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Il Perditempo.org: Lettere a Famiglia Cristiana 11

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22 ottobre 2011
: quattro effetti della Passione di Cristo (L286)

Carissimo don Giusto Truglia
Egregio Teologo,

la Passione di Cristo completa tutto ciò di cui l'umanità manca per essere perfetta in quattro sensi.
Innanzitutto, nel senso di una remissione dei peccati.
In secondo luogo, nel senso di un'alleanza di salvezza.
In terzo luogo, nel senso di un'alleanza di penitenza.
Ed in quarto luogo, nel senso di una speranza delle cose future.
Voglio approfondire questi quattro significati.
Per remissione dei peccati, intendo dire che con l'istituzione dell'eucarestia e partecipandovi attivamente, rendiamo presente non solo il sacrificio di Cristo, ma l'azione salvifica individuale nella vita di ciascuno di noi. Non mi riferisco alla remissione dei peccati dell'umanità, cui si riferisce il secondo significato, ma a qualcosa legato alla giustificazione di ciascuno di noi. Cosa significa infatti essere giustificati, se non portare a compimento la fede personale con la beatitudine dell'invito alla mensa del Signore?
Ora, se siamo invitati alla Mensa, chi ci potrà condannare? Ecco perché l'eucarestia è pegno di salvezza.
Quanto al secondo significato, mi limito a dire che la Passione di Cristo incide sul Peccato Originale ma è problema di estrema complessità indagare il come incida.
A mio avviso, c'è - come possiamo dire? - una "revisione" degli effetti del Peccato Originale che conduce ad una vita più simile a quella del Paradiso Terrestre, per effetto del sacrificio messianico. Vorrei soffermarmi su questo aspetto.
Il lavoro diventa meno alienante, il parto fonte di gioia e non solo di sofferenza, il suolo non più maledetto.
Tutta l'umanità è quindi benedetta in Cristo, per effetto del sangue versato.
Quanto al terzo significato, cioè l'alleanza di penitenza, intendo dire che, a imitazione del Maestro, dobbiamo portare la croce nostra come Lui l'ha portata salendo il Calvario. Il sacrificio di Cristo introduce ad una vita di penitenza per i peccati altrui, che si traduce in mortificazione della carne, nel fuggire il peccato ed in preghiere. Soffermiamoci su questi tre aspetti. La penitenza per i peccati altrui è un primo aspetto della sequela di Cristo. Come Cristo si è immolato per i peccati altrui, anche noi, cercando, sforzandoci e magari riuscendo a essere giusti, reggiamo il peso dei peccati che in ogni istante si compiono nel mondo, come i 10 giusti che Abramo sperava che Dio trovasse in Sodoma e Gomorra. Certo, i giusti, con le loro azioni, la loro fede e le loro preghiere rendono l'umanità gradita a Dio!!!
Per quanto riguarda la mortificazione della carne, è San Paolo ad illuminarci. Certe volte facciamo ciò che non vorremmo fare per effetto della influenza della carne. Bisogna perciò, ad imitazione di Cristo che ha condiviso la nostra umanità in tutto, tranne che nel peccato, chiedere con insistenza a Dio una vita nello Spirito.
Quanto al fuggire il peccato, dobbiamo dire che è una battaglia spirituale che può essere vinta proprio grazie al sacrificio di Cristo. Anche in questo caso, l'eucarestia ci dà la forza di non peccare, che è la più grande delle beatitudini. Ma cosa significa peccare? Proprio il Vangelo di oggi, giornata dedicata al beato Giovanni Paolo II, 22 ottobre 2011, ce lo dice. Si tratta di mancare di amore per Dio e per il prossimo. E se ricordiamo che non c'è amore più grande che dare la vita per gli amici, sappiamo anche il peccato più grande è negare la nostra vita agli amici in sei modi che qui enumero. (1) Negando al prossimo il vestire, (2) negando al prossimo i mezzi di sussistenza, (3) negando al prossimo il conforto spirituale (specie se malato o carcerato), (4) negando carità all'orfano e alla vedova, (5) negando amore alla Chiesa di Cristo e (6) negando speranza ai disperati.
Ma procedendo oltre nel discorso, vediamo il senso di speranza delle cose future, il quarto effetto della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.
La speranza delle cose future deriva dalla Passione non nei termini del ritorno di Cristo per il Giudizio Universale, ma per l'instaurazione del Regno di Dio che è effetto sia immediato, sia progressivo della Passione.
Domani sono a Cuneo da mia zia Esther e quindi non Vi scriverò per tutto il giorno. Forse la sera, dopo le 19 quando torno a casa.

Un grande "ciao".

Andrea Annibale Chiodi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.


22 ottobre 2011
: mezzo, causa e segno di salvezza (L285)

Carissimo don Giusto Truglia
Egregio Teologo,

credo ci sia un "mezzo" di salvezza, una "causa" di salvezza e un "segno" di salvezza. Questi tre fattori assieme formano la giustificazione.
Noi diciamo correttamente con la dichiarazione congiunta sulla giustificazione che la salvezza è mediante la fede? Quando Cristo dice nei Vangeli "la tua fede ti ha salvato" indica un mezzo di salvezza che è la fede del credente, una causa di salvezza che è la grazia effusa da Cristo a causa del mezzo di salvezza ed un segno di salvezza che è il giudizio personale di Cristo. Il giudizio particolare dopo la morte è segno di salvezza.
Per mezzo di salvezza indico una fede che scaturisce dalla carità interiore, diretta alla speranza delle cose future.
Per causa di salvezza indico una manifestazione dell'onnipotenza di Dio che, scrutando i cuori, decide chi giustificare.
Per segno di salvezza intendo dire la causa efficiente, concreta e finale della salvezza.

Andrea Annibale Chiodi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

21 ottobre 2011
: commento a Mauro Pesce su MicroMega (L284)

Carissimo don Giusto Truglia
Egregio Teologo,

mi riferisco all'intervista concessa dal professor Mauro Pesce a MicroMega (Emilio Carnevali) da "Gesù al cristianesimo". Il cristianesimo ha bisogno, più che di una dimensione storico critica aperta a più interpretazioni (che rappresenta la negazione stessa della Chiesa), di una dimensione dialettica tanto è vero che oggi esistono varie chiese o comunità cristiane, cattolica, svariate denominazioni protestanti e ortodossa. Quindi, non c'è dubbio che la storia delle comunità cristiane non garantisce la infallibilità della storia cristiana. In questo Pesce ha ragione.
L'infallibilità della storia cristiana è garantita solo da due fattori. Per i credenti, l'azione dello Spirito Santo è infallibile. In secondo luogo, il ritorno di Cristo e la resurrezione finale della carne ed il Giudizio Universale sono nei Vangeli e appartengono alla predicazione di Gesù.
Proprio perché la storia cristiana non è solo Alfa, come supposto da Pesce, ma anche Omega, non è immaginabile che l'Omega non garantisca, appunto, un continuum nell'evolversi storico del cristianesimo in una dialettica vettoriale ed hegeliana per cui il Cristo si fa Storia umana alla luce del principio "faccio nuove tutte le cose".
La posizione di Pesce sottintende anche, in definitiva, il carattere umano per non dire satanico delle chiese cristiane come storicamente affermatesi e questo è contrario a ciò che Gesù stesso ha detto "le porte degli inferi non prevarranno su di essa".
In definitiva, o il professor Pesce si rassegna ad esprimere un punto di vista come tanti altri, o ha una pretesa più totalitaria di quella che, riferita alla Chiesa cattolica, e specificamente al dogma della infallibilità papale, pretende di negare.
La Chiesa poi sarebbe realtà a-storica mentre Gesù solo è realtà storica. Ma anche il Padre e lo Spirito sono realtà che si traducono in dato storico, a meno di negare che Dio è Signore della Storia, ivi inclusa la Storia della Chiesa. E' quindi Dio stesso che per il credente si fa garante del buon esito, secondo la concezione lineare cristiana della Storia verso la Gerusalemme Celeste, della condizione umana stessa. Il dato storico non può contraddire Dio a meno di dichiararsi semplicemente atei.

Andrea Annibale Chiodi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 ottobre 2011
: vari tipi di Io, Super-Io e Inconscio malati (L283)

Carissimo don Giusto
Gentilissimo Teologo,

Oggetto: idee non propriamente teologiche da sottoporre, eventualmente, all'attenzione di uno psichiatra consulente ed amico della Vostra interessante rivista.

fermo restando che ho una conoscenza superficiale di Freud e psichiatria, ecco alcune idee che mi sono venute mentre facevo volontariato per i monaci della Parrocchia.
Ho riflettuto sui seguenti concetti: (1) Io tirannico, (2) Io ingenuo, (3) Super-Io vuoto, (4) Super-Io despota, (5) Super-Io annientato, (6) Inconscio infetto, (7) Inconscio vuoto.
Si tratta di deformazioni maligne della vita psichica circa le quali mi sono interrogato da cosa nascono, a cosa portano e come possono essere contrastate.
Per (1) Io tirannico, intendo un io che, avendo abdicato l'umiltà, la carità e la tenerezza (o mitezza) del cuore, tende a tiranneggiare gli altri, probabilmente per colmare un vuoto interiore. Questo io è fortemente conflittuale, vede nel prossimo sempre o quasi sempre un potenziale nemico ed è estremamente permaloso. Come può essere contrastato? Con l'infinita pazienza degli altri e con una docile azione di contrasto senza mai amareggiare la persona in questione.
Per (2) Io ingenuo intendo una predisposizione d'animo che possiamo avvicinare alla stoltezza anziché all'arroganza. L'io ingenuo non capisce che c'è una potenzialità di male negli altri da cui ci si deve saggiamente difendere. Come genitore, l'Io ingenuo non capisce che nei figli c'è una possibilità di devianza dai sani principi che necessita di correzione, di cura e di educazione. L'Io ingenuo va corretto con realismo, riportando continuamente il soggetto alla realtà nella sua dimensione conflittuale e potenzialmente perversa e malvagia.
Per (3) Super-Io vuoto si intende che l'Io morale della persona è indebolito da cause esterne (da Satana, per un credente cristiano) e ha abdicato alla sua funzione di guidare l'io. La conseguenza possono essere gravi perversioni del comportamento, schizofrenia, sintomi ossessivo compulsivi, paranoidi e persecutori. L'io cerca di compensare il Super-Io vuoto proiettando sul prossimo la moralità di cui manca. Questo porta ad un comportamento vampiresco verso gli altri, ad aggressività e ad indifferenza verso le necessità del prossimo. Come può essere guarito (contrastato) il Super-Io vuoto? Con la azione decisa della psichiatria e della psicanalisi che deve ridare un contenuto morale al Super-Io contrastando le tendenze perverse con un'azione tenera ed efficace. L'ausilio di psicofarmaci è indispensabile. La preghiera è molto importante.
Per (4) Super-Io despota si intende e deve, a mio modesto avviso, intendersi una superfetazione del Super-Io che prende il posto di Dio. Infatti, dobbiamo sempre ricordarci che il nostro Super-Io non è il Signore. Questo Super-Io despota porta a comportamenti di auto castrazione, bulimia, anoressia, auto persecuzione. Può essere contrastando con un'azione psicoterapeutica volta a ridimensionare il Super-Io riportandolo alla propria condizione naturale di umiltà, di piccolezza, di senso del mistero.
Per (5) Super-Io annientato si intende un collasso dovuto a cause traumatiche del Super-Io, ad esempio la morte di una persona cara, una delusione sentimentale, eccetera. Esso consiste in una radicale perdita di fiducia nella condizione umana, della speranza, dell'istinto stesso di sopravvivenza. Le conseguenze del Super-Io annientato sono smarrimento esistenziale, sino alla dipendenza da persone nemiche e alla devianza sociale che può portare a un disadattamento relazionale, lavorativo, sino a diventare come barboni o barboni veri e propri. Il Super-Io annientato si deve ricostruire pazientemente con l'amore che trasmette una nuova fiducia in sé stessa e nella relazioni con il prossimo.
Per (6) Inconscio infetto intendo una condizione parossistica dell'anima che è oppressa da cause esterne (per un credente spiriti immondi). Tale condizione porta a gravi forme di nevrosi isteriche. L'inconscio infetto si cura con una psicoterapia che condizioni fortemente la persona per rimetterla in carreggiata sul piano della opinione che la persona si è formata di sé stessa e, in modo proiettivo, sul piano dell'opinione che la persona è convinta che gli altri e Dio stesso, se credente, abbiano di lei.
Per, infine, (7) Inconscio vuoto intendo dire una mancanza di vita inconscia dovuta ad uno svuotamento di cui ho già scritto in precedenza. In pratica, l'inconscio, per cause psicotiche, cioè per un distacco dalla realtà, non funziona più nella sua azione di correzione dell'Io cosciente nel suo adattamento alla realtà. Questa psicosi va essenzialmente corretta con l'aiuto degli psicofarmaci.

Ciao

Andrea Annibale Chiodi

Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

19 ottobre 2011
: chi è il "gentile" oggi (L282)

Gentilissimo Teologo
Carissimo don Giusto Truglia,

ho appena letto un articolo di Ravasi, Il divino una passione atea su Il Sole24Ore articolo che mi trova entusiasta, salvo integrare ciò che dice Ravasi con alcune riflessioni.
Ravasi immagina un interlocutore - l'ateo - che è un cavaliere inesistente. Perché il credente cristiano ha una identità mentre all'interno dell'ateismo ci sono identità plurime.
Non capisco quindi chi sia questo ateo di cui Ravasi parla.
Sarebbe opportuno che il Cardinale Ravasi desse una definizione di questo "gentile", non capisco a cosa il termine si riferisca dato che il paganesimo, inteso come culto degli dei dell'Olimpo non esiste più.
Ci sono almeno tre tipi di gentili. Il primo tipo fa riferimento agli uccisori dei martiri. Il secondo tipo fa riferimento a tutti quelli che sono in odio a Dio, come Caino. Il terzo tipo fa riferimento a chi ha una fede razionalista non teistica, animata da una profonda e sincera buona fede di promuovere il bene ed il giusto, come un socialista laico non credente.
C'è invece la triste figura, di cui Ravasi non parla, del truffatore nella fede. Per "truffatore nella fede" faccio riferimento a quelli che "si dicono giudei ma mentono perché appartengono alla sinagoga di Satana" (Apocalisse, 3, 9). Tali sono quelli che offrono una continua contro testimonianza del cristianesimo pur professandosi cristiani. E sono sostanzialmente degli scettici increduli, o forse creduloni.
Cioè, da un lato i fattucchieri, dall'altro gli agnostici di mala fede e, in terzo luogo, gli eretici.
Qual è l'interlocutore del cristiano? A mio avviso, lungi da qualunque sincretismo, l'interlocutore del cristiano è, nello spirito di Assisi, il credente in una religione diversa, come primo interlocutore. Come secondo interlocutore, il liberista convinto che l'egoismo umano nella ricerca del proprio benessere materiale (quasi identificato come la fonte primaria della felicità) sia la più grande benedizione che l'uomo abbia ricevuto in sorte. In terzo luogo, il leninista-marxista che pure cerca il bene dell'uomo, a suo modo.
Il dialogo va intavolato ADATTANDOLO a ciascun interlocutore e quindi non sono contrario al dialogo ma credo che non esista più la figura antica del "gentile" come capace di identificare una figura antropologica, culturale ed ideologica definita.

Ciao

Andrea Annibale Chiodi


12 ottobre 2011
: la sottrazione diabolica (psicotelogia)(L281)

Carissimo don Giusto Truglia,
Gentilissimo Teologo,
voglio dedicare alcune riflessioni di psicoteologia circa l’azione del diavolo, inteso sia come Satana direttamente, sia come azione dei suoi angeli sulla mente umana.
In generale, diciamo che mentre Dio è aggiunta di consapevolezza, il diavolo è sottrazione di consapevolezza.
La consapevolezza è consapevolezza dell’io sessuale, dell’io religioso, dell’io razionale, dell’io pensante.
L’
io religioso ha a che fare con dodici cose: (1) la consapevolezza dell’anima, (2) dell’etica, (3) della morale sessuale, (4) della relazionalità, (5) dello slancio verso Dio, (6) della trascendenza, (7) dell’ascesi, (8) della santità, (9) della perfezione evangelica, (10) dell’aiuto esterno degli angeli, specie l’angelo custode, (11) della morte, (12) della fiducia (o speranza).
L’
io sessuale indica una giusta introiezione della figura femminile nell’uomo e della figura maschile nella donna. Probabilmente ha qualcosa a che fare con l’omosessualità ed il lesbismo.
L’
io razionale è consapevolezza di prendere decisioni operative basate su intuizione induttive e deduttive basate sul ragionamento.
L’
io pensante assomiglia al cogito cartesiano e, più precisamente, è consapevolezza di me come noumeno fenomenico per usare un ossimoro.
L’
io religioso può subire fenomeni diabolici di sottrazione per ciascuno dei dodici aspetti elencati.
Il diavolo può togliere consapevolezza dell’
anima. Questo porta ad un carattere animalesco, tipo mostro di Firenze, ad una inclinazione rivolta puramente agli istinti. In altri termini, imbestialisce l’uomo.
La sottrazione diabolica riguardante l’
etica, indica che l’uomo nega rilevanza alle istanze etiche riguardo a sé stesso e diventa una specie di robot illuminista che pensa di trovare nella sola ragione la sua guida spirituale. Nascono così i totalitarismi, i gulag, i campi di sterminio nazisti.
La sottrazione diabolica riguardante la
morale sessuale porta ad una distruzione della sessualità stessa che spesso induce ad auto castrazione, a pedofilia, a necrofilia ed ad altre perversioni simili.
La sottrazione diabolica della
relazionalità porta ad autismo psicologico, all’isolamento, ad anoressia ed a bulimia.
La sottrazione diabolica dello
slancio verso Dio che è innato, porta a rabbia distruttiva vero le cose che ci circondano come piromania, danneggiamenti di oggetti, cleptomania.
La sottrazione diabolica della
trascendenza comporta una mutazione del carattere da estroverso ad introverso ed una tristezza che può portare al suicidio.
La sottrazione diabolica dell’
ascesi porta al materialismo come concezione della vita, al consumismo compulsivo o, invece, alla tirchieria ossessiva.
La sottrazione diabolica della
santità porta ad una aurea mediocritas, che vive la religiosità come puro fenomeno di costume e sociale.
La sottrazione diabolica della
perfezione angelica, porta ad alcoolismo, dipendenza dal gioco, speculazione in Borsa, e altre derive esistenziali simili.
La sottrazione diabolica dell’
aiuto esterno degli angeli porta ad una totale cecità sul proprio destino e sulla propria destinazione di vita, ad una situazione di confusione e di smarrimento.
La sottrazione diabolica della consapevolezza della
morte, porta a ciò che Freud ha chiamato la pulsione di morte, che non c’entra con il suicidio ma con la voglia di fare del male, con la cattiveria come regola di vita.
La sottrazione diabolica della
fiducia (o speranza) porta ad un atteggiamento di sfiducia nel prossimo, a considerarsi superiori agli altri, in definitiva alla superbia.
L’
io sessuale può soffrire diverse sottrazioni da parte del diavolo come sopra precisato.
Innanzitutto, il diavolo può indurre la persona a castrare sé stesso, poi può indurre la persona a tentare di castrare gli altri.
Per castrare, intendo, sottrarre la figura paterna o materna in me. La monade così ottenuta è un’isola in mezzo al mare, priva di libido, in quanto l’eros si fonda su una relazione corretta con il padre e la madre da cui si impara, per imitazione e dia logicamente, logicamente, la corretta relazione libidica con l’altro sesso.
L’
io razionale può subire sette tipi di sottrazione diabolica. (1) Il diavolo o chi per lui può indurci a credere che non siamo in grado orientarci razionalmente e quindi nasce una irrazionalità satanica che porta ad ascoltare il consiglio degli empi, (2) il diavolo o chi per lui può indurci a confondere la razionalità illuminata dalla Grazia con la coscienza. Quest’ultima è debole a causa del Peccato Originale e può facilmente essere ingannata dal diavolo, (3) il diavolo o chi per lui può portare a credere in un misticismo irrazionale che conduce a varie forme di eresie, innanzitutto il (4) il comunismo, intenso come misticismo della povertà, (5) il pelagianesimo o neopelagianesimo che è un misticismo delle opere, (6) il materialismo storico, che è un misticismo del divenire hegeliano-marxista, (7) la negazione della natura divina del Cristo.
L’
io pensante può subire tre tipi di sottrazione diabolica. Si tratta della rinuncia della dialettica della mente in tre aspetti: (1) l’io pensante accetta l’eterodirezione e perde così la sua libertà, come nel tragico fenomeno degli yes-men, (2) l’io pensate accetta la influenza diabolica e diviene così satanico esso stesso, (3) l’io pensante accetta un patto con il diavolo, che culmina nella vendita dell’anima.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


12 ottobre 2011
: USA nuovo Prometeo o nuovo Caronte? (L280)

Caro don Giusto,
più che l'immagine di Prometeo, evocata dal filosofo Cacciari su La Stampa del 12 ottobre 2011, mi pare che, parlando degli USA si deve parlare una staffetta: tanti Caronte che attraversano il fiume e si danno il cambio. Probabilmente, gli USA passeranno il testimone all'India o alla Cina, nei prossimi decenni.
Come può una nazione essere egoista (checché ne dica la relativa propaganda) e cristiana, cioè altruista allo stesso tempo?
La Parabola dell'amministratore scaltro del Vangelo rappresenta uno dei tanti esempi che si possono attingere nella Bibbia.
L'amministratore scaltro è egoista perché fa tutto ciò che fa per procurarsi dei vantaggi ma è altruista contemporaneamente perché rimette parzialmente numerosi debiti.
Do the right thing non significa essere Prometeo ma significa non mettere in conto la sconfitta: la grandezza britannica sta in questo. Do the right thing è persino superiore all'etica di non tradire. Per esempio, gli americani hanno tradito gli indiani d'America. Hanno fatto la right thing. In Vietnam, i Vietcong comunisti hanno subito perdite umane enormemente superiori a quelle subite dagli americani invasori ma si continua a parlare, stupidamente e semplicisticamente, di una sconfitta americana. Gli americani hanno fatto la right thing anche con Hitler e a Hiroshima e Nagasaki. Nonché nei rapporti con Israele. Che differenza c'è tra Prometeo che dona i suoi doni e il do the right thing americano. Se il genitore americano armato donasse una colt al figlio di 10 anni farebbe una cosa sbagliata. Oggi, Cristo dice all'America cosa donare e cosa non donare. Il testimone di Caronte passerà alla Cina, al Pakistan, all'India che, sorretti dalla mano di Dio, saranno innalzati o umiliati, innalzati come è stata innalzata l'America, umiliati come è stato umiliato il nazi-fascismo. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

8 ottobre 2011
: prospettive politiche reali per l'Italia (L279)

Stiamo assistendo al tramonto di due grandi ipotesi politiche, per quanto attiene l'Italia. La prima è che il centro-destra si riformi dal suo interno e la seconda è l'ipotesi di un governo di responsabilità nazionale ed istituzionale che prepari il terreno alle elezioni. Penso si debba cominciare a pensare ad un importante patto di legislatura per il 2013-2018. L'esperimento di Milano può essere esteso a tutta Italia con una grande alleanza tra moderati e sinistra, in quanto a destra il berlusconismo blocca, tramite l'asse Alfano-Bossi qualunque tentativo di riforma del bipolarismo e del Paese. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: AAnnibale.

5 ottobre 2011
: dì soltanto una parola ed io sarò salvato; commento (L278)

Gentilissimo Teologo
Caro don Giusto,
oggi riflettevo sulla frase "non sono degno di partecipare alla Tua mensa" che prosegue "ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato".
Innanzitutto, mi pare che quanto al non essere degno non ci siano tanto di mezzo (cioè non si faccia questione) dei nostri peccati ma della nostra cattiveria.
Mi pare ci siano ventisei diversi tipi di cattiveria.
Ma prima vorrei dire due parole sull'espressione "dì soltanto una parola", a cosa si riferisce? A quattro possibili parole del Signore.
Cosa significa infine "io sarò salvato"? Non si riferisce al fatto di andare in paradiso ma al fatto di ricevere degnamente l'eucarestia. Per salvezza qui intendiamo, a mio avviso, approvazione. Cioè, è necessaria una parola del Signore per ricevere l'eucarestia con la sua approvazione.
Questa approvazione comporta sette cose: (1) la beatitudine di chi riceve la manna dal Cielo che è l'eucarestia, (2) la beatitudine di chi è riconosciuto come amato da Dio, (3) la beatitudine del giusto quanto all'eucarestia (cioè, limitatamente al ricevere l'eucarestia siamo ritenuti dei giusti, o meglio giustificati, resi giusti dall'eucarestia stessa), (4) l'effetto santificante dell'eucarestia, per cui l'eucarestia, una volta ricevuto come giustificati da Cristo, santifica la nostra anima, (5) la beatitudine dell'anima, nel senso che l'eucarestia, la santissima eucarestia santifica la nostra anima, cioè la rende cristallina, umile e semplice, (6) la beatitudine della Grazia; può sembrare strano che con l'eucarestia si riceva una Grazia particolare, quella dell'aiuto a sostenere il peso della vita, (7) la beatitudine dell'intercessione; l'eucarestia ha la stessa forza della preghiera e ci procura l'intercessione della Madonna e dei santi.
Veniamo ai ventisei tipi di cattiveria che abbiamo tutti per cui non siamo degni di ricevere l'eucarestia senza la Parola salvifica del Signore.
La prima (1) è la cattiveria ricevuta per il Peccato Originale che, a sua volta, implica (2) egoismo, (3) mancanza di dominio di sé, (4) voluttà terrena, (5) desideri carnali, (6) desideri spirituali impuri, (7) desiderio della roba altrui, (8) istinti bestiali, (9) istinti omicidi (chi non ama il proprio prossimo è omicida), (10) disamore per la Chiesa, (11) disamore per Cristo, (12) disamore per gli angeli, (13) volgarità offensiva, (14) mancanza di rispetto per Dio, (15) mancanza di rispetto per il prossimo, (16) avidità; il secondo ordine di fattori è rappresentato dal desiderio dei beni terreni, o avidità che è, a sua volta, di diversi tipi, cioè (17) desiderio della donna altrui, (18) concupiscenza delle ricchezze, (19) concupiscenza immonda, (20) voler essere come Dio; oltre alla cattiveria e al desiderio di beni terreni c'è un terzo ed ultimo ordine di fattori ed è la tentazione della malvagità, che comporta (21) tentazione di usurpare il posto del prossimo, (22) tentazione di allearsi con Satana, (23) tentazione di affidarsi alle cure del demonio, (24) tentazione di fare affari grazie al diavolo, (25) tentazione di farsi unicamente gli affari propri, ed, ultimo, (26) tentazione di idolatrare le cose del mondo.
Veniamo ora ai quattro possibili significati di "dì soltanto una parola". Si tratta, a mio avviso, della parola di (1) perdono, (2) voluttà buona, (2) ambizione buona, (3) desideri paradisiaci e (4) introduzione all'amicizia con gli angeli.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


Codice commenti (per indice analitico): da L278 a L300


1° aprile 2012
: la speranza delle anime dei vivi e dei morti (L300)

Questa è la mia riflessione personale sulla Pasqua. Possiamo scrivere ognuno di noi la vita di Cristo nei nostri cuori. Inizio, quindi, con un augurio. Innanzitutto, ciò significa vivere di speranza. Le anime dei giusti prima della venuta di Cristo se ne stavano nell'oltretomba vivendo di speranza circa la venuta del Cristo. Ora, Cristo non è venuto forse per la salvezza di tutti, dei vivi e dei morti? Doveva esistere una specie di limbo nell'oltretomba dove le anime attendevano la venuta del Messia. Cristo, scendendo agli inferi dà luogo ad una specie di staffetta. Le anime dei giusti vengono liberate e vanno nel seno di Abramo, in Paradiso. Le anime degli empi rimangono sotto il dominio di Satana. Certo, il Paradiso e gli Inferi sono condizione dell'anima, una condizione voluta da Cristo, dal Padre e dallo Spirito Santo. In un certo senso, io credo che il Paradiso sia creato da Dio con l'effusione dello Spirito Santo. Viene preparata tale condizione per le anime dei giusti e viene preparato contestualmente l'Inferno per le anime dei reprobi. Perché le anime scrivano nel loro cuore, cioè in sé stesse, nel profondo di sé stesse, la vita di Cristo devono vivere anche di giustizia oltre che di speranza. La giustizia è quella praticata con le opere: vestire gli ignudi, dar da mangiare agli affamati, guarire i malati imponendo loro le mani, predicare il Vangelo, visitare i carcerati, eccetera. Io penso che nell'Oltretomba, prima della venuta del Cristo fosse possibile per le anime compiere opere di giustizia. Innanzitutto, a favore delle altre anime predicando la speranza della venuta del Liberatore, il Messia, il Santo di Israele. Poi pregando Dio di liberarle. Infine, pregando il Signore per i vivi. La fede dei Padri di Israele, poi alimenta sicuramente le anime prima della venuta di Cristo. Queste anime non sapevano, evidentemente, chi e come fosse esattamente il Messia, ma poi, in quanto anime giuste, trovandosi liberate in Paradiso da Cristo disceso agli inferi, lo conoscono e, ebbre di felicità, riconoscono Gesù come il Messia! La stessa esperienza devono viverla le anime di qualunque fede religiosa quando incontrano Cristo in Paradiso. Riconoscono Cristo come il Dio vivente, assiso alla destra del Padre, Re della Gloria, liberatore dell'umanità e di Israele. Cosa significa che il Paradiso, il Purgatorio e l'Inferno sono condizione dell'anima dopo la morte? A mio avviso, significa che queste anime sono avvolte come in un batuffolo-contenitore, una specie di materia invisibile che permette loro di collegarsi con Dio e con le altre anime, interloquendo, ascoltando musica, pregando. Forse questa materia invisibile è un po' organizzata come il cervello umano, con una serie di recettori e trasmettitori, perché le anime possono gemere, quasi come se parlassero, interagire tra di loro e con Dio. Purtroppo, le anime all'inferno subiscono le vessazioni del maligno! Mi sono anche chiesto se le anime all'inferno coltivino una speranza. Probabilmente, la speranza non viene mai meno perché, anche se la pena è eterna, con il Giudizio Universale, c'è forse una seconda chance. La possibilità di essere liberate dalla condizione infernale per l'Onnipotenza di Dio. Prima che il diavolo sia scagliato con i suoi angeli nella fornace ardente può avvenire un miracolo per le anime degli empi. Ho sempre sostenuto che le anime all'inferno soffrono per un tempo eterno e, qui, per eterno deve intendersi un "tempo di Dio" che non è esattamente traducibile in termini umani e quindi non può essere inteso come "per sempre". Concludo dicendo che la speranza non viene mai meno nell'aldilà, in particolare nel Purgatorio le anime sperano di vedere il Cristo dopo essersi purificate. Le anime vivono di liberazione, per cui è proprio vera una teologia della liberazione per le anime. Similmente, l'anima dei viventi geme nella speranza di incontrare il Liberatore. La vittoria sulla morte è il perdono che l'umanità attende per il Peccato Originale, segno che l'Essere è bontà in potenza, non in atto. L'essere è in atto collegato al dolore e alla sofferenza per effetto del Peccato Originale. Ma in potenza, l'Essere è assoluta bontà (perché è perdono-in-potenza), percepita da ogni anima che scrive in sé stessa la vita del Cristo, stendendo la propria vita come i mantelli di fronte al puledro di asino cavalcato dal Messia nella domenica delle Palme (come ci ricorda il Papa citando un santo famoso). Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

26 marzo 2012
: prolusione del Cardinale Bagnasco (L299)

Ho letto tutto il discorso prolusione del Cardinale Bagnasco. Mi pare che l'antropologia dell'esimio Cardinale metta al centro l'uomo che deve farsi imitatore di Cristo. Ora, io penso che sia vero che il sonno della ragione genera mostri - noto pensiero filosofico richiamato dal Cardinale - ma anche la ragione sveglia ma male utilizzata genera i peggiori incubi che la società umana possa conoscere. Ecco perché do pienamente ragione al Cardinale Bagnasco nel suo richiamo a un universale concreto che sorregga l'uomo nel tentativo di costruire una società più giusta. Il problema fondamentale oggi è che forse l'uomo è stufo di Dio. Gli altri non sono l'inferno ma alcune persone si comportano come se lo fossero. Cristo è venuto per noi peccatori, non possiamo che offrirgli i nostri peccati perché ci redima ogni giorno. L'Italia, come la Grecia, appare talvolta come una pagliuzza al vento, trascinata da forze e pressioni internazionali, politiche, finanziarie e industriali inarrestabili. La Chiesa può fare molto ma non è Dio. Guai a chi pensi che la Chiesa sia Dio! Oggi, con l'aiuto del Signore, possiamo diventare protagonisti della politica internazionale se siamo in grado - tornando al discorso di prima - di utilizzare la ragione in modo tale che, tenendo conto dei segni dei tempi, i valori proposti dall'Italia incontrino una leadership politica e morale autorevole, altrimenti saremo sempre trascinati verso imprese che non ci appartengono, come nel caso della guerra in Libia. Ciao. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 gennaio 2011
: intervento Agenzie di Rating sui debiti sovrani (L298)

Spettabile Direzione di Famiglia Cristiana,
le Agenzie di Rating fanno, a mio avviso, solo il loro dovere per il corretto funzionamento dei mercati finanziari internazionali. Certo non sono infallibili nel merito delle scelte, come pretenderlo? Invece di prendersela con tali Agenzie - cosa comprensibile solo in una visione ultra nazionalista di destra o di sinistra - riflettiamo sull'incuria di quei politici che ci hanno portato a questo livello di indebitamento. Questi signori, questi politici intendo, vorrebbero ipotecarci persino le mutande pur di alimentare con flussi impropri di denaro le proprie clientele elettorali. Io sono favorevole al vietare agli enti pubblici diversi dallo Stato il fatto stesso di indebitarsi ed a fissare nella Costituzione un limite massimo all'indebitamento dello Stato. E' semplicemente immorale che oggi i cittadini italiani debbano pagare le imposte per poter soddisfare le rendite finanziarie di detentori stranieri di titoli del debito pubblico. Chi ci ha condotto fin sull'orlo del baratro? Politici senza scrupoli con decenni di spreco del denaro pubblico. Incredibili ed inaccettabili le dichiarazioni che ha rilasciato sul punto l'Onorevole Alfano: chieda scusa agli Stati Uniti che hanno garantito e garantiscono, assieme alla Chiesa Cattolica, la libertà e la democrazia nel nostro Paese. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

12 gennaio 2012
: genealogia di Gesù Cristo in Matteo e Luca (L297)

Gentilissimo Teologo di Famiglia Cristiana,
la lettura di quanto in oggetto mi ha ispirato alcuni pensieri, spero graditi e che abbiate il tempo di leggere.
La gnoseologia della elencazione di Matteo, indica una serie di virtù e di vizi che, come ponti ideali, sono rappresentati da altrettanti personaggi. Ogni personaggio rappresenta, a mio modesto avviso, una virtù ed un vizio. L'elencazione di Luca è di genere mistico ed indica l'umanità di Gesù attraverso una serie di esseri umani che rappresentano l'Alfa e l'Omega dell'umanità, Adamo e Cristo. Così in Matteo abbiamo Abramo (fede e dubbio), Isacco (onore e dubbio), Giacobbe (onore e tradimento), Giuda (onore e viltà), Fares (coraggio e impotenza), Zara (viltà e coraggio), Esrom (paura e onore), Aram (intraprendenza e codardia), Aminadab (fede e disonore), Naasson (crudeltà e nobiltà d'animo), Salmon (indecisione e coraggio), Booz (sequela di Abramo e indecisione), Obed (spirito di ricerca e di schiavitù), Iesse (coraggio e sfiducia), Davide (leadership e vanagloria), Salomone (sapienza e insipienza), Roboamo (antipatia e coraggio), Abia (ispirazione nello Spirito e disubbidienza), Asaf (prestanza fisica e immoralità), Giosafat (povertà e ricchezza), Ioram (bellezza d'animo e codardia), Ozia (fraternità e codardia), Ioatam (semplicità e codardia), Acaz (benevolenza e codardia), Ezechia (viltà e purezza di cuore), Manasse (forza e indecisione), Amos (spirito profetico e insulsaggine), Giosia (virtù e vizio), Ieconia (golosità e grande fede),Salatiel (immaturità e virtù), Zorobabele (ebraicità santa e apostasia), Abiud (intraprendenza e indecisione), Eliacim (coraggio e lussuria), Azor (indecisione e coraggio), Sadoc (intemperanza e costanza), Achim (negazione di Dio e lungimiranza), Eliud (resistenza e inconsistenza), Eleazar (fede e mancanza di carità), Mattan (povertà santa e lussuria), Giacobbe (virtù celestiali e mancanza di spirito profetico), Giuseppe (indecisione e santità nella fede), Gesù chiamato Cristo. Nella elencazione di Luca invece troviamo una serie di paradigmi mistici. Non più per associazione con i vari personaggi elencati ma semplicemente per indicare la mistica umana di Gesù in Adamo. I Magi portano a Gesù oro, incenso e mirra. Le due elencazioni in questione offrono, per le mani degli evangelisti Matteo e Luca, oro, incenso e mirra per indicare la regalità di Gesù in Davide, la regalità di Gesù su Adamo, cioè sull'uomo stesso; l'incenso, cioè la santità di Gesù rispetto al peccato di Davide, l'uomo nuovo Gesù rispetto al peccato di Adamo, la obbedienza sino alla morte di Croce rispetto alla disobbedienza di Adamo e Davide. In tutte e due le elencazioni risalta l'umanità di Gesù che patì, si commosse, pianse, fu angosciato come un vero essere umano. Si tratta, ad ogni modo, di due elencazioni che hanno carattere allegorico, ispirate dallo Spirito Santo. Scusate, sono un giurista non un teologo, non sono degno di commentare la Scrittura, abbiate misericordia. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

29 dicembre 2011
: in Paradiso si lavora? (L296)

Caro don Giusto,
ti auguro buon anno nuovo con il seguente pensiero.
Mi sono sempre chiesto se le anime in Paradiso lavorino o siano nullafacenti. Innanzitutto, mi sembra assurdo che se ne stiano lì, senza fare nulla. Sembra accertato che in Paradiso, secondo una certa tradizione, si ascolti musica. Poi ci sono le preghiere incessanti da dire. Forse, dunque, le anime fanno qualcosa. Interagiscono fra di loro, dialogano come dialogano il ricco epulone ed il povero Lazzaro, tra cui c'è un abisso, l'abisso tra l'inferno ed il paradiso. A fortiori, le anime del paradiso dialogano fra di loro. Ma cosa si dicono? Sicuramente messaggi di benedizione, di amore, di lode a Dio, richieste ai santi e alla Madonna. E poi c'è da contemplare la luce perpetua. Sai che goduria! Poi c'è da occuparsi delle anime che sono in Purgatorio. Preghiere ed intenzioni per loro in abbondanza! Che il Paradiso non sia un luogo di ulteriore santificazione? Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

16 dicembre 2011
: discernimento, vari tipi (L295)

Carissimo don Giusto Truglia, Egregio Teologo di Famiglia Cristiana,
Ci sono sette tipi di discernimento, a mio avviso
Il discernimento: (1) delle cose sensibili, (2) empirico, (3) metafisico, (4) mistico, (5) morale, (6) spirituale e (7) profetico.
Il discernimento (1) delle cose sensibili è quello che riguarda i sensi legati al cervello e le impressioni che il cervello riceve sono mediate da uno spirito incorporeo che seleziona le varie sensazioni.
Il discernimento (2) empirico è puramente razionale ed è alla base delle scienze empiriche, come la fisica e la chimica.
Il discernimento (3) metafisico riguarda le realtà celesti da un punto di vista prettamente razionale e ci dice di cosa siamo veramente fatti, cioè di cuore e di anima, di corpo e di spirito.
Il discernimento (4) mistico permette di interagire con le realtà ultraterrene, Spirito Santo, angeli e spiriti.
Il discernimento (5) morale riguarda la capacità di agire secondo una legge superiore che facciamo propria tramite il cuore e la volontà.
Il discernimento (6) spirituale riguarda la capacità di amare oltre ogni limite della ragione per comprendere le realtà del peccato, della morte, della vita oltre la morte.
Il discernimento (7) profetico include le varie forme di chiaroveggenza relative non solo al futuro, ma anche al passato e al presente.
Spero che questa classificazione che ho proposto possa essere di qualche utilità ed interesse.
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3 dicembre 2011
: Giovanni il Battista (L294)

Durante la Passione del Signore, i Vangeli narrano che scaturiscono dal costato sangue e acqua. Forse il sangue sta a significare il battesimo in Spirito Santo e l'acqua il battesimo amministrato dal Battista, allegoricamente s'intende? Stranamente, non è stato attribuito al Battista a mio avviso un ruolo sufficientemente importante quanto alla Chiesa Cattolica, per quanto mi risulta. Elia è un proto-apostolo - simbolo di liberazione - e dovrebbe essere annoverato tra i fondatori della Chiesa stessa per il battesimo di acqua che amministra. Il binomio "battesimo con acqua" e "battesimo in Spirito Santo" è il fondamento stesso della Chiesa. Il Battista rappresenta tutto l'Antico Testamento. Gesù, infatti, dice di Giovanni il Battista che è l'Elia che deve venire secondo la profezia di Malachia, segno che la liberazione è vicina. Ora, Elia viene nutrito presso il monte Oreb da un angelo mentre il Battista si nutre di cavallette e di miele selvatico. A Fatima i pastorelli ricevono il cibo eterno, cioè l'eucarestia, da un angelo. Forse, il Battista-Elia è l'imitazione perfetta di Gesù Cristo di cui il Vangelo dirà che "non ha dove posare il capo". Forse, la ragione per cui il Battista deve venire per annunciare Cristo è proprio quella lotta contro l'idolatria dei falsi dei contro cui si era impegnato Elia. Era necessario che gli animi venissero preparati alla venuta del Messia con un battesimo di acqua, che significa una richiesta di perdono dei peccati per essere meno indegni di entrare nell'era messianica. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

20 novembre 2011
: fanatismo; che cos'è un fanatico? (L293)

Gentilissimo Teologo,
Caro don Giusto Truglia,
Che cos'è un fanatico? Questa è la domanda che mi sono posto in questa lettera.
Ci sono tante idee di Cristo perché Gesù, essendo egli stesso Dio, è troppo grande per essere ricompreso interamente dalla mente umana.
Nei Vangeli troviamo detto che nessuno conosce il Figlio se non il Padre e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui cui il Figlio lo voglia rivelare (Matteo, 11, 27). Ma chi conosce Gesù? Sempre nei Vangeli c'è scritto che Gesù ha detto e fatto tante cose che non ci sono pervenute (Giovanni, 21, 25: "Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere"), sicché i Vangeli sono una selezione delle cose più rilevanti che ha detto e fatto il Signore.
Ecco che il fanatico si presenta alla mia mente come una persona che non sa distinguere ciò che Gesù è dalla sua idea personale di Gesù. I due concetti coincidono e guai a chi lo contesta!
Il fanatico è sostanzialmente una persona molto insicura di sé che colma le insicurezze proprie con la fede. Spesso è una persona emotivamente squilibrata.
Lo riconosci perché si dice pronto al martirio pur di difendere la sua idea di Dio.
Il vero martire, al contrario, offre sé stesso a Dio perché ne faccia ciò che vuole. Offre la sua vita per l'Amico di sempre che è Cristo stesso.
Il fanatico non ha una opinione equilibrata né di Cristo, né di sé stesso. Probabilmente, non dico sia uno psicopatico, ma è una specie di imbecille inconsapevole.
Il fanatico è pericoloso? Dipende, spesso il fanatico non fa molta "scala sociale" ma a volte per un attimo raggiunge un qualche prestigio e potere e lo esercita allora in maniera perversa.
Il fanatico si circonda di servi sciocchi e stupidi che non lo contraddicono mai e servono alla sua personale adulazione.
Ecco, ho fatto il ritratto di quello che mi sembra sia un fanatico cristiano, ma non è detto che questa descrizione non possa valere per altre religioni.
Andrea Annibale Chiodi
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18 novembre 2011: la verità ci possiede o possediamo la verità? (L292)

Gentilissimo Teologo FC,
Caro don Giusto Truglia,
ho letto l'intervento del Cardinale Bagnasco sull'Avvenire di oggi, intervento che mi ha molto stimolato ad alcune considerazioni.
Innanzitutto, sul tema della ricerca della verità, mi piace rivisitare cristianamente il mito della caverna di Platone.
Le idee platoniche esistono presso Dio e come ci arriviamo/ci arrivano? Infatti, alcuni uomini vedono le ombre sulla parete della caverna e sono convinti che quella sia la verità.
Nietzsche sostiene che abbiamo ucciso Dio. E' la personalizzazione dell'umanità e della Storia. L'umanità è immaginata come soggetto conoscente.
L'esserci di Heidegger, è essere, come lo interpreto io, a sé stessi, anche narcisista, ma comunque un esserci che rifiuta l'esistenza in-autentica.
Possediamo la verità o siamo posseduti da essa?
Come possiamo uscire dalla dimensione delle ombre nella spelonca per accedere alle idee platoniche pure che sono presso Dio?
Probabilmente, la fede innesca un transfert freudiano per cui proiettiamo su Cristo tutte le nostre speranze, le nostre aspettative di verità.
La verità, tramite Cristo, si svela agli eletti e ai chiamati secondo un ordine misterioso che rientra nella Provvidenza divina.
La verità che viene unicamente per conto di Gesù Cristo (Giovanni, 1, 17), assieme alla Grazia, la luce, che illumina ogni uomo (Giovanni, 1, 9), ridefinisce l'esserci concreto ed esistenziale, come esserci con Cristo, in quanto Cristo stesso ha detto che sarà con noi tutti i giorni sino alla fine del mondo (Matteo, 28, 20).
Il Padre rivela il Cristo come Messia, non la carne, non il sangue (Matteo, 16, 17; Giovanni, 1, ,13). La carne ed il sangue indicano anche l'intelletto. Qui arriviamo al punto debole del ragionamento del Cardinale Bagnasco in quanto a mio avviso la carne ed il sangue ricomprendono l'attività cerebrale.
L'uomo ridotto ad attività celebrale è un animale progredito e nulla di più: discende veramente dalle scimmie.
Il patto sociale non conduce a nessuna verità: è una prassi consolidata come gli usi e i costumi cui fa riferimento Bagnasco.
Il diritto naturale è una grande conquista dell'umanità. Oggi possiamo dire che la tutela della persona dal concepimento alla fine naturale della vita, la tutela dei più indifesi, è un concetto che può ben essere fatto rientrare nel diritto naturale. Un diritto che non si impone ma che per Grazia, ci possiede.
Andrea Annibale Chiodi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

15 novembre 2011:
diritto naturale e valori insuperabili (cd. non negoziabili) (L291)

Gentilissimo
Don Giusto Truglia,
Egregio Teologo,

non mi è chiara la relazione tra valori cd. non negoziabili (che io preferisco chiamare "insuperabili") e principi che, essendo basati sul diritto naturale, devono valere per l'intera società.
Probabilmente, se non sbaglio, i secondi si riferiscono a principi universali, ad esempio, il divieto di omicidio, il disvalore dell'aborto, certi principi della democrazia, la dignità e la libertà di ogni uomo.
I secondi, cioè i valori che chiamo insuperabili vanno imposti o testimoniati?
Io dico che possono essere imposti dal Parlamento come diritto dei cattolici a testimoniarli come valori insuperabili.
L'espressione "valori non negoziabili" non mi piace perché fa parte di un'antropologia cristiana dagli esiti politici potenzialmente dittatoriali, specialmente fascistoidi. Se infatti, esistono valori non negoziabili, cosa si è disposti a fare in difesa di tali valori se non anche appoggiare l'oppressore, il tiranno che però garantisce di fronte alla Chiesa tali valori? Mi piace pensarli come valori insuperabili per ogni cristiano, cioè che la Legge deve consentire come fondamentali in ordine alla loro testimonianza da parte della comunità ecclesiale e che, come tali, vanno garantiti come diritti basilari e fondamentali in quanto fanno parte della libertà di religione, che è collegata alla libertà più in generale.
La distinzione tra principi di diritto naturale e valori insuperabili (o non negoziabili che dir si voglia) trova come orizzonte un liberalismo sociale cristiano che grandi pensatori come Benedetto Croce hanno intuito e fascisti come Mussolini completamente distrutto, minando in senso stesso della convivenza civile. Twitter: @AAnnibale.


Andrea Annibale Chiodi

15 novembre 2011
: come reagire all'altrui violenza psicologica ed emotiva (L290)

Gentilissimo
Don Giusto Truglia,

ti faccio avere, come di consueto, alcune mie riflessioni morali e personali, sperando Ti siano gradite.
A volte, subiamo violenza emotiva e psicologica. Magari per arroganza di chi fa questa violenza. E' un errore, anche se umanamente comprensibile, farci soverchiare da motivi psicologici, direi quasi psicanalitici, nel reagire a tale violenza emotiva e psicologica. Non è moralismo dire che dobbiamo far prevalere ragioni morali e religiose, se credenti, nel rispondere a tale violenza emotiva e psicologica. A volte, reagiamo chiudendoci in un silenzio di sfida che si chiude alla relazione con l'altro e persino con l'Altro, cioè con Dio. E' un errore che scopriamo, sempre talvolta, quando è troppo tardi e non è più possibile rimediare. Qual è, dunque, da un punto di vista morale, la reazione giusta quando subiamo violenza emotiva e psicologica motivata dall'altrui arroganza? Per un cristiano credo che la risposta spetti al clero che sul punto illumina i laici, specie nel segreto del Confessionale. A me pare di poter ipotizzare che una condiscendenza amorevole, un arrendersi volontariamente, compatendola, all'altrui violenza sia la risposta migliore. Anche offrendo sempre il perdono e non chiudendoci con atteggiamento di sfida alla relazione d'amore e d'amicizia. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.


Andrea Annibale Chiodi

10 novembre 2011
: no al manichesimo culturale, politico e ideologico (L289)

Gentilissimo Teologo,
Caro don Giusto Truglia,

leggendo alcuni giornalisti cattolici, sembra che tutto il mondo sia sbagliato. Criticare l'esistente non è aderire ad una visione della realtà ispirata al manicheismo. Eppure si legge quanto segue. Il capitalismo liberista? Sbagliato. Il socialismo? Sbagliato. Il fascismo? Sbagliato. Le guerre passate che in tante occasioni sono state "inutili stragi" ma in altre occasioni hanno permesso di raggiungere obiettivi importanti di saggezza, di libertà e di giustizia. Anche quelle tutte sbagliate! Come cristiani, crediamo che il mondo sarà perfetto solo con il ritorno di Gesù Cristo e l'instaurazione finale del Regno messianico. Nel frattempo, dobbiamo riconoscere i frutti buoni che ci sono in ciò che l'uomo realizza. La solidarietà verso l'Africa ne è un buon esempio. Come cristiani, crediamo nelle opere di solidarietà e di carità che si fanno in tutti i Paesi del mondo. Ma non demonizziamo continuamente l'Occidente. Questo è veramente manicheismo. In occidente, si è potuto re-distribuire più o meno equamente la ricchezza perché la ricchezza è stata prodotta. L'idea che l'Africa possa vivere di rendita è un'utopia pazzesca e abominevole. Il significato della ricchezza occidentale è che essa è basata sul lavoro e questo stesso concetto vale per l'Africa. Solo costruendo progetti internazionali di sviluppo e crescita economica - siano essi liberali o socialisti - è possibile un'autentica uscita dalla povertà anche morale e religiosa. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

5 novembre 2011:
guelfismo liberale (L288)

Gentilissimo don Giusto,

Molti pensano che pensiero liberale e pensiero guelfo siano in contraddizione, per la breccia di Porta Pia e tante altre vicende.
Io penso di aver dimostrato con i miei scritti e la mia testimonianza che c'è invece in Italia un guelfismo liberale sull'esempio di Casini, l'Onorevole dell'UDC che è mio amico e che stimo molto.
Mi rimetto completamente all'UDC per definire in cosa consista questo guelfismo liberale.
A mio avviso, consta di cinque caratteristiche:
1) Solidarietà responsabile. Cioè essere solidali però richiamando tutti ad una grande responsabilità etica verso lo Stato e la società.
2) Il Papa è e sarà sempre un punto di vista essenziale per la Storia d'Italia.
3) Avere chiarissima la distinzione tra Chiesa Cattolica e Vaticano essendo la prima una realtà eterna fondata dal Signore.
4) Grande spirito europeo in una visione non commerciale dei rapporti politici.
5) Quinto ed ultimo, grande senso di responsabilità verso gli operatori economici che danno lavoro e fanno grande l'Italia, nel totale rifiuto del pensiero marxista.
Grazie
Andrea Annibale Chiodi

29 ottobre 2011: leninismo reazionario, medioevo tecnologico (L287)

Per medioevo tecnologico, intendo dire una dimensione spirituale dell’esistenza che beneficia tuttavia di tutti i progressi della scienza e della tecnologia che sono al servizio dell’uomo.
Mi riferisco a tutte le tecnologie, inclusa quella militare al servizio della pace, della difesa dei popoli, della libertà e della giustizia.
Per medioevo intendo dire una rivalutazione dell’Europa non tanto come aggregazione politica, in quanto essa è attualmente e salvo progressi futuri che beninteso benedico, organizzata principalmente per Stati, ma come comunità culturale. Una comunità in cui gli intellettuali girovagano (un po’ come avviene negli Stati Uniti di oggi) per dare il loro contributo all’arte, alla cultura, alla scienza.
Per leninismo reazionario intendo dire un ritorno alla elite meritocratica piuttosto che ad una massa indefinita di eletti dal popolo di dubbia moralità, capacità e attitudine.
Beninteso che io propongo un rafforzamento del potere dei parlamenti nazionali, ma sarei anche favorevole ad una meritocrazia più accentuata a tutti i livelli, con una forte de-burocratizzazione dello Stato.
E’ giunto il momento di attingere alla grande tradizione leninista per compiere una operazione di Reazione come nelle grandi epoche del Congresso di Vienna (reazione anti-napoleonica) e della contro-riforma antiprotestante.
Non c’è nulla di incompatibile con le migliori acquisizioni del leninismo, della democrazia, piuttosto una valorizzazione dello spirito evangelico per cui il più grande sia come colui che serve. In Cesare, il più grande deve mettersi completamente al servizio del popolo, dei giovani, dei poveri, delle famiglie. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.


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