismo, perché mi pare che presentino (il primo a contrario) due messaggi importanti di inclusione. Se infatti c'è la possibilità di essere in Cristo in due modi diversi, chi ci potrà separare dal Suo amore? Neppure la Chiesa che a volte, sbagliando, è ostile può separare la pecorella di un diverso ovile dall'amore di Cristo. Perché l'amore di Cristo per l'essere umano da Lui chiamato ed eletto è la fonte della salvezza. Insomma, c'è una dimensione di mistero nella salvezza che è ineludibile. Il Cristo ci ha meritato i beni preparati per noi sin dal nostro concepimento e benedetto è l'uomo che nella fede li riceve, cioè raccoglie anziché disperdere. Per essere degni di Cristo dobbiamo accettarlo in Verità e Grazia. Nella verità c'è anche la verità su noi stessi che a volte inseguiamo cose vane. Nella Grazia ci sono le virtù teologali che non dobbiamo stancarci di praticare perseverando sino alla fine. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 aprile 2012
: il mistero della discesa agli inferi e resurrezione del Cristo (BF294)

Sono stato molto colpito da un passo degli Esercizi spirituali in cui Ignazio di Loyola (n° 219) scrive: "… qui sarà ricordare come - una volta che Cristo spirò in Croce e il corpo restò separato dall'anima, benché la divinità fosse sempre unita con il corpo - l'anima beata sempre unita alla divinità discese all'inferno; egli di là liberò le anime giuste e poi, ritornato al sepolcro e resuscitato, apparve alla sua benedetta Madre in corpo e anima". Io non conosco altra fonte che questa, poca cosa rispetto alla preparazione smisurata del Cardinale Ravasi, tuttavia mi è sembrato interessantissimo questo passo citato del santo di Loyola. Ho inoltre letto la voce Resurrezione di Cristo nel Dizionario di teologia di Karl Rahner e Herbert Vorgrimler (edizione del 1968) che ho in casa e che mi ha lasciato in eredità mio padre, in quanto appartenente alla biblioteca filosofica di Pietro Chiodi. La Resurrezione è qui definita come "evento unico che, intimamente derivante dall'essenza e dalla morte del Cristo, è a sua volta il fondamento della resurrezione di coloro che Cristo ha redenti" (p. 583). Ora, un'amica ebrea non credente mi ha chiesto come Gesù poteva morire se era egli stesso Dio. Certo, è facile rispondere, da un lato, dall'altro l'obiezione solleva un problema più complesso del rapporto tra natura divina e umana di Gesù. Io, ho formulato una teoria che forse è eretica, per la quale l'anima di Gesù è composta da due elementi, uno umano e uno divino, che riflettono la doppia natura del Cristo. Con la Passione, Gesù esala il suo spirito, cioè muore alla e abbandona definitivamente la Sua natura umana. Nel sepolcro egli è vivente come Dio in quanto non gli viene tolta l'anima divina, grazie alla quale scende negli inferi e senza la quale non potrebbe spiegarsi neppure la discesa negli inferi. Mi pare un'idea coerente con quella di Ignazio di Loyola. La resurrezione non è affatto l'anima umana che torna in Gesù provenendo dal Padre, ma una ruach, un soffio vitale ed immortale del tutto nuovo che anima il corpo inanimato del Cristo. Altro problema è se il Cristo morto possa effondere lo Spirito Santo; la mia risposta è positiva perché penso che negli Inferi, nello sheol, Egli abbia effuso lo Spirito Santo per liberare le anime dei giusti che da tempo immemorabile aspettavano la liberazione al Cielo da parte del Messia. Ciao. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

6 aprile 2012
: Benedetto, mi ami? (BF293)

Io Gesù lo immagino che ripete dal Cielo dove, dopo l'Ascensione, è assiso alla destra del Padre, sempre la stessa domanda ad ogni Papa: "Pietro mi ami?". Benedetto XVI non sente forse nel suo cuore questa domanda di Gesù: "Benedetto, mi ami?". La risposta all'amore di Gesù è cruciale nel pontificato di ogni successore di Pietro. Noi popolo di Dio che siamo gli agnelli che il Papa deve pascere possiamo rivolgere al Papa una domanda analoga. Non vogliamo prima di tutto sapere se siamo più o meno bravi cristiani, esseri umani morali, devoti, praticanti eccetera, vogliamo innanzitutto sapere se tu, Benedetto XVI ci ami veramente. Sei contento che, presi singolarmente come persone, esistiamo? Facciamoci imitatori del Cristo e chiediamo ad ogni sacerdote e al Papa in particolare la domanda di Cristo: "Tu mi ami?". La Chiesa si fonda sull'amore per le pecorelle che il Papa deve pascere. Non c'è altro scopo per la Chiesa che venire dall'amore di Cristo crocifisso, vivere nell'amore di Cristo risorto, andare all'amore di Cristo giudice. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 aprile 2012
: il tempo dono di Dio (BF292)

Mi piace molto il titolo dell'articolo ed il contenuto dell'articolo stesso. Si può essere schiavi del tempo? Se il tempo è solo un contenitore per essere produttivi, come i polli in batteria, o anche solo per essere perfetti in senso utilitaristico, allora il tempo può assumere le connotazioni di un continuo fallimento o prendere le sembianze di un sentiero che si perde nel bosco … cioè una strada che non porta da nessuna parte. Solo con una forte dazione di senso, un dare più che un ricevere, il tempo diventa dono, dono a Dio e dono al prossimo. La relazione è con se stessi, con il prossimo e con Dio. Queste tre relazioni hanno diverse sfaccettature. La relazione con l'io deve essere fatta di estetica, di cultura, di meditazione. "Fatti non foste per viver come bruti ma per seguire virtù e conoscenza (Dante Alighieri)"! La relazione con il prossimo deve essere di servizio della verità e dell'amore. La relazione con Dio deve essere ricolma di ogni bene per Dio e per noi stessi, dove la fecondità dello scambio è ritmata dalla dimensione della carità filiale, nella riconoscenza di essere stati da Lui generati! Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 aprile 2012
: preti disubbidienti (BF291)

Il rischio è sempre quello della deificazione dell'idea umana. Anziché deificare Gesù, che veramente era Dio e figlio di Dio allo stesso tempo, deifichiamo i nostri errori umani perché l'uomo, dopo aver ucciso Dio dentro sé stesso, si è fatto egli stesso Dio. Il Cardinale Comastri ha parlato di un Giuda Iscariota sempre presente nella Chiesa. Sono pienamente d'accordo: come si concilia questo rischio con il principio del non praevalebunt (le porte degli inferi non prevarranno contro di essa)? Gesù non garantisce che con l'ordinazione sacerdotale singoli sacerdoti non possano appartenere alla categoria del diabolico o a quelli che, in buona fede, sbagliano e sono da perdonare perché non sono diavoli! Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 aprile 2012
: cacci i demoni nel nome di Beelzebul!!! (BF290)

Noi crediamo che Gesù Cristo, figlio del Dio di Israele, ha tutto fatto nel Padre, viene dal Padre ed è tornato al Padre. Tuttavia, possiamo anche metterci nelle vesti di chi non crede o crede in una religione diversa. Ed è in questo senso, senza equivoci circa la fede della Chiesa e mia personale, che invio il seguente commento. Nel momento in cui si sviluppano nel segno dell'amicizia e del dialogo le relazioni tra cristianesimo (meglio dire cattolicesimo) e giudaismo, è centrale la domanda intorno alla fede: chi era Gesù se non era il Messia, il Figlio di Dio? Partiamo da questo assurdo ed assunto perché ci troviamo - in chiave ecumenica - di fronte ad un'aporia di difficile soluzione. Se infatti è oggi legittimo non credere in Gesù (perché l'epoca dei ghetti e delle persecuzioni anti-giudaiche sembra definitivamente finita), allora Gesù non era il Dio tra noi, l'Emmanuel, ma allora chi era? Un utopista, un fanatico, un politicante o semplicemente uno che "aveva un demone" (secondo l'accusa che troviamo rivolta a Gesù stesso in Giovanni 8, 52). In questo contesto, vorrei accostare quest'accusa giudaica con la notte della fede, quella che sperimentarono anche i santi. Il Dio che non ti parla e, nel suo silenzio ti fa dubitare, che Egli sia, che Egli è. Come scrisse Silvano Sirboni proprio su Famiglia Cristiana "Alcuni pensano che avere la fede significa non avere dubbi. Al contrario: senza il dubbio non ci potrebbe essere nemmeno la fede ... La fede è amore e, come l'amore, deve essere una scelta libera. Il dubbio è lo spazio della nostra libertà". Qualunque siano i dubbi circa Gesù, mentre Satana, come illustra il Cardinale Ravasi, conduce ad adorare il vitello d'oro, Gesù indica sempre il Dio unico di Israele come Colui da adorare. Come il dito della Madonna indica Gesù, il dito di Gesù indica il Padre. La missione è dunque quella di portare l'ebraismo a tutte le genti. Resta il fatto che, nel momento in cui l'invito alla conversione si rivolge ad ebrei osservanti e tradizionalisti, questo significa allontanarli non tanto dalla fede ma dalla tradizione dei Padri, cioè una sorta di apostasia. Non c'è altra risposta a questi interrogativi che la fede in Gesù e nel Vangelo così bene illustrata dal Cardinale Gianfranco Ravasi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

4 aprile 2012
: la paura, il pianto, la fede (BF289)

La paura è connaturata alla natura umana dopo lo sgomento della cacciata dal Paradiso Terrestre e l'incontro con un mondo ostile. L'uomo che guarda dentro il suo cuore scopre la paura. La fede non toglie questa paura che non è paura verso Dio anche se, nel dubbio circa la fede, possiamo anche avere paura di Dio. La paura si fa lotta spirituale. Un po' come si nuota per non andare a fondo, si vive lottando per non avere paura di precipitare nell'abisso della lontananza da Dio. In questi giorni il pianto del venerdì santo, pianto del credente di fronte alla Passione, si fa sgomento di fronte alla morte del Dio uomo e gioia nella Pasqua. Un vortice di sentimenti caratterizza le giornate odierne. Mi vorrei soffermare sul pianto. Il pianto di Gesù prima di fare risorgere Lazzaro è un pianto così umano da far pensare che anche Gesù ha provato prima di noi tutta la gamma dei sentimenti umani tranne quelli peccaminosi. Non per niente il Muro Occidentale di Gerusalemme, città eletta a propria residenza per anni dal Cardinale Martini, si chiama anche Muro del Pianto. Ecco che il periodo della settimana santa è occasione propizia per piangere sulle nostre miserie, sulle nostre mancanze e peccati. Come pianse Pietro amaramente dopo aver rinnegato Gesù tre volte. Come Gesù dice alle donne di Gerusalemme: "… piangete su di voi e sui vostri figli". Forse la risposta alle nostre paure non è la lotta soltanto che poco può senza la Grazia, basata come è sulle nostro povere forze mortali, ma anche il pianto che smuove il cuore di Dio a nostro favore, attiva gli angeli in nostro soccorso, suscita una Grazia insperata. In Coena Domini, domani giovedì santo, ci scopriamo uniti e fratelli e in questa fratellanza superiamo ulteriormente la paura, provando una emozione indescrivibile nel risentire le parole pronunciate da Gesù poco prima della grande paura e angoscia nel Getsemani, diventiamo simili a Lui, invochiamo che Gesù venga ad abitare nella nostra anima e riscopriamo il valore immenso della cena eucaristica. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 aprile 2012
: videogiochi e manipolazione della mente (BF288)

C'è un enorme mercato di manipolazione delle menti. Chi si rifugia in questi paradisi virtuali e artificiali, aderisce ad una dimensione psichica non sempre dannosa ma certamente poco sana in quanto le relazioni dell'io vengono alterate. L'io interagisce con fantasmi disegnati che insegnano cose a volte buone a volte cattive. Non sono un grande frequentatore di videogiochi. Non sono d'accordo che questi videogiochi veicolino messaggi sempre negativi. Si può imparare da qualunque esperienza, a volte scottandosi un poco. Se forte è il potere di seduzione, sono anche forti le difese che la mente e forse anche l'anima posseggono di fronte alla influenza del male. Distinguerei tre categorie di videogiochi per i messaggi anche subliminali che veicolano. I primi, propongono senz'altro il male come modello vincente, quasi da imitare. Senza il consenso del destinatario non possono diffondere il flagello. Gesù, che ha detto di mantenersi puri da questo mondo, avrebbe oggi qualcosa da dire. I secondi mandano messaggi neutri e non per questo meno ingannevoli, per cui il male semplicemente non esiste. Questi, introducono ad una sorta di masturbazione mentale, cerebrale dell'io, che tende a logorare l'io morale per farlo sfiorire e sono anch'essi dannosi. Ci sono anche videogiochi che veicolano messaggi positivi. Questi ultimi possono diventare propaganda buona. Che poi uno ne abusi giocando troppo richiama veramente l'insostituibile ruolo dei genitori nell'educare e anche coinvolgono la buona volontà dell'individuo che inizia ed impara a fare le prime scelte fondamentali dell'esistenza e della vita nella libertà e nella responsabilità personale. Per maturare finalmente, si spera. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 marzo 2012
: il nostro destino e la sessualità (BF287)

La sessualità è pegno presso il Signore di una vita retta. Il nostro destino esistenziale è scomponibile in varie fasi. In una prima fase possiamo non avere la fede ed allora la Grazia del battesimo non è sufficiente ad evitarci peccati sessuali. In una seconda fase, quando nella fede riceviamo la Cresima facciamo delle promesse a Dio sulla sessualità. Il Signore ci prende per mano ma talora ugualmente incespichiamo. Se tornassimo indietro, forse la vita sessuale sarebbe del tutto diversa. Col senno di poi, manuali alla mano, tutto è semplice. Ci consola il fatto che Dio scrive dritto sulle righe storte, ci dona la fede nonostante fossimo dei peccatori non credenti. Ci ama nonostante i nostri peccati. Il cammino di perfezione è la terza fase. Questa è la fase della morale cristiana in cui cerchiamo di essere perfetti come perfetto è il Padre che è nei Cieli. I nostri peccati del passato ci stanno sempre dinnanzi, come dice la Bibbia ma nella perfezione di vita diventano bianchi come la neve, o come lana (Isaia 1, 18). Non ho fatto la volontà di Dio eppure il Signore mi colma di ogni aiuto nella fede. Senza l'aiuto del Signore non possiamo fare niente. La vita eterna anche quella sessuale è già qui sulla Terra come anticipazione della vita nei Cieli dove forse c'è la sessualità degli angeli. Saremo trasfigurati e vedremo la realtà della nostra vita faccia a faccia con il Signore e avremo ancora molto tempo per pentirci e chiedere scusa per le nostre mancanze. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

Codice commenti (per indice analitico): da BF287 a BF325


31 maggio 2012
: Vade retro, Satana! (BF325)

Elie Wiesel, il noto scrittore ebreo naturalizzato americano, scrisse che peggio dell'odio è l'indifferenza e che il contrario dell'amore è l'indifferenza stessa, non l'odio. Constatiamo che l'assenza di qualcosa, qual è l'indifferenza, difficilmente si trasforma in amore. Al contrario, lo sbaglio può essere raddrizzato, l'odio può diventare amore, da un litigio può sbocciare la pace. Questa specie di spensierata e adulatoria constatazione di san Pietro che si commenta è assenza=satanica esperienza dell'altro, in questo caso dovremmo dire dell'Altro. Di fronte a Gesù che si offre per la Sua volontaria Passione, possiamo rispondere con un atto di odio o di amore, ma San Pietro non fa né l'una né l'altra cosa. Se non c'è amore più grande di quello del Padre che dà il Figlio per la salvezza del mondo, ecco che la mancanza di rispetto, di fede, di amore che ricambia suona di scandalo per la Chiesa di tutti i tempi. Ragionare secondo Dio significa allora accogliere il sacrificio come atto d'amore supremo e ricambiare significa amare nella fede il Cristo che si fa pane spezzato e sangue versato, sacrificio perfetto per la salvezza di noi tutti. La risposta di Cristo a San Pietro, per quanto dura, si colloca comunque nella logica dell'amore che rimprovera e corregge come dice l'Apocalisse in 3, 19. Ciao. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

31 maggio 2012
: santificare il lavoro e le feste (BF324)

Come possiamo santificare al meglio la nostra vita lavorativa e le feste? Il cristiano è chiamato a costruire la storia della propria vita nel rispetto di Dio e del prossimo. Un tassello importante è rappresentato da quattro attività, come la confessione, la preghiera, l'ascolto della Parola e l'Eucarestia con cui santifichiamo le feste. Impariamo, che, ponendoci in relazione con Dio in queste quattro attività, miglioriamo il nostro rapporto con noi stessi e con il prossimo. La domenica dovrebbe essere anche il tempo dell'annuncio di quella luce che illumina ogni uomo (Giovanni 1, 9). Chissà quale grande contributo, come laici, potremmo dare all'evangelizzazione se solo osassimo di più! Anche il lavoro dovrebbe aprirsi a relazioni umane corrette, rispettose, se possibili amorevoli, illuminate da quella luce del Cristo di cui parla il citato Vangelo di Giovanni. A volte, invece, il luogo del lavoro cede a quello spirito del mondo che è satanico, secondo quanto dice 1Giovanni 5, 19: "Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno". Lo si vede sul lavoro: opportunismi, tradimenti, lussuria, prostituzioni e idolatria del denaro e del successo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 maggio 2012
: la vera ricchezza sono i figli (BF323)

Non è uno slogan vuoto dire che la vera ricchezza sono i figli. Allo stesso tempo, oggi c'è bisogno di sicurezza economica per le generazioni future mentre le generazioni passate si sono accaparrate le baby pensioni e hanno lasciato un debito pubblico enorme. Mentre in Italia, eccetto gli immigrati, non si fanno più figli. Mi sembra che il Presidente del Consiglio stia facendo un lavoro serio di rigore nei conti pubblici, un lavoro che andava fatto quando c'era il boom economico e non adesso che siamo in epoca di vacche magre. Inoltre, manca un'adeguata politica familiare e redistributiva. Non è possibile dare lavoro ai giovani aumentando debito pubblico e pressione fiscale che sono già alle stelle e allora che cosa si può fare? Le famiglie consumano il capitale risparmiato nel corso delle generazioni ma fino a quando questo potrà durare? Si dovrà tornare ad emigrare o ad accettare di nuovo quei lavori umili, come badante e muratore, che oggi fanno solo gli stranieri. La scuola non può più sfornare disoccupati e quindi, piaccia o non piaccia, è necessario tornare a un collegamento forte tra studio e sbocchi professionali. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 maggio 2012
: gli stipendi dei politici (BF322)

Perché in Italia non scoppia una rivoluzione o non inizia una nuova Resistenza? Perché i politici in 50 anni circa sono stati abilissimi nel finanziare abbondantemente le clientele che, tradotto, significa decine di milioni di evasori nonché pubblici dipendenti e imprenditori e operatori economici e sociali di ogni tipo e bandiera. Il tutto, con le tasse e con il debito pubblico. Strano che in tutti questi anni nessuno abbia protestato per l'aumentare spropositato di quest'ultimo (il debito), mentre si foraggiavano i clienti di ogni colore. Gli italiani al 60% (non dico di più) meritano i politici che hanno. Grazie a loro si sono fatti la casa in proprietà, hanno sistemato figli e nipoti. Ma adesso il giocattolo si è rotto. Colpa della crisi, si dice, economica e globale. Colpa di un modello di crescita e di vita che è andato in crisi e che ora va ripensato, senza riesumare esperienze del passato, come la Resistenza, che, a mio avviso, appartengono ormai alla Storia. Ciao. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 maggio 2012
: la pena infernale (BF321)

Si deve a mio avviso partire da Matteo 25, 41 che dice che l'inferno è stato preparato da Dio per il diavolo e per il suoi angeli (altre traduzioni dicono "seguaci"). Un luogo voluto da Dio come conseguenza dell'altrui ribellione e peccato non può essere né ingiusto né crudele. Quindi, io credo che all'inferno ci sia un contrappasso ma non crudele e spietato come, in alcuni casi ha immaginato Dante Alighieri. Il problema è se questo contrappasso duri per sempre. Io penso che no, il contrappasso dura per un certo tempo ma la permanenza all'inferno è eterna, in quanto definitivo è il rifiuto di Dio. Quanto al problema se sia causa o se sia effetto l'autoesclusione, a me pare che sia causa e che l'effetto sia il giudizio di Dio il quale deve certificare, sia pur solo a livello notarile, che autoesclusione c'è stata. Ciao. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

30 maggio 2012
: il Papa sul "corvo" (BF320)

Vorrei esprimere tutta la mia vicinanza umana nella fede al Papa. Il Pontefice romano, Benedetto XVI, merita tutta la nostra fiducia ed il nostro affetto. L'Avvenire (con le parole del direttore Marco Tarquinio) ha parlato di amore e responsabilità mentre padre Lombardi ha detto che è una prova da affrontare nella fede. Su internet circolano barzellette e favole circa un fantomatico "scontro di potere" ai più alti livelli. I maestri di barzelletta e i giocolieri della favola saranno smentiti dall'inchiesta in corso che, nella trasparenza (come ha ancora ricordato padre Lombardi), farà chiarezza su ogni aspetto della vicenda. Se ci fosse un complotto contro il Cardinale Tarcisio Bertone, sarebbe addebitabile a qualche mente malata (moralmente e forse anche psicologicamente) che non merita altro se non una epurazione nella Chiesa. La Chiesa non è né perfetta, né imperfetta, ma semplicemente pellegrina nella Storia e geme delle doglie del parto insieme alla Creazione tutta sino al realizzarsi della dolcissima speranza del ritorno del Cristo. Il Cardinale Bertone, poi, per me gode della massima fiducia. Pellegrini nella Storia, come bene descrive il libro Le cinque piaghe della santa Chiesa del beato Rosmini, non dobbiamo farci impressionare dai venti che scuotono la barca di Pietro ma, vigilanti, pregare Dio che ha il potere di calmarli. Ciao. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

28 maggio 2012
: "corvo", umiltà e responsabilità nella Chiesa (BF319)

Sono turbato dalla vicenda del "corvo" (corvi?). C'è bisogno di capire che la Provvidenza abbisogna della cooperazione delle mani umane - per saldare la Terra con il Cielo (cito ancora don Ciotti) - e non pensare che lo Spirito Santo raddrizzi qualunque errore umano, una fiducia cieca che fa commettere errori e peccati a tutti i livelli. Oggi, c'è un bisogno enorme di un grande senso di responsabilità a tutti i livelli della Chiesa. C'è bisogno di umiltà e di un fraterno spirito di tolleranza verso quelle "anime" del corpo ecclesiale che non rispecchiano la nostra particolare sensibilità. La ricchezza di carismi arricchisce la Chiesa ma quando c'è da prendere il timone e decidere la direzione da prendere, ognuno deve dare il suo contributo, anche i laici, fermo restando che la successione apostolica chiama ad un più alto senso del dovere, dell'onore e della responsabilità i Vescovi ed il Papa. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

25 maggio 2012: nasciamo per essere perdonati (BF318)

Nasciamo per essere perdonati. Questo è il mio pensiero rivolto ai non credenti. Se qualcuno pensa di avere qualcosa di cui farsi perdonare, è già incamminato sulla strada di Dio. Io chiedo perdono per tutti quelli che, in buona o mala fede, ho danneggiato durante la mia vita. Sono nato per essere perdonato, dunque il male non è necessariamente legato alla vita perché il perdono di Dio lo dissolve. Come si vive, da non credenti, senza la speranza del perdono? Non lo ho mai capito, tranne che con il meccanismo della vendetta e/o della giustizia terrena. Quest'ultima poi è necessaria, lo riconoscono sia i credenti, sia i non credenti. Se nasciamo per essere perdonati, deve essere grande la nostra speranza di credenti da testimoniare in giro a tutti. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 maggio 2012
: lievito dei farisei e dei sadducei (BF317)

Il passo commentato mi fa riflettere sulla assoluta novità della proposta religiosa di Gesù. Ben può essere accostato a quella parabola che dice di non mettere una toppa nuova su un vestito vecchio (Luca 5, 36), cioè è necessaria una rifondazione totale, sin dalle radici dell'albero, sin dal lievito della pasta. Il lievito dei farisei e dei sadducei appare "un vestito vecchio" alla luce della Nuova Alleanza di cui Gesù si fa portatore e fondatore e richiede un rinnovamento totale del cuore e dello spirito per accogliere la nuova religione, il cristianesimo. La parabola commentata è anche profezia del rifiuto del Signore da parte della classe sacerdotale dell'epoca. Il "guardatevi" può significare "diffidate di ciò che è vecchio, perché ciò che è vecchio non sa accogliere la luce che viene nel mondo". Ciò che è divenuto una tradizione degli uomini non può accogliere un big bang storico impressionante qual è la venuta del Messia cristiano perché ha messo radici un lievito vecchio, sordo e cieco. Oggi si tende a valorizzare nuovamente la Prima Alleanza, quella che Dio fece con il popolo eletto, quindi certamente Gesù non voleva rinnegare il giudaismo tutto insieme ma solo quella parte di esso che anziché far lievitare bene la pasta, poteva, con dottrine di uomini (Marco 7, 7), corrompere il pane, cioè l'autentica legge di Dio. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 maggio 2012
: pane dei figli ai cagnolini (BF316)

Questo passo mi ispira un commento molto semplice, spero non banale. Gesù ha il potere di far entrare nella dimensione di figli di Dio (Giovanni 1, 12). Chi crede di essere salvo, forse rischia; mentre, chi si crede perso, forse è salvo. In diversi episodi del Vangelo (ad es., con la samaritana, Giovanni 4, 17-19), Gesù mostra di conoscere l'intimo delle persone che incontra. Infatti, egli è Dio ed è onnisciente. Il modo in cui si rivolge a questa donna è affidato al mistero di ciò che Gesù conosce circa la donna cananea incontrata. Il paganesimo che fa da sé, non può trovare liberazione dai propri demoni. Gesù disse che se avremo fede come un granello di senapa, potremo fare grandi cose (Matteo 27, 20). La donna in questione, abbandonando il paganesimo, si mostra in grado di spostare la montagna, affidando al Messia-Dio il compito di liberare la figlia dal demone che la affligge. Ciao. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 maggio 2012
: andare alle elezioni? (BF315)

Sono sostanzialmente d'accordo con l'editoriale che commento. La situazione è sempre più convulsa mentre assistiamo alla disgregazione dei valori tradizionali come la famiglia, il matrimonio, la proprietà privata. Il matrimonio fatto a pezzi dalle leggi che permettono di divorziare come bere un bicchiere d'acqua. La famiglia non valorizzata da una politica miope che vede un quadro legislativo paralizzato e paralizzante. La proprietà privata sempre più tassata, sempre più esautorata, specie se immobiliare per tutelare, forse giustamente, le "fasce deboli". Mentre tutto diventa incerto, anche la permanenza nell'euro della Grecia: è illuminante e condivisibile sulla situazione europea un articolo di Massimo Calvi che ho letto il 15 maggio su Avvenire. Le elezioni non sembrano essere la panacea dei mali che ci affliggono. Urge andare responsabilmente ed eticamente ad affrontare il male dell'astensionismo e del qualunquismo che rischiano di dilagare. Ma dopo le elezioni, con chi si schiereranno i moderati italiani, con la destra o con la sinistra? Neanche questo è chiaro e ciò aggiunge confusione a confusione. Sembra esulti solo lo sfascismo di un brigatista rosso che dichiara propizio il momento per la rivoluzione! A mio avviso, la linea del rigore finanziario nei conti pubblici non può essere abbandonata. Urge diminuire il debito pubblico con una impopolare tassa patrimoniale su tutti i patrimoni. E pensare a rifondare eticamente la società e lo Stato come mi pare auspichi anche la CEI, facendo leva sui migliori valori cristiani della nostra tradizione storica. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

10 maggio 2012
: Gesù cammina sulle acque (BF314)

Mi limito a parafrasare e reinterpretare alcuni punti del commento del Cardinale Gianfranco Ravasi, altrimenti non saprei sinceramente cosa aggiungere. E' un passo, mi pare, molto difficile da decifrare. Anche la Chiesa ha un buon samaritano che la soccorre nei momenti di difficoltà ed è Gesù. Il Signore cammina sulle acque, così disegnando un ponte simbolico tra lui e i discepoli. Il primo simbolo che noto è che il ponte che unisce Cristo alla Chiesa è mediato dalla divinità, dalla natura divina di Cristo. Il senso mi pare quindi essere che il Signore viene in soccorso alla Chiesa con la Sua divinità. Pensiamo a tutti i miracoli che Gesù compie a favore della Chiesa, primo fra tutti ispirare i santi Concili con lo Spirito Santo! C'è poi un secondo simbolo: il Signore, Creatore di tutto ciò che esiste, è anche dominatore delle leggi della natura da Egli stesso create. Non si può capire Gesù se non se ne comprende la natura divina. Perché? Perché bisogna sempre cercare la potenza di Dio nei momenti di difficoltà, come fece Mosè quando incontrò Dio sul Sinai per ricevere da Dio stesso le Tavole della Legge. Mi pare bellissimo il paragone che fa il Cardinale Gianfranco Ravasi con la Trasfigurazione. Dio Figlio e Dio Creatore sono complementari. Non c'è speranza cristiana che tenga, terrena o celeste, senza la natura divina di Gesù che è alla base anche della Sua Resurrezione. La barca di Pietro rema con il vento contrario e Gesù lo fa cessare (Marco 6, 51). Gesù compie quindi il miracolo di guidare la Storia degli uomini e della Chiesa ponendo le premesse perché la Chiesa stessa raggiunga il suo scopo finale, anche escatologico. Infatti, il Vangelo di Giovanni annota che "rapidamente la barca toccò la riva alla quale erano diretti" (Giovanni 6, 21). La Chiesa necessita del miracolo di Gesù come la folla necessita per nutrirsi dei pani e dei pesci moltiplicati da Gesù stesso nel contesto di un diverso miracolo. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

8 maggio 2012
: La7 a De Benedetti? (BF313)

Gesù ha detto che dobbiamo portare la nostra croce e seguirlo. Questa parodia (come altre che ci sono state in Israele tempo fa) di La7 contro Gesù Cristo fa parte della croce che dobbiamo portare come cristiani. Preghiamo in riparazione e perdoniamo. Sono contento di poter prendere l'eucarestia senza essere perseguitato dallo Stato, è la somma libertà civica e religiosa del credente. Per quanto riguarda De Benedetti, ben venga l'acquisto di La7. E' un imprenditore simpatico che si è già dimostrato molto capace nel campo della carta stampata e in altri settori. La Guzzanti partecipa al gioco italiano del "tutti contro tutti". La Guzzanti, appunto, contro la Chiesa, Torino contro Roma, Grillo contro Napolitano, Orlando contro Ferrandelli, Di Pietro contro Berlusconi e la Lega Nord furiosa contro tutti. E si potrebbe andare avanti a non finire. Che bello se potessimo fare gioco di squadra in Italia, laici e cattolici, per costruire una società migliore e cominciare a domandarci chi ci guadagna dal gioco del "tutto contro tutti". Forse è il vecchio gioco diabolico del divide et impera. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

2 maggio 2012
: la crisi economica e i suicidi (BF312)

Chissà a quante porte ha bussato l'uomo che decide per un gesto finale ed estremo di disperazione come il suicidio. Per non avere uno sguardo spietato, privo di compassione appunto, su queste vicende dobbiamo pensare alla debolezza della carne, cioè della mente, che, mossa da questioni economiche, porta al suicidio. Forse non siamo stati portatori a sufficienza di speranza. Forse, alcune persone in passato non si sono accontentate di posti di lavoro più umili, magari da piccolo impiegato o operaio dipendenti. Come possiamo scrutare il microcosmo di ciascuna mente umana? Alla porta della Parrocchia dove faccio il volontario bussano madri con figli che non hanno da mangiare. Cosa possiamo fare oltre alla semplice elemosina, se non predisporre assieme ai religiosi dei percorsi di nuova socializzazione e reinserimento lavorativi? Poveri e indigenti estremi portano la povertà come una croce senza pensare minimamente al suicidio. Non posso pensare al suicidio come ad un evento possibile, se la povertà di denaro non è accompagnata da una malattia come la depressione, da una povertà quindi culturale e spirituale, da una immaturità umana. Queste persone che si suicidano non sono state indirizzate dai genitori e dalla società più in generale ad un destino più dignitoso di quello che hanno saputo costruirsi. Preghiamo per le loro anime adesso che è troppo tardi, confidando nella misericordia di Dio per quello che rimane, con tutte le attenuanti del caso, un grave peccato. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 aprile 2012
: spiriti impuri (BF311)

Mi addentro in un terreno che conosco poco, per cui vorrei più porre delle domande e offrire degli spunti di riflessione che dare delle risposte categoriche. Comincio con l'osservare che la mitologia di diverse religioni ci indica la distinzione tra spiriti buoni e spiriti cattivi. Va detto però prima di tutto che ognuno di noi ha un suo spirito naturale che è l'anima. L'idea che la perversione possa attirare spiriti estranei è presente nel Vangelo. Infatti, il passo commentato si chiude dicendo "Così avverrà anche a questa generazione perversa" (Matteo 12, 45). La perversione è poi una forma di impurità che significa appunto contaminazione. L'anima impura attira spiriti impuri come il magnete attira i corpi metallici. C'è una sorprendente assonanza con lo shintoismo. Anche in questa religione è centrale il concetto di impurità. Infatti, lo shintoismo classico considera che le infrazioni alla morale o alla legge, come pure ogni male, sono provocate dall'intervento di uno o più spiriti cattivi sfuggiti allo Yomi (il regno delle tenebre e dell'infelicità).
Pur addentrandomi in un terreno che poco conosco, c'è da chiedersi chi crei gli spiriti buoni e gli spiriti demoniaci. Probabilmente, c'è una differenza tra angeli e spiriti. I primi sono superiori agli uomini e sono creati da Dio. Gli spiriti, nel cristianesimo, sono entità invisibili create anch'esse da Dio ma senza i poteri angelici. La possessione di spiriti come contrappasso della perversione, non indica un castigo di Dio ma piuttosto una causa-effetto automatica ed immediata. Questi spiriti immondi, una volta entrati, disturbano la coscienza inducendola a peccare. Perciò, come ricorda Ignazio di Loyola, bisogna fare la massima attenzione a distinguere tra spiriti buoni e spiriti cattivi e perciò preghiamo il Padre nel Padre Nostro "non indurci in tentazione", cioè di non abbandonarci all'azione degli spiriti cattivi perdonando i nostri peccati, comprese le azioni impure e perverse. Va però rispettata e accreditata anche la diversa opinione per cui spiriti immondi e diavoli/demonio sarebbero la stessa cosa. A mio avviso, l'interferenza di spiriti immondi cui si riferisce il passo commentato dal Cardinale Ravasi e la vera e propria possessione diabolica sono due fenomeni diversi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 aprile 2012
: il flagello della guerra (BF310)

La guerra non è, a mio avviso, né benedetta, né maledetta. Il rapporto tra guerra da un lato, poveri ed ultimi dall'altro è problematico. La guerra talvolta opprime i poveri e gli ultimi, talora è strumento di depredazione a favore dei disperati contro altri disperati (cd. guerra tra poveri) e altre volte è guerra di liberazione degli ultimi (come la seconda guerra mondiale, ottenne la fine dei Campi nazisti di concentramento). Questi tre aspetti si trovano spesso mescolati. Quando la guerra, il potere e l'economia sono strumento di oppressione dei poveri sono sicuramente da condannare alla luce del Vangelo. Io penso che il flagello della guerra sia una di quelle cose che debbono accadere come dice il Vangelo prima che sia la fine (Matteo 24, 6; Marco 13, 7; Luca 21,9). Come anche ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica e come ho già avuto modo di ricordare scrivendo a Famiglia Cristiana, solo il ritorno di Cristo eliminerà tutte le conseguenze del Peccato Originale, compreso il rischio di conflitti bellici. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

22 aprile 2012
: il problema della malattia mentale (BF309)

Grazie per il bellissimo servizio giornalistico, per la delicata sensibilità dimostrata per il tema della malattia mentale. Sono una delle persone che appartengono all'area del disagio psichico. Mi sono sempre domandato se potevo guardare dentro il mio io più profondo per fare luce. E trovo la luce di Cristo o una luce negativa, magari diabolica? Il malato di mente si fida del sano. Il sano, però, ha un grande problema: diffida del malato di mente. E forse ha ragione. L'approccio è sempre terapeutico e poco umano. Anche nella mia città, Torino, si organizzano uscite in pizzeria o al cinema per socializzare il malato di mente. Io non vi ho quasi mai partecipato perché queste iniziative mi pare creino un ghetto per i malati psichici. Preferisco le amicizie dei sani di mente che si sforzano di capirmi prima di curarmi. La schizofrenia implica che vivi in un mondo a parte, dominato da voci interiori che ti dicono cosa devi fare e cosa devi dire. Ci sono voci positive (ad es., quelle che ti dicono di pregare) e voci negative (ad es., quelle che ti dicono di suicidarti o di fare il barbone). In sintesi, ogni vita è degna di essere vissuta e l'obiettivo non è solo quello di eliminare il disagio psichico, ma ancor prima quello di conviverci in modo positivo, santo, più che accettabile. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 aprile 2012
: il trauma della separazione dei genitori (BF308)

Quando succhiamo il latte dal seno materno, lo facciamo istintivamente, pensando di ricevere una cosa buona. Ma cosa accadrebbe se dal seno della madre uscisse del veleno?
Una coppia che si separa è come veleno che esce dal seno materno: viene meno la fiducia che la famiglia ti dia cose buone.
Il trauma non può essere affrontato dal genitore affidatario da solo, ma con l'ausilio, a mio avviso, di un buon psicologo. Come vada superato il trauma io non ho la competenza scientifica per dirlo.
Penso che incontrando poi un partner nella vita, si possa ricostruire un'idea positiva e felice della famiglia. Certo, se anche questo tentativo fallisce con una rottura traumatica, si possono sviluppare delle malattie prima fra tutte la depressione. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 aprile 2012
: Hollande o Sarkozy? (BF307)

Non amare più di tanto Sarkozy per i suoi atteggiamenti nazionalisti (in senso becero), per la politica muscolare ed arrogante, apparentemente vuota in politica interna e mal orientata in politica estera significa per milioni di francesi non avere altra alternativa che Hollande. Per un cattolico questo crea problemi perché Hollande tra i 60 punti del suo programma politico prevede la possibilità di adozione di figli per coppie omosessuali. Si tratta quindi di un salto nel buio. Però, come francese, cioè se fossi francese, voterei comunque Hollande perché è una sinistra che mi piace: non radicale, di governo, nazionalista in senso positivo (cioè per la Patria) e costruttiva. Una sinistra per la Francia ma non contro l'Europa. Ci sono delle incognite ma questo Hollande mi sta proprio simpatico. Non so chi vincerà perché i sondaggi tante volte hanno fatto cilecca, ma spero sia la gauche. Magari avessimo in Italia una sinistra come quella francese: democratica, concreta, rispettosa delle opposizioni e aperta a tutte le tendenze progressiste che ci sono nella società. Abbiamo invece una sinistra internazionalista, a tratti catto-comunista, radicale e poco rispettosa delle opposizioni. Per quanto riguarda il discorso dei topi e dei non topi, sono a favore di Mitt Romney che è dato perdente contro Obama per ragioni che sarebbe fuori luogo esporre qui ed ero con l'UDC-Terzo Polo in Italia quando era all'opposizione ed ero contro la Lega Nord e contro il PDL quando erano al Governo più forti che mai. Diciamo che se sono un topo, sono un topo molto fortunato dato che il progetto del grande Pierferdinando (Casini) e del carissimo Lorenzo (Cesa) ha avuto successo con Monti … E poi, diciamocelo, i topi sono personaggi che mi stanno simpatici, almeno nei fumetti e nei cartoni animati. Quindi, se Hollande riuscirà a vincere grazie ad alcuni milioni di swing voters (cioè voto altalenante), viva i topi! Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 aprile 2012
: Dio e il mistero della Storia umana (BF306)

Dal professor Cardini si imparano un sacco di cose importanti e utili, grazie. Entrando in argomento, non capisco – perché la mia intelligenza limitata non me lo fa capire – in che misura la Storia umana sia opera di Dio e in che misura sia opera degli uomini. Come esseri umani siamo come formiche gettati nel formicaio della Storia e rischiamo di essere travolti dalle correnti delle altre formiche che corrono frenetiche. La Provvidenza fa quello che può … Mi viene in mente solo un passo della Bibbia che dice “io tutti quelli che amo io li rimprovero e li castigo” (Apocalisse, 3, 19). La Storia è il compito che Dio ci affida, come il professore ci dà dei compiti da fare a casa. Poi Dio corregge quelli che ama. E quelli che non ama? Mi torna in mente un altro passo dell’Apocalisse (22, 11): “Il perverso continui pure a essere perverso, l'impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora”. Un insegnante di religione mi obiettava che la parola “tortura” non c’è nella Bibbia, che Dio non prevede la tortura. Ma lo smentisco. Sempre Apocalisse (14, 9-11) parla di tortura: “Poi, un terzo angelo li seguì gridando a gran voce: Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano,à il vino dell'ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell'Agnello.Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome”. Dunque, la Storia è partorita dalla libertà umana, ma Dio interviene per correggerci, scrivendo dritto sulle righe storte. Alla fine, vince la volontà di Dio. Nel bel mezzo ci sono un sacco di cose mescolate dalle azioni umane: cose turpi e cose sante. L’erba buona e la zizzania. Che ne è del comandamento di non estirpare la zizzania perché rischiamo di estirpare anche il grano (Matteo, 13, 29)? Mi pare che talvolta non se ne ricordi più nessuno fra i grandi Purificatori Morali dell’umanità con le loro ideologie intolleranti ed autoritarie. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.



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