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Il Perditempo.org: lettere a Famiglia Cristiana, 2

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5 agosto 2010: pena di morte (L41)

Carissimi Don Sciortino e don Truglia,
prendo atto con grande piacere della pubblicazione di una mia osservazione su tortura e pena di morte sul numero odierno di Famiglia Cristiana.
Vorrei puntualizzare il mio pensiero sull'argomento, che su Famiglia Cristiana per comprensibilissime ragioni di spazio è riportato con grande sintesi ed accompagnato da una risposta dello stimatissimo Luigi Lorenzetti a pagina 13.
Il Catechismo della Chiesa cattolica non fa nessun riferimento, ed a ragione secondo me, alla affermata o negata deterrenza della pena di morte. Anziché sfinirsi in discussioni sulla deterrenza della pena di morte, che Lorenzetti richiama, tema molto discusso e dibattuto dagli esperti senza che si sia arrivati, mi pare, ad un punto fermo, il Catechismo basa il giudizio sulla pena di morte unicamente su ragioni morali, basate sulla Tradizione e non sull'insegnamento di Gesù segno che Gesù non si è mai pronunciato sulla pena di morte.
L'argomento che Gesù è l'unico interprete dell'A.T. è smentito dai tanti profeti che hanno anche loro interpretato l'A.T. e la cui parola leggiamo ogni giorno a Messa, mai smentiti da Gesù.
A Gesù certamente l'ultima parola. Gesù però non parla di Caino, volendo essere coerenti, se Gesù è l'unico interprete Caino non c'entra nulla.
L'A.T. prevede eccome la pena di morte e Gesù stesso oltre a dire "Date a Cesare quello che è di Cesare", oltre a dire che il pedofilo andrebbe condannato a morte ed oltre a non condannare la pena di morte in relazione ai due ladroni che gli stavano accanto sulla Croce. Dalla condanna della lapidazione dell'adultera la Chiesa non ha mai tratto un insegnamento di carattere generale riguardante la pena di morte, come sostiene, a mio avviso sbagliando, Lorenzetti.
Partendo, come dicevo dal Catechismo, unica fonte autorevole per il credente, esso prevede che la pena di morte possa essere inflitta "in casi di estrema gravità". Soltanto nel 1997 si è precisato che i casi in cui la pena di morte è necessaria sono oggi rari se non quasi inesistenti.
Quindi, nessuna contraddizione tra pena di morte e cristianesimo.
La pena di morte mi sembra morta, in alcuni Paesi dell'Occidente e anche altrove, per ragioni diverse, cioè proprio, come sostengo io, perché non più rispondente all'etica sociale comunemente condivisa e la sua abolizione si deve non al cristianesimo, come sostiene Lorenzetti, con tutto il rispetto per la sua stimatissima opinione, ma all'illuminismo.
Consiglio la lettura di Beccaria, infatti, Dei delitti e delle pene, a mero titolo di esempio di una certamente più vasta letteratura.
Sopratutto nel pensiero giuridico cosiddetto di sinistra, la pena deve tendere alla rieducazione del condannato e questo pensiero è passato nella nostra Costituzione, proprio per un maturare ed un evolversi dei tempi.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


5 agosto 2010: bravo Tremonti! (L40)

Ciao,
Carissimi don Sciortino e don Truglia,
forse ci stiamo liberando dell'incubo Berlusconi-Lega Nord.
Per non avvalorare, tuttavia, una visione manichea della politica per cui tutto ciò che fa il governo è sbagliato, io vedo un provvedimento molto positivo di Tremonti.
La proposta già di Bersani di una cedolare secca sui redditi da locazione è stata sensibilmente migliorata con la precisazione che si può optare per il regime tradizionale dell'IRPEF.
Con ciò si salvaguardia il principio costituzionale della progressività nella tassazione dei redditi.
C'è infatti chi, come il sottoscritto, ha solo un piccolo reddito da locazione della seconda casa e, quindi, ha un'aliquota IRPEF inferiore a quella del 20% o 25% prevista dalla cedolare secca.
Si può dire tutto quello che si vuole contro il governo, ma Tremonti è un personaggio di grande intelligenza: un bel 9 su 10 (questa volta) se lo merita.
Ciao
Andrea Chiodi

4 agosto 2010: ultime dichiarazioni del Papa sulla pedofilia (L39)

Ciao,

Carissimi Don Sciortino e don Truglia,
finalmente il Papa ha fatto delle dichiarazioni sulla pedofilia che condivido appieno: stigmatizza gli attacchi alla Chiesa fatti in mala fede ed esorta ad avere fiducia nei sacerdoti. Si esce dallo scandalo con la santità della Chiesa.
Viva Ratzinger e bravo questo Papa!
Andrea Chiodi

2 agosto 2010
: liberalizzazione licenze taxi e camion (L38)

Buongiorno,
Ciao Don Sciortino e don Truglia,
scusate se Vi disturbo.
Vorrei esprimere la mia opinione sulla vicenda della liberalizzazione delle licenze dei camionisti in Grecia.
L'On. Bersani aveva tentato qualcosa di simile con in taxisti in Italia.
A me sembra che si tratti sostanzialmente di un processo espropriativo e che, quindi, siccome sono per la tutela della proprietà privata, dovrebbero risarcire i camionisti e i taxisti se liberalizzazno le licenze.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


1° agosto 2010: misoginia in San Paolo (L37)

Buongiorno,

Ciao Don Sciortino e Don Truglia,
vorrei intervenire su due lettere di due donne rivolte a Famiglia Cristiana.
La risposta alla prima lettera in cui una lettrice si lamenta della misoginia in San Paolo, mi è sembrata giusta ma un po' evasiva. Dato che si tratta solo della "prima puntata" questo è probabilmente giustificato.
Mi sembra di poter dire che, come non c'è più giudeo nè greco, nè schiavo nè libero, ma tutti siamo uno in Cristo Signore (mi pare lo dica San Paolo stesso), non c'è più neppure nè uomo nè donna.
Se si è cristiani, l'identità cristiana viene prima, anche se non cancella e non esclude, l'identità di genere, cioè sessuale.
Se si è cristiani, la parola di Paolo, a differenza del pur autorevolissimo insegnamento della Tradizione della Chiesa e del pensiero di tanti altri santi è Parola di Dio.
Credo che i passi dedicati alla donna da San Paolo rappresentino sì e no il 3% del pensiero paolino, la cui grandezza immensa non può sfuggire ad una credente.
Vorrei anche intervenire su un'altra donna che confuta l'opinione che i mariti vadano a prostitute con il motivo che la donna si rifiuta al rapporto sessuale.
Mi sembra che il rapporto sessuale, anche all'interno del matrimonio, non possa configurarsi come un obbligo e bisognerebbe condannare il fenomeno ben più grave degli stupri all'interno della coppia matrimoniale.
Si deve parlare di una vocazione al matrimonio che comprende anche la vocazione alla donazione reciproca.
Se un marito va con le prostitute, il rifiuto della moglie all'atto sessuale può essere forse e semmai un'attenuante, ma la responsabilità qui è dell'uomo singolo che per libera scelta compie un atto (l'andare con le prostitute) che non è compatibile con la morale cristiana e anche non cristiana.
Non si può però parlare di questi problemi a prescindere dalla presenza di una libera scelta per l'identità cristiana perché ormai viviamo in una società secolarizzata dove affermano la propria legittimità diversi sistemi morali ed etici ed il cristianesimo, pur non avendo perso forse il proprio primato, non è più una sorta di "religione di Stato" obbligatoria per tutti.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

31 luglio 2010: ricchezza e anticoncezionali (L36)

Buongiorno,

Ciao Don Sciortino e don Truglia,
il diffondersi della ricchezza e dei mezzi anticoncezionali può avere un effetto deleterio sul destino di un popolo.
La vita si fa calcolo, e nel calcolo non rientrano più i figli, solo il divertimento, il piacere, l'egoismo personale si fanno strada.
La gente si rammollisce, non accetta più la lotta e il sacrificio. Ed ecco che i nuovi barbari si affacciano, pronti a prendere il posto di tanti italiani che hanno perso il senso stesso della vita, come l'uomo stolto che si commenta nel Vangelo di domenica 1° agosto.
Certo il diffondersi della ricchezza nelle nazioni è un fatto positivo di per sè, se non idolatrato, può essere persino una benedizione di Dio.
Forse mi contraddico, ma la ricchezza mi pare un'arma a doppio taglio, può fare del bene e anche fare del male.
Può fare del bene perché nel Padre Nostro chiediamo anche il pane quotidiano. Può fare del male perché, oltre a quanto già esposto, può scatenare guerre, indurre sopraffazione del prossimo ed ingiustizia.
Il cristiano non condanna aprioristicamente la ricchezza, ma, evangelicamente, ne denuncia tutti i rischi.
Come ha detto incisivamente padre Ermes Ronchi come può l'uomo vivere di SOLO PANE?
Sto ragionando bene o sbaglio?
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

31 luglio 2010: ricchezza dell'Italia di oggi (L35)

Buongiorno,

Ciao Don Sciortino e don Truglia,
quando mia zia paterna era piccola c'era nel Paese una delle peggiori dittature che l'Italia abbia conosciuto. Non c'era riscaldamento in casa, nè fognatura, nè acqua calda corrente.
Non c'era la televisione nè tante altre comodità del mondo d'oggi. Non c'era l'assistenza sanitaria. Non c'erano ammortizzatori sociali. Non c'era l'edilizia popolare.
Mia nonna era maestra in un paesino di montagna e mio nonno panettiere.
Mio padre è partito povero da questo paesino ed è diventato uno dei filosofi esistenzialisti più importanti di Torino.
I miei nonni materni venivano dalla Val Grana. Vivevano del latte degli animali e delle uova delle galline. Sono emigrati in Argentina per l'estrema miseria.
Mi nonno si arrabattava con diversi mestieri e mia nonna lavorava in un filatoio a Caraglio (CN) prima di diventare una sartina a Cuneo.
I giovani d'oggi, compreso io che ho quarant'anni, non immaginano cosa fosse la vita allora. Eppure si trovava il coraggio di mettere al mondo dei figli, di affrontare qualunque lavoro, persino di emigrare.
Oggi i giovani partono spesso con un buon capitale alle spalle accumulato dai genitori.
Certo, c'è una crisi economica drammatica che coinvolge le economie mature come il Giappone, gli U.S.A., l'Europa.
Ma siamo abituati a fare solo i conti in casa, dove abbiamo accumulato una ricchezza enorme, mentre dovremmo gioire, secondo me, per i miliardi di persone che escono dalla povertà nei Paesi Emergenti.
Vedo tanta gente lamentarsi per delle quisquiglie e arrendersi alla prima difficoltà. Strillare per un piccolo privilegio che viene meno, laddove i tagli del governo sono comuni a tutta l'Europa e riguardano tutti i settori.
In Italia c'è un'anomalia evidente, un potere mai visto concentrato di una sola persona, Silvio Berlusconi.
Per questo è auspicabile una maturazione della democrazia che porti a un drastico ridimensionamento del suo potere. Forse la vicenda dell'Onorevole Fini può essere provvidenziale.
Ecco, volevo dire che qualunque sia la difficoltà che incontra un giovane oggi parte da un'Italia immensamente più ricca di quella di 70 anni fa.
Mio padre diceva sempre: "Andrea [cioè io] partirà da una condizione molto più favorevole della mia".
Eppure mi sono ammalato di schizofrenia e non ho potuto realizzarmi. Ma non mi lamento, perché sono convinto che Dio abbia un piano per tutti, e forse la mia malattia è stata la via della sofferenza che Dio ha scelto perché io trovassi la fede.
Ciao
Andrea Chiodi

28 luglio 2010: la famiglia, inferno o paradiso? Dipende da noi (L34)

Ciao Don Sciortino e Don Truglia,
ecco la mia riflessione odierna.
Qualcuno ricorderà il film "Scene da un matrimonio" di Ingmar Bergman.
Perché la vita famigliare diventa a volte un inferno?
Perché c'è violenza psicologica (e a volte non solo psicologica), mancanza di rispetto, incomprensioni continue?
A volte, basta che un solo membro della famiglia abbia un po' di fede autentica perché questa fede faccia come il lievito nella pasta e l'effetto sia di far crescere il Regno di Dio nella famiglia.
Nella mia famiglia, ad es., solo io ho la fede, il mio patrigno è agnostico e mia madre atea e cerco di portare pace e concordia ma a volte resto paralizzato dai litigi di mia madre e del mio patrigno e l'unica reazione che riesco ad avere è stare zitto.
Ciao
Andrea Chiodi

15 luglio 2010
: Dio è fedele alle sue promesse (L33)

Spett.le

Famiglia Cristiana,
sono rimasto colpito dal pensiero di Sirboni sull'ultimo numero per cui "Alcuni pensano che avere la fede significa non avere dubbi. Al contrario: senza il dubbio non ci potrebbe essere nemmeno la fede ... La fede è amore e, come l'amore, deve essere una scelta libera. Il dubbio è lo spazio della nostra libertà".
Tanto che ho citato questo passo nella rubrica "hanno detto" sul mio sito internet
Mi sembra che la fede sia legata, oltre che al concetto di amore, al concetto di fiducia. Mi pare che un salmo dica "mi sento come un bambino svezzato in braccio a sua madre". Questo abbandono fiducioso nelle mani di Dio, concepito come buono, amorevole, fedele, come ce l'ha rivelato Gesù Cristo, includono una CERTEZZA cioè che Dio è FEDELE ALLE SUE PROMESSE, compresa l'esistenza di una vita eterna dopo la morte.
L'unico dubbio veramente tale, in definitiva, è se Dio esista e se la Sacra Scrittura non sia una mera opera dell'uomo.
Ciao
Andrea Chiodi

10 luglio 2010: mea culpa su ordinazione delle donne (L32)

Buongiorno Don Sciortino,
mi sono reso conto di essermi sbagliato dicendomi favorevole al sacerdozio (escluso l'episcopato) femminile DE IURE CONDENDO, leggendo un articolo del Corriere della Sera che qualifica come delitto canonico grave l'ordinazione di donne prete.
Io voglio essere un figlio fedele della Chiesa Cattolica.
Ciao

8 luglio 2010: buon samaritano e pecorella smarrita (L31)

Buongiorno Don Sciortino,
oggi mi chiedevo perché la pecorella smarrita e la persona in difficoltà nella parabola del buon samaritano hanno delle analogie.
La pecorella smarrita riceve, probabilmente, la fede mentre la persona aiutata dal buon samaritano riceve solo un aiuto materiale.
Le due parabole indicano le due opere fondamentali della Chiesa: l’aiutare il prossimo (buon samaritano) e l’annuncio della Parola e della salvezza in Cristo, operata dalla Chiesa ad imitazione del Maestro (pecorella smarrita).
E’ possibile rifiutare sia l’aiuto spirituale sia quello materiale, rifiutando così la Chiesa stessa.
Ecco che il buon samaritano rappresenta il Papa stesso nelle opere di carità, che la Chiesa promuove e compie ogni giorno.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


7 luglio 2010: viva Massimo d'Alema (L30)

Ciao Don Sciortino,
d'Alema è uno dei politici italiani, a mio avviso, più onesti ed intelligenti.
Ha regalato ad Ernesto Olivero una madonna con tre mani proveniente dalla Russia.
prego per Massimo D'Alema e lo benedico.
Prego che Famiglia Cristiana gli dedici un servizio e un intervista perché se lo merita.
Io sono dell'UDC e tanto detesto Napolitano e Bersani quanto amo d'Alema, Franceschini, Prodi, Veltroni.
Ho assistito all'incontro al Quirinale tra don Sciortino e Napolitano. Sembrava la parodia di un incontro amichevole. Un silenzio imbarazzante, i volti tesi e niente da dire perché tra Napolitano e i cattolici il dialogo è a zero.
Scusate le critiche, forse ingenerose.
Andrea Annibale Chiodi Torino
P.S. Prego che la Madonna Addolorata protegga don Sciortino e tutti i dipendenti del gruppo San Paolo.

7 luglio 2010: inganno e menzogna del diavolo (L29)

Buongiorno,
oggi meditavo sul fatto che il diavolo è inganno e menzogna. Come possiamo proteggerci dalle menzogne e dagli inganni del diavolo?
Io ho invocato Gesù Cristo per ottenere protezione e sento che l'ho ricevuta.
Ho letto tre libri di G. Ravasi (Breve storia dell'anima, I vizi capitali, Breviario laico) e ne sto leggendo un quarto, Le parole e i giorni.
G. Ravasi ha una personalità spirituale veramente eccezionale.
Dopo Ravasi conto di leggere Comastri e forse, Elie Wiesel, ma non so ancora cosa.
Ciao Don Sciortino!
Andrea Annibale Chiodi

5 luglio 2010
: ancora su pedofilia ed umiliazione della Chiesa (L28)

Buongiorno Don Sciortino e collaboratori,
Enzo Bianchi ha parlato ieri su La Stampa e lo stesso ha fatto il cardinale Martini sul Corriere della Sera (sito internet) di una “umiliazione della Chiesa” per lo scandalo pedofilia.
Il Papa ha parlato di provare una personale “vergogna” per i preti pedofili.
L’articolo di Enzo Bianchi parla inoltre di una crisi del dialogo con i non credenti.
Mi limito a segnalare questo bellissimo articolo del Priore di Bose ed aggiungo una personale osservazione.
Come uscire da questa “umiliazione della Chiesa”? Certo, come ha indicato il Papa, con una profonda purificazione della comunità cattolica, con la punizione dei colpevoli sia sul piano del diritto canonico, sia sul piano della giustizia civile, infine con il risarcimento delle vittime.
Non bisogna però dimenticare che la responsabilità morale, anche evangelicamente, è personale e non si può imputare una colpa collettivamente ai cristiani intesi genericamente per la colpa di una minoranza. Anche oggi c’è chi è pronto a dare la colpa ai cristiani se Roma brucia! Intendo dire che non tutti gli atei e i laicisti sono in mala fede, ma alcuni lo sono.
Anch’io mi vergogno del comportamento dei sacerdoti infedeli di fronte a Dio e di fronte ai non credenti, ma non mi sento umiliato affatto per una colpa che personalmente non ho.
Ciao
Andrea Chiodi

2 luglio 2010: ancora su errore umano e diabolico (L27)

Gentilissimo Don Sciortino,
Vorrei tornare sul rapporto tra errore umano e manifestazione diabolica che ho già affrontato in una lettera a DOn Sciortino.
La mia opinione è che il diabolico è emanazione di una realtà spirituale che è appunto, in base ai Vangeli, Satana, nonché ogni altro spirito demoniaco.
Il diabolico può manifestarsi nella musica, nella possessione diabolica, nella filosofia, nell’arte in genere, nell’agire umano.
Tuttavia, non si può far coincidere il satanico con il concetto generico di errore o di male, come ad es., la mafia non è di per sé satanica, pur essendo un fenomeno criminale.
Così si deve distinguere il fenomeno psichiatrico dalla possessione o infestazione diabolica.
L’ateismo non è, anch’esso, di per sé manifestazione del satanico, secondo il mio modesto parere.
Per questo, trovo pericoloso chiamare in ballo il satanico per qualsivoglia male morale o sociale. Piuttosto, il male è spesso frutto di un disordine morale entrato nel mondo con il Peccato Originale che, a sua volta, è opera di un errore umano, di un peccato, dovuto all'agire di Satana.
Satana può quindi essere causa remota del male, come nel caso del Peccato Originale, o manifestazione diretta di esso. Bisogna sapere discernere le varie situazioni con la massima attenzione.
L’uomo, dotato di libero arbitrio, può sbagliare ma l’errore è solo un errore. E’ male ma non è il diavolo.
Per gli stessi motivi, mi sembra veramente assurdo tirare in ballo in Vangelo, questo o quel passo, per demonizzare chi ha un'opinione politica diversa dalla propria. Sento a volte degli atei dire che Berlusconi è il diavolo. Mi sembra una visione farsesca e ridicola, una parodia della vera religione perché spesso accade questo, che gli atei non hanno in mente la religione cattolica, ma una brutta parodia di essa.
Ciao
Andrea


2 luglio 2010: misericordia e Provvidenza di Dio (L26)

Buongiorno don Sciortino,

ieri ho avuto un dialogo interessante con una mia amica.
Ero partito dall'osservazione che la Provvidenza di Dio si estende oltre la nostra morte.
La mia amica, di nome Maria, suggerisce: "Forse vuoi dire la misericordia di Dio".
Io ribatto che voglio proprio dire la Provvidenza di Dio, che ci apre le porte del Paradiso e rende possibile la resurrezione della carne.
La creazione dell'uomo e dell'universo non rientrano forse anch'essi nel concetto della Provvidenza di Dio che è frutto del suo Amore?
Che relazione c'è dunque tra Provvidenza e misericordia? La misericordia è un comandamento nuovo (misericordia io voglio e non sacrificio) e significa che a imitazione di Dio, dobbiamo essere misericordiosi gli uni gli altri. Questa è la misericordia umana.
Ma la misericordia di Dio si riferisce principalmente al momento del Giudizio delle anime. E' grazie alla misericordia di Dio che i nostri peccati diventano, se Dio lo vuole bianchi come la neve, come dice la Bibbia.
Il concetto di Provvidenza di Dio mi sembra più ampio e significa che il nostro destino dopo la morte e il destino di ogni uomo, anche non cristiano, dopo la morte sarà perfetto perché Dio provvede alle sue creature in modo perfetto e perfettamente giusto.
Ciao
Andrea Chiodi

2 luglio 2010: il demoniaco (L25)

Buongiorno Don Sciortino,
Sono d’accordo in svariati punti sull’articolo di Lucetta Scaraffia apparso sull’Osservatore Romano in data 2 luglio 2010 intitolato “La fede dei demoni” salve due osservazioni:
1) Certo il diavolo ed i demoni sanno che Dio esiste. In nessun punto della Bibbia, tuttavia, la consapevolezza dei demoni circa l’esistenza di Dio è chiamata “fede”. Parlare di “fede dei demoni” non mi pare appartenere alla tradizione cristiana.
2) Le manifestazioni demoniache hanno una precisa sintomatologia, politica, filosofica, sociale, culturale ma non mi pare si possa concepire un senso così lato, generico e, lasciatemi dire, pericoloso ed equivoco del demoniaco.
Ciao,
Andrea

1° luglio 2010: illuminismo e cristianesimo (L24)

Gentilissimo Don Sciortino,

leggo sull'ultimo numero di FC una Sua critica all'illuminismo.
Secondo me alcuni settori della Chiesa sbagliarano nel legarsi troppo all'Acien Règime e all'aristocrazia.
La Chiesa, come sposa di Cristo, vive in una dimensione metastorica e metafisica, pur rispettando l'uomo e la sua Storia. La Patria della Chiesa è nei Cieli dove Gesù l'attende ed è nella Gerusalemme celeste che significa il Regno definitivo del Messia Cristiano.
Non deve identificarsi con nessun regime storico, nè col comunismo, nè col capitalismo, nè, allora, con l'Ancien Règime.
Sui rapporti tra cristianesimo ed illumismo mi sembra di poter dire che due valori della Rivoluzione Francese, a parte la condanna della violenza esecrabile che l'ha accompagnata,
sono analoghi a valori cristiani.
Come cristiani siamo tutti fratelli (San Paolo dice, in Galati, "non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù").
La fratellanza illuminista (certo ci sono anche fratellanze sbagliate come quella massonica) è semi-cristiana, perché è basata sulla ragione anziché sulla fede.
La libertà illuminista è anch'essa legata al pensiero naturale di Grozio, l'uomo nasce naturalmente libero e la sua oppressione è contro natura.
Tuttavia, le dittature sono talvolta necessarie per evitare un male peggiore.
Il concetto di eguaglianza mi sembra il più ambiguo, salvo che voglia significare la promozione dell'essere umano fin da bambino, la sua crescita in grazia ed intelligenza, come fu per Gesù, la sua promozione nella cittadinanza formale e sostanziale, con il riconoscimento di tutti i suoi bisogni affettivi, psicologici ed umani.
Certo la parabola dei talenti ci mostra che poi, in base alle nostre responsabilità, si verficano delle gerarchie e disuguaglianze, che cristianamente sono lecite e ancor più giuste.
Quindi il rapporto tra cristianesimo e illuminismo mi sembra ambiguo, ma non esecrabile l'accostamento.
Ciao.

Codice commenti (per indice analitico): da L24 a L49


17 agosto 2010: Mussolini ed il mondo britannico, una ipotesi di fantapolitica più varie (L49)

Buona settimana
Ciao Don Antonio e don Giusto,
vi mando esperienze, aneddoti, idee della settimana passata. La mail è un po’ lunga, e mi scuso, appunto perché sono passati sette giorni. Spero abbiate tutti passato una buona festa dell’Assunta. Vi voglio bene.
1) Una settimana fa, alla Messa delle 7.30 del mattino un sacerdote della Parrocchia di San Secondo di Torino ha espresso questo concetto che mi ha colpito: una delle più grande Grazie da chiedere a Dio è di vedere Cristo in ogni povero. Madre Teresa, ha aggiunto il sacerdote (di cui ignoro il nome essendo da poco che frequento questa Chiesa; ho dovuto “migrare” perché in Agosto la messa del mattino nella mia Parrocchia è sospesa) aveva chiarissimo questo concetto ed anzi lo ha impersonato dicendo che la mattina incontrava Cristo nell’eucarestia e durante la giornata lo incontrava di nuovo nei poveri di cui si prendeva cura. Come ha ricordato Bagnasco parlando di San Lorenzo, i poveri sono il “tesoro della Chiesa”.
Sono delle belle verità, dette e ripetute molte volte, che a volte per egoismo, dimentichiamo, presi come siamo dai nostri interessi privati.
2) Nietzsche e il dionisiaco. Forse l’antidoto a Nietzsche è Lutero che, se non sbaglio, esaltava i piaceri della vita e giustificava il peccato “coperto dal sangue di Cristo” quindi alla luce della fede (sola fide come sola scriptura) e alla luce dell’amore di Dio.
Meglio di Nietzsche e di Lutero è – a mio modo di vedere - il cattolicesimo che sostiene che il criterio morale dà gioia, perché Dio è felicità infinita e moralità infinita allo stesso tempo.
Nel cristianesimo la gioia mi sembra abbia tre fonti: la gioia che viene dalla fede che è puro dono, nella Grazia, di Cristo; la gioia che deriva da una vita vissuta nel donare; la gioia che deriva dalla perfezione, come ha detto Gesù “siate perfetti come perfetto è il Padre mio che è nei Cieli”.
3) Ho finito di leggere la Lumen Gentium e ho iniziato a leggere la Gaudium et Spes.
4) Vorrei fare un breve commento all’articolo apparso sull’Osservatore Romano il 13 agosto 2010 a firma Alessandrini dal titolo A Roma la Resistenza fu aiutata dal Vaticano.
Chi scrive è convinto che la civiltà cattolica, al contrario delle società protestanti, sia luce delle nazioni e culla di civiltà etica.
Ciò non mi impedisce di fornire un ipotesi di fantapolitica secondo il quadro che segue:
a) Mussolini dichiara Londra e Washington, rispettivamente, la nuova Atene e la nuova Roma.
b) Mussolini stringe un patto di ferro con Londra e Washington in chiave antisovietica.
c) Mussolini dichiara fuori legge il partito comunista, a differenza di quello socialista.
d) Mussolini dichiara la propria neutralità rispetto alla guerra voluta da Hilter.
e) Ultimo, Mussolini si dichiara filo-ebraico.
Dal quadro di fantapolitica esposto, esce una concezione che riconosce, in Cesare, al mondo americano e britannico la nuova leadership mondiale, scansa con lungimiranza l’antisemitismo che è in parte di matrice luterana in parte di matrice pagana, ed approda ad un sostanziale rifiuto del nazi-fascismo; la stessa concezione continua a ritenere ed ad affermare in Dio, dal punto di vista cioè morale, la supremazia di Roma coma capitale della cattolicità.
Questo è il quadro politico e storico che io avrei assunto come punto di riferimento per il pensiero e per l’azione. "In un momento - sostiene Ossicini - in cui il laicato cattolico e la Chiesa davano al fascismo il loro sostanziale appoggio” si consuma l’errore storico fatale della Chiesa.
Errore che ha tre tragiche conseguenze: una rottura storica con il perseguitato mondo ebraico (pur non trascurando il lavoro sotterraneo del Vaticano e di altri ambienti legati alla Chiesa cattolica per salvare tanti ebrei dai campi di sterminio), una rottura con il mondo britannico, una legittimazione morale al catto-comunismo (o della Resistenza comunista tout court) che potrà rivendicare il merito di aver salvato l’Italia e la Chiesa, portando l’autentico rinnovamento politico e sociale nel nome di Cristo. Infine, una quarta conseguenza: una legittimazione morale, quasi di superiorità, al mondo protestante britannico per aver liberato l’Europa dallo spettro del nazi-fascismo.
Questa ostilità della Chiesa verso il mondo britannico, che ha fondate ragioni teologiche, “in Dio” secondo la dottrina della Chiesa stessa, non ha, nella prospettiva del “date a Cesare quello che è di Cesare” nessuna giustificazione, in quanto si trattava semplicemente di prendere atto di una superiorità etico-strategica di Londra e Washington rispetto alla Berlino e Mosca storiche (rispettivamente, nazista e stalinista).
Una Chiesa troppo legata all’Italia ed alla sua storia e poco internazionale, che dai tempi di Tommaso Moro, porta nel suo codice genetico una certa diffidenza verso il mondo anglosassone.
La diffusione del cattocomunismo ha, se non fosse stato sufficiente, ulteriormente scavato questo solco nel momento in cui tanti cattolici di sinistra si schieravano con il regime di Mosca anziché con quello americano, commettendo un ulteriore errore che Alessandrini descrive così: “Un discorso a parte riguarda la genesi, la formazione e il declino del movimento della Sinistra cristiana, movimento di giovani credenti animati da un'idea concreta di verità e di giustizia sociale proprie dell'umanesimo cristiano e che si illusero di potere conciliare le loro convinzioni più profonde con le istanze del comunismo. Trascurando o sottovalutando le analisi filosofiche che ad esempio Jacques Maritain aveva maturato sin dagli anni Trenta, e ignorando la realtà storica delle persecuzioni religiose nei Paesi comunisti dove l'ateismo era condizione costitutiva dello Stato. Realtà che invece da anni la Santa Sede ben conosceva da fonti dirette”.
Il quadro oggi è cambiato, pur con la presenza forte degli USA e di Londra, per la presenza di nuovi Paesi emergenti come la Cina, l’lndia, la Russia, il Brasile.
Tuttavia, ci sono spiragli che l’antico pregiudizio anti-britannico possa venire meno, per una Chiesa veramente universale che sappia cogliere i segni dei tempi.
Innanzitutto, un articolo che rivaluta Giovanni Calvino apparso sull’Osservatore Romano, poi la prossima storica visita del Papa nel Regno Unito.
La Chiesa si è trovata spiazzata almeno due volte nella Storia. La seconda è stata, appunto, l’esperienza del nazi-fascismo la prima è stata con il legame tra Chiesa ed Ancien Règime quando col diffondersi delle idee illuministe, queste si sono rivelate rivoluzionarie e talvolta anticlericali, seppure a loro modo in parte cristiane come recentemente è stato illustrato rispetto ai concetti di “fraternità” e “uguaglianza” da un cardinale francese (Jean-Louis Tauran, se non ricordo male) sempre su l’”Osservatore Romano”.
Oggi, per concludere, mi pare più che mai necessario una riconciliazione della Chiesa con il mondo britannico ed ortodosso, nonché l’ecumenismo verso l’induismo.
Perché il Vaticano sappia cogliere i segni dei tempi, superando la diffidenza verso le culture citate che, nel passato, lo hanno spinto nelle braccia di dittatori pericolosi ed amorali.
Finisco con una preghiera della venerabile Flora Manfrinati: “Nostra Signora Universale, proteggi il Vaticano ed, attraverso il Vaticano, proteggi il mondo”.
5) Mi sembra che la religione giapponese, alla luce di un articolo uscito sull’Osservatore Romano il 14 agosto ’10, pur partendo da premesse teologiche e filosofiche molto lontane dal monoteismo, approdi poi a otto valori concreti (“concetti chiave” li chiama l’Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede Kagefumi Ueno) su cui può esserci una convergenza con il cristianesimo. Questi otto valori sono (a) il rispetto della vita, (b) non violenza, (c) sapersi accontentare, (d) capacità di convivere assieme, (e) semplicità e frugalità, (f) altruismo, (g) sostenibilità, (h) rispetto della diversità (Osservatore Romano, pagina 11). Prego che la Chiesa Cattolica, alla luce della inculturazione, sappia calarsi nella realtà giapponese per un dialogo sincero e costruttivo.
Mi piacerebbe chiedere a Ueno da dove viene il karma. Secondo me è legato all’anima. E se nel buddhismo-shintoismo, “la divinità risiede nella natura stessa, autogenerata” come può auto generarsi l’anima ed il karma che ad essa si collega?
6) Mentre aumenta la pressione della immigrazione dai Paesi poveri, c’è il rischio di una tragica corsa dei Paesi ricchi a “chiudere le frontiere”. Mi pare emblematico il caso degli zingari alla luce dei provvedimenti restrittivi presi dal Presidente francese Sarkozy oltre a quanto è avvenuto in Italia con gli accordi con la Libia. Fermo restando che cattolicesimo non significa anarchia, come ho sempre sostenuto, c’è il diritto ad emigrare e c’è il diritto, in Cesare, degli Stati di regolare i flussi migratori. Mi pare però urgente un coordinamento dei Paesi ricchi per dettare criteri comuni per la gestione del fenomeno migratorio.
7) Segnalo due poesie che ho pubblicato sul sito internet RAI di A Sua Immagine, dopo aver ascoltato padre Ermes Ronchi e Rosario Carello. La più recente è la seguente: “Ti avvolge un mantello d’oro/Ti guarda uno sguardo trinitario/Risplende la tua umiltà/Di piccola donna ebrea/Per ridurre a nulla le cose che sono/Per confondere i potenti/Una corona di dodici stelle/Ti è stata assegnata/La tua eredità è infinita/D’amore congiunge te al Figlio prediletto/E come un diamante nel deserto/Sei cresciuta agli occhi del Signore/Per essere assunta in Cielo/Nostra Consolata, nostra Ausiliatrice/Dolcissima Maria”.
La seconda poesia, pubblicata una settimana fa, è la seguente: “Piccolo gregge/Hai scoperto un Signore che ti serve/Da una nuvola d’argento/Da un monte sacro ed inesplorato/Che si sposta avendo fede come un granello di senape/Per far posto al Figlio tanto amato/Che anziché scendere dalla Croce/Ha consegnato al Padre il Suo spirito/Per dare speranza a molti/Attendiamo all’alba/Un sole che sorge/Un Messia che viene/A riscaldare la nostra vita”.
Un caro saluto
Andrea Annibale Chiodi

10 agosto 2010
: cristianesimo e marxismo (L48)

Buongiorno,
Ciao don Antonio e don Giusto, don Adolfo e don Piero, gentilissima Direzione di Avvenire
oggi vorrei riflettere su un articolo uscito sull’Avvenire il 10 agosto 2010 e dedicato al rapporto tra cattolicesimo e marxismo.
A me sembra, l’ho già scritto altre volte, che la Chiesa, pellegrina nella Storia e "compagna dell'umanità" debba recepire ciò che vi è di meglio nel pensiero dell’uomo e questo deve includere quanto è apprezzabile nelle varie correnti del pensiero illuminista e dell’hegelismo. Ho infatti detto che "i giusti di ogni razza nazione popolo e lingua (come dice l'Apocalisse)" parlano alla Chiesa e le suggeriscono ciò che è buono per il popolo di Dio.
Ciò che è tipico del cristiano non è tanto il rifiuto apodittico di tali filosofie, inclusa quella marxista, ma il fatto di rivolgersi sempre alla Chiesa come intermediaria rispetto a queste idee. La Chiesa che, leggo nella Lumen Gentium, è infallibile quando afferma una verità di fede sia nella persona del Papa, sia nel consesso dei Vescovi, successori degli apostoli.
Mi sembra tipico del Cristiano riconoscersi come piccolo gregge bisognoso di un pastore umano, cioè del Santo Padre e dei Vescovi.
Si proponga alla Chiesa, se si è in buona fede convinti della bontà di questa o quella idea filosofica, di recepirla nelle sue Encicliche. Il vero cristiano lotta per le sue idee all’interno della Chiesa, per cambiare la Chiesa, confidando unicamente sullo Spirito Santo che, proprio all’interno della comunità cristiana, “soffia dove vuole”.
Il sacerdote che rifiuta aprioristicamente la guida dei vescovi, successori degli apostoli e del Papa, contrapponendo al loro insegnamento questa o quella, ripeto, idea filosofica o politica, viene dal diavolo e non da Dio.
Per questo, mi pare, la Chiesa è ricorsa ad una misura tanto grave come la scomunica del comunisti. Che deve intendersi e vedersi alla luce di una inaccettabile contrapposizione tra la dottrina socio-economica della Chiesa e le dottrine derivate dal marxismo, quindi come radicale rifiuto del ruolo-guida della Chiesa.
Il riconoscimento della guida fraterna e paterna dei vescovi, successori degli apostoli, assieme al Papa, è fonte di santificazione della vita personale di cristiano, garanzia di unità del popolo di Dio, e mezzo insuperabile per raggiungere quegli obiettivi di giustizia sociale ed economica che tanti cristiani auspicano guardando all’illuminismo marxista.
Il sacerdote, poi, abbia – a mio avviso - l’umiltà di guardare all’esempio di pensiero di chi è più grande di lui e mi riferisco ai santi.
I santi guidano nella dialettica storica, e soprattutto i santi moderni, la Chiesa nel suo cammino, dirigendola, illuminandola e proteggendola dalle idee maligne e perverse.
Ciao a tutti
Andrea Annibale Chiodi


10 agosto 2010: viandanti della fede (L47)

Buongiorno,
Ciao Don Antonio e don Giusto,
penso che abbiamo tutti una fede imperfetta, altrimenti saremmo dei santi.
Don Adolfo dice che sto compiendo un cammino di fede.
Mi piace questa immagine di viandanti della fede. Siamo sempre eternamente in cammino. E anche nell'aldilà, chissà che esso, sia esso Inferno, Purgatorio o Paradiso, non serva a migliorarci ulteriormente.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

9 agosto 2010: anomalie etiche e politiche del PDL e di Berlusconi (L46)

Buongiorno don Antonio e don Giusto,
credo che gli uomini politici vadano giudicati sui fatti e sugli esempi che danno, non sui messaggi che lanciano in base a sondaggi o sul modello di spot pubblicitari.
Vorrei cercare di riassumere con la massima lucidità, anche servendomi dell’esempio di un bellissimo articolo a firma Barbara Spinelli su La Stampa di qualche giorno fa, ciò che non va nella persona di Silvio Berlusconi e su quanto gli è collegato.
1) Forza Italia, come ha ricordato Albertini, ex sindaco di Milano e, a quanto mi risulta, ora parlamentare europeo proprio per il PDL, non è organizzata democraticamente.
2) Berlusconi ha una vita privata discutibile, diciamo in spregio al divieto di adulterio. Trovo discutibile che si ritenga degno della santissima eucarestia.
3) Berlusconi si circonda alcuni uomini che hanno una dubbia fama.
4) C’è una concentrazione abnorme di potere mediatico nelle sue mani. Personalmente, auspico una legge che stabilisca che nessuno possa controllare direttamente o indirettamente, più di due canali televisivi. Bisognerebbe secondo me vendere RAI2 e Rete4 ad un nuovo soggetto economico—politico così che nessuno abbia più di due reti televisive.
5) Berlusconi ha scarso rispetto degli avversari politici, ad es., del Presidente Napolitano e del Presidente Fini, ed una marcata intolleranza per chi lo contraddice tra i suoi alleati. E’ rimasto solo con i leghisti che, pur di ottenere il federalismo, sono diventati i suoi servi sciocchi.
6) Berlusconi ha mostrato uno scarso senso della realtà con alcune dichiarazioni semplicemente deliranti, ad esempio, di voler eliminare la mafia in tre anni.
7) Sempre Berlusconi, paventa pericoli inesistenti, come quello del comunismo e questo, sembrerebbe, per legittimare un potere sostanzialmente inamovibile.
Certamente, come ha ricordato Giovanardi, su alcuni valori cosiddetti non negoziabili, questo governo è allineato al magistero della Chiesa Cattolica.
Bisogna, da persone mature, saper discernere ciò che c’è di buono anche nel peggior nemico politico, rifiutando ogni manicheismo. Ma i fatti che ho cercato di elencare, riassumendo semplicemente ciò che scrivono diversi commentatori, giornalisti e politici, sono sotto gli occhi di tutti.
Non credo ci sia un pericolo fascista, ma certo non viviamo in una democrazia pienamente compiuta, anche alla luce di alcuni valori affermati dalla nostra Costituzione che, a distanza di tanti anni, ha ancora molto da insegnare.
Chi scrive è iscritto all’UDC di Cesa e Casini.
Ciao a tutti
Andrea Annibale Chiodi

9 agosto 2010: i giusti parlano alla Chiesa (L45)

Buongiorno,
Ciao Carissimi don Antonio e don Giusto,
l’Apocalisse di San Giovanni parla dei giusti “una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza popolo e lingua”.
La Lumen gentium, che sto leggendo (sono arrivato a metà circa, quando parla del ruolo di laici) parla della salvezza dei non cristiani di sfuggita.
Io mi domando, al di là del problema della salvezza dei non cristiani dopo la morte, che cosa hanno da dirci questi giusti “di ogni nazione, razza, popolo e lingua” oggi con le loro opere e le loro idee. Questi giusti sono filosofi, scienziati, pensatori che esprimono idee. E come si pone la Chiesa di fronte alle idee dei giusti non cristiani?
Io non ho letto tutte le Encicliche e i documenti in genere della Chiesa, confesso la mia ignoranza, ma mi riprometto di leggerli.
Tuttavia, ci dovrebbe essere, se non c’è, una pastorale della verità proveniente dai non cristiani. Cioè la Chiesa dovrebbe fissare ufficialmente i criteri di recezione nella Tradizione filosofica della Chiesa delle idee buone e giuste dei non cristiani.
Ad esempio, sulla pena di morte - che la Chiesa ha durante la Sua storia ritenuto sempre compatibile con i Vangeli (mi risulta che solo nel 1997, su iniziativa di Giovanni Paolo II è stato introdotto un criterio molto restrittivo sulle sue possibilità di applicazione) - è mutata la sensibilità della Chiesa su influsso di un mutare della coscienza morale nella filosofia in generale e della sensibilità etica diffusa anche tra la gente comune.
Come ho già detto, questi pensieri mi sono stati ispirati da Monsignor Gianfranco Ravasi che ha molto approfondito l’aspetto dei giusti non cristiani che esprimo verità universali nei suoi libri Breviario laico e Le parole e i giorni. Ho letto il primo con grande interesse e sto finendo di leggere il secondo.
Ciao, Vi voglio bene
Andrea Annibale Chiodi


9 agosto 2010
: verità fuori dal cristianesimo (L44)

Buongiorno,
ciao carissimi don Antonio e don Giusto,
oggi vorrei farvi una domanda.
Cioè, a volte al di fuori della Chiesa maturano delle verità che la Chiesa può scegliere di fare proprie come una "spugna" che assorbe il meglio che l'essere umano pensa e concepisce.
Quindi la Chiesa che stigmatizza giustamente gli errori di pensiero del marxismo, del darwinismo, della filosofia in genere, del liberismo, della psicanalisi, è anche pronta a discernere quel nucleo di giustizia e di verità che le idee non strettamente cristiane contengono. Per esempio, leggendo i libri di Gianfranco Ravasi noto che cita molti pensieri di autori non cristiani.
Infatti la Chiesa pur non essendo "del mondo" è pellegrina "nel mondo" e condivide con l'umanità intera il suo pellegrinaggio terreno.
Vorrei semplicemente sapere cosa ne pensa il teologo.
Ciao, vi voglio bene
Andrea Annibale Chiodi

8 agosto 2010: relativismo morale ed uguaglianza (L43)

Buongiorno,

Ciao Don Sciortino e Don Truglia,
dedico questa e-mail a due argomenti completamente diversi.
1) C'è un'abitudine diffusa ed è quella di giudicare pensieri, fatti e accadimenti del passato storico senza che i poveretti, vissuti secoli fa, abbiano diritto di replica.
Prendiamo il caso di San Paolo ed il femminismo. Il problema mi sembra che cosa direbbe San Paolo oggi sulla donna, sulla condizione femminile se potesse replicare, appunto, alla luce del pensiero moderno, alle tante accuse che un certo femminismo gli rivolge.
Questo atteggiamento, nasconde un inaccettabile relativismo morale per cui solo il pensiero attuale e dominante è quello giusto ed alla luce di questo si giudica tutta la Storia umana, compresa la Storia della Chiesa.
Eppure anche le concezioni morali, che per il cristiano hanno certamente un nucleo immutabile ove basate sulla Parola di Dio e, per i cattolici, sulla Tradizione, hanno una loro storia, una loro evoluzione.
Lasciamo dunque che la Chiesa si faccia interprete oggi del pensiero di San Paolo per rispondere ai suoi detrattori e per dare a questo pover uomo, a questo santo, il diritto di replica, a duemila anni di distanza, tramite la voce delle gerarchie ecclesiastiche e dei credenti tutti.
2) Il concetto di eguaglianza non può fermarsi all'idea di dare a tutti le stesse possibilità di partenza ma deve estendersi, a mio avviso, a compensare con aiuti economici e morali quelle disugualianze che si creano anche successivamente nel corso della vita.
Ciò non contraddice che la società, ad immagine della Chiesa stessa, si organizzi gerarchicamente perché diversi sono i talenti degli uomini. Il concetto di fraternità è cristiano quello di eguaglianza ha anch'esso degli agganci biblici, ad es. in San Paolo, ma è anche frutto delle conquiste politiche e di pensiero moderne. Non so cosa ne pensate.
Ciao.
Andrea Annibale Chiodi


6 agosto 2010
: capitale, purché di qualcosa ... (L42)

Buongiorno,

Ciao don Antonio e don Giusto,
c'è un nuovo vezzo giornalistico ed è quello di dichiarare ora Napoli, ora Roma, ora Milano, ora Torino ecc. capitale, purchè capitale di qualcosa.
Ora capitale dell'arte, ora della musica, ora dell'auto, ora dell'economia, ora dello sport, ora del cinema ecc.
Mi sembra un fatto discutibile che a volte rasenta il ridicolo. Una gara della vanità che mi fa venire in mente l'Ecclesiaste, "vanità delle vanità, tutto è vanità" ...
Non so cosa ne pensate.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


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