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Il Perditempo.org - Commenti al blog di RAI - A Sua Immagine

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24 aprile 2011
: Cristo risorto parla (racconto immaginario) (BR26)

In un mio componimento immaginario e poetico, Cristo, appena destatosi dalla morte è stupito della sua stessa Resurrezione ed esclama: "Ora vivo, e tu, donna che piangi, sei la prima creatura che vedo. In realtà non ricordo altro che voci confuse attorno alla Croce 'Era il Cristo, sta morendo, prega il Padre'. Fantasmi o forse angeli ho sognato nel sepolcro, ma ero veramente morto non dormivo. Ma alla mia anima divina e dunque immortale, volata in Cielo e poi restituitami, il Padre parlava. E così non ricordo quasi più niente: il boccone dato a Giuda, Satana che entra in lui, un discepolo che mi interroga e poi mi rinnega tre volte prima che il gallo canti. Ricordo di aver chiesto conto dell'abbandono e, prima ancora, di aver supplicato il Padre, ma non ricordo circa che cosa. Ecco, mi sono ripreso la vita che mi è stata tolta e dopo che scenderò agli inferi, benedirò gli apostoli poi salirò su al Cielo. Sarà bello di lassù contemplare il volgo che mi condannò alla morte e che ho già perdonato. Sarò Giudice di quelli che mi hanno crocifisso, Giudice benigno e terribile allo stesso tempo. In me si riconcilierà tutto il bene ed il male nel mondo, nel mio giudizio giusto. Tra le anime prave e quelle giuste ci sarà un abisso che nessuno potrà oltrepassare. Nel nome del Padre, invierò gli uni alla dannazione e gli altri alla benedizione del Paradiso. Non so ancora perché mi sia stato dato questo potere, ma il Padre ha le sue ragioni, sarò Re dei Re e Signore dei Signori perché, come scriverà il mio amico Paolo, l'autorità viene da Dio e il diavolo è menzognero. Servirò il Padre in eterno e questa sarà la mia gloria: che nel mio nome tanti serviranno il Padre, lo ameranno ed ameranno il proprio prossimo. Ed infine tornerò sulle nubi ed anche il Tentatore che mi ha tentato sarà condannato e gettato via, nella fornace ardente". Un bacio ad Ermes Ronchi, grazie per aver letto Pascal il "cattivo giansenista" e grazie a Chiara Amirante, sono anch'io un Cavaliere della Luce.


30 gennaio 2011
: felicità, pace e gioia nella fede cristiana (BR25)

Le beatitudini sono grazie dispensate da Dio e sono un mistero del nostro destino. Per come ho capito padre Ermes, nel Vangelo ci sono la felicità e la gioia. “Nessuno vi potrà togliere la vostra gioia” (Giovanni, 16, 23). La felicità (o beatitudine evangelica), la pace e la gioia. Queste sono le tre cose che troviamo nella fede. Ciao


7 gennaio 2011
: piccolo calvario quotidiano della malattia (inviato, non pubblicato) (BR24)

Il nostro piccolo calvario quotidiano, è il titolo che potrebbe confarsi alla vita di un malato. Un malato è naturalmente predisposto a capire la sofferenza, inclusa la sofferenza per antonomasia che è quella del Maestro, uomo ddei dolori che ben conosce il patire (Isaia, 53, 3). Io mi sono ammalato quindici anni fa di schizofrenia e dipendo dai farmaci. Ho sofferto moltissimo e sono arrivato vicino al suicidio, cosa di cui mi pento. Non che Gesù fosse malato, il Vangelo non gli attribuisce nessuna malattia. La sua sofferenza è la sofferenza del giusto. Però, lo ripeto per un malato che soffre è forse più facile e naturale seguire o perlomeno capire il Cristo, come per i poveri e per gli ultimi della Terra. Offro alla Madonna che ci protegge, allo Spirito che ci consola, al Padre che ci chiama suoi figli in Cristo tutta la mia sofferenza come un inno di lode ed una preghiera perché Dio e la Madonna mi restituiscano la grazia di continuare a vivere decentemente, cristianamente e, se possibile, persino santamente nel senso paolino ed evangelico dell’avverbio (siate perfetti come perfetto è il Padre vostro celeste, dice Gesù in Matteo 5, 48). Ciao.

24 dicembre 2010
: buon Natale a tutti (BR23)

Ciao a tutti. E’ tempo di fare il bilancio del 2010. Il bambino Gesù che è che era e che viene ci benedica tutti e ci accompagni nel corso del 2011. Nel corso del 2010 ho visti pubblicati circa 80 commenti sui blog di A Sua Immagine e di Famiglia Cristiana. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno letto. Cliccando sul mio nome avete il link per andare a tutti i commenti pubblicati sui blog citati che ho raccolto sul mio sito personale Il Perditempo (l’ho chiamato così per ricordare un passo della Bibbia che dice che Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio; ed il perditempo indica qualcosa e qualcuno che è disprezzato). Saluto tutti con un pensiero che suona così: “Signore tu sei il sole che sorge, tu ci hai sedotto e noi ci siamo lasciati sedurre. Benedetto il Signore che viene. Eravamo come pecore senza pastore, ma la tua misericordia ci ha ricolmati di ogni bene. E’ nato per noi un bambino di fronte al quale ogni ginocchio si piegherà, che ci farà udire cose mai sentite, che farà trionfare la giustizia, che ci colmerà di ogni grazia nella fede di chi lo ha accolto”. Un santo Natale a tutti e felici feste di fine anno.


22 dicembre 2010
: Gesù ed Erode (BR22)

Per questo Natale, vorrei ricordare un passo delle lettere neotestamentarie che dice: “ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall’alto e discende dal Padre nella luce, nel quale non c’è variazione né ombra di cambiamento” (dalla lettera di Giacomo, I, 17). Mi chiedo se questo dono perfetto che discende dal Cielo non possa indicare Gesù stesso. Non vi è variazione né ombra di cambiamento nel senso che Gesù è lo stesso ieri, oggi e sempre. Gesù condivide il destino dell’esilio, con il suo popolo, Israele. Più tardi, dirà “nemo profeta in patria” per indicare, a mio avviso, la sopravvivenza del giudaismo al cristianesimo. Le tenebre non lo accolgono (Prologo del Vangelo di S. Giovanni) ma qui Erode non si limita a non accoglierlo, vuole addirittura ucciderlo. Erode ricorda il dragone dell’Apocalisse 12, 4, che “si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato”. Ciao.


18 dicembre 2010
: le tre caratteristiche di un santo (BR21)

In due commenti inviati ad A Sua Immagine, di cui uno è stato pubblicato (cosa di cui sentitamente ringrazio) cercavo di sottolineare quelli che sono per me le tre caratteristiche che fanno un santo, e cioè: (1) l’amore fraterno vissuto eroicamente, (2) il mettersi al servizio di tutti per salvare quante più anime possibile (come ricorda San Paolo, 1 Corinzi, IX, 19) e (3) il ragionare secondo Dio, non secondo l’uomo (dal Vangelo di Marco). Quest’ultimo tema è accennato in un altro mio intervento pubblicato dalla gentilissima redazione di A Sua Immagine. Qualcuno si può chiedere cosa c’entra questo col Natale. Se ci pensiamo bene, le tre caratteristiche enumerate sono anche caratteristiche di Cristo che è, che era e che viene. Dio, il Messia, l’Emmanuele, si è fatto bambino per i bambini, ci ha regalato l’immagine visibile del Dio immortale, facendosi Logos creatore, ha annunciato la venuta dello Spirito Consolatore per tutti gli afflitti. Gesù bambino e Gesù adulto è il santo dei santi. Perciò il Natale ed i santi sono strettamente collegati, come ho cercato di capire io e come ho cercato di trasmettere, cioè di restituire, a tutti gli amici in Cristo Signore. Ciao.


17 dicembre 2010
: ragionare secondo Dio (BR20)

Propongo come tema centrale di questo Natale un concetto tratto dal Vangelo di Marco: “ragionare secondo Dio, non secondo l’uomo”, come Gesù ricorda a San Pietro a proposito della Sua morte e resurrezione. Mi pare che questo concetto sintetizza l’essenza di ciò che è un santo, cioè un essere umano che è riuscito, durante la sua vita, a ragionare secondo Dio, non secondo l’uomo. Ciao e buon Natale.


15 dicembre 2010
: concepimento di Gesù e concepimento di Maria (BR19)

Credo che non si festeggi con la stessa convinzione ed entusiasmo il concepimento di Gesù e quello di Maria. Eppure, Gesù concepito ci ricorda tutti i bambini non ancora nati e quelli mai nati. Dovremmo ricordarci di loro in questo Natale. Ciao.

8 dicembre 2010
: chiamata ed elezione (BR18)

Oggi che scrivo è il giorno della Immacolata.
Ringrazio preventivamente il moderatore per i molti commenti pubblicati a mio nome. Mi permetto di sottoporne un secondo e ultimo in considerazione della festa infrasettimanale di oggi.
Vorrei sottoporre una breve riflessione sull’elezione di Maria Vergine da parte di Dio.
Il Vangelo dice che bisogna distinguere la chiamata dall’elezione (molti sono i chiamati ma pochi sono gli eletti).
Maria che, dopo Gesù, è l’Eletta per antonomasia, riceve questa elezione per pura Grazia di Dio o anche per un proprio merito, una propria virtu?
Il Magnificat sembra dare una risposta dove dice che Dio “ha visto l’umiltà della Sua serva”.
Secondo me, quindi, la chiamata è rivolta a tutti (si veda la parabola della pecorella smarrita) per pura Grazia, senza nessun nostro merito, e la fede consiste nella nostra risposta a questo dono.
La elezione, invece, presuppone una virtù riconosciuta da Dio, come dice il Magnificat, e può essere l’umiltà, la purezza di cuore o altra virtù (si veda in proposito il Vangelo delle Beatitudini).
Non sono un teologo e quindi, se pubblicato, spero che il moderatore teologo sappia individuare eventuali errori che eventualmente ci siano.
Grazie e ciao.

7 dicembre 2010
: il dubbio di Giovanni il Battista (BR17)

San Tommaso, San Pietro, San Giovanni il Battista tutti e tre hanno le loro debolezze.
San Tommaso mette la mano nel costato, San Pietro rinnega Gesù tre volte prima del canto del gallo, e Giovanni il Battista, che qui si commenta, manda ambasciatori colto anche lui dal dubbio.
Nessuno dei seguaci di Gesù è infallibile e non lo è neanche la Madonna che però non dubita mai.
L’umanità, anche quella più santa è debole e ne esce fuori, ancora una volta, la grandezza della Madonna.
Gesù dice “beato chi non trova in me motivo di scandalo”. La Madonna dice che tutte le generazioni la chiameranno beata. Veramente la Madonna non ha trovato in Gesù mai un motivo di scandalo!
Altrove Gesù dice che chi lo rinnegherà davanti agli uomini sarà a sua volta rinnegato davanti al Padre.
La logica del Vangelo è quella che conosciamo “chi non è con Gesù è contro Gesù”. Lo spirito dell’Anticristo è più vivo che mai nel mondo di oggi.
Ciao.


6 dicembre 2010
: Papa Benedetto XVI ed il suo nuovo libro (BR16)

Penso che la funzione del sacerdote sia essenzialmente maieutica, cioè nel senso, spero di usare il termine in senso proprio, di tirare fuori il meglio di ogni persona. Ognuno di noi può dare il meglio o il peggio di noi stessi a Dio e al prossimo, dipende dalla nostra libertà. Leggendo Gesù di Nazareth di Papa Benedetto XVI ho imparato la centralità del Discorso delle Beatitudini. Vivendo a contatto con i miei amici sacerdoti, sento che mi aiutano a dare il meglio di me stesso, a gloria di Dio e per la dignità dell’uomo. Conto di leggere anche questo libro intervista al Papa. Ogni Papa ha la sua personalità specifica. Questo Papa concilia mirabilmente semplicità e sincerità da un lato, grande cultura e raffinatezza dall’altro. E’ una persona non timida ma delicata. Non si impone ma lui stesso fa da testimone e da esempio. Bisogna stare attenti nel fare paragoni fra Papi. Ho amato molto il predecessore, Papa Giovanni Paolo II però tutti vediamo le differenze. Il predecessore aveva un’anima profetica che in Benedetto XVI è meno evidente. Benedetto XVI ha una cultura teologica che forse Papa Wojtyla non aveva. Amo molto Papa San Gregorio Magno per il modo in cui commenta il Vangelo. Leggere il Papa attuale sull’Osservatore Romano è di per sé un esercizio spirituale, mentale e culturale insostituibile. Grazie di tutto. Speriamo di incontraci tutti nel mondo a venire, in Paradiso e oltre. Papa Benedetto XVI, se mi leggi o uno dei tuoi collaboratori mi legge ti saluto a nome di tutto il popolo (cioè i telespettatori) di A Sua Immagine. Ringrazio Rosario Carello e prego per lui e, con viva partecipazione, saluto e ringrazio padre Ermes Ronchi che è un raggio di sole che entra nelle nostre case ogni sabato. La Madonna protegga il Vaticano che non è un luogo di intrighi ma la capitale mondiale della beneficenza spirituale e materiale.


4 dicembre 2010: cosa ha da dirci l'umanità di Cristo (BR15)

Spett.le RAI - A Sua Immagine,
si avvicina il periodo Natalizio e vorrei sottoporre alla Vostra pregiata rivista il seguente tema: cosa ha da dirci l'umanità di Cristo?
In attesa di un Vostro eventuale autorevole intervento, io che sono un giurista prestato come dilettante (e ignorante) alla teologia, vorrei sottolineare cinque punti che mi vengono in mente sul tema proposto.
Uno. Sant'Ireneo dice che la gloria di Dio è l'uomo vivente. A me pare che la nostra umanità di esseri umani è glorificata nel fatto che Dio si è fatto uomo.
Due. Per quanto santa e casta, anche Cristo aveva una sessualità. Ho letto che un Padre della Chiesa ha scritto che la copula è santa. Veramente nell'atto carnale coniugale è santificato Dio, specie se diretto alla procreazione.
Tre. L'umanità di Cristo è tramite del Logos divino e in questa funzione l'umanità di Cristo riceve una dignità altissima, come è evidente.
Quattro. Se Dio si è fatto uomo significa che veramente c'è un legame profondo tra Dio e l'uomo come insegna anche la Genesi, l'uomo è immagine e somiglianza di Dio.
Cinque. Ogni essere umano, persino i cosiddetti "mostri" del Cottolengo di Torino riceve in Cristo fattosi uomo un marchio indelebile di dignità e moralità che non deve tradire con il suo libero arbitrio. Ecco perché il peccato, specialmente il peccato contro lo Spirito Santo, che la Bibbia dice non poter essere perdonato, è un tradimento oltre che di Dio, del Dio fatto uomo, quindi della funzione naturale e specifica della nostra stessa natura umana.
Grazie se mi avete letto sino qui.
Cordiali saluti
Andrea Annibale Chiodi

24 novembre 2010
: vedere la morte e il giudizio del Signore con gli occhi di Maria (inviato, non pubblicato) (BR14)

Penso che dobbiamo vedere la nostra morte e il ritorno del Signore con gli occhi di Maria. La Madonna ci aiuta a collocare questi eventi nella giusta dimensione. Così la morte non deve fare paura, perché dobbiamo dire “sì” all’angelo della morte, fiduciosi come Maria la quale ha detto “sì” all’Arcangelo Gabriele, fiduciosi, dicevo, nella bontà e misericordia del Signore, specie se abbiamo fede. Come il Signore ha visto “l’umiltà della Sua serva”, speriamo che veda almeno un granello di senape e di umiltà nel dire: “Vieni, Signore, vieni”. Dato che stiamo per entrare, domenica prossima, nel tempo dell’Avvento, vorrei dire che questo tempo è mariano, è il tempo del sì di Maria Vergine. La intera vita della Madonna racchiude, poi, come in un microcosmo, la storia stessa del Cristianesimo. La giovinezza giudaica, prima dell’Annunciazione, rappresenta l’ebraismo. L’Annunciazione ricorda la parabola esistenziale del Battista. Il Magnificat rappresenta la conversione dei popoli al cristianesimo. Alle nozze di Cana, la Madonna assiste e crede al miracolo del Figlio. La Madonna è sotto la croce Addolorata come l’umanità intera di fronte alla morte del Messia Dio. La Madonna crede alla Resurrezione assieme ai primi cristiani, e simboleggia in questo suo credere la nascita del cristianesimo come movimento storico. Infine, la Madonna è benedetta assieme a tutti i popoli della terra ricevendo, assieme agli apostoli, lo Spirito Santo. Nella vita della Madonna c’è quindi tutta la Storia dell’ebraismo cristiano e dell’umanità stessa. La madonna è beata e in Lei e nel Figlio siamo anche noi beati perché chiamati alla Mensa del Signore, che ci dà, così il pane quotidiano. Vi sembra una ricostruzione sensata? Rappresentando, nella sua fase giovanile, pre-Annunciazione, l’ebraismo tradizionale, ho pensato che la Madonna giovane, o giudaica che dir si voglia, possa diventare la patrona del dialogo ebraico-cristiano. Quindi la Madonna rappresenta anche il rapporto con i fratelli maggiori ed il movimento storico ecumenico.

18 novembre 2010
: Cristo Re ed il Papa (BR13)

Credo che lo scopo stesso per cui la Santa Chiesa esiste è quello di imitare Cristo.
Il Papa è il primo che porta la Croce ad imitazione del Maestro: lo si vede dal modo in cui si umilia ogni giorno per gli scandali dell'umanità, a cominciare dallo scandalo pedofilia.
Si dice che il Papa è un "dolce Cristo in terra" e per me questo significa appunto che Lo imita anche e soprattutto nella sofferenza, nell'incomprensione di cui è circondato dal mondo, nelle persecuzioni, nell'irrisione cui talvolta è sottoposto.
Preghiamo tutti per il Papa, Cristo dolce e sofferente in terra.
E' la mia proposta. Ciao a tutti.


13 novembre 2010
: iniquità e inganno nonché libertà dell'uomo (BR12)

Senza la libertà dell'uomo nulla esisterebbe di ciò che abbiamo; con la libertà dell'uomo esiste inevitabilmente anche la possibilità del male, cioè di iniquità e di inganno come ricorda il Vangelo odierno. Pretesa di essere uomini perfetti e giusti cristiani? No, mi accontento di essere uno qualunque ammesso, per Grazia di Dio e misericordia della Chiesa, alla santissima Eucarestia.

17 agosto 2010
: poesia. (BR11)

Invio la mia poesia settimanale con un pensiero particolare per padre Ermes Ronchi e un grande saluto per Rosario Carello. Se non vi piacesse, sabato 21 ne manderò un'altra.

Ecco la poesia:

Una goccia d’infinito/Scende su di noi/Per battezzarci di nuovo,/per rinascere dall’alto,/in Spirito santo e fuoco/La Cresima è data/Quando arriverà Cristo/sarà festa per sempre/con le lampade accese/la veste stretta ai fianchi/Non dimentico una pagina della Scrittura/aperta dalla forza del vento/al funerale del Papa santo/Illumina la mia mente,/riscalda il cuore/Beato chi la custodisce e la medita/Siamo tutti viandanti della fede/in cammino verso un ponte sul vuoto del male/La sofferenza degli innocenti ci interpella/forse Dio ne soffre/Conserviamo integra la fede/in opere di carità e giustizia/finché è possibile, finché non viene su di noi la nuvola della morte.

14 agosto 2010: poesia in occasione della Festa dell'Assunta. (BR10)

Come ho promesso alla spettabile Redazione di A Sua Immagine, dopo aver ascoltato padre Ermes Ronchi che saluto calorosamente assieme a Rosario Carello, invio l’ultima poesia che ho composto, dedicata alla Madonna assunta in Cielo.

“Ti avvolge un mantello d’oro/Ti guarda uno sguardo trinitario/Risplende la tua umiltà/Di piccola donna ebrea/Per ridurre a nulla le cose che sono/Per confondere i potenti/Una corona di dodici stelle/Ti è stata assegnata/La tua eredità è infinita/D’amore congiunge te al Figlio prediletto/E come un diamante nel deserto/Sei cresciuta agli occhi del Signore/Per essere assunta in Cielo/Nostra Consolata, nostra Ausiliatrice/Dolcissima Maria”.

7 agosto 2010: poesia. (BR9)

"Piccolo gregge/Hai scoperto un Signore che ti serve/Da una nuvola d'argento/Da un monte sacro ed inesplorato/Che si sposta avendo fede come un granello di senape/Per far posto al Figlio tanto amato/Che anziché scendere dalla Croce/Ha consegnato al Padre il Suo spirito/Per dare speranza a molti/Attendiamo all'alba/Un sole che sorge/Un Messia che viene/A riscaldare la nostra vita".

Ciao a tutti

27 giugno 2010: La Madonna della Lettera (BR8)

"La Madonna della Lettera mi fa venire in mente il tema genrale della preghiera di Maria e anche di Gesù nei Vangeli, perché in sostanza questa Lettera è una preghiera della Madonna.
I Vangeli riportano lo splendido Magnificat ma non ci dicono quale preghiera ha detto la Madonna Addolorata sotto la Croce del Figlio.
Gesù, da parte sua, prega con la preghiera di benedizione nell'Ultima Cena, prega nel Getsèmani e poi dice la Sua ultima preghiera prima di morire, "Padre nelle tue mani affido il mio spirito". Poco prima aveva detto: "Dio mio perché mi hai abbandonato?". E sempre dalla Croce ha pregato per i suoi persecutori "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno".
C'è quindi una devozione (o ci dovrebbe essere se non c'è, per cui lancio l'idea) alle santissime preghiere di Maria e di Gesù nei Vangeli.
Spero di essermi ricordato TUTTE le preghiere di Maria e di Gesù; se qualcuno se ne ricorda altre, gliene sono grato.
Ciao
Andrea

27 giugno 2010: sacerdoti che sono di esempio. (BR7)

Le "Storie di un anno" mostrano esempi di sacerdoti che non hanno colto la vocazione come una occasione di sicurezza economica o di successo personale.
La loro testimonianza è tanto più preziosa in un mondo dove molti preferiscono il successo alla Verità.
Ciao.

17 giugno 2010: La pietra scartata dai costruttori ... (BR6)

Il Vangelo commentato parla di perdere la propria vita per trovarla.
D'altra parte, Gesù è la pietra scartata dai costruttori che diviene testata d'angolo. Così noi possiamo perdere la vita per causa di Gesù ed, in realtà, salvarla. Mi sembra ci sia un collegamento tra questi due passi del Vangelo nel senso che perdere la propria vita per causa di Gesù significa imitarlo. Forse che Gesù non ha perso la propria vita per causa della volontà del Padre? Io, infatti, ho trovato la fede nella marginalità sociale e nella malattia ma non so se ho adempiuto le parole del Vangelo che oggi si commentano.
Ciao.

13 giugno 2010: la ricchezza legittima nel Vangelo. (BR5)

Buongiorno padre Ermes Ronchi, ho presuntuosamente criticato il Papa per aver parlato troppo dello scandalo pedofilia, perché secondo me la Chiesa è comunque santa e i preti pedofili sono un'assoluta minoranza, ma devo dire che sono un innamorato di questo Pontefice.
Sono però contento che non abbia più parlato dello scandalo pedofilia perché sinceramente non se ne può più.
Ho seguito la trasmissione di sabato 12 ore 15.45 con la risposta del Papa a vari sacerdoti che mi è sembrata ispirata e sapiente. Ed ho seguito la adorazione ecuraristica in coda all'incontro tra il Pontefice e sacerdoti convenuti da tutto il mondo.
Vorrei sottoporre alcune riflessioni su cristianesimo e ricchezza.
Giobbe si riconcilia con Dio ed in aggiunta riceve ricchezza. Salomone chiede la Sapienza ed in aggiunta riceve ricchezza. Nel Vangelo si dice di cercare innanzitutto il Regno di Dio, ed il resto, cioè anche la ricchezza che meritiamo, ci verrà dato in aggiunta. E nell'Apocalisse l'Agnello che fu immolato è degno di ricevere ricchezza.
Mi sembra che la ricchezza cristiana sia ammessa quando è data da Dio in aggiunta alla giustizia, alla sapienza, alla fede, al sacrificio di sè. Quindi non c'è incompatibilità tra cristianesimo e ricchezza con i limiti sopra precisati.
Ho anche seguito Ermes Ronchi e, dato che mia madre è atea e femminista ho sempre visto il femminismo in contraddizione non tanto con Gesù e i Vangeli ma con l'organizzazione "patriarcale" come si esprimerebbero le femministe, della Chiesa Cattolica.
Sono contento di sapere che c'è invece anche un movimento femminista cristiano perché questo getta un ponte tra me e mia madre.
Ciao.

28 maggio 2010: la mia storia, la mia fede. (BR4)

Scusate se invado il blog di messaggi. Ringrazio il moderatore del blog per la sua pazienza ed il suo lavoro. Io ho fatto la cresima da adulto in quanto a vent'anni non seguivo la Chiesa. Poi mi sono convertito verso i trent'anni. Vorrei dire ai giovani di sforzarsi di amare il clero, perché è la Chiesa che ti dà Cristo nei sacramenti e con la Parola. I grandi santi del passato e del presente hanno tutti mostrato un amore tenero e quasi infantile per il Papa e i vescovi e i sacerdoti tutti. Con lo scandalo pedofilia la Chiesa ha più che mai bisogno di amore e solidarietà. Mi vengono in mente tre punti della Bibbia da ricordare a un giovane vent'enne, come fosse mio figlio.
Primo. Chiedere a Dio e a se stessi di valorizzare i propri talenti.
Secondo. Cercare il Regno, il resto viene dato in aggiunta.
Terzo. Chiedete a Dio i carismi più grandi perché non c'è un solo modo di vivere la fede ma ognuno deve trovare la sua vocazione personale per giungere a Dio e alla Chiesa, chi più cotemplativa, chi più impegnata nel sociale eccetera.
Scusate la prolissità e la presunzione. Un quarantacinquenne amico dei giovani. Ciao.

22 giugno 2010: Le volpi e gli uccelli del cielo ... (BR3)

Oggi a Messa il Vangelo parlava dei cani e dei porci cui non dare le cose sante e le perle. Vorrei chiedere a padre Ermes Ronchi chi sono oggi questi cani e questi porci, cui si riferisce questo Vangelo bellissimo.
Per ricollegarmi ad un passo della Scrittura, le volpi hanno la loro tana e gli uccelli del cielo hanno il loro nido, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo.
E mentre Gesù non ha dove posare il capo, mi pare che oggi - vorrei sbagliarmi - "cani" e "porci" spadroneggino, perché così loro permette il principe di questo mondo.
Ciao. Andrea

4 giugno 2010: musica e preghiera. (BR2)

Si crede col cuore e con la bocca si fa professione di fede (Romani, 10, 10). Non è forse vero questo anche per la preghiera e per il canto? Mi sembra di sì. Quindi il cuore in senso biblico e simbolico è al centro del canto e della musica buona, salvifica che eleva a Dio. Per me l'Oratorio di Natale di Bach è un'opera inarrivabile. La conoscete?
E che dire della devozione al sacro cuore di Gesù e di Maria? Scusate il collegamento un po' strampalato.
Ciao a tutti. Andrea.

27 maggio 2010: la differenza cristiana. (BR1)

Fare la differenza cristiana nella società di oggi, società delle metropoli, della televisione che massifica e bombarda con i suoi messaggi non sempre cristiani. Come farla? Io prego lo Spirito Santo che aiuti me e i fratelli a fare la differenza cristiana nel mondo di oggi per essere una "goccia d'acqua pulita nel mare" come mi pare dicesse Madre Teresa. La Chiesa ci illumina ogni giorno su come fare questa differenza: grazie al Papa e a tutti i religiosi.

Codice commenti (per indice analitico): da BR1 a BR45

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15 marzo 2012
: venire alla luce rinunciando a Satana (BR45)

Come abbiamo studiato a scuola, c'è il rischio di trovarsi nel mezzo di cammino della nostra vita in una selva oscura tale che la diritta via è smarrita (dal Poeta, Divina Commedia). La nostra storia personale comporta questo rischio. Gesù ci dice "non abbiate paura", guardate la luce che io porto nel mondo e uscirete dalla selva! Per fare questo sono necessari quell'umiltà e quel coraggio che ci fanno dire: "Gesù ti porto tutti i miei peccati e finanche la mia malvagità passata e presente perché tu mi perdoni e me ne liberi". Fatto questo, intravediamo un sentiero che ci porta fuori dalla selva oscura e ritorniamo nell'ovile di Cristo dove solo c'è la salvezza e la vita eterna. C'è però anche il rischio di perdersi per sempre e di non trovare la luce. Perché? Gesù lo spiega bene: qualcuno odia la luce e preferisce ad essa la malvagità del suo cuore. Sant'Agostino disse: il Dio che ti ha creato senza il tuo consenso, non ti può salvare senza la tua libera scelta. E' il dramma bellissimo (mi si perdoni l'ossimoro) della libertà umana. Da secoli cattolici e protestanti disputano sulla dottrina della giustificazione. Questo Vangelo, per dirla in breve, sembra gettare una luce e far quadrare il cerchio. La fede autentica comporta una rinuncia definitiva alle opere del male, una rinuncia a Satana: questa è la conversione. Come ricorda Giacomo 2, 18: "Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede". Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

10 marzo 2012
: mercanti nel Tempio (BR44)

Si metta alla prova l'uomo medio e si scoprirà che egli non sta, spesso, né dalla parte del bene, né dalla parte del male; per dirla con l'Apocalisse non è né freddo né caldo (Ap. 3, 15). Raramente si trova qualcuno completamente votato alla causa di Dio o, all'opposto, alla causa di Satana. L'uomo di oggi spesso, come dicevo, sta dalla parte di chi vince e - ragiona così - chi può escludere che non vinca il male? Meglio, dunque, con grande ignavia e opportunismo, non prendere una posizione chiara tra bene e male, ma piuttosto "tenere il piede in due scarpe". Così facevano i mercanti nel Tempio. Non è così per Gesù che si schiera con decisione, contestando i costumi religiosi del tempo, denunciandone la profonda decadenza. Ecco alcune espressioni di Gesù: "generazione perversa, sino a quando dovrò sopportarvi?" (Matteo 17, 17) . Il fariseismo decaduto poi, fa sì che "sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei" (Matteo 23, 2) di cui Gesù dice "Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno" (Matteo 23, 3). La religione può perdere l'anima quando diventa rito esteriore e non dedizione a Dio con tutto il cuore. Una dedizione che porta ad amare Dio e il Suo tempio santo. Gesù diventa quindi un rivoluzionario ed un contestatore, in modo duro e deciso ma non violento. Chi segue le strade della violenza sociale, non segue Cristo. Perciò, si può concludere con l'Apocalisse "magari tu fossi freddo o caldo" (Ap. 3, 15) ed "ho da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di un tempo" (Ap. 2, 4), l'amore che Gesù mostra di avere per la casa del Padre. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

3 marzo 2012
: vanagloria, ambizione, superbia (BR43)

La vanagloria e la superbia non vanno a mio parere confuse. Sulla vanagloria, si potrebbe dire che "così va il mondo". La vanità che l'Ecclesiaste descrive come uno dei principali difetti umani non è tipica dei santi ma non è neanche un peccato particolarmente grave. Però vanagloria e superbia sono cugine. La superbia allontana da Dio principalmente perché presuppone un'autosufficienza della creatura rispetto al Creatore, come nel peccato di Adamo ed in quello più grave di Satana. Se pensiamo che il Vangelo descrive quest'ultimo come principe di questo mondo, capiamo anche l'appello di Gesù a mantenersi puri dal mondo medesimo. Però, l'ambizione è positiva come stimolo a confrontarci, a crescere, a migliorare e come tale va distinta sia dalla vanagloria sia dalla superbia, a mio avviso. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter:@AAnnibale.

3 marzo 2012: Trasfigurazione e martirio di Pino Puglisi (BR42)

Siamo in marcia verso cieli nuovi ed una terra nuova ed in questa prospettiva la mafia ha già perso la sua guerra. Il martirio di padre Pino Puglisi testimonia che talora il male sembra prevalere. Ma ora Puglisi è nella gloria di Dio mentre i suoi sicari rischiano, se ancora vivi, una sorte molto triste nell'aldilà.
La Trasfigurazione colloca Gesù accanto all'uomo mostrando il suo destino di gloria ed è simbolo, sotto forma di prodromo, della Resurrezione e della gloria celeste, quella in cui si trova Puglisi e simile a quella in cui si è trovato Gesù, seduto alla destra del Padre, dopo l'Ascensione.
Allo stesso tempo, la Trasfigurazione pone Gesù all'interno della storia ebraica come sua prosecuzione in uno stretto legame tra Antico e Nuovo Testamento.
Gesù, apparirà alla fine dei tempi come nella Trasfigurazione, aprirà il Libro dell'Apocalisse e, dopo aver vinto il male, cioè il Maligno, siederà a giudicare tutte le genti.
Il Giudizio Finale vedrà i giusti brillare come le stelle, i morti ricevere un corpo nuovo e perfetto nella resurrezione e Dio sarà l'Emmanuel, il Dio con noi, per sempre. L'Apocalisse dice che gli omicidi saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo (Ap. 21, 8) e che nella Nuova Gerusalemme "non entrerà nulla di impuro" (Ap. 21, 27). La mafia non ci sarà più ma perché nel frattempo dobbiamo sopportarla? Forse per effetto del peccato dell'uomo.
Ci porremo in ascolto di Gesù, come suggerisce di fare il Padre dal Cielo nella Trasfigurazione? Ascoltare Gesù significa ascoltare il fratello che è ignudo, che è malato, che non ha da mangiare, che ha freddo e non possiamo dirgli "va e scaldati" perché altrimenti la nostra fede è morta (Giacomo 2, 14-18). La Quaresima ci invita ad un impegno rinnovato nella carità oltre che nella penitenza, nella fede che ascolta in opposizione alla fede sorda dei demoni. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter:@AAnnibale.

11 febbraio 2012
: la natura e la Grazia (BR41)

La Grazia di Cristo libera tutti quelli che sono sotto il potere del demonio, segno che quest'ultimo, il demonio è l'oppressore e Gesù il liberatore. Qualche tempo fa ho trovato su un libro il seguente quesito teologico (non sono un teologo, ma un curioso di teologia autodidatta): se sia più forte nell'uomo la natura o la Grazia di Dio. Si osservava, in questo libro, che la Grazia non può compensare le mancanze della natura. E' un problema che giro a padre Ermes Ronchi. Nel miracolo operato da Gesù quanto al lebbroso, si mostra come Dio che ha creato le leggi della natura, è Signore anche della malattia. Tanti sventurati che sono i lebbrosi di oggi aspettano la rivoluzione dell'amore e sono già i prediletti di Dio nella malattia. La Grazia santificante può già operare nel malato. Non mi sento di dire che Gesù manda le malattia, ma le manda la natura. La Grazia che guarisce, provenendo da Dio, può operare qualunque guarigione. Il lebbroso è un reietto ma è amato da Dio proprio in quanto tale. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

14 gennaio 2012
: Gesù domanda "che cosa cercate?" (BR40) (inviato, non pubblicato)

Che cosa cercate? E' la domanda di Gesù. Preghiamo che l'umanità riceva il bene da Dio che è Gesù stesso. Ed io confesso a Gesù che tante volte non ho cercato Dio, ma Dio mi ha trovato, per fortuna, in altre faccende affaccendato. Desideri turpi e puri, fantasie oneste e perverse. Tutta una vita ingarbugliata di errori e tenerezze viene riscattata dal sacrificio del Cristo. E' l'unica volta che Gesù nei Vangeli usa il metodo socratico, fa una domanda per tirare fuori come suole dirsi, con la maieutica, il pensiero dell'uomo. Per poi affidargli un destino: ti chiamerai Cefa che significa Pietro. Nel nome c'è un destino. La Chiesa di Cristo brilla nel cielo come di luce riflessa, come la luna appunto. La barca di Pietro attraversa la luce delle stelle, fende le nebbie della nostra cattiva coscienza e si immerge in un mare di amore benevolo e paterno. In cui ci specchiamo, ci riconosciamo fratelli, affabili, teneri e riconoscenti. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

7 gennaio 2012
: Ermes Ronchi e la malattia mentale (BR39)

Ermes Ronchi si è chinato sulla malattia mentale, fatta di volti concreti e indimenticabili, come un buon samaritano. Lo ringrazio - avendo sperimentato tale forma di malattia nella mia vita - e prego per lui. Per ogni genitore che rifiuta un figlio malato di mente, ci sono dieci persone pronte a considerarlo come un figlio adottivo e di questo ringrazio la Provvidenza. Cari malati di mente, non pensate mai al suicidio: la vita vale la pena di essere vissuta; non perdete mai la speranza, si può migliorare molto, specie sotto il profilo della sofferenza personale. Grazie, madre, che non mi hai abortito, sono contento di esistere anche se la personalità mia è un po' implosa. Il mio destino ha varcato le soglie dell'incredibile, mi sono creduto un re ed un buffone allo stesso tempo. E' la schizofrenia, baby. La sofferenza ha una grandissima dignità nel cristianesimo. La mente è malata, ma l'anima è, presumo, pura. Grazie a tutti i ricercatori del mondo che, studiando la malattia e nuove medicine, rendono la vita del malato di mente sempre più vivibile e accettabile. Sarà grande festa nei Cieli quando incontreremo Cristo. Siamo associati alla Sua sofferenza sulla Croce, ma soprattutto sono convinto che Cristo soffra per ogni malato di mente. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

31 dicembre 2011
: cara malattia psichica, ti scrivo (BR38)

Mi sono ammalato di una malattia psichica tanti anni fa, la schizofrenia. Oggi sono quasi guarito, per fortuna. Cuore mio, cosa ti ha insegnato la malattia? Ascoltando la religiosa malata di cancro intervistata da padre Ermes Ronchi, mi sono posto la domanda appena formulata. Ho scritto una lettera alla mia stessa malattia. "Cara malattia, se non ho imparato a piangere non ho imparato niente da te, perché ho letto che chi semina nel pianto raccoglierà nella gioia; se non ho imparato a benedire non ho imparato niente, perché ho letto che chi benedice il prossimo sarà benedetto; cara malattia, se non ho imparato a guardare a Gesù sofferente non ho imparato niente, perché ho letto che sono beati quelli che, senza aver visto, crederanno; cara malattia, se non ho imparato il valore della vita non ho imparato niente, perché ho letto che il Signore è Signore dei vivi, non dei morti; cara malattia, se non ho imparato il valore della castità, non ho imparato niente ancora, perché ho letto che Gesù è vissuto castamente". Ciao a tutti e buon anno 2012!!!!! Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

24 dicembre 2011
: Natale 2011 (BR37)

La domanda di amore e di senso trova una risposta a Natale. Dio ci ama e dà un senso alla nostra storia individuale ed universale. Come ha profetato Zaccaria" Benedetto il Signore dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo … come aveva promesso … e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre" (Luca 1, 68-73). Grazie Gesù, Grazie Padre, Grazie Spirito Santo. Grazie Maria. E' più importante nel cuore dell'uomo la domanda d'amore o la domanda di senso? Cronologicamente, viene prima la domanda d'amore (quando siamo neonati) ma subito dopo viene la domanda di senso su chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Sul piano logico credo che la domanda di senso preceda nel cuore dell'uomo la domanda di amore. Come posso amare me stesso e gli altri se non so neppure chi sono e perché esisto? Gesù, essendo egli stesso Dio, domanda di essere amato dagli uomini ed è portatore di senso. Si consegnerà liberamente alla sua Passione da adulto quando risponderà egli stesso alla domanda fondamentale sul senso della sua stessa vita. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

17 dicembre 2011
: Annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine (BR36)

Questa pagina del Vangelo viene molto analizzata dal punto di vista di Maria e poco dal punto di vista dell'azione di Dio. Un'azione che personalmente mi ricorda la Creazione come descritta nella Genesi quando Dio ripete per svariate volte "vide che era cosa buona" (sei volte prima di dire in Genesi 1, 31 circa la creazione dell'uomo, "Dio vide quanto aveva fatto ed ecco era cosa molto buona"). Cosa vide Dio quando l'ombra dell'Altissimo stesso si stende sulla Vergine di Nazareth che rimane incinta per opera dello Spirito Santo? Vide che era cosa santissima e molto buona, come nella Creazione narrata dalla Genesi.
Ci sono due Miracoli nei Vangeli con la "M" maiuscola e sono il concepimento di Gesù e la Sua Resurrezione. Maria concepisce Gesù e crede alla Resurrezione. Questo è l'Alfa e l'Omega evangelico della Madonna.
Quante volte Maria è stata benedetta da Gesù e dallo Spirito Santo? Non lo sappiamo. Ma possiamo immaginare l'amore immenso e reciproco di Gesù verso Maria. Nulla più di questo amore nobilita la figura di Maria, tanto amata da Dio da divenire strumento di una Nuova Creazione e da divenire poi madre della stessa Chiesa per volontà di Cristo. Se l'Alfa della Bibbia è la Creazione e ad essa possiamo accostare il concepimento di Gesù ad opera di Maria, l'Omega della Bibbia è l'Apocalisse dove riappare Maria in una immagine folgorante: ella è "una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle" (Apocalisse 12, 1). La Madonna ha una posizione centrale nella Creazione della nuova umanità sia per la Nuova Genesi di cui è protagonista sia per l'avvento del Regno Escatologico cui Maria è legata perché è destinata a vincere le tenebre, proteggendo la Chiesa ed il Figlio contro ogni insidia del Male sino alla realizzazione della Gerusalemme Celeste. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

10 dicembre 2011
: Giovanni il Battista, alcuni interrogativi (BR35)

La luce è qualcosa che si irradia su qualcos'altro rendendolo visibile. Questo è opera della Grazia ed ha come effetto la scoperta della Verità. La luce però è anche scomoda perché vengono scoperti i disegni di molti cuori perversi. Per questo Giovanni il Battista dirà a Erode "non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello" (Marco 6, 18), offrendo così la sua vita come martire. Ecco perché la luce non viene accolta dalle tenebre. Gli spiriti immondi diranno a Gesù "sei venuto a rovinarci? Io so bene chi sei: il santo di Dio!" (Luca 4, 34). La luce è rovina per le tenebre. Le tenebre offrono tutta la resistenza di cui sono capaci, lo vediamo anche oggi. Perché era necessaria una testimonianza alla luce? Perché Giovanni il Battista dice di non essere Elia mentre Gesù lo definisce proprio l'Elia che è già venuto? Probabilmente, per quanto attiene la seconda domanda, ciò è dovuto ad un riserbo del Battista perché solo Gesù era destinato a rivelare la vera identità di Elia-Battista, per proteggerne l'incolumità fin dove era possibile. Quanto alla necessità di una testimonianza, basti pensare che Gesù stesso si farà battezzare nel Giordano per un battesimo di purificazione rituale, non di espiazione dei peccati in quanto Gesù non aveva commesso nessun peccato ed era esente dal Peccato Originale. La figura del Battista è di una grandezza siderale, forse da qualcuno è sottovalutata. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 novembre 2011
: vegliate, fate attenzione! (BR34)

Non saprei veramente cosa aggiungere alle ricchissime parole di Ermes Ronchi e di padre Colmegna che ho appena sentito in televisione, tranne alcuni brevi pensieri e annotazioni.
Credo che fare attenzione significhi anche fare attenzione a quel piccolo diavoletto che è dentro di noi con una serie di fioretti che ci tengono sui binari giusti. Un cammino di perfezione che finisce solo con la morte e che Gesù stesso ci ha sollecitato dicendo di essere perfetti come perfetto è il Padre nostro che è nei cieli (Matteo, 5, 48).
Il vegliate riguarda diversi aspetti.
Vegliare sulla propria anima con suppliche e preghiere alla Madonna perché si prenda cura di noi, pregare che ci siano rimessi i peccati e poi vegliare sulla nostra condotta perché in essa si coltivino le quattro virtù cardinali, che, come è noto, sono la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza.
Vegliare da prudenti significa fare attenzione a colui che ha il potere di far perire corpo e anima nella geenna (Matteo, 10, 28).
Vegliare da giusti significa prestare orecchio al bisognoso che grida a te e a Dio.
Vegliare da forti significa perseverare nella lotta contro le tenebre, con l'aiuto dei santi.
Vegliare da temperanti significa non dare troppa importanza alle cose di questo mondo. Lasciamo che i tanti che ci sfidano in questa vita vincano contro di noi quanto al mondo, riservandoci la vittoria che più conta, quella in Cristo Signore. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 novembre 2011
: Giudizio Universale (BR33)

Dio che per amore e gratuitamente ha creato la Creazione, non la abbandona al suo destino, ma vuole che ce ne facciamo custodi, proseguendo nella Sua azione di dazione amorevole e gratuita.
La mancata imitazione di Cristo appare come portatrice di una condanna certamente dura.
Chi non si prende cura del prossimo, direttamente o indirettamente (col pagamento delle imposte, con liberalità a favore dei poveri come ha fatto l'imprenditore Abriani di cui si parla nel servizio della RAI) rifiuta la natura stessa di Dio che è seminata nel profondo del nostro essere.
In pratica, si tratta di risvegliare in noi ciò che Dio ha già posto nel nostro essere, cioè l'essere immagine e somiglianza di Dio stesso.
Facendo nostro l'insegnamento sul Giudizio Universale, potremo dire che veramente l'amore di Dio in noi è perfetto (1 Giovanni, 2, 5 e 4, 12).
Perché allora il Vangelo di Giovanni dice che la verità e la grazia sono venute per mezzo di Gesù Cristo, piuttosto che l'amore di Dio? La verità è che Dio è amore e la grazia maggiore che possiamo ricevere è quella di imitare Cristo nell'aiutare i fratelli più deboli.
Parafrasando Giovanni, allora possiamo dire che per quelli che sfamano, dissetano e visitano i bisognosi, la verità di Dio risplende nelle loro opere e la grazia di Dio si manifesta nel modo più limpido.

12 novembre 2011
: parabola dei talenti (BR32)

Il servo fedele non viene qui richiamato né alla fede, né all'aiuto dello Spirito Santo, né alla preghiera, né alla carità. Cosa gli si chiede allora? Come perfettamente dice Ermes Ronchi, egli è partecipe alla Creazione ricordando, mi permetto di aggiungere, il "faccio nuove tutte le cose" dell'Apocalisse.
Ma perché una punizione così dura per il servo malvagio? Innanzitutto, questa parabola è un inno all'umanità nella sua responsabilità e capacità, nelle sue doti e nei suoi limiti.
Dio è come il lievito e l'uomo come la pasta che deve lievitare. Chi rifiuta di far lievitare la pasta, rifiuta in definitiva Dio e per questo si condanna alla pena eterna.
Come nella parabola del buon samaritano, essa non è rivolta in modo particolare al credente, ma ad un ordine naturale che coinvolge tutta l'umanità ed è speranza di salvezza per tutti.
Anche il musulmano, l'ebreo, l'ateo ecc. sono depositari di talenti e potranno ricevere autorità su molto. E' chiaro che qui si fa riferimento a Gesù che, di nuovo nell'Apocalisse è il "re dei re, ed il signore dei signori". L'autorità buona viene da Dio come ci ricorda anche San Paolo. Nel Magnificat poi è detto che Dio ha rovesciato i potenti dai troni. Insomma, il mondo è nelle mani di Dio non nelle mani del diavolo.
Ma il mondo, che è anche sede di errori e di vizi, è anche inganno, e quindi il far fruttare i talenti è una lotta continua per vincere le tenebre, tanto che solo perseverando sino alla fine si riceve il premio eterno.
Cosa significa che Dio "miete dove non ha seminato e raccoglie dove non ha sparso"? Dobbiamo qui rifarci al vermiciattolo di Giacobbe, la larva di Israele, il virgulto che cresce in terra arida. L'uomo è quel virgulto che è chiamato a nutrirsi solo e soltanto di Dio, mantenendosi puro dal mondo. L'uomo, avendo in sé il germe divino è capace di generare con le sole sue capacità, senza necessità di aiuto divino. Sembra quasi un inno all'uomo pelagiano.
Dov'è allora la grazia che sorregge? Essa è una risposta necessaria alla fede del servo buono che viene premiato con autorità su molto.
Tra cattolicesimo e calvinismo si sono verificate fratture insanabili sul concetto di premio che per il cattolicesimo è essenzialmente un surplus di grazia e di amore, pegno di vita ultraterrena, mentre per il calvinismo è anche benedizione socio-economica nel qui e nell'oggi. Un problema troppo grande per essere affrontato in questa sede.

29 ottobre 2011
: ipocrisia (BR31)

Le bellissime parole di Ermes Ronchi mi hanno ispirato il seguente pensiero sull'ipocrisia e sulla figura dell'ipocrita come li vedo io. Un ipocrita è uno che esalta gli altri, per poi abbatterli al momento opportuno, quando non gli servono più; un ipocrita è uno che si serve della Chiesa anziché servirla; un ipocrita è uno che si vanta di essere ateo, ma in segreto crede in un dio che è potere e idolo; un ipocrita è uno sostanzialmente lussurioso di denaro e avido di incertezza, che crede nel relativismo cinico dei valori; un ipocrita è uno che stritola la gente sotto il peso di false accuse, e poi neppure chiede scusa quando gli fanno notare che si era sbagliato; ipocrita, infine, è il cacciatore dell'untore, che guarda la pagliuzza nell'occhio dell'altro e cerca di toglierla con delle tenaglie arroventate di orgoglio e pregiudizio.

8 ottobre 2011
: la parabola del banchetto nuziale (BR30)

La parabola in esame presenta una gradualità tra invitati, chiamati ed eletti. L'invito significa, a mio avviso, una predestinazione al Regno, che ha a che fare con la primogenitura, cioè non con il popolo eletto, ma con una piano di Dio che l'uomo è in grado di sovvertire per opera del diavolo. Chi è predestinato? I migliori che Dio conosca, i più dotati di talenti. Perché costoro sono quelli che non accolgono l'invito e che si ribellano? Perché il maligno li seduce a causa della loro superbia. Quindi, il primo uomo, l'invitato, è il migliore di tutti, ma, sedotto dal diavolo, non produce i frutti sperati. Anzi, talora produce frutti perversi e malvagi. Perché il Vangelo non dice che questo primo uomo è gettato nella geenna? Perché la mancata accettazione alla vita del Regno non è motivo di condanna ma di rovina. Costoro, sono maledetti come Caino, ma non sappiamo se poi Caino vada all'inferno. Chi non accetta l'invito, trasforma la benedizione in maledizione perché rifiuta Dio stesso che è fonte di ogni benedizione.
Un secondo uomo è chiamato ed accetta l'invito. Costoro, sono i beati del Vangelo, ma non è detto che vadano in Paradiso. Però, accettando Cristo come lo sposo, diventano benedetti da Dio.
Un terzo uomo, viene gettato nella geenna perché non indossa l'abito nuziale. Questo è secondo me, non tanto chi non accetta Cristo come sposo, ma, peggio ancora, l'individuo satanico che cerca di intrufolarsi nella comunità cristiana. L'abito che indossa sta a significare lo sguardo di Dio su di lui che lo riconosce vuoi come falso profeta, vuoi come seguace della Bestia, vuoi come portatore, comunque, del messaggio delle tenebre.
Per chiamata si intende, a mio avviso, sia l'invito rivolto ai primi, sia l'invito rivolto ai secondi, mentre per elezione si intende lo sguardo di Dio che scruta i cuori e sceglie i più miti, umili e puri per una missione speciale da affidare nel mondo, per la Gloria di Dio e per i meriti dell'uomo giusto.

18 settembre 2011
: lavoratori per la vigna del Signore (BR29)

La giustizia dell'uomo si valuta per come ha accolto la chiamata, perché è Dio che chiama nella Grazia ed è l'uomo che risponde nella Libertà. La parabola che qui si commenta non parla di quelli che - chiamati - rispondono di no, remando contro il Regno di Dio. Qui la parabola parla solo dei giusti. Dei primi, i malvagi, un'altra parabola dice che sarà tolto loro anche quello che hanno (Matteo 13, 12), cioè sarà tolto dal loro cuore l'amore che hanno a causa della loro malvagità. Il tempo della chiamata attiene il tema della assoluta infallibilità di Dio. Si pensi a chi ha ricevuto una educazione atea e anticlericale e poi, ad una certa età, chiamato dal Signore, si fa battezzare e cresimare. Costui riceve la stessa paga di chi è cresciuto fin da piccolo in una "perfetta" famiglia cattolica e ha mantenuto la fede, perseverando. Bontà e giustizia in Dio si baciano, non c'è nessuna ingiustizia nel comportamento di Dio, per i motivi che a mio avviso esistono. Il tema della remunerazione attiene alla bontà di Dio mentre il tema della risposta alla chiamata attiene la giustizia dell'uomo. Dio è perfettamente giusto, anche quando permette che un'anima vada all'inferno, perché, come dice il Vangelo "due passeri non si vendono forse per un soldo, eppure nessuno dei due cade a terra senza che Dio lo voglia" (Matteo 10, 29).

13 agosto 2011
: cibo ai cagnolini (BR28)

Carissimo padre Ermes,
veramente Gesù è venuto per radunare tutti i popoli della Terra, non però in un abbraccio sincretistico, ma nel riconoscimento del Figlio di Davide come l'unico esorcista universale.
Perché la donna in questione non si rivolge ai propri dei per la liberazione dal demonio della figlia? Ella riconosce che è Gesù l'unico esorcista universale e che i propri dei, gli dei pagani della sua gente, sono impotenti.
Ora, simbolicamente, la figlia della donna è il paganesimo stesso che è affetto da un demonio, a mio avviso, che gli dei pagani non possono esorcizzare.
Io sono la porta dirà Gesù: per eliminare il male dalla propria vita si deve passare attraverso Cristo. E' la morte di ogni sincretismo.
Ma per i meriti di Cristo, tutti i popoli possono trovare una via alla salvezza.
Ciao

9 luglio 2011
: come si diventa terreno buono (BR27)

Come si diventa terreno buono? A mio avviso, la Bibbia ce lo dice in più circostanze con i verbi "rivestirsi" e "rinascere".
In Romani, 13, 14: "RIVESTITEVI invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri". In Efesini, 6, 11: "RIVESTITEVI dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo". Ed, infine, Colossesi, 3, 12. "RIVESTITEVI, dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza".
Quanto al rinascere, Giovanni, 3, 3 ammonisce "In verità, in verità ti dico, se uno non RINASCE dall'alto, non può vedere il regno di Dio" eccetera.
Offrendo la fede al Signore, riceviamo la Grazia della seminagione che sicuramente, se la fede è corretta (cioè se non si nutre di falsi immagini di Dio, troppo umane e superstiziose, in definitiva e in altri termini, pagane), produce buoni frutti, ora il 100, ora il 60, ora il 30 a seconda di quanto abbiamo mani innocenti e cuore puro (per ricordare un salmo, 23, 1-6, Di Davide. Salmo.
Del Signore è la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti. È lui che l'ha fondata sui mari, e sui fiumi l'ha stabilita. Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo. Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe).
Molti sono i chiamati ma pochi sono quelli che rispondono in modo degno (gli eletti) secondo i passi citati.
Il Vaticano II insegna che c'è una chiamata universale alla santità, ma a volte non rispondiamo alla chiamata del Signore come terreno buono.


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