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Il Perditempo.org: lettere a Famiglia Cristiana, 1

Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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11 giugno 2010
: il Papa e i preti pedofili (L10)

Caro Don Sciortino,
il Papa ha ripetuto per l'ennesima volta che chiede scusa per le vittime della pedofilia.
Sinceramente non vedo il bisogno di ripetere ossessivamente questo messaggio.
Dico apertamente che secondo me Benedetto XVI che stimo moltissimo sta sbagliando.
I preti pedofili non sono un nemico interno alla Chiesa da epurare ma delle persone gravemente malate da curare e sono un'ASSOLUTA MINORANZA dei sacerdoti.
Non mi pare che l'immagine della Chiesa sia così danneggiata come ripetono in Vaticano.
Bisognerebbe far parlare i fatti e tacere di più. Intendo dire che bisognerebbe stanziare un fondo per le vittime degli abusi e offrire di risarcirle al posto di questi continui mea culpa che, a questo punto in cui siamo, rischiano di disorientare i fedeli.
Ciao, forse sbaglio io
Andrea Annibale Chiodi


18 ottobre 2009
: cosa chiedere al Padre, una proposta (L9)

Gentilissimo
Don Sciortino,
ho letto da qualche parte nei Vangeli, che si può chiedere qualcosa al Padre nel nome del Figlio.
Mi sono chiesto a lungo che cosa sia più giusto e saggio chiedere.
Penso che una bella richiesta sia di provare la stessa sofferenza che ha provato Cristo.
Credo sia un modo di santificare la vita quotidiana.
Chiediamo con tutta la forza dell'anima la sofferenza che ha avuto Gesù nel Getsemani. Non dico quella della Croce, che non è forse riproducibile nella nostra vita quotidiana. Ma il disprezzo subito e l'angoscia sì, sarebbe una grande grazia provarle. E magari sostituirle alla nostra umanissima sofferenza, che spesso è inflitta dal diavolo.
Ho letto anche che il diavolo soffre. Per cui dobbiamo anche chiedere che il Signore ci risparmi la sofferenza che può infliggerci il diavolo e di donarci la santissima e umanissima sofferenza del Signore durante la Sua vita sulla Terra.
Questa è la riflessione, spero umile, che Le sottopongo oggi.
Distinti saluti
Andrea Chiodi

16 ottobre 2010
: la pace cristiana (L8)

Caro Don Sciortino,
oggi meditavo sul passo del Vangelo in cui Gesù dice "Vi dono la pace, vi dò la mia pace, non come la dà il mondo io la dono a Voi".
Meditavo su questo di fronte a tante lettere di disperati (e lo sono anch'io) che Vi scrivono.
Gregorio Magno narra di un paralitico che dona tutti i suoi beni ai poveri e muore in pace con Dio dopo averme sperimentato l'intimo equilibrio e la pace.
Io posso solo testimoniare per me stesso dopo aver perso mio padre da piccolo, dopo aver perso la donna della mia vita e dopo aver smarrito la via, ed essermi perso nella dantesca selva oscura, dopo aver perso poi la salute mentale per un disturbo di tipo schizofrenico.
Posso testimoniare che, accanto al sostegno economico di mia madre, che è stato fondamentale, ho sperimentato una pace ed una gioia nella fede cristiana che non avrei mai potuto sperare. Vedo il Vangelo avverarsi in tanti aspetti della mia vita. Questo è ciò che volevo testimoniare, anzitutto.
Poi volevo dire a tutti quelli che sono in difficoltà di chiedere la grazia della pace interiore che posso trovare anche gli ultimi fra ultimi, assieme alla fraternità di preghiera ed economica dei fratelli cristiani.
Oggi il sacerdote, nell'omelia, ha parlato di una fiducia in Dio da ritrovare e credo che questa sia la strada giusta per uscire da tante situazioni di difficoltà, come malattia mentale, droga, disoccupazione, ecc.
Distinti saluti
Andrea Chiodi

13 ottobre 2010
: la Chiesa e il cristiano (L7)

Carissimo Don Sciortino,
oggi stavo pensando che la vita della Chiesa assomiglia un po' alla vita del cristiano.
Entrambi sono caratterizzati da croce e da gloria.
La croce della sofferenza e del sacrificio. La gloria della resurrezione dai nostri mali quotidiani.
La Chiesa poi è madre e figlia di ogni cristiano.
Se infatti non fosse madre, non saremmo un po' tutti orfani? E se non fosse figlia, quale sarebbe la nostra responsabilità verso di essa?
Ecco, pensavo questo ed ho avuto l'idea di sottoporre a F.C. queste poche semplici idee.
Distinti saluti
Andrea Chiodi

12 ottobre 2009
: le certezze del cristiano (L6)

Carissimo Don Sciortino,
nel ripeterle il mio augurio e la mia preghiera che Lei resti saldamento al suo posto nel dirigere, come fa, egregiamente Famiglia Cristiana, vorrei esprimere la mia opinione settimanale su di un tema del giorno.
Il cristiano mi pare abbia due stelle polari nella vita:
1) Cristo ha camminato sulle acque, questa è la nostra forza. Se Cristo non avesse camminato sulle acque, la nostra fede sarebbe come svuotata.
2) L'autorità del Papa, Vicario di Cristo sulla terra. Se non avessimo il Papa, vagheggeremmo nell'ombra senza una guida salda che proviene dal ruolo papale e da quello dei vescovi.
Distinti saluti
Andrea Chiodi


7 ottobre 2009
: idee politiche (L5)

Carissimo Don Sciortino,
ho appena sentito la notizia della incostituzionalità del Lodo Alfano.
Ora, penso, si debba fermare la legge che limita le intercettazioni telefoniche.
Come ha detto il Procuratore capo di Torino Caselli, con questa legge obbrobriosa siamo tutti più insicuri, proprio laddove un governo di destra dovrebbe perseguire la legalità e la sicurezza dei cittadini.
Questo è un argomento serio di cui la rivista Famiglia Cristiana dovrebbe occuparsi.
Lei definisce demoniaca la dichiarazione di Berlusconi circa la "farsa" della manifestazione del 3 ottobre.
A me l'aggettivo "demoniaco" sembra esagerato e definirei quella di Berlusconi una dichiarazione semplicemente sciocca come tante altre che ha rilasciato (come la celebre invettiva contro l'opposizione che, a suo dire, brucia le bandiere americane e di Israele). Tutto ciò che vedo è che l'uomo (Berlusconi), in alcune occasioni, non è all'altezza del suo compito.
Le querele alla stampa non sono un atto intimidatorio ma l'esercizio di un diritto costituzionalmente garantito. Cosa c'entra che Andreotti non ha mai querelato nessuno? E' un argomento ridicolo.
Piuttosto, ci si deve rimettere serenamente al giudizio della magistratura che, in Italia, non è asservita al potere esecutivo e politico ma è indipendente come tutti sanno.
Perchè Berlusconi deve essere indagato, come giustamente è indagato, e Famiglia Cristiana, invece, non dovrebbe subire nessun tipo di causa civile. E poi il gruppo editoriale Paolino ha tutte le risorse per far fronte a qualsiasi richiesta di risarcimento, ammesso (e non concesso) che il giudice accolga la richiesta.
Alle sciocchezze si reagisce ignorandole e parlando di cose serie.
Ad esempio il fatto che Berlusconi debba farsi da parte per affrontare con serenità i suoi problemi giudiziari ed avanti, io sostengo, con un governo presieduto da Fini e allargato all'UDC con Casini Ministro dell'Interno al posto di Maroni.
Questo nel rispetto dell'esito uscito dalle urne alle ultime elezioni politiche.
Ripropongo tre obiettivi per l'azione di governo:
1) Riforma delle pensioni: lo Stato secondo me deve garantire una pensione uguale per tutti (ad esempio attorno agli 800 euro mensili, con drastico innalzamento delle pensioni minime) e chi vuole una pensione più alta faccia ricorso alla previdenza privata.
2) Riforma della giustizia: copiare il modello inglese dei due livelli di giustizia in base al valore della controversia per velocizzare drasticamente la durata dei processi civili. Abolire il diritto universale al ricorso in Cassazione (che è un'assurdità risalente al periodo napoleonico per cui la Cassazione deve occuparsi di qualsiasi stupidaggine), trasformando la Cassazione in una Corte di Ultima Istanza sul modello inglese della House of Lords.
3) Portare l'IVA al 33%, triplicare l'ICI, abolendo contemporaneamente l'IRPEF sul reddito da locazione di immobili (così combattendo il fenomeno degli alloggi sfitti), detassare le rendite mobiliari introducendo contemporaneamente una tassa patrimoniale sui patrimoni mobiliari intorno allo 0,5% (1% per i patrimoni mobiliari detenuti all'estero da residenti), detassare drasticamente la tassazione dei redditi soggetti a IRPEF.
Vorrei soffermarmi anche sul problema del trattamento insufficiente che lo Stato riserva ad alcuni soggetti deboli come gli invalidi civili e gli anziani non autosufficienti, tema affrontato recentemente da Famiglia Cristiana. Bisogna in proposito, secondo me, rivedere alla fonte un welfare che aiuta tutti e male per aiutare soltanto CHI HA VERAMENTE BISOGNO. Questa è una politica che può fare un serio governo di destra.
Lasciamo perdere la sciocchezza (l'ennesima) delle ronde leghiste. Non è un perno dell'azione dell'attuale governo.
Il reato di clandestinità è giusto. Esiste in molti paesi dell'Occidente come deterrente all'immigrazione selvaggia che è indifendibile, secondo me. Ma va accompagnato da quote di ingressi e da procedure umane di integrazione per chi lavora.
Bisogna costruire nuove carceri e sveltire enormemente gli sfratti per finita locazione, sovvenzionando l'edilizia pubblica convenzionata per i non abbienti. Ne risulterebbe una valorizzazione enorme della piccola proprietà immobiliare.
Queste sono alcune idee che umilmente Le sottopongo, conscio della mia ignoranza e della mia pochezza.
Distinti saluti
Andrea Chiodi


7 ottobre 2009
: libertà e responsabilità del cristiano di fronte ai mezzi di informazione (L4)

Carissimo Don Sciortino,
Libertà e responsabilità dell'uomo di fronte ai mezzi di informazione.
Si parla molto della responsabilità dei mezzi di informazione e poco dell'uso che ne fa lo spettatore o consumatore delle notizie.
In una prospettiva cristiana, l'uomo rimane libero. Certo, la libertà può essere coartata.
In Italia si assiste ad un anomala concentrazione di potere nelle televisioni. Questo è un dato di fatto.
E c'è un atteggiamento intimidatorio di alcuni politici che arrogantano chi parla liberamente.
Ci sono però anche segnali positivi.
Molti italiani scelgono (torniamo alla libertà e responsabilità dell'uomo) di leggere le notizie su Internet, in particolare su Google News e tali notizie non le controlla Berlusconi.
Insomma, una certa libertà di scelta c'è. Gesù ha detto "mantenetevi puri da questo mondo" e molti sono quelli che scelgono di non guardare le veline ed i reality show o i telegiornali Mediaset.
Cosa dire di quelli che scelgono consapevolmente di guardare programmi spazzatura ed immorali? Se ne parla troppo poco della libertà e responsabilità dell'uomo di fronte ai mass media e troppo della reponsabilità edicativa dei mass media quasi che il pubblico fosse in insieme di imbecilli disumani che possono essere manipolati come si vuole.
Io ho fiducia nell'uomo, soprattutto se illuminato dalla Grazia di Dio, e nel progresso della tecnologia, che come riconosce la Chiesa porta con sè sia possibilità di bene sia possibilità di male.
Per quanto riguarda la politica italiana, auspico un governo presieduto da Fini con Casini Ministro dell'Interno.
L'epoca di Berlusconi, prima o poi, si avvia al tramonto e non intravedo affatto, come fa Bocca, un rischio di fascismo nel Paese.
Piuttosto accolgo felicemente l'accorato appello di Bagnasco ad una maggiore responsabilità dei mezzi di informazione (che io, nel mio piccolo, vedo come un segno di prudenza evangelica per i giornali cattolici) e, rinnovando la mia altissima stima per il Presidente della CEI, condanno l'anticlericalismo di certi quotidiani che, di tanto in tanto, alterano il pensiero del Papa estrapolando frasi dal contesto.
Distinti saluti
Andrea Chiodi

5 ottobre 2009: Chiesa ed ebraismo (L3)

Carissimo
Don Sciortino,
mi pare che la Chiesa abbia due anime che si integrano armoniosamente a vicenda o, se preferiamo, due mezze anime che, unite, fanno l'anima della Chiesa sulla questione ebraica.
Una è la lettura storica che ha fatto Giovanni Paolo II con il suo magnifico pontificato e riguarda le colpe storiche della Chiesa.
L'altra è la lettura filosofica dell'uomo che tende a sostituirsi a Dio con il nazismo, fatta dall'attuale Pontefice Benedetto XVI.
Escludo categoricamente che la Shoah sia una punizione divina per i giudei. Qui ricorre nuovamente il tema della libertà e responsabilità umana. Responsabilità anche di alcuni cristiani che hanno colpevolizzato un intero popolo, definito come deicida.
Ora non c'è dubbio che i giudei non siano il diavolo, come non lo sono i protestanti e, leggendo in questi giorni Gregorio Magno (Omelie sui Vangeli), vi si legge un rimprovero verso "alcuni giudei" per non aver accolto il Cristo.
Da qui a pensare lo sterminio dei giudei, che la Chiesa non ha mai predicato, c'è appunto una responsabilità, mi pare specifica, del nazismo.
Non condivido la lettura che fa Di Segni di una contrapposizione tra i due pontificati ma direi che armoniosamente si completano.
Gesù ha detto che la "salvezza viene dai Giudei". Mi sembra una benedizione non una maledizione del popolo ebraico.
Se la salvezza viene dai Giudei, ha ragione Giovanni Paolo II nel definirli "fratelli maggiori".
Il tema dell'ecumenismo mi pare sia unico, con riguardo ad ebrei e protestanti, un tempo, questi ultimi, visti quasi come il diavolo (mi tornano in mente le dure parole del Santo Giovanni Bosco sui protestanti).
Gesù ha detto che chi fa la volontà del Padre è per lui madre e fratello (se ricordo bene).
La fratellanza di tutti i giusti nel Padre, compresi gli islamici, dovrebbe essere un tema centrale che non nega la nostra fede in Gesù di Nazareth.
E' più che mai urgente la preghiera di tutti gli ultimi nel Vangelo per i Giudei, per la loro salvezza, attraverso le strade che Dio conosce, unita alla preghiera dei santi e degli angeli.
Distinti saluti
Andrea Chiodi


4 ottobre 2009
: spunti politici (L2)

Spett.le
Direzione di F.C.,
Vi scrivo spesso su vari argomenti e scusatemi se abuso della Vostra pazienza e del Vostro tempo.
Mi sembra si stiano eclissando due concetti chiave della sinistra: quello di lavoro e quello di cittadinanza.
La Costituzione recita che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La stessa Costituzione afferma che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge eccetera.
Io credo in tre valori diversi: quello di persona umana, quello di famiglia, quello di proprietà.
1) Perchè persona umana è meglio che cittadino. Rispondo con le parole di Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale pubblicate sul numero 40/2009 di Famiglia Cristiana alle pagine 42 e 43: "Il principio di eguaglianza non è limitato al cittadino ma vale pure per gli stranieri .... questo è un punto chiaro, sui cui la giurisprudenza della Corte è fermissima. D'altra parte i diritti fondamentali oltre che nella Costituzione stanno anche (e potremmo dire prima) nelle convenzioni internazionali, come la Convenzione europea dei diritti dell'uomo o i Patti internazionali sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali. Tutte leggi che hanno come antenata la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Tutti questi strumenti internazionali SONO BASATI SULL'IDEA CHE I DIRITTI FONDAMENTALI SPETTANO AD OGNI INDIVIDUO, AD OGNI ESSERE UMANO, SENZA DISCRIMINAZIONE, compresa la nazionalità ... non parliamo più di diritti dei cittadini ma di diritti dell'uomo ... l'idea della convivenza umana non può che fondarsi sul riconoscimento universale dei diritti della persona in tutto il mondo".
2) Perchè famiglia è meglio che lavoro. La famiglia è più importante del lavoro. Meglio sarebbe stato se la Costituzione avesse fondato la Repubblica sulla famiglia, nucleo fondamentale ed essenziale della società. Certo, non si possono dimenticare le parole di San Paolo che esortano alla laboriosità. Ma fondare la Repubblica sul lavoro significa affermare che chi è disoccupato o chi non può lavorare o ha una limitata capacità di lavoro per handicap fisico o psichico è un cittadino ed un essere umano DI SERIE "B". Non dimentichiamo che Hitler sognava di sterminare i malati di mente.
3) Proprietà è un concetto fondamentale. Non dico che tramite la proprietà si raggiunga la felicità. Ma la proprietà è un ammortizzatore sociale fondamentale. Perciò auspico che la sinistra la finisca con la retorica del lavoro e col mito che la proprietà è un furto. La legge sull'equo canone è stato, secondo me, uno dei peggiori disastri che l'Italia abbia conosciuto.
Si pensi a chi resta senza lavoro o non può lavorare per handicap fisico o psichico. La civiltà di una società si misura da come tratta gli esclusi. Oggi la pensione di invalidità è di 265 euro. Chi rimane invalido o comunque disoccupato può contare solo sulla famiglia o sui risparmi personali guadagnati o ereditati per sopravvivere.
In conclusione credo in una società che faccia propri questi tre valori: la dignità e la centralità di ogni essere umano in quanto tale, la sacralità della famiglia come cellula basata sul diritto naturale e il ruolo fondamentale giocato dalla proprietà privata, sia come stimolo per accrescere il benessere generale, sia come strumento di solidarietà tramite le imposte, sia come fondamentale strumento di libertà personale, sia come indispensabile ammortizzatore sociale.
Infatti da tempo io auspico una crescita delle imposte sul patrimonio e delle imposte indirette ed un alleggerimento delle imposte sul reddito, come ha chiesto anche la Presidente di Confindustria Marcegaglia. E' una ricetta di sinistra che, in logica bipartisan, dovrebbe fare propria anche il centro-destra.
Distinti saluti
Andrea Chiodi

2 ottobre 2009
: Berlusconi sospeso tra il bene ed il male (L1)

Carissimo Don Sciortino,

secondo me, la Chiesa non deve mai smettere di sognare di avere, in Cesare, un potente giusto come fu Re Davide.
Per ottenere questo, la Chiesa (cioè il Papa o chi per lui) si deve umiliare (perchè chi si umilia sarà innalzato) come fecero i profeti davanti ai potenti, anche al costo di essere irrisi o sbeffeggiati come lo fu Cristo o al costo di subire il martirio e persecuzioni, che sono gloria per la Chiesa (come vuole Sant'Ireneo, il cui passo va secondo me inteso nel senso precisato) come fu gloria il martirio di Giovanni il Battista, perchè non c'è amore più grande che dare la vita per gli amici.
Ora, Gesù offre il salario anche agli ultimi lavoratori della vigna, e a chi si scandalizza chiede se non è invidioso perchè Dio è buono ...
Anche oggi, chi imita Cristo è invidiato per la sua bontà e deriso. Ma come ha detto Ernesto Olivero, la bontà è disarmante.
Cristo che è stato buono con i due ladroni sulla Croce e che ha detto "misericordia io voglio e non sacrificio", vuole che si offra la salvezza fino all'ultimo, anche al costo di essere irrisi o perseguitati.
Per questo, anche a voler considerare Berlusconi un ladrone, ci vuole un profeta, un Bagnasco intendo dire, che si umili per offrire il salario dell'ultima ora.
Ed anche se è lecito pensare politicamente che Berlusconi è un ladrone, non ci si deve stancare di invitarlo ad essere con Cristo o contro Cristo perchè "chi non è con me, è contro di me", dice il Signore.
Per questo, per me Berlusconi è un'anima in pena, sospeso tra l'essere con Cristo o contro Cristo. Bisogna costringerlo ad uscire da questa impasse prendendo l'iniziativa, perchè Berlusconi, diciamocelo chiaramente, non può irridere la sensibilità della Chiesa sull'adulterio dicendo semplicemente che gli stupidi ignorano che lui non è un santo.
Si è con Cristo o si è contro Cristo.
C'è chi sogna una Chiesa trionfante, non perseguitata e rispettata dai potenti, come mi pare faccia Beppe del Colle.
Io sogno una chiesa perseguitata, nella gloria dei martiri, che non si stanca di cercare l'ultima pecorella che è andata smarrita, che si umilia di fronte ai potenti per condurli per la via di Davide, servo di Dio, ed offre una possibilità a tutti, perchè, come ha detto Bagnasco, la Chiesa parla liberamente ma è amica di tutti.
Bagnasco è, secondo me, un esempio splendido e rifulgente di prudenza evangelica.
Ma se Berlusconi, messo alle strette, continua nel suo atteggiamento ignominioso (convertitevi e credete al Vangelo, dice il Signore, perchè il regno di Dio è vicino; non preghiamo forse "venga il tuo regno"?) sia per la Chiesa un pagano ed un peccatore, come insegna la Bibbia.
La Chiesa deve avere a cuore la salvezza delle anime sopra ogni cosa e vale la pena fare un tentativo di convertire il peccatore, come Famiglia Cristiana sta facendo da settimane.
Ma non va confusa la correzione fraterna cristiana, con il censurare pubblicamente i mores come facevano Catone e Cicerone, perchè questo è paganesimo, estraneo alla cultura cristiana dell'umiltà e del martirio.
Qualcuno pensa che il potere sia sempre corrotto e corruttore, ma questo pensiero lo lasciamo ai Bogomils, ai catari, ai manichei. Perchè Dio ha creato il mondo perchè fosse buono, e con questa fiducia ci inviata a mantenerci puri da tutto ciò che corrompe, nella fede nel nostro Signore Gesù Cristo.
Distinti saluti
Andrea
Chiodi

Codice commenti (per indice analitico): da L1 a L23


29 giugno 2010: dottrina dei tre tesori (L23)

Gentilissimo padre Ermes Ronchi e gentilissima redazione di A Sua Immagine, nonché
Gentilissimo don Sciortino e don Piero Gallo
ho inserito le riflessioni che seguono, nella festa degli Aposti SS. Pietro e Paolo, sul blog di A Sua Immagine e attendo un eventuale riscontro.
Non so quanto le righe che seguono siano attinenti al Vangelo che si commenta.
“Uso” la pazienza del moderatore e della redazione di A Sua Immagine per sottoporre una serie di idee che sono la mia riflessione settimanale.
Nella Storia di Israele, Gesù appare come Messia, preannunciato da Giovanni il Battista.
La dottrina dei tre tesori di Gesù, che qui di seguito espongo sinteticamente, mi è venuta in mente leggendo le Omelie sui Vangeli di San Gregorio Magno.
Secondo tale dottrina, di mia invenzione, Gesù ha tre tesori: la Chiesa (le sette chiese dell'Apocalisse), la ricchezza della Chiesa ed Israele.
La Chiesa è corpo mistico di Cristo ed è la sposa che attende il ritorno del suo sposo secondo quanto preannunciato da San Giovanni apostolo nell'Apocalisse.
La Chiesa appartiene a Cristo ed in questa appartenenza trova il suo senso di ESSERE NELLA STORIA DELL'UMANITA'.
La Chiesa è affidata temporaneamente ai successori di Pietro, in attesa del ritorno di Gesù.
La ricchezza della Chiesa appartiene a Gesù. Infatti, noi, come Chiesa, non siamo che amministratori temporanei di una ricchezza di cui Gesù stesso entrerà in possesso al Suo glorioso ritorno.
Quant'è importante che, nel gestire questa ricchezza, materiale e spirituale, noi ci interroghiamo continuamente, in Pietro, circa quale sia la volontà del Maestro!
Il terzo tesoro di Cristo è Israele. Ce lo dice la Madonna stessa nel Magnificat quando afferma che (con l'avvento di Gesù) il Signore "ha soccorso Israele suo servo".
Israele è temporaneamente affidato a Davide ed ai suoi successori in attesa del Messia ebraico-cristiano, che nell'Apocalisse coincide nella persona di Gesù stesso. Temporaneamente, perché al ritorno di Gesù, il Messia prenderà possesso del Suo regno, Israele, oltre che della Sua Chiesa e della sua ricchezza, che include sia la ricchezza materiale sia la Tradizione ed il depositum fidei, come preannuncia l'Apocalisse dicendo che lo vedranno anche quelli che lo crocifissero.
Sulla dottrina della sostituzione che mi pare basata su un passo del Vangelo che dice "il Regno sarà tolto e sarà dato ad un altro popolo che lo farà fruttificare" mi pare giusta. Israele non ha riconosciuto il Messia, ma il Regno continua a comprendere Israele, perché la misericordia di Dio non può escludere il popolo della Prima Alleanza. Il passo citato del Vangelo è un ammonimento che vale per tutti, anche per i cristiani, come per gli ebrei, come per i cattolici in particolare. Mi ricorda un altro passo del Vangelo che dice "a questa generazione perversa non sarà dato altro segno se non il segno di Giona" facendo riferimento alla sua crocifissione e resurrezione.


28 giugno 2010: tre ammonimenti di Gesù (L22)

Buongiorno Don Sciortino,
Alcune riflessioni sul Vangelo che ho ascoltato questa mattina a Messa.
Il primo dei tre ammonimenti di Gesù (Luca, 9, 57-58) riguarda la durezza della sequela, che non può essere affrontata senza la Grazia.
Il secondo ammonimento di Gesù (Luca, 9,59-60) riguarda l’amor proprio e le occupazioni terrene, cui deve essere preferito l’Annuncio del Regno di Dio. Questo passo è da collegare, a mio avviso, alla parabola del buon samaritano, e indica i due tipi di opere cristiane: l’annunzio del Regno e l’aiutare il prossimo.
Il terzo ammonimento (Luca 9, 61-62) riguarda l’incostanza che è legata alla mancanza di fede, di speranza e di carità.
Ciao
Andrea Chiodi


27 giugno 2010
: scuse (L21)

Carissimo Don Sciortino,
qualcuno se l'è presa perché ho chiamato alcuni cristiani un' "Armata Brancaleone". Non volevo riferirmi a specifici numeri di Famiglia Cristiana ed al Direttore tantomeno.
La situazione può sfuggire di mano a tutti e anch'io, a turno, mi identifico con questa espressione. Accade quando, abbandonando umiltà e prudenza evangelica, ci avventuriamo su terreni insidiosi e cessiamo di tenere gli occhi rivolti a Cristo.
Quindi è un concetto trasversale all'interno della Chiesa ed io non volevo offendere nessuno.
Rinnovo la mia grande stima a Don Sciortino e a tutto lo staff di Famiglia Cristiana e ringrazio sentitamente per i numerosi miei commenti pubblicati sul blog di famigliacristiana.it
Buon lavoro, vi ricordo nelle mie povere, personali preghiere
Andrea Annibale Chiodi

25 giugno 2010
: ancora sul calvinismo e cattolicesimo, grazia e predestinazione (L20)

Ciao,
a causa di un errore ortografico, una mia precedente e-mail con oggetto "riflessioni" risultava contraddittoria ed incomprensibile.
Mi permetto di disturbarVi di nuovo e vi ringrazio se passate la mia mail al teologo senza cestinarla. GRAZIE. Ecco di seguito la mia riflessione riveduta e corretta. Preciso che ho fatto studi giuridici e non teologici quindi scusate il semplicismo e la rozzezza del mio ragionamento.
1) DIO PRECONOSCE CIO' CHE SIAMO.
La Bibbia dice che siamo preconosciuti dal grembo di nostra madre. Ciò significa che Dio, che è onniscente, pre-conosce il nostro ESSERE, il che comprende le nostre POTENZIALITA'. Per potenzialità intendo ciò che nella vita possiamo realizzare come SUCCESSO, SANTITA', RICCHEZZA con i nostri sforzi. Il LIMITE MASSIMO di ciò che possiamo raggiungere con le nostre migliori buone intenzioni è noto a Dio perché è legato al nostro ESSERE.
Ricordiamo inoltre anche quel passo che dice che Dio non ci tenta OLTRE LE NOSTRE FORZE, cioè appunto le nostre potenzialità. Questo indica la presenza di un LIMITE al nostro agire, nel senso che non possiamo agire oltre le nostre potenzialità, ultra vires, come suol dirsi.
2) DIO NON PRECONOSCE LE NOSTRE AZIONI.
D'altra parte, essendo creature dotate di libero arbitrio, Dio NON può conoscere le scelte future che faremo usando la nostra libertà quindi Dio non può conosere il nostro AGIRE, se non nel momento in cui la decisione matura nel nostro cuore.
Quindi hanno ragione i calvinisti nel dire che Dio è onniscente, hanno torto sul Vangelo della ricchezza, come rilevò tempo addietro Raniero Cantalamessa, parlando del predicatore americano Benny Hinn e delle sue trasmissioni sulla TBNE.
2) E' NECESSARIA UNA GRAZIA PARTICOLARE PER COMPIERE LE OPERE BUONE.
Mi sono anche chiesto cosa significa "gettare le reti sulla Parola di Gesù". Probabilmente, significa che la vita sacerdotale deve sempre essere ancorata al Vangelo, che non c'è spazio per il "fai da te" quando si devono aiutare e guidare le pecore all'ovile.
Significa inoltre una fiducia estrema nel Signore della Messe, una fiducia che ci porta a "camminare sulle acque" sempre sulla Parola di Cristo. Ed il fatto che Gesù abbia camminato sulle acque è la nostra forza mentre la sua Resurrezione è, assieme alla Madonna, la nostra speranza.
Abbiamo sempre bisogno della GRAZIA per agire bene cioè dell'aiuto di Maria Ausiliatrice e di Dio per compiere le opere sante. Da qui l'importanza della preghiera, perché come dice sempre Gesù "senza di me non potete fare nulla".
E' quindi richiesta una GRAZIA PARTICOLARE per compiere le opere buone e sante.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


25 giugno 2010
: cattolicesimo e calvinismo (L19)

Ciao,
1) oggi vorrei riflettere su come conciliare un punto teologico della dottrina calvinista con il cattolicesimo: la predestinazione.
La Bibbia dice che siamo preconosciuti dal grembo di nostra madre. Ciò significa che Dio, che è onniscente, conosce il nostro ESSERE, il che comprende le nostre POTENZIALITA'. Quindi Dio sa ciò che potremo decidere di fare e ciò che non potremo mai fare, perché è ultra vires. Ricordiamo anche quel passo che dice che Dio non ci tenta OLTRE LE NOSTRE FORZE, cioè appunto le nostre potenzialità.
D'altra parte, essendo creature dotate di libero arbitrio, Dio non può conoscere le scelte future che faremo usando la nostra libertà quindi Dio non può conosere il nostro AGIRE, se non nel momento in cui la decisione matura nel nostro cuore.
Quindi hanno ragione i calvinisti nel dire che Dio è onniscente, hanno torto sul Vangelo della ricchezza, come rilevò tempo addietro Raniero Cantalamessa, parlando del predicatore americano Benny Hinn.
2) Mi sono anche chiesto cosa significa "gettare le reti sulla Parola di Gesù". Probabilmente, significa che la vita sacerdotale deve sempre essere ancorata al Vangelo, che non c'è spazio per il "fai da te" quando si devono aiutare e guidare le pecore all'ovile.
Significa inoltre una fiducia estrema nel Signore della Messe, una fiducia che ci porta a "camminare sulle acque" sempre sulla Parola di Cristo. Ed il fatto che Gesù abbia camminato sulle acque è la nostra forza mentre la sua Resurrezione è, assieme alla Madonna, la nostra speranza.
Abbiamo sempre bisogno della GRAZIA per agire bene cioè dell'aiuto di Maria Ausiliatrice e di Dio per compiere le opere sante. Da qui l'importanza della preghiera, perché come dice sempre Gesù "senza di me non potete fare nulla".
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

23 giugno 2010: gnosi di Mancuso (L18)

Caro Don Sciortino,

ho letto l'intervento di Bruno Forte risalente a parecchio tempo addietro circa il libro di Vito Mancuso "L'anima e il suo destino". Non ho letto l'intervento altrettanto critico apparso su la Civiltà Cattolica.
Premesso che sono un dilettante di teologia e ignorante di filosofia, mi pare di poter fare alcune brevi osservazioni.
1) Eternità dell'inferno. Non sappiamo nulla del concetto di TEMPO nell'aldilà per cui è fuorviante dire che l'Inferno è eterno secondo i parametri terreni.
2) Esistenza dell'anima. La filosofia e la teologia permettono di anticipare ciò che i nostri occhi e i nostri sensi ANCORA non possono vedere. La scienza potrà conoscere, Dio volendo, in futuro sia il concetto del peccato originale di Adamo, sia il concetto di anima. La fede consiste in un'apertura di credito verso le Scritture come rivelazione di Dio. Lo Spirito Santo ci guiderà alla verità tutta intera.
3) Adesso conosciamo in modo imperfetto, ma nell'aldilà vedremo Dio FACCIA A FACCIA.
4) La Chiesa non si è mai basata sulle scienze positive, ma sulla filosofia e sulla teologia per intuire le verità di Dio.
5) Il concetto di MISTERO è del tutto assente dal ragionamento di Mancuso e filosoficamente può essere espresso proprio come tutto ciò che la scienza non è ancora arrivata a spiegare.
6) Le scienze non falsificano il concetto di anima, popperianamente parlando. Semplicemente si limitano a spiegare il funzionamento del cervello, dell'uomo biologico, che non è l'anima.
7) Infine, Deus caritas est è proprio il completamento, il perfezionamento che Cristo ha portato, con la sua morte e resurrezione, all'Antico Testamento e a certe espressioni FORTI che Mancuso cita.
Distinti saluti
Andrea Annibale Chiodi

22 giugno 2010: la padella e la brace (L17)

Gentilissimo Don Sciortino,
scusa se approfitto della Vostra pazienza scrivendoVi così spesso.
Auguro ogni bene al Vostro prezioso lavoro e invoco la benedizione di Cristo Signore su di me e su di Voi.
Oggi pomeriggio pensavo che certe volte la Storia ci costringe a scegliere tra la padella e la brace o forse bisognerebbe dire tra due padelle o due braci.
Si pensi ai primi cristiani condannati alle belve. Cosa fare? Abiurare pubblicamente la fede e riconoscere Cesare come Dio in terra o affrontare la morte? Io sinceramente avrei abiurato la fede, ho paura della morte.
Ma volevo sottoporLe due esempi sul piano politico. Scegliere Allende o Pinochet? Nessuno dei due verrebbe da dire. Eravamo in tempo di guerra fredda: si poteva avere un Cile alleato dell'URSS in America Latina? E cosa dire del regime violento di Pinochet che pur garantiva la libertà religiosa?
E se fossimo stati nella Russia del 1917 la scelta era tra un regime retrogrado ed ingiusto come quello zarista o l'apertura ai bolscevichi ed a un futuro, allora forse imprevedibile, di terrore e repressione e allo stesso tempo di modernizzazione sotto l'URSS.
Verrebbe da dire nè la padella nè la brace, dunque, ma sempre una terza via. Ecco perché io oggi in Italia scelgo l'UDC perché non mi piacciono nè Bersani nè Berlusconi.
Ma forse ragionando così SI RISCHIA DI NON ESSERE INCISIVI, di non partecipare all'evolversi della Storia.
Mi piacerebbe sapere Lei cosa ne pensa di tutto questo.
Ancora auguri ed un saluto
Andrea Annibale Chiodi


22 giugno 2010
: dal Vangelo (L16)

Ciao Don Sciortino,
voglio riflettere assieme a FC su due passi del Vangelo.
Gesù fa dire a Dio: "Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso". Io interpreto questo passo nel senso che la fede può nascere anche in una famiglia atea, un fiore nel deserto. De Andrè diceva che dal letame nascono i fiori e dai diamanti non nasce nulla.
Ed inoltre: Marco, 12, 11: "Dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile ai nostri occhi". Ci sono cose che VENGONO DA DIO E NON DALL'UOMO e vanno benedette.
Ciao
Andrea Chiodi

22 giugno 2010
: ricchezza dei politici (L15)

Ciao Don Sciortino,
oggi riflettevo sulla radicale povertà di Gesù in base a quel passo di Matteo, 8, 20: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». E' veramente un bellissimo passo del Vangelo come mi ha ricordato Don Piero Gallo qui a Torino.
Saluto la Redazione FC di Milano e Roma.
Vorrei anche dire che secondo me è giusto che un politico bravo, che fa una politica giusta e lungimirante, recando benefici per un intero Paese, stia economicamente bene perché fa un lavoro paragonabile, per meriti sociali in Cesare, a quello di un grande imprenditore.
Perciò, il piagnisteo continuo contro la "Ricca casta" che taglia ai poveri per tenere i soldi e i privilegi per sè è frutto di un egualitarismo utopistico ed insensato.
Perché un imprenditore deve essere ricco e un leader politico no? Davide, Esther, Giuseppe d'Egitto ricevono ricchezza nella loro ascesa sociale da poveri che erano e Cristo stesso, in base all'Apocalisse, è degno di ricevere ricchezza.
Il problema non è se un politico è personalmente ricco perchè un politico povero ma stupido può fare danni incalcolabili al Paese. Il problema è se un politico fa una politica equa e giusta per i poveri.
Anche Ugo Chavez è personalmente ricco, come ha rimarcato polemicamente (secondo me sbagliando) La Repubblica, ma ha fatto anche cose giuste per il suo Paese e per il Sud America in generale.
Ciao
Andrea


20 giugno 2010
: personaggi storici che ammiro (L14)

Buongiorno Don Sciortino,
Bisognerebbe ricordare che il Cardinale Sepe è un essere umano, prima di essere un sacerdote. E al riguardo ho molta pena per quello che sta passando.
Voglio solo dire che io e la mia famiglia gli siamo vicini in questo momento difficile.
Una seconda riflessione domenicale.
E’ molto importante che i giovani abbiano delle figure di riferimento, delle figure ideali alla luce della quale formarsi. Naturalmente per me vengono prima di tutti Gesù, Giuseppe e Maria.
Pensiamo a cosa hanno passato. Giuseppe ha scoperto che il figlio di Maria non era suo. Gesù ha predetto che il Figlio dell’Uomo dovrà molto soffrire e così è stato. Maria ha visto il figlio morire in Croce.
Ma a parte queste figure sempiterne, ho dei modelli ideali nel presente.
In Italia il mio ideale è l’On. Lorenzo Cesa dell’UDC. All’estero John McCain (che preferivo ad Obama) e Joe Biden, un grande cattolico di origine irlandese, attualmente vice di Obama.
Tra i personaggi del passato ho sempre ammirato San Gregorio Magno, Andrea Doria ed il principe francese ma naturalizzato austriaco Eugenio di Savoia.
E’ bello potersi confrontare con queste nobili figure che hanno fatto la Storia, pur riconoscendo il ruolo di tante persone di buona volontà che neppure conosciamo e dei tanti santi anonimi che hanno alimentato la vita della Chiesa.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

19 giugno 2010
: Dio è un motore immobile? (L13)

Buongiorno,
sto un po' abusando della vostra casella di Posta Elettronica. Perdonatemi.
Mi è venuto in mente da qualche giorno un problema teologico: Dio è un motore immobile o si muove? Molte cose nell'Universo si muovono ed oscillano e forse anche Dio oscilla o si muove in qualche modo.
Ciao
Andrea Chiodi

14 giugno 2010
: ancora sui preti pedofili (L12)

Ciao Don Sciortino,
La mia riflessione sullo scandalo pedofilia è questa. Purificazioni periodiche nella vita della Chiesa sono atti NORMALI della vita cristiana. Basta ricordare la vicenda di Giona e Ninive.
Preti adulteri, sodomiti e persino pedofili sono sempre esistiti nella storia della comunità cristiana. San Paolo parla addirittura di un caso di incesto.
La novità è che la politica degli insabbiamenti, laddove è stata praticata, non è più ammessa. Questa mi sembra realmente l'intuizione di Benedetto XVI, un grande Papa.
Il mea culpa per i sacerdoti infedeli è, lo ripeto, invece, un atto normale per la vita cristiana.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


11 giugno 2010
: vari tipi di pedofilia nella Chiesa (L11)

Caro Don Sciortino,
credo si stia facendo un sacco di confusione sulla vicenda dei preti pedofili, e vorrei completare la mia precedente lettera dell'11 giugno ore 16.56 essendomi venute in mente nuove cose mentre tornavo dalla Santa Messa delle 18.30 (celebrante don Piero Gallo).
Nella liturgia diciamo che la Chiesa è santa (una, santa, cattolica, apostolica) e lo è realmente. Cerco qui di seguito di spiegare perchè lo è e credo fermamente che lo sia, nonostante lo scandalo pedofilia.
Ci sono almeno quattro situazioni diverse che rientrano nella o sono affini alla pedofilia.
1) La prima è quella di rapporti omosessuali consenzienti tra un sacerdote ed un maggiorenne.
Io credo che qui valgono le parole di San Paolo che ammonisce: i sodomiti non entreranno nel Regno dei Cieli. Però, come è evidente a tutti, non c'entra un bel fico secco la pedofilia. E' una violazione della castità che è interna alla Chiesa ed è la Chiesa che la deve risolvere secondo i criteri del diritto canonico.
2) La seconda è quella di sodomiti, che hanno la capacità di intendere e di volere, che propongo rapporti omosessuali a sacerdoti che possono essere a loro volta omosessuali o bisessuali o persino eterosessuali. Anche qui la pedofilia c'entra poco, anche se si tratta di minorenni perchè l'iniziativa a volte parte dal minorenne che si propone e si vende per denaro.
Io voglio solo dire a queste persone di lasciarci in pace, cioè di lasciare in pace la santa Chiesa ed i suoi sacerdoti.
3) La terza situazione è quella di sacerdoti che fanno una pressione psicologica, diciamo prendono l'iniziativa, su seminaristi minorenni per indurli a rapporti sessuali. Qui siamo al confine con la pedofilia. E' un fatto aberrante che la Chiesa deve reprimere.
4) La quarta, ultima ed estrema situazione è quella di un vero e proprio stupro ai danni di bambini o bambine, che è la vera e propria pedofilia di cui parla anche il Vangelo e che è un crimine odioso e aberrante. Ma condannandolo, scopriamo l'acqua calda. Qui il Papa fa veramente bene a condannare l'insabbiamento che non è tollerabile.
Questa è la mia opinione. Bisogna distinguere tra le quattro ipotesi descritte e non farne un calderone mediatico all'interno del quale non si discerne onestamente più niente.
Poi bisognerebbe parlare di chi, specie negli USA, cerca di speculare economicamente, con avvocati avidi anch'essi di denaro, sui mali della comunità cattolica. Anche questo è da condannare.
Negli ordinamenti giuridici inglesi e americani c'è l'istituto dei punitive damages che è una somma esageratamente alta che vuole punire e quasi esorcizzare il fatto commesso.
La Chiesa cattolica deve certamente "adeguarsi" a Cesare in tali Paesi, come vuole Gesù, ma senza rinunciare a far notare quelle che secondo me sono storture di questi ordinamenti giuridici.
Ringraziamenti, pace bene e saluti
Andrea Chiodi



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