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Poesie de Il Perditempo.org: gennaio 2009, 2

Pensieri e Poesie > Poesie archivio > Poesie 2009

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23-1-2009

Lo scimmiotto imbalsamato
Prega tutto il giorno
Ma ha un cuore di creta
Tanto che tradisce
Gli manca il coraggio per essere fedele
A sua volta viene ingannato
In un blu di Prussia
Riceve fantasticherie sulla sua vita
E si abbandona all’eterno gioco
Della vita errabonda

Tarzan della Jungla
E’ un’avventura un po’ pagana
Il mito del selvaggio non mi appartiene
Ha un cuore di tenebra
Un coraggio da leone
Accompagna i giorni di civiltà
Antica e moderna assieme
Lo scoprono dei civilizzati
Che vanno a caccia di tesori
Ma il tesoro e lui e loro non se ne accorgono
Così Tarzan vince
Ancora una volta vince
E ritorna con le scimmie che sono le sue vere amiche

L’io che abbandona
In un mondo che ti ama
Perso e lasciato
Ritrovi la strada per il Paradiso
Se resti uomo che ama e prega
Nella salvezza interiore sta il segreto
Di chi medita la Legge tutto il giorno
E rende i suoi giorni a Dio
Che tutto può e tutto sovverte
Il vero rivoluzionario
E’ andato sulla Croce
Ma una volta sola prima di risorgere
Come aveva promesso

Il cerbiatto abbandonato
Chiama la sua mamma
Piange miserie
Di una vita ravveduta
Ma ormai persa
Non c’è nulla da fare
Per ritrovare il proprio destino
E’ un segno dei tempi
Che non si può trascurare
L’ago incontra il sasso
E non si spezza
Nel cuore del cerbiatto
Così è per noi
Che rimuginiamo amori finiti
Ma dimenticar si deve
Ciò che è sgradito alla mente
Per perfidia disonesta
Amar si deve
Un giorno solo ancora

La capra sbilenca
Camminava con sole tre zampe
Era un po’ zoppa
Si siede su una panchina del parco Lambro
Si inietta una dose di eroina
Poi piange su sé stessa e muore
Un angelo la caccia via all’Inferno
Che triste destino dopo una vita infelice
La vita di chi ha rifiutato il bene

Il cane stralunato ha visto il terrore di un film horror
Ne è rimasto talmente impressionato che non mangia più
Fino a morirne
Così l’horror è negativo quando uccide
I propri sentimenti spirituali

Ero malato ma nessuno se ne accorgeva
Una mano pietosa si è allungata verso di me ma non l’ho colta
Ho abbandonato i miei studi come vergine fugge dallo sposo di fronte all’altare
Ed ora mi trovo misero e povero a quarant’anni
Un fiume in piena era la mia giovinezza
Ma non restano che ricordi sbiaditi
Di un passato triste e traditore

Il vento soffia sulla musica
L’anima mia è turbata
Coltrane suona il suo sax meraviglioso
Musica divina mi inonda
Come in Bach


Il biscotto abbandonato
Fa gola ad un cane di plastica
Che non ha odore né sapore
Prega per i suoi figli
Sotto una lampada di alluminio
E crede in Dio fermamente
Tanto da stupirmi
Per i suoi occhi azzurri
Cotto nella gelatina
Ha un altro sapore
Rimane stupito che io lo mangi
Quando viene l’alba
E tutti dormono
Ma non è così che si fa
La vita è troppo bella, molto più bella di quanto immagina

Il vulcano spento
Emette pochi fumi
Che ammiriamo estasiati
Lo scaliamo sino al cratere
Senza alcuna protezione
Lo amiamo come un figlio
In Sicilia come in Sardegna
Un amaro accompagna la scalata
Un rabarbaro raro
Che sa di rabbia ed amicizia

24-1-2009

E’ raro ma può accadere
Che Sergio sia di buon umore
Come coccinella smarrita
Si inventa un dramma per vivere

Non ha capito l’enigma in cui ci muoviamo
Come nel traffico cittadino
Le nuvole cadono sulla terra e fanno un tonfo che si sente da Torino a Milano
Il Padre annuncia un anno di benedizione
E Cristo non scende dalla Croce ma benedice
Così gli angeli faranno ritorno
Sulla terra di nuovo grata
E nei cieli azzurri e senza nuvole

Il mostro che opprime i nostri giorni
Ha un nome scritto nei cieli
E’ stato scomunicato ma morde e ulula ancora
Sotto la pioggia
Sotto il sole continua a perseguitare i giusti e gli ingiusti
Ora è quasi morto
Che Dio lo perdoni!

Attenzione, attenzione!
La mela è matura
La donna fiorisce
Il melo è pieno di frutti
Il gatto si arrampica ma non vede la fine dei suoi dolori
Il giovane impazzisce per un attimo di felicità
La lotta psichiatrica è appena iniziata
Qualcuno lo redime dall’alto
E lui scappa con un cagna che non fa per lui

Non mi muovo dalla stella che conduce
Che salva e catalizza energie buone
Sta in mezzo a una chiesa
Un viola forte la ottunde
Ma la rende ebbra di felicità
Così la stella si trasforma in cavallo alato
Che vola nei cieli per non tornare più

Mi iscrivo al Partito se il Signore lo vuole
Il Partito della luna storta
Che ammicca agli innamorati
Che ho appena fondato nel mio cuore
E che non domina nessuno tranne sé stesso (a volte neanche quello)
Così mi addormento all’ombra di un glicine
Per tornare dentro di me
Per risvegliarmi da questo sonno
Che dura da trent’anni
Due rose, una rosa l’altra rossa
Mi cingono i fianchi
Come un nobile guerriero
L’alabarda pronta all’uso
E un passero nel mio cuore

E mi addormento beato e felice
Dopo una giornata di lavoro
Meglio stanco che accidioso
Ma è solo un sogno di un invalido
Che nutre sentimenti di vendetta
Propositi di morte
Verso il prossimo e verso sé stesso
Qualunque cosa accada
Il lampione verde sta a guardare
Mentre l’invalido si suicida per rinascere
In una notte fonda
Che sa d’estate calda anche se siamo in pieno inverno

Vediamo cosa si può fare
Cavalcare l’onda o morire al mondo
Per rinascere su un’isola tropicale
Dove non ci sono impegni
Ed il sole ti scalda le ossa rotte

Il barone salta in aria su una bomba
Lo scoppio lo proietta sopra di una mongolfiera
Che lo porta lontano
Dove non opprimerà più nessuno
Un sole sbiadito fa da cornice alla mongolfiera
Che passa veloce sul mondo
Fa tre giri del mondo
Poi si ferma a Parigi, tappa finale
Qui il barone diventa un agricoltore in un piccolo orto
Un orto di poesie rare
Che tengono compagnia ai bambini del mondo

Una ragazza cattolica
Con i capelli rossi si affaccia in sacrestia
Muove domande strane
E’ piena di vita
Un cagnolino simpatico l’accompagna
La tiene sveglia la sera
E quando viene notte
Dolcemente si addormenta
La mattina si sveglia e si lava
Pensando ad un giorno allegro
Che le tenga compagnia

Il trapezio incantato
Si ammanta di stelle
Diventa un diamante di ghiaccio
Su cui investono i petrolieri
Fino a divenirne ricchissimi
E si fasciano la testa con problemi inesistenti
Ora capisco la gloria e l’arcano
Che mosse Ulisse in giro per il mondo sino ad Itaca
Un giorno di gloria e di vendetta
Contro i proci
Il trapezio canta una canzone
Che i petrolieri ascoltano
Sono loro i proci del duemila
Ma non c’è nessuno Ulisse che li uccida
Solo un Cristo che dalla Croce li richiama ai loro veri doveri

Non c’è dubbio, sono un po’ scemo come pensa mia madre
Sono nato così, che ci posso fare?
Un giorno ho domandato ad una ragazza se mi sposasse ma non ho capito la risposta
Ma Dio ama anche gli scemi come me
Per questo scrivo poesie e pensieri in libertà che dedico a Lui

L’orsacchiotto spelacchiato
E’ di nuovo sulla pista di ghiaccio dove cade ripetutamente
Si è fatto un po’ male
Una ragazza lo consola e lui scopre di desiderarla
I due escono assieme e nasce un figlio
Che chiameranno Davide
Nessun riferimento alla Bibbia, semplicemente gli piaceva quel nome
Ora vivono felici a Cuneo
Dove Totò ha fatto il militare nella finzione di un film
E dove io ho alcuni parenti
Ma lasciamo perdere me
I due che hanno fatto un figlio si separano
Il figlio impazzisce dal dolore e arriva vicino al suicidio
Ma incontra una brava ragazza che lo innamora
Così anche lui fa un figlio che chiamerà Andrea
E che lo amerà fino alla fine dei suoi giorni

La calura estiva quando scoppiò la guerra
Tra topi e ragni
Una guerra cruenta
Incubo della mia realtà quotidiana
Sogno della mia infanzia
Vinsero i topi alla guerra dei bottoni
Topi e ragni erano bambini coi loro soprannomi
Le guerre tra bambini sono segno che la guerra è nel DNA dell’essere umano

La mia ragazza è triste
Perché quando avevo dodici anni
L’ho tradita per la Madonna
Non potevo avere l’una e l’altra
Così mi sono specchiato in un lago salato
Dove ho fatto un bagno caldo
Ma senza di lei

Un gentiluomo in frac
Muove il cavallo a scacchi
Si ferma in una radura
Di pesche selvatiche
Accetta un nonsenso
Accenna un sorriso
Mentre perde la sua partita con la vita
Che ne sarà di lui?

Un figlio impazzito è come un fiore che appassisce

Truffe incredibili in danno del Fisco
Saltimbanchi dell’evasione
Patrimoni miliardari rubati
Richiedono che il picchio giallo
Scavi nella verità del furto commesso
Picchiettando sul patrimonio conteso
Che ciascuno spera di recuperare
Per il bene della collettività

La zanzara nemica
Non succhia il sangue
Ma disturba il tuo destino
Con iniziative inopportune
Scompiglia i tuoi piani
Forse è Dio
Forse è un demone
Chi può saperlo?
Se non ci fosse un angelo a suggerirtelo

Il cavallo del west
Appare e scompare dietro una tenda rossa
Si cinge le vesti di glorie passate
Ha poco amato e molto si è adirato
Ma un corvo possente l’ha avvisato
Che la vita è breve ed il memento mori
Giunge da un pulpito inaspettato
Come uno specchio ingiallito
Che segna le ore d’inverno
Finche giunga la Pasqua
E tutti viviamo più sereni

Il possesso nel diritto inglese
E’ un presente di natura feudale
Un concetto giuridico semplice
Ma ancora non ben esposto

Il senatore Andreotti è un eroe nazionale
D’oro colato è la sua intelligenza
Lunga vita a lui e alla famiglia
Di notte viene il lupo
Il mercenario fugge
Andreotti non è mai fuggito
E’ un buon pastore
Che veglia sulle pecore democristiane ed anche sulle altre

Biancaneve sotto il sole
Non si abbronza ma si affatica
In un profluvio di parole
Che sembrano mai dette
Eppure emergono dal vento
Che le trascina a valle
Valle di montagna
Uno scoiattolo la guarda
Nota la sua bellezza antica
E si lascia trasportare dalla folla
Che inferocita
Anela ad una nuova vita

Le mie idee politiche
Si aggirano in una valle oscura
Dove un lumicino le rischiara appena appena
Da tal chiarore emerge una bandiera bianca
Che non è né resa né ignoranza
Ma la speranza di un avvento
Di una classe politica seria
Che aiuti i poveri ed i vecchi
I malati e gli affamati
Per essere benedetta
E per essere di conforto
A chi ne ha bisogno

A ciascuno il suo
Nel senso che ognuno è ciò che si merita
E deve accettarsi per come Dio lo vuole
La stoltezza è in agguato
Per ricacciarla da dove è venuta si deve lodare
Chi sta più in alto di noi
Nella scala celeste
Che Dio ha stabilito

L’asina ballerina
Lavora in un circo
Dove canta una canzone soave
Per gli increduli e gli inetti
Che sono anch’essi figli di un unico Padre
Rischiara la sua voce dolce
E illumina la luna con i suoi pensieri
Che lascia passare un po’ di acqua in un secchio
Dentro al quale l’asina si tuffa
Quasi fosse al mare
Uno sconforto la prende
Di essere nata povera

25-1-2009

Possibile che tu non parli?
Mi guardi e non parli
Come fiore nel deserto
Il tuo silenzio è raro
Ma dispettoso insieme
E non mi importa che sorridi
Perché non ho più voglia di sostenerti
Quando cadi e non ti rialzi
Ora ti lascio, cara
Con una musica veloce
Che ritma il tempo dell’abbandono

Entro in possesso di un pezzo del deserto
Pianto la mia bandiera in mezzo
Mi faccio una tenda e dormo
Così ho il mio spazio da eremita

La bandiera gialla non è come tutte le altre
Sventola all’incontrario
Per ricordarci che le cose possono mettersi male
Luna maledetta incombe su di noi
E una cantante perde la sorella
Nella notte buia del rimorso

La mucca malata stramazza a terra
In India e muore
Una folla incuriosita la circonda
La pone su una pira e la brucia
Uno sciamano canta un canto popolare
Che inneggia alla sua anima
Che si reincarna in una donna

L’araba incatenata
Grida il suo dolore
Per la mutilazione
Subita in Africa
Un pezzo di sé è perso
Un ventilatore sul soffitto è il suo ricordo
Di gesso e sangue

Attenzione attenzione, arriva il lupo
L’ho gridato molte volte
Ed è arrivato veramente
Nelle sembianze di una strega cattiva
Che voleva rubarmi mia madre
Ma ho salvato la mia anima e mia madre
Lodando il Signore
Che si è piegato su di me misericordioso
E con il suo braccio forte ha schiacciato il lupo
Ora non dimentico le meraviglie del Suo nome
Il suo Spirito Santo agisce di generazione in generazione
Ed un profeta solitario annuncia la Sua salvezza

Il fiore aperto si chiude quando c’è della luce
La sua bellezza abbaglia i marinai
Che approdano a terra
Uno scoiattolo viola lo coglie e ne muore

La virgola fa l’amore con il due punti
Ne nasce un punto interrogativo
Che interroga i potenti
Qual è il più bello del reame?

Il cuculo addormentato
Viaggia di notte su un sogno infranto
Si sveglia di sera
Per non tornare più nel nido
Dove si sono celebrate le nozze
E spera ancora
In un diverso amore
Che lo porti in paradiso
Donde fu tratto
Un giorno di giugno

Non faccio l’errore
Di sperare nell’impossibile
Ma spero in qualcosa che non tramonta
Nell’amore eterno dei miei pensieri

C’è vita su Marte?
Lo chiedo al topolino noto
Ma mi risponde strano
Forse è un po’ fatto di coca
E attacca un lungo discorso
Sul sesso degli angeli
Che proprio non mi interessa

E il dado scoppiò a piangere
Mentre rotolava sul tappeto verde
Per il furto subito
Di tanto denaro
Il cammello bianco
Esultò di vittoria
Il proprietario del Casinò si trastullava tra belle ragazze
Ed il dado si mosse contro ogni sospetto di essere truccato
Tornò alla base e non fece più ritorno

La grossa bolla d’aria
Fatta di plastica
Rosa shocking
Entra in una gioielleria
Compra quattro diamanti
Poi li vende e compra un campo
Da arare e lavorare
Il Signore la ascolta
Mentre ride goduta e lavora
Ancora un giorno e mezzo
Prima di morire

Il verme nudo
Veste Armani
Poi si toglie la vestaglia
E si getta in piscina, all’aperto
In un club famoso
E’ un rumore sordo quello che fa quando incontra l’acqua
Penetra sott’acqua e si inchina ad una sirena
Poi tranquillo poetizza
Di gesta eroiche mai compiute
Di un sangue nobile che non ha
E viene subito da dormire
Pensando alle falsità che racconta
Ma alla fine dello stivale
C’è una morale sudista
Che insegna a diffidare di chi troppo si vanta

La baracca spenta
Contiene i resti di un gallo morto
Forse in battaglia
Le ossa scarnificate
L’elmo per terra, fuori dal cranio
Una vita persa e disperata
Un dolce dormire
Un dolce sperare
Che ancora risuona dei rumori della guerra
Persa ma in realtà vinta

Il piromane bambino
E’ anche un po’ cleptomane
E perverso
Con tendenze omosessuali
Un Edipo irrisolto
Sogna una brava ragazza
Che arriva ai dodici anni
Ma lui non sa cosa farci
Anche se lei è disponibile
Così torna solo ed impazzisce
Dopo aver dato fuoco alla propria casa

La vergogna
E’ un sentimento sano
E’ un po’ di autostima repressa
Un angelo impaurito
Suggerisce il rossore
Di antica memoria
Come uva schiacciata
Produce buon vino

Invito alla festa
Per danzare sulla spiaggia
Alla luce di un fuoco acceso
Con poca legna
Sei troppo bella per essere vera
Perla preziosa
Sabbia negli occhi
Per non guardarti più
Ma è un errore fatale


La candela di mare
E’ tipo un cavalluccio marino
Ma non esiste
Perciò ne scrivo: per darle forma
Non si può accendere perché l’acqua la spegne subito
Però mangia e si muove come una medusa
Cosa sarà?
E chi lo sa!
Comunque beato chi l’ha vista
Perché è proprio graziosa
In via dei matti numero zero

La patata bollente passa di mano in mano
Come la bomba che sta per scoppiare
Un anarchico mi investe con la sua invidia
Sono un po’ frastornato ma lo invito a casa mia
Per mostrargli la mia ricchezza, che è poca cosa
Così, spero, da placare la sua invidia
Ma quello sbraita ed insulta
Finché qualcosa lo tacita
Ma è un ricordo del passato
Che lo placa per pochi minuti
Poi lo caccio di casa
Così me ne libero per sempre

Immagina un mondo diverso
Dove Dio si faccia presente ad ogni uomo
E ci sia la pace per sempre
I matti escano dagli istituti
Per correre felici nelle strade
Con un aquilone in mano
Con scritto sopra qualcosa in sanscrito
Che nessuno può capire

Mi abbandono all’innocenza dell’infanzia
Succhio il latte materno
Mi oscuro di rabbia
Un giorno raro
Che è un grido di pietà
A chi può ascoltarlo

26-1-2009

Il birillo smarrito
E’ un tipo dappoco
Ma sa amare
E’ un giurista maldestro
Osa sperare nel meglio per la sua vita
La luna lo illumina
Canta una bella canzone
Che racconta di un cuore nero
Strappato dal petto
Per un sacrificio sadico
Il birillo smarrito odia il sadismo
E la crudeltà mentale
Così si rassegna
Alla crudeltà altrui

Un tipo passa per un viottolo
Nota che il tempo passa e non si arresta un’ora
Prende il bivio a destra
Incespica su un sasso verde parlante
Gli chiede che ore sono e il sasso glielo dice
Poi si tuffa in una pozzanghera e sparisce
Riemerge in un fiume a cento chilometri di distanza

Tolgo il male che è in me
Con la preghiera e il digiuno
La musica rimbomba nell’aria
Musica rock e folk
Una colomba vola
Ma qualcuno la prende al volo
I pescatori di uomini mi aiutano a ritrovare me stesso
E così non affogo nel mare oscuro della vita

In pochi spiccioli
Si può abusare del tempo
E tradire un amico
Amore, sei lontano
Eppure ti amo lo stesso
Contro i malvagi che imperversano
Abbracciamoci più forte
Per non essere sopraffatti
Il tempo ci è nemico
Passa inesorabilmente
Sopra i nostri cuori
Abbassiamoci a cercare
L’amuleto d’oro
Il calice santo
La pietra verde
Perché nessuno possa dire
Che siamo stati fermi a contemplare il nulla
Come dei matti
Ancora non redenti

Il professore ricco
Insegna all’università dei poveri
Materie comparatistiche
Che affondano le radici nell’antropologia
Si veste di immaginazione
Copre le sue piaghe da cui escono vermi
Così nessuno le vede
Un bambino dice che è nudo
Ma nessuno ci crede

La menorah scandisce i giorni
Fuori dall’aeroporto di Tel Aviv
Dedicato a Ben Gurion
Un ortodosso prega in silenzio e non saluta i passanti
Io faccio un bagno nel mare
Chiedo ad una donna incontrata a caso di unirsi a me
Non risponde
Chissà a cosa pensava

Bocca di rosa portava l’amore al commissariato
E’ una prostituta originale
Che sa di primavera
Ma non dimentica il passato di bambina
Quando giocava alla settimana sul marciapiede
Premoniva il suo futuro
Ma la prostituzione è una sua scelta

Il grillo silenzioso è amico del grillo parlante
Chi è questo grillo silenzioso?
Un professore maturo che si nega al prossimo
Ma spara giudizi su tutti
Peccato che, evangelicamente, non guardi sé stesso

Il comodino aperto
Come la tasca di eta-beta
Nasconde oggetti di ogni genere
Ad esempio un ferro da stiro magico che stira da solo
Poi una vasca jacuzzi
Un gattino di peluche che miagola sul serio
E un fondo di verità sulle colpe nostre ed altrui
Che è la cosa più importante

Mustafà il pasticcione
Vola su un tappeto motorizzato
Si assuefa alla calura estiva
Perde briciole di pane
Mentre mangia un panino
E si beve un po’ di vino
Anche se è un po’ brillo
E’ felice come un grillo

La birra gelata
Sui cui pattinano i vignaioli
E’ un controsenso informato
Per sapere ogni cosa
Sulla produzione di alcolici

Benedico il vento
La pioggia e tutto il resto
Perché mi fanno sentire vivo
Anche in inverno
Quando inizia il letargo
E si aspetta la stagione degli amori
Che per qualcuno arriva e per qualcuno no
Così la bandiera rossa
Sventola in tutte le stagioni
Anche se ha torto
Qualcuno la brandisce
E conosce le tappe dell’avvenire
Meglio di chiunque altro

L’elmo smarrito da un soldato in corsa che fugge dalla zona di battaglia
Viene ritrovato da un bambino che ci gioca
Gli appare un angelo che racconta scene di guerra
Il bambino si spaventa e scoppia a piangere
Poi va a casa e racconta tutto alla madre
Che prende l’elmo e lo appende ad una parete di casa
Vicino al muso di uno stambecco imbalsamato
Ed è così che guerra e caccia si incontrano
Nei sogni del bambino
Che sarà a sua volta soldato

Il cuculo addormentato
Viaggia di notte su un sogno infranto
Si sveglia di sera
Per non tornare più nel nido
Dove si sono celebrate le nozze
E spera ancora
In un diverso amore
Che lo porti in paradiso
Donde fu tratto
Un giorno di giugno

Non faccio l’errore
Di sperare nell’impossibile
Ma spero in qualcosa che non tramonta
Nell’amore eterno dei miei pensieri

C’è vita su Marte?
Lo chiedo al topolino noto
Ma mi risponde strano
Forse è un po’ fatto di coca
E attacca un lungo discorso
Sul sesso degli angeli
Che proprio non mi interessa

E il dado scoppiò a piangere
Mentre rotolava sul tappeto verde
Per il furto subito
Di tanto denaro
Il cammello bianco
Esultò di vittoria
Il proprietario del Casinò si trastullava tra belle ragazze
Ed il dado si mosse contro ogni sospetto di essere truccato
Tornò alla base e non fece più ritorno

La grossa bolla d’aria
Fatta di plastica
Rosa shocking
Entra in una gioielleria
Compra quattro diamanti
Poi li vende e compra un campo
Da arare e lavorare
Il Signore la ascolta
Mentre ride goduta e lavora
Ancora un giorno e mezzo
Prima di morire

Il verme nudo
Veste Armani
Poi si toglie la vestaglia
E si getta in piscina, all’aperto
In un club famoso
E’ un rumore sordo quello che fa quando incontra l’acqua
Penetra sott’acqua e si inchina ad una sirena
Poi tranquillo poetizza
Di gesta eroiche mai compiute
Di un sangue nobile che non ha
E viene subito da dormire
Pensando alle falsità che racconta
Ma alla fine dello stivale
C’è una morale sudista
Che insegna a diffidare di chi troppo si vanta

La baracca spenta
Contiene i resti di un gallo morto
Forse in battaglia
Le ossa scarnificate
L’elmo per terra, fuori dal cranio
Una vita persa e disperata
Un dolce dormire
Un dolce sperare
Che ancora risuona dei rumori della guerra
Persa ma in realtà vinta

Il piromane bambino
E’ anche un po’ cleptomane
E perverso
Con tendenze omosessuali
Un Edipo irrisolto
Sogna una brava ragazza
Che arriva ai dodici anni
Ma lui non sa cosa farci
Anche se lei è disponibile
Così torna solo ed impazzisce
Dopo aver dato fuoco alla propria casa

La vergogna
E’ un sentimento sano
E’ un po’ di autostima repressa
Un angelo impaurito
Suggerisce il rossore
Di antica memoria
Come uva schiacciata
Produce buon vino

Invito alla festa
Per danzare sulla spiaggia
Alla luce di un fuoco acceso
Con poca legna
Sei troppo bella per essere vera
Perla preziosa
Sabbia negli occhi
Per non guardarti più
Ma è un errore fatale


La candela di mare
E’ tipo un cavalluccio marino
Ma non esiste
Perciò ne scrivo: per darle forma
Non si può accendere perché l’acqua la spegne subito
Però mangia e si muove come una medusa
Cosa sarà?
E chi lo sa!
Comunque beato chi l’ha vista
Perché è proprio graziosa
In via dei matti numero zero

La patata bollente passa di mano in mano
Come la bomba che sta per scoppiare
Un anarchico mi investe con la sua invidia
Sono un po’ frastornato ma lo invito a casa mia
Per mostrargli la mia ricchezza, che è poca cosa
Così, spero, da placare la sua invidia
Ma quello sbraita ed insulta
Finché qualcosa lo tacita
Ma è un ricordo del passato
Che lo placa per pochi minuti
Poi lo caccio di casa
Così me ne libero per sempre

Immagina un mondo diverso
Dove Dio si faccia presente ad ogni uomo
E ci sia la pace per sempre
I matti escano dagli istituti
Per correre felici nelle strade
Con un aquilone in mano
Con scritto sopra qualcosa in sanscrito
Che nessuno può capire

Mi abbandono all’innocenza dell’infanzia
Succhio il latte materno
Mi oscuro di rabbia
Un giorno raro
Che è un grido di pietà
A chi può ascoltarlo

26-1-2009

Il birillo smarrito
E’ un tipo dappoco
Ma sa amare
E’ un giurista maldestro
Osa sperare nel meglio per la sua vita
La luna lo illumina
Canta una bella canzone
Che racconta di un cuore nero
Strappato dal petto
Per un sacrificio sadico
Il birillo smarrito odia il sadismo
E la crudeltà mentale
Così si rassegna
Alla crudeltà altrui

Un tipo passa per un viottolo
Nota che il tempo passa e non si arresta un’ora
Prende il bivio a destra
Incespica su un sasso verde parlante
Gli chiede che ore sono e il sasso glielo dice
Poi si tuffa in una pozzanghera e sparisce
Riemerge in un fiume a cento chilometri di distanza

Tolgo il male che è in me
Con la preghiera e il digiuno
La musica rimbomba nell’aria
Musica rock e folk
Una colomba vola
Ma qualcuno la prende al volo
I pescatori di uomini mi aiutano a ritrovare me stesso
E così non affogo nel mare oscuro della vita

In pochi spiccioli
Si può abusare del tempo
E tradire un amico
Amore, sei lontano
Eppure ti amo lo stesso
Contro i malvagi che imperversano
Abbracciamoci più forte
Per non essere sopraffatti
Il tempo ci è nemico
Passa inesorabilmente
Sopra i nostri cuori
Abbassiamoci a cercare
L’amuleto d’oro
Il calice santo
La pietra verde
Perché nessuno possa dire
Che siamo stati fermi a contemplare il nulla
Come dei matti
Ancora non redenti

Il professore ricco
Insegna all’università dei poveri
Materie comparatistiche
Che affondano le radici nell’antropologia
Si veste di immaginazione
Copre le sue piaghe da cui escono vermi
Così nessuno le vede
Un bambino dice che è nudo
Ma nessuno ci crede

La menorah scandisce i giorni
Fuori dall’aeroporto di Tel Aviv
Dedicato a Ben Gurion
Un ortodosso prega in silenzio e non saluta i passanti
Io faccio un bagno nel mare
Chiedo ad una donna incontrata a caso di unirsi a me
Non risponde
Chissà a cosa pensava

Bocca di rosa portava l’amore al commissariato
E’ una prostituta originale
Che sa di primavera
Ma non dimentica il passato di bambina
Quando giocava alla settimana sul marciapiede
Premoniva il suo futuro
Ma la prostituzione è una sua scelta

Il grillo silenzioso è amico del grillo parlante
Chi è questo grillo silenzioso?
Un professore maturo che si nega al prossimo
Ma spara giudizi su tutti
Peccato che, evangelicamente, non guardi sé stesso

Il comodino aperto
Come la tasca di eta-beta
Nasconde oggetti di ogni genere
Ad esempio un ferro da stiro magico che stira da solo
Poi una vasca jacuzzi
Un gattino di peluche che miagola sul serio
E un fondo di verità sulle colpe nostre ed altrui
Che è la cosa più importante

Mustafà il pasticcione
Vola su un tappeto motorizzato
Si assuefa alla calura estiva
Perde briciole di pane
Mentre mangia un panino
E si beve un po’ di vino
Anche se è un po’ brillo
E’ felice come un grillo

La birra gelata
Sui cui pattinano i vignaioli
E’ un controsenso informato
Per sapere ogni cosa
Sulla produzione di alcolici

Benedico il vento
La pioggia e tutto il resto
Perché mi fanno sentire vivo
Anche in inverno
Quando inizia il letargo
E si aspetta la stagione degli amori
Che per qualcuno arriva e per qualcuno no
Così la bandiera rossa
Sventola in tutte le stagioni
Anche se ha torto
Qualcuno la brandisce
E conosce le tappe dell’avvenire
Meglio di chiunque altro

L’elmo smarrito da un soldato in corsa che fugge dalla zona di battaglia
Viene ritrovato da un bambino che ci gioca
Gli appare un angelo che racconta scene di guerra
Il bambino si spaventa e scoppia a piangere
Poi va a casa e racconta tutto alla madre
Che prende l’elmo e lo appende ad una parete di casa
Vicino al muso di uno stambecco imbalsamato
Ed è così che guerra e caccia si incontrano
Nei sogni del bambino
Che sarà a sua volta soldato

Il codardo ammalato
Fugge di fronte al fato
Che lo insegue senza tregua
Cerca di fare delle scelte
Ma vanno tutte a vuoto
Una candela rimane accesa
Per ricordarlo ora che è morto

27-1-2009

La gallina che salta e canta
Fa uova di ferro
Ma non sa perdersi
In sé stessa
Un cielo nero incombe su di lei
Premonisce un destino infausto

Il barone di ferro
Vola su una mongolfiera
Si mangia dei pasticcini
Va a Messa la domenica
Poi si ritira in preghiera
E salta un fosso pieno d’acque gelide
Non vuole sposarsi né sorprendersi fidanzato
Tocca fili elettrici senza fulminarsi
Poi ritorna alla sua capanna
E si addormenta felice e beato

Il covo di brigatisti
Si camuffa da sindacato
Un deposito di armi
Viene scoperto dalla polizia
Un coniglio verde annuncia la notizia
Che tutti i telegiornali riportano
Ma è solo un gesto di pace
Quello che si offre al pubblico

28-1-2009

La cernia smarrita si aggira per i fondali
Ha perso il suo papà, divorato da un luccio
Cerca una casa in collina per andarci ad abitare
Si offende un po’ per la poca cortesia dell’agente immobiliare
Poi torna nell’acqua e pensa che lì è meglio
Intanto da un tetto qualcuno grida cose sante
E la cernia si pone in ascolto e si converte
Così prosegue la sua vita da orfana
Senza che nessuno la stia a sentire veramente

Il pagliaccio inventato da un disegnatore
Muove strani passi sul palcoscenico
Va un po’ avanti e un po’ indietro
Fa una capriola esistenziale
Mangia una mela bacata
E si riposa sulle ginocchia di una spettatrice
Che è molto carina
Poi si alza e fa il suo numero
Buffo e volgare insieme
Un leone scappa dalla gabbia e lo saluta
Sono sempre stati amici

La maschera gialla cambia colore a seconda dell’umore di chi la porta
Fa degli scherzi strani
Ad esempio si arriccia sul naso e non c’è modo di distenderla

La moda è un’avventura celestiale
Gli abiti sfilano come cavallucci marini uno in fila all’altro
Le modelle sono folate di vento caldo
Che passano colorate
Dentro un bicchiere vuoto
Che sa di adrenalina
Come ascoltare buona musica
Su All Music
E non pensarci più

L’armadio dove tutto scompare
E’ dentro casa mia
Basta mettere dentro qualcosa e non la ritrovi più
C’è, ci deve essere un passaggio segreto
Dove le cose passano ad un mondo migliore
Dove realtà incantate vivono e soffrono
E’ un caso che non ci sia entrato anch’io
Come si è visto in un film

E’ tutto più veloce nel mondo dei giovani di oggi
Tutto passa in un amen
Come insegna il corvo solitario e nero
Ed una canzone allegra risuona alla radio
Dove le star sono più vive che mai
Ma hanno cambiato mestiere
Per inventarsi un’attività ginnica
Che si vede alle Olimpiadi

Il cioccolato fondente si scioglie sino a formare un fiume
Che scende verso valle
Al posto dei pesci ci sono caramelle
I bambini le prendono e le mangiano
Diventano improvvisamente adulti
Che sentono il peso della responsabilità della vita e ne vengono schiacciati
Quindi si ammalano gravemente
Un dottore capisce che è tutto colpa delle caramelle nel fiume di cioccolato
E cerca di fare qualcosa per fermare il fiume
Ma non è possibile farlo, così i bambini che le mangiano continuano ad ammalarsi
E sarà così ancora per molti, molti anni fin quando il fiume di cioccolato si fermerà spontaneamente

29-1-2009

Lo scimmiotto imbalsamato
Canta un canto gregoriano
E’ un grande frate
Dell’ordine di San Francesco
Beve un po’ di miele
Si ingelosisce al mio passaggio
Ma chi mai l’ha invocato?
Non certo io

La bomba che scoppia fiori
Rose e camelie
Di vari colori
Me l’ha regalata un anarchico
Che ha cambiato vita
Come ho fatto io
Che mi dedicavo al diritto
Ed ora proseguo di traverso
Per una valle oscura
Per un tunnel di cui vedo l’uscita
Non farò mai più il giurista
Giuristi cattivi cristiani, ha scritto qualcuno

L’ebreo non capisce la Lettera agli ebrei
Gesù ha detto “Nemo profeta in patria”
Ed “attirerò tutti a me”
Sono passi del Vangelo
San Giovanni ha detto che le tenebre non hanno accolto la luce
Quindi il Nuovo Testamento non dice che il giudaismo scompare ma il contrario
Caro Gad, rifatti una cultura cristiana autentica

La donna impazzita
Uccide a ripetizione poliziotti
Suo marito era un pilone della luce
Conficcato nel cuore
Di mille preghiere
Una basta ed avanza
Per nutrire la sete di Luce

L’incavo nella pietra in montagna
Nasconde un ragno gigante
Che è anche capace di mentire
Per fare la sua ragnatela di potere
Che qualcuno ha concepito
Prima che lui esistesse
C’è la mafia anche in montagna
Solo è intessuta di mentalità antica
Come quella siciliana
Ma è meno matura e violenta

Il regalo più grande che si possa ricevere
E’ la salute in Cristo
Che è pegno di salvezza eterna
Ma le lacrime scendono per gli errori passati
E non c’è più bisogno di parlare
Perché le lacrime parlano esse stesse
Così mi innamoro di Lui
Che è il più grande Maestro
Il buddhismo a suo modo è santo

Il Paradiso affollato
E’ un sogno di molti
Musiche celesti
Accompagnano la visione di Dio
Un anatroccolo rosa canta un’allegra canzone
Ciò che facciamo è importante
L’ho dimenticato un giorno di maggio

Ciclismo in riviera
Il mare come portafoglio
L’orizzonte all’incontrario
E tu come mia compagna eterna
Che oggi sei in una città straniera
Ma sempre dolce e tenera

Il sacerdote giovane
Che dice Messa il mercoledì
E un messia mancato
Con parole soavi
Ti introduce alla verità filosofica
Di Platone e Sant’Agostino
Un serpente solitario morde
Ma non nuoce
Se non inizi una nuova strada che va in perdizione
L’elmo di Scipio non ti protegge
Ma insiste a richiedere una fedeltà sbagliata
In un lampo di terrore
Che si abbatté sul Sacro Soglio

La vipera moderna
In un negozio di profumi
Morde ma è innocua
Un’arancia sbarazzina
Fa da sfondo per un quadro chic

30-1-2009

La spatola russa
Rimuove calce viva
Dai miei occhi
Dal mio cervello
Per mettermi in riga
Per donarmi una spiga di grano
E farmi prete
A mezzogiorno
All’alba
Sui sentieri scoscesi
Di mezza memoria fa

Ho adottato un cucciolo
Semplice e di peluche
Che sta davanti al mio letto
Testimone delle mie notti
Secerne un profumo per ambienti
Che ancora si sente se fai attenzione
Ma lo amo come un bambino
Forse sbaglio

C’è un pinocchio sul tetto che sogna di saltare giù
Una vecchia suora cerca di convincerlo a scendere
Lui ci pensa poi salta ma non si fa niente
Diventa povero e rimpiange i giorni in cui era sul tetto

Il cappello pieno d’acqua
A Londra fa uno scherzo
Versa l’acqua in una fontana asciutta
Piena di monetine
Gialle e rosse
La Regina si arrabbia e lo fa arrestare
Lui va in carcere e non dice niente di fronte a chi lo interroga sui motivi del gesto
Un giorno esce dal carcere e torna in Belgio, il suo Paese
Ascolta musica pop e si fa una birra

Amore che mi abbandona in un gesto di rabbia
Ti amo lo stesso nonostante la tua incostanza
Che mi ha contagiato
Tanto che non so fare nulla per più di tre anni

Resto con te, amore della mia vita, resto con me
Per trovare me stesso, per salvarmi

Il cappello di cristallo
Sopra un fenicottero
Rosa, è molto bello
Ma pericoloso
Perché emette radiazioni extraterrestri
Che percepisco anch’io
Nonostante la mia sordità

Nonostante tutto
L’albero è pieno di frutti
Alcuni acerbi e malati
Siamo noi
Che ci preoccupiamo per niente
Stando in mezzo alla gente

Il trapezista nudo è un po’ sordo
Ed omosessuale
Ma balla divinamente
Al grande circo americano
Movimenti sinuosi, si direbbero orientali
Un fiume carsico
Di stile e acrobazie
Un mare di meraviglie
Eccezionali
Che nessuno sa descrivere
Se non con grande stupore

31-1-2009

Il serpente sbarazzino
Fa un discorso un po’ cretino
Al Congresso
Ma c’è già chi plaude al protestante intelligente
Perché invidia la cultura straniera
E’ un’esterofilia di ritorno
Che miete un po’ di vittime innocenti
E colpevoli assieme

Il carro armato avanza inesorabile nella steppa
Con dei barattoli attaccati che fanno un gran rumore
Ma quasi non si sentono
Una scritta dice “Appena sposati”
Un vermicello si vergogna del peccato commesso

Il mare asciugato mostra i resti di pesci morenti
In Africa piove una volta all’anno
I coccodrilli del fiume muoiono di sete
Un coriandolo colorato si posa su uno scheletro di animale
Uno scheletro di uomo appare all’orizzonte
La morte e l’acqua sono componenti essenziali
Di una poesia morta e viva assieme

Poesia di verdura
Finocchi e carote
Di varia grandezza sulla tavola
Un cigno le mangia
Ha soli tre anni
Teneramente le ingoia senza masticare
Ma chi sarà questo cigno?
Un bambino o una bambina?
Questo è il mistero

Cosa posso fare per giustificarmi
Per quindici anni di veleno preso?
Dovevo dare Dio agli altri
Ho dato polvere e sale

La colonna infame
Porta nomi nobili
Di gente sfortunata
Additata al pubblico ludibrio
E colpa
Un coniglietto rosa scende sulla terra e la cancella
Con un detersivo appena acquistato al supermercato
La colonna diventa bianca ed illeggibile
Una colomba si posa su di essa in segno di pace
E gli alberi ritornano a ridere

E’ il compleanno di mia madre
La festeggio con una poesia
La strega è andata
Resta un’anima candida e un po’ impaurita
Grazie a Dio questo è possibile
Ma è un po’ strano che avvenga adesso

Dietro la porta c’è un’altra porta
Dentro l’armadio c’è un canguro che porta sfortuna
Non l’avresti mai indovinato, eh?
Eppure ho visto con i miei occhi
L’abominio della desolazione
Il diavolo che tenta

La madre del diavolo
E’ una donna potente
Figlia di un cardinale
Di Santa Romana Chiesa
Un deodorante la copre tutta
Di profumi antichi si veste
Un serpente attorno al collo
Ed una chiave in mano
Che apre e chiude le porte degli inferi
Sulla terra

Una goccia d’acqua
Contiene esseri microscopici
Che ci stupiscono per quanto sono piccoli e strani
Un coniglio di ferro la beve e si ammala
Gli spuntano pustole ovunque
La goccia era infetta
Prega Dio che la malattia venga meno
Ma muore dopo una settimana
La sua anima si presenta e piange
Di tanti peccati commessi
San Pietro gli apre le porte del Paradiso
E gli angeli cantano una canzone triste
Che lo accompagna al cospetto di Dio
Qui finisce la favola del coniglio di ferro
Che ha molto peccato ma è stato perdonato
Dio lo ha molto amato, ma chi sono coloro che Dio ama?

La brocca rotta
In mille pezzi
Viene ricostruita per la giovinezza di chi la usa
Ed aggiustata si mette a parlare
Denuncia chi l’ha rotta e violentata
Il colpevole viene preso e impiccato
Al Rondò della Forca
Vicino alla statua di Don Bosco
Ma un tulipano protesta contro la punizione crudele
Ed un po’ ha ragione

Il fango rappreso ma tutto crepato
Sotto i piedi di un muratore
Che lavora alacremente
Per costruire un grattacielo
Che sia più alto di tutti
Ma non sta in piedi
Cade e si schianta a terra
Questo era il suo destino
Amaro e lucido




10-1-2009

Il barattolo fuso sprigiona gas radioattivi
Da cui escono profumi oleosi
Qualcuno muore ma non ci si fa caso
Il giornale pubblica la notizia ed il panico si diffonde
Un angelo rimette a posto il barattolo che non sprigiona più nulla di nocivo
Un canguro viola intona un canto di Natale
Il viale della stazione è pieno di bambini
Un treno sbuffa e parte per la centrale non più radioattiva
Che è già dimenticata

Non ho bisogno di te, te l’ho detto mille volte
I tuoi sorrisi falsi
La tua congiura antica

Qualcuno si perde nel deserto del bosco
Dove scoiattoli furbi parlano
E non si ritrova mai più
Il dolore affiora appena
In chi ha un passato e non un presente

Un treno buffo attraversa casa mia
E’ un trenino elettrico dell’infanzia
O è un treno a vapore d’epoca
Non importa, quel che conta è che entra in cucina
Mangia due etti di chantilly
Apre il frigorifero a mia insaputa
E’ proprio scortese
Questo trenino inopportuno lo devo cacciare, ma non so come perché è un caro amico
Ora glielo dico, anzi taccio
Ciuf, ciuf, il trenino se ne va via per conto suo
Che sollievo!

Il pappagallo d’oro non canta
Sta seduto fuori nel ranch
Conta le aquile che passano
Nancy gli tiene compagnia
E’ un po’ addormentato
Per le troppe veglie
Ora si addormenta del tutto e fa un brutto sogno
Un’aquila cattiva americana lo prendeva e lo portava in un luogo oscuro
Lui si risveglia turbato e non dorme più
Il pappagallo d’oro ora intona un inno nazionale
Ha capito il destino del suo Paese
Ora che c’è un nero alla Casa Bianca

Se questo è amore, non lo cerco
Se questo è odio, mi perdoni il Signore
Abbiamo già dato in un universo di menzogne
Che ancora appassiscono all’ombra
Perché non ha senso mentire e poi vivere
A meno che la menzogna sia, in un certo senso, veritiera
Ed il treno che ci porta a casa ci dia buone notizie
Sulla nostra vita un po’ diversa dal solito

Il codice fiscale ce l’ho già pronto
Per pagare le tasse
Per annegarmi in un fiume di burocrazia
Un passero rosa è libero da tutto questo
Perché all’uomo è toccata sorte peggiore?
Un uovo rotola per un pendio blu
E’ un uovo giallo che si scontra contro un muro e si rompe
Qualcuno lo mette in una padella e lo strapazza
Ne esce fuori un piatto prelibato insaporito con tartufo d’Alba
Accompagnato da un vino valdostano, lo gustiamo
Poi andiamo a sciare prendendo una seggiovia incerta
Come è bella la montagna al mattino piena di neve!

Pensieri vani attraversano l’ombra del sole
I miei sentieri non sono quelli del Signore
Un prete mi raddrizza la coscienza
Parla un Crocifisso
In una chiesa romanica
Mi dice i suoi sentimenti angosciati
La rabbia cresce e non si placa
Una musica allegra inonda la Chiesa di Dio
Gli angeli sono in festa
Per la vittoria su Lucifero
Che anche io ho ottenuto
Dopo la notte di tenebra

“Infatti, infatti, infatti”
Dice lo psicotico in una crisi di nervi
Scuotendo la testa come un indemoniato
L’alienazione lo pervade
Raddrizza i muscoli contratti
Distende i nervi
Una iniezione e via, lo psicotico riprende a vivere la sua vita incerta
Fatta di pensieri strani e sentimenti contorti
Eppure una madre soffre per lui, ed un padre lo protegge dalla malvagità della vita
Come se non bastasse ha delle crisi epilettiche
E’ una tragedia di Croce la sua vita
Che Dio lo accolga in Paradiso

La ballerina in tutù
Danza ritmi celestiali
Disegna un cerchio sul pavimento della palestra
Fa una giravolta di stelle
Incredibili movimenti ginnastici
Sembra un uccello che vola
Tra geometria inesprimibili
Come mi piacerebbe essere un Bolle, un ballerino sopraffino!

Il migliore amico, l’amico perso, l’amico ritrovato
L’amicizia stanca come l’amore
Un rossore infantile pervade l’amico quando ti dice che ti vuole bene
Ama il prossimo tuo come te stesso, così dice la Bibbia
E nell’amicizia vera certamente si realizza questo comandamento
Le notti passano insonni se l’amico sta male
Un abbraccio vale più di mille parole

Il merlo stralunato vede doppio
Ha una paralisi da ictus
Cammina incerto appoggiandosi ad un bastone
Miriadi di farfalle si posano su di lui per salutarlo
Tanto che si vedono solo le farfalle e lui scompare alla vista sotto di esse
Il merlo stralunato si scuote e le farfalle volano via
“Amiche farfalle, volate via da me malato” dice il merlo
Le farfalle torneranno dopo una settimana
A fare festa con un brindisi di spumante
Un vermicello aspetta il suo calice
Prelibato e triste

La memoria di mio padre mi insegue
Per calli scoscese
Come un leprotto è inseguito da una volpe
E’ morto che avevo cinque anni
Dunque non me lo ricordo molto
So che era famoso
Una fama che a me ha arriso ad un certo punto della vita
Il punto più duro e drammatico

La bandiera americana sventola assieme alla bandiera bianca
Su un ponte molle di cioccolata
Che sta per cedere

Il sapone di scivola dalle mani e cade nell’acqua sporca
Mentre lavi il bambino, tuo figlio
Lui piange perché papà non c’è
Al telefono una persona cara che non è il padre
Si inventa una scusa per non tornare mai più
L’acqua la versi con dolcezza, tiepida e profumata
Sul corpo del bambino non c’è segno di violenza
Ma carezze materne
Il contatto con la madre è tenero ed innocente
Un bagliore rifulge nella stanza
D’amore materno perenne
Di qui mi innamoro della madre
E la venero tutta la vita

La percezione del tempo
Da parte di noi umani
Risente di un dubbio escatologico
Che si fa sentire
Ad ogni battito di ciglia
Ad ogni movimento delle labbra
In un’estate rovente
Che dice molto alle anime perse
In un inverno tardivo ma pieno di neve
Che insegna anche a me ad essere uomo

Il polipo freddo allunga i suoi tentacoli
Verso un orizzonte di incertezza
Mentale e culturale
Dove il viola pallido lo attende
Contando i giorni che ci separano dalla Pasqua
Così cantiamo felici
In attesa di un ritorno che non muore

Questo li ricomprende tutti
I poveri dell’Africa
Sono i miei prediletti
In un’atmosfera triste
Sento le loro grida di fame
Nella Madonna addolorata
Verso le loro lacrime come un fiume in piena
Che ancora attende una vendetta divina

La casacca marinara, vestivamo alla marinara
Il ricordo di una grande famiglia italiana
Se il Paradiso fosse in vendita, l’avrebbero comperato tutto
Per fortuna non è così
Di fronte alla morte non tutti siamo uguali
Dio ci giudica e stabilisce una gerarchia celeste
Nella quale attendiamo il risveglio dell’anima sopita

I giochi profetici di due innamorati
Mi incuriosiscono
In un bicchiere di latte
C’è tutto il necessario
Per guardare avanti
Prima che la stoltezza abbia l’ultima parola

Il sole è pronto, la luna aspetta
L’alba di un giorno nuovo
Dove saremo tutti fratelli
Non ci sarà povertà, né malattia
Ma un mondo unito
Sotto un unico Salvatore

Qualunque cosa il capo dica è sempre vera
A meno che il capo sia uno scoiattolo bianco
Che ti sfugge dalle mani, dopo averti sorriso
In questo caso, il capo ha torto perché lo scoiattolo mente sempre
Soprattutto quando gli scappa da ridere

11-1-2009

Il treno sull’erba che scotta
Si fa una pizza che odora di Napoli
Poi va in soffitta, dove ci sono molte bambole
Ne sceglie una a caso
La coccola un po’
Si intenerisce e piange un anno e mezzo
Un anatroccolo rosa salta sul treno
Prende la bambola e ci gioca

13-1-2009

Una piccola bambina
Ora cresciuta
Si diverte un po’ con i suoi vent’anni
Rincorre un aquilone
Come un passero smarrito
Invoca un dio sconosciuto
Che la soccorre

Le pretese impossibili
Di una donna assassina
Impegnata in una lotta comunista
Mi sfiorano appena
Come la neve sfiora la terra e si posa
Poi si scioglie senza lasciare traccia
Così l’ideologia del secolo
E’ appassita come un fiore reciso

Cancelliamo i nostri dubbi
Come lama di rasoio sulla pelle
Ci inginocchiamo all’eterno
Senza troppo pensare al domani
Ogni giorno ha la sua pena

Riprendiamoci il nostro destino
Strappiamolo alla roccia
Un masso blu
Rotola giù nella valle
Si forma una valanga
Che travolge un piccolo paese
Abitato da persone cattive
Eppur degne di vivere
Prima che il masso devasti tutto mi metto in salvo
Così la Provvidenza ci salva
Anche se non lo vogliamo, anche se è doloroso

Un pulcino bagnato
Si asciuga al sole
Arriva il lupo cattivo
“Non sei degno di vivere” gli dice il lupo
“Spostati dal sole” gli dice il pulcino
“Quando sarò asciutto” – dice il pulcino – “mi potrai mangiare”
Il pulcino è asciutto ed il lupo lo mangia, poi lo vomita
Il pulcino aveva cosparso il piumaggio di un veleno repellente, anziché bagnarsi con acqua
Certe volte per salvarsi ci vuole un po’ di astuzia, questa è la morale della favola

Al Cairo, ammirando una piramide
Salgo sulla piramide ed entro in una tomba
Prelevo un tesoro nascosto e lo porto a Torino, così nasce il Museo Egizio
Una mummia si risveglia nel Museo e dice “Non voglio stare a Torino, il mio posto è il Cairo”
Così organizzano un ponte aereo e portano la mummia al Cairo
La mummia dice “Qui fa troppo caldo, voglio tornare a Torino”
Come la mummia, a volte non siamo mai contenti del nostro destino
Così ci lamentiamo qualunque cosa accada
Il Signore maledice la Mummia scontenta che protesta con gli angeli
Ma gli angeli cantano “Benedetto il Signore dei Cieli, che ha maledetto la mummia scontenta, Amen”

La sciocchezza è un ponte aereo verso l’infinito
La stupidità è la strada più breve per l’infelicità

Il matrimonio fugace della principessa sul pisello
Si ammanta di stelle
Un insetto si infila nel letto della principessa che vede il coleottero e lo saluta
“Buongiorno coleottero” dice la principessa
Il coleottero racconta di essere un principe che una maga cattiva ha trasformato in insetto
La principessa non se la sente di baciarlo così il coleottero rimane per sempre quello che è
Un giorno un mago buono arriva al castello, ma il coleottero è ormai morto
Il mago buono seppellisce il coleottero e gli promette di vendicarlo
Quindi il mago buono si mette in viaggio a caccia della maga cattiva
Quando la trova, la maga è ormai morta anche lei
Così, non resta altro da fare che seppellirla e la seppelliscono vicino al coleottero
Così a volte i nemici hanno lo stesso destino
La principessa sul pisello si reca sulla tomba del coleottero e prega così: “Signore che sei nei cieli, accoglie l’anima di questo principe trasformato in insetto, che ho molto amato come se fosse un principe vero”
Così finisce la storia che abbiamo raccontato con parsimonia di particolari sul mago buono ed il coleottero che era un principe

Il castello marcio perde pezzi in continuazione
Il feudatario non ha soldi per restaurarlo, ma gli viene un’idea: mettere una tassa sull’immaginazione
Così raccoglie molti fondi perché i suoi sudditi sono pieni di fantasia
Ristrutturato il castello, i sudditi insorgono per la tassa ingiusta
Sostengono che non si può tassare l’immaginazione perché questa non produce ricchezza se non in casi episodici
Siccome il castello ormai è ristrutturato, la tassa viene tolta
Esultano nel feudo quelli con più immaginazione perché rischiavano di diventare poveri
Così finisce la storia della tassa sull’immaginazione

L’uovo giallo si apre e ne esce un pulcino nero
Lo accoglie un mondo torvo e chiuso in sé stesso
Il pulcino nero decide di cambiare le cose
Mette una bomba ma ne viene ucciso
Così finisce la sua storia

Il vitello insanguinato
Si erge su una Torino smorta
Non è un toro solitario
Ma un meccanismo infernale
Che miete molte vittime
Soprattutto d’estate
E’ un rito saffico
Di amori proibiti
Nelle case in collina
Che non possono testimoniare
Ma Dio vede cosa avviene e disapprova
Così Torino diventa città dubbia
E diversa dalle altre
Al Cottolengo si prega
Che venga Gesù sulla città per cambiarla
Ma è troppo presto o forse troppo tardi

La Torino più bella è quella del mistero divino
Che c’è in Superga e nella Sacra Sindone

La sequenza dei morti viventi
Si cala in una rete piena di pesci
Che i morti mangiano per resuscitare
E’ un mistero di salvezza
Che qualcuno ha svelato
Per noi povere anime

Inorridito e trafugato
Mi sento deluso ed insoddisfatto
Come un bambino in fasce
Adoro un dio falso
Di cui prego di essere liberato

Erba fresca appena tagliata
Un ramoscello offerto in espiazione
Una fontana di acqua perenne
In alta montagna
Accetto e non accetto
I doni profferti
Una donna balla sul tram
Un ballo spagnolo
Sogno o sono desto?

Sogno infantile di una cicala
Di essere come me
Come sono io nella realtà
Ma forse è solo pazzia
Sono in cerca di qualcosa ma non so che cosa

14-1-2009

Il pupazzo mascherato fa uno scherzo di cattivo gusto
Tutti ci cascano tranne lo scemo del villaggio
Che tutti deridevano
Ora lo scemo si è preso la sua rivincita
Una donna lo guarda con compatimento
La festa del paese è appena iniziata
Tutti festeggiano
Lo scemo del villaggio con le lacrime agli occhi
Guarda la donna che non si innamorerà mai di lui


La donna che non sapeva fare l’architetto
Ha scelto una moquette sbagliata, verde e gialla
Per il grattacielo di New York
Si sposerà ed avrà dei figli che saranno loro grandi architetti
Progetteranno sogni di fantasia
Con un po’ di panna montata sopra
E una ciliegina in mezzo
Uno spauracchio pazzesco
Appare nell’aria per rammentare a tutti
Un sorso di me

Il taxi giallo percorre una pavimentazione tutta colorata
Entra in un bar e prende un caffè
Non ha dimenticato una famosa attrice portata di recente
Che profumava di Chanel
Il taxi un po’ matto l’ha portata al grande teatro di opera lirica
Dove ha ascoltato splendida musica e divine parole
Ora che rientra al garage, ripensa a quel profumo
Che non dimenticherà mai

La trottola rosa gira su sé stessa producendo un vortice che inghiotte case e persone, oggetti ed animali
E’ una lotta recente che la trottola ha ingaggiato contro l’umanità
E’ una trottola perversa contro la quale i cristiani pregano
Nel numero sette che è simbolo di perfezione
Si studia cosa fare per porre fine a questo trottolamento distruttivo
Un cristiano ha una idea: dire alla trottola che, se si ferma, verrà ricompensata con venti denari
La trottola ci casca e, fermatasi, incassa i venti denari che le servono per comprarsi un po’ di cipria e di smalto per le unghie
Così tutti vissero salvi e contenti

La bambola magica emette strani vagiti
Come fosse una vera bambina
Inganna molti che sono ingenui
Incanta anche un serpente che si mette a ballare
Ma la morde così la bambola piange poi muore
Un pifferaio verde la risuscita perché torni a ingannare ed a ingannare ancora
Così sarà per mille anni dopodiché la bambola avrà le batterie scariche
Entrerà in Alien e morirà uccisa dal mostro

L’uomo senza volto e senza dignità
Ha ucciso la speranza in sé stesso
Quindi delinque contro gli altri
Contro il suo prossimo compie atti efferati
Una scia di sangue si porta dietro
Morirà uccisa dalla polizia
Tra ladri e polizia, tengo per la seconda

A una donna tradita scrivo una canzone
Che sa di malva e muschio
Perché hanno un buon profumo con cui consolarsi
Le scrivo anche una poesia che le ricorda i momenti migliori di questo amore
Che l’ha tradita e stuprata
Così con il profumo se ne vanno via i cattivi ricordi
E la donna torna a sperare
In un futuro diverso e magico
Che la riscatti dalla miseria del presente

Lo psicanalista incavolato
Dice sciocchezze a non finire
Ma tutti lo ascoltano stupefatti
Cita Freud a non finire
Poi si pente si converte e va su un Eremo
Da cui predica una buona notizia
Gesù era uno psicanalista
Non si sa se junghiano o freudiano

L’automobile di carta ha uno scontro frontale
Con la miseria della gente
Non la miseria economica ma quella morale e spirituale
Così nasce un dilemma dallo scontro
E’ meglio essere o avere?
L’automobile di carta soprattutto è
I più danno ragione all’automobile di carta
E diventano uomini che prima di tutto
sono
Ma non è facile, non è per nulla facile
Essere, crescere, morire
Così ci si inventa un talismano
Che porta fortuna per avere di più, sempre di più
Fino a quando la nausea vince
E si scopre che la vecchiaia porta saggezza
L’automobile di carta aveva ragione
E’ meglio essere che avere
Ma con un’aggiunta: è importante avere un talismano diverso per non smarrirsi
Una cabala misterica che ci guidi
Verso lidi sconosciuti
Di cui ancora mi vergogno
E trasudo sangue solo a pensarci

Il portafortuna è un portachiavi che apre una porta segreta
Quella della mia anima
Dentro c’è uno spirito buono
Entrato per caso
Ed anche uno spirito cattivo mandato da chissà chi

Sono un microbo sulla testa di un gigante
E anche così sono felice ripensando ai giorni tristi
In cui vivevo con malinconia
Ma uno spirito giallo
E’ entrato dentro di me per recare consiglio
Ora godo dei giorni migliori
Che non sono quelli passati ma il presente

15-1-2009

Arriva un treno con sopra un bombarolo
Una donna gli porta dei fiori e lo prega di desistere
Spazi di infinito nella sua mente
Prima di esplodere assieme al treno
La donna salta giù dal treno prima che esploda
Un singulto nell’anima
La prende stordita
Lo amava molto ma l’eternità lo aspetta
Ed adesso che non c’è più niente da dire
Ecco che un buon pastore si affaccia alla finestra
E guarda la scena del delitto
Ed esclama: “Un’anima è nell’aria del comunismo anarchico”



Faccio una vita semplice
Sull’esempio di un sacerdote amico
Una paglia che sembra ferro
Ma è dolce come un cannolo siciliano

Sordomutismo ignobile
Un gioco da ragazzi
Un piacere nuovo
In Cristo Signore
La cecità perdona
Anche gli ignobili come te

Vertigine bianca
Che assali i miei occhi e mi rendi vedente
Ora so chi sei
Una nuvola rosa nel cielo
Un abbaglio d’autunno
Che rimpiange sé stesso
Ora non so che direzione prendere
Ma da lassù qualcuno mi guida
Per un sentiero impervio
Che incenerisce ogni lacrima

Vola, colomba bianca, vola
Stupiscici con acrobazie improbabili
Rimani con noi per sempre
Con la tua tristezza nordica
Con la tua calma iberica
Non sei più in gabbia
Ma voli felice nel cielo
Di un candore strano
Che ormai l’inverno sta per finire
E tu, adorata, mi rinfranchi l’animo
Con le tue volute aeree

Il cane arrabbiato
Non è malato ma solo
L’azzurro nei suoi occhi impallidisce
L’America è lontana
Ed intanto lui dorme
Mentre si fa alba sulla nave
Che lo porta verso lidi lontani
Nel Nuovo Mondo
Dove incontrare una bella sirena
Che gli parli di te

I matti sono punti interrogativi senza ritorno
Sono come comete cadute nel mare anziché sulla terra
Sono promesse non mantenute
Di una vita piena e realizzata
Un tappo rosa su una bottiglia
Appena scossa dal vento
Contro una nave che salpa
E che appare all’orizzonte
Di cieli smarriti
Ora che sei mia, ti adoro tutta la vita

Pensavo e sono vivo
Credevo e sono mezzo morto
Cado ai tuoi piedi come uno sciocco
Non ho pene né rimpianti
Da vivere una seconda volta
Ma incrocio un cammello dorato che sa i miei pensieri e dispiaceri
Lo interrogo sul mondo ma non mi risponde

Cime tempestose
Slavina verde in arrivo
Un mondo alla rovescia
Entra dentro di me
In un cinema all’aperto
Che sa di battaglia persa e poi vinta
Vittoriosamente conclusa
Ma ancora non è sopito
Lo spirito di gloria
Che mosse gli Achei
E che muove il mondo degli eroi
Di ceralacca sigillati
Ancora non vedo la fine
Di un tormento antico
Che mi affligge da sempre
Una malattia rara
Dentro il mio spirito di carta

Improvviso spavento
Di fronte ad un frutto acerbo
Che è una donna sapiente
Che inventa favole a non finire
La salute cede il passo alla malattia
Mentre dentro il cuore si surriscalda
Non c’è più speranza di ritrovarti qui
C’è solo la voglia di cambiare amica e compagna

16-1-2009

Il gatto che ammazza
Va su una altalena fatta di piume di struzzo
Incontra il mio cuore
Animali dentro
Il cuore sobbalza
Ma non c’è più tempo
Per esprimere il dolore

L’amore che uccide
Esiste veramente
Dentro la mia anima
Dentro il mio cuore
E’ un rullo compressore che tutto schiaccia
E’ un fremito di gioia che muore

Il fatto strano è che mi sento bene
Dopo cure di psicofarmaci usciti dalla luna
Dopo infermiere scese su Marte
Su un’astronave col teletrasporto
Spazio 1999 è ormai lontano nel tempo
Il serial preferito della mia adolescenza
E’ finito da tempo
Rimangono schegge di vecchiaia
Che si infilano nella carne
Una tempesta ormonale
Che mi ha condotto a peccare
Contro gli uomini
Che ora ho scordato

La brocca infangata su un tappeto di fiori
Ad un funerale della zia
Ho peccato anche in quella occasione
Mi scordo i miei anni migliori
Ma li recupero in qualche modo
Il gatto simpatico
Accenna una canzone allegra
Al funerale musicale
La zia non c’è più
Mi lascia un’eredità di ricordi
Più che di soldi

Attonito di fronte ad un fiore multicolore
Penso a lui
Il mio amico del cuore
Un amico inglese e scozzese insieme
Mezzosangue come me che sono mezzo piemontese e mezzo lombardo

Una barca in fondo al mare
Relitto di una guerra persa
Pieno di documenti ma non di tesori
Un missile inesploso sul fianco
Un pipistrello nero morto dentro
Che tristezza quel relitto in fondo al mare!
Mi ricorda la mia vita
Persa in una carriera sfortunata
Come una commedia triste
Che finisce male

Come i funghi che vengono a strisce
E’ un mistero strano
Come si diffondono
In certi luoghi e non in altri
L’arcano della vita è simile

Il mare in una stanza
Fa pressione sulle porte che cedono
L’acqua inonda il blu delle pareti
E i pesci trovano un’abitazione felice

Il saltimbanco preferito da Dio
E’ un pilota di astronave
Che spazia attorno all’astronave madre
E gira nello spazio avvitandosi
Fa incisioni rupestri
Un monolite si sposta da un luogo all’altro
E’ così che Dio si manifesta
Nella mente di qualcuno
Che ha troppo sognato il vero
E troppo rimpianto il falso

17-1-2009

Sguardo perso nel vuoto
Una candela accesa nel vento
Eppure sei sempre tu, mia amata
Mi riconcili con la tua anima
Che si è persa nell'alcool un giorno di maggio
Tic, tac batte il tuo cuore
E freme di innocenza
A Venezia
Su una gondola di vetro
Che è il mio regalo di compleanno

Ritorno all'ovile dei miei pensieri
Tristi, anziani e un po' schizoidi
In atmosfere celestiali
Pregusto il destino che sarà
Se sarò buono e giusto
Una vela al vento
Non è da meno di una barca a motore
Anzi, segue i capricci della natura
La mia anima traballa
Davanti all'infinito cielo
Che è quasi in ascolto
Di un'anima ribelle
Che si è rappacificata con l'eterno

Un'ora esatta alla morte
L'anima si prepara per un lungo viaggio
Che è come una migrazione da un continente ad un altro
Ho certamente un vizio antico
Quello di non pensare alla morte
Ma spero ancora in te
Mio dolce angelo custode
Che mi hai accompagnato in tante avventure
Dello spirito, della carne

Un lenzuolo bagnato
Una notte d'afa
In pieno inverno
Sembra impossibile
Ma il riscaldamento scoppia nelle tubature dei termosifoni
Un colore grigiastro si stende appena
Sul guanciale
Sono io che sto morendo
D'amore, d'inedia
Perchè la notte è buona consigliera
Approfondisco i miei pensieri
Con un buon libro
Ma non scordo i passi lenti
Di quando ero bambino
E sognavo le stelle nel cielo
Che secondo me mi guardavano

Il canile nel cielo
Un latrato continuo
Chissà se i cani hanno un paradiso
Forse no ma qualcuno li dovrà pur ringraziare
Per tutto il bene che ci fanno

Un sabato qualunque
In cui si lavora
Un sabato italiano
Nozze laiche in una chiesa sconsacrata
Anche il sabato è un giorno di Dio
Ma il qualunquismo imperante
Va bene per i perbenisti della domenica
Non per me che sono un pirata del dizionario
Della lingua italiana
Quasi dimenticata

E' troppo complicato
Un libro difficile da leggere
Di un professore americano
Balla sul comò
Danza un ritmo strano
Che però qualcuno sa tenere

La domenica di Concato
E' una domenca sporca
Di latte di mucca
Versato sul pavimento
Che scivola nel blu

Non mi piacciono quelli che esagerano
Sul bello e sul cattivo tempo
Dell'umore umano





Oggetti inutili
Rovesciati sul pavimento come giocattoli per bambini
Una donna li raccoglie e li scaglia nel buio
L’infinito può attendere

Una donna sporca
Di polvere e di fango
Lotta per la vita
Fotografando uccelli e mostri marini
La attendo da tempo
Come uno sposo la sua sposa
Sciando in montagna
Scrivendo libri di diritto e scienze politiche
Ormai è tardi per costruirsi un futuro
Ma le mie poesie resteranno negli altrui ricordi
Come stelle cadenti che conducono altrove

Passione per l’inferno
Mi ha attanagliato
Un giorno di tenebra
Ho desiderato il male
E l’ho ottenuto
Un calice amaro ho bevuto
Un triste sentiero nel bosco
Ho percorso invano
Finché la luce nella tenebra ho incontrato
Non la luce di Cristo
Ma una lampada magica
Che mi ha tratto su un isola che non c’è
Se non nella mia psiche
E come una canzone che canta di un’isola perduta
Sono diventato come Venerdì
Un selvaggio in città
Senza speranza e senza paura
Ma ora so cosa mi attende
Un cuore grande che spera
Nell’eterno

Respirare e nuotare
Immergersi nella neve
Tuffarsi nel fango
Esperienze corporali
Non peccaminose
Ma infantili
Ho fatto un giorno
Senza pudore
Eccomi qua di fronte al mistero
Perso nel tempo
Che ancora non c’è eppure è già passato senza che me ne accorgessi
Anelli del tempo intrecciato fra loro
Scandiscono gli attimi
Di un pomeriggio assolato d’inverno
Non sono conigli selvaggi
Ma volpi bianche nella neve
Un anello cade nella grotta
Una creatura infernale lo coglie
Gli dà il potere di tramutare i mostri in principi
Lo usa e nascono dodici principi
Che fondano dodici regni
Ogni regno è malvagio
Tutti attendono un salvatore che sconfigga i dodici principi
Ma non arriva nessuno
Così ancora aspettiamo

Il mare meraviglioso
Dove si tuffa un suicida
E’ spaventoso e buffo
Inghiotte il corpo
Ma il suicida viene ingoiato da un pesce stonato
Che canta una canzone allegra e triste assieme
Poi vomita il malcapitato sulla spiaggia
Non capita a tutti di essere salvati da un pesce
A lui è capitato

Un sentiero nella follia
Che da un punto conduce ad un altro
Passando per un ricovero in ospedale
Che bello il bianco degli ospedali!
Sembra un treno fermo che fa festa

Il conto in banca è impazzito
Fornisce cifre false e matte
Un coriandolo blu si posa su un estratto conto
E lo macchia rimettendolo a posto
Com’è strana la vita
Una farfalla vola in banca e sgrida il bancario che ha fatto i conti matti
Poi tutto si acquieta
E faccio pace con i numeri del conto

Il sogno stralunato
Ha fatto vittime su vittime
Ma solo nella fantasia
Agisce nell’inconscio
Per tranquillizzarlo
Posa un po’ di cenere per terra
Per ricordarci che siamo peccatori
Ma poi esce dall’inconscio e approda all’anima aperta
Che riconosce i sogni belli da quelli brutti
Ed è così che trovo la pace

Il pericolo giallo nella seconda guerra mondiale
Ha fatto molte vittime
Poi ha subito la bomba atomica
Hiroshima e Nagasaki
Sono perle di sofferenza
Che sprigionano un anelito di grazia orientale
Dentro un fungo radioattivo
Che ancora rimbomba
Nelle nostre anime e nei nostri cuori

Anima bella che vieni di notte
A rassicurare i bambini buoni
Non hai bisogno del notturno silenzio
Ma ami la quiete del mare
Sotto forza sette
Ami pescare
Quando il mare è agitato
Pesci con la moneta in bocca
Per salutare Dio

L’edera fresca
Il quadrifoglio portafortuna
La natura vegetale tutta
Selvatica e bella
Un santo si getta tra le ortiche
Per cacciare via la lussuria
Odo i lamenti di un demone strano
Che soffre per le torture subite
Per avere afflitto una povera anima
Ma ha fatto il suo mestiere
Ed il Cristo
Che si è offerto volontariamente alla sua Passione
Benedice dalla Croce
Perché il serpente non avveleni
Ma sia sagace e forte
Con i poveri di spirito
Lo Spirito di verità
Che tutto muove
Colà dove si vuole
Ciò che si desidera giusto
All’ombra di un faggio
E’ morta la morte

Adoro pescare
Non pesci né uomini
Ma donne anziane
Che mi insegnino a vivere

Se il mondo fosse perfetto
Non ci sarebbe bisogno di un Redentore
Poiché il male esiste
Abbiamo sete di Lui

Il serpente rosa e viola
Morde per finta
E’ leccese ma non lo vuole mai dire
Ama l’amaro Lucano
E’ un serpente furbo e non velenoso
Dio mi assista nell’amarlo
Come un vero amico sa fare
La lanterna magica e rossa
E’ appesa nella stanza nuziale
Bisogna darsi
Non trattenere ciò che si è
In una cassaforte di plastica
Che è come l’assalto alla diligenza
In un vecchio film western

Il ricatto
E’ un’azione abietta
Eppure a volte quasi morale
Soprattutto se serve a piegare il prossimo ad un risultato giusto
Come pagare le imposte

Il fato non esiste
Un bicchiere mezzo vuoto può essere riempito o svuotato
Siamo ottimisti per forza della speranza
Ci nutriamo di vongole appena pescate
Perché il cervello non arrugginisca
Ma si nutra bene
Creando un proprio destino

Il taciturno è un diavolo morto
Che spera di andare in Paradiso
Ma come un gatto che ci lascia lo zampino
Non ci riesce e piange miseria
Il taciturno rivive nei miei ricordi
Di bambino infelice
Che cerca una compagna
Ma trova lo scherno
Così mi sono innamorato
Di una bambina di alta classe sociale
Perché il taciturno mi ha ingannato
E deriso
Vivo di speranza di incontrarla di nuovo
Quella bambina che dovrebbe essere quarantenne
Ed innamorarmi della giovane giusta
Che mi dia due figli ed una capanna
Uno stipendio onorevole
Ed una serena dipartita

Non mi importa di morire
Ma sono contento di vivere
Perché è un dono raro
Da non sprecare
Come un agrume che si spreme
Spremo la mia vita
Perché dia il meglio di fronte al prossimo
Il fantasma coraggioso
Sfida Dio per scherzo
Si brucia il lenzuolo
Odore di zolfo
Si spande nell’aria
La pace è un bene prezioso
La guerra contro i civili una follia moderna
E antica assieme

18-1-2009

Il male che riceviamo un po’ è colpa nostra
Collaboriamo col maligno nel procurarcelo
Ho fatto così anch’io
Ma col passare del tempo ho imparato a credere
Nella redenzione eterna
Che tutto cancella e tutto rimedia

Tu mi piaci
Ma non posso dirti ti amo
Perché non è vero
La clessidra conta il tempo
Dei nostri incontri furtivi
Ed è già mezzogiorno
Quando tu scoppi a piangere
Perché non ti ho dato ciò che volevi
E ho mentito a me stesso
Pensando di sposarti

Una volta sola non ti vorrei
Sarebbe un tradimento
Una torta mal fatta e pasticciata
Ma ho ceduto e ti ho presa una volta sola
Che miserevole esperienza!
Contare il tempo che non passa
Senza ricordi degni di essere raccontati
Il corvo triste ha già fame di te
E’ eccitato all’idea di vederti
Ma manca solo mezz’ora all’incontro
Che può valere una vita intera

Poesie morte nel lago
Galleggiano come foglie
Portate dalla corrente e dal vento
Verso la riva
Si depositano sulle sponde
Parlami di te, bella signora
Il silenzio fa paura
Ed un cavallo in corsa
Mi sembra un simbolo di libertà e di riscatto
Dalla miseria politica che ci opprime
Ma sono rimasto solo e tetro
In un giorno invernale che non passa
Vado in collina per una passeggiata
Con un amico sano di mente
Che non è come me ma fa l’architetto
Ora è tempo di svegliarsi

Non ho mai visto la Madonna
Ma me la immagino donna sedicenne
Che è incinta per miracolo
E partorisce un figlio
Che sarà chiamato Re dei Re
Ma non in patria: nemo profeta in patria
Mi ispira un sentimento religioso
Inaspettato e furtivo
Entro in una chiesa e prego un Salve, o Regina
Mi prostro in ginocchio
Elevo la mia anima a Dio
Che ne abbia compassione

La barca dei matti
Viaggia verso mondi conosciuti
Di terrore e di rabbia
Mentre la malattia un po’ avanza e un po’ arretra
E’ un andirivieni continuo
Come l’onda del mare sulla spiaggia
Porta via l’immondizia
Così la follia porta via i cattivi pensieri
Di un tempo e ci rende liberi
Di essere alienati e stanchi

Meglio essere morti che andare all’inferno
Uno scoiattolo rosa mi ha detto questa verità
Lo ascolto mattino e sera
E’ buffo e simpatico
E’ una specie di grillo parlante
Ma con un megafono speciale
Che emette suoni gracchianti
Come dentro un banca
Incasso una somma insperata
E torno a casa più sereno
E felice di esserci
Grazie a Dio
Scusate se lo nomino invano
Confesserò il peccato
Ma intanto cresco nei miei pensieri di gloria e di amore
Per un mondo sconosciuto che ho appena intravisto

Prego di imparare a difendermi
Dal babau che incombe
Nella mia anima
Nei miei pensieri
Cresce un giglio
Non lo colgo e lo ammiro
E’ il mio sangue nobile e bastardo
Frutto di un amore furtivo
Che batte di gloria perduta
Come un orologio impazzito

Ho molti rimpianti
Innanzitutto, di aver creduto troppo nel prossimo
Bisogna essere diffidenti e prudenti
Una doccia gelata ho preso
Da qualcuno che non mi amava
Il mio cuore non ha retto
Eccomi qua, desolato e felice
Ma stanco di vivere certe volte


Ai soccorritori ignoti
Che mi hanno vegliato nel tempo del disastro
Della mia esistenza barcollante
Elevo un ringraziamento
Agli angeli fedeli
Che mi hanno soccorso

L’alienazione cresce
Il tempo matura
Per un collasso dello spirito
Che è avvenuto
Nel tempo in cui ero acerbo
Per ogni carriera
Tranne quella di rentier
L’alloggio in affitto
E’ una mezza sicurezza
Ma è una realtà consistente
Mentre elevo il mio grido di aiuto
Anelo alla speranza che non muore

Spettro dell’anima
Che ti aggiri di sera
Fai due giri del mondo
Sperduto e contento
Torna da me dalla luna sdoppiata e vagante

Se fossi sana di sposerei
Ma sei una malata come me
Il nostro amore è impossibile
A meno che un angelo interceda
Per un miracolo di Dio Padre
Che guarisca le nostre menti

Il benedetto da Dio
Non commette peccato
Ma è perfetto di fronte al Padre
E’ domenica
La dedico a poesie religiose
Nella santità desiderata e mai raggiunta
Ma un po’ agguantata
Per un lembo del mantello
Il mantello magico e rosso
Che sa di malattia
Da cui si può guarire
Ora scrivo cose che mi piacciono
Perché la tristezza è passata
Le cose di prima non ci sono più
Non è ancora primavera
Eppure mi sento già meglio

La malattia mancata
E’ schizofrenia vagante
Che anela a diventare follia piena
Ma la argino nella fede
In una poesia religiosa
Che sa di mela verde
Un profumo esotico
Inonda la stanza dove scrivo poesie
Il canguro selvatico fa tre salti
Perché non crede nei miracoli
Si dispera e perde
Ora è venuto il momento del suo riscatto
Fa un ultimo salto nel blu oltremare
E ottiene la vittoria
Dei sensi, sulla carne
Di San Paolo è cantore
Si fa mistico
Come Angela da Foligno
Si fa sacerdote di una religione scura
Come pece
Nel martirio e nel rincuorare gli afflitti
Ora e sempre
Il canguro dei miei sogni

Preghiera per l’unità dei cristiani
E’ iniziata la settimana santa
I protestanti sono sbirri
Sempre in cerca di un colpevole
Cioè il non predestinato
Ma in Cristo siamo fratelli
Come dice il Verbo

Il vento di dicembre
Scolpisce i tuoi capelli
E li scompiglia
Un maestro mi suggerisce di continuare a scrivere scienza
Ma non ce la faccio più
Mi creda, è impossibile
Così getto la spugno
Mi butto nel mare e questo è l’errore
Dovevo restare sulla spiaggia
A pescare pesci, non farmi pesce tra i pesci
Ed essere pescato dal pescatore giusto
Che ha pietà di me e mi toglie dalla cesta
Mi adagia sull’erba
E mi toglie la dignità di uomo
Donandomi la follia
Dopo tre giorni mi alzo e prego
In imitazione del Maestro
La pietra scartata
E’ diventata sabbia
In questo caso sfortunato e triste

Ogni giorno mi domando chi sono
La risposta è un pinguino verde
Che è impazzito dall’odio
Per chi è più cattivo di me
Non per chi è più bravo
Ma cedo al ricatto dei potenti
E questo è l’errore fatale
Mi compiango e mi lecco le ferite
Mentre il tempo non è galantuomo
Ognuno ha la faccia che si ritrova
La mia è migliore di altre
La mia religione è quella giovannea
In San Giovanni rinasciamo di nuovo
Per il Cristo che è venuto e che viene in una dimensione senza tempo
Rimpiango la mia adolescenza e gli errori relativi
Io penso, quindi amo

La notte magica in cui ti ho incontrato
Ho pensato tu fossi un Dio minore
Se non il diavolo
Poi l’angelo custode mi ha sgridato
E mi ha detto che eri veramente Dio
Di queste confusioni è piena la mente
A volte scambiamo Dio con qualcos’altro
Ma capita solo di tanto in tanto
Per fortuna c’è la Madonna
Che ci consola e media
Per le nostre anime perse

La donna giapponese in un bar di Torino
Prende un cappuccino italiano
E’ bellissima ed inarrivabile
Prega per l’Imperatore
Crede in un dio diverso ma uguale assieme
E’ terribilmente vero
Che siamo tutti fratelli
Un’unica famiglia figli di Adamo ed Eva

La fusione fredda
E’ un sogno tecnologico
Per ingegneri di stoffa
Produce energia mistica
Si ritrova in Australia
Dove gli aborigeni vivono infelici
Dall’arrivo degli uomini bianchi

La ciminiera dismessa
Emette gridolini di gioia
Dalla fabbrica escono fumi di incenso
Qualcuno vi si è trovato a pregare
Un fungo nerastro esce dalla ciminiera
Qualcuno fa un grigliata
Con salsiccia e crauti
E’ un tedesco strano
Che parla male l’italiano
E’ un amico del cuore
Figlio di un tabaccaio
E’ un po’ furbetto
Ma in fondo rispettoso
Della nostra italianità
Un po’ montana un po’ mediterranea
C’è sempre qualcuno
Pronto a storpiare la verità sulla Germania
E’ un Paese libero e giusto
Dopo la parentesi nazista
E’ rinato dalle ceneri
Che vanno tristi in giro
A raccontare della Shoah
Dove molti giudei sono morti
Immolati a un dio un po’ pagano e un po’ cristiano
Lutero ha delle responsabilità
E neanche io mi tiro indietro

Non la invito
E’ troppo giovane per me
Bisognerebbe essere qualcosa di diverso
Sempre diverso da ciò che sono
Forse è meglio essere ciò che si è
Un coniglio grigio esce da un cilindro
Muove in diagonale, disegna un esagono
Mi insegna ad accettarmi per quello che sono
Il coniglio accenna un valzer
In una valle di montagna
Prende gli sci di fondo e va
Non si sa bene dove
Forse in vacanza alle Maldive
Dove tanti conigli prendono il sole
In un raggio rarefatto
Che non muore

E’ tutto un mercato
Quello che constato
Dentro di me
Un dare per avere
Ma ora ho capito
Che è meglio donare senza attendersi nulla in cambio

La poesia dell’ostrica
Che non voleva essere mangiata
Non supplica ma fugge dal piatto
Cerca un mare assolato
Dove abbronzarsi e poi tuffarsi in acqua

Il tratto verde fatto da una matita marrone
E’ un concetto impossibile
Ma il raggio verde penetra
Dove non dovrebbe
Illumina una lampada gialla
Che emette una luce marrone
Così il cerchio si chiude, cromaticamente parlando
In quest’ora colma di rabbia e delusione
Per il male commesso
Un pomeriggio desolato e triste

Liberaci dal male
Caro papà
Che sei sulla terra
Per mediare tra cielo e cielo
Per interrogarci sui nostri pensieri
Per rimettere i nostri peccati
Che sono un po’ sempre gli stessi
Ma come si fa pulizia in una stanza
Così ogni tanto si rimette ordine in noi stessi
Una canaglia arrostita
E’ meglio di una pecorella smarrita per qualcuno
Non per me

La balena arrogante
Tuona i suoi desideri, declama le sue mosse
Si stende sopra di te per sottometterti
Bisogna fuggirle con tutte le energie
Il dolore è troppo lieve
Per non provarci

La terra deserta è rifugio di santi ed eremiti
Che hanno lasciato tutto per il Figlio
Santo e benedetto
Una luce cristallina
Entra in una stanza
Dove una Vergine sta aspettando
Lo Spirito fecondatore
Un eremita prega
E un bambino nasce di notte
Un asinello ed un bue gli fanno la guardia
E lo scaldano
Senza pensare alcunché
Di importante o di grande
Così nasce la grandezza vera
Dalla pura volontà di Dio

L’albero tranciato
Ha ancora le radici affioranti
Soffre per il dolore
Ma spera di ricrescere
In un’alba di serenità
Il vento muove le foglie per terra
I rami spezzati mugugnano silenti
Un sole sorge sulla terra vergine
Vuoi essere il mio amore giovanile?
Chiede un giovane alla sua fidanzata
Proprio sotto l’albero tranciato
L’albero non risponde

La pecora verde pisello fluorescente
Ha subito un trattamento innovativo
Ora è traspirante
Il vello funziona meglio
E’ un esperimento genetico
Incrocia un coniglio libero
Che le parla di una collina che è il regno degli animali fuggiti dall’uomo
Fuggono insieme
Vanno a vivere in una capanna dove gli animali condividono tutto ciò che hanno
Poi fanno un viaggio a Tel Aviv
Entrano in una sinagoga
Predicano Gesù e vengono cacciati
Quindi muoiono sereni e felici nel mare agitato e metafisico
De Chirico li immortala mentre annegano in una piazza color ocra
Dove il tempo non passa e un anatroccolo gioca

19-1-2009

Il gatto bagnato chiede di poter uscire
A asciugarsi al sole
Della vita, della mente
Un dio lo ascolta ma non lo fa uscire
Così morirà di polmonite all’interno della casa
Così finiscono quelli che non si appellano al vero
Ma agli idoli
Sempre che il falso vinca sul vero
Dentro il nostro cuore

Il notaio buffo non fa l’inventario
Così io resto stupefatto
Di fronte a tale fatto
Che sovrasta la mia intelligenza
Un coniglio blu mi suggerisce di telefonargli
Per chiedergliene conto
Ma che notaio è mai questo?

Un azzurro nel blu
Un cavaliere solitario
Che freme di impazienza di fronte alla battaglia attesa
In cerca di qualcosa, ma cosa chissà
Nutre sentimenti di vendetta
Perché hanno ucciso suo fratello i nemici odiati
Ora si riposa un attimo
In attesa dello scontro
Che sarà mortale
San Pietro lo aspetta
Per rimproverargli un peccato di gioventù
Che di fronte alla morte
Svanisce nel tempo dell’adolescenza
La battaglia impazza
Una freccia lo trafigge
Barcolla e cade nella sabbia rossa di sangue
E rende l’anima a Dio

La bella addormentata sulla torre
Cade per caso in un pozzo
Dove nuota in un passaggio nascosto
Approda ad un cascata che la porta in un fiume sacro in India
Si fa battezzare in Cristo Gesù
Diventa protestante
Desidera l’unità dei cristiani
Quindi sposa un cattolico che le dà tre figli, due cattolici ed uno protestante
Siamo già tutti uniti cattolici e protestanti quando preghiamo l’unico Dio

Svanisce nel tempo la bellezza antica
Che sa di muschio selvatico
E di abbracci proibiti
Meglio essere sposi
E non generare figli illegittimi
Che avranno un’esistenza difficile ed immatura

Il vento di agosto
Ti intreccia i capelli
Quasi da solo
Poi torna a soffiare contro e te li scompiglia
Come sei bella!
Una tenda assassina mi attira
In un afflato di odio
Tendo la mano per trovarti
Trovo un corpo seminudo
Che abbraccio con ardore
Ecco il tuo sposo!
Dolce Beatrice
Amata fra le amate

Poesia incastrata in un guazzabuglio di notizie
Che escono dall’ANSA
Per annunciare un parto gemellare
Di cinque gemelli
Fatto straordinario
Un cane trova dei soldi e li restituisce al proprietario
Gli danno due ossi da sgranocchiare
Il netturbino trova una moglie contessa
E lo fanno re di Roma
Ultima notizia: io stesso guarisco dalla malattia
E mi faccio monaco
In un monastero speciale
Con le celle coloratissime
Come a Carnevale
Dove ogni scherzo vale
E lo scherzo è questo:
Che mi faccio monaco per finta

Sinfonia di colori
Che affogano in un giallo paglierino
Ridono su una trottola impazzita
Che ancora mi ama
Ma non conosce il suo destino

20-1-2009

Il pinguino decolla
Per andare in Australia
Dove fa più caldo che a casa sua
E’ un po’ nervoso
E’ molto simpatico
Ora si raggela in aereo
Nel vedere una bella pinguina
Che fa al caso suo
Uno sguardo ammiccante
Ed è subito amore
I due atterrano in Australia e incontrano tre canguri
Fanno subito amicizia
I tre canguri sono piccoli quindi i due pinguini decidono di adottarli
E vissero in Australia felici e contenti
I tre pinguini crebbero e andarono all’Università a Torino, in Italia
Studiarono legge
Uno fa il ricercatore, uno l’avvocato, uno l’impiegato in Regione
La mela selvatica
Piange miseria
Perché i tre pinguini sono un po’ matti ed avari
Un pinguino prende la mela e se la mangia
Ma la mela è magica e lo trasforma in un uomo sano e probo
Un secondo pinguino torna in Australia e fa l’avvocato colà
Il terzo pinguino lascia la Regione e fa al Polo Sud, dove, si dice, i suoi provenivano

La strega decollata
E’ senza testa
Vaga nei giorni dispari
Con una scopa a razzo
Che rimpiange i giorni migliori
Si tinge il capo di nero
Per fare più paura
I bambini fuggono quando la vedono
Le madri chiudono i battenti con i chiavistelli
E tutti sperano che un supereroe la sconfigga
Arriva Peter Pan che promette a tutti di uccidere la strega decollata ma vuole in cambio un sacco di soldi
Quindi organizzano una colletta per raccogliere i soldi
Raggiungono la cifra e la danno a Peter Pan che però fugge senza fare nulla
Allora un bambino si fa avanti e propone di ridare una testa alla strega così forse diventerà più buona
Trovano una testa espiantata da un cadavere e quando la strega appare, gliela rimettono con una operazione di alta chirurgia
Così la strega abbandona la stregoneria e vende la scopa all’asta
Ed il caso è risolto

L’elefante ingenuo
Non credeva all’esistenza di Dio
Un giorno un angelo gli apparve e gli disse che Dio lo voleva con lui in Paradiso
L’elefante prese in giro l’angelo, scambiandolo per un fantasma, e, quando morì, andò all’inferno
Dall’inferno supplicò Dio di dargli una seconda possibilità
Dio lo riportò sulla terra ma l’elefante pensò di aver fatto un brutto sogno
Così morì una seconda volta e nessuno ha più saputo nulla di lui

Il fiero combattente incontrò un gigante
Che voleva ucciderlo
Prese una lancia e lo trafisse ma il gigante continuava a muoversi brandendo una grossa falce
Quindi, il fiero combattente impugnò una fionda, come quella di Davide e colpì il gigante che stramazzò a terra
A volte le armi più semplici sono più efficaci di quelle più sofisticate!

L’anatra zoppa si specchiò in un laghetto
La zampa storta si rifletteva nell’acqua
L’anatra si innamorò della sua immagine
Ma un pesce spuntò fuori dall’acqua e le disse: “Non ti innamorare della tua immagine, ma cura la tua zoppia!”
L’anatra ci pensò sopra e andò un po’ a zonzo
Poi tornò in quel laghetto e fece un bel bagno
Pensò che l’acqua serviva per farci il bagno e non per specchiarsi
Intanto un mago buono ebbe pietà di lei, e con una magia le curò la zampetta malata
Così l’anatra non più zoppa tornò a specchiarsi nel laghetto e, vistasi guarita, ne fu felice
Chiese al mago come poteva ricompensarlo
Il mago rispose: “Con tre monete d’oro”
Ma l’anatra non le aveva così iniziò a mendicare e mendicò per tutta la vita

La torre bianca di marmo
Troneggia il mezzo al deserto
E’ un monolite che attrae energie perverse
Qualcuno pensa di distruggerla ma si teme che le energie negative si spandano nell’aria ancora di più
Un topolino azzurro ha un’idea: scavare attorno alla torre per farla sprofondare nella sabbia
Così fecero, liberandosi della torre nociva

La sabbia diventa azzurra
I popoli si radunano sulla sabbia azzurra
Pregano un unico Dio
I bambini piangono e ridono
E’ la grande festa dell’umanità è venuta
Il Messia è arrivato ma non si sa se sia quello cristiano o quello giudaico
Ma non importa: è una grande festa per tutti

21-1-2009

Addormentata sulla spiaggia sta una medusa
Con la testa schiacciata
L’ha uccisa una corrente avversa
Di soldi truccati

Sopporto tutto tranne l’avidità
Di parenti lontani
Che truccano le carte
Per rubare l’anima all’eternità

La sabbia solitaria
Entra in un imbuto
Per non uscirne mai più
Gode nel vedere quelli che cadono
Un tempo mi credevi ma ora non più
Bella Simona
Con le trecce verdi
In una scatola nera
Con gli angoli acuminati
Il coniglio rosa ti ha maledetta
Come la strega ed il malvagio anonimo
Che viene da lontano
Ora i giorni sono passati
Per rivedere i propri piani
Ed è un turbinio di ricordi
Alcuni felici altri malati

La treccia incenerita
Non serve più al principe per salire
Un salice piangente
Ha visto il vostro amore
Che ha partorito il successore al trono
Un trono di saggina
Ho usato da piccolo
Era un gioco innocente a fare il re
Come un birillo che cade e rotola
Anch’io sono caduto e rotolato
Il re è innocente, non nudo
Ma nessuno ci crede

Il verde mi sommerge
Da un pino di montagna
Scoiattoli si arrampicano
Gli aghi sono tutti intorno
Mi pungono moralmente
Per l’invidia repressa
Verso una donna già innamorata di me
Ma ora libera verso il suo futuro

Il pinguino blu
Si è perso e non sa tornare
Nella sua Milano
Prende un treno che lo porta in Sicilia
Da cui non tornerà mai più
Per eroina, alcool e farmaci
La bici rossa è caduta per terra
Un battito d’ali di piccioni
Un scatto di ira lo prende
Per il destino avverso

Declino ogni responsabilità
Per il maltolto al diavolo
Per ordine di chissà chi
Ha visto la mia fuga dalla realtà
Nella psicosi eterna
Che non mi lascia pace

La valigia sul letto
La testa in campana
L’anima chissà dove
Un dubbio intrecciato col sangue
Mentre fuori nevica
Ma partire per dove?
Forse per Parigi dove la gente è più mite
Che qui in Piemonte

Dipenderò sempre da te
Anche dopo la tua morte
Cara madre
Sento i tuoi passi in cucina
Mentre cucini il coniglio
Le labbra sfiorano la mia guancia
In un gesto di affetto
L’anello rosa che hai sposato
Non ti sta così bene
Il matrimonio civile è una sorta di bestemmia
Ma tu ci hai creduto lo stesso
Accarezzi il tuo cane
Come fosse un bambino
E pensi che cosa chissà
Forse al paradiso che secondo te non c’è

L’imbianchino pasticcione
Disegna un muro mille colori
Dal turchino al rosa pallido
Dal verde al viola
Non dimentica nessun colore
Come il cielo con l’arcobaleno
Che non è un simbolo di pace
Ma di guerra persa e combattuta male
La rivoluzione gender fallirà
Ha detto qualcuno
Io penso che per un po’ vincerà
Ma poi svanirà nel nulla da cui è venuta
L’imbianchino pasticcione
E’ come una rondine che non fa primavera

La Madonna bianca
E’ apparsa in montagna
Tutta ricoperta di neve e di petali di rosa
Petali azzurri e verdi
Che in realtà non esistono
Ma è una licenza poetica
Benediceva e dava speranza
Agli afflitti della terra
Che sono eroi senza terra
Santi sconosciuti
Mistica apparizione
Scompari la sera, riappari il mattino
A cosa dobbiamo tutto questo
Se non ad uno scoiattolo verde
Che si arrampica sulla Madonna bianca
E ne viene accarezzato
Come creatura divina

Un robot che canta un motivo elettronico
In una colata di argento fuso
Rinasce dalla sue ceneri
E’ simbolo di Resurrezione

Il gallo senza cresta
Non corteggia le galline
Si è fatto eunuco
Non per il Regno ma per caso
Un caso un po’ triste
Dopo una storia appassionata ma finita male
La gallina lo ha rifiutato
Non gli è andata giù
Beve una minestra calda per dimenticare

Non posso raggiungerti
Là dove tu mi vuoi
Abbandono Edipo
Al suo destino
E ritrovo me stesso
Come ancora abbandonata nel mare
Un polipo abbarbicato sopra

Guapa, guapa
Donna brasiliana
Tutta gialla
Ballo sensuale
Birra caliente
Monica sei la mia vita
Viaggio di speranza e di disperazione assieme
Ho fatto in America
Sono finito in prigione
Credendomi un nobile scozzese
Ho insultato ed inveito
Sono stato punito
Adesso espio
Il complesso antico
Che mi ha distrutto la vita

Neve che si scioglie
Ai piedi di un pupazzo
Gli toglie le fondamenta
Per stare in piedi
Quindi crolla miseramente
Come uomo che ha costruito sul cemento
Ma poi viene un uragano e sradica tutto
Compresi gli alberi
Un’onda anomala travolge le case
Il mare in burrasca si riflette sulle onde
Che portano morte e salvezza assieme

Un poeta inedito è come un santo anonimo
Che scrive le sue poesie
Ora, esistono tre tipi di poesie: giuste, belle e dannate
Le mie sono di tutti e tre i tipi
Celebrano Dio, quelle giuste, celebrano Venere quelle belle, celebrano gli spiriti malvagi, quelle dannate
Prego Dio di purificarmi perché la mia arte non sia maledetta

Gli anelli nel cielo sono muti acrobati
Che cercano la loro identità in acrobazie sconosciute
Mutano opinione come banderuole al vento
Si cibano di cibi succulenti
E provano a trovare l’anima gemella
In una sfida impossibile

L’acino d’uva
Da cui si fa il vino
Che il sacerdote beve
E’ un frutto particolare
Quasi isterico
Nella sua pretesa santa ed immacolata
Di fornire il sangue di Dio

La povertà intrinseca
Di ogni uomo probo
Si riflette nel deserto
Dei miei occhi
Cibi sani
Vini buoni
Valgono più del potere
Di decidere la vita altrui

Vite indemoniate
Nella Corona
Vite appassionate del popolo
Preferisco le prime
Ma per dimenticare
Il frutto acerbo
Di Adamo ed Eva
Valgono di più i buoni propositi
Di un sangue nobile
Di una passione popolare
Nazionale e da conduttore da quattro soldi
A Superga ho scoperto la fata della mia vita
Ed un destino strano
Che a volte non riesco quasi a sopportare
Il disco gira
Sull’erba grigia
Per sapere quanto costa sopravvivere
Bisogna chiedere ai santi
Che ogni giorno lavorano al carretto siciliano
Il diavolo è una persona perbene
Se fosse un umano
Ma non del tutto convinto
Di essere all’altezza del suo compito
Di seduttore d’anime

Il fiume di latte accoglie pesci dorati
Che snocciolano sentenze sapienti
Che parlano d’amore
L’amore pagano delle ninfe
E trovano suggerimenti
Da non scordare mai
Per evadere dal circo della strada
Pieno di auto e moto
Il vino in otri vecchi
Manda in malora l’umanità
Che per ripicca si suicida

La ripetitività degli atti dovuti mi ossessiona
Ogni giorno lavarsi i denti, preparare il pasto, rifare il letto
Ci si perde dietro una vita
Il melone maturo non sa qual è il suo destino
Eppure viene mangiato
Così noi andiamo incontro a un destino ignoto
Nell’aldilà e nella vita terrena
Un Dio incarnato ci ha svelato il volto del Padre
Il destino però non è chiaro
Non sappiamo esattamente come siano l’Inferno ed il Paradiso
Come civette sull’albero aneliamo ad un sogno
Che ancora non svanisce
Per vivere di nuovo un’avventura intensa
Come la rugiada in primavera
Lo sai che non mi piace

22-1-2009

Amici vicini e lontani
Dall’Abruzzo vi saluto
Sono meridionale
Me ne lavo le mani
Lo schiavo nero
E’ affogato nel mare
Da una nave amica
Il blu lo sommerge
La morte è arrivata
Così saluto i miei amici dall’Abruzzo

Non amavo Monica
Era una stregoneria a legarmi a lei
Il diamante raro
Ficcato nella mia testa
Ha dato buoni frutti

La cicala smarrita
Cerca la sua identità ma non la trova
Chiede aiuto alla formica che è troppo intenta a lavorare per risponderle
Così si suicida
Ma un angelo la porta in Paradiso
Dove Dio la rimprovera per il suicidio e le dà un compito
Sarà un fantasma che fa spaventare gli uomini tutte le volte che pensino al suicidio
Così la cicala diventa fantasma e spaventa un po’ tutti
Finché un giorno Dio la riconvoca e le dice che il suo lavoro è finito
Così finisce la storia della cicala

Il bambino innamorato
Desidera una donna grande
Ma non sa bene cosa farci
E’ troppo grande per lui: la donna ha quattordici anni, lui cinque
Così decide di abbandonare il sogno di sposarla
Quando è grande ripensa a quell’amore assurdo
E si mette a ridere di buon cuore

Il fico d’india pensa ad un amore perso
Per una melanzana
Il tempo rafforza il dolore anziché spegnerlo
Un fiume azzurro attraversa la valle
Porta via i dispiaceri e li bagna con acque tiepide
Il sole splende nel cielo
E le cicale cantano il loro canto triste

Lo scoiattolo che corre
Si arresta un attimo in contemplazione
Gli appare una figura strana e equivoca
Una prostituta che sembra la Madonna
Come in un quadro
Si spaventa e arretra tre passi
Poi si mette a correre il più velocemente possibile
Era solo un miraggio, pensa
E si rintana nella sua tana
Passa una settimana
Una scoiattola entra nella sua vita
E vissero felici e contenti
Ma lo scoiattolo non dimenticherà mai l’apparizione
Che ha cambiato la sua vita

Il rettore dell’Università
Ha un impegno importante
Deve uccidere un pappagallo giallo
Che gli ha messo le corna
Si appresta a farlo quando un coniglio blu lo ferma
Lui perdona l’adulterio e tutto sembra finire lì
Ma la moglie lo abbandona perché non lo ama più
Allora lui tenta di suicidarsi
Buttandosi dal quarto piano del suo palazzo
Si rompe due gambe ma si salva
Fatta la convalescenza, passa davanti alla vetrina di un negozio di abiti per bimbi e pensa ai figli che non ha avuto
Quindi vive da solo sino alla fine dei suoi anni
Ma il pappagallo giallo è morto da un pezzo quando lui, il rettore, se ne va
Così tutto finisce in giustizia e pace per i posteri
Un giorno la moglie si pente di averlo abbandonato e va sulla sua tomba
Qui fa scrivere una epigrafe che dice “Il nemico del pappagallo giallo che non ebbe figli per la sua avarizia”


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