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Poesie de Il Perditempo.org: gennaio 2009, 1

Pensieri e Poesie > Poesie archivio > Poesie 2009

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5-1-2009


Un licantropo è una creatura che non esiste letteralmente
Ma è metafora vera di qualcosa che esiste in un certo senso
Il nostro licantropo non fa del male a nessuno
Mangia pane e latte
Fa un bagno al chiaro di luna mentre intorno i grilli cantano
Pensa ad un amore perso e quasi dimenticato
Che però non si può scordare

Un tavolo si rompe e bisogna comprarne un altro
Che tristezza! Ero affezionato a quel vecchio tavolo
Muore qualcosa in me mentre lo butto via
Le cose che ci circondano ci parlano di noi
In questo caso, di tanti pasti consumati assieme
La giornata è ancora lunga
Faccio qualcosa per ingannare il tempo
In attesa che arrivino i netturbini e portino via il mio vecchio tavolo
Poi c’è il piacere di andare per vetrine per scegliere quello nuovo
Sarai tu, il tavolo di cristallo curvato oppure tu, di legno e circolare
La cena è un momento singolare
Lo sa uno che duemila anni fa è morto in croce
Alla sua Ultima Cena c’era una amico che era meglio se non fosse mai nato
Anch’io l’ho detto di me stesso: è meglio che non fossi mai nato
L’ho detto in certi momenti di sofferenza acuta
Comunque scelgo un tavolo nuovo e mi faccio delle tagliatelle all’amatriciana
Per dimenticare il vecchio tavolo che ormai è nella discarica

Se un giocattolo è uguale ad un altro
Vale la pena giocarci
In un pomeriggio con un buon amico
Un robot che parla e dice di quanto sarebbe bello essere un bambino

Ci sono poesie fatte solo per il divertimento di chi scrive
Poi ci sono le poesie non scritte
Infine ci sono le poesie adatte a essere pubblicate
Scelgo le terze per questa mia raccolta e spero mi pubblichino
Il pulcino giallo è contento di essere a questo mondo
Non dimentica la vita dentro l’uovo
Un universo a parte dove si coltivavano sogni di felicità infinita
Anche il pulcino scriveva poesie dentro l’uovo
Parlavano di una chioccia severa ma accogliente
E di un papà che è partito per un lungo viaggio da cui non tornerà mai più ma che ritorna in veste di un prete buono che sconfigge l’uomo nero (cioè il pulcino nero e cattivo)
Il pulcino ha le sue ossessioni: pensa che qualcuno fuori dell’uovo gli voglia del male così, quasi quasi, vorrebbe restare nell’uovo per sempre
Ma alla fine l’uovo si dischiude e il pulcino vive la sua vita più o meno bella più o meno felice, ma ogni vita è degna di essere vissuta

Pesano i ricordi, pesano
E più passa la vita, più si accumulano
Dentro la tua anima
Ricordi tristi, a volte allegri
Di momenti vissuti assieme ad amici ed amiche
L’anima di carta è un’anima semplice
Fa male a guardarla
Assume varie forme come di uccello o barchetta
Mi ricorda un’amica persa che aveva una barca

Donne nude sulla spiaggia
Ballano un ballo nuovo
Che sa di nostalgia
Per uomini lasciati e persi
Un pupazzo di legno che bisogna tenere in vita a tutti i costi
Non mi interessa se è amico di amici
Voglio solo essere lascito in pace, solo

Cori di bambini mi ricordano i film di Dario Argento
Scene inquietanti
Un pasticcio irrisolto
Una collana che strangola e decapita
Che passione!
Un uomo cammina con un cappello verde addosso
Osserva la scena di un delitto
Un morto che parla pronuncia il nome dell’assassino
La terra sta a guardare mentre la luna ride di gusto

Il grillo parlante ti avvisa circa i tuoi errori
Peccato sia morto
Nella realtà è più vivo che mai
Perché la coscienza non si può uccidere
Un grillo giallo produce televisori
La campana suona a morto
Per l’Europa occidentale
Il grillo giallo avanza
Con una schiera di prodotti low cost
Nessuno può fermarlo

La cicala sull’acqua è fuori posto
Come mi sento fuori posto io certe volte
In Chiesa quando qualcuno entra in ritardo
Lo zelo per la Casa di Dio viene meno
E’ un peccato scoprirlo
E’ un mistero da scorpioni
Antichi e lucidi
Che pungono senza una ragione
Iniettano veleno
Che entra in circolazione
E purifica il sangue degli abbietti
Che sono i preferiti da Dio
Giornata perfetta
Nessuno arriva in ritardo
Nella piccola cappella
Dove ricevo Cristo

Ballando in America con John Travolta
Flash Dance e la Febbre del Sabato Sera
Grease
Nel primo film non c’è John
Ad ogni modo la danza sembra avere un’importanza singolare per gli americani
Io ballavo bene a dodici anni
Fin quando una donna mi ha vomitato addosso
Le sue paure di bambina
Non è femminista ma poco ci manca
Mi addormento tranquillo pensando a lei

La noia mi infastidisce
Per questo non spendo il mio tempo in chiacchiere
Ma lo impiego utilmente applicandomi con intelligenza
Come mi consiglia di fare un prete amico
Scrivo poesie, lavoro per un’associazione no-profit, faccio il custode in una Chiesa
Il grillo passerino canta la sua canzone che scaccia la noia
E che fa così: “Noia vattene via, in una landa oscura dove non disturbi più i cristiani. Se proprio vuoi disturbare qualcuno, disturba l’anatroccolo grigio che non fa niente tutto il giorno. La cicala canta e questo è un lavoro”.
La noia scappa via sentendo questa canzone e se ne va nella landa oscura dove gli annoiati scontano una pena eterna
Non mi turbi la noia, mi siano compagni la pazienza e l’ardore per le cose belle
Mi tuffo nell’immenso, faccio un giro al largo
Dove barchette ferme fanno da posa ad una bella fotografia
L’assurdo avanza nelle mie giornate
Lo porto al Signore perché lo saggi e lo valuti, lo soppesi e ne faccia ciò che vuole
Così sia

La vita di un poeta è molto bella
Sono molti gli oggetti che possono suggerire una poesia
Una farfalla che vola, una foglia che cade sono simili ad esempio
Un elicoidale cade ruotando
Ecco una bella poesia da scrivere
L’elicoidale assomiglia alla foglia che cade, che a sua volta assomiglia alla farfalla
Quante cose si assomigliano, ad esempio la scimmia e l’uomo
Siamo stati creati tutti da Dio che ha una fantasia inesauribile
Il vento disperde i pensieri sbagliati mentre ci accovacciamo all’ombra di un fuoco per il freddo gelido e pensiamo chissà forse è il mio giorno!

Cicala d’inverno, muori congelata
Ti compra Picard ma sei invendibile
Quindi fai un salto nell’infinito dove un sole caldo ti riscalda e scongela
Torni a cantare in primavera dove noi ti attendiamo

Il costumista e lo scenografo
Nel mondo dello spettacolo sono indispensabili
Il primo è un birillo rosa che rotola sulla scena e inventa creazioni imprevedibili
Il secondo è un maestro d’arte che ci ricompensa di una creatività quasi infinita

La luce fioca d’inverno illumina i piselli di Mendel
Incroci stratosferici
Magie alchimistiche
Che evidenziano mutazioni inaspettate
La frutta biogenetica
La scienza che avanza ha qualcosa di terribile e magico
Si gioca a fare il Creatore

Il quaderno di scuola con sopra formule matematiche
Le matite colorate e lo zaino
Che belle le feste di fine scuola nell’infanzia
Mi ero vestito da Zorro
Che tristezza invece una festa in costume dei venti anni
Dove sono arrivato impreparato con la mia fidanzata
Sesso a pagamento
E’ ciò che recriminava la madre della mia ragazza
Che volgarità
Mi rifugio in D’Annunzio
Che con le sue poesie futuriste
Ha salvato un Paese in declino
Ha svelato i trucchi degli artisti
Che ormai sono noti
Un pescatore solo è stato chiamato
Al Mistero che redime
L’albero degli zoccoli è un film crudele
Ma sciando sulle Alpi ne ho capito il senso
Un po’ truce
M’illumino di una verità antica
Che è scritta nella Bibbia
L’illegittimo non entra nella Comunità del Signore
Ed io che lo sono, piango sui peccati dei miei avi
Ora mi desto, di un sonno particolare
Sogni strani ed ambigui
Nutrono i miei anni
Finche sarà primavera
Ed una rondine illuminerà la mia finestra
Donde scorgo alberi secolari
A volte piegati dal vento
Ma indomiti e coraggiosi
Alla mia destra c’è Cipollina
Che è il cane di mia madre
La Aniston ammicca dal televisore
Ed io non ho parole
Di fronte alla sua bellezza

La verità scolpita in un tempio azteco
Parla di sacrifici animali ed umani
Che orrore quella civiltà meta-pagana!

Qualcuno mi chiede perché l’Anticristo dovrebbe essere protestante
Per quanto mi riguarda potrebbe essere anche cattolico
Diciamo che, dovendo giocare a scommettere, dire che 7 su 10 è protestante
L’Anticristo è colui che nega il Figlio, dice il Signore
Ed è il Falso Profeta dell’Apocalisse
Chi nega il Figlio si esclude dal Regno di Dio
Un bicchiere d’acqua può contenere solo acqua
Così l’Universo non può contenere Dio che tutto include
La rana sopraffina ha capito queste verità elementari
E le gracchia tutto il giorno
L’Anticristo cerca di ucciderla ma è troppo tardi
Perché il Figlio dell’Uomo sta per venire
A salvare tutti i suoi eletti

Gli eletti di Dio sono come perle da non dare ai porci
Perciò do me stesso a chi Dio vuole
Come perla nel mare
Mi concedo raramente
Così vuole Dio
Un giallo sfolgorante
Nutre i miei pensieri di mattina
Ho comprato un paio di scarpe nuove
Fanno un po' male
Il Signore è buono e lento all'ira

Celebriamo un giorno santo
Quello dell'Epifania, così ricco di significati!
La regalità, la divinità, la morte di Cristo
Ed in più il suo essere Messia di tutti i popoli
Che bello accogliere il Signore
La luna stanca è accecata
Il coniglio d'oro acclama il viello, suo cugino
Un arcano è svelato per sempre
Nel Figlio vediamo il Padre
Alleluja!

Arancia malandrina
La neve mattutina di inebria di tristezza
Un albero di Natale a Central Park ti dona euforia

I morti camminano piano
Con il loro messaggio di pace
Voltiamo gli occhi al tramonto
Da dove provengono

La differenza tra uomo e donna
E' scritta nei tempi antichi
La donna è tratta dall'uomo ed è per sempre sua compagna
Triste e allegra, dipende
Intanto un paio di scarpe spaiate divorziano
E' il destino più crudele che esista
L'uomo resta senza la sua compagna e viceversa
I figli ne soffrono terribilmente
Ma il futuro di costruisce lo stesso sulla roccia
Con fatica e perseveranza
Un allodola canta il suo inno
Alla vita che nasce, all'amore che cresce

Un tulipano verde è la mia passione
E' la figlia di una vicina di casa
Non la desidero carnalmente, anzi la vorrei come figlia
Le comprerei un'auto nuova, se potessi
Ma posso!
Oh, come mi manca una progenie
Benedetta da Dio e pura
Come acqua di sorgente di montagna
Le trote nuotano nell'acqua
Un pescatore si attarda fino a sera
Sino a che coglie i frutti dell'attesa
Così è per i figli
Si attende che crescano e si spera siano felici
Come virgulti d'olivo
Nella valle di Elah

La trota furba ha trovato il suo cibo
Nuota nell'erba all'asciutto
Bruca i fili dell'erba perchè è vegetariana

Il clown nel seminterrato
Violenta un' anatra giovane
E' il dramma della pedofilia violenta
Interviene un vigile del fuoco che è padre di famiglia
Lo arresta assieme ai carabinieri
L'orrore emerge in un pomeriggio qualunque
Si fa strada l'inferno sulla terra
Un cane si agita
Ed è subito sollievo
L'anatra giovane è salva
Un maresciallo dei carabieneri la rincuora
Il pedofilo è arrestato
Chissà cosa pensa
All'orrore fatto, no di certo
Ma alle sue fantasie perverse
Di clown malato

L'anatra matta non sta in manicomio ma in un negozio di dolci
Si è separata dal marito
E' andata in Canada dove abita in Via dei Matti numero zero
In una casa ben arredata
Ha coltivato per anni la terra che sa di ingenuità e di miseria
Forse è morta: nessuno ha più avuto sue notizie
Nel frattempo un giornale canadese pubblica una notizia
L'anatra matta è diventata ricchissima cantando canzoni
Le canzoni non sono matte, ma un po' perverse
Inducono lussuria ed accidia
Così l'anatra matta viene in Italia
E dice che anche lei è amata da Dio
Può darsi che Dio la ami, ma certamente il suo pubblico molto di più

Il canestrello imbalsamato
E' un biscotto speciale
Che si prende nell'aurora boreale
E' allievo di un filosofo importante
Mescola miseria e nobiltà

La fune tesa
Un cavo d'acciaio
Un vetro antisfondamento
E' la nuova stazione di Torino: Porta Nuova

L'ambulanza sfreccia veloce
Cade in un'insalata di verdura fresca
Condita con sangue umano

Il mago di OZ
E' un mago Merlino sfortunato
Prega che tutti muoiano
Ma i maledetti resistono
Al suicidio e alla vergogna
Che tutti impariamo fin da piccoli
Io a 7 anni
Sono stato preso in giro alle Elementari
Così sono scappato in una Chiesa
Mi sono rifugiato sotto la veste di un Monsignore
E civilmente ho pianto
Madonna perdonami per la mia vanità

Salvataggio in mare
Una nave affonda
I naufraghi si aiutano l'un l'altro
E' nelle situazioni estreme che si vedono la solidarietà e l'eroismo
Una papera galleggia nell'acqua
Gioco di un bambino
Annoiato e stanco
Che è già sulla scialuppa di salvataggio
Qualcuno attraversa l'Ade
Lo aspetta San Pietro che trionfa sui morti
Ed è subito Paradiso

Un tiro di sghimbescio
La palla finisce in gol ugualmente
Il giocatore pensionato
Appende le scarpe al chiodo
Va in un bar e piange
Per un gol mancato

Il soldato fortunato
Non è morto in guerra
E' vero che non si deve temere la morte
Ma chi fa morire l'anima all'Inferno
Così dice il Signore
Tuttavia la vita è preziosa
Perciò il soldato ringrazia Dio di essere sopravvissuto
Torna a casa e incontra la morte sotto un'auto improvvisata ed imprudente
La sua anima va in Paradiso
Incontrando San Pietro, il soldato fortunato racconta la sua storia
E' l'ultimo di dodici figli
E' partito per la guerra volontario in cerca di fortuna
Ha incontrato un coniglietto nero che si è messo a sua disposizione
Ha lanciato un S.O.S. al Comando Generale che suona così:
"Sono il soldato fortunato numero eccetera, eccetera, qui è un caos totale, il nemico ci dà fiori anzichè pallottole, cibo anzichè granate"
Tornato alla base, il soldato fortunato viene da tutti festeggiato per la sua inventiva e promosso tenente
Morirà a casa, come detto, ma il suo ricordo rimane per sempre
Un fiore ed una lapide lo commemorano
Il fiore è un tulipano grigio e sulla lapide c'è scritto: "Questo è il soldato che al fronte si distinse in tenerezza ed amore tanto da ricevere non granate ma fiori e cibo"

L'Algoritmo veneto
Narra in Shakespeare
Di un ebreo avido ed ingannatore
Che nella realtà non è mai esistito
La storia ha delle finezze giuridiche non da poco
Il Mercante di Venezia è un'opera stupenda
Nel mondo cristiano la furbizia non funziona
Ma il protagonista potrebbe essere non ebreo
Perchè concentrarsi sui giudei?

Il cane-gatto è mezzo cane mezzo gatto
Saltella di qua, saltella di là
Non vuole prendere una decisione sulla sua identità

Uno zaino sulle spalle, una pelle da perdere
Il figlio dei fiori sale sulla moto
Un coniglio nel cappello perchè un po' è prestigiatore
Fa tre mestieri in una volta ma non gliene riesce nessuno
E prega una ragazza di baciarlo ma lei si rifiuta
Così si affida a Dio mentre la sua moto romba nel vento

Liberi fino a sentirsi male
Senza assumere alcuna droga
Senza alcun bisogno consumistico da soddisfare
Per pura Grazia sfidare l'innocenza perduta
Per riportare a casa quel che resta della propria gioventù

Meta d'inverno
Di un cacciatore pentito
Un falcone lo aiuta
Il tè delle cinque
Il ghiro addormentato ascolta l'aurora
Il cacciatore prende un preda poi beve un po' di tè
Ed al calore di un fuoco si riscalda in una capanna in quota
La neve arriva sino al tetto

Il desiderio d'amore che mi muove il cuore
Rulla su un tappeto persiano
Che non ha mai visto donna
Un'ulcera improvvisa
Mi sorprende di notte
Non vado in ospedale
Perchè è un'ulcera finta
Che mi sono inventato
Per non andare a scuola

L'anatroccolo triste
Non gioca più
Nel giardino d'infanzia
Fa un duro lavoro
Con un puzzle esistenziale
Che odora d'incenso
Per redimere gli anatroccoli neri
E guadagnarsi il pane quotidiano

Sguardi nell’ombra
La gente è spaventata
Lo vedi da come cammina incerta
Occhi nel buio del tramonto
Un masso rotola nell’erba
I miei occhi incrociano i tuoi
Ed è subito intesa
Perché siamo simili
Lo riconosco dall’odore della tua pelle
Donna orientale che eri sul bus

Guarda i libri che non significano più niente per lui
Lo sguardo perso nel vuoto
Uno spirito maligno lo pervade
Fragili orizzonti di vita si profilano
Quando la malattia arriva
Siamo tutti più deboli
Se ci deprezziamo
L’anatra gialla è sapiente
Lo può aiutare
E lui accetta questo aiuto
Ora tutto è diverso
Perché ha accettato il volto benevolo di chi si offre in soccorso
Ma il destino malvagio riserva altri scherzi
Che nessuno può evitare, purtroppo

Quasi un sorso di infinito
Quasi una speranza di vita
Nel binocolo vedo un delitto
A luci verdi
Da un certo angolo visuale
Non sono più duro del granito
Che insiste a picchiarmi
Cado come un boxeur
Rimbalzando sulle reti di protezione
Poi mi accascio a terra, stanco e pavido
Il ritmo del cuore mi tiene sveglio
So di vivere ma mi sento morto dentro
Devo farcela, per la fede che ho dentro
Ma il destino può essere crudele
Ora spero che il domani sia benigno
Mentre scrivo queste parole
Bagnate di sangue
Versato da un dio che non perdona

Cambio canale, faccio zapping
Una modella bellissima, una partita di calcio, uno zoom su animali in corsa
La televisione può essere fantastica
Proietto le mie ombre armate sullo schermo per non esserne divorato

Cemento armato nella mia anima
Per sigillare le idee perverse
Con un po’ di acqua santa
Mi godo il logos poetico
Che sa far male ma non lo sa

Idee che si spostano qua e là
Stanno in equilibrio su una fune circense
Amano cullarsi nell’illusione di irrealtà
Che dipinge scenari surreali
In un mondo tanto atteso ed insperato

Uccello del paradiso
Ci guardi un po’ strano
Sei insolente quanto necessario
Per scuotere il nostro torpore
Per suggerire pensieri contemporanei
A Saint Paul de Vence
Ho comprato una maglietta che ti raffigura

Chi si accontenta gode, dice il proverbio
E’ profondamente vero
L’uccello del malaugurio vuole convincerci del contrario
Ma il sale è sulla sua coda
Vox populi vox dei
Musica
dance suona alla radio
Dice di essere ribelle
Mi sembra abbastanza allineata
In una pentola bolle un pesce azzurro
Probabilmente è felice di essere mangiato
I problemi di domani sono nell’aria e in uno specchio deformante
Che ci rimanda alla saggezza dei nonni
Che vivendo insegnano e morendo lasciano una eredità perenne

Space vampires
Il Conte Dracula non era un vampiro
Ma un nobile sfortunato
Che faceva del gioco d’azzardo con le donne
I vampiri dello spazio esistono per d’avvero
Sono spiriti che si attaccano e non ti mollano più
La fantascienza mi ha sempre affascinato
Soprattutto Spazio 1999
Che appare un po’ datato visto che siamo nel 2009
Un sindaco coinvolto in uno scandalo non si dimette
I vampiri si attaccano a lui per punirlo
A tutto c’è un contrappasso
In Alien uno sprovveduto partorisce una creatura mostruosa che gli esce dalla pancia
Il mostro è cattivo
Alla fine viene espulso, con l’aiuto di un gatto
Non credo che sia un capolavoro ma certamente è un bel film

Il sole che ride sui nostri dispiaceri
Ha una falla al centro da cui perde raggi di acqua
Che innaffiano la terra e fanno crescere bellissimi fiori

La lince indaffarata non ha tempo per cacciare
Così va al supermercato
Compra cibo per gatti in quanto il mercato non distribuisce cibo per lince
Torna nella sua tana e mangia quanto comprato
Poi si fa un bagno nel lago da cui esce tutta bagnata, si strizza e torna nella tana
E’ un animale furbo perché guadagna facendosi fotografare dai fotoreporter che poi vendono i documentari alle televisioni occidentali
Così la Lince ha trovato un modo per vivere meno faticoso e più elegante
Un giorno la Lince incontra un gatto selvatico
I due fanno una chiacchierata ed il gatto selvatico, che viveva solo di caccia, si lascia convincere a farsi pagare anche lui dai fotoreporter ed a fare la spesa al supermercato
Così chiacchierando con un amico si possono fare esperienze utili che insegnano a vivere

Siamo umani, siamo poveri peccatori
Una cattedrale gotica ricorda il mistero di Dio
E’ una chiesa protestante in Norvegia
Entro e prego l’unico Dio
Si avvicina una ragazza e mi prega di farle una foto
Subito mi innamoro
Ci sposiamo in quella cattedrale ma solo per finta
Scatto la foto e non ci vediamo mai più
Che peccato perderla
Poi esco e faccio un giro nel prato, attorno alla Cattedrale
Penso com’è bello il mondo luterano, poi torno in Italia pieno di nostalgia per quei paesaggi
Vado in una chiesa cattolica e prego per i fratelli luterani
Indotti da un monaco anonimo ad abbandonare la Chiesa di Roma
Il mondo è bello perché è vario
Forse lo scisma fa parte di un disegno divino, forse è opera del diavolo, chi lo può sapere con esattezza?

6-1-2009


La cannuccia gialla succhia il nettare
Un miele candido la accompagna
Com’è triste il Natale con le api che muoiono di una male oscuro
Chiudo i battenti e fuggo alle Maldive
Dove non ci sono api ma un mare sperduto
E mi abbronzo ad un sole pallido
Una rappresaglia arriva al tramonto
Contro colui che tradisce
Si impicca per trenta denari

Un libro con le ali
Vola sulla cattedra della Professoressa
Narra di un castello fatato
Dove si consumano riti pagani
Entro nel libro e vado al castello
Lo cristianizzo con una semplice preghiera
Poi mi aggiro per le sue stanze
Un fauno fa capolino da una stanza
Suona un flauto che canta di una fata errante
Una dolce melodia che inonda l’aria
Com’è bello il castello!
Ci sono anche la bella e la bestia
Che ormai sono sposi
Quindi torno in classe e racconto a tutti la mia avventura
Ma nessuno ci crede

Una macchina corre fuori controllo dentro un labirinto

Ho un orologio interno
Che si piega al destino
Che rincorre l’avvenire
E’ un orologio di plastica
Verde e piccolo
Segna le ore con un battito del cuore

La sentinella del mattino scruta l'alba
Arrivano i Re Magi ma trovano la culla vuota
Il Signore è altrove, chissà dove
E' fuggito nel deserto o forse è nel Tempio
Ma poi si ricorda dei Re Magi, torna indietro e li trova assopiti
Li sveglia e si rivela loro così l'umanità è salva
Gesù è annunciato a tutti i popoli

Il deserto di miele
Pullula di api che incattivite attaccano gli uomini
Due congiugi si chiudono dentro un'auto e sperano di savarsi dallo sciame assassino
Poi Dio richiama le api al loro dovere di fare il miele nel deserto
Perchè i profeti devono nutrirsi
Così le api tornano all'alveare e gli uomini ritrovano la pace

Il nettare blu
E' un frutto maturo
Di un'ape strana
Che corrompe uomini e donne
Lavora per una strega
Alleata di un parente malvagio

Il Liocorno assassino
Sventola dalla bandiera inglese
Ha ucciso non si sa quante anime
Nel nome della Regina
I principi mi hanno aiutato
Nel momento della sofferenza
Perciò sono grato ai Reali di Inghilterra ed a quelli di Spagna, nonchè ai Savoia
Perchè mi hanno visto in difficoltà e sono intervenuti
Il Liocorno sorride
Non miete più vittime da tempo
Nei cattolici inglesi e negli irlandesi del nord
Che aspettano un alba di pace e di perdono

Il pesce virgola affonda nella sintassi moderna
Non fa correzioni automatiche
Ma s'inventa un algoritmo innocuo
Chiede un ossimoro pacato
Ed un si bemolle sul pianoforte
Allevi è un grande
Chiama il pianoforte per nome
Allontana ogni presunzione da sè
Peccato lo abbiano criticato
Mi sembra un buon cristiano
Il pesce virgola salta una frase
Si inabissa in una similitudine
Ed in altre figure retoriche
Che sarebbe troppo lungo raccontare

Buona epifania a tutti
Ai malati ed agli strozzini
Alle canaglie ed ai poveri
Alle massaie ed alle prostitute
Ma soprattutto buona epifania ai bambini
Quelli buoni e quelli cattivi
Perchè il Signore si è manifestato alle genti
Alleluia!

L'anello triste
Viene trovato da una principessa
Purtroppo lo indossa
E' un anello che porta povertà e sciagure
La principessa, infatti, comincia a sentirsi male
Ma non comprende che la causa è l'anello
Un giorno un mago le predice un destino glorioso, se solo si libera di quell'anello, così bello e prezioso
Lei lo toglie e lo getta in una grotta dove i topi lo prendono e ci giocano
Così finiscono le diavventure della principessa, che ritrova serenità e felicità

E adesso che sei così bella
Penso ai giorni persi senza di te
Amandoti per sbaglio nasce un bambino
Che non ho avuto
Rimpiango i giorni bellissimi passati insieme
Sento un calore nell'anima
Che sa di meraviglia infinita
Così mi trasporto in un eccesso di gioia
Ritrovandoti nei miei pensieri

La ricchezza è maledetta da Cristo
Quando è preferita ai beni celesti
Una pagliaccetto d'aceto
Si sparge sulla verdura
Dando un sapore acre al cibo
La spugna imbevuta è sulle labbra del Signore

Il percorso per eccellenza è la Via Crucis
Si dipana per una via di sofferenza eterna
La croce pesa come un fuscello
Tenuta dal Padre sulle spalle del Figlio
Che si offre liberamente ai suoi aguzzini
E' la più grande delle ingiustizie
E' la più grande delle opere pie

So come amarLo eppure mi sembra impresa ardua
Cenere cosparsa sul capo
Genuflessioni e preghiere
Non bastano alla Sua grandezza
Bisogna servirlo in fede ed in opere
Che tento di fare come un bambino ai primi passi

Il sonno d'oro
Di un bambino un po' perduto
Sogna mostri che lo assalgono, ladri che lo derubano
Della sua dignità, uguaglianza ed innocenza
E' il destino di tanti bambini sudamericani
Privati di ogni diritto elementare
Dio dov'è? E' dentro ciascuno di loro

Sono così felice del bene che mi vogliono alcuni parenti
Non è una melassa di falsi sentimenti
Ma amore autentico
Che Dio li ricompensi nei Cieli!

Scorre un fiume di sangue
Il pesce pilota conduce lo squalo
Alla preda
Non si ciba di esseri umani se non raramente
Sulle acque aleggia lo Spirito
Benedice tutte le creature del Signore tranne il serpente
Che è maledetto nella Genesi

Un singulto, uno sbadiglio
Ed il malvagio stramazza a terra
Come Golia

La montagna partorisce tre topolini
Uno va a sciare, uno non la smette di mangiare, il terzo prega Dio
Sono le tre nostre anime che, in modi diversi, cercano il Creatore

Le mie certezze cadono come un ombra svanisce al sole
Eppure ho molto sperato
La menzogna antica non ha però prevalso
Nelle tenebre dell’antichità
Una luce nuova si irradia
Luce di Cristo

La nebbia si fa più fitta che mai
All’ombra della filosofia
Tutto emerge nel dubbio
Su chi siamo e da dove veniamo
Il pensiero si connette a verità superiori
Di cui ha sete la mia anima

Un rinfresco all’aperto per uno sposalizio
Acqua fresca e champagne
La sposa fa finta di essere allegra
Lo sposo è invece molto convinto
Non sa che lei aspetta un figlio
Ma l’età non è più quella d’oro dei quindici anni
Un sigaro fuma sul tavolo
L’infinito scende a dare la sua approvazione
Per il rito nuziale
Un’auto di scorta lascia sul terreno una scia di scintille
Gli invitati sono pupazzi di cenere
Allattati dalla Lupa di Roma
Come Romolo e Remo
Il prete ha celebrato una cerimonia metafisica
Come un quadro di De Chirico
Una statua in una piazza celebra un personaggio famoso
Ma gli sposi non ci pensano
Ed è subito domani

Non sei più felice di quando avevi dodici anni, anzi
Sei più infelice
A dodici anni non ti mancava niente
I giocattoli, una ragazzina che ti piaceva
E l’infanzia abbandonata di un inseguimento
Con il bullo del quartiere che ti sfida ma ti sfida poi a che cosa?
A fare a pugni ed a fischiare
Preferisci fischiare, così dici
A pugni te le sei sempre prese
Così ti innamori di qualcosa di meglio
Ma è un inganno ben studiato
Così rifletti sull’ombra dell’Onnipotente
Che un po’ è persa nella gelosia per tua madre
Un nuovo arrivato sarà il futuro marito (civile) di tua madre
Scoppierà amore misto ad antipatia che si smorza con gli anni
E tu calpesti l’erba di Cambridge senza sapere che ti aspetta un vagone letto
Non con l’onorevole Trombetta
Ma con una fastidiosa compagna che ti maledice per averla lasciata
Così gli anni passano e pensi a Rizzoli, ah se ti degnasse di un po’ di attenzione
Nel frattempo un uovo si schiude e ne esce fuori un dinosauro piccolo ma feroce
Con cui tu giochi, lui ti morde e tu perdi il senno
Che ancora non hai ritrovato
Per fortuna Qualcuno ha pietà di te, ti conduce in una chiesa e ti detta un testamento
Per l’eredità di una terra che non è di questo mondo
Questo per tanto, il resto si vedrà

Quel che resta del giorno
E’ come una sigaretta che si spegne in una pozza d’acqua

La piazza d’inverno, un’ombra inquietante di un assassino che ha appena visto la sua preda: una studentessa carina di nome Albachiara
L’assassino studia la sua innocenza per ucciderla
Le canta una canzone falsa per adescarla poi la pugnala
Lei perde sangue e grida ai passanti che indifferenti proseguono come mosche inermi
Pronte al macello anche loro con il prossimo assassino che passa
Un ponte ospita una gara di canottaggio tra Oxford e Cambridge
Una barca sfila più veloce delle altre
Il sangue di Albachiara cola dal ponte e macchia la divisa di un canottiere che grida inorridito
La barca si rovescia ed i canottiere cadono in acqua
Il rumore del vento soffia su di loro mentre un motoscafo li porta in salvo
Albachiara esala l’ultimo respiro non senza aver fatto il nome del suo assassino che verrà riconosciuto ma mai arrestato
Il suo nome è scritto nel tempo che non passa e non ucciderà più nessuno
Tranne qualche mosca inerme posatasi sul formaggio

Resto in te, anima mia
Non fuggire da me per andare sulla luna
Dove non saprei più trovarti

La banalità trionfa nei testi delle canzoni
Un grillo blu ripete una solfa nauseante
Eppure la televisione passa tutto questo
Come se niente fosse
Meraviglioso è un concetto ambiguo
Me la prendo con un cantante e con il suo autore
Che non vedono la miseria della musica
Di certa musica leggera ed anche classica
Preferisco l’insalata come dice Battiato
A certa musica moderna

Toni ridondanti
Musica inerme
Un ombra che si posa lenta sotto gli occhi del sole
E di due teneri amanti che aspettano l’alba

Laureati su una spider
Arroganza nascosta
Di studi mal fatti
Il sole disturba riflettendosi sul parabrezza
La spider è lanciata a velocità pazza
L’autoradio suona “Volare” di Modugno
Poi una curva sbagliata e vola giù dal costone, finendo sugli scogli
Nessuno si salva
Al funerale c’è una musica diversa
Triste e votiva
Che ricorda tre giovani laureati
Che sono morti per imperizia e negligenza
Come dicono i giuristi

C’è una strada nel bosco
Il suo nome è segreto e non vi nasce l’amore
Ma un pianto degli alberi
Che camminano verso un castello
Gli alberi sono umani trasformati da una maga cattiva
Perché come la Maga Circe trasformava in porci
Così questa maga, di nome Olga, trasforma gli uomini in alberi
L’ombra degli alberi non c’è, come la luna nuova è invisibile
Gli alberi si fermano di fronte al castello e pregano di tornare uomini
Nel castello abita la Maga Olga che si diverte nel vederli soffrire
Non piange mai la maga, ma ride del destino avverso altrui
Ha una figlia che non ha trovato marito
Che è molto buona ed ha pietà degli alberi-uomini
La figlia prende la madre Olga e la getta da una torre
Ma la Maga si trasforma in corvo e vola via
Nessuna l’ha più vista, non è tornata mai più al castello
Forse per il troppo dolore
Gli alberi se ne tornano nella foresta mentre la figlia di Olga incontra un giorno un cavaliere e si sposa
Lui parte per la guerra ma una palla di cannone lo spezza in due
Le due metà sono entrambe buone perché il cavaliere era quasi un santo
La figlia di Olga lo ricuce in uno e lo fa tornare uomo intero
Nel frattempo il cavaliere, tornato intero incontra un mago buono detto l’Alchimista
L’Alchimista sente la storia triste degli uomini-albero che soffrono giorno e notte e studia come farli tornare uomini
Alla fine ci riesce e gli alberi tornati uomini ringraziano in eterno il loro dio (che è un dio pagano longobardo) di essere tornati umani
Il mago Alchimista si fa pagare una lauta somma per i suoi servizi e diviene ricchissimo
Ecco come di diviene ricchi in modo onesto
Nel frattempo il cavaliere e la figlia di Olga, finita la guerra, tornano nel castello dove vivono felici e contenti per un certo tempo, finche torna la maga cattiva, Olga
Olga e l’Alchimista si sfidano nella sfida finale tra il male ed il bene
Appare un cavaliere Jedi, uscito da Spazio 1999 (non da Star Wars, perché i Cavaliere Jedi vivono in tutti i film di fantascienza con poche eccezioni) e trancia la testa ad Olga prima che l’Alchimista possa intervenire
Così Olga si trasforma in un drago senza testa che cerca di uccidere sia l’Alchimista sia il cavaliere Jedi
Ma il bene vince perché l’Alchimista, trasformatosi in elefante, prende con la proboscide il drago senza testa che finisce in una fornace ardente, simile a quella di Alien
Così finisce la storia triste-allegra degli alberi uomini

Vorrei esaudire tutti i sogni di mia madre: vedermi ricco e sano di mente
Vorrei anche esaurire i sogni di Dio, che non conosco ma che immagino
Ma l’erba voglio non cresce neppure nel giardino del Re
Per cui mi rassegno ad essere quello che sono con un pizzico di santità appresa in chiesa e molta cattiveria
Amo la cattiveria perché mi sembra farmi sentire più forte, ma è una illusione come la storia dell’uomo in grigio dimostra
L’uomo in grigio è la storia di un poveraccio che ad una festa di uomini abbienti incontra un finto diavolo che gli promette ricchezza
Arrivano il gatto e la volpe e uccidono il finto diavolo, prendendo le sue veci
Il poveraccio non si fida del gatto e della volpe e tende loro un tranello in cui i due cadono come fessi
Ma poi si vendicano ed il poveraccio, pur mantenendo la sua ombra, diventa zoppo
Così finisce la storia del sottoscritto che un po’ è zoppo ed un po’ malato di mente
Ma c’è un’aggiunta
Il sottoscritto scrive al gatto ed alla volpe e chiede scusa per il tranello crudele, così tutti vissero rappacificati e contenti

L’amore per la madre ha qualcosa di divino perché imita l’amore del Cristo per la Vergine Santa

Faccio un calcolo e vado sulla luna
Misuro bene la distanza tra la terra ed il cielo
E’ 12 chilometri lineari
Prendo un’astronave di panna montata
Assaggio un po’ di panna poi parto
Incontro una bella presentatrice che trasmette, appunto, dalla luna
Chiedo la sua mano ma lei rifiuta
Torno triste sulla terra e vivo da eremita, come prevedeva un oroscopo
Poi torno in città e vado in discoteca
Ballo tutta la notte e saluto la luna che mi ha conosciuto per un giorno solo

Non sei mica fesso, magari fossi fesso
Sei un orologio storto che segna ore giuste
Sei come canapa indiana che si sfilaccia
Sei un vero amico ma un po’ tradisci
Ti amo lo stesso, caro Enrico

Il pavido imbroglio esce da una cena a quattro
Da una partita a poker
Mi deruba della mia consolazione

Pillole di eternità, medicine che agiscono sulla psiche
Ormoni in subbuglio
Una siringa che inietta un veleno benefico
Sul tavolo della cucina, una cipolla tritata mi fa piangere lacrime finte
Come le tue unghie
Un ombrello aperto quando non piove
Dicono porti sfortuna
Un jet sfreccia nel cielo
Un magnaccia accompagna una prostituta
E l’eterno sogno diventa vero
Di credere che anche una prostituta può redimersi
Come credeva don Benzi
Che andava di notte ad inseguire il suo sogno
Di trasformarsi in eroe di Grazia
Di vivere un cristianesimo della carità praticata
Anche il Papa ci crede

E con il Vaticano appoggia Don Benzi

Siamo imprigionati in ciò che siamo
Come la farfalla prima di nascere
Viviamo un destino non nostro
Perché qualcuno ci pilota dall’esterno
Il pirata conosce il suo destino di rapina e di morte
La bandiera parla da sola
Il mio destino è scritto nel vento della mia volontà
Ma il mio essere è preconosciuto da Dio

L’amicizia nel fango
Rotola nell’inutile
Di un rapporto già spento
La musica triste l’accompagna
Un nanerottolo al circo
Parla di te, di come sei falso e debole
Una cena saltata
Per un difetto di carattere comune
Le luci nella strada non mi parlano più di te
Caro amico perduto

Se questo è amore non lo voglio
La canzone che canti non è la mia
Un motto antico mi ricorda chi sei
La mia fragilità è sufficiente per cedere
Di fronte all’altrui perfidia
Così penso ad un'altra che mi darà un amore più sincero
Di quello che tu offri a buon mercato
Dal profondo della mia anima grido ad un dio incerto
Nei suoi passi verso di me
Perché l’eternità può attendere
Se tu mi ami veramente
Ti ho scoperta in una prigione e non ti lascio più

Faccio tre passi indietro e quattro in avanti
Sette passi in tutto
Nel destino infelice e perenne che mi attende
Ora un orologio suona le dodici
La roccia è sotto i miei piedi ma non ho costruito
Ho pianto molto, ma non ho raccolto, piuttosto ho mancato di riconoscere il Dio che mi veniva incontro, che si faceva trovare
Faccio tre passi in avanti per scoprire se è tutto vero quel che dice il grande libro dei maghi che segue Harry Potter
Salgo nella macchina del tempo e scopro creature preistoriche
La tigre con i denti a sciabola
I primitivi che vivono sulla parete
Resto imprigionato in un tempo futuro
Che mi parla dei miei discendenti
Ritorno nel presente e scopro che è il tempo che preferisco
Vado incontro ad un Dio che mi viene incontro
Accetto la mia vocazione e mi sento rinascere
Faccio due passi in avanti
Verso un monastero metropolitano
Una musica triste suona note stonate
Nella mia anima risuona un richiamo di morte e di guerra
Perché ora devo partire, per non tornare mai più

Con rammarico rassegno le mie dimissioni da supereroe
Come ho già rassegnato quelle da gladiatore
Per diventare un semplice uomo nella giungla della vita
Che solo gli stupidi e gli sciocchi non sanno vedere
Per quanto mi riguarda, sono stato stupido ma non sciocco
Perciò ho qualcosa da recriminare ma non molto

Il Signore si offre come pastore
Pochi lo accettano
Chi per vanagloria, chi per ateismo, chi per superficialità
Anche i laici a volte protestano contro la Chiesa, non solo gli eretici
Laici ed eretici sono dunque accomunati da una protesta comune ma diversa nella forma e nel contenuto
I laici protestano per le ingerenze della Chiesa nella vita dello Stato
Gli eretici contestano alla Chiesa il ruolo di successore di Pietro
Ho poco da offrire a tutte queste categorie, un po’ sono stato eretico quando mi affascinava il calvinismo
Poi sono rientrato nel gregge cattolico e non mi sono più mosso

Qualcuno si fa beffe dell’altrui innocenza
E’ un’abitudine diffusa e sbagliata
Non voglio essere considerato un moralista d’accatto
Ma elemosino un po’ di compassione da parte dei lupi
Che vanno in giro cercando chi ingannare

Era sbagliato eppure lo volevo
Era perverso eppure l’ho fatto
Piango lacrime di coccodrillo
L’albero sotto casa non piange ma ride di me

La papera rosa fa la sua lotta
Vive negli abissi di un oceano di indifferenza
Manca di rispetto intenzionalmente
E’ una sfortunata pellegrina del dolore
La compiango e la combatto
Non per ossessione nevrotica
Ma per una questione ideale di libertà

7-1-2009

Il soldatino di piombo entra nel Presepe
Qualcuno gli dice: “Tu non c’entri nulla”
Lui risponde: “Sono un povero soldatino perduto nella nevicata invernale, ho visto un gruppo di persone riunite e ho pensato di curiosare”
Allora la Madonna, che ha sentito il dialogo dice: “Vieni qua soldatino, è nato un bambino!”
Il soldatino di piombo si avvicina e accarezza Gesù Bambino poi riparte e non se ne è saputo più nulla
Così il caso prepara grandi incontri, ed il soldatino di piombo ebbe la fortuna insperata di conoscere Gesù senza sapere chi fosse

Il canyon solitario è tana di coyote che ululano a più non posso
Un coyote è nero, gli altri marroni
Il coyote nero ha in bocca uno scoiattolo che dice: “Perché mi vuoi mangiare, sono un povero scoiattolo che non ti ha fatto nulla di male!”
Ma il coyote lo ingoia in un sol boccone
Pensieri perduti del povero scoiattolo che pensava già al matrimonio con una scoiattolina
Ma il caso a volte previene i nostri progetti in modo tragico e umile
Così è per lo scoiattolino sfortunato che è stato ingoiato
Passano gli anni ed il coyote nero muore: si presenta davanti al dio dei coyote che lo manda nel paradiso dei coyote
Lì nel paradiso c’è una musica sublime e tutti in coro lodano il dio dei coyote che è un grande coyote intento a mangiare uno scoiattolo
Ognuno deve seguire la sua natura pena la morte per fame

Il musicista impazzito suona musica di Mozart
Un concerto per violino ed orchestra bellissimo
Una nave naviga al ritmo della musica nella sua mente
Il comandante è un pupazzo di legno che non parla
La nave affonda nei pensieri del musicista
Una pena infinita per quella follia mi prende
Perché la follia è triste e solitaria

L’abitudine degli altri la mattina
Un caffelatte appena sotto il bollore
Scruto il prossimo con fiducia e un po’ di paura
Trallallero, trallalà canticchio
In faccia a Dio che forse non mi sopporta più
Ma so che mi ama
Perché me l’ha detto nel sonno un angelo impertinente
Fidarsi? Perché no

C’è uno stop lo rispetto: crash, boom, uno mi tampona
Che brutta esperienza un incidente stradale!
Una grande bolla blu ho nella testa
Una fitta al collo
Il pronto soccorso è sguarnito
Angeli in camice bianco sono infermiere che mi soccorrono
Non so nulla del tipo che mi ha tamponato, spero non si sia fatto nulla
Aspetto che un medico mi visiti, nel frattempo noto un’infermiera proprio graziosa
Le chiedo come si chiama ma mi risponde che è incinta e sta per sposarsi
Che peccato!
Sono in cerca della donna della mia vita da trent’anni e ancora non l’ho trovata
Ora non spero più nulla, se non di portare a casa la pelle!

Uno studio dimostra che la donna è più intelligente dell’uomo nonché più pacifica
Ne dubito sinceramente ma la scienza deve fare il suo lavoro
Ho conosciuto donne intelligentissime nella mia vita, più di me
Non è un campione statistico ma significherà pur qualcosa

Lo scoiattolo arrabbiato dà un calcio all’infinito
Ne riceve in cambio una carezza divina

Meravigliosa creatura è un concetto effimero che sa di plastica
Arrotolata nel vento di gennaio
Messa in forno e ben cotta
Come un deserto Africano cuoce al sole
Sfornata, mangiata e mal digerita

Il danno fatale subito a 23 anni
Ce l’ho ancora dentro
Deriva da studi errati da me condotti
Una tromba suona il mio funerale
Sono morto eppure cammino

E’ molto più facile fare un solitario
Che giocare a carte
Nella mia adolescenza
Amavo una donna
Che poi si è sposata con un altro
Che tristezza!
Il barattolo di ferro contiene una magia
Se la prendi ti innamori
Della prima donna che passa
Io non mi azzardo a farlo
Mieto le mie vittime con indifferenza
Dio mi castiga e porto ancora sulla fronte il segno del castigo
Come Caino
Gesù toglimi questo segno infame
Che ho ricevuto per egoismo e cattiveria
Ho bevuto il calice dell’amore
Ne sono rimasto stregato
Non amore divino ma amore perduto e triste
Per un dio minore
Per il paganesimo lombardo
Che si è vendicato impoverendomi
Ora mi affido a Colei che tutto può dare
Perché l’inverno della vita
Non divenga una glaciazione
Dentro cui viaggiano anime solitarie
Perdute nel vento e nella neve

L’uomo che rifiuta i legami d’amore
E’ destinato a perdersi
E’ la bella trama di un film americano
Into the Wild
Il giovane perso rimane come sospeso
Di fronte all’amore altrui
Non sa comunicare né relazionarsi
Un Dio buono cerca di salvarlo, lui accetta ma poi si pente
Vuole essere indipendente da tutto e da tutti
Così muore di fame e di veleno nella foresta
Abbandonato da Dio e dagli uomini
Prendo le mie medicine e penso
Che farò la stessa fine un giorno
Perché ho commesso un errore simile
Ma non uguale
Ho disprezzato l’amore altrui
Non quello di Dio ma quello del prossimo
Mi addormento sognando il perdono divino
E mi risveglio con una colazione abbondante
Segno che sono ancora vivo
Ma per quanto?

Risalgo la china
Dell’esistenza infernale
Che ho meritato per i miei peccati
Un girasole di montagna mi saluta
Rendo il saluto con tristezza
Faccio una bella sciata poi mi addormento nella neve
Per non svegliarmi mai più
E’ il mio sogno di suicidio di qualche anno fa

Di fronte alle ingiustizia, la soluzione non è la morte del malvagio
Caino non fu ucciso da Dio
La soluzione è Cristo Signore
Che sconfigge i malvagi al posto nostro
Ma una tregua è necessaria
Anche col malvagio
Finché non capisci che il malvagio non sta ai patti
Ed allora ti appelli a un Dio superiore
Perché ti sottragga dalle sua fauci
Accendo un cero alla Madonna
Mi rifugio in una chiesa e benedico i miei nemici
Che forse così cattivi non sono

Ho corso un grave pericolo
Con i soldi in borsa
Per fortuna il dollaro è salito qualche anno fa
E ne sono uscito in guadagno
Come un coniglietto furbo
Che salta fuori dal cappello al momento giusto
Sono uscito dalla borsa ai massimi
Ma ho fatto perdere soldi a mia madre
La malattia mi possedeva
Non sapevo quello che facevo
Ora ho un curatore ebreo
Che Dio lo benedica!

Il pifferaio d’oro
Suona un piffero comune e verde
Che incanta tapiri e formichieri
Il formichiere non mangia più le formiche ed il tapiro non dorme più
Il piffero cambia la vita a tutti
Un giorno il piffero smette di suonare
Il pifferaio d’oro è morto
Al funerale suona un orchestra country
Che inganna il silenzio in modo armonioso
Il silenzio è d’oro ma non a questo funerale
Il Parroco dice un’omelia toccante
Dice del pifferaio d’oro meraviglie
Scritte nella pietra per sempre
Il pifferaio era un eroe del cambiamento
Ha fatto due rivoluzioni
Una con Garibaldi
E’ sbarcato in Sicilia
Dove ha trovato una lavandaia bellissima e l’ha sposata
Un turbine l’ha rapita nel vento ed il pifferaio era rimasto vedovo
Una lapida la ricorda e dice: “Qui giace la moglie del pifferaio d’oro, che era una umile lavandaia ma un’ottima madre e una moglie esemplare. La sua frase preferita era ‘Meglio lavare i panni che portarli con disonore’”
Garibaldi ricorda il pifferaio d’oro ai suoi soldati come esempio di abnegazione e vita eroica
Questa è la storia del pifferaio d’oro che incantava gli animali ed era esaltato dagli uomini

8-1-2009

Sepolcri imbiancati
Fiori nel cimitero
Una lapide sfregiata con una svastica
Lo Yad Vashem soffre ed urla
Per il sacrificio di anime

Fiore nel deserto
Presso un'oasi
Prega incessantemente
Nell'Apocalisse di San Giovanni
Che vengano gli angeli
A devastare la terra
Che torni il Signore
Speranza per l'umanità

Un vento caldo scende sulla città
Porta una sabbia fastidiosa che penetra le narici
Riempie ogni angolo ed ogni quartiere, ogni vicolo ed ogni terrazza
La sabbia cresce di centimetro in centimetro e la città diviene una spiaggia
Scendono degli alieni sulla città e promettono di liberarla dalla sabbia
In cambio vogliono governare il mondo
Un saggio siciliano trova una soluzione
Gli alieni possono governare il mondo ma solo a condizione che se ne vadano dopo un mese
Tutti approvano e la proposta viene accolta
Trascorso un mese gli alieni non se ne vanno e scoppia una guerra tra gli alieni e gli umani
La guerra viene vinta dagli alieni che conquistano tutto il mondo
Gli umani vengono condizionati con un microchip infilato sotto pelle che dice loro di consumare ed ubbidire alle autorità aliene
Così finisce la storia triste dell'umanità sottomessa

Pentra nel silenzio un lampo grigio
Il nemico ha vinto
Gli eroi sono caduti
Usciti dal cavallo e morti
Troia è presa
Elena è scappata chissà dove
La guerra è finita
Il lampo grigio riappare a Roma
Come un falco pellegrino
L'aquila imperiale trema
Ondate di barbari sono alle porte
Il fato si compie per la città eterna
Bruciata da Nerone
I cristiani perseguitati
Il lampo grigio veglia su di loro
Ma è troppo tardi

La mistica galattica
Richiama l'idea di astronavi e pentimenti
Ridonda di effetti speciali
Visti in Blade Runner

Il re di Israele
Va in visita in Italia
Qui viene ucciso da un turco
Al funerale parla la Meir
Era un uomo corretto ed intelligente dice Golda
Poi la salma viene traslata a Gerusalemme
Dopo tre giorni la salma sparisce
Qualcuno pensa sia resuscitato
Il mistero non si dipana
Ingaggiano Sherlock Holmes che indaga
Scopre che qualcuno ha visto il morto a Manhattan mentre girava un film con Woody Allen
Evidentemente si è fatto una nuova vita alla faccia del beoti che ridevano di lui

Il mostro che cammina
E' un bravo mostro
Ama le donne ed i bambini
Si chiama Frankenstein
E' uscito da un film horror
Si aggira per i vicoli di Genova
Ha fatto la carriera unviversitaria
Ed ora insegna alla Sapienza
Ha un Master preso ad Harvard
L'assurdo è la materia di insegnamento
Tutti gli studenti lo ammirano per la sua scienza diremmo innata
Così il mostro un giorno muore
Nessuno lo può dimenticare
Perchè ha insegnato agli uomini l'umanità, proprio lui che era un mostro

Il marciapiede rotolante
E' un concetto astratto che sta ad indicare un Testimone di Geova che ti insulta dandoti del ladro ipocrita (a chi scrive è capitato)
Il marciapiede inghiotte l'individuo che sparisce nell'asfalto
Dio se lo è ripreso e lo conduce in Paradiso perchè ha predicato il Cristo
Certo ha un po' insultato ma tutto si perdona

Il fantasma nella nebbia si abbraccia ad un lampione
Da un balcone gli rovesciano sulla testa del vino misto ad acqua
Lui esclama: "Chi mi benedice dal balcone?!"
Nessuno gli risponde Ulisse

Un cesto pieno di pesche
Offro a te che sei la mia anima
In un bel quadro esposto al Museo d'Arte Moderna di Torino
Il pappagallo di Pinot Gallizio mi sorride

Un fiume di sterline inglesi
Si rovescia nel Tamigi
Da una carrozza che trasportava valori
La gente si tuffa per raccoglierle
Arriva un pescecane e divora chi si è buttato
La polizia accorre ma non c'è più niente da fare
Cento persone sono morte
Un pescatore commenta beffardo la scena
Ed io mi riposo su un taxi nero prima di prendere l'aereo

Attenzione,
Il lupo sta arrivando
E un anno se ne va
Cappuccetto rosso è una donna lussuriosa
Il lupo non la desidera né vuole mangiarla
A un certo punto il lupo stramazza a terra
Cappuccetto rosso l’ha colpito con un’ascia
Il lupo viene sepolto nel cimitero dei lupi
Cappuccetto rosso ha un amante segreto cui rivela il delitto
L’amante le consiglia di confessarsi per l’uccisione del lupo e per la lussuria
Cappuccetto rosso si confessa poi sente la vocazione per farsi monaca
Entra quindi in un monastero tre anni dopo
E vive il resto dei suoi giorni una vita santa e limpida

Lo spaventapasseri spaventato da un grosso corvo
Fa due passi avanti ed uno indietro
Poi stramazza al suolo
Crash! Si sente
Steso nell’erba comincia a pensare
Come sarebbe bello essere umano
E non provare un dolore così fitto
Poi il grosso corvo comincia a beccarlo
Lo spaventapasseri perde i pezzi
Prima una mano poi l’intero braccio e così via fin che sparisce del tutto
Il grosso corvo vola via
Così finisce il triste destino dello spaventapasseri spaventato

Stai vicino a me, per troppo tempo siamo stati lontani
Divisi da persone cattive e da un destino avverso
All’ombra di un platano, ci stringiamo forte
Le ombre del passato sono andate, sparite per sempre

Eppure siamo degni di ricevere ogni beneficio
Da Colui che ci ha mandati su questa terra
Ricolmandola di ogni bene
Ma tradir non si può la fiducia antica
Che ci cosparse l’anima
Di un profumo perenne d’ansia d’amore
Il tempo scorre e non si arresta
Siamo pellegrini in un oceano di carta
Siamo naufraghi in terra straniera
Fino al ricongiungimento con Colui che ci ha mandati

Entro in Oriente nella mistica orientale
Un drago rosso mi accoglie
Ma è solo una festa
Non è un simbolo malvagio in questo contesto
Un cardinale importante è il mio idolo in Cina
Un vescovo giapponese è da me sommamente ammirato e stimato
In Oriente ci sono tante anime giuste
Che sperano in un oblio della sofferenza
In un labirinto strano
Dove fu commesso un finto crimine
Che ancora raggela
Le anime perse in battaglia
I soldati caduti nella neve o nella nebbia
Ed io povero tapino, mi illumino di una miseria antica
Quella dei miei avi
Che non hanno mai combattuto
Ma sono morti senza conoscere la luce
Che illumina ogni uomo

Manca parecchio
Manca tempo
Per fare ciò che si dovrebbe fare
Lavorare onestamente tutta una vita
Scrivere poesie, amare una donna, fare dei figli
Smarriti in questo sentiero perduto nel bosco
Imploriamo la Vergine Madre
Di soccorrerci in qualche modo
Nostra speranza
Nostra devozione
Ancora una volta abbiamo bisogno di Lei

Il cunicolo sotterraneo dove è morto Pietro Micca
Mi ricorda un male oscuro, male di eroe
Che non lascia vivere e conduce alla morte

La barca va in qualche modo
Un debito enorme la schiaccia
Lasciato alle generazioni future
I bambini di oggi
Una strega cattiva ha maledetto l’Italia
Gesù sta a guardare benevolo il Bel Paese
Il Vaticano gioca una partita a scacchi
Con la morte del Paese
Per vedere se può salvarlo
Qualcuno la chiama un’ingerenza indebita
E’ una lotta per la vita o per la morte
Che qualcuno auspica

Non voglio mai più un’avventura brutta come quella che ho vissuto
Con un uomo sfortunato eppure benedetto dal destino
Ma maledetto dalla vita
Non c’è contraddizione
Sulle mie piaghe ripiega il mio spirito
Ad altro anela la mia anima
E un giorno raggiungerò la pace interiore
Che solo Dio può donare

La rugiada di mattina
Sulla tavolozza di un grande maestro
Dipinge motivi surreali e metafisici
Mentre lo guardo lavorare
Una modella nuda posa per lui
Nella bellezza del corpo femminile
Si rispecchia l’universo

Poesia inaspettata d’inverno
Parla di noi due
Persi nell’infinito cielo
In un mondo assassino e disperato
Che qualcuno chiama una valle di lacrime
Siamo soli e fra poco uno di noi due morirà
Come farà l’altro a sopravvivere senza il suo amato?

L’alloggio matto
Non ha anima né cucina
Non vi passa l’acqua né la corrente elettrica
E’ una capanna in Africa abitata da uno stregone un po’ perverso
Che fa malefici a distanza
Contro i cristiani d’Europa
Un pulcino giallo lo rimprovera dei malefici
Ma lui risponde: “Vattene, maledetto”
E’ proprio cattivo
I bambini hanno paura di lui
Un giorno lo stregone muore
La sua anima nera copre tutta la valle
E un fetore insopportabile si spande
Ma viene la pioggia che porta via il suo ricordo
Tutti nel villaggio tornano a sorridere
E la felicità torna in Europa dove lo stregone ha fatto molti danni

L’erba malvagia di Sicilia
E’ giunta al nord
Un cherubino la maledice
Assieme a tutti gli angeli
Nel Giorno del Signore verrà estirpata
Ma nel frattempo cresce e si moltiplica
Un turbine di vento
Una pioggia scrosciante non bastano
A levarcela di torno
Neppure i servizi segreti
Non ci riuscì neanche Mussolini
E ora che ne avverto la presenza
Mi commuovo di indignazione
Ma non serve a nulla
Il potere logora chi ce l’ha e chi lo desidera
Confida in Dio non nei potenti
Così dice il Signore

Nella vita bisogna sempre trovare una soluzione all’interno di ciò che è ragionevole, possibile, probabile
Evitando gli eccessi
Sperando sempre in Dio
Senza esagerare nelle pretese
Il cuculo rosa guarda i matti
E pensa che forse hanno trasgredito questi precetti
Ma tutti abbiamo una colpa, perché incolpare i matti in particolare?

Il sentiero nel bosco, quello di destra e scosceso
Arriva a una meta
E’ una macchina azzurra parcheggiata nel blu

L’albero corazzato non sopportava che gli uccelli si posassero su di lui
Volava limpido nel cielo un usignolo
Che si posa sulla punta della corazza
L’albero inizia a mugugnare
Ma l’uccellino risponde “E’ la natura, baby”

Il treno importante si dava un sacco di arie: ciuff, ciuff suonava
Tutti doveva scostarsi al suo passaggio, se no guai!
Un giorno il treno importante incontra un treno più importante di lui: un treno transnazionale con le cuccette
Sentendosi umiliato, il treno importante non saluta quello transnazionale
“Che fai, gli dice quello, non saluti?”
Un coccodrillo sul margine della strada commenta: “Meglio un treno umile che uno importante”
Allora, il treno transnazionale fa uno sberleffo al treno importante che fugge via risentito
Il macchinista suona ciuff, ciuff, bang, bang, bong, bing ed il treno transnazionale va via senza lasciare traccia né ricordo di sé
Tutto tormentato e triste, il treno importante entra in una galleria, da cui non uscirà più
Morale della favola: chi troppo pretende da sé stesso, prima o poi rapidamente cade

Il cantante fortunato strimpella la chitarra allegramente
E’ un cantante di piano bar
Guadagna bene e si diverte
Lo guardo suonare con angoscia mista a tristezza
Perché lo vedo troppo allegro per essere autentico
Un giorno beve un po’ troppo e dà in escandescenze
Lo calmano con una doccia calda
Il cantante canta anche sotto la doccia
Poi lo portano in guardiola per disturbo alla quiete pubblica
Da quel giorno inizia a drogarsi e non la smetterà mai più
Ho raccontato questa storia perché a volte la vita, imprevedibilmente, prende brutte pieghe

Il canarino suonato
Ha preso un po’ di pugni
Li mette in tasca facendo finta di niente
E vola nel cielo blu

Ho trovato il rimedio ad un male antico
Consiste, tale rimedio, nel rimanere sempre concentrato su ciò che fai
Il male antico è la disattenzione che conduce al vizio
Per esempio, se smetti di lavorare, arriva l’ozio che – dicono – è il padre di tutti i vizi
Io coltivo la poesia in modo semplice e raro
Non che le mie poesie valgano molto, ma allontanano l’ozio ed in questo senso sono una virtù

Gestisco il mio tempo come posso, quando posso e dove posso
Sempre con un aiuto che non manca mai dall’alto
Perché senza di Lui non possiamo fare nulla, così dice il Signore
La formichina allegra sfotteva la cicala
Non è una favola moralista ma un po’ bigotta che poi è la stessa cosa
Comunque la cicala si prende una bella rivincita quando muore
Perché ha lavorato un solo giorno alla vigna di Dio
La formica ha lavorato tutta una vita come Marta
Ma la cicala ha una chance: quella di lodare dio cantando come ha fatto Maria

Il farmacista sotto casa ha uno scaffale pieno di caramelle velenose
Le offre agli adulti così si ammalano e lui può vendere i suoi prodotti
Un giorno Dio lo maledice e lui cambia strada, vende la farmacia e si fa eremita in una grotta dove espia i suoi peccati
Un giorno il Signore gli dice di tornare a fare il farmacista e lui obbedisce
Questa volta tiene delle caramelle buone che regala ai bambini
Così guariscono e tornano da lui riconoscenti

Il tappo rosso
Sulla tovaglia a quadretti
Il pesce persico nel piatto
Profumi d’estate in pieno inverno
Una contraddizione palese eppur veritiera
Il latte è crudo, appena munto
Tu sei più bella che mai
Ti sfioro le ginocchia perché mi piace
Poi ritraggo la mano pudicamente
In segno di arrendevolezza
La luna storce il naso
Davanti al nostro oblio
Che nasce in una serata d’inverno

Esprimo me stesso in pensieri adulteri
Che però non contagiano chi li legge
Come una marionetta impazzita
Mi illumino di tenerezza
Verso chi mi guarda con compassione
E nutre un traguardo voluto
E mai raggiunto

L’amicizia d’estate, l’inimicizia in autunno
L’amore d’inverno, l’odio in primavera
Quattro stagioni di sentimenti diversi
Ho provato tutta la vita
Pensando ad un sorso d’acqua pura
Bevuta in montagna
Come un ruscello sorgivo
Di una nota marca
Mucche al pascolo
Una giovane contadina
Di cui tesso le lodi
Questa è la mia esperienza
Un vortice di pensieri
Adulti e schivi

Il tesoro nascosto sotto una pianta di cedro
Contiene zucchero filato e nient’altro
Così si scannano per niente
Credendo vi sia dell’oro
Analogamente ci troviamo indaffarati
In mille preoccupazioni
Per scoprire che sotto sotto c’è il nulla

9-1-2009

Il Signore viene sulle nostre teste di terracotta
Per assaggiare e temprare il nostro spirito
Per trasformarci in uomini liberi
Ci siamo lasciati sedurre come un profeta
Ed ora andiamo a Messa tutti i giorni
Per vedere come è buono il Signore
Domani è un altro giorno
Il cuore affranto piange agli angeli ed anela Dio, nostro Salvatore

Crocifiggi la mia anima sparviero blu
Straziami di memorie perse
Ora che sono morto, conducimi per lidi vicini e lontani assieme
Dove solo tu sai
Il circuito ormai è chiuso
L’alba è accesa
Ed il sonno non arriva per dimenticare la tirchieria del prossimo
Che a volte ci sovrasta
In un vortice di ricordi
Ancora una volta, una volta sola

Graziosa ragazza messicana
Florida e impetuosa
Non sei la mia serva, né la mia padrona
Ti odio e ti amo per la tua avvenenza
Ricordi ancora i giorni felici passati assieme
Quando ci amavamo con uno scopo
Quello di trovarci più uniti in un altro mondo
Dove non ci siano alieni né mostri
Ad infastidire la nostra esistenza
Ora che ti ho persa, non ti rimpiango
Ma ti penso sola e felice
O magari in compagnia di un altro
Che sa darti un piacere nuovo

Un attimo ancora, tic tac
Fa il pendolo matto
Per indurci ad un brusio di voci in un bar, bevendo una sangria
Ricca di frutta e miele
Ora ricordo le menti perse
Di un circolo di matti
Che hanno perso il senso del tempo
Mi giro indietro e non vedo niente della mia vita di ieri
Come se gli attimi non fossero passati
In un gorgoglio di orgoglio ormai vano
E perso in un giorno di gennaio

Isolamento forzato
Corda in tensione
Elettroshock dovuto
Prigione in isolamento
Pericolo costante ed allerta pubblica
Il pazzo criminale è fuggito
Stupra donne, uccide uomini
Nella campagna sua nemica
Un casolare abbandonato è rifugio per la sua follia
Lo riprendono e gli sparano senza troppi complimenti
Quello si riprende per un attimo poi stramazza
E’ una scena un po’ volgare quella che va in onda in televisione
Il corpo del pazzo, qualcuno dice suicida, riverso nel suolo marrone
Ormai morto e chissà dove la sua anima si è persa
Forse in un istante di follia quand’era piccolo
Ora lo penso infante
Nelle braccia di sua madre
Chi poteva premonire un destino simile?
Forse Dio dall’alto dei Cieli

Il cacciatore stanco parte per il Vietnam
Una luce gialla lo abbaglia e lo acceca
Lo riportano subito in Patria in un ospedale per ciechi
I Vietcong neanche li ha visti
Indagano sulla causa della cecità ma nessuno ci capisce niente
Partecipa come cieco ad una puntata di X-Files
Un extraterrestre lo benedice
Un agente della CIA lo sospetta di tradimento
Ma lui fugge in Francia dove si dedica ad attività benefiche
Qui finisce la sua storia: non tornerà mai più a fare il cacciatore

Il coccodrillo verde al giardino zoologico
Fa amicizia con l’orso Knut
Vanno insieme in Australia a caccia di canguri
Un canguro fa l’obiezione di coscienza e non parte per le armi
Fa una tesi di laurea sul’orso Knut che pubblicano su una rivista prestigiosa
Il canguro obiettore si candida alle elezioni presidenziali degli USA e diventa presidente
Come prima cosa, vieta la caccia al canguro australiano
Dunque, l’orso Knut ed il coccodrillo verde tornano in Germania donde erano partiti
Qui non si adattano più alla vita nel giardino zoologico
L’orso Knut si mette a fare il pompiere. Spegne il fuoco dei cuori che ardono di odio
Il coccodrillo verde fa il promotore finanziario senza troppo successo
Qui finisce la storia poco originale di Knut e del coccodrillo verde, nonché del canguro australiano che divenne Presidente degli USA

Scende giù dal cielo una neve incerta
Piovono scope che le streghe lanciano contro gli uomini (e le donne)
Le scope, appena toccano terra, diventano tulipani, trasformate da un angelo di Dio
Così la terra si riempì per miracolo di fiori
E tutti vedemmo la gloria del Signore, che, di tanto in tanto, si manifesta ai mortali
Le streghe, per ripicca, fecero una terribile maledizione: chi coglierà i tulipani sarà impotente e sfortunato al gioco
La maledizione dura tutt’oggi e Dio l’ha lasciata, sino all’ultimo giorno, quando il Signore la toglierà e non ci sarà più né impotenza né vizio del gioco

La porta che apre sull’abisso, l’ho aperta ed attraversata
Mi son trovato nel Paese di Narnia, con Alice che proveniva dal Paese delle Meraglie
Un gatto magico compariva e scompariva
Allodole cantavano furiose, le lucciole erano sempre accese, anche senza corrente
Un pastore belga ho accarezzato, era il mio cane colà











Raccolta di poesie 2009 “Il crocifisso d’oro”


1-1-2009

Il crocifisso d’oro
Rimbalza sull’erba
Verdissima e tenera
Poi affonda nella terra e scompare
Sepolto da uomini malvagi
Scavo e lo prendo, vado in una Chiesa e lo regalo al Parroco
Il Parroco lo appende ad una parete
Il Crocifisso inizia a parlare e dice:
“Santo, santo, santo il Signore Dio dell’Universo
Le pecorelle sono perdute, hanno bisogno di un pastore sacro
Che le riconduca a Sion da dove sono disperse”

Una pistola sull’erba
Un cadavere riverso all’ombra
La pistola non fuma più
L’alba rischiara la scena
Ridevi felice, ora non ci sei più
A illuminare i miei giorni
Credo ancora nella vita
Nonostante il tuo suicidio
Giallo e azzurro erano i tuoi colori
L’arancia il tuo frutto preferito
Perché non ci sei più? Perché?

La movida di notte
Le lucciole assassine
Guido un po’ distratto
Come un cammello nel deserto
Muovo i miei passi incerti e lenti

Mi padre nei ricordi di infanzia
Mi lecca le orecchie
Un gesto che sa di tenerezza infinita ed incerta

Che sapore ha la felicità?
Un sapore salato
Come acqua di mare
Ho bevuto il sangue
Che sa di eternità
Solo nei miei sogni

Gesù mi arrendo
Ai tuoi pensieri, alla tua volontà
Non sia fatta la mia volontà, ma la tua
E quella del Padre che è nei Cieli

Il ragno simpatico
Si arrampica su un albero
Incontra una vedova nera che lo vuole mangiare
Il ragno scappa ed incontra un serpente
Il serpente non è affamato, dunque non rappresenta un pericolo
Il ragno pensa “Devo mangiare anch’io”
Va alla sua ragnatela ma niente da fare: è vuota
Allora si mette in paziente attesa
Arriva una mosca che gli dice:
“Tu vuoi mangiarmi che male ti ho fatto?”
Il ragno acconsente e muore di fame
Celebrano il funerale cui sono presenti il serpente e la mosca
Il serpente mangia la mosca
Così finisce questa buffa storia
Il serpente è la nostra vanità che non ha mai fine ed è sempre affamata
Il ragno è la nostra stupidità quando neghiamo i nostri bisogni, anche i più elementari
E la mosca è la vittima di turno, che fa da capro espiatorio
La vedova nera è il diavolo che va in giro per vedere chi può predare, spacciandosi per un essere umano

Storie spiritose che volano nell’aria come la musica
Le racconta un poeta malvagio
Che ha imparato l’arte di ingannare
Le sue poesie si diffondono e ammorbano gli uomini
Contagiano le anime semplici
Arriva un angelo che porta la morte al poeta malvagio
Questi va all’Inferno ma non si pente

Gesù toglimi ogni invidia, Gesù toglimi ogni perfidia
Dei giorni persi
Nel cuore di una donna
Che non ho amato abbastanza

Muore di freddo un barbone ghiacciato
La notte non perdona
Dio invece sì
La Madonna sta ad osservare mentre la sua anima sale in Cielo
Era un medico che ha sbagliato una operazione e si è dimesso
Ha lasciato moglie e figli e la strada è diventata la sua casa
Barbone abbandonato, io ti amo

L’infamia addolorata di una giornata persa
In attività inutili e nell’ozio
Mi ricorda un giorno in montagna
Lottavo contro i francesi
Che non davano tregua
Poi sono diventato il loro migliore amico
Fratelli cattolici di Francia
Restiamo uniti
Non per lottare ma per condividere

E’ tutto un do ut des questo mondo
Io ti do meraviglia, tu mi dai speranza
Io ti do una cosa rara, tu me ne rendi una preziosa
Dio sa come ricompensare, gli uomini a volte no
I pensieri volano nell’aria trasportati da spiriti messaggeri
Mi arriva un pensiero che sa di saggezza, ed un altro che sa di odio
Scelgo l’odio anziché la saggezza poi mi accorgo dell’errore
Ma sono già quarant’anni dalla mia nascita

Un bicchiere pieno di rabbia bevo in un bar affollato

L’orologiaio fuso costruisce orologi che vanno all’indietro
Segnano un tempo lunare anziché terrestre
Il tempo dell’amore arriva e l’orologiaio si innamora
Di una cuoca sopraffina che abita nella periferia di Parigi
Un topolino ammicca da un angolo, fa il cuoco anche lui
L’orologiaio fuso da allora mangia piatti prelibati e soprattutto impara a costruire orologi che vanno in avanti
Così l’amore raddrizza il tempo, mentre il tempo è galantuomo con gli innamorati
Arriva un serpente che costruisce sedie a dondolo
Offre ai due innamorati una bellissima sedia stregata: chi si siede non trova più lavoro
I due per fortuna la rifiutano
Il serpente se ne va offeso e maledice sé stesso
Entra in scena un coniglietto verde che benedice Jennifer Aniston e compra lui la sedia stregata
Siccome è un coniglietto speciale, toglie la stregoneria alla sedia che torna normale, una banalissima sedia a dondolo
La regala quindi ai due innamorati
Morale della favola: senza un deus ex machina è difficile vivere

La slitta magica
Non va nella neve ma nel cielo
La guida Babbo Natale
Che non esiste ma facciamo finta che ci sia da qualche parte
Porta doni agli adulti e ai bambini
A uno porta una pentola a pressione che cucina pesci buonissimi
A un bambino regala una gondola di Venezia piena di fiori
A me regala ispirazione per le mie poesie
Poi la slitta magica scompare nel cielo donde era venuta

Ti scrivo un Capodanno triste
Che sa dei miei pensieri
Di aragosta e champagne
Di effusioni d’amore materno

Un cinema all’aperto trasmette film d’essai
Mi tuffo dentro e prendo una cioccolata calda
Mi ritrovo in paradiso anche se non l’ho chiesto
Una donna si fa avanti per prostituirsi
La rifiuto ma la ripenserò spesso
Scelgo la salute mentale che un coniglietto rosa mi offre
Ed esco solo per la città
Piena di gente è la piazza
Che indaga i miei pensieri
Era solo ieri quando ti ho persa

Il computer intelligente qualcuno ha inventato
Non ti fa impazzire dal dispiacere
Funziona quasi da solo
Sforna poesie automatiche
Già scritte in memoria dal produttore del software
E’ un po’ disumano ma a qualcuno piace
Ritma le giornate tranquille
Ritma le ore di questo capodanno strano
Il te deum ho ascoltato ieri
Anche questo conosce il computer
Che è quasi onnisciente
Ma ancora non è Dio

Un’arancia rotola giù da una discesa
La insegue un chicco d’uva
Una carota si mette per traverso ed esclama: “State andando troppo forte!”
Così è della carota vigile che detestava la frutta imprudente

Un prete solitario dice una bellissima omelia
Ha settant’anni portati molto bene
Nell’omelia sostiene questo: che Dio ci ama oltre i nostri peccati
Sarà vero ma non ci credo
Comunque ha ragione lui, Dio ci ama nonostante il nostro peccato
Faccio un bagno di umiltà e mi sottometto alla Chiesa
Che ci guida come un pastore

Il cielo stellato sopra di me
L’infinito dentro di me
L’irriverenza altrui
Mi provoca crisi d’amore
Ancora non sopito
Ma già deriso

Uno spettro col coltello
Si aggira a Beverly Hills
Cerca donne da stuprare e uccidere
Incontra un coniglietto bianco che lo trasforma in un monaco tibetano
L’ex spettro si rinchiude in un monastero, ma in America
Dove passa i suoi giorni pregando e digiunando

Pace a tutti gli uomini sulla terra
E lode a Dio
Coraggio a coloro che Egli ama

Un fiume di oro fuso
Scorre a Cortina d’Ampezzo
I ricchi vi pescano pesci d’argento

Pipistrello d’acciaio
Detto anche Batman
Voli sui tetti imbiancati di Capodanno
Racconti favole ai bambini che tremano di paura
Un oracolo cattivo di predice un brutto destino
Ma tu ti trasformi e voli
Nei cieli di Gotham che è una città benedetta
Dal Signore e dagli uomini

Il drago cattivo non voleva soffiare fuori il fuoco nonostante tutti lo supplicassero di farlo
C’era una competizione tra draghi in città per chi soffiasse meglio il fuoco ma niente da fare
Il drago cattivo non voleva soffiarlo
Allora si presentò un tizio che lo implorò di andarsene così almeno non rovinava il lavoro agli altri draghi
Il drago cattivo si arrabbiò al punto da soffiare un grande fuoco da cui uscì una fata
La fata fece un incantesimo benigno a tutti che da quel momento potevano vedere la parte buona del drago cattivo

Lascio riposare i miei pensieri nel terreno come fossero morti
Un giorno li resusciterò per raccontare storie bellissime
Che narrano di mondi fantastici
Dove la luna si sdoppia, esce dall’orbita e parte per un’avventura meravigliosa

Nel terreno fertile nasce una pianta
Che produce una manna che nutre un intero popolo
Qualcuno non la mangia e muore
Io decido di mangiarla nell’Eucarestia
La pianta è vicina all’altare
Dentro uno scrigno sta la saggezza
Antica e verde assieme
Dell’albero della vita
Che cerco di dimenticare
Ma è un ricordo sbiadito che appare appena e scompare

Questo è il mio peccato maggiore: non so riconoscere Cristo negli altri
Eppure ho molto pregato, ma non serve molto
Se non ami il prossimo menti dicendo di amare Dio

Il cigno azzurro
Balla sul un lago di ghiaccio
Assieme alla Aniston

Non ci facciamo colonizzare dai nani irrisolti
Che sanno di paganesimo lombardo
Sputano sugli stranieri
Infieriscono contro i deboli
Sul ponte sventola bandiera bianca
La bandiera della vittoria della Chiesa

Il cerbiatto sbarazzino
Mangia cumuli di panna montata
Si prende una colica renale
Va al pronto soccorso con la zia
Che lo accompagna apprensiva
Un medico lo visita e lo cura, il dolore passa
Il cerbiatto torna a casa
Si prende una camomilla e va a dormire
Il giorno dopo ringrazia Dio per la salute
L’assenza di dolore fisico è una grande benedizione
Per la quale si deve ringraziare sempre
Il canguro volante esiste veramente
Sono i nostri desideri che si librano nella mente
Il computer ci imita, imita la natura umana
Per questo mi è simpatico
Benedico la Microsoft che ha fatto un’invenzione geniale
Con Windows Vista

Il medico impreparato
Fa un’operazione sbagliata
Un uomo muore colpevole
Chissà che Dio non abbia voluto quella morte
Io mi distraggo un po’ con la cronaca nera
Leggo le pagine dei giornali distrattamente
Pensando chissà, forse Dio ci ama a tal punto da volerci morti certe volte

Forte con i deboli è l’uomo di ferro
Dal Terzo Mondo si leva una voce
Che sa di inferno coatto
Il Papa la condanna e fa bene a mio avviso

Amen, amen, Alleluia
Dico così la mattina
Se dovessi camminare per una valle oscura
Non sono sicuro che il Signore sia con me
Ma lo spero con tutte le mie forze

Ci vuole uno psicanalista per capirti
Per analizzare i tuoi pensieri di donna
Per visualizzare i tuoi desideri
Oh, me misero me tapino
Che cedetti alle umane sorti di un’amante
Perso nel nulla del peccato
Cosa resta di quei giorni felici?
Solo un ricordo sbiadito e contraddetto da mille preghiere mariane
Da una supplica a Dio che resta nell’aria triste di questo gennaio appena iniziato
Una bolla di sapone, questo eri
Sfioro il ridicolo amandoti, eppure ti penso ancora

Cara Monica
Perché ti droghi?
Penso ai tuoi giorni migliori
Quando dodicenne ti eri innamorata di me
Un canguro bianco tu eri
Che saltellava di gioia qua e là
E ora che non ti ho più sentita
Ripenso con nostalgia i miei dodici anni
Quando eravamo compagni di banco
E ridevamo per un nulla
Appesi ad un lavandino
Con una coca in mano

Fischiettando Giorgia
Scrivo una poesia
Che ho pensato di notte, risvegliandomi
Il rischio di essere banali è sempre in agguato
Forse lo sono stato
Ma è più forte di me il desiderio di scrivere poesie
Perché forse è innato
Come la musica che ho ascoltato da piccolo
Ballando i Beatles con mia madre
Facendomi inseguire da mia zia per mettere le calze
Il fuoco di un caminetto
Andare a sciare la mattina presto
Sono ora solo ricordi sbiaditi
Di un adolescenza infelice
Con noia e depressione
Chiedo la pace a chi può darla
Il Signore me la conceda
E spenga questo anelito alla follia
Che è dentro di me
Il sole bianco non scalda più
E’ rimasto solo assieme alla luna
Che ci guarda tranquilla e ride di noi
Che ci affanniamo sulla terra
In mille impegni e preoccupazioni

Un tizio ha un po’ di fretta
Lo inseguono mille cani addestrati
Si infila nel tubo della spazzatura come Nikita
Ma non fa l’agente speciale
Semplicemente ha rubato l’anima a qualcuno
Forse a me che faccio così tanta fatica a vivere
In una valle di pensieri lacrimosi
Piena di caramelle amare

Una nazione piena di eroi e sacerdoti
Un’isola che si è perduta spostandosi di longitudine
L’Inghilterra ha conquistato il mondo
Formando un impero
Che un po’ è giusto e un po’ malvagio
Amo molto quel Paese
Mussolini diceva di odiarlo
Ma non ha capito la direzione della Storia
Che usa la guerra come strumento di politica

Un giro in barca a vela
Non riusciamo più ad approdare
Una fidanzatina imbranata
Ha preso la barca di papà
Una girandola di sentimenti
Spinge la barca al largo dove affondiamo
In un mare di lacrime dolci ed amare assieme
Un poeta ingenuo si arrende all’evidenza
La barca è affondata
Un pesciolino rosso ci dà dei consigli sbagliati e affrettati
Una donna filosofeggia di mondi perduti
Pre-patriarcali e femminili
Penso alla povertà di spirito
I marinai confessano a vicenda i propri peccati
A bordo non c’è un prete
Finalmente approdiamo alla riva a nuoto
Guidati da un pesciolino blu
Che ci offre un po’ di chardonnay all’arrivo
E così posso riabbracciare mia madre

Essere sé stessi ha un senso relativo
In parte decidiamo ciò che vogliamo essere

In te solo spero, Cristo Signore
Nella notte buia dell’anima
Il giallo incombe da un Museo di Arte
Il rosso macchia i nostri sogni
Che pretendono idee di grandezza
Ormai sbiadite e stanche
Sono quasi vecchio
Chi mi sosterrà nella vecchiaia se non il Signore?
Gli anni passano, il tempo fugge
Non saremo mai più così felici
Come adesso

2-1-2009

Il birillo finto
Miete le sue vittime
Senza rimorsi
In sogno mi è apparso mentre uccideva
E’ un film a metà, un brutto sogno
La Venera nera non è come la Madonna nera
Il paganesimo mi ha fatto fare il gladiatore
Nella carriera universitaria

Il coccodrillo di carta
Ha fatto un bambino
Sembra un prete cattivo
Che dice male la Messa
Pronuncia un’omelia santa
Perché in realtà è un prete buono

La lampada magica
Fa una luce verde e blu
Messa sul comodino
Mentre leggo un buon libro
Emana una luce sapienziale
Che sa di un libro antico
Entro nel libro e mi ritrovo in un mondo nuovo
Che Huxley narra
Dove siamo tutti controllati
Dove messaggi subliminali infettano il cuore
Il nostro cuore, i nostri occhi
Di sogni terreni impregnati
Ora vivo ed esco dal libro
Torno in questo mondo dove i controlli esistono per d’avvero
La lampada magica illumina i miei libri
Che sono di diritto e filosofia
Prego Dio di non cadere in tentazione
Nell’arroganza, nella superbia del cuore
Il libro antico è lì sul tavolo
Accede ad altri mondi
Si accende una luce
Che lo brucia
Così la porta segreta è persa
E tutti siamo più tranquilli
Una notte di festa
Ho acceso i miei occhi
Negli occhi del Signore
Ho rischiato di bruciarmi
Per i farmaci ricevuti
Ma il mio cervello ora è integro
Benedico Dio per avermi salvato

L’imperatore romano
Stanco e vinto
Torna dalla battaglia
L’impero sta per crollare
In una angolo di Roma
Un pastore predica Gesù
Dopo averlo visitato, racconta a tutti la sua felicità
Il Mago triste è un po’ depresso
Le sue magie non funzionano più
Ma della grandezza imperiale
Non resta che la divisa sbiadita di un centurione
Curvo sul mistero che dà la salvezza
Fin quando gli occhi di Cristo non hanno veduto
Una nuova aurora nel Medioevo

Una favola dall’infinito
Ti canto una canzone
Che mi ha insegnato Jovanotti
Parla d’amore che c’è già stato
Di guerrieri stanchi per le notti d’amore
Di una Pulzella che conquista un castello
Poi bruciata e santa
La musica finisce a un certo punto
E la canzone è stata appena scritta
Perché così ho voluto
Ingannare me stesso
Se non lo facessi
Impazzirei di dolore

La santa peccatrice
E’ una ragazza ebrea
Morta in un campo di sterminio
Dio le aveva promesso una fine da martire
La rosa bianca e la rosa rossa
La prima sta per santità, la seconda per morte santa

Il battibecco solitario tra una papera ed un’anatra
Ha finito per stancare anche le menti più illuminate
Ma la filosofia è eterna

La cannuccia dorata
Filtra petrolio
Le quotazioni si impennano poi crollano
I derivati impazziscono
Sta per finire un’era?
Andremo con auto elettriche
Spinte dalla speranza?
Il computer ha già sentenziato la sua verità
Come faranno i Paesi Arabi quando non venderanno più petrolio?
La cannuccia dorata è una penna Pelikan
Che scrive tre poesie
La prima parla di amore e morte
La seconda parla di Cabala e Dio
La terza è un mistero anche per me che scrivo
La cannuccia dorata
Filtra miseria e petrodollari
Inonda tutti con un pieno di benzina
Che ci porterà chissà dove forse in montagna, forse al mare
Una moglie ed un marito discutono
Dopo aver fatto l’amore
Come si chiamerà il nascituro
La cannuccia dorata scrive un nome sull’asfalto
Ma nessuno può leggerlo

Annuncio una grande cosa: mi sono sposato
Con la Chiesa Cattolica, ma solo nella mia fantasia
Un po’ contorta
Perché a tutto c’è un limite
Anche alla fantasia
Che dimora nel mistero di Cristo

Musica ritmata
In un accampamento barbaro
Nella Foresta Nera
Le donne ballano seminude
Gli uomini si preparano a mangiare
Tutto è tranquillo
La musica dance è nata qui
Quella che ho così tanto amato
Nella mia adolescenza ed amo ancora
Attendi un attimo
Sto per impazzire di felicità

La potenza degli eserciti
Si abbatte su una tenda nel deserto
Dentro alla quale c’è un coniglietto rosa
Il coniglietto prende una bomba a mano
E la trasforma in un fiore
Così la guerra finisce
E tutti tornano a casa
Il coniglietto rosa
Punisce chi ha scatenato la guerra
Con un mazzo di fiori avvelenati
Che producono il loro effetto

Cinema d’inverno
Una macchia all’aperto
Un amico fidato
Cerco nel blu ma non trovo
Un film che parla di te
Attrice dei miei sogni
Un lupo entra nel cinema
Sbrana tre pecore
La prima era incinta
La seconda stava leggendo un libro
La terza parlava d’amore
Il lupo non ha pietà
Poi si guarda un film tranquillo
E ritorna nella sua tana
Dove dorme dodici giorni
Pitagora si rivolta nella tomba
Perché il lupo ha dei numeri avversi
Nelle stelle, nella carismatica idea di sé
Le tre pecore vengono sepolte
Una musica accompagna il funerale
Un coniglietto rosa fa un discorso
“Cari amici ed amiche, il lupo a volte vince, più spesso perde
Non bisogna disperare per queste tre pecorelle morte
Ora sono nelle mai di Dio, forse in Paradiso
Ma il lupo malvagio va in perdizione
Sempre che Dio lo voglia”
Qui finisce la storia del lupo affamato e del cinema con le tre pecorelle

Il diavolo è gabbato
Il sabato è santo
The spirit è un buono cattivo
Octopus di nazista non ha niente

Il Lysoform, il Dash, il prodotti di tutti i giorni
La spesa da GS
Un mare di gente brulica
Io mi immergo e nuoto
Nel mare dei prodotti
Non è consumismo, bellezza
Ma un prodotto mi colpisce
E’ un panettone di Natale
Che ammicca da uno scaffale
E’ un panettone magico
Che sprigiona una forza interiore
E la trasmette a chi lo mangia
Non è magia bianca o nera
Ma un concetto cristiano
Che sempre riaffiora
Al supermercato
Dei ricchi, dei poveri

La Pasqua ebraica, la Pasqua cristiana
Sono così diverse che è difficile raffrontarle
Comunque da cristiano venero la Pasqua ebraica
La schiavitù d’Egitto è un’oppressione
Simbolo di qualcosa che c’è ancora
Vedetta lombarda
Annuncia il nemico
Prima di morire
I Manhattan Transfer
Cantano una canzone cristiana
Che ci libera dal nemico

Non mi importa ma in realtà mi importa
Del germe assassino che nutre tanti film di Hollywood

La città di carta si estende per miglia e miglia
Ogni tanto la carta va a pezzetti e qualcuno si fa male
Un cittadino esemplare diventa un bandito
Che ruba ai poveri per dare ai ricchi
E’ una parabola evangelica
A chi non ha sarà tolto anche quello che ha
Ma il personaggio in questione è un malvagio
Che stupra prima di amare
Così la verginità se ne va via
E qualcuno rimpiange i giorni allegri
In cui Fenoglio trionfava tra i giovani
Uno scrittore che amo

3-1-2009

L’invalido stralunato chiede l’elemosina
E’ un po’ matto e tutti lo conoscono
Mi vende un bel disegno
Gli dico che anch’io sono invalido
Quasi non ci crede poi se ne va via tranquillo
E’ un poeta giallo nel disegnare
Un acrobata del colore
Un maestro dell’immaginazione
Mi spiace non averlo incontrato prima

In Paradiso c’è molta musica almeno così si dicembre
Musica celestiale, non so immaginarmela
A volte scrivo lo sciocchezze
Per ingannare me stesso
In una landa solitaria
Un bel posto dove danzare
Magari in riva alla spiaggia
Un drink in compagnia di una buona amica
Una moglie che non è mai diventata tale
Un divorzio che c’è stato
In questa valle di lacrime
Qualcuno prosegue il suo cammino, qualcuno si ferma
Io sono un gambero che risale all’indietro la corrente del suo destino

Il calciatore triste sbaglia un rigore
La palla sembra entrare poi sfiora il palo ed esce
Tutto crolla attorno
Ci si sente come sguatteri tristi

Il rosso del rancore acceca
Come un insetto nell’occhio
Che lotta per sopravvivere

L’evasione dal carcere riesce
L’evasore raggiunge in fiume
Dove in attesa ci sono tre papere
Ne accarezza una, le altre due le mangia perché ha fame
Ingoia anche un rospo
Nel fiume trova una pietra preziosa
Va da un orafo e la vende
Ne ricava 100 mila sterline inglesi
Va da un concessionario e compra un’auto che però gli viene subito rubata
Ci salgono sopra due donne un po’ femministe
Una è stata stuprata l’altra ha molto amato
Le due donne sono inseguite dalla polizia perché sospettate di omicidio
Arrivano sul ciglio di un canyon, abbandonano l’auto e si buttano col paracadute
Arrivano sul fondo del canyon dove trovano un canguro che indica loro la strada per la vittoria
Giungono ad un Arco di Trionfo e ci passano sotto
Incontrano il grande Sogno Americano dove tutto è possibile
Lo accarezzano e lo accudiscono
Una diventerà sindaco di una piccola cittadina del Midwest
L’altra impazzirà ma non verrà mai rinchiusa
Passerà i suoi giorni a scrivere poesie e lodare Dio
Intanto i poliziotti perdono ogni traccia delle due donne, sviati dal canguro
Così finisce la storia dell’evaso e delle due donne

Vero, falso
E’ come il gioco dell’oca
Si torna indietro di tre caselle
Si va alla casella dei tre piccoli fratellin
Che non sono tre porcellin ma tre angeli
Uno rivela verità nascoste, uno sputa fuoco che scaccia gli spiriti immondi, il terzo devasta i malvagi nei pensieri del loro cuore
Abbiamo bisogno di tutti e tre gli angeli

Scaccio via da me lo spirito di autodistruzione
Che cancella i ricordi e la memoria stessa
Che ci manda il diavolo per condurci al suicidio dell’anima e del corpo
Mi auto-esorcizzo con una formula misterica che recito in latino
Ed in una lingua sconosciuta che solo Dio conosce

Alcuni filmati musicali inducono lussuria
Lo ha detto un vescovo latino americano
Sono d’accordo con lui
Non accuso nessun cantante ma è una cosa che si percepisce
E’ nell’aria, la lussuria
Come l’invidia e l’accidia, come l’ignavia e la vanagloria
Che un po’ sono state mie negli anni passati

Il tubo catodico mi osserva
Un televisore al plasma mi guarda
Un TV LCD mi scruta
Non sono io che li guardo ma loro che mi guardano
E’ un incubo ricorrente delle mie notti
Alieni mi controllano favoriti dalla luna
Il chiaro di luna mi vede nudo nei miei pensieri

La calura estiva avvolge le anime belle

Le mie poesie sono come libellule che volano

La montagna innevata
Nasconde un segreto mostruoso
Un essere peloso
Che un grande alpinista ha scorto
Mi ripiego su me stesso
Nel sogno americano
Non c’è più feudalesimo né nobiltà
Ma solo uomini di buona volontà
Come l’alpinista famoso
Che abbraccia lo Yeti
Ne nasce un amicizia
Scalano assieme le cime
Arriva la primavera ma la neve è perenne
Ricordo mia zia
Ha rifiutato di farmi una donazione di una casetta di montagna
Un ciliegio si affacciava da una finestra
Il tetto si riempiva di neve
In TV guardo l’alpinista famoso che ha fatto amicizia col mostro delle nevi
Poi metto gli sci ai piedi
E faccio una discesa memorabile
Che sa di infinito

Ho condotto la mia buona battaglia
Ora posso anche morire
Per rinascere in Cristo
In una eternità perduta
Quando andavo a sciare
Mettevo gli scarponi
Poi arrivava la primavera
E mi innamoravo di una barista di montagna o di una parrucchiera
Com’è bello il Signore quando si fa trovare
Cerchiamolo assieme recitando un Pater Noster o un Ave Maria o un Salve o Regina

Il calciatore lento brasiliano
E’ il più famoso di tutti
Dorme 12 ore per notte
Segna un gol stanco ed allegro

L’avvelenata di Guccini
Entra in una bar e beve un Martini Bianco
Esce e va in discoteca
Si becca un improperio di ritorno
Delusa se ne va a casa dove l’attende un cane ed una moglie
I due fanno l’amore
Usano mezzi anticoncezionali
Come li usavo io a 19 anni
Così non nascono bambini
Ma soltanto frottole che i due si raccontano allegramente
Vanno di nuovo in discoteca, questa volta tutti e due
Bestemmiano il Signore e non si pentono
Cantano un canto nuovo che inneggia ad una creatura sempiterna e sotterranea
Che si vede anche ne Il Signore degli Anelli
Raccolgono l’anello e lo sporgono a chi non dovrebbero
Ne nasce un potere forte che schiaccia i deboli e gli umili
Io vado in Parrocchia e prego Dio che distrugga tutto questo
L’Innominabile è in agguato
Servo di un dio minore
Che guarda e mi maledice
Ma non mi preoccupo più di tanto
Se sono in Cristo, se Cristo è con me

Un paio di scarpe nuove ho comprato di recente
Dentro c’è un serpente che mangia le dita
Non è il serpente di Alfa Romeo, che mangia un uomo
I due serpenti sono amici
Quello di Alfa Romeo non è simbolo del diavolo che divora
E le Geox non fanno più passare l’acqua
Per questo dico che dentro c’è un serpente
Ma è un serpente buono
Sì perché esistono anche i serpenti buoni

Il serpente innalzato nel deserto
Perché nessuno fosse avvelenato
E’ un po’ simbolo di Gesù
Striscia nella polvere di eternità
Diventa umano e mi punge
Da quel giorno la mia vita non sarà più la stessa
Poi viene innalzato dal Padre che è nei Cieli
Ascende dopo la Resurrezione
Un calzino rosso ho indossato per festeggiare l’Ascensione suprema
Dentro del carbone nero per i miei errori
Un po’ di anidride solforosa per i miei peccati
Ora respiro a pieni polmoni
Fin quando un giorno verrà il mio turno
Per oltrepassare la linea della volontà umana
E scorgere qualcosa di invisibile che ora pregusto
Come una mantide religiosa mi acquatto
E divento diverso da come ero prima
Così passano i miei giorni
Durante i quali sono rimasto fermo senza lavorare
Il parametro esistenziale è sceso ad Atmosfera Zero
Il cervello è esploso
Ora mi impegno il più possibile per risalire la china
Come Bartali

Un unghia del piede ha preso un aspergillo
Sapete cos’è un aspergillo?
E’ un essere mostruoso piccolissimo
Che si prende l’unghia e ne fa quello che vuole
Bisogna scacciarlo con preghiere e maledizioni
Che si comprano nella farmacia dei desideri

L’università è un luogo strano
Dove passano anime poco più che adolescenti
Attraversano prove coraggiose
Gli assistenti guardano sé stessi da un libro giallo
Dove l’assassino si scopre dall’inizio
I Professori sono severi e tristi
Tutto ricomincia con gli esami
Una vedova nera cammina sul quaderno del Professore
Che esamina gli studenti
La studentessa carina esamina il ragno e lo descrive
E’ molto bella e sexy
Si innamora del ragno e fuggono assieme
Lei abbandonerà l’Università
Lui (il ragno) aprirà una pizzeria in Puglia
E vissero felici e contenti

Ho completato un esame severo
Facevo l’assistente
Ho vinto un dottorato
Poi è apparsa una Sfinge che mi ha posto un quesito strano
Non l’ho saputo e mi è crollato il mondo addosso

Penso che Fabrizio De Andrè sia in Paradiso
La sua anima è troppo bella per andare perduta
Naturalmente è un atto di presunzione

Telefono a un cugino per dirgli che lo benedico
Nonostante non mi ami
Ma cos’è l’amore se non il desiderio di un Dio sconosciuto e poi rivelatosi
Nel paganesimo longobardo
Faccio un’alchimia un po’ strana
Come nei fumetti di Asterix
Tra Asterix ed Obelix preferisco il secondo
Anch’io sono caduto da piccolo
Da una sedia di cucina in un pentolone di inedia
Sono quasi morto di fame
Per questo sono poco maturo
Il sangue nel cervello si è arrestato per pochi secondi
Ma non recrimino contro nessuno
Come Ulisse ho intrapreso un viaggio
Ho incontrato la mia maga Circe
Le ho detto pentiti ma l’ho amata
Errore fatale perché non si può amare il male
Né il mare quando in burrasca tollera che si navighi
Tiro una freccia in Cielo, non al vento come dice De Andrè
Ma anche se lo contraddico rimane il mio cantautore preferito

Un coccodrillo di notte si avventura nel deserto
Dove scorpioni verdi dormono tranquilli
Io sono uno scorpione nello zodiaco
Un mestiere da mistico e da eremita
Ho letto nel libro zodiacale
Un po’ mistico lo sono, eremita per niente

Il serpente velenoso
Che sa di musica d’Oltralpe
Ha inghiottito un grosso topo
Che faceva il pasticcere
De Gaulle ha protestato con l’Italia
Definito “povero Paese”
Amo De Gaulle
Il topo era italiano
Meglio recriminare che distrarsi
Quando si viene inghiottiti
Ma così va la vita
I carnefici si lamentano
Le vittime non possono che piangere

I coriandoli di terra, i coriandoli di mare
I primi sono piemontesi i secondi liguri
La pizza bianca di Genova
L’acquario
Pesci rari e pericolosi
Mangiano la pizza
Distribuiscono coriandoli piemontesi
Mentre i coriandoli liguri li lancia sulla mia faccia una bambina impertinente e simpatica
Non so come si chiami
Ma è molto carina e dolce
Non sono un pedofilo
Amo i bambini anche se non ne ho avuti
I coriandoli cadono per terra e formano una stella di Davide
La bambina deve essere ebrea
I coriandoli piemontesi cadono nel mare e formano una croce celtica
Felicità di un tipo che è lì e vota Lega Nord
I coriandoli tutti vengono lanciati nell’aria
Poi cadono per terra e formano la Croce di Cristo
Che segno mirabile
Inaspettato e fugace
Come un gatto che fugge da un predatore
Un cane feroce che non lancia coriandoli

La Pausini non è la mia passione ma è brava
Come una giravolta tra innamorati
Canta canzoni allegre
Che sanno di primavera anche d’inverno

Il tritacarne impazzito trita le mani di una casalinga tranciandole tre dita
Le dita cadono per terra e le sbrana il cane di casa in un attimo
Flotti di sangue escono dalla mano amputata
La casalinga non ce la fa a chiamare il 118
Suona alla porta il postino in quel momento
Lei apre e chiede aiuto ma il postino la picchia a sangue
Non è impazzito, è solo crudele
Come se non bastasse, la finisce con una mazza da baseball
Questa è una poesia horror
La casalinga morta per terra viene trascinata in garage e fatta a pezzi
Poi viene messa in un sacco e gettata in un lago che dista 12 chilometri
La polizia indaga ma non scopre nulla
Il postino assassino però si costituisce
Non è pazzo, ma pensa che in prigione lo manterranno gratis
Così finisce al poesia horror
C’è ancora un’aggiunta
Il male non viene mai per caso, ma spesso dipende dagli uomini
Imputarlo a Dio è una stoltezza accademica

Il gatto sensibile ho amato platonicamente
E’ una ragazza di Milano, bruttina
Un giorno l’ho pensata
Mentre cercavo di spiegarmi perché non ci ho mai provato con lei
Sarà che sono stupido se non ho avuto figli
La ragazza dei 23 anni
Che andavo a trovare in montagna
E’ stata un’amante mancata
Per questo non ho figli e me ne rammarico
Ma la Provvidenza è più intelligente di noi
In fondo sto bene così
Se avessi dei figli, sarei in debito con la Chiesa per gli aiuti ricevuti e non potrei ripagarla
Così solo me ne vo per la città
Tra la gente che non conosce il mio destino
Ma sempiterna fede ripongo in Dio
Che è il mio Creatore e Salvatore
Un vaso asciutto offro ad un altare
Dentro fiori bellissimi per la Vergine Maria
Che piangono lacrime d’aceto
Negli occhi miei per farmi piangere a mia volta
Che strana la Chiesa dove faccio il custode!

Poesia del Natale appena passato
Un fumo acre si spande nella stanza
La stufa è accesa ma malfunziona
Non è un tentativo di suicidio
Ma la bombola esplode
Bruciano vive tre persone
La casa esplode e dieci famiglie restano senza tetto
Le ospitano in una palestra giapponese
Siamo infatti a Kyoto
La polizia indaga
Si scopre che un topo è entrato nel condotto della stufa e lì è morto affumicato non prima di provocare l’esplosione
A volte i topi ci condizionano la vita più degli umani

Le streghe esistono
Sono esseri spirituali che vagano nell’aria, ma senza scopa
Cercano anime da offrire al diavolo
Alcuni si votano a loro e si dice così che sono “collegate”
Non si bruciano le persone collegate e neppure le streghe che sono esseri spirituali
Come si spiegano allora i roghi del ‘600?
Spesso erano criminali, accusati di un crimine preciso come omicidio o altro
A volte si trattava di individui marginali come quelli morti nella Shoah
Maghi, omosessuali, fattucchieri, eretici
Per fortuna i roghi non ci sono più
Ci sono strumenti di controllo sociale più sofisticati
Come droghe, psicanalisi e farmaci
Il progresso si vede anche in questo campo

Il serpente straniero
E’ un animale che viaggia in auto
Con gomme Michelin
La Francia mi è amica
Per questo amo il serpente straniero
Che è un animale buffo
Ricorda Sir Biss
Gioco della mia infanzia

Marmellata andata a male
Sotto gli occhi dei bambini
Che non possono più mangiarla
I loro occhi esprimono un dispiacere stupito

4-1-2008

La sensazione di essere soli
Il timore di essere vivi
L’arcano è qui ed ora

Notte di tenebra, alba di luce
Siamo soli in questo buio folle
Ci abbracciamo intensamente
L’amore per la madre ha i suoi limiti

Mi inebrio di lei
Dei suoi capelli, dei suoi occhi
E’ una sensazione strana
Quella che mi da
Come essere sull’ottovolante
Su cui andavo da bambino

Gira il mondo, gira
Tesoro siamo soli io e te
Un serpente ci porge una mela
Nel Paradiso Terrestre
Purtroppo la mangiamo
L’Albero della vita sorride
Dio si arrabbia
Una nebbia fitta cala
Su di noi e sugli animali del Giardino
Gli angeli con la spada di fuoco ci fanno passare
Usciamo per non tornare
Ci aspetta un mondo selvaggio
Pieno di tristezza e minacce
Abitiamo nelle grotte
Scaldiamo fuochi improvvisati
E ci amiamo
Parliamo di cose inutili
Ora che il Paradiso è perso
Ci attanaglia un’angoscia mai sentita
Un coniglietto rosa ci rincuora
Le stagioni passano
Finché un giorno nasce un figlio
Ed è la prima festa dell’umanità

Un bimbo fischia una canzone
Che ha un sapore antico
Un angelo scende su di lui e lo rinfranca
“Perché fischi questa canzone?” gli chiede
Il bambino risponde: “Un serpente mi insidia”
L’angelo porta il bambino con sé tra le nuvole
Gli fa fare il giro del mondo e lo deposita in un luogo sicuro dove non ci sono serpenti
Nel frattempo, il serpente che lo insidiava muore
Qui finisce la poesia del bambino insidiato e del serpente che lo insidiava

Ho aderito al sogno americano
Metto un mantello che mi fa volare
Indosso una colt per difendermi
Affronto Capitan America e lo sconfiggo
Vado a Manhattan ed incontro dei delinquenti: li sbaraglio
Poi ballo il twist con un gruppo di neri che ridono
Dimentico chi sono e mi sento più felice
A Natale faccio regali ai bambini di Chicago
Mi immergo in un fiume, riemergo e mi asciugo
Incontro Marilyn ma non la considero
Vado in ricerca di Jennifer Aniston e la trovo
La sposo e mi dà due bambini
Qui finisce la storia dell’orsacchiotto americano

Il sergente di neve
Ama gli animali
E’ un orso grigio e un po’ vigliacco
E’ di neve perché ha sempre freddo
Mangia locuste
Le api lo rincorrono per mangiarselo
Dato che ha con sé sempre del miele
Il sergente scala una montagna ripida
Prende il binocolo ed osserva stambecchi incerti
Le cime si stagliano nel cielo come non mai
Il sergente è felice, si stende nella neve con cui si confonde
Guarda il cielo e pensa come è bello il creato
Poi si addormenta e sogna una donna che non ha amato mai

Quando sarà Natale, ti scriverò una canzone
Che parla di me
Un sognatore muto che un giorno è impazzito d’amore e di odio
Un sognatore finto che ha poco amato in fondo
Un sognatore perso che ha poco da recriminare
Tranne un inganno perverso subito
Dalle persone più care
Nel nome di un dio straniero
Che è il mio peggior nemico

Una faida che dura da generazioni
Come in Highlander
Gente che urla dal pianto
Ma che riderà un giorno
Se ha perdonato
Un gattino osserva la faida
Si muove lento verso una preda
Quando osservi gli animali
A volte li invidi perché uccidono, di solito, per nutrirsi
Ma è una sensazione sbagliata
Amo di più gli occhi di un bambino che un animale
E la redditio è sacra anche per me

L’amico ritrovato si chiama Luca
E’ un bravo ragazzo
Gli hanno fatto un elettroshock
Con mille coriandoli elettrizzati
La visto la luna e sua madre
La seconda si chinava su di lui e lo baciava
La prima gli teneva compagnia tenendolo per mano
Luca è andato lontano
Verso una valle oscura
Dove ha incontrato un lupo bianco innocuo
Poi è tornato tra di noi, come dopo un lungo sogno
Ed abbiamo festeggiato con una cena

La redditio fidei me l’ha insegnata il mio Vescovo
Se ricevi la fede, devi restituirla
Io cerco di fare la redditio su Inernet
Qualcuno visita qualcuno risponde sdegnato
E’ il destino dei credenti
Appassire un giorno
Innaffiare un fiore e vederlo crescere
Dentro di sé come una creatura diversa
Come una madre che vede crescere un figlio dentro di sé
Ma non teme nulla se non il dolore del parto
Quando il figlio va via da te per non tornare mai più

La valigia sul letto per partire
Un amore finito è come un fiore spezzato
Che non torna più integro
Neanche con un’operazione chirurgica
Il lungo viaggio è cominciato
Chissà cosa pensi, bellezza!

Il denaro è un dio solo per gli stolti
Io un po’ lo sono stato
Ho idolatrato i beni terreni
Tra cui l’amore per la donna
Un burattino di latta sono stato
Senza occhi né naso
Per pensare, per vedere
La miseria umana che incombeva su di me

Non vado molto lontano
Con questi scritti inutili
E persi nel vento
Un coniglietto bianco me l’ha detto
Non sono una donna, ma un uomo

Una banderuola al vento
Una nave in pericolo
Lancia un SOS
Lanciato in una bottiglia
Message in a bottle
Il messaggio viene preso da una sirena
Che passava di lì
La sirena chiama a raccolta gli amici pesci, specialmente i delfini
Che portano in salvo i naufraghi dagli squali che si aggirano
Così tutti riabbracciano le mogli e i figli

Poesia d’autunno che è già passato ma ritornerà
Nostalgia di Cristo che viene
Poesia della Madonna, Salve o Regina
Pentole di rame appese alla parete
In attesa della carne di agnello
Che si mangia il giorno della festa
Carnevale a Venezia
Maschere di tutti i colori
Un tempo dominati dalla Serenissima
Poi dagli austriaci
E’ il nome Chiodi che a Corteno si porta da generazioni
Chissà qual è l’origine del cognome
Forse dalla Passione di Cristo
Forse da un mestiere
Rimpiango i giorni passati a Corteno, il paesino di montagna natale di mio padre
Dove ora giace in pace, dopo essere stato per venti anni a Torino

Calzature strane che fanno volare
Calzature con le ali ai fianchi
Le scarpe Geox ho comprato
Perché mi piacciono e traspirano
Come angeli nel cielo
Voliamo su una nuvola
Cantiamo una canzone in Paradiso
Dove c’è la Lavazza che dispensa un ottimo caffè

Il Cavaliere solitario ha una maschera che nessuno può togliere
Si dice abbia il volto sfigurato
Dopo una lite in famiglia
Ho scoperto l’inganno di famiglia
Da cui è nata la lite che lo ha sfigurato
Portandogli follia e dissesto finanziario
Il Cavaliere solitario ha lasciato la propria casa e si è messo in viaggio senza meta
Arriva su un isola deserta dove incontra la Wertmuller
Qui c’è un operaio innamorato di una donna d’alta classe
Il Cavaliere solitario convince l’operaio a non sodomizzare la donna, che è sola ed indifesa
Tornano tutti e tre a terra, ma il Cavaliere solitario decide di tornare su quell’isola deserta dove vivrà per il resto dei suoi giorni

La barca stanca naviga tra le onde perse
Un fantasma la abita e la guida
Un tizio con la faccia dal polipo la assalta
Ma il fantasma è immortale e respinge l’assalto
La morte si prende l’uomo con la faccia da polipo
E lo conduce in Paradiso
Il fantasma guida la sua barca verso il triangolo delle Bermude
Dove spaventa navi ed aerei
Poi sbarca in America dove il fantasma prende forma d’uomo, ma è immortale
Il fantasma in forma d’uomo diventa Presidente degli Stati Uniti d’America e fonda Guantanamo
Poi fa guerra all’Iraq ed all’Iran, e bombarda Israele ex amico
I tre Stati protestano ma il fantasma è risoluto
Quindi proclama una legge che stabilisce che bianchi e neri sono uguali
Terminata la sua opera si dimette da Presidente
Torna ad essere un puro fantasma e riprende la sua navigazione
Nessuno sa dove è esattamente ma ogni tanto riappare per governare il mondo

Il papero solitario legge Paperinik e si identifica
Si mette un abito di Zorro e comincia a correre senza fermarsi mai
Va in incontro a suo destino di normalità
Che è fantasia con un pizzico di follia
Il papero diventa così il papero fantasioso
Che si nutre dei suoi sogni

La bella addormentata è una nave sul fondo dell'oceano
Piena di tesori rari
Uno scienziato la cerca da anni
Tanto da perdersi nei flutti dei suoi pensieri

Il maiale grasso
E' un film già visto
Dove un porco
Gira un film porno
Detesto la pornografia
E' volgare e danneggia la mente
Il papero viola è l'antidoto
Spruzza sul porno uno spray repellente ed il porno sparisce
E' una magia antica che anche la Chiesa conosce
Nel Confessionale ho detto la mia verità
Il Parroco mi ha dato la sua assoluzione dai miei peccati sessuali
Il papero viola è venuto anche in mio soccorso
Lo ringrazio e lo benedico
Il papero azzurro invece ama il soft
E' nocivo come il porno ma non lo sa
La donna serve per la riproduzione, di solito

Due uova rotolano giù dalle scale
Una si rompe l'altra no
Una donna scivola sulle scale e maledice l'uovo intero
Così anche noi a volte nella vita di prendercela con l'innocente

Il pupazzo viola e rosso
E' un simbolo fallico
Si intenerisce di fronte alla morte
Che è l'impotenza

Strane voci nella mente
Mi conducono alla Casa Bianca
Mi promettono un'assunzione
Mi dicono di prendere partita IVA
Un po' mi lascio coinvolgere
In questo gioco della follia
Ma è un discorso lungo ed a parte
Come Azzurro di Celentano
Neanche un prete per parlare
Non cerco l'Africa in giardino
Questa è l'unica differenza

Domenico Modugno
Ha scritto l'Inno d'Italia bis
Con volare
Una canzone allegra, troppo per i miei gusti
Scelgo di tacere di fronte a ciò che non mi piace
Per non offendere milioni di italiani

La caramella dimenticata
E' un dolce che qualcuno ha lasciato nel cassetto
Viene un angelo e se la porta via
Perchè fa del male ai bambini
Un signorotto con il frac
Contesta l'angelo, perchè il destino deve fare il suo corso
Non è l'uomo in grigio ma l'uomo in nero che è veramente il diavolo
Ma la Provvidenza non ha limite, a volte lo dimentichiamo

Non spero la morte di nesssuno, neppure dei miei peggiori nemici
Quelli che mi hanno fatto del male sono molti
Alcuni lo hanno fatto per vizio, altri per vendetta
Li ho perdonati tutti
Come un cavolfiore con le uova si accoppia bene
Così vado a spasso con i miei nemici
Li accompagno a constatare l'abisso del mio dolore
Perchè provino simpatia e non odio
Questa, almeno, è la mia speranza

Vedrai, vedrai
Che un bel giorno cambierà
E' una canzone di Tenco struggente e triste
Induce depressione come molta musica che gira oggi
La speranza induce felicità e gioia
L'ottimismo lo condivido, ma con prudenza
La strega cattiva è sempre in agguato
Spirito maledetto, cerca di maledire gli altri
Ma non le riesce molto bene
Perchè Dio è presente col nostro angelo custode

Lo spartito musicale canta Bach
Musica divina e protestante
L'ho amata moltissimo sino alla follia
Mi ricorda il jazz
La marionetta di Cristo
Ne è una cattiva imitazione
A volte i prot cadono nell'errore di credere che lo Spirito Santo uccida la Madonna
Ma la Madonna trionfa sugli spiriti maligni
Come quelli che mi hanno oppresso per molti anni ed ancora lo fanno
Con buona pace di chi non ci crede

Mi esalto pensando alle gare sportive
Sono metafora di vita piena e d'immenso
Soprattutto lo sci da discesa ed il tennis
Il primo mi ispira pensieri di libertà come aquila di montagna
Il secondo un combattimento nell'arena della vita tra scorpioni velenosi
Più mi umilio, più vengo innalzato
Ma cosa significa umiliarsi?
Me lo sono chiesto molte volte
Una musica cretina arriva dalla televisione
Mi ispiro all'Eterno per non esserne sopraffatto
Ed è subito gioia, autentica e piena
Se il Signore mi innalza
Sopra le mie miserie ed i miei limiti
L'altro giorno ho visto un barbone
Che chiedeva l'elemosina all'uscita dalla Chiesa
Non gli ho dato niente, preferisco donare alle Missioni
Che distribuiscono equamente tra i poveri
E non ai più furbi, che a volte affollano le porte delle Chiese
Inoltre preferisco dare a chi fa qualcosa di utile, come il giocoliere o il musicista
Così passa un altro giorno ed arriviamo a sera
Dico il Rosario e vado a dormire pensano chissà, domani è un altro giorno
Ma una fitta nebbia cala sui miei pensieri prima che sogni esotici condiscano la notte

Il miracolo di Lourdes mi affascina
Un paperotto nero andava in Chiesa per mangiare la cera delle candele tanto era affamato
Alla ragazza è apparsa la Madonna
Cosa c'è da dire di fronte al Mistero?
Inchinarsi è troppo poco, genuflettersi è giusto
Cara Madonna Ausiliatrice e Consolata
Proteggici dall'alto
Come fenicotteri che chiedono aiuto alla madre
Nutrici con il pane del tuo Figlio

Sparviero di giorno, guerriero di notte
Il pane spezzato è santo
Il Cristo ritornerà per rendere giustizia ai martiri
Martiri di tutta la terra, unitevi!
La terra è feconda del vostro sangue
Il Signore vi benedice

La volpe bianca
Se sono a destra, mi vuole a sinistra
Se sono qua, mi vuole là
E' una strategia comunista che ti porta in un Gulag virtuale
Dove sei perdente anche se sei vincente
Dove sei ingiusto anche se sei giusto
Tutto è invertito, compresa la sessualità
Del travestito che lavora in chiesa
Nella parrocchia
Sul sacro Soglio

Il papero verde è un marziano
Viene per distruggere al terra
Ma incontra la Madre di Dio
Che lo incoraggia a non distruggere
Perchè spetta agli angeli nell'Apocalisse
Così il papero verde torna sulla sua astronave
E percuote il vento perchè non minacci
Percuote gli alberi perchè non cadano
Ed infine torna al suo pianeta
Che dista dodici galassie dal nostro
E forse non è mai esistito
Ma mi piace credergli
Che anche lui in fondo, crede in Dio

La notte solitaria
Appartiene aagli amanti
Nella presentatrice cattolica
Ho molto desiderato
Un incontro con lei
Signora della televisione
Che ridicolizza la schizofrenia
Prova a tu ad essere schizofrenica
E ti passa la voglia di ridere

Il mollusco creativo
E' in realtà un vegatale
Che anima le colline
Di Augusta Taurinorum
Che di Augusta ha ben poco
Tra immigrati e spazzatura
Non che gli immigrati siano spazzatura
Intendo dire che ci sono sia gli uni che l'altra
La dirige un sindaco volenteroso
Il mollusco creativo fa l'imprenditore
E' un ebreo potente
Che partecipa ai riti della Sinagoga

Genio e follia si incontrano nel cristianesimo
In Schopenauer e soprattutto in Fichte
L'idealismo ed il romanticismo si mescolano
Bevo uns sorso d'acqua corrente
Per non prendere la scossa
E non morire fulminato

Il sito Internet che dirigo
Parla di adozione
In Cabala semplice
Pentagonale e binomica
Non che la Cabala cristiana sia la mia passione
E' solo un hobby che mi interessa

Il giornalista schierato
Storpia i nomi di chi gli sta antipatico
Il nome di una persona è quasi sacro
Lo sa il mio Parroco, lo ignora il giornalista schierato

La medua tutti-i-colori
Piange miseria
Su sè stessa e su gli altri
Ha visto un bel film al cinema
Che le è sembrato brutto
Non è mai contenta di niente
E chi la sopporta?
Solo i santi ed il Padreterno
La medusa tutti-i-colori
E' una bestia rara
Amica della volpe bianca
Vanno a cena assieme
Ora è un po' ammalata
Ma le fa bene
Le rinfranca l'anima e lo spirito
Beve un Cognac
Desidera partorire un medusino
Guai se accadesse
Sarebbe la peggior madre del mondo!

La lavandaia stanca
Usa il sapone di marsiglia
Lava gli indumenti di Mago Merlino
Per renderli più puliti li strofina a lungo
Senza volerlo fa una magia
Mago Merlino si tramuta in coniglio
Nessuno sa farlo ritornare uomo
Allora la lavandaia stanca consulta un mago cattivo
Che cerca di trasformarla in un piccione viaggiatore e lo fa
Diventata un piccione viaggiatore intraprende un lungo viaggio fino al Castello dei Maghi
Qui incontra tre maghi buoni che le danno una formula con cui essere felice
Ella torna da Mago Merlino e pronuncia la formula magica ma non succede nulla
Fu così, che passato un certo tempo, Mago Merlino si rassegna ad essere un coniglio
Caduto - come coniglio - in un lago, un grande pesce lo inghiotte
Mago merlino - coniglio resta nella pancia del pesce per tre giorni
Uscito, ridiventa un uomo, con tutti i suoi poteri di mago
Lancia una sfida al mago cattivo che ha trasformato la lavandaia stanca in un piccione viaggiatore
Il duello dura due tempi più la metà di un tempo
Vince Mago Merlino che è tentato di ritrasformare la lavandaia in essere umano
Ma decide poi di lasciare che sia un piccione viaggiatore perchè non combini più guai
Nel frattempo una milizia neoguelfa marcia sul Castello dei Maghi, che, essendo considerato un residuo neopagano, deve essere distrutto nel nome del Papa
Fu così che la magia scomparve per diventare cabala cristiana ed è conservata a tutt'oggi come tale

La volpe bianca che non riconosce la realtà
Genera schizofrenia
A tutto andare
La realtà a volte è perversa eppure è reale
Bisogna digerirla come una bistecca di stoppa
Di stirpe reale
Che piace all’aquila sabauda
Al leone inglese
Al Liocorno

Il papero bifronte
E’ simbolo strano
Per dire che ogni fronte parla una lingua diversa
Dalla torre di Babele, lui parla due lingue
Il polacco ed il finlandese
Un po’ è cattolico, un po’ è luterano
Il papero bifronte è una creatura dunque ibrida
Non so se sia cattivo o buono
Ma se lo incontri cerca di evitarlo
Perché porta confusione alle menti

Una tazza di tè di fronte ad un pulcino bagnato
Con che coraggio si può prendere
Noi al caldo lui al freddo
Noi ricchi lui povero
E’ uno scandalo la disuguaglianza sociale
Eppure ha un senso se si tolgono gli estremi
Dell’evasione fiscale, della mancata redistribuzione
Sono contro l’imposta ereditaria

La donna imprenditrice ammicca dallo schermo
E’ charmante ed elegante
Sbuca uno champagne dalla cabina di regia
Si stappa e tutti brindano felici
L’inventore delle Geox fa un crudo intervento
Il pagliaccio di paglia esce fuori dalla campagna
Ammicca alla realtà dei contadini
Che sudano con la fronte e mal digeriscono certi discorsi
Ma questa è una storia diversa
Il contadino saggio dice la sua
L’operaio coraggioso avanza con il martello
Combatte la sua lotta comunista
Un prete rosso lo benedice
Io lo disapprovo ma capisco il dolore degli ultimi
Che forse un giorno saranno i primi
Ma sulla terra soffrono il doppio

Un tavolo di concertazione, come la Tavola Rotonda
Come i tre moschettieri
Che lottano per la dignità e per il coraggio
I sindacati uniti agli imprenditori
Non in una concezione fascista
Ma in una nuova collaborazione istituzionale
Che salvi l’Italia dalla crisi

Il dialogo impossibile
Tra la vittima ed il carnefice
E’ in realtà possibile, ma dura poco

La finanza sporca è il fango del denaro
E’ una cloaca a cielo aperto
Che emette i suoi miasmi
Colorati e putridi
Verso il mondo
Una schiera di impuniti ride delle miserie altrui
Che tristezza!
Il papero nero mascherato fa giustizia
Dei predatori di Wall Street e di Milano
Li infilza uno per uno
Dopo la morte e anche prima
Ma questa non è la giustizia umana
Né quella divina
Ma qualcosa che le riunisce entrambe
In una notte di tenebra

La rivista dei pazzi naviga sulla luna
Dove i matti vanno alla ricerca del loro cervello
Una nave fantasma raccoglie tutti i matti
E li porta nel Castello dei Matti
Che non è un manicomio
Ma una celebre location
Vicina a Portofino

Il gatto stralunato è un gatto con un occhio solo
Non ha l’anima perché è un animale ma è molto accorto
Ad esempio, annusa bene i cibi prima di assaggiarli
La famiglia dei gatti lo venera come un esempio
Il gatto in questione fa il maestro elementare
La mattina compra Il Sole24ore
Poi inizia ad investire i suoi risparmi con molta prudenza
Il gatto stralunato è molto amato
Insegna ai gattini-studenti una verità molto semplice: amare conviene
Perché si è saggi nell’amore, si è benevoli nell’amore
E soprattutto il Dio dei gatti insegna ad amare quindi bisogna farlo
Il gatto stralunato insegna matematica ai gattini-studenti
Algoritmi e geometrie esistenziali
Che servono a barcamenarsi in questo mondo di ladri e di lupi

Faccio causa a tutti tranne che a Dio
La conciliazione non mi interessa
Va bene in Oriente e non sempre
Il taxista soprannaturale
Vola in cielo con la sua auto
Indossa scarpe con le ali
Per volare anche con quelle
Porta le anime al di là del fiume
Che scorre nel Cielo
Come Sergio Endrigo canta canzoni mentre guida
Canzoni fantastiche per i bambini e i più grandi
E’ sempre allego, mai triste
Le anime lo salutano stralunate
Felici di vederlo
Fatevi trasportare tutti perché è gratis
Il taxista di cui parliamo non è un angelo
Ma un santo famoso che è entrato in Paradiso
Sette secoli fa
Ora riposa tranquillo mentre lavora contento
Non si affatica mai
Guida il suo taxi celeste senza fermarsi
Intorno al mondo
Vola via più veloce della luce
Trasporta mille anime al dì
Lo troviamo sempre al suo posto
Anche fra mille anni

Il funambolo innamorato
Si è perso in Nietsche
Cadendo nel vuoto
Lo soccorre una ballerina che gli fascia la gamba
I due si sposano
Mettono al mondo un figlio che si chiama Gustavo
Il figlio studia filosofia e ama Heidegger
Prende un sentiero che si perde nel bosco
Ma è un sentiero interrotto
Quindi inizia a drogarsi
Smetterà incontrando un amore superiore
Lo aiuta un don famoso che salva i tossicodipendenti
La filosofia può uccidere e togliere la fede
Meglio non seguire i falsi profeti ed i falsi maestri

La monotonia dei giorni simili che passano tutti uguali
Mi ricorda un treno a vapore che parte sempre allo stesso orario
Ripete il suo viaggio stanco, sempre lo stesso
Un fuoco di sterpaglie si vede dal treno
Un contadino lo ha appiccato
Nello spazio di infinito che separa il suo campo dalla ferrovia
Scatto delle foto alla monotonia
Mi appare come un mostro a due teste
La prima sputa sentenze inutili
La seconda rimuove i ricordi del passato vissuto
La negazione della realtà le è compagna
Non faccio l’analista junghiano
Mi baso su fatti di semplice esperienza
Quando dico che la monotonia è nemica dell’anima

“Voglio di più”, grida qualcuno
Questa filosofia ha fatto il suo tempo ed è ora sostituita da quella che dice “Voglio il massimo”
Mi basta la normalità di tutti i giorni che è facile da raggiungere
Con un po’ di umiltà, abbandonando i sogni irreali dell’infanzia
Che Miller chiama il paradiso
E che personalmente trovo un inferno
Quindi doveva intitolare l’opera “L’inferno ritrovato” anziché “Il paradiso perduto”

Facciamo finta di far l’amore, come fanno i bambini col cuscino
Così il tempo passa un po’
E le nostre anime restano sospese
Tra inferno e paradiso
E la malinconia resta dentro di noi
Come un buon amaro rischiara il nostro cuore
Ferito e perso in una periferia di città

Il sole a mezzanotte
E’ un fatto strano, non raro
La marea avanza
Sotto l’influsso lunare
Il sole spegne la luna
Che per vendicarsi, strizza un occhio al male
Il male risponde dando potere ai maghi sulla terra
Che fanno sortilegi e fatture
Forse inefficaci, ma comunque temibili
Il sole a mezzanotte scompare
Lascia il posto al buio ed agli scheletri elettrici
Che attaccati ad una presa a 220 volt si accendono per la gioia dei bambini

Guardami: sono triste come un gattino su un albero che non riesce più a scendere
Mentre il tempo mi innamora, lascio i sogni perduti
A chi li sa innaffiare come un fiore

Il male ritorna per colore che lo compiono
In castighi, espiazioni e compensazioni
Il Paradiso intanto attende
Mentre mi lasci solo
Torno a pensare ai giorni migliori
Che abbiamo passato assieme
Così come vorrei che tu fossi ancora mia
La luna ci abbraccia
In un abbraccio di felicità effimera
Come un tulipano blu

Il giurista forse non era il mio destino
Ma mi sono sforzato così tanto di esserlo
Che un professore bravissimo e stimatissimo si è invaghito di me
E di un mio articolo
Ma è arrivato un imprevisto
Il dottorato è finito per mia volontà
La follia ha preso il suo posto
E’ entrata come zucchero nel caffè la mattina
Ho passato giorni penosi
Che però non voglio dimenticare
Solo l’oblio della tenerezza falsa e seduttrice
Del successo
Vado cercando scrivendo poesie rare
Per lasciare al prossimo un ricordo di me

Ti lascio una poesia che ti faccia compagnia
Mordo il freno dei sentimenti
Come cavalli al galoppo nella steppa
Cavalieri mongoli avanzano coraggiosi
Scagliano frecce e uccidono
Un ragno di fuoco li ferma per un attimo
E si fermano a pensare quanto è assurda la guerra
Per un istante il tempo rimane immobile a sé stesso
Poi riprende di nuovo

Siete fuori strada se mi giudicate un bigotto
Non mi reputo un giusto ma un peccatore
Ho mille anni ormai dietro di me
Il vecchio West me l’ha insegnato
Che bisogna lottare contro i cattivi
Solo mi sembra di non avere più forze
L’ascia sotterrata esce per nutrire falsi idoli
Che muovono come un esercito di scheletri
Minacciosi e tristi assieme
Il gatto a nove code
Esce fuori da un film noir
Le mosche di velluto grigio si specchiano negli occhi
Così io vengo smascherato per ciò che sono
Amo i protestanti come fratelli
Che sbagliano su due punti: Maria e le opere

E’ meglio così
La Provvidenza è più intelligente di noi
Il fato lascia le sue tracce dolorose
Le conseguenze delle nostre scelte si specchiano nei secoli
Il libero arbitrio esiste veramente
Bisogna avere fiducia in sé stessi e nel futuro
Solo così si costruisce una fratellanza universale ed un mondo di pace
La gara ad ostacoli non mi interessa: la lascio ai cavalli
La poesia è il mio mestiere

Felicità è solo una parola, una semplice parola
Ma come un mattone dopo l’altro la si può costruire

Il gatto strabico prende una cantonata
Scambia una gattina per un’automobile
Fa uno scontro frontale
Ha ragione lui ma dà ragione all’altro
Lo rinchiudono in un gattile speciale
Dove ci sono solo gatti isterici
Il gattino spaventato tenta la fuga ma non ci riesce
Poi lo liberano, dopo tre tempi e mezzo
Lui va in Australia e chiede la mano di una ragazza di nome Matilde, figlia di un agricoltore facoltoso
La ragazza si concede e nascono tre gattini
Qui, Quo e Qua
Hanno uno zio di nome paperino ed un nonno che studia Pop Art
Warhol ne (del gattino) fa un ritratto che viene esposto al Louvre
La didascalia dice: “Il gattino strabico che divenne ricco sposandosi in Australia”
La storia però non finisce qui
Il gattino, con tutta la famiglia, lascia l’Australia per Milano dove diventa un broker di borsa
Speculando al ribasso, nel 2008, diviene ancora più ricco, quasi come Soros
Qui finisce la favola del gattino che visse felice e contento, con Matilde, Qui, Quo e Qua

Mostri giapponesi
Combattono battaglie contro draghi immaginari
Robot giganti sparano missili di improbabile realtà
Mirabolanti avventure divertono in tutto il mondo un pubblico variegato
Il Davide di latta uccide un robot-Golia
La leggenda si ripete
Ma forse è la realtà di tutti i giorni
Che viviamo nella frenesia della vita moderna

Il giornale la mattina e un cappuccino per cominciare bene la giornata
L’abbondanza nel darsi al primo che capita
Con lo slancio di uno sguardo e di un saluto
Con l’innocenza di un fanciullo
Il tè triste il pomeriggio
Affogo in esso i miei dubbi sulla tua verginità mentale
Che forse non è mai esistita

Notti stregate
Aspettando un gol della nazionale che ci renda felici
Ascoltando le note dell’inno nazionale
Il pallone rotola come palla di biliardo verso i birilli
I giocatori corrono e ridono
La palla entra in rete
Un biscotto cade nel latte e diventa immangiabile
Onestà e impegno sono il credo degli sportivi
Il mio credo è l’innocenza
Lo Spirito dei fantasmi ingenui guida i calciatori
Che si dannano per un rigore non dato
Per un gol sfumato
Entro nel sogno sportivo, lo modifico e lo faccio mio
Seguo un racconto di Arpino sul calcio italiano
E’ la vita, dolcezza

Nel vento c’è la mia preghiera
Che a volte salta di palo in frasca
In un nonsense sospeso tra l’infinito ed il cielo

Un vortice infinito
Ingoia spazzatura schiacciata tra due muri che si muovono
Quello che amo dell’amicizia è che dura nel tempo, almeno di solito
Il vortice mangia un vecchio televisore che però funzionava ancora
Poi una bambola di pezza che grida per il dispiacere
Poi ancora un robot di plastica che fa bip bip
Schegge di ricordi se ne vanno nel vortice
Lembi di vite vissute
Con la tristezza dei venti e dei quarant’anni
Che passano in un attimo senza che ce ne accorgiamo
Come l’ispirazione per scrivere poesie che va e viene
Come l’amicizia che va e viene
In un mondo velenoso eppure puro
In un circo di sensazioni e luci
Così come è rara l’umiltà così lo è l’amicizia vera

Ogni cosa al suo posto nel grande muro dei Pink Floyd
Tutti in fila per tre col resto di due
I miei occhi bruciano per la fierezza perduta
Incontrano i tuoi e si baciano
Idealmente e platonicamente
La gazza ladra irrompe nelle nostre vite e miete le sue vittime
Fa dei danni ma non ce ne accorgiamo
Ruba i nostri ricordi infantili
Le posate di casa sono al sicuro
Le monete di cartapesta ingabbiano l’uccello del malaugurio
Che la gazza ladra ci ha portato in casa
E in Giuda canto la mia canzone
Che sa di sapere e sospetto
Per un popolo eletto che lo è ancora ma non ci ama
Anzi prega contro di noi, come noi abbiamo pregato contro di loro

Prego per la conversione degli ebrei: non c’è nulla di male
Un ebreo convertito non è un maledetto nella Torà
Ma un santo spirito divino che scende dalla terra al cielo
Per dire a Dio una cosa nuova che la tradizione non conosce
Gli ebrei ringraziano Cristo che ha portato un’onda di civiltà dolce e appassionata assieme

Sento che è vero questo sentimento nuovo che mi pervade l’anima
Un vento d’agosto è benvenuto
La Pausini canta una canzone dolcissima
La musica pop è fonte di ispirazione per i poeti
Canto assieme a lei che amo
Un pop lento e sonoro, dietro allo schermo del computer
Ma, dice la Pausini, non c’è più tempo per sperare
Ed ha ragione

Lasciando tutto il resto al tempo che non è galantuomo
Ma invecchia i nostri volti e i nostri dolori
Che appassiscono come fiori
Resisto alla volgarità di tante cose che ci circondano
Andando a Messa tutti i giorni

I fiori d’inverno sono come anime congelate
L’ibernazione non mi affascina
E’ un incubo vivere per poi morire per poi rivivere






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