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Il Perditempo.org: lettere a Famiglia Cristiana, 3

Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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24 dicembre 2010: tre significati del termine parusia (L64)

Egregio Teologo,

Ci sono tre significati, a mio avviso, del termine parusia.
La parusia escatologica è il ritorno di Gesù alla fine dei tempi.
La parusia cristologica o parusia del Vivente è rappresentata da tutte le epifanie del Cristo vivente nella Storia umana. Il Signore, infatti, continua ad operare nella Storia sia direttamente sia tramite lo Spirito.
La terza parusia, infine, è la parusia mariana che è di due tipi.
L’apparizione, come a Fatima e l’intercessione di Maria per i servi del Signore.
Penso che a Medjugorje non ci sia stata una vera e propria parusia mariana, ma piuttosto un fenomeno mistico. Comunque indaghi la Chiesa, mi rimetto all’autorità del Papa.
Ciao

Andrea Annibale Chiodi

24 dicembre 2010: Fatima e Medjugorje (L63)

Gentile Teologo,

sono molto devoto della Madonna di Fatima.
Mi colpisce molto la rivelazione riguardante l’inferno.
Credo che l’inferno sia pieno di anime.
Vorrei sapere cosa ne pensate.
Conto di leggere al più presto Bertone, L’ultima veggente di Fatima.
La Chiesa su Medjugorje ha detto che è un luogo di culto mariano ma non ha ancora avvalorato le apparizioni.
Penso che le apparizioni di Medjugorje richiedano approfondite indagini da parte del clero.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


24 dicembre 2010: interpretazione storico-critica della Bibbia (L62)

Gentilissimo teologo,

Esistono vari modi di interpretare la Bibbia e di studiarla.
C’è l’interpretazione allegorica, morale e storico-critica.
Se ce ne siano altre rispetto a queste tre io non lo so.
Il Cardinale Martini mi ha illuminato sulla terza, quella storico-critica.
Anche da Monsignor Cardinal Ravasi ho imparato molto sull’interpretazione della Scrittura.
Bisogna distinguere secondo me la creatività di un San Gregorio Magno nel relazionarsi alla Scrittura ed il puntiglio dell’interpretazione storico-critica.
Purché non si confonda la fede con la scienza, la interpretazione storico-critica è un grande progresso che appartiene sia all’ambito delle scienze storico-critiche sia alla fede. Una fede che la interpretazione storico-critica rende più matura e consapevole.
Anche se io non sono molto capace di interpretazione storico-critica ammiro e benedico chi la pratica.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

23 dicembre 2010: discesa di Gesù negli inferi (L61)

Gentilissima Famiglia Cristiana
Caro don Giusto,

mi sono sempre chiesto perché Gesù è disceso negli inferi.
Io intravedo dodici significati.
Primo. Satana è solo un vicario di Cristo anche se il concetto è paradossale.
Secondo. Il Signore è Signore anche degli inferi.
Terzo. Il Padre ha voluto che Satana riconoscesse Gesù come Figlio.
Quarto. Non dobbiamo temere le tenebre.
Quinto. La Madonna non è discesa negli inferi.
Sesto. La discesa negli inferi completa le risposte di Gesù nelle tentazioni del deserto.
Settimo. Gesù ha portato speranza alle anime morte prima della sua venuta.
Ottavo. Il Padre ha la signoria più assoluta su tutto l’universo, contro ogni forma di manicheismo.
Nono. Se Gesù è disceso agli inferi, significa che ha due nature, una umana per cui è sceso sulla terra ed una divina che gli ha permesso di scendere agli inferi.
Decimo. Contro ogni gnosi, Gesù ha fatto un viaggio reale, non virtuale e simbolico negli inferi.
Undicesimo. Gesù è sceso negli inferi per dimostrare la sua intangibilità verso il male.
Dodicesimo. Gesù è sceso negli inferi per la gloria di Dio e dei santi.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


23 dicembre 2010: virtù e grazia (L60)

Gentilissima Famiglia Cristiana,

mi sono chiesto che rapporto c’è tra virtù e grazia che certamente sono sorelle gemelle.
A mio avviso Gesù offre la sua grazia a tutti ma ci sono quattro tipi di grazia.
La grazia intesa come primo passo di Dio verso di noi per puro amore disinteressato, instilla in noi la legge morale.
La nostra risposta a questo tipo di grazia è il comportamento retto, non ancora virtuoso.
La grazia intesa come offerta della fede (che erroneamente viene detta “dono” della fede, in realtà richiede una nostra libera risposta).
A mio avviso la fede viene principalmente anche se non esclusivamente offerta a quelli che il Discorso della Montagna dichiara beati.
La grazia di condurre una vita giusta in Cristo. E’ concessa a chi decide di vivere una vita basata sulla fede attiva e consapevole.
La grazia, infine, di essere santi e perfetti nel senso evangelico, come dice Gesù “siate perfetti come perfetto è il Padre mio che è nei Cieli”.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


22 dicembre 2010: clericalismo ateo e idolatrico (L59)

Esiste una eresia, una idolatria della Chiesa, per cui il credente, ossimoricamente e sostanzialmente ateo, scambia la Chiesa per Dio. La Chiesa così concepita diventa una realtà mostruosa oggetto di un culto idolatrico. Ho riscontrato questo in alcune persone che ho conosciuto durante la mia esistenza. Ciao. Vorrei sapere cosa ne pensate. Forse ciò di cui parlo ricade in quell’eccesso di clericalismo magistralmente denunciato in un discorso ai sacerdoti qualche mese da Papa Benedetto XVI.


21 dicembre 2010: libertà e onnipotenza di Dio (L58)

Egregio Teologo,
ho sentito una tesi teologica da Monsignor Martinacci di Torino in base alla quale, siccome Dio è fuori dal tempo, conosce tutto, incluso il futuro. Non condivido questa tesi. Se Dio conosce tutto, significa che in Lui c’è solo il passato, non il presente e il futuro. Ma allora, Dio stesso non è libero di cambiare opinione. Il dialogo tra Dio e Abramo sulla distruzione di Sodoma e Gomorra più altri passi dell’A.T. dimostrano che Dio può cambiare idea, perché è un Vivente libero. Se Dio non può cambiare idea, non è più Onnipotente e non è più Libero. Se è Onnipotente, Dio non può conoscere il futuro in quanto tale futuro deriva da un libero determinarsi della Sua onnipotente volontà, nonché dalle libere e future decisioni degli angeli e degli uomini. Cosa ne pensate?
Ciao.
Andrea Annibale Chiodi

21 dicembre 2010: Salmo dell'Avvento (L57)

Sto leggendo un articolo sull’ultimo numero de La Civiltà Cattolica (20 novembre 2010) sul Salmo 85, cd. dell’Avvento, sul tema del ritorno al Signore del popolo di Israele dopo i suoi peccati, e, in chiave simbolica ed allegorica, se capisco bene, riferito all’Avvento.
Mi pare che il tema si leghi a quello evangelico del ritorno della pecorella smarrita nell’ovile: il Signore lascia le 99 per andare in soccorso di quella smarrita. La pecorella smarrita non è il popolo di Israele, secondo me. Però qui si assiste ad un paradosso, il peccato che allontana dal Signore (la pecorella si allontana dall’ovile) fa sì che il Signore si avvicini (il Signore va alla ricerca della pecorella smarrita). Qual è, dunque, la pecorella smarrita che il Signore rincorre nell’Avvento? Secondo me è l’intera umanità, e perché il Signore rincorre la pecorella smarrita se non per togliere i peccati del mondo? Il castigo che ci dà salvezza si è abbatutto su di Lui, lo credevamo punito per i suoi peccati … Così recita l’Antico Testamento. Il peccato induce questa doppia dinamica di allontamento/avvicinamento da Dio e di Dio. La confessione è la nostra risposta a Dio, risposta che dice “Sì Signore, accetto che tu ti avvicini a me”.

19 dicembre 2010: i sette stadi della fede nella Grazia di Dio (L56)

La fede è un percorso. E’ un filmato non una fotografia. Può essere visto, questo percorso, come stadi progressivi di manifestazione della Grazia. All’inizio di questo percorso c’è la percezione della differenza tra bene e male, una percezione basilare ed elementare. Come secondo stadio, c’è la percezione dell’amore di Dio e della Madonna su di noi. Come terzo stadio c’è la professione di fede con la bocca. Come quarto stadio c’è il cuore che crede Cristo risorto e Vivente in eterno. Come quinto stadio c’è la percezione delle Beatitudini e l’appartenenza al Regno. Come sesto stadio c’è la pratica del Vangelo della Giustizia o Vangelo delle Opere Buone (Matteo, 25; ciò che io chiamo “fede attiva” e che la Bibbia esprime dicendo che “senza le opere, la fede è morta”). Come settimo e ultimo stadio c’è la vocazione e la pratica della santità di vita.

19 dicembre 2010: differenza tra Vangelo delle Beatitudini e Vangelo della Giustizia o delle Opere Buone (L55)

Nel Vangelo ci sono due Manifesti, il Manifesto delle Beatitudini, detto Discorso della Montagna (Matteo, 5, 1-12) e il Manifesto della Giustizia, o Manifesto delle Opere Buone (Matteo, 25, 31-46). C’è molta confusione tra l’essere beati e l’essere giusti. La beatitudine indica una condizioni di vita che predispone al Regno dei Cieli. Significa esserne naturaliter cittadini, ma non contiene nessun passaporto per la giustizia in Cristo. Si può essere umili, ma l’umiltà non basta di per sé alla giustizia. Così, enumerando le beatitudini, ci sono malvagi che sono poveri di spirito, oppure afflitti, oppure miti, oppure affamati e assetati di giustizia, oppure misericordiosi, oppure puri di cuore, oppure operatori di pace, oppure perseguitati per causa della giustizia. Chi però possiede tutti questi otto doni, conduce, già qui sulla terra, una vita beata, la vita ideale per chi vuole definirsi cristiano. Cos’è dunque che differenzia il beato dal giusto? Il giusto compie una scelta che da beato lo giustifica, quella di condurre una vita santa nella fede, come ricorda San Paolo, il giusto vivrà per la sua fede. Ecco allora dipanarsi un diverso ed ulteriore orizzonte rispetto alle beatitudini, quello delle opere senza le quali la fede è morta. Nella fede, diamo da mangiare agli affamati, dissetiamo gli assetati, ospitiamo i forestieri, vestiamo gli ignudi, visitiamo malati e carcerati. Il Vangelo delle Beatitudini fa riferimento a un nostro essere preconosciuto da Dio fin dal grembo di nostra madre, ma che non presuppone un nostro merito, nel senso di un nostro attivarci. Mentre il Manifesto delle Opere Buone non presuppone che aspettiamo che Dio ci dica cosa fare ma presuppone un nostro attivarci, una fede attiva, non meramente contemplativa, rilassata, rivolta su sé stessi.
Nel protestantesimo, si confonde, a volte, la fede con la professione di fede. La fede include la professione di fede ma è molto di più. La fede deve essere attiva. Dio ci chiama a fare una scelta ad un certo momento della nostra vita. Come dice l’Antico Testamento, il Signore Dio ci mette di fronte due strade, una conduce alla salvezza, l’altra alla perdizione. Il Manifesto delle Opere Buone è la strada che, in Cristo, conduce alla salvezza. Dio ci rivela nella Sua Grazia come percorrerla. Vorrei qui ricordare in proposito una figura esemplare delle opere buone, il compianto don Oreste Benzi. Don Oreste è stato veramente apostolo degli ultimi come Cristo. Preghiamo tutti di ricevere la Grazia necessaria e di avere la volontà di seguire il suo nobile esempio.

17 dicembre 2010
: ragionare secondo Dio, non secondo l'uomo (L54)

Ciao,
buon Natale a tutta la Redazione e alla Direzione.
Allego l'ultimo commento inviato (in attesa di moderazione) al Blog di RAI - A Sua Immagine.
Propongo come tema centrale di questo Natale un concetto tratto dal Vangelo di Marco: “ragionare secondo Dio, non secondo l’uomo”, come Gesù ricorda a San Pietro a proposito della Sua morte e resurrezione. Mi pare che questo concetto sintetizza l’essenza di ciò che è un santo, cioè un essere umano che è riuscito, durante la sua vita, a ragionare secondo Dio, non secondo l’uomo. Ciao e buon Natale.
La fede cristiana è fatta per paradossi che sono "scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani". Prego di sapere accogliere i paradossi della fede, ragionando come hanno ragionato i santi. E' il dono che chiedo a Dio per questo Natale.
Auguri e saluti
Andrea Annibale Chiodi

2 novembre 2010
: Schierarsi con gli ultimi della Storia (L53)

Caro Don Giusto
Spett.le Direzione FC,
Come cattolici, credo dovremmo sempre schierarci con gli ultimi della Storia.
Mi limito a cinque esempi:
1) Gli ebrei sterminati nei campi nazisti
2) Gli schiavi dell’antica Roma, uccisi, violentati e sfruttati
3) I lavoratori sfruttati, specie i bambini
4) Gli indiani d’America, uccisi e oppressi
5) Gli Indios dell’America del Sud, cui ha rivolto un pensiero anche il precedente Papa Giovanni Paolo II.
Quanto sopra, ad imitazione della venerazione e dell’amore per i martiri cristiani di ogni tempo, nell’Apocalisse.
Cordiali saluti
Andrea Annibale Chiodi


31 ottobre 2010:
Ancora in difesa di Halloween (L52)

Ciao,

leggo da qualche parte che Halloween è satanico perché piace ai satanisti.
Ma certo che c'è un Halloween satanico! Se un satanista fa una cosa, quella cosa è satanica sempre e comunque.
Se un satanista prende l'eucarestia è una cosa satanica perché riceve la sua condanna anziché ricevere Cristo!
Ma Halloween non è una festa pagana, è una festa celtica (io ho detto germanica, nel senso più lato del termine) cioè barbara precristiana, quindi non greco-romana. Ma tale è la forza di questa festa che è stata assimilata anche nei miti greci, romani e oggi cristiani.
E' semplicemente la festa della transumanza durante la quale si dice che i morti possano visitare i vivi. E' una credenza celtica. I celti non avevano paura dei morti.
Cosa c'è di anticristiano in questo? Io dico quasi niente. Mi pare semplicemente una cosa innocua.
Elfi e fate ci sono anche nelle commedie di Shakespeare, che mi risulta fosse cristiano.
Ciò che eravamo, le orgini del nostro sangue è qualcosa di cui essere consapevoli.
Con riguardo al mondo precristiano, ci sono concetti prodromici e premonitori del cristianesimo stesso, non tutto è da buttare.
Per esempio, la credenza nelle streghe e il culto dei morti sono concetti prodromici del cristianesimo stesso.
So che alcuni vescovi si sono espressi diversamente ma io non sono d'accordo.
Quanto alla zucca essa rappresenta un ragazzo che faceva degli scherzi al diavolo. E il diavolo non è forse da compatire ed irridere? Cosa c'è di satanico? Niente.
Piuttosto, nell'avversione ad Halloween io vedo una tendenza a identificare il cattolicesimo con tutto ciò che non è britannico, con tutto ciò che è romano-italiano, dimenticando che l'Italia ha una componente celtica e germanica e delle tradizioni precristiane, per niente sataniche, che vanno rispettate.

Grazie e cordiali saluti

Andrea Annibale Chiodi


30 ottobre 2010
: Halloween (L51)

Gentilissima Direzione FC
Gentilissimi sacerdoti amici,

leggo su alcuni siti famosi cattolici il solito pregiudizio contro la festa di Halloween su cui vorrei esprimere la mia invece favorevole opinione.

1) La festa di Halloween è una innocua festa popolare di origine germanica, per quanto io ne so.

2) E' vero che non è squisitamente cristiana, ma ha dei simboli cristiani come le streghe e la morte (ricordiamoci tutti il cristianissimo memento mori)

3) E' assurdo dire che non appartiene alle nostre tradizioni romane e italiane perché ci si dimentica che in Italia c'è stato il Regnum Longobardorum. Ad esempio, nella mia città, Torino, ci sono quattro ceppi, uno romano, uno germanico (essenzialmente longobardo), uno francese ed uno ebraico.

4) Farla diventare una festa consumistica è un rischio che c'è ma spetta alla coscienza di ciascuno scegliere. Non si può dire che di per sè Halloween è annoverabile ad un materialismo consumistico. Anzi, ha dei valori trascendenti che sono rispettabili.

5) Halloween non è un festa pagana, ma una festa popolare e c'è una bella differenza tra pagano e popolare. Pagano è ciò che deriva dalla cultura dell'antica Roma e dell'antica Grecia con i loro dei ed i loro rituali. Halloween è del tutto estranea al paganesimo strettamente ed in tal senso inteso.

6) I bambini si divertono un sacco, che male c'è?

7) Last but now least, Halloween è una festa ormai internazionale assimilata da quasi tutti i Paesi cristiani.

Chi scrive è un cattolico, credente e praticante.

Cordiali saluti

Andrea Annibale Chiodi

23 agosto 2010: Gaudium et Spes più varie (L50)

Spettabile redazione direzionale di Famiglia Cristiana, invio la mia solita mail di “buona settimana” con l’avvertenza che è un po’ lunga in quanto sono maturati diversi pensieri, saggi o stolti, stupidi o intelligenti, giudicate voi. Vi voglio bene. Un saluto particolare a Don Antonio, a Don Giusto ed a Fulvio Scaglione nonché ad Elena Rivolta.

a) Sto leggendo la Gaudium et Spes e me ne sono “innamorato”. Sono arrivato al capitolo 59. E’ semplicemente fantastica. Devo dire che ho molto sottovalutato il Concilio Vaticano II. In realtà sto scoprendo che l’ho giudicato per sentito dire e non ne sapevo niente. Quando avrò finito la Gaudium et Spes, leggerò la Dei Verbum. Spero sia altrettanto interessante!
b) “Nella tradizione cristiana c’è scritto di temere Dio ma anche di temere “colui che ha il potere di far morire corpo e anima nella Geenna”. Sono due significati diversi del verbo “temere”. Probabilmente temere il diavolo significa in fondo temere sé stessi ed il peccato, per non cadere nella tentazione e non scegliere la strada che conduce alla morte. Ma, se si deve fare questo, è perché si deve temere Dio quindi tutto riconduce al timore di Dio.
c) In un bellissimo articolo di FC n° 34 Andrea Riccardi parla del martirio. Dato che sto leggendo le Omelie sui Vangeli di San Gregorio Magno, volevo solo fare notare che San Gregorio appunto distingue il martirio nella carne dal martirio nello spirito. Dice infatti San Gregorio (Omelia XXXV, 7) “Vi sono due generi di martìri, uno sopportato nello spirito, l’altro nello spirito e, insieme, nell’azione. Possiamo cioè essere martiri anche senza venir trucidati dalla spada del persecutore. Subire la morte da parte del carnefice è un martirio chiaramente accettato nelle proprie carni; sopportare le ingiurie, amare chi ci odia, è un martirio che si compie nell’intimo del cuore”. Mi pare che questa distinzione si sia un po’ persa nell’insegnamento teologico contemporaneo. Si sottovaluta così l’enorme diffusione della violenza psichica e psicologica.
d) A volte penso che, per molti anni, il diavolo abbia corrotto gravemente la mia vita, abbia sostanzialmente vinto. Chiedo a Dio una rivincita, nel nome di Cristo, per intercessione della Madonna.Dio e la Parola di Dio, ma esiste anche l’uomo talmente autonomo e libero che può scegliere di fare il male. Dio ama talmente la libertà dell’uomo che gli permette di causare sofferenza! D’altra parte Sant’Ireneo, diceva che la gloria di Dio è l’uomo vivente. Si potrebbe anche dire che l’uomo nasce per dare gloria al Dio che vive. Per questo ho detto che nella Bibbia “non c’è tutto”. Esiste anche la Storia umana, magistra vitae, l’uomo con i suoi errori, i suoi peccati, le sue passioni, la sua santità, i suoi ideali. Certo per il Cristiano, come ha scritto Dianich, non deve leggere la Scrittura come fosse uno studioso di documenti antichi.
e) Ho letto sull’Osservatore Romano un articolo di Marco Tibaldi, La chimera della mano invisibile. I cattolici, come acutamente osserva Tibaldi, non possono esimersi di proporre al mondo il loro modello economico, basato sulla fraternità. La scienza positivista, tuttavia, mira a descrivere il mondo per come funziona e nella spiegazione rientrano gli eventuali fallimenti. Come ha scritto efficacemente Monsignor Paglia su A Sua Immagine giornale e come ha richiamato il Papa, esiste un concetto collettivo di salvezza nella Bibbia oltre che un concetto individuale. Tanto che si è detto che o ci salviamo tutti o non si salva nessuno … Si pensi a Sodoma e Gomorra, al Diluvio Universale, alle vicende di benedizione e di sventura del popolo di Israele … L’utopia può essere lievito e luce del mondo. Non si può però sottovalutare il ruolo del male, che, tramite Satana inquina il mondo, tanto che Gesù lo chiama Principe di questo mondo, e quanto alla zizzania dice di non estirparla, rinviando tutto al giudizio escatologico. Con la venuta di Cristo l’umanità è benedetta (salendo al cielo Gesù li benedisse) ed è stretto un nuovo patto che garantisce che, nonostante la zizzania, Dio non abbandonerà mai il popolo cristiano sino al Giudizio Universale. Come si può sperare di imporre un modello economico alternativo, appunto cristiano, in un mondo secolarizzato, dove la zizzania prolifera? E questa zizzania in concreto è presente nella veste di grandi imprenditori, banchieri, speculatori finanziari. Insomma, il male gioca la sua parte nell’economia e nella Storia umana e la scienza non può esimersi dallo studiare i meccanismi economici anche quando questi rispondono a logiche perverse. Le due prospettive, analisi dell’esistente che comprende il male, la zizzania, da un lato, e la proposta utopista e morale del mondo cattolico, dall’altro, mi sembrano un po’ troppo mescolate nel’articolo pur interessantissimo di Marco Tibaldi.
f) Volevo anche dire che secondo me gli eventi naturali possono essere causati da Dio ma, fuori dai casi descritti dalla Bibbia, non possiamo affermare che sono una punizione di Dio come a volte si sente dire. Io non so quello che Dio fa, dice e pensa, e, fuori che sia stato rivelato ai profeti e ai mistici (e che la Chiesa abbia dichiarata vera la rivelazione), credo che non lo sappia nessuno.
g) In questi anni ho imparato molto da Famiglia Cristiana e ve ne sono grato. Anche se i miei pastori nella Chiesa sono il mio Parroco ed il mio Vescovo, Famiglia Cristiana è una bellissima “parrocchia di carta” come è stata definita. è vero che nella Bibbia non c’è tutto, in Cristo c’è la verità integrale dell’uomo. Tale verità integrale – correggetemi se sbaglio – c’è nella persona di Cristo, non nella Sua Parola. Sono d’accordo con il cardinale Camillo Ruini. Infatti, il Vangelo stesso dice che Cristo ha fatto e detto molte altre cose che non ci sono pervenute. Inoltre, la Gaudium et Spes stessa dice che la Parola di Dio va calata nel contesto storico degli uomini che la ascoltavano per meglio comprenderla. “Fra il messaggio della salvezza e la cultura esistono molteplici rapporti. Dio infatti, rivelandosi al suo popolo
fino alla piena manifestazione di sé nel Figlio incarnato, ha parlato secondo il tipo di cultura proprio delle diverse epoche storiche" (Gaudium et Spes, 58). Le stesse parabole di Gesù si rivolgono ad un pubblico di pastori , contadini, pescatori, soldati, esattori delle imposte e, per meglio comprenderle, vanno calate nel contesto sociale ed economico dell’epoca, rispetto al quale sono perfette. Se Cristo parlasse oggi, userebbe parabole tratte dal mondo industriale, per rivelare la stessa verità che è eterna ed immutabile. Ed infatti, Cristo al suo ritorno nella Gloria profeterà ancora, per cui, contrariamente a quanto si sostiene di solito, la Rivelazione non è chiusa con l’Apocalisse in quanto non tiene conto di quanto Cristo dirà come Messia escatologico alla fine dei tempi. Gesù anche detto che ci sono delle cose di cui “non possiamo portare il peso” ma che verrà lo Spirito Consolatore che ci spiegherà ogni cosa. Tutto questo conferma la mia opinione che nella Bibbia non c’è tutto, altrimenti non ci sarebbe bisogno dello stesso Magistero della Chiesa, che non si limita ad interpretare la Scrittura.
h) Berlusconi andrebbe soprannominato “Asso pigliatutto”. La sua vita è questo: il meglio di ogni cosa. Il meglio della massoneria ed il meglio del cattolicesimo, con tanto di comunione da divorziato risposato. Il meglio delle donne (tante donne) ed il meglio della famiglia. Umiltà e orgoglio, per non dire superbia. Insomma, un coacervo di contrari in un'unica persona … Un miscuglio inestricabile di grano e zizzania. Eppure nella Bibbia c’è scritto che abbiamo di fronte a noi due strade, una conduce al bene e l’altra conduce al male. Non si può servire Dio e mammona e bisogna fare una scelta. Forse in Berlusconi, nel suo delirio di onnipotenza, c’è un bambino capriccioso che vuole il meglio di tutto ed alla fine non sa fare una chiara scelta tra il bene ed il male.
i) Sulla nudità della donna amo ricordare, seppur non ripetere, una battuta di mio padre che era ateo e socialista: “Meglio un bel corpo nudo di donne che certe facce di uomini”. Non so se questa battuta sia cristiana, ma mi pare contenga un nucleo di verità. In effetti il corpo, meglio vestito, della donna dovrebbe essere incluso nelle sette meraviglie dell’Universo. Chi non vede Dio nella Creazione è cieco.
Oggi, a differenza che nella civiltà greca, che esaltava il corpo nudo maschile, ammiriamo di più la bellezza femminile, creazione meravigliosa di Dio.
La volgarità e la mercificazione pubblicitaria del corpo della donna sono certamente poco cristiane come annota Don Sciortino sul numero 34 di FC. Sono totalmente d’accordo con le osservazioni del Direttore.
Ciao

Codice commenti (per indice analitico): da L50 a L80


30 dicembre 2010: Battesimo di Gesù nel Giordano (L80)

Gentilissimo Teologo,
Scrivo le mie idee un po' strane in libertà come laico credente. Spero non le giudichiate con troppa severità. Mi rimetto all'autorità della Chiesa.
A mio avviso, vi sono cinque significati nel battesimo di Gesù nel Giordano.
Primo. Gesù porterà la salvezza, come le acque si sono aperte per salvare il popolo di Israele dagli Egiziani.
Secondo. Gesù si mostra solidale con i peccatori. Ciò significa che viene anticipato un tema fondamentale: Gesù con il battesimo annuncia che prenderà su di sé i peccati del mondo come capro espiatorio.
Terzo. Abluzione rituale. Gesù vuole purificare sé stesso prima di compiere la sua missione. La natura umana di Gesù, pur essendo esente da peccato, è contaminata dal mondo. Bisogna rifarsi al passo del Vangelo che dice "mantenetevi puri da questo mondo". Gesù, con il battesimo è il puro, oltre che giusto e santo.
Quarto. L'annuncio del Padre (questo è il Figlio mio prediletto, io l'ho mandato, ascoltatelo). Gesù con il battesimo riceve una grazia elettiva particolare dal Padre, la Grazia di essere riconosciuto come Dio e come Messia davanti agli uomini.
Quinto. L'acqua è simbolo di protezione dal demonio. Il battesimo di Gesù anticipa la sua vittoria su Satana nel deserto.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

30 dicembre 2010: intervista a padre Bartolomeo Sorge (L79)

Gentilissimo Giusto Truglia,
Gentilissima Famiglia Cristiana,
Ho letto con estremo interesse l'intervista a padre Bartolomeo Sorge sul numero 1 - 2 gennaio 2011 di FC.
Bartolomeo Sorge scrive, nel contesto di un'intervista condivisibile, che si è avuta "l'impressione che diplomazia abbia prevalso sulla profezia".
Mi pare che Sorge abbia ragione. Vorrei spendere però una parola per il Cardinale Bagnasco nel senso che mi pare preoccupato per le sorti dei valori cattolici che rischiano di implodere di fronte a quella implosione del Centrodestra di cui parla Sorge stesso.
Mi pare che si sottovaluti tutti che la politica è in continuo cambiamento. E' in atto secondo me una catarsi benefica, non una implosione, del centro destra da cui escono rafforzate le posizioni moderate, liberali e democratiche tramite la nascita del Terzo Polo di cui sono un sostenitore.
Non dico che Gesù fosse un moderato, tutt'altro. Però la temperanza e la pazienza nell'attendere scenari migliori dovrebbero sempre accompagnare la speranza di cui Gesù è stato Maestro.
Io vedo, più che un eclissi del Centrodestra, una fase declinante del Premier che si risolve, a mio modestissimo avviso, con una sostituzione di uomini. Il contestatissimo Maroni deve andarsene dagli Interni e Berlusconi deve andarsene dalla Presidenza del Consiglio.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

29 dicembre 2010: Gesù è risorto dai morti (L78)

Egregio Teologo,
Perché Cristo è risorto? Come ha scritto il Cardinale Ravasi, è documentata nella cultura precristiana la morte di dio ma non la resurrezione di dio.
A mio avviso, in senso logico, simbolico ed allegorico la Resurrezione di Cristo ha dodici Significati.
1) Immortalità di Dio. Un ebreo mi ha chiesto perché Gesù muore se è Dio, dato che Dio è immortale. Non poteva semplicemente Gesù rivelarsi immortale in quanto Dio? Se Gesù non fosse morto non avrebbe tolto i peccati del mondo, come mostra la vicenda del capro espiatorio di cui ho già parlato.
2) Tre giorni nel sepolcro. Indica il tempo dell'esilio di Israele in Egitto. L'esilio che dà salvezza, significa che, tramite la morte nel sepolcro, per un tempo perfetto (tre giorni), Dio custodisce il suo popolo.
3) Gesù è il Vivente. Grazie alla Resurrezione, Gesù vive in eterno ed è quindi colui che è, che era e che viene. Gesù assomiglia in questo allo Spirito Santo. Il Padre manda lo Spirito Consolatore e manda Gesù. Sia lo Spirito sia Gesù sono inviati. Lo spirito per consolare, Gesù per salvare.
4) Gesù, grazie alla Resurrezione, tornerà. La resurrezione è pegno del suo ritorno.
5) La resurrezione porta una grazia particolare su chi crede in Lui. Credere col cuore che Gesù è risorto, come dice San Paolo, è pegno del nostro accesso nei cieli tramite la porta stretta.
6) La resurrezione porta potere in sequela di Cristo. Il poverello di Assisi si è fatto simile a Gesù terreno. Il Gesù dell'Apocalisse si è fatto povero perché noi fossimo ricchi. Si tratta di una ricchezza che dà potere spirituale. Chi più di San Francesco ha potere spirituale dai Cieli?
7) La resurrezione porta ricchezza in sequela di Cristo. L'Agnello che fu immolato, dice l'Apocalisse è degno di ricevere ricchezza. Si tratta principalmente di ogni dono che discende dal Padre, cioè di una ricchezza spirituale. In questa ricchezza, sono beati i poveri in spirito, come Gesù annunciò nel discorso della Montagna.
8) La resurrezione indica la natura divina del Messia. Si tratta di un concetto autonomo rispetto a quelli precedenti. Se Gesù è risorto, significa che il Messia è Dio. Ma dove è scritto nell'Antico Testamento che il Messia ha natura divina. A mio avviso, come ha detto Gesù, è la vicenda di Giona che preannuncia la resurrezione, quindi la natura divina del Messia. E' un appiglio debole, in realtà tutto trova spiegazione nella libera creatività di Dio.
9) La resurrezione è pegno di salvezza. Se Gesù è risorto, significa che ha il potere di salvarci dalla morte.
10) La resurrezione indica che c'è resurrezione dai morti. Contro quanto sostenevano i sadducei, che non credevano alla resurrezione dai morti, Gesù è primizia di quelli che sono morti. Quindi, se Gesù è risorto, questo è un precedente che apre la strada all'idea stessa di resurrezione dai morti.
11) La resurrezione indica una grazia unica posseduta solo da Cristo. Cristo però, non risorge come risorgeremo noi per il Giudizio Finale. Egli è risorto per la forza dello Spirito Santo che procede dal Padre. Noi risorgeremo per lo Spirito Santo che procede da Gesù stesso.
12) Infine, la risurrezione indica l'amore del Padre per il Figlio. Dio ha tanto amando il mondo da dare il suo figlio unigenito, ma ha tanto amato il Figlio da farlo risorgere dai morti.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

29 dicembre 2010: l'Agnello che toglie i peccati del mondo (L77)

Cosa significa che Gesù è l’agnello di Dio che “toglie i peccati dal mondo”?
A mio avviso significa tre cose.
Il primo significato è che toglie, non il peccato originale, come erroneamente (forse per un eccesso di sintesi o per una figura retorica) ha scritto Monsignor Ruppi sull’ultimo numero di A Sua Immagine Giornale, ma le conseguenze del peccato originale, cioè la morte negli inferi. Questo significa che Gesù ci apre le porte del Paradiso.
Il secondo significato è quello che i protestanti chiamano la giustificazione per fede. Si tratta, quella protestante, di una visione ingenua. Gesù toglie il peccato, cioè ci dona la grazia (e infatti la chiesa cattolica preferisce parlare di grazia anziché di fede) di vivere rettamente, cioè in modo conforme a Dio, che in Cristo si è reso umano e visibile.
Il terzo significato è quello che si ricollega maggiormente al Giudaismo e richiama il cd. capro espiatorio che veniva mandato nel deserto. Gesù andrà anche lui nel deserto per affrontare il diavolo, Satana, e per digiunare.
Così si avvera, in questo terzo punto, la parola di Isaia: il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui. Dio, in Gesù, prende su di sé i nostri peccati e così li perdona.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

28 dicembre 2010: riflessioni conclusive sul Padre Nostro (L76)

Gentilissimo Teologo,
con questa lettera concludo le mie riflessioni che esprimono la mia personale interpretazione del Padre Nostro. Confido che la santa Chiesa sia magnanima ed equa nel giudicare tutte le opinioni teologiche inviate a FC negli ultimi anni.
“Che sei nei Cieli”. Dio vive in uno spazio eterno, non cosmico, ma trascendente. Spazio e tempo eterno di Dio sono un concetto per noi sconosciuto e alludono ad uno spazio metafisico in cui si collocano sia il Paradiso sia l’Inferno. Questo mondo degli spiriti, degli angeli e delle anime è probabilmente un universo parallelo che convive nello stesso spazio dove si trova la nostra Terra, ad esso sovrapposto, ma ubbidendo a leggi fisiche del tutto diverse.
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Questa espressione ha sette significati, a mio avviso.
Primo. Allude al dono quotidiano della Grazia, pane del Padre e del figlio.
Secondo. Allude al dono della libertà dal maligno, grazie al quale possiamo, con il libero arbitrio, scegliere la strada del bene, come dice la Bibbia “pongo di fronte a te due vie ecc.”.
Terzo, allude al dono dello Spirito santo che procede dal Padre. Sulla questione del filioque io sono d’accordo con l’ortodossia cattolica per cui lo Spirito Santo procede anche dal Figlio, ma lo Spirito Santo è secondo me manifestazione della natura del Figlio che è inferiore a quella del Padre in quanto Gesù dice che il Padre è più grande di Lui. Quindi, lo Spirito Santo che procede dal Padre ha la stessa sostanza dello Spirito Santo che procede dal Padre, ma ha un’intensità inferiore, nel senso di una minore efficacia.
Quarto, il pane quotidiano è il mangiare materialmente inteso, come dice Feuerbach, l’uomo è ciò che mangia.
Quinto. Allude alla manna che gli ebrei mangiarono nel deserto e che, nel cristianesimo, diventa ciò cui si riferisce l’Apocalisse dicendo “al vincitore darò da mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio” (Apocalisse, 2, 7).
Sesto. Allude al dono del sangue di Cristo che viene quotidianamente a rinnovarci, lavandoci dalle nostre impurità (che non sono i peccati, ma le conseguenze di essi sulle nostre anime).
Settimo. Allude alla santissima eucarestia ed al dono di esservi ammessi quotidianamente.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

28 dicembre 2010: rimetti a noi i nostri debiti (L75)

Gentilissimo Teologo,
questa è l’ultima e-mail di oggi, martedì 28, 2010.
Mi sono chiesto cosa significhi nel Padre Nostro “rimetti a noi i nostri debiti”.
L’interpretazione prevalente mi pare, non vorrei sbagliarmi, sia “perdona i nostri peccati”.
Io credo invece che si rifaccia alla parabola dell’amministratore disonesto che dice “devi 100, segna 30” eccetera.
Tale parabola fa riferimento all’espiazione dei peccati, ed al meccanismo retributivo.
A mio avviso, “rimettere il debito” significa che Dio ci dice “devi 100, segna 0”.
Ciò implica che il peccato non verrà espiato per la volontà, la grazia e l’onnipotenza di Dio.
Rimetti a noi i nostri debiti significa quindi “fa sì che non espiamo i nostri peccati”.
Ciò ancora significa che Gesù è venuto, come avvocato presso il Padre, a spezzare la catena che ci lega ai nostri peccati e ai peccati dei nostri avi secondo il giudaismo.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

28 dicembre 2010: Satana e i due spiriti immondi (L74)

Gentilissimo Teologo,
credo di avere un discernimento spirituale vero, autentico e nella Grazia su Satana.
Penso che Satana abbia ricevuto due spiriti immondi, da cui è posseduto quando, con la sua ribellione a Dio, è decaduto ed è stato precipitato.
Questi due spiriti sono lo spirito di Lucifero e lo spirito di Belzebul o Belzebub.
Lo spirito di Lucifero, cioè falsa luce, è alla base di due peccati capitali, il peccato contro lo Spirito santo e l’apostasia. Il peccato contro lo Spirito Santo è un peccato di ribellione contro Dio ed è a sua volta di due tipi: l’eresia e la bestemmia, non intesa in senso comune, ma intesa come rifiuto categorico e definitivo dell’amore di Dio.
Lo spirito di Belzebul o Belzebub è lo spirito con cui Satana tenta l’uomo ed è di sei tipi.
Spirito di disturbo: l’uomo è disturbato da Satana con dolori fisici e psichici come accaduto a San Paolo.
Spirito di possessione: l’uomo è posseduto. Ciò significa una diminuzione del libero arbitrio, nel senso che Satana agisce tramite la persona posseduta che non è più responsabile delle proprie azioni. Per questo si dice che il posseduto può salvarsi.
Spirito di tentazione: è quello che ha ricevuto Giuda Iscariota quando il Vangelo dice che, con l’eucarestia, entrò Satana dentro di lui. Si tratta di un ritiro completo della Grazia di Dio dall’uomo che viene completamente abbandonato alla tentazione del maligno. Così Giuda può compiere il suo peccato contro il Signore tradendolo.
Spirito di prostrazione: Lo spirito di prostrazione è quello per cui Satana induce qualcuno a inginocchiarsi di fronte a lui, scimmiottando la prostrazione che si fa davanti al Cristo. Satana imita qui Cristo. Chi si prostra davanti a lui esce automaticamente dal Regno di Dio e cammina nelle tenebre.
Spirito di devozione: E’ quello con cui Satana tenta Gesù nel deserto e a cui Gesù risponde di rendere culto solo a Dio.
Spirito di consacrazione: è i peccato dei satanisti che sostituiscono Satana mettendolo al posto di Dio e consacrano sé stessi a lui. E’ un peccato capitale come il peccato contro lo Spirito Santo.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

28 dicembre 2010: la carità che copre il peccato (L73)

Gentilissimo Teologo,
mi sono chiesto cosa significa che la carità copre il peccato come sostenuto, giustamente, dal teologo Matino sull’ultimo numero di FC.
Dio è amore, cioè tre cose, Grazia, Misericordia e Perdono.
Il ruolo di queste tre cose è diverso riguardo al peccato.
La Grazia può ritrarsi dall’uomo perché Dio è libero ed onnipotente. Secondo me questo è il significato del Padre nostro quando dice “non ci indurre in tentazione” che è esattamente la stessa cosa che dire “non lasciare che siamo indotti in tentazione”. L’uomo da cui Dio ritrae la Grazia è infatti soggetto alle sue pulsioni carnali e naturali. Non ci indurre in tentazione significa quindi non ritirare da noi la tua Grazia/Amore.
Per quanto attiene la misericordia, essa sta a significare che Dio non ci tratta secondo il nostri peccati, come dice il Salmo 129 “Se consideri le colpe Signore, Signore, chi potrà sussistere?”.
Il perdono dei peccati da parte di Dio è poi un terzo ed ultimo concetto. Esso sta a Significare che Dio prende su di sé i nostri peccati, li fa propri sempre per amore e noi diventiamo “bianchi come la neve” sempre per perdono/amore di Dio.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

28 dicembre 2010: Apocalisse ed il numero della Bestia (666) (L72)

Gentilissimo Teologo,
mi sono chiesto cosa significhi che la cifra 666 “rappresenta un nome d’uomo” (Apocalisse, 13, 18). A mio avviso questo nome non fa riferimento ad un personaggio storico ma, genericamente, a chiunque “porta il nome” della Bestia, cioè a chiunque la segue.
666 è poi 6 (cioè i 6 spiriti immondi della bestia) moltiplicato 111. Quest’ultima cifra significa, secondo me, che sono molti gli uomini che seguono la Bestia come scritto nello stesso capitolo 13 ai paragrafi 3 e 4 “allora la terra intera presa d’ammirazione andò dietro alla Bestia .. e adorarono la Bestia dicendo … “chi può combattere con essa?”. In questa ultima domanda c’è l’idolatria del mondo e del suo potere che è tipica di chi segue la Bestia.
La Bestia stessa è un uomo che è incarnazione di Satana come scrive Apocalisse 13, 17 che non è l’Anticristo ma uno spirito diverso di lussuria, apostasia e idolatria del denaro.
Infatti, l’Apocalisse dice che “nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio (sulla mano destra e sulla fronte)”.
Il marchio sulla mano destra ricorda un passo della Bibbia che fa riferimento alle mani innocenti e cuore puro, cioè è la negazione di tale concetto, e mostra che la Bestia si impone anche contro la volontà degli uomini giusti, con un contagio quasi universale; anche i giusti sono soggetti, pur restando giusti e innocenti, al potere della Bestia, come ad es., è successo sotto Hitler.
Anche il nome di Dio viene impresso sul “vincitore” nel messaggio alla Chiesa di Sardi (3, 12) e i centoquarantaquattromila indica che sono molti i salvati e anch’essi recano “scritto sulla fronte il nome dell’Agnello e il nome del Padre suo".
Questo sigillo indica la Promessa di Dio al suo popolo, secondo me, di salvezza, redenzione e trasfigurazione nella Gloria di Dio.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

27 dicembre 2010: Terzo Polo, terzo pasticcio? (L71)

Egregio Direttore Famiglia Cristiana Antonio Sciortino,
Direttore Avvenire dott. Tarquinio
Gentilissimo Cardinale Bagnasco,
vorrei dire che, come per tutte le vicende umane, anche nel Terzo Polo al quale nel mio piccolo ho aderito, c’è il rischio che diventi un pasticcio. Io parlo di rischio e non di realtà, per questo mi marca una differenza rispetto a coloro che si oppongono al Terzo Polo.
Perché si eviti questo rischio, mi pare occorrano tre condizioni:
Che i cristiani siano, all’interno del Terzo Polo, lievito della pasta. Che i cristiani sappiano creare concordia all’interno del Terzo Polo. Che ci rendiamo conto, come cristiani, che anche i laici non credenti sono figli dell’unico Dio. Certo hanno idee diverse dalle nostre. Ma il Terzo Polo, con il suo miscuglio di laici e cattolici è specchio del Paese. Un Paese in cui laici e cattolici devono convivere secondo uno spirito di pace e, se possibile, di fratellanza.
La Chiesa deve andare alla ricerca “delle pecore perdute della casa di Davide”, ad imitazione del Maestro, secondo me. Questo significa che i laici hanno bisogno di essere ammaestrati alla fede ed alla moralità del Cristo.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

27 dicembre 2010: i sei spiriti della Bestia nell'Apocalisse (L70)

Gentilissimo Teologo,
sono sei gli spiriti immondi della Bestia di cui parla l’Apocalisse di San Giovanni e sono, rappresentano cioè, l’antitesi a sei caratteristiche del Cristo.
Cristo è fede nel Padre. La Bestia è spirito di apostasia.
Cristo è Logos divino. La Bestia è spirito di eresia.
Cristo è Profeta. La Bestia è falso profeta.
Cristo è spirito di umiltà. La bestia è spirito di orgoglio, o superbia.
Cristo è spirito di Dio. La bestia è spirito dell’Anticristo.
Infine, Cristo è spirito di amore per l’uomo, specialmente per il bambino. La bestia è spirito infanticida e deicida.
C’è una settima caratteristica del Cristo rispetto alla quale manca l’antitesi ed è la natura divina di Cristo, di fronte alla quale la Bestia è sé stessa, cioè è natura di decadimento negli inferi e di fallimento.
Nell’apocalisse di San Giovanni sono enumerati tutti questi spiriti della Bestia.
Ci sono persone che sono “nella Bestia”, cioè hanno deciso di seguirla e talvolta anche di servirla.
Bisogna pregare che vengano liberate dallo spirito della Bestia.
Sono persone dannose cui Dio concede la libertà di agire nella loro empietà.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

26 dicembre 2010: la fede sulla Terra e San Tommaso d'Aquino (due distinte questioni) (L69)

Spett.le Famiglia Cristiana,
due distinte questioni.
1) mi sono sempre chiesto cosa significhi la domanda di Cristo, se Egli troverà la fede sulla Terra al Suo glorioso ritorno. Infatti, egli dice anche “edificherò” la mia Chiesa. Se la Chiesa di Cristo è edificata nella Storia dal Cristo stesso come è possibile che, al suo ritorno, Cristo non trovi la fede della Chiesa? Bisogna dunque reinterpretare il tutto per armonizzare i due passi citati. Per “fede” Cristo intende il Regno di Dio che preghiamo venga nel Padre Nostro. Cioè, la fede del Regno significa se avremo evangelizzato abbastanza e trasformato il mondo abbastanza in funzione prodromica e preparatoria al ritorno glorioso del Messia nella gloria alla fine dei tempi. E’ invece certo che egli troverà la fede della Chiesa in quanto essa è edificata da Cristo stesso assieme alla Sua Chiesa.
2) Sono convinto che San Gregorio Magno sia stato molto più grande come teologo di San Tommaso d’Aquino e secondo solo a Sant’Agostino e a pari merito con sant’Anselmo d’Aosta. Forse non dovrei neanche parlare perché non sono un teologo ma credo che certo tomismo abbia fatto danni alla Chiesa.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

25 dicembre 2010: Apocalisse e shoah (L68)

Spett.le Famiglia Cristiana,
la mia opinione sulla shoah è che essa è una manifestazione del potere che la Bestia ha, liberata trascorsi i mille anni, secondo l’Apocalisse di San Giovanni (20, 1-10).
Ho già espresso la mia opinione che l’Apocalisse non è né un’opera che parla retrospettivamente di fatti passati, né la previsione di eventi futuri ma un’opera essenzialmente allegorica, applicabile a qualunque fase e tempo della storia umana, narrando semplicemente le vicende universali del bene e del male, secondo la concezione cristiana.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

25 dicembre 2010: cristianesimo e paganesimo (L67)

Gentilissimo Teologo,
si domanda se non vi siano influssi pagani sul cristianesimo.
Io rovescerei il concetto dicendo che il cristianesimo è la prosecuzione sia della storia ebraica sia di quella pagana.
Certo il cristianesimo è stoltezza per i pagani che non accolgono Cristo ed è scandalo per quei giudei che, similmente, non vedono il Verbo Incarnato in Gesù.
La storia ebraica e quella pagana confluiscono in una nuova storia che la creatività di Dio ha escogitato.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

25 dicembre 2010: la Madonna co-redentrice? (L66)

Egregio Teologo,
vorrei esprimere la mia idea sui per motivi per cui, a mio avviso, la Madonna non è co-redentrice dell'umanità.
Se consideriamo l'apporto eziologico alla Salvezza, dovremmo dire, per assurdo, che, se la Madonna è co-redentrice lo sono anche gli angeli che hanno servito Gesù e annunciato la sua nascita, lo è lo Spirito Santo che ha reso incinta Maria, lo è il Padre che ha guidato Gesù e la cui volontà Gesù ha seguito immolandosi. Insomma, o tutti sono co-rendentori o nessuno lo è.
In realtà, c'è una unicità del Cristo come Redentore.
Primo. Perché Cristo è il primogenito di coloro che sono morti. Gesù ha consegnato al Padre il suo spirito sulla Croce. La Madonna non è morta sulla Croce.
Secondo. La Madonna non è scesa agli inferi per dare speranza alle anime di chi è morto prima di Cristo.
Terzo. La Madonna è stata creata come qualunque creatura umana, anche se esente dal P.O., mentre Gesù è stato generato per la nostra esistenza e per la nostra salvezza fin dall'inizio dei tempi.
Ma l'assurdità di questo culto idolatrico della Madonna, che ne fa co-redentrice dell'umanità, risulta ancor più dal Magnificat dove la Madonna stessa attribuisce l'opera salvifica al Signore e si limita a dichiararsi beata, non co-redentrice. Diamo ascolto alla parola stessa della Madonna ed alla sua grande umiltà e non trasformiamola in un supereroe del fumetti.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

24 dicembre 2010: Apocalisse di San Giovanni (L65)

Gentilissimo Teologo,

avendo molto tempo libero, specie sotto Natale, vi tedio con l’ennesima e-mail. Vogliate perdonare.
Riflettevo oggi sull’Apocalisse di San Giovanni.
Mi sembra che siano tre i protagonisti dell’Apocalisse.
La Chiesa, il Cristo, le realtà ultraterrene.
Il tempo della Chiesa pone in luce una maturazione che culmina in uno sposalizio mistico, più che escatologico, della Sposa con lo Sposo.
Il tempo di Cristo è eterno perché Gesù si riferisce a sé stesso come colui che è che era e che viene, l’Alfa e l’Omega. L’Apocalisse si colloca qui nel tempo eterno di Cristo che inizia con la Sua Resurrezione e termina con il suo ritorno nella Gloria.
Le realtà ultraterrene sono gli esseri viventi, il Padre, gli angeli, eccetera. Anche qui il tempo è imprecisato.
Io penso che l’apocalisse sia un’opera atemporale, essenzialmente allegorica.
Non penso che descriva fatti passati ma realtà fuori dal tempo.
Insomma parla del bene e del male secondo la nuova concezione cristiana. Parla della nascita di Cristo e del suo ritorno.
Oggi va di moda l’interpretazione del Professor Corsini per cui l’Apocalisse parlerebbe di fatti passati, ma io non sono d’accordo per le ragioni esposte.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi



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