Il perditempo

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Poesie de Il Perditempo.org: febbraio 2009

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16-2-2009


L’uccellino stonato
Ammorba l’aria
Con le sue canzoni strane
Ed un po’ cocciute
E’ un segnale importante
Di quanto siamo vivi

Il mondo allo specchio
Un circo equestre
Immagine riflessa
Del nostro ego
Mi ispiro ai cavalli del circo
Per essere libero e felice
Ma è un errore fatale
Di cui porto la pena

Il mio ego trabocca di sangue
Perché ho bevuto dal lieto calice
Ma ancora son desto

La barca che non va
Si arena sulla spiaggia
Pensa pensieri tristi
I marinati si confessano tra di loro
In attesa di una morte possibile
Che ancora non viene
Una stella marina
Appare nel cielo come un miraggio
Il tempo si ferma
Ché è ancora l’alba

17-2-2009

Il gatto smemorato
Fa un salto nel buio
Dove spera che ci sia una gatta smemorata come lui
Ma trova solo spazzatura
E due pareti che la schiacciano
Il gatto cerca qualcosa da mangiare nella spazzatura
Così si inventa un cerchio di fuoco
Dentro il quale saltare
Ma anche questa è un’illusione
Come le tante che ha creato nella sua vita

Il quadro metafisico
Non serve a nessuno
Tranne che al suo autore
Perché quando piove
Sulla piazza di De Chirico
Si accendono le candele gialle
Mentre si apre svogliatamente un ombrello
E tutto il resto è noia

Il pagliaccio di terracotta
Assieme a migliaia di altri pagliacci
Si veste da soldato
Per imparare il mestiere di vivere
Che è il più difficile al mondo

Il barattolo di pomodori
E’ pieno di vermi
Che mangiano il contenuto
Poi escono e vanno in Riviera
Riviera dei Fiori
Per abbronzarsi un po’
Ma non c’è da fidarsi
Che paghino il conto dell’albergo
Perché sono poveri e disonesti
Così si inventano una scusa
Per tornare in montagna
Da cui sono venuti

Il disonesto intelligente
Parla di Dio senza capirne niente
Ha la mente offuscata dalla superbia
Un calore enorme entra in me
Quando penso a lui
Perché avrei dovuto perdonare
Mentre l’ho angariato
Mi spiace di cuore ma ero troppo giovane per meditare e capire
Il mistero dietro di lui
Che molto mi ha combattuto
E poco mi ha amato

Poveri ma belli
E’ una favola metropolitana
Con un po’ di fantasia
Che diviene sporca
Come panni lavati in lavatrice
Un rock che muore sull’asfalto
Una chiazza rossa sul luogo dell’omicidio
Mi parla di te
Amore degli anni belli

Il bello della diretta
Conduce Bonolis
Il televisore si accende di gloria
Natia e persa
In un bicchier d’acqua
Come figli del cielo
Che si nascondono dietro un albero di fico
Vestendosi di pelli
Come i nostri progenitori
Per difendersi dal freddo
E dall’inverno che avanza

Il computer con le ali
E’ senza memoria
Ma istituisce un giorno per ricordare
Il furto subito
Così si sente meno solo
E ride in compagnia
Davanti a un calice di vino

Il filo mancato
Ci ricongiunge al cielo intarsiato di stelle
Com’è dolce e carino!
Ma è un po’ ingannevole
Fino a quando dovremo patire?
Fino al giorno della morte
In cui troveremo il riposo eterno o la dannazione

18-2-2009

Il sogno maldestro
Mi affascina dal di dentro
Perché è singolare
Forse lo guida Gesù
Un parlamentare cristiano
Conduce la sua battaglia
Contro cui non si può vincere
Per seguire a sua volta un sogno

L’essere microscopico è incinto
Produce un mondo microcosmico
Dove pullulano selvaggi
Come su un’isola deserta
La grande madre non esiste
Ma forse la fantasia è anch’essa incinta

Il sangue nelle vene
Mi è dolce intercalare
In un riposo soave
Con parole dolci

In mare aperto viaggiano i nostri pensieri
Verso una donna che non vuole spogliarsi
Per ribadire la sua femminilità
Oasi di verdure fresche
Appena colte al mercato
Delle donne belle
Che sanno di miele d’acacia

Il nero scarlatto
Un mantello di ferro
Un pigiama macchiato
Nelle notti di Istanbul
Perché sei partita?
Eri più adatta di me
Per la carriera feroce e dolce
Che porta alla cattedra
Non di Pietro
Ma di mondane speranze
S’acquieta il cuore
Perché d’inverno c’è più speranza
Nel letargo dei sensi

Lavori in corso
Nella strada della vita
Signore aumenta la mia fede
Tu che sei un giudice giusto
Le conchiglie del mare
Stanno ad aspettare
La fede è un mistero grande
Che non possiamo indagare
Se non facendoci piccoli
E desueti

Il manto di neve
Giaceva sull’erbetta
Un passero allegro buca la neve
Come di passaggio
Non senza remore
Prende un po’ di erba
Che si innalza al cielo
Per divenire più verde

19-2-2009

La volpe con la coda smarrita
Non trova la sua ombra
Così ha perso due cose
Che erano preziose
Ma ne va in cerca alcremente
Un raggio di luce viola la illumina
Come un artista sul palcoscenico
Non sa di essere pericolosa e perniciosa
Per sé stessa e per gli altri

Un sogno raro
Di un gatto addormentato
Che succhia il latte dalla mamma
E’ ancora un cucciolo
Un po’ mafioso e ribelle
Ma con un grande futuro

Il braccio rotto
Di un architrave
Cade a terra e uccide un operaio
Il silenzio avvolge la scena
Perché non c’è pietà sul lavoro
Per chi sbaglia
E anche noi, testimoni infedeli
Ci accorgiamo dell’indifferenza
Che accompagna, talvolta, la morte
Un coniglio rosa appare sulla scena
Conduce l’operaio all’obitorio
Ma non ne risveglia l’anima
Che vola via come foglia al vento

Tirchieria sopraffina
Che illumina la notte
Perversa e sottile
Come un ramo secco
Che penetra la mente
E non la lascia più
Un coniglio nero
Viaggia su una scopa
Per rendere sempre più avari gli uomini
Ma è solo una fantasia o è realtà?

La poesia che viaggia su un treno merci
Finisce in un campo di sterminio
Inonda le pareti di rosa
Per la morte del femminismo
La rivoluzione gender
E’ apprezzata da molti
Ma è destinata alla morte
Dopo aver fatto molti danni
Il passato è vicino
Meglio non dimenticare
Da dove siamo venuti
Su un treno merci
Che porta ad un nascondiglio
Poco segreto, molto accogliente
Sono da poco le tre
Sei così piccola che sembri un fiore
Un fungo avvelenato eri
E non me ne sono accorto per lungo tempo

Il fuoco amico
Ha ucciso e risparmiato
Ma non sono un eroe
Quindi taccio sulla guerra
Ho obiettato alle armi
Per cogliere un fiore incinto
Di un bambino che non è mai nato

21-2-2009

Il papero smarrito
Cerca un quadro infinito
Forse una compagna
Che sa di primavera
E si dischiude all’alba
Per offrirle il suo amore

22-2-2009

Due pesci si incrociano sulla parete
Vecchia di cent’anni
Poi si immergono nel vuoto
Perché non c’è speranza senza di loro

Le tue carte le hai giocate
Ora sembri un pupazzo di gomma
Irrigidito dal freddo
Come eri bello un giorno
Con le ali dorate
Ed una principessa ai tuoi piedi
Ora il tempo è andato
Passato, finito
E il tuo amore velenoso ed acerbo
Si è ormai spento
Anche quello è tornato in cielo
Dove regnano gli angeli
Di cartapesta: quelli in cui tu credi

L’intreccio forbito
Di lingue strane
Nate chissà dove
Per celebrare la poesia
Che fa tremare i polsi
Il grillo misterioso
Ha ancora qualcosa da dire
Ma non osa sperare
Nel domani che viene

Cieli aperti
Alla speranza che non muore
Un turbine mi porta via lontano
Dove vuole Gesù
Lasciarsi trasportare dove Lui vuole
E’ un aspetto della vita di chi crede
Ma le voci nella mente
Non sono genuine
Se no Cristo lo avrebbe detto
Ché siamo esseri fragili
In attesa di un futuro
Che ancora tarda a venire
Sui troni su cui ci sediamo
Come re dimenticati
E un po’ tristi
Domani si vedrà

Pippo e Pluto
In una camerata di ospedale
Nuotano nei ricordi
Di una bellissima infermiera
Che li ha amati e stregati
Un trenino a vapore
Li ha portati lontano
Dove neppure immaginavano
E’ così che sono arrivati dove ora sono
Al ritmo di un ciuf-ciuf
Sono arrivati in Europa
Dove li aspettavano cani randagi
E pianeti mai visti
Con galassie inafferrabili
E mostri buoni
Raccontati in altri fumetti

Il maglione che soffoca
Lo ha inventato uno straniero
Un po’ pazzo e perdente
Prende lucciole per lanterne
Si immerge in un laghetto in mezzo al pavimento
E lì scompare per non fare più danni

L’ascensore che cade
Sulle teste degli abitanti
Di una città perversa
Uccide tutti
Per volontà di un malvagio
Che non attende il giudizio di Dio
Ma si vendica dei torti subiti
In cielo ed in terra

Auto parcheggiate
In un milieu sotterraneo
Escono di testa
Quando l’autoradio inizia a suonare
Un ritmo dance
Le auto ballano
Al ritmo della musica
Che esce soave
E perfetta per un tuffo nella felicità

Il pinguino collorato
Esce da un quadro di Gallizio
Per fare una capriola e presentarsi
Eccomi qua, sono il pinguino Joseph
Faccio acrobazie e misteriose cose che non posso raccontare
Dipingo fontane misteriche a Torino
Faccio parte di un circolo di registi
Che gira film esotici e grandiosi
La mia vita è un tourbillon di pensieri
Che regalo al lettore
A patto che paghi …
L’imbuto che cola aria
Si svuota da ogni essenza
Cala il buio sulla stanza
Mi immergo in un mare profondo
Perché lei è con me

Il foglio di carta
Con sopra delle note musicali
Uscite dalla testa di Bach
E’ musica divina e un po’ protestante
Ma si commuove se la rimproveri
Perché è tenera e struggente
Un pulcino viola la ascolta e fugge
Dentro un cestino per la merenda
Mangia chicchi d’uva
Da cui sgorga un sangue sacro
Per molti rimasto sconosciuto
Ma familiare ai più
A condizione di amare molto il pulcino

L’uccello senza coda
Vola ma sbanda un po’ nell’aria
Poi prende un palo sul becco
Povero becco, sfortunato!

Il palo piantato nel deserto
Con accanto una roulotte
Un’auto le sfreccia accanto
Un delitto è compiuto
Nel nome del diavolo
Che contento se la ride
Mentre soffre la pena eterna
A lui assegnata dal Signore

E’ giusto questo
Non quello che sei tu
Ma ti amo lo stesso
Anche se sei sbagliato
Perché così dice il Signore
Tutto concorre al bene di coloro che ti amano

23-2-2009

L’orso sbandato
Si arrampica su un albero
Per cogliere miele
Ma non sa che è veleno
Così barcolla e muore
Prima di morire
Ricorda i giorni più belli
Quando con la sua amata
Coglieva margherite in un prato
Sotto la torre di Pisa

Sotto la porta c’è un foglietto
Pieno di rime baciate
Lasciato da un amore
Perso e ritrovato
Eri nuda e sei svenuta

Il ragno che saltella
Da un cespuglio all’altro
Ama Freud e le sue allusioni
Non si spegne non si accende
Sta dietro un angolo
Fumandosi una sigaretta
Dice una poesia triste
Detta le sue condizioni
Prima che venga l’alba
E si faccia caldo
Un fiore è la sua passione
Ma non si stanca di vivere
Adesso e così sia

Il tavolo perfetto
Si veste di nuvole fiorite
Che fanno cadere una pioggia d’argento
Senza speranza
Oh tu mia prediletta!
Quanto ti ho sognata
Eppure sei vera
Ma non nei miei sogni
Sei di cartapesta
Una velina intransigente
Che sogna di essere amata

La matita conficcata nell’asfalto
Sa di grazia perduta
Un disegno infantile
Un ghirigoro per far sorridere

Se tu fosse vera
Non mentiresti di sera
Se tu fosse di cera
Non saresti una candela
Ma un cane acquattato
Corre un segugio
Dietro alla preda
Come tu insegui il giallo canarino
Dentro una piazza con ghirlande di fiori
Che sulla tua testa fanno un disegno strano
E multiforme

Il soggetto sfocato
Entra nella stanza dove ci sono alberi
Mangia un radicchio
Se ne esce ingessato
Come un pupazzo di Londra

Un pupazzo di stoffa bianca
Fa capolino da un treno
Si affaccia al finestrino
Chiede un po’ di pane
Si accascia svenuto
Porge una rosa a chi lo soccorre
Poi decapita un fiore
Che non è di nessuno
Ma si dispiace alquanto
Per aver divorato i suoi anni
Senza costrutto

Il passato di Londra
E’ un mistero ancestrale
Di futura memoria
Che piace ai posteri
Un pinguino verde la adora
Una regina la regge
Cristiana e fedele
Una pozzanghera in una piazza
Riflette un orologio che si scioglie
Mentre tutti attorno applaudono
Al consumismo spento e crescente
Ed una musica dolce
Si sparge nell’aria

24-2-2009

Il secondo postino
Porta posta fasulla
Con dentro una tessera di partito
Un partito che non c’è
Ma stanca aspettarlo
Come un chiarore all’alba
Si snoda tra la folla
Perché è un veggente
Ora sono giorni dimenticati
Ma un dì verranno ricordati di nuovo
Il doge furibondo
Tiene per l’ebreo
Che è innocente ma perfido
Così inganna il tempo
Aiutando gli ultimi a non ferirsi
Con la spada retta dal capo
Che non ha pietà di nessuno
Il carnevale è vicino
Metto un costume da papero
Così inganno gli ultimi
Che sono i benedetti di Dio

I bambini soldato
Sono uomini di Dio
Che combattono per disperazione
Un rigurgito di dolore li prende
Quando marciano uniti
Un canguro viola li protegge
Anche se fanno del male
Andranno dove vogliono?
Forse verso una meta ignota
Dove è già primavera

Il cane solitario
Abbaia a sé stesso
Fa tre salti in avanti ed uno indietro
E’ tutto marrone
Si chiede il perché della vita
Poi ammicca e piange
Semisvenuto indugia a correre

Il signore svenuto
Sotto un lampione
Mezzo ubriaco
Quand’era bambino
Sperava in un futuro migliore
Il giallo l’ha accecato
Poi si è ripreso
Nella malattia mentale
Un destino sfortunato
L’ha colto di sorpresa
Perché il gatto morto
Non è mai risorto
Ma Dio è clemente
E ci prepara un destino migliore
Nel mondo che viene

25-2-2009

Le Ceneri
Per pentirsi e credere
Un gatto solitario
Non crede e sbraita alla luna
Ma anche lui è perdonato
Perché un fiore non fa primavera
E una rondine stanca si affaccia alla finestra
Di un cuore incantato e triste

In cella
Guardano gli alberi degli indiani
Le cui anime scorrazzano felici
Un mandorlo fa la guardia
Alle esercitazioni funebri
Dei morti che ballano
Non sono ancora le sei
Eppur fa già freddo

Il balcone sfocato
Nella foto che tu mi hai fatto
Sa di tenerezze vissute
Un giorno di marzo
Quando ancora amavi
L’ira funesta
Che portasti dentro per anni
Ti fece ammalare
Di una malattia rara
Che non si può nominare
Ma di celesti imperi
Ti orni la testa
Perché hai conquistato
Il mio cuore solitario

26-2-2009

Il topolino misterioso
Cammina su una fune
Predica il Corano
Benedice Allah
Un gatto morto lo applaude
Per essere felici in due

Il treno dei miei pensieri
Pensa esso stesso
Ma un treno pensante
Non è poi grande cosa
Come un gatto perso nel nulla
Avanza nella galleria
Da cui non esce più
Entra in un imbuto
Ne esce spremuto
E casto
La notte insegue il giorno
Ma il tempo è ancora sveglio
Per narrare le nostre imprese
Abbandonate e perse
Così ci inquietiamo
Perché ancora non siamo soddisfatti
Da quello che passa il convento
Ma la vita è una e incomprensibile
Se non agli occhi di Dio
E nelle nostre opere quotidiane
Il pane che prendiamo
Ci illumina di gloria
Mentre fuggiamo
In un’altra direzione
Così indugiamo
Senza rimorsi, senza pensieri
Per far sì che accada un miracolo
Di devozione autentica
Come in Maria, Vergine

Il martire stanco
Muore lapidato
Il sangue si riversa
In un rigurgito di immenso
Che sfiora corde tese

Il cappio vuoto
Il condannato è fuggito
Nel blu dipinto di blu
La madre lo attende
Ai piedi di una croce
Passa un treno
Si alzano le sbarre
Mentre un topolino dorme incurante
Di quanto accade

Il treno infuriato
Si è dedicato
Ad una scienza esotica
Come l’antropologia
Mentre rincasa di notte
Un lampione si accende intermittente
Come le luci sull’albero di Natale

Il problema dei problemi
E’ stato risolto da un pupazzo isolato
Che riesce a malapena a parlare
Mentre l’angoscia sale
Di giallo in blu

Nel bosco
Una luce argentea
Richiama i fantasmi
Alla grande riunione
Ognuno dice la sua
Poi si addormenta
Per abbracciarsi ancora
Nel blu profondo
Che non ammira le streghe
Perché la vittoria è giunta
Per i giusti della terra
Nel sogno mai vinto
Di ritrovarsi assieme
In un mondo migliore
Dove tutti siamo fratelli

Il maghetto birichino
Fa una capriola nel verde
Per rivelarsi per quello che è
Per non sembrare un altro
Ma come è difficile essere sé stessi
In un mondo spettacolare che ostenta successo
Da tutti i pori
Ed una ballerina bianca
Fa le sue piroette fantastiche
Mentre noi tutti pensiamo
Com’è bella e buona

Il bidello falso
Adesca le studentesse
Una pila lo illumina
Il volto tumefatto
E fantasioso
Mentre va a pesca
Una pesca vana ed un po’ squallida
Che nessuno vorrebbe
Ma ancora desideriamo
Vederlo cambiato
Per il bene di tutti
Una foca bianca
Appare all’orizzonte
Così che ci censuriamo
Nei nostri pensieri
All’improvviso la foca
Ci guarda stupefatta
Per rimanere ebete e ferma
All’orizzonte dell’aldilà

La carezza sperata
Avviene incerta
Se ne va sollecita
La solidarietà è disarmante
Come la bontà
La Quaresima aspetta
Che tutti si convertano
Il birillo ingombrante
Rotola colpito da un fulmine
Con un cielo tempestoso
Che promette pioggia
E dà acqua
Un sole incerto forse sorgerà
Sulle nostre vite
A noi che aneliamo l’eterno

La bontà assoluta
Della ciliegia morta
Si sparge nell’aria
Come onde radiofoniche
Ma non c’è verso
Di convincere tutti
Perciò qualcuno si perde
Nell’oblio
Che ha trascurato
Una memoria eterna
Di rappresaglie finte
Un occhio per occhio
Crudele e farisaico
Mentre mi incute il timore
Di non farcela ancora
Per adesso sono desto
Ma non per molto

La verità
Del cantastorie di paese
E’ che un treno è solo un treno
Un albero è solo un albero
Il principio di tutto è un mistero svelato

L’ultrà è spaesato
Quando urla per la sua squadra
Inneggia a valori dubbi
Beve un sorso di sé
Con la bandiera che sventola
In un colore versato all’invidia
Mentre la squadra del cuore perde
Ed il cuore si riempie di nostalgia
Per lo scudetto mancato
Sempre che il biscione vinca
Assetato ed ebbro assieme

Scelgo la vita
Un Sir Biss impertinente
Mi guarda sgomento
Per il bambino mai nato
Ho dei ricordi sfocati
Nella notte radiosa
Cerco un falò inascoltato
Per bruciare una strega
Che importuna i miei sogni

27-2-2009

Gelato al veleno
Ingoiato in un solo gesto
Come aranciata fredda
Che si beve al mare
Guardando gli scogli
Un topino mi osserva
Mi fa proposte carine
Per vedere se ci casco
Un bel giorno sparisce
E fa una lunga carriera
Per non tornare mai più

Chic, rosa shocking
Un secchio viola
Con dentro acqua pura
Si riversa sulla modella
Che sfila indomita

Un mare cristallino
Dove pesci di diamante brillano felici
Il ghiaccio ha ricoperto le nostre speranze
Di una vita migliore

Il pesce migliore
Nuota meglio degli altri
Sorpassa in curva
In una strettoia
Condanna sé stesso
Non siede con gli stolti
Ma guarisce gli ammalati
Si pente un poco
E vola via
Verso nuove frontiere
Dove l’attende la sua donna
Meglio chiamarla Giorgia

Il paesaggio brullo
Un po’ assolato
Parla di sentieri nascosti
Dove nascono amori infiniti
Come la guardiana dell’abbazia
Non parla ma mi guarda attonita
Per la mia malattia
Di chirurgo invecchiato
Di plastiche facciali
Quasi scordate
E poi rimpiante

Il vuoto
Nel nulla del giallo canarino
Dipinge un quadro astratto
Che parla di me e di te
In una preghiera mistica
Che sa di adorazione medievale
In un chiostro seminascosto
Ancora un poco soleggiato
Al tramonto dei sogni
Parla un biblista famoso
Di me e di te di nuovo
Un bar isolato
Dove bere un goccio di vino
Sempre restando sobri
E mi trovo innamorato
Di una donna sola
Che non aspetta il principe azzurro
Ma lancia SOS con i suoi occhi
Un segnale che non posso raccogliere

28-2-2009

La corda spezzata
Una caduta nel vuoto
La morte ci sorride
Se è promessa persa
Ma non ancora spenta
Per un birillo che muore
Uno ne nasce
La ruota della vita e della morte
E’ sempre pronta
A fagocitare l’uomo

La tunica abbandonata
Il lenzuolo solitario
Lasciato per terra
Il Santo Volto dentro di me
Mi accompagna notte e giorno
Dio mi conservi la notte
Quando sono più esposto e indifeso
Un pappagallo di ogni colore
Mi intenerisce il cuore
Senza mostrar alcun affanno
Mostra i limiti dell’età
Che è anche la mia

Il sacrificio perenne
Degli orsi grigi
E’ maestoso e triste
Simpatico e lacrimevole
Ma non c’è pace
Fuori dalla Chiesa
Che ancora spera
Che il malvagio si converta e viva






1-2-2009

Pioggia finissima sulla mia vita
Scorre sulla mia pelle
Fino ad arrivare al cuore
Cuore malato di nostalgia

Una macchia nera
Che si sposta a velocità supersonica
Inquina tutto ciò che trova
Compresa la mente degli innocenti
L’ha inventata un turco
Malvagio e antipatico
Un giallo intenso
Come fulmine a ciel sereno
Penetra dalla finestra
E annulla la macchia nera
Che sparisce nel nulla

La rana avida
Salta di moneta in moneta
Comprese quelle false
Ne fa la collezione
Non mangia le mosche ma denaro contante
Che sparisce dalla ricchezza nazionale
Salta di qua salta di là
Si arricchisce sempre più
Un giorno muore ma non lascia eredi
La sua ricchezza va tutta allo Stato
Che la ringrazia in eterno

Pesciolino d’acqua
Che fai i capricci
Tutto rosso e stanco
Anneghi nei tuoi pensieri
Che solo ieri sembravano così attraenti
Ed oggi sono svaniti

2-2-2009

Passerotto ingiallito
Cosa ci fai sul comò?
Spegni la sveglia che ha appena suonato
Ti rifugi in una cassaforte di ferro
Per non sentirla più
Poi scopri che è inverno
E vai svogliato a Messa

Chi è il Signore dei sogni?
Me lo sono sempre domandato
Forse è un angelo o forse Gesù stesso

Le pagliuzze di ferro
Vanno verso la calamita
Mi ha sempre affascinato questo
Ma mi sbaglio nel pensarle attratte
Sono costrette più che attratte
Da un mago solitario
Che fa questa magia
La notte la calamita si riposa
Poi fa la sua lotta indefessa per attirare gli stupidi
Che come pagliuzze di ferro vanno a lei
La donna fatale non è mai sazia
Di vittime innocenti da squartare ed uccidere

Lotta continua comunista e anarchica
C’è qualcosa di giusto e molto di sbagliato
Ma Dio perdona largamente e capisce
Tutti i suoi figli
Anche un anarchico può andare in Paradiso
Se è buono con la Madonna
E con i poveri

La presentazione di Gesù al tempio
E’ una festa grande
Per i piccini e i più grandicelli, cioè noi adulti
Ed io mi confondo tra le candele accese in processione
Per divenire ancora più figlio
Del Vivente

3-2-2009

L’inferno di fuoco mangia i mostri
Buoni e cattivi
Qualcuno rinsavisce
E si accorge che è già primavera

Il palloncino che scoppia
Nelle mani di un bambino
Fa un rumore sordo
Come frusta sul tappeto
Il bambino ride e piange assieme
Come è bello il carnevale!

4-2-2009

Il merluzzo salta nel piatto
Ma non viene mangiato
Al suo posto viene mangiata la forchetta di cioccolata
Il merluzzo salta fuori dal piatto e fa una strana predica
Come il grillo parlante
Qualcuno lo uccide in modo che non parli più
Così finisce la storia del merluzzo parlante
Che nessuno volle mangiare

Il diritto strano
Quello americano
Fatto di sentenze provocatorie
Ed urgenti
Che gridano grazie a Dio
Ed esplorano mondi nuovi

5-2-2009

La storia vecchia
Che ancora va di moda
Del pinguino rovesciato
Che implora la madre
Di non educarlo come una femmina
Ma come un uomo
Ma la madre è matta
Lo cresce come fosse una pinguina
Così quello impazzisce a sua volta
Anche per tare ereditarie
Che non riesce a superare

Vernice gialla
Su di una tenda
Una donna con la maglietta nera
Il tutto sembra un’ape
Che vola di uomo in uomo
Senza chiedersi il perché
Ma la tenebra avanza
Sulla tenda gialla
Di vernice
E il sole se la prende
Senza chiedersi il perché

Il cigno rosso
Vaga tra cigni rosa
Come un fiore solitario
In cerca di qualcosa da pescare
Un pesciolino, un’acciuga
Un mare calmo si stende di fronte
Un pesciolino salta ed il cigno lo prende
Poi si addormenta sazio
Ed incontra in sogno la femmina della sua vita
Tanto da non volersi risvegliare mai più

Questo mondo pazzo
Rimbalza sull’atmosfera
Fa due giri ed una capriola
Poi si ferma prima di cadere nel sole
Per arrendersi all’infinito
Specchio del Creatore

6-2-2009

Il lupo vendicativo
Si vendicava di ogni cosa
Torti subiti e torti immaginari
Per lui l’importante era essere sempre offeso
Così poteva divorare qualcosa
Ma su una spiaggia assolata
Una fata buona lo spinse in un burrone metafisico
Che sa di nostalgia e di bene
Così il lupo si ricredette per due giorni e mezzo
E visse più sereno e contento

L’anatroccolo pazzo girava su sé stesso come una trottola
Impazzita anche quella
Piena di naftalina
Lavata al lavasecco
Implorava misericordia ma non da Dio
Ma da esseri sconosciuti che gli parlavano nella mente
Erano solo echi di un inconscio danneggiato
Che mietevano vittime suicidi e poco illustri
In un universo desolato e triste

La volpe incantata
Nel buio della foresta
Cerca una lampada accesa
E’ cosa buona e giusta dimenticarla
Perché ha fatto del male agli ultimi
Nella sua lotta nevrastenica
E comunista

Il pazzo dice la verità
Nelle nuvole della sua mente
Ordina un computer per scrivere il nulla dell’anima
Ma non sente dolore e questo è bello
I colori gli fanno compagnia
Come in film di Almodovar
Le donne sono belle e ribelli
Così nella sua mente
Rincorre fanciulle astratte
Che non si concedono facilmente

Il poeta giallo scrive film noir
Per i registi di Hollywood
La verità gli arride
Un delitto fantasma
Parla di noi ma è un po’ falso
Le chance nella vita sono tante quante vogliamo
C’è sempre la voglia di ricominciare
Come la sorgente di un torrente di montagna
Ed un mondo perso che colora di blu
Nel cielo terso e limpido
Così passa la vita
Sui nostri occhi
E nelle nostre anime

Il gatto maledetto
Salta di tetto in tetto
Di donna in donna
Si ciba delle viscere
Come un animale stanco e affamato
Abbiamo tutti pietà di lui
Ma non rinunciamo a punirlo

Il gatto mascherato ruba in Messico
Non ha pietà per nessuno
Soprattutto quando rapina le banche
Un cane addolorato
Lo morde per la coda
Ed il gatto mascherato emette un urlo inascoltabile
Che è diventato un grido di battaglia
Per tutti i gatti mascherati del mondo

La carta stampata
Con incisa una grande foglia
Di preistorica memoria
Reca un segno distintivo
Che porta sventura
Un coccodrillo grigio la percorre
In lungo ed in largo
Come un lago magico
Che emette suoni ancestrali
Di creature sconosciute

7-2-2009

Il gatto innamorato miagola alla luna
Che lo guarda un po’ stupita
Cosa vorrà questo gattino?
Un triangolo di ferro
Suona un gong strano
Il gatto saltella qua e là
Cerca una gattina disponibile
Ma non la trova e muore dal dolore

Il serpente smodato aveva un vizio
Che non si può riferire
Simile alla lussuria
Un giorno Dio lo rimproverò e lui perse il vizio
A differenza del lupo che perde il pelo ma non il vizio
Il serpente smodato perse ogni depravazione
Per intercessione della Vergine Madre
Così oggi striscia felice e contento e va pure a Messa
Capita che a Messa qualcuno lo insulti
Lui, evangelicamente, porge l’altra guancia
E beato se ne va per la città
Incurante dell’indifferenza della gente
Che ride e di lui non sa niente

La farfalla scoppiata dal troppo caldo
Si rifugia in una tana di ragno
Il ragno cerca di mangiarla ma la farfalla scappa
Però viene danneggiata
Che sorte triste, quella della farfalla
Le manca un’ala per volare
Così cade a terra stecchita
Dove un uccello la mangia

Il battilastra benedetto
Svolge un lavoro umile
Cerca qualcosa che non c’è
Al di là della propria coscienza
Non accetta i propri limiti
Vorrebbe essere un professore
Come suo nonno
Ma il destino ne ha fatto un umile operaio
Così passa le sue giornate a rimuginare
E decide di andare in Canada
Dove vuole insegnare inglese agli uomini di affari ed agli avvocati
Ma il progetto non riesce
Tuttavia, in Canada incontra una fanciulla che diventerà la sua amante
E nella gioia dell’amore dimentica i suoi sogni di successo

Il grissino stupefatto
E’ un rubatà perfetto
Si immerge in piscina
Con sua moglie
Danza come un delfino
Nell’acqua limpida
Esce dall’acqua e si tuffa ancora ed ancora
Finché esausto si asciuga
Un insegnate di nuoto chiacchiera con lui
Di meravigliosi esercizi ginnici
Che sogna all’alba
Per esercitarli in piscina

Il grillo solitario parla da solo
Forse è un po’ matto
Gli fanno un elettroshock per vedere se la smette
Di confabulare con sé stesso
Ma quello continua tutta la vita
Per rispondere alle domande della mente
Che non si placano anzi si acuiscono
Finché un giorno muore
Lo seppelliscono in Terrasanta
Non perché sia ebreo ma perché così ha voluto nelle sue ultime volontà

Mi manca Superga
Perché non ho l’auto per andarci
Un panorama squisito
Una chiesa deliziosa
I frati di Superga che passano veloci
Un taxi mi porta alla basilica
Ma il percorso collinare è caro
Seguo il mio istinto di morte e mi butto giù dalla collina
Finche ruzzolo a Sassi
Dove trovo un pullman che mi riporta a casa
Dico il rosario e medito sul da farsi

L’ebreo malvagio ha maledetto la Chiesa cattolica
Chissà cosa pensare dell’antisemitismo
Che lui inconsapevole fomenta

Il giardino solitario
Sembra un Eden nascosto
Sotto una rupe che getta acqua
Mista a coca cola
Fiori bellissimi gli fanno da ornamento
Un cane zampetta tra i gelsomini
Un’anatra si allontana diffidente
E i bambini giocano e ridono
Prima che sbocci la primavera

Il gatto sul tetto che scoppia
Per una bomba mal messa
La casa resta senza tetto ed il gatto cade su un letto
Dove due amanti fanno l’amore
Una è la figlia del dottore
Il gatto li innervosisce alquanto
Perché si intromette dispettosamente
Poi scappa dalla casa senza tetto
Si rifugia nella tana di un orso in letargo
E scoppia un caso nel vicinato
Il gatto disturba tutti
Così lo fanno arrestare
Povera gatto maldestro
Adesso è in gabbia!

Pioggia sulla mia pelle
Scivola via sotto la doccia
Un grillo canterino suona una melodia dolce
Prima di andare a letto
La preghiera della sera
Parla di un Dio sconosciuto
Eppure rivelatosi
Ma non voglio soffermarmi
Su cose che non conosco
Quindi tolgo il disturbo
E mi metto a letto aspettando il domani
Che sa di speranza e di tristezza

La coperta scozzese
Mi copre calda e accogliente
Il fuoco acceso zampetta scintille nell’aria
Un quadro appeso alla parete mostra me fanciullo
Nella casa di montagna
La neve copre tutto

Vanagloria imperante
Tra le colonne neoclassiche
Un velo viola le copre
In un Museo d’arte

Il coperchio sbagliato
Copre un vulcano di cose vergognose
Ma la violenza in Africa non è ancora finita
Prima che il coperchio sia sollevato
E qualcuno porti frutti di pace e di speranza

La montagna di carta
Cola neve fumante
Che si scioglie e partorisce un mostro
Bello e simpatico
Ma un po’ falso
Perché è fatto di acqua sporca

8-2-2009

Il tamburo fosforescente
Emette battiti come un cuore
Qualcuno lo suona e rinsavisce
Diventa più umano
In una notte affollata di topi
Il giardino dell’Eden si fa più bello
Per accogliere il tamburo

Il disco volante
Porta un presagio di felicità mendace
Atterra su un tetto
Insieme ai gatti che lo popolano
Dice due fesserie e sparisce
Nel nulla da cui era venuto

La ciminiera emette coriandoli vari
Poi, vecchia e stanca, si lascia morire
Gettandosi nel fiume
Dopo aver ingurgitato un veleno e un acido
Soffriva di depressione
Per la morte della fabbrica

Il gatto velocissimo
Sfreccia alla velocità della luce
Penetra in un albero
Ci passa attraverso e va oltre
Poi pensa che è inutile correre
E si ferma a pensare
Quindi s’inebria di dubbio
Che non passa mai più
Sul senso della vita
Che non trova in Dio
Ma nella corsa folle
Attraverso gli alberi
Il gatto velocissimo
Pensa a sé stesso anziano
Quando avrà il bastone
E lo condurranno in una struttura per anziani
Che lo condurrà alla morte

La madre simpatica
E’ dolce e severa assieme
Mi ricorda la Chiesa
Che molti detestano
Pur dicendo di avere fede
Non c’è una contraddizione?
Sì, se sei cattolico

Il quadro specchio
Ci guardi dentro e vedi cosa succede nel cosmo
Galassie imprevedibili
Anelli di Giove
Il mistero dell’anima è sempre più fitto
Come la nebbia in inverno
Si dirada nello specchio
Che ti fa vedere la tua anima nuda
Pronta per salpare chissà per dove
Forse per l’eterno conflitto tra il bene ed il male
Ma nessuno sa esattamente come

L’ombrello rovesciato
Prende acqua anziché disperderla
Ma fa bene
E’ come fare la doccia
Sotto un temporale di carta
Che fa piovere giochi dell’acqua
E ricorda i fulmini a ciel sereno
Di manzoniana memoria

La chiatta in mezzo al fiume
Con sopra una bandiera dell’Italia
Che non muore
Si sposta lentamente
Mossa da una corrente che non si vede
Poi va alla deriva e muore
In un’agonia solitaria
Senza pace, senza requie

Torno alle mie amate poesie
Che rinfrancano l’anima
Che distolgono il cuore dai pensieri tenebrosi
Volano libere nell’azzurro
Conducono strisce di cartone colorato
E di ferri funzionanti
A Rivoli, nel Museo

La morte si ribella
Senza scimmiottare i padri
Ma accettando di essere figli
La morte cede
Accettando il proprio essere sino in fondo

Il cappello sul cavallo
Saluta le fanciulle
Che guardano un quadro di Magritte
Dove gli ombrelli sono sospesi nell’aria
Ma non tornano a valle le mucche
Per fare il loro latte

Il dentifricio che sorpassa
Sorpassa tutti i denti
Prima di approdare alla base
Per sradicare il male
Che c’è in noi
Diventa benigno e feroce assieme
Perché così ha voluto Dio

Il razzo scarlatto
Va su Marte dove si confonde con le rocce
Poi decide di andare sulla Luna
Dove si pianta minaccioso
Puntato verso la terra
Lo guida un alieno
Che odia gli umani
Si prende un po’ in giro
Prima di sparire del tutto

Il cane sfortunato
Scodinzola una coda d’argento
Vivo e scomodo
Perché ha molto vissuto
Prima di cadere rovinosamente
A causa della schizofrenia
Latente e poi esplosa

Non posso immaginare
Quanto sono stato odiato
Prima di essere amato
Ma chissà perché questo destino bizzarro
Ma non raro
Come Cristo
A Sua imitazione
Siamo odiati e amati

Bene, bene, bene
Siamo qua riuniti
Per celebrare noi stessi
E ci vergogniamo un po’
Per il vento che passa
Sui capelli che cadono
E prima che sia l’alba
Ci addormentiamo
Sognando chissà che cosa
E chissà se Gesù è il Signore dei sogni

9-2-2009

Il fumetto nocivo e lascivo
Che penetra nei cuori
Ho letto da giovane
Mi ha lasciato un segno
Che non dimentico più
Un bagno di folla
L’agorafobia
Avanza un tormento
Tu non sei più mia
Ma quanto ti ricordo
Circondata da uomini belli
Che sanno vivere alla grande
Io non ho mai saputo vivere
Mondanamente s’intende
Così di te ho colto solo un aspetto
Quello esteriore

La frittura di pesce
S’impenna come una moto
Per ricadere a terra dopo un giro della morte
L’odore si spande per tutta la terra
Dopo la Creazione

I canarini cantano
Nasce un mondo nuovo
Sulle ceneri della guerra
Molti si illudono
Di avere successo
Di essere felici
Ma una sola è la via
Che conduce a felicità e successo
E i canarini la percorrono
Felici di essere nati

Canzone per un amica
Che nasce dal ventre e sale sino al cuore
Per una sposa mancata
Che di verginità ha fatto virtù
Trasecolo solo a pensarla
Ma mi è stata fedele
Nell’amicizia
E così sia

La politica economica
L’analisi economica
Ho studiato vanamente
Non ricordo più nulla
Se non ciò che rimane nella mente offuscata
Da una malattia crudele
Evito l’abisso del rosa
Che porta alla rivoluzione gender
Andando a Messa tutti i giorni
Mi riempio di invidia e non dovrei
Visito il Cottolengo
La chiesa piccola e austera
Dove andrò a Messa, prossimamente

Abbandono ogni sogno
Di carriera, di onori
Perché non sono all’altezza
Di ciò che dovrei fare
Ma il Signore mi aiuta
A raggranellare qualche idea
Che sputo in faccia a me stesso
Con disprezzo e rabbia
Per le occasioni perdute

Viva la festa
La festa non è qui ma in Cielo
Dove al ritmo della musica danzano gli angeli
E gli spiriti buoni
Come quelli che sento passare
In un viale alberato
Che conduce ad una villa
Dove stanno creature meravigliose
Ancora giaccio
Supino e stanco di fronte al dolore
Che mi pervade
E così sia

La congiunzione nella mente
Tra esperienze diverse
E’ una facoltà umana
Di cui non disperare
Ma crederci finalmente
Per raggiungere la pace
Che Dio promette

Il Paradiso fra di noi ci divide
Tu sei più in alto io più in basso
Non comunichiamo mai

La palla di fuoco
Creata dal diavolo
Rotola giù da un vulcano
Per divorare chi può
Un paese intero viene arso
Due città distrutte
Un agnello pasquale la ferma
Ma ormai ha fatto molti danni
Che ne è della giustizia?

Il periodo migliore
Per il volo delle aquile
E’ quello primaverile
Il tempo fa il suo corso
Sulle penne dei volatili
Disegna favole mai dette
Torna a cantare il ritmo che passa
Fin quando i tamburi
Trasmettono in morse un messaggio pirata
Che dà speranza ai naviganti
Ma li trae in errore
Nell’abisso della vergogna

10-2-2009

Che senso ha?
Amare una donna e poi lasciarla
E’ come inseguire il vento
Che soffia e passa

L’inferriata della prigione
Esala strani odori
Una luce di libertà
Entra dentro
Forse un angelo
Che libera i condannati
Spiritualmente e metaforicamente
Li conduce via da lì
Una luce rossastra
Si spande nella prigione
Luce di coraggio
Per i giorni che passano
Ma tutti siamo carcerati
In un’alba di vergogna
Per le cose fatte
Quando non eravamo liberi
Ora mi ricordo
Un pomeriggio d’inverno
Che ancora mi sfugge
Quando dal di dentro
Sentivo una pulsione frenetica
Cui andare incontro
Per non tornare più indietro

Passo attraverso una porta senza aprirla
Mi attendono tre conigli
Dall’altra parte
Uno parla, uno ha uno scettro in mano, il terzo sorveglia l’entrata
Non so cosa dire né loro mi interrogano
Una luce fioca c’è nella stanza
Un gatto dorme dietro i conigli
Un sogno da cui mi risveglio
Ne chiedo il significato a una maga
Si fa per dire: non sono mai stato da maghi
Mi risponde un’aquila bianca e marrone
Il significato del sogno ora mi è palese
A Dio piacendo

Il letto che vola
Porta gli amanti sulla luna
Dove un orizzonte triste
Svela i loro pensieri
La poetessa smarrita
E’ una gran femminista
Partecipa alla rivoluzione gender
Si perde in un bicchier d’acqua
Insegue una cometa fantasma
E urla il suo grido di dolore
Ancora non placato
Per tutti i santi del Paradiso

Il quadro sfocato
Rimanda un’immagine sacra
Una Madonna con bambino
Che benedice le bestie
Che si radunano davanti a lui
Il giallo del sole bacia il bambino
Una nube passa veloce
Mentre i giorni della Croce si avvicinano
Le anime vagano nell’aria tiepida
E gli uccelli salutano il Re del cielo
Che è appena nato

Non ha pietà
La serva sciocca
Lo stupido pericoloso
Sognano la rupe tarpea
Per tutti gli imperfetti della terra
Il sadismo umano non ha fine

La mucca assassina
Si reincarna in un topo
Che viaggia in autobus
Per chilometri e chilometri
Arriva alla frontiera
Tra USA e Messico
Poi si ferma stupito
Perché non ci sono controlli
Passa la frontiera e apre un night club
Tipo crazy horse
Il topo furbo inizia a ballare
Con lui sedici ballerine seminude
Sul palco un pifferaio magico
Che incanta gli spettatori
Tutti finiscono in prigione
Ma solo per motivi fiscali
Così l’FBI conduce la sua inchiesta
E scopre che il topo
Era in realtà un estorsore
Di sogni nascosti
Dentro la manica di una camicia

La fossa comune
Con dentro un sogno morto
Una mezzaluna appesa ad un albero
Che cerca requie
Porta le speranze al Creatore
Dimentica i dolori della guerra civile
E i desaparecidos
Gettati in mare
Dove ancora nuotano pesci bellissimi
Ma il Signore non li ha dimenticati

La bella di notte
Non è la luna ma una ragazza
Che tutta nuda fa il bagno in un lago
Non è una prostituta ma una magnifica allegoria
Di ciò che piace al maschio
Cioè la bellezza divina del corpo femminile

La candela spenta
Piange tutta la notte
Perché qualcuno l’ha ingannata
Aveva la verginità
Ma è stata accesa
Un giorno d’agosto
Il malandrino è arrivato
Le ha detto parole dolci
E l’ha circuita
Forse ora piange l’ingannatore
Come la candela
Così vittima e peccatore a volte si trovano accomunati
In un pianto veritiero
Che preannuncia il perdono celeste
Oh, candela spenta
Mi sei simpatica
Perché porti il dolore altrui
E lo dipingi senza tregua

11-2-2009

Il gatto con gli stivali d’oro
Fa un salto in Paradiso
E’ un grande santo
Che dispensa grazie e onori
Una formichina lo invoca
Contro la cicala
Ma il santo benedice entrambe
Perché tutte e due sono figlie di Dio

Il fiume di metallo
Fa da pista per birilli che rotolano giù
Di tutti i colori
Un clown osserva la scena
E maledice il fiume
Che lo trasforma in un ghiro
Quindi va in letargo
E si risveglia a primavera
Quando il fiume si scioglie in acqua
E le creature risorgono a vita nuova

12-2-2009

Il pappagallo grigio
Si arrampica su una quercia
Per vedere se arriva il nemico
Quando il nemico arriva, lo saluta cordialmente
Poi lo invita a cena
Il nemico per ringraziarlo, lo uccide
Così muore per troppa gentilezza il pappagallo grigio

Il caffè versato sulla tavolozza
Risveglia i colori
Che si mettono a danzare

La lucertola smarrita
Se ne va in Piazza Castello a Torino
Prende un hamburger
Poi si getta nella folla
In cerca di occasioni di incontro e di amicizia
Suo fratello fa il fabbro
Le ha insegnato l’amicizia che non muore

Un urlo a squarciagola
In una stanza
Con pareti di due colori diversi
E’ la follia dei muri che esplode
Per far finta di niente
Anche mia madre litiga furiosamente
Eccomi qua, povero e solo
Non come mi voleva Dio
Ma come mi ha immaginato un destino perverso

13-2-2009

L’uscita nel baratro
Conduce alla follia
Dentro un labirinto
Un licantropo mi insegue
Ma è festa quando muore
Perché era malvagio
Una notte d’inverno
Ho sognato Dio
Che veniva in mio soccorso
Come è dolce il sentire
Che mi agita la notte!

Il pernicioso sospetto
Ringrazia e se ne esce dal retro
Della mente umana
Perché è sazio del danno irreversibile che ha fatto

La sedia a dondolo
Accoglie un anziano
Che pensa alla sua ricchezza
Lo sguardo nell’infinito cielo

Lo sguardo d’infamia
Che c’è nei tuoi occhi
Mi riempie di tristezza
Paradisi perduti
Su galassie lontane
Mi arrecano un disturbo
Inquietante e strano
Perché gli alieni mi hanno parlato
E mi hanno detto cose mai udite
Ho parlato una lingua straniera
Ho pregato vicino al Muro del Pianto
In una camera presumo sacra
Ma quando verrà il Salvatore?

La paperella sottacqua
Annaspa un po’
Ne esce ferita
Voleva fare il maestro di sci
E’ stata fortunata
Ma non è riuscita nel suo intento
Così ora usa lo slittino sulla neve
Assieme a suo figlio
Che si rompe una gamba
Lo porta al pronto soccorso
Qui scopre un amore grande
Ed è già una foglia morta
L’autunno è passato

L’autunno ingrato
Lascia una traccia d’amore nei nostri cuori
Che piangono a stento
Perché ogni lacrima versata non vada sprecata

L’armadio misterioso ha dentro un orsacchiotto di pezza
Che parla e ride
Di bambini uccisi e murati in una stanza
In un film dell’orrore
Che ho visto da giovane
L’armadio è chiuso ma qualcuno lo apre
L’orsacchiotto rotola fuori e diventa di colpo muto
Qualcuno lo raccoglie e ne fa un regalo di Natale
Così l’orsacchiotto entra in una nuova casa
Dove lo mettono in un armadio e ricomincia a parlare
Storie vissute e mai scordate
Che si raccontano appena
Per un amore finito

La fotografia nascosta
Riempie la stanza di giallo ocra
Mio padre mi guarda
Ma cosa vuole?
Forse un mio impegno professionale
Che non riesco a dare
Per un sogno infranto
Per un gabbianello perso sul Po
Per un rito ancestrale e veritiero
In Costa d’Avorio
Non guardarmi più così
Adamo ed Eva sono vivi in noi
Più di una strega falsa
Che deride la Bibbia
Ora son desto
E non mi piego ma ascolto
Tutto ciò che hai da dire
Ma sono un po’ stanco
Di sentire sempre la stessa storia
La guerra non è finita
La quiete ci attende
Al cimitero un giorno

Un, due, tre
La gattina fa miao
In un vuoto spinto
Dove non si sente niente
Un batuffolo di borotalco
Così intriso
Che non si sente l’odore
Di una doccia appena fatta

La maestra d’asilo
Insegna il mondo strano
Che gira su sé stesso
Nella mente di un bambino malato di lebbra e di febbre
La maestra muove l’anca e ondeggia
Mentre il bambino trema e muore
Ma si sa che il destino è cinico e baro

Il libro rosso
Parla dei nemici spenti e annichiliti
Come burattini senza fili
Di lontana memoria
In Unione Sovietica
Le Camere a Gas non sono mai esistite
Ma una persecuzione crudele
Ha invaso le menti
L’Anticristo è rinato a Mosca
Per inquinare le coscienze
Un burattino con i fili ce lo ricorda
Che tutto è morto senza Dio
Ma forse è stato meglio così
Perché il male porta il bene in Dio

La chiesa fa acqua da tutte le parti
Non la Chiesa di Dio
Ma una chiesa sconsacrata
Dedita a culti pagani
Un mantello rosso
Ricopre l’altare
Per culti esoterici
Che rimandano ad un passato antico
Quando Giove regnava
Sulle menti degli uomini
Ed il paganesimo languisce
Ma rinasce nella chiesa sconsacrata

La mano invisibile opera
Dentro l’inferno del mondo
Riconsacrato a Cristo
Nella Vergine Madre
Un sussurro intimo
Ci dice di attendere
Ma per quanto chissà
Ciò che avverrà un giorno
Un giovane uomo ci salverà
Dalla barbarie che incombe

Il fantasma inetto
Combina guai in continuazione
Come Cupido scaglia frecce
Alle persone sbagliate
Ne nasce una valanga
Che travolge tutto e tutti
Ora siamo più vicini al vero
Senza fare gli intellettuali
Senza fingerci ciò che non siamo
Ma fremendo d’orgoglio
Per il battesimo ritrovato

Il futuro non è sempre attraente e bello
Talvolta è oscuro e brutto
Un bambino dentro di noi
Ci dice di gioire giorno per giorno
Ma la musica cambia
E sembra di impazzire
Ad un ritmo rock
Di un disco adolescenziale
Che attrae gli intelligenti
Dentro un vortice di grazia immensa

Il falegname rovinato
Disegna pezzi d’arte antica
Ma ne escono dei manichini che piangono
Per essere stati forgiati male
Anche le vite inutili a volte gridano a noi di essere aiutate
Ma noi cosa facciamo?
Talvolta le abbandoniamo a loro stesse

Non ho fame, non ho sete
Il mare annuncia tempesta
La bocca è riarsa dalla sete
C’è bisogno di un dubbio
Come diceva Bobbio
Per fare cultura
Ed il dubbio genera cenere
Che ci benedice sulla fronte

La barca inutile
Si rompe sugli scogli
E’ un dio senza uomini
Che si smarrisce nell’aria

L’angolo rotto
Si divide in due
Genera un malinteso matematico
Che ancora aborrisco

14-2-2009

Una nube all’alba
Porta presagi antichi di morte e sventura
Dietro una clessidra
Si nasconde un movimento ritmico
Di attesa del nemico che arriva presto
Il passo di ferro
Le spade acuminate
La battaglia si perde nell’eterno
Rumore di ferraglia
Che ancora non muore
Ma rinasce ogni giorno
Per colpire più forte
Una morte dolcissima
Il sangue che si riversa sull’erba
Così è la vita

Il bello addormentato
E’ un po’ gay
Ma non si risveglia col bacio di un uomo
Ma con un nettare di Siviglia
Appassionato e dormiente
Il bello addormentato sogna
Di fare il Professore di matematica
Con allori e toghe
Il diritto romano lo ha formato
Un clown lo ha ingannato
Dentro si sente forte
Ma è debole come un giglio

Il ferro di cavallo
Appeso a un chiodo
Sulla parete di un bar
Un pistolero scalzo
Evoca giorni bui
Di un far west dimenticato
Ché già sappiamo imparare
A giocare a duello

Gesù mi restituisca i miei ricordi
Per riscoprire il battesimo
Alacremente lavoro
Sotto la Croce
Per meritarmi un posticino
Al cospetto del Volto Santo
Che non si nasconda
Ai miei occhi impavidi
Ma rifletta l’ansia
Di un’eterna armonia
Per mezzo di Colui che ha vinto la morte
Per intercessione di Colei che lo ha generato
Con gli angeli del cielo, i fratelli e tutti i santi
Così mi riposo, certo del premio da tempo promesso
A coloro che sperano in una grazia mai vista

Il cavallo di fuoco
Si apre un varco tra la folla
In una pubblicità malevola
Che incanta molti
Un imbuto lo risucchia
Per vedere cosa ne esce
Ne esce solo il fuoco senza il cavallo
Ma non è una bibita buona, anzi

Il serpente immaginario
Fa una capriola nell’aria
Disegna un quadro di Picasso
Per imitazione maldestra
Cade in un recinto
Dove un dinosauro lo sbrana
Ma non muore, anzi uccide il dinosauro dallo stomaco
Riemerge vittorioso
Per uccidere ancora











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