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Il Perditempo.org: lettere a Famiglia Cristiana, 6

Pensieri e Poesie > Archivio dei Blog e Lettere

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19 gennaio 2011: due argomenti; Spirito Santo e Purgatorio (L150)

Gentilissima Famiglia Cristiana,
lo Spirito Santo è una sostanza prima nel senso che coesiste con il Padre fin da prima della Creazione dell’Universo. Lo Spirito Santo è una sostanza pura, perfetta, ideale, incorruttibile.
Esso ha a mio avviso sette caratteristiche.
Primo. E’ fonte della vita. Tramite lo Spirito Santo, Dio soffia la ruach/spirito di vita nell’anima ad un certo mese di gravidanza. L’anima non viene così attivata perché, secondo me, è attiva fin dal concepimento. Tuttavia, l’anima diventa una forma vivente, forma del corpo. Secondo. E’ datore di vita. Lo Spirito è il Signore che dà la vita, alimenta la vita spirituale, trasmette la Grazia, toglie la vita quando viene la morte, trasporta lo spirito di vita/ruach a Dio quando c’è la morte. Terzo. E’ principio operante di Dio. Tramite lo Spirito avvengono i cd. miracoli. Quarto. Consola. Lo Spirito dona ogni sorta di bene come consolazione agli uomini che Dio ama. Quinto. E’ sempre uguale a sé stesso. In Dio non c’è variazione né ombra di cambiamento, come dice la Bibbia. Sesto. E’ della stessa sostanza del Padre. Cosa distingue Padre, Figlio e Spirito Santo? A mio avviso essi hanno tre diversi pneuma/psyche, cioè tre diverse anime. Gesù rimette il suo pneuma/psyche al Padre esalando sulla Croce e la Trinità, così, si ricompone come ho già scritto. Essendo tre persone distinte ed una allo stesso tempo, le tre persone della Trinità hanno tre anime separate che possono ricomporsi in una, non per fusione ma per incastro. Settimo. E’ Signore degli angeli. Il Signore dà ordini agli angeli fedeli, onesti e santi tramite lo Spirito. Il peccato di Satana chiamato ribellione include in sé sei distinti peccati: deicidio (tento di uccidere Dio, per sostituirmi a lui), bestemmia col cuore (maledico Dio), bestemmia con la bocca (affermo di essere io stesso Dio), ribellione in senso stretto (disobbedisco agli ordini che Dio impartisce tramite lo Spirito), identificazione (affermo di essere uguale a Dio in dignità, potenza e gloria), insubordinazione (ribellione contro l’arcangelo san Michele). Uriele, fuoco di Dio, dopo che Satana è stato sconfitto da Michele, lo ha accompagnato nello Sheol dove è stato imprigionato. Lo stesso Uriele getterà Satana nella fornace ardente come prevede l’Apocalisse. Infine Uriele, incaricato da Dio, dà a Satana il compito di gestire per conto di Dio i malvagi, con potere limitato, sia sulla Terra, sia negli Inferi. Ora il problema è: chi purifica le anime nel Purgatorio. Io ho una concezione dualista o bipartita del Purgatorio. C’è un purgatorio detto limbo o purgatorio infernale dove le anime sono amministrate da un angelo di Lucifero. C’è un purgatorio, infine, paradisiaco che è gestito da angeli di Dio. Nel purgatorio infernale vanno le anime che possono essere liberate solo da Cristo in persona, dopo che hanno espiato la loro condizione di atei, non battezzati, non cristiani. Nel purgatorio paradisiaco ci sono anime battezzate che dopo un tempo certo, volano in Paradiso.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

18 gennaio 2011: ripulsa al peccato (L149)

Gentilissimo Teologo,
perché certe volte, quando abbiamo coscientemente intenzione di peccare, sentiamo una specie di ripulsa?
Ci sono tre fattori che orientano l’intenzione al bene e offrono una certa resistenza all’azione che tende al peccato.
La prima è la bontà naturale dell’anima, intuita sia dal molinismo che da Pelagio. La bontà naturale dell’anima riceve gli input peccaminosi del cervello e cerca di “convincere” il cervello a non peccare.
In secondo luogo, la Grazia divina che orienta lo spirito dell’uomo, cioè il suo cuore, al bene. Il peccato talvolta è consentito da Dio quando al posto di un peccato veniale, ne commetteremmo uno più grave. Ad esempio, è meglio peccare di gola che di lussuria. Se, tramite una sostituzione psicologica, sostituiamo l’atto del mangiare all’atto sessuale impuro, questa situazione è tollerata, anche se di malavoglia, da Dio. La rottura della situazione di Grazia avviene per peccati gravi che implicano un rifiuto della medesima.
In terzo luogo, cioè come terzo fattore, c’è la volontà dell’uomo che, comprendendo naturaliter la differenza tra bene e male, può opporre una resistenza agli impulsi peccaminosi derivanti dal P.O., dagli spiriti immondi, da demoni, dal diavolo stesso.
La scelta di fronte al peccato non è del tutto libera perché Dio, in parte per motivi misteriosi, in parte in risposta alle nostre libere scelte, decide di modulare la Grazia, aumentandola o ritraendola come più gli piace, nella Sua libertà e nella Sua onnipotenza.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

18 gennaio 2011: non voglio fare il teologo di professione (L148)

Gentilissimo Teologo,
non per nulla io mi sono sempre rivolto ad un teologo, quello di Famiglia Cristiana, perché valuti, giudichi e riveda le mie idee.
Io non sono, non voglio essere, so di non essere un teologo di professione.
Credo di avere un carisma mistico che mi dà delle intuizioni il cui scopo è quello di influenzare il pensiero di chi il teologo lo fa di professione.
A futura memoria, ho voluto precisare questo, con l’augurio che Cristo mi glorifichi nella Chiesa come mistico e nient’altro, perché ciò che ho detto resti nel cuore della Chiesa e dia buoni frutti. Giudichi la Chiesa se tutto ciò che ho scritto finora e che scriverò è aria fritta o lievito che fa lievitare la pasta teologica e filosofica.
Sono d’accordo sotto ogni aspetto con l’articolo apparso oggi nell’edizione del 19 gennaio 2011 su L’Osservatore Romano a firma Inos Biffi. La teologia però è una cosa, i carismi sono una cosa diversa e, per l’Onnipotenza dello Spirito Santo, possono anche toccare laici o consacrati che non svolgono professione di teologo. Basi pensare ad alcuni mistici del passato che non hanno ricevuto una preparazione teologica o filosofica professionale eppure sono venerati come dottori della Chiesa!
Prego che le mie rivelazioni mistiche trionfino nella Chiesa, sempre sottoposte al vaglio severo dei teologi e filosofi di professione della santa Chiesa.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

18 gennaio 2011: tre capacità dell'anima e predestinazione calvinista al male (significato corretto) (L147)

Gentilissimo Teologo,
proseguono le mie riflessioni sull’anima.
L’anima, che come ho già sostenuto è creata da Dio buona, ha, alla nascita, tre capacità: la capacità di decidere liberamente, la capacità di sperare, la capacità di scegliere il bene.
Peccati gravi, commessi durante la sua vita, possono danneggiare come maculae in anima, queste tre capacità.
Sotto il primo profilo, la capacità di decidere liberamente, può esserci un peccato di superbia che porta a danneggiare la capacità di libero arbitrio. L’effetto non è automatico ma è dovuto ad una scelta di Dio in risposta al peccato. L’uomo che non è più capace di decidere liberamente si trova in una situazione di dipendenza dagli istinti, che sono la sola cosa che gli resta.
Sotto il secondo profilo, la capacità di sperare, peccati di vanagloria e di lussuria, possono togliere la capacità di sperare.
Sotto il terzo profilo, peccati di malvagità inaudita, come maledire Dio o desiderarne la morte, può portare ad una diminuita capacità di scegliere il bene. E’ ciò che Calvino chiama predestinazione al male.
In tutti e tre i casi, le situazioni sono reversibili, se no Dio non sarebbe onnipotente. Anche la cosiddetta predestinazione calvinista al male può essere tolta da Dio se il peccatore si impegna con opere buone, con suppliche e preghiere.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

17 gennaio 2011: anima e cervello - seconda puntata (L146)

Egregio Teologo,
vorrei proseguire la mia riflessione sull’anima.
L’anima si compone di cellule organiche plasmatiche impressionabili.
Essa è di una materia non fisica, la stessa materia di cui sono fatti gli spiriti e gli angeli.
L’anima può essere corrotta, cioè danneggiata dal peccato, in quanto quando il cervello si orienta al male, l’anima riceve un feedback negativo, cioè dannoso.
L’anima può interagire sotto vari aspetti con le altre anime e questo è molto importante per quanto attiene l’innamoramento, la simpatia, l’antipatia, l’aggressività, l’amore, l’erotismo, per citare solo alcune delle dinamiche psichiche che si traducono in disposizioni del cervello verso il prossimo.
L’anima trasmette al cervello impressioni riguardanti altre persone ricevute dalle anime delle persone circostanti o anche dalle anime di persone distante attraverso agenti comunicatori spirituali che sono spiriti a tutti gli effetti. Tali impressioni, trasmesse al cervello, si traducono in scelte di comportamento e fenomeni chimici del cervello che chiamiamo eccitazione, come odio, amore, sessualità, antipatia, atteggiamenti aggressivi o amichevoli e così via. L’anima riceve un feedback dal cervello che la “impressiona” come la pellicola fotografica di una volta e ritrasmette tale feedback attraverso agenti comunicatori spirituali all’esterno. L’anima, questo è molto importante, può decidere di bloccare qualunque comunicazione all’esterno.
L’anima in Paradiso comunica con le altre anime grazie all’intermediazione degli angeli che impressionano le anime in base alle loro disposizioni vicendevoli. Ecco perché, le anime in Paradiso possono relazionarsi con rapporti di amore, di relazione in un certo senso anche informate ad un erotismo amorevole che è un miscuglio di agape e di eros.
Prosegue …
Ciao.
Andrea Annibale Chiodi

16 gennaio 2011: re e signori dell'Apocalisse (L145)

Gentilissimo Teologo,
chi sono i re di cui Gesù, l’Agnello, è egli stesso a sua volta re e chi sono i signori di cui Gesù, di nuovo, l’Agnello è egli stesso signore nell’espressione dell’Apocalisse “re dei re e signore dei signori”?
I re sono i capi con sangue ebraico, i signori sono i capi con sangue pagano.
Non sono però i governanti di questo mondo ma coloro di cui Gesù ha detto che “gli ultimi saranno i primi”. Sono ultimi che, divenendo primi, per volontà di Dio, hanno un potere di influenza sulle cose del mondo.
Il re sono nella radice di Jesse (nel senso di Isaia, 19, 24-25 “Benedetto Israele, mia eredità), sono in sequela di Cristo, sono ultimi del Vangelo che sono diventati i primi, perciò sono re, un regno di sacerdoti (nel senso laico del termine) che regnano sulla Terra.
I signori sono nella radice di Levi, nella discendenza pagana d’Egitto e di Assiria di cui il Signore ha detto “Benedetto sia l’Egiziano mio popolo, l’Assiro opera delle mie mani” (Isaia, 19, 24-25).
Re e Signori governano attraverso gli spiriti e gli angeli che ricevono da loro idee su come influenzare il mondo.
In tal senso, hanno rilevanza tre cose: gli input che l’anima dà, le lingue mistiche (dono paolino della mistica della lingua o glossolalia), e i linguaggi qabbalah.
Proseguirò un’altra volta perché adesso sono molto stanco.
Ciao.
Andrea Annibale Chiodi

16 gennaio 2011: apologo; l'orso e il fiume (L144)

Gentilissimo Teologo,
oggi racconto con un apologo le vicende della Grazia, del peccato, della Provvidenza, della misericordia di Dio, della salvezza.
Narrazione. Un orso si trova davanti al fiume e intravede oltre il fiume un albero con un favo di miele. Cerca, quindi di attraversare il fiume ma inizia ad annegare, quindi torna indietro perché la corrente è troppo forte.
Spiegazione. Ora l’orso è l’essere umano, il fiume è il Peccato Originale, la corrente sono le forze diaboliche, il favo di miele significa che la salvezza è attraente. L’affogare indica il fallimento di chi cerca di percorrere la salvezza con le forze sole della volontà senza la Grazia.
Narrazione. L’orso pensa che ci sia un’altra strada che passa per il bosco e conduce ad un ponte che permetterà di attraversare il fiume e raggiungere l’albero con il favo di miele.
Spiegazione. La strada che passa per il bosco è la porta stretta di cui parla il Vangelo che indica anche le strade del Signore, mentre l’attraverso del fiume riflette un’idea che è il ragionare umano. Il bosco rappresenta anche la selva oscura dantesca, cioè il combattimento spirituale che dobbiamo affrontare per raggiungere la salvezza.
Narrazione. L’orso attraversa il bosco seguendo il sentiero ed incontra, in mezzo al bosco, un signore vestito di grigio che gli propone una salvezza alternativa e facile.
Spiegazione. Il signore vestito di grigio è il diavolo e la salvezza da lui proposta è la strada larga che porta alla perdizione.
Narrazione. L’orso arriva al ponte e lo attraversa.
Spiegazione. Il ponte è la Grazia che Dio offre dopo che abbiamo chiesto la salvezza, pregato e risposto di no a Satana. Il ponte rappresenta inoltre la Chiesa che conduce alla salvezza con i sacramenti. Terzo, il ponte è inoltre Gesù Cristo che permette di approdare alla salvezza nella fede e nelle opere.
Distinti saluti
Andrea Annibale Chiodi

16 gennaio 2011: anima e cervello - prima puntata (L143)

Gentilissimo Teologo,
oggi sono stato a Cuneo, sono andato a Messa in Duomo, celebrante il parroco don Roberto (che avrei voluto conoscere personalmente, ma non è stato possibile; pazienza, sarà per un’altra volta) e, tornando col treno, mi sono maturate alcune idee. Credo di avere un discernimento spirituale sull’anima e le sue diverse funzioni in relazione al cervello. Giudichi la Chiesa se è un discernimento affidabile. Io non lo so; come sapete sono malato di un disturbo di tipo schizofrenico.
L’anima ha circa 12.000 funzioni raggruppabili in quattro gruppi.
Primo. Funzioni di interazione col cervello. Secondo. Funzioni di comunicazione con Dio. Terzo. Funzioni di comunicazione coi santi. Quarto. Funzioni di comunicazione con gli angeli e gli spiriti.
L’anima è una sostanza materiale non fisica, plasmabile, corruttibile, consapevole, intenzionale, comunicante, simultanea. L’anima è molto più semplice del cervello umano, ma ha un numero di funzioni molto superiori al medesimo.
Funzioni di interazione col cervello. L’occhio vede un oggetto, trasmette l’impressione al cervello che impressiona l’anima la quale decide per il bene e per il male. L’anima è sede dell’immaginazione e dei sogni. L’immaginazione non sono le idee come il terreno su cui crescono i fiori non sono i fiori. Nell’anima ci sono le cosiddette idee platoniche delle cose che permettono tramite una funzione che possiamo chiamare di feedback-anima al cervello di comprendere il significato genotipico dell’oggetto, cioè la sua appartenenza ad un genere. C’è quindi la matrice dell’oggetto (cioè quella che i filosofi chiamano idea platonica), il genotipo dell’oggetto (cioè l’oggetto astrattamente immaginato come appartenente ad un genere) e il fenotipo, cioè l’oggetto concretamente percepito dai cinque sensi.
Funzioni di comunicazione con Dio. Nell’anima è iscritta l’idea platonica, cioè la matrice di bene, di male e di trascendenza. L’anima dà un input neutro al cervello che elabora l’input e prende la
decisione morale in base a tale input, in ordine alla scelta concreta che si presenta (come dice la Bibbia, metto innanzi a te due strade, una buona ed una malvagia ecc.). Il cervello è la sede operativa del libero arbitrio. Nell’anima è anche impresso il cd. Peccato Originale. Nell’anima si può imprimere la Grazia che permette all’anima di trasmettere al cervello l’idea platonica di giustizia e di santità ed il cervello tramite il libero arbitrio, può operare una scelta per il bene. Questa impressione dipende dalla plasmabilità dell’anima come detto sopra.
Funzioni di comunicazione con i santi. Le anime dei santi comunicano direttamente e non indirettamente. Questo è frutto di un dono che discende dall’onnipotenza di Dio. La comunicazione delle anime dei santi fra di loro è simile al funzionamento di un sonar.
Funzioni di comunicazione con gli angeli e con gli spiriti. L’anima può ricevere delle impressioni dal cervello in cd. feedback. Queste impressioni sono trasmissibili in quanto, come ho detto, l’anima comunica con le altre anime tramite gli angeli e gli spiriti. Gli angeli riferiscono ad altri angeli ciò che l’anima trasmette. Gli spiriti possono imprimersi sull’anima ed essere di cinque tipi. (1) Spiriti buoni, (2) Spiriti innocui, (3) Spiriti immondi, (4) Spiriti mondi, (5) Spiriti santi.
Proseguirò questo argomento un altro giorno perché sono le 19.15 circa e la giornata è stata faticosa.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

16 gennaio 2011: i beni dell'uomo (L142)

Gentilissimo Teologo,
mi sono chiesto quali beni appartengono all’uomo secondo fede, secondo natura, secondo intelletto, secondo scienza e secondo la volontà di Dio.
Secondo fede, appartengono all’uomo la Grazia che Dio elargisce, la santità come frutto del proprio destino, dei propri sforzi e dei doni di Dio.
Secondo natura appartengono all’uomo gli animali che Dio ha sottomesso all’uomo, i vestiti ed il mangiare che Dio dà in aggiunga alla giustizia di vita nel Regno di Dio e la ricchezza ricevuta in sequela di Cristo nell’Apocalisse di san Giovanni.
Secondo intelletto appartengono all’uomo l’anima, il corpo e la psiche, intesa come cervello e mente pensante.
Secondo scienza appartengono all’uomo i beni che l’uomo stesso costruisce tramite la tecnologia.
Secondo la volontà di Dio appartengono all’uomo i beni che il povero Lazzaro riceve dal ricco epulone, i beni celesti che l’uomo riceve in estasi, giustizia e santità già qui sulla terra e i beni che i poveri ricevono per elemosina dalle persone sante che glieli donano durante la loro vita terrena.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

16 gennaio 2011: i tre sposalizi (L141)

Gentilissimo Teologo,
ci sono tre sposalizi di Dio nella storia del cosmo.
Il primo è la creazione dell’Universo. Va visto, a mio avviso come uno sposalizio tra Dio ed il cosmo così creato, tramite il Big Bang.
Il secondo è lo sposalizio tra Dio e l’uomo in Adamo. La creazione del primo uomo religioso, allo stesso tempo naturale e trascendente, cioè capace di amore, timore e lode a Dio, va visto come uno sposalizio tra Dio e l’umanità.
Il terzo Sposalizio è quello tra Dio e l’umanità in Cristo, grazie al quale nasce la Chiesa.
Perché parlo di sposalizio? Perché questi tre grandi atti d’amore creativo sono sponsali, cioè contengono ciascuno una promessa di amare, custodire, ricreare e riplasmare ciò che Dio ha creato sempre all’insegna dell’unicuique suum tribuere e del non praevalebunt. Divinità e bontà della sposa garantiscono che l’alleanza sponsale non verrà mai meno, Dio non ritirerà mai dal cosmo la Sua Grazia, anzi la effonderà in abbondanza sino alla fine dei tempi, quando vi sarà il regno dell’Emmanuele, il Dio con noi dell’Apocalisse in Cristo Signore.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

15 gennaio 2011: in funzione di cosa esiste Dio? (L140)

Gentilissimo Teologo,
In funzione di cosa Dio esiste?
In funzione di cinque cose rivelateci dalla Sacra Scrittura.
Primo. In funzione della sua Bontà, infatti Gesù riferendosi al Padre dice che Uno solo è buono. E fatto l’Universo vide che era cosa buona. Secondo. In funzione della relazionalità. Terzo. In funzione dell’Alleanza. Quarto. In funzione della propria creatività. Quinto. In funzione dello spirito del dare (c’è più gioia nel dare che nel ricevere, dice Gesù: questo, secondo me, ci svela qualcosa su Dio stesso).
Perché Dio ha atteso così tanto per creare l’uomo? Perché sono passati miliardi di anni dal Big Bang alla nascita dell’uomo moderno, cioè dotato di intelligenza di Dio, di timore di Dio e di amore per Dio? La scansione dei tempi deve essere perfetta perché risponde a leggi chimiche, fisiche e matematiche pensate prima dell’esistenza dell’Universo da Dio stesso.
Probabilmente questo va visto alla luce del concetto di pienezza dei tempi. Nella pienezza dei tempi Dio ha creato l’universo tramite il big bang e ha provato piacere nel vedere che era cosa buona. Nella pienezza dei tempi ha creato le prime forme animali, forse per non essere solo con i suoi angeli nel Suo Regno eterno. Nella pienezza dei tempi ha creato l’ominide, il primo antenato dell’uomo moderno perché era cosa buona. Nella pienezza dei tempi ha creato Adamo, il primo progenitore dell’uomo moderno. Nella pienezza dei tempi ha creato la donna perché l’uomo non fosse solo. Nella pienezza dei tempi ha creato il Paradiso Terrestre perché l’uomo fosse felice in una dazione totale, amorevole e gratuita di felicità, di amore e di Grazia. Nella pienezza dei tempi ha punito la disubbidienza umana, con la cacciata dall’Eden, il Diluvio Universale, la Torre di Babele. Nella pienezza dei tempi ha stretto un’Alleanza con il Suo popolo, Israele. La caduta di Lucifero deve avere indotto Dio a creare Paradiso ed Inferno, perché Lucifero gestisse al posto di Dio i malvagi che Dio non può sopportare. Nella pienezza dei tempi ha mandato il Suo unico Figlio per la redenzione dell’umanità. La tempestività è certamente una caratteristica di Dio che è implicita nella sua perfezione. Si pensi alla tempestività con cui si sono aperte le acque del Mar Rosso per lasciare passare gli ebrei in Esodo. I tempi di Dio sono perfetti e per lui mille anni sono come un giorno. Bisogna rifarsi alla differenza tra res cogitans e res extensa in Dio per capire che Dio è altro dal Creato e contemporaneamente il Creato è specchio della infinità creatività di Dio. Il Creato non è Dio ma preesiste nella mente divina prima di esistere come realtà fisica. Dio vive dando, creando, ricreando, come insegna l’Apocalisse, quando dice che Dio “fa nuove tutte le cose”.
Dio è divenire perfetto che implica l’idea di un progresso, non di un eterno ritorno, della Storia dell’Universo, dagli organismi viventi più semplici fino all’homo sapiens e ad Adamo.
In questo progresso si rispecchia la bontà di Dio che fa le cose sempre migliori rispetto a prima. Inoltre, nel progresso si rispecchia la continua creatività di Dio che, come Adamo nell’Eden, non vuole essere solo e si circonda quindi in una relazionalità amorevole di tutte le cose dal Lui medesimo create.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

15 gennaio 2011: caratteristiche della mente divina (L139)

Gentilissimo Teologo,
Ecco come immagino la mente divina. Preciso come sempre che sono un profano quanto a teologia e filosofia e che mi tengo sottoposto e sottomesso alla santa Chiesa per ogni aspetto.
Non credo di esprimere idee particolarmente intelligenti o originali, cerco solo di esprimere la mia fede autobiografica, personale ed intima, cioè privata.
Dicevo delle sette caratteristiche della mente divina. Primo. E’ consapevole. Secondo. E’ onnisciente. Terzo. E’ limitata solo dalla consapevolezza di sé stessa. Quarto. E’ illimitata quanto al tempo della sua esistenza. Quinto. E’ mutevole secondo un divenire perfetto. Sesto. Opera in modo onnipotente tramite lo Spirito Santo. Settimo. Opera in modo efficace tramite gli angeli.
Ci sono tre aspetti sostanzialmente inconoscibili della mente divina. Primo. Essa non è prevedibile quanto alle decisioni. Secondo. Ha una intelligenza che sorpassa qualunque intelligenza umana. Terza. Non è resistibile quanto al suo operare fattivo.
Prego la Madonna di non farmi dire cose ovvie, eretiche o banali.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

15 gennaio 2011: materia non fisica (concetto) (L138)

Gentilissimo Teologo,
ho scritto che l’anima è fatta di una materia non fisica.
Per materia non fisica io indico tre tipi di materia.
Primo. La materia preesistente la creazione dell’Universo, coincide con il mondo preesistente di Dio in cui, forse preesistevano gli angeli ed il Figlio e lo Spirito Santo.
Secondo. Una sorta di materia-contenitore che avvolge le anime e che costituisce ciò che noi chiamiamo Limbo, Paradiso, Inferno e Purgatorio.
Terzo. La materia di cui sono fatte le anime.
Per materia non fisica io intendo un plasma invisibile, come recitiamo nel credo, “cose invisibili”, più simile alla res cogitans che alla res extensa. Tale materia è prodotta dalla res cogitans divina e procede dallo Spirito Santo per volontà di Dio.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

15 gennaio 2011: importanza della Tradizione (L137)

Gentilissimo Teologo,
vorrei soffermarmi sull'importanza della Tradizione della Chiesa. Essa è segno di sette cose.
1) Segno della pienezza dei tempi nella storia del popolo in cammino.
2) Segno di riconciliazione tra i fratelli cristiani.
3) Segno della presenza nel corpo mistico dello Spirito Santo.
4) Segno dell'azione di Cristo nella Storia.
5) Segno dell'azione della Madonna come dispensatrice di Grazie nella Chiesa.
6) Segno dell'amore fraterno della Chiesa per i suoi figli.
7) Segno e garanzia che le tenebre non prevalgano.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


15 gennaio 2011
: eziologia della follia (L136)

Gentilissimo Teologo,
ritornando sul tema dell’educazione, c’è un’educazione che chiamerei doverismo senza disciplina.
Nel folle, il senso del dovere assume le sembianze di un super-io dominante che fa smarrire il senso teleologico, funzionale e morale delle azioni, le quali vengono appunto tutte concepite come semplicemente “dovute”.
Il genitore che dà questa educazione di doverismo senza disciplina ha introiettato una falsa immagine del padre (nella realtà spesso, assente, debole e screditato) come di una specie di dittatore farsesco ed immorale, sostanzialmente esautorato.
La fuga dalla realtà diventa una difesa per sottrarsi a questa dittatura interna del dovere e di qui nasce la psicosi, a mio avviso.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

Codice commenti (per indice analitico): da L136 a L167


23 gennaio 2011: Vilfredo Pareto e John Stuart Mill nei miei ricordi universitari e liceali (L167)

Gentilissimo Teologo,
sono sempre stato un cattivo studente liceale. La media dei miei voti era di 6.5. Prendevo o la sufficienza o il 7.
Quindi non capisco molto di sociologia, politica ed economia.
Tuttavia, sono sempre stato affascinato da due pensatori politici: Vilfredo Pareto e John Stuart Mill.
Mi piacerebbe che Famiglia Cristiana dedicasse una retrospettiva a questi due pensatori.
Di Vilfredo Pareto mi ha sempre colpito il concetto di ottimo paretiano che, combinato con la teoria moderna dei costi transattivi, porta ad una speranza di miglioramento per la società.
Di John Stuart Mill condivido il pensiero sulle possibilità di una politica democratica, sociale e giusta nel momento in cui si interviene sulla distribuzione della ricchezza.
Non ho mai capito Kant e Gentile. Forse la colpa è dei professori di filosofia che sono stati abbastanza scadenti al Liceo Classico Alfieri di Torino o forse è colpa mia che studiavo poco, giusto per prendere la sufficienza. Anch'io mi considero un laureato in Scienza della confusione, come scherzosamente ha una volta detto di sé stesso don Ciotti.
Circa la teologia, sono un dilettante che però crede che il metodo sia tutto per arrivare a conclusioni rigorose. Quindi, pur ammettendo il dilettantismo, odio la mia stessa improvvisazione nelle cose teologiche ma non posso farci niente perché sono laureato in Legge.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

23 gennaio 2011: denaro sterco del diavolo (L166)

Gentilissimo Teologo,

cosa significa che il denaro è “sterco del diavolo”?
Non ho idee originali rispetto a quelle in circolazione.
Mi limito a dire che il denaro può diventare un idolo e che a volta è strumento di azioni malvagie.
Quando Gesù dice al diavolo “Non di solo pane vivrà l’uomo” esprime una verità universale, cioè che viviamo del denaro ma non solo. Quindi bisogna dare una giusta importanza agli averi. Spesso i santi sono stati ottimi amministratori dei beni che sono stati assegnati alla loro gestione.
Dobbiamo comportarci come se non possedessimo niente, amministrando saggiamente i beni che Dio ci assegna.
Non credo di aver detto nulla di originale, fin qui.
La benedizione in ricchezza che ha il suo caso paradigmatico in Giobbe diviene nel Vangelo essenzialmente benedizione spirituale.
Questo perché con la sua crocifissione Cristo attira la ricchezza dei battezzati a sé, per cui siamo tutti soltanto degli amministratori di beni che appartengono a Cristo e che, per tale motivo, hanno una destinazione universale secondo la volontà di Dio manifestatasi nel logos messianico.
Tale benedizione spirituale spetta ai nuovi giusti, al nuovo popolo di Dio e, secondo l’Apocalisse, a tutti coloro che producono frutti buoni con le loro opere.

Ciao

Andrea Annibale Chiodi

23 gennaio 2011: sintesi tra Jansen e gesuitismo (L165)

Gentilissimo Teologo,

sto pensando ad una sintesi di pensiero tra il meglio del giansenismo che credo sia la dottrina della Grazia (nella mia rielaborazione che ho chiamato "giansenismo piemontese" per distinguerlo dal giansenismo di Port Royal) con il meglio del gesuitismo che credo sia la dottrina del peccato.
Per quanto riguarda la pastorale della morale, aderisco completamente alla dottrina ufficiale della santa Chiesa.
Se mi verranno delle idee, ve le scriverò.

Ciao

Andrea Annibale Chiodi

23 gennaio 2011: libera nos a malo (L164)

Gentilissimo Teologo,

vorrei soffermarmi sul significato di “liberaci dal male”, contenuta nel Padre Nostro.
Innanzitutto mi sembra sbagliata una traduzione, in uso nel mondo protestante, che traduce “liberaci dal maligno”, fatto salvo ciò che dirò di seguito.
Infatti, Gesù, versando il suo preziosissimo sangue, ci ha liberati una volta per tutte dal potere delle tenebre.
A mio avviso, l’espressione menzionata ha sette significati.
Primo. Liberaci dalle tenebre. Che ha lo stesso significato dell’espressione “le tenebre non prevarranno contro di essa”. Si tratta quindi di un duplice significato, cioè la richiesta di protezione, di salus in ecclesia perché appunto nella Chiesa siamo liberi dalle tenebre e, secondo, la richiesta di conversione.
Secondo. Liberaci dalle demoniache presenze. Le presenze demoniache hanno un influsso negativo sul nostro libero arbitrio, limitandolo. Questo è male ed è bene chiedere a Dio di prevenire o togliere, a seconda dei casi, le demoniache presenze.
Terzo. Liberaci dal male significa “intercedi per noi presso il Padre”. Nel solco della Tradizione cattolica, può essere vista anche come preghiera mariana, cioè richiesta di intercessione alla Vergine Madre presso il Figlio.
Quarto. E’ il significato più in antitesi con il passo che precede “non indurci in tentazione”. Significa “dacci la Grazia per non peccare”. Come ho detto, talvolta Dio permette che pecchiamo, ma è meglio se siamo perfetti come perfetto è il Padre di Gesù che è nei Cieli.
Quinto. Influssi diabolici. Si deve distinguere dalle tentazioni del diavolo di cui al punto seguente e dalle demoniache presenze un terzo elemento diabolico, cioè l’influsso diabolico. Questa è non una singola azione, come nel caso della tentazione a peccare, né una presenza esterna come nel caso delle demoniache presenze, ma una inclinazione malvagia interna e permanente della persona che ha ceduto al male in modo costante.
Sesto. Tentazioni del diavolo. Il diavolo è menzognero e tentatore. Quindi, nel Padre Nostro chiediamo di liberarci sia dallo spirito di tentazione che dallo spirito di menzogna.
Settimo. Significa, liberaci dallo spirito di ribellione a Dio che fu di Satana. Cioè rendici docili al Cristo e alla Sua chiesa. Questo ha un significato ecclesiologico e pastorale nonché morale di ubbidienza ai pastori della Chiesa.

Ciao

Andrea Annibale Chiodi

22 gennaio 2011: Ratzinger su Sant'Agostino (L163)

Gentilissimo Teologo,

ho scritto un intervento il 21 gennaio 2011 sul blog di FC in cui scrivevo che “La prima vittima della politica malvagia è la verità” e oggi, per una coincidenza, L’Osservatore Romano pubblica un estratto da una conferenza di Ratzinger intitolato “Senza verità la politica è culto dei demoni”.
Imparo molto su Sant’Agostino e sul suo periodo storico da questo estratto.
Scrive Ratzinger: “La sua
civitas Dei non è una comunità puramente ideale di tutti gli uomini che credono in Dio, ma non ha neppure la minima comunanza con una teocrazia terrena, con un mondo costituito cristianamente, bensì è un'entità sacramentale-escatologica, che vive in questo mondo quale segno del mondo futuro”. Io penso che la civitas Dei di Sant’Agostino sia un’entità sacramentale, escatologica ed inoltre ideale, nel senso che prefigura una realtà desiderabile secondo criteri platonici. In questo senso è anche trascendente oltre che immanente. Intendo dire che, se Adamo è stato fatto ad immagine e somiglianza di Dio, Cristo ci propone un modello trascendente, umano e ideale camminando nel mondo secondo il quale possiamo divenire, come sostiene sant’Ireneo, simili a Dio, cioè Perfetti come Perfetto è il Padre che è nei cieli. Questo slancio ideale, non utopistico, è presente assieme all’elemento sacramentale ed escatologico. Io penso, infatti, che l’Apocalisse sia un insieme di elementi ideali, a-storici e paradigmatici che non descrivono una realtà passata ma il futuro, il passato ed il tempo eterno della lotta cristiana fra bene e male. Come si riallaccia esattamente all’Apocalisse la civitas Dei? Non solo come attesa di eventi futuri, come speranza nello Spirito Consolatore, ma come progetto politico attuale, non teocratico, ma onnicomprensivo che si modella sulle realtà etiche perfette mostrate dall’Apocalisse.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

22 gennaio 2011
: nozione di "chiusura Jansen" (L162)

Gentilissimo Teologo,

vorrei spiegare alla Chiesa che cos’è, secondo il mio personale discernimento spirituale, quella che chiamo la “chiusura Jansen”.
Si tratta di un volonatario, consapevole e nella-Grazia ritrarre l’animo dal mondo, per essere protetti, in Cristo, da due cose: l’invidia e la superbia indotta.
Io utilizzo quotidianamente molto spesso questa “chiusura Jansen” che mi aiuta, mi soccorre e mi protegge.
Chiunque può chiedere questo dono a Dio in preghiera.

Ciao

Andrea Annibale Chiodi

22 gennaio 2011: giustizia e beatitudine personale (L161)

Gentilissimo Teologo,

il mio pensiero è anti-organicista non antirazionalista come qualcuno può avere pensato.
Vorrei inoltre chiarire cosa ritengo in ordine al rapporto tra beatitudine personale e giustizia personale.
Io penso che le beatitudini di vita siano un premio alla giustizia di vita.
Non è che il beato sia beato prima di essere un giusto, questo è impossibile. Piuttosto, la vita beata è un dono che Gesù fa al giusto.
Prima si viene giustificati da Cristo, poi si è beati.

Ciao

Andrea Annibale Chiodi

22 gennaio 2011: perché Dio permette che pecchiamo (L160)

Gentilissimo Teologo,

mi sono chiesto perché il Signore permette di tanto in tanto che pecchiamo.
Mi sono risposto tramite tre immagini.
La prima immagine è quella che il Signore vuole che impariamo a nuotare con le nostre forze. L’acqua che ci fa galleggiare è la Grazia di Dio, ma poi dobbiamo nuotare noi. Dio ci ha dato il corpo per nuotare. Ogni tanto rischiamo di andare a fondo, cioè di peccare, ma è meglio così in questo senso che così impariamo a nuotare. E’ meglio imparare qualcosa dal peccato che non peccare se teniamo dentro di noi un vizio più grande che può essere tolto solo prendendone consapevolezza tramite il peccato.
Una seconda immagine è quella del bambino cui la madre insegna a camminare. Se non impariamo a camminare, cioè a vivere nella Grazia, non giungiamo alla salvezza. Quindi, anche se pecchiamo, questa è occasione per chiedere a Dio una Grazia più grande, pura ed innocente di quella che avevamo prima di peccare e così essere più giusti.
Il terzo scopo è quello di immunizzarci verso peccati maggiori capendo il peccato minore. L’immagine collegata e correlata è quella del veleno che viene iniettato a piccole dosi per immunizzare il corpo.

Ciao

Andrea Annibale Chiodi

22 gennaio 2011: natura divina e natura umana del Cristo (L159)

Gentilissimo Teolgo,

cosa c’è esattamente di divino in Gesù e cosa di umano?
Secondo me, c’è di divino l’anima ed il cuore (in senso biblico di animo).
La psyche/pneuma divina di Gesù è immortale e resta nel sepolcro tre giorni fino alla Resurrezione.
Il corpo e la ruach/spirito (cioè lo spirito di vita umano, insufflato da Dio nello pneuma/psyche, secondo la mia personale concezione) sono umani.
Gesù quindi ha in sé, sia la natura umana, sia quella divina.
La natura divina non muore sulla Croce, la natura umana, cioè i corpo e la ruach muoiono a questo mondo. La ruach/spirito di Gesù, come ho già sostenuto, torna a Dio come dice la Bibbia (Gesù dice di consegnare al Padre il suo spirito cioè la ruach umana).
Il terzo giorno, Gesù riceve una nuova ruach dal Padre e così risorge.

Ciao

Andrea Annibale Chiodi

21 gennaio 2011
: verginità di Maria (L158)

Gentilissimo Teologo,

La Verginità di Maria ha, a mio modo di vedere, sette significati.
Primo. E’ pegno della sua stessa santità.
Secondo. E’ segno del concepimento divino di Gesù.
Terzo. E’ promessa di verginità della Chiesa di cui Maria è madre.
Quarto. E’ anticipazione della Assunzione in cielo di Maria.
Quinto. E’ allegoria della purezza morale della Madre di Dio.
Sesto. E’ segno che le tenebre non prevalgono contro di Lei.
Settimo. E’ segno della donazione totale di Maria al Figlio circa la sua educazione, la sua crescita, la sua missione.
Prego che Maria Vergine, tutta bella nel suo splendore, apprezzi queste poche righe.

Ciao,
Andrea Annibale Chiodi

21 gennaio 2011
: soggettivismo etico e Don Milani (L157)

Gentilissimo Teologo,

il tema dell’ubbidienza all’autorità e dell’anarchismo come accusa ad un certo cristianesimo è tornato al centro di un dibattito lanciato da De Rita cui ha risposto un interessantissimo articolo su Don Milani apparso sull’Avvenire a firma Lagomarsini.
Penso che il vero anarchismo sia la disubbidienza alla guida carismatica, pastorale e dottrinale dei vescovi e del Pontefice.
Spetta alla Chiesa stabilire in quali casi l’obiezione di coscienza è ammessa per un cattolico, rimanendo oltre tale ipotesi soggetto il cristiano all’autorità di Cesare come afferma San Paolo.
Il soggettivismo etico non è un dato di legge in quanto la legge non fa che affermare delle verità che spesso sottendono un principio di diritto naturale, che è un diritto di libertà.
La legge che consente certe libere scelte sul servizio militare o sull’aborto lascia aperti maggiori spazi di emancipazione alla coscienza cristiana, mentre il vero soggettivismo etico per un cattolico è l’indifferenza di fronte alla guida della Santa Chiesa, che non a caso è stata edificata, in San Pietro, nei suoi successori e nei Vescovi, da Cristo stesso.
Sono sbagliati i due atteggiamenti che stanno agli estremi opposti: la ribellione alla guida pastorale e l’autoritarismo che trasforma la legge in Comandamento divino, quasi che non si distinguesse più tra positivismo giuridico e diritto naturale.

Ciao,
Andrea Annibale Chiodi

21 gennaio 2011
: mortalità e immortalità dell'anima; resurrezione di Gesù Cristo (L156)

Gentilissimo Teologo,

l’anima è mortale o immortale?
Come ho già scritto, con la morte l’anima perde la vita di questo mondo e rinasce alla vita dell’aldilà, con un nuovo battesimo se il giudizio particolare è positivo, con una condanna se il giudizio particolare è negativo.
L’anima quindi è mortale quanto al mondo presente ed è immortale quanto all’aldilà.
L’anima è sia mortale che immortale, a mio modo di vedere.
Cosa succede all’anima del Signore con la sua morte e risurrezione?
Io penso che, secondo la mia concezione per cui la ruach dà la vita di questo mondo alla psyche/pneuma, Gesù abbia rimesso al Padre la ruach/spirito. L’anima di Gesù, data la sua natura divina, è rimasta nel corpo nel sepolcro per tre giorni. Ha poi ricevuto una nuova ruach il terzo giorno con la Sua Resurrezione.
Gesù è quindi allo stesso tempo mortale ed immortale. Questo supera una vecchia obiezione ebraica per cui Gesù, se fosse stato veramente Dio, non avrebbe potuto morire.

Ciao,
Andrea Annibale Chiodi

20 gennaio 2011
: eresie (L155)

Gentilissimo Teologo,
vorrei questa sera (sono le 20.47) soffermarmi sulle eresie.
Vi sono sei tipi di eresia.
Prima. Eresia contro lo Spirito Santo. Consiste nel negarne l’onnipotenza.
Seconda. Eresia contro la somiglianza dell’uomo con Dio. Consiste nell’affermare che l’uomo è un’animale come tanti altri.
Terza. Eresia contro la Madonna. Consiste nel negarne la immacolata Concezione.
Quarta. Eresia contro la Chiesa. Sono tutte le eresie che la Chiesa ha condannato in quanto contrastanti con la Tradizione.
Quinta. Eresia contro i fratelli. Consiste nel negare la possibilità di peccare contro Dio.
Sesta. Eresia contro il Padre, nel Figlio. Consiste nel negare al figliolanza divina del Messia.
Ciao,
Andrea Annibale Chiodi

20 gennaio 2011
: liberazione dalla schiavitù d'Egitto e cristianesimo (L154)

Spett.le
Famiglia Cristiana,
quando il tempo è propizio, non dobbiamo mai far mancare la nostra risposta al Dio che ci libera.
Quante cose vorremmo avere nell’attesa!
Pensiamo alla situazione degli ebrei in Egitto quando erano schiavi.
Accettarono l’autorità degli Egizi senza ribellarsi, ne ricevettero il pane, condivisero in un certo senso questo destino con il popolo egizio assieme agli altri schiavi non ebrei.
Quando il tempo è propizio, come annunciato da Mosè e dalle piaghe, non attesero nel rispondere a piano di Dio e affrontare il deserto, dove alcuni mormorano contro Dio e furono annientati da serpenti velenosi.
Ora, l’Apocalisse dice che anche noi siamo in un certo senso, sotto il potere della Bestia, che infine verrà sconfitta. Bisogna aspettare con pazienza che ci sia la pienezza dei tempi perché Cristo ci liberi dalla schiavitù orrenda del mondo, perché testimoniamo fino all’ultimo momento la fede e la speranza, la carità e la temperanza, nonché l’ubbidienza alle autorità costituite da Dio (come insegna san Paolo).
Ora, l’umanità prima dell’avvento di Cristo, non è forse in una situazione di schiavitù? Giovanni Battista-Elia, è come Mosè, e la Resurrezione del Cristo è il segno che i tempi sono maturi. Ma non è ancora giunta la liberazione finale, la Bestia deve ancora avere potere prima che Gesù ritorni.
Le Rivoluzioni sono lecite, perché Gesù è già venuto e nel suo nome possiamo già chiedere una maggiore giustizia terrena.
Il sistema sociale, pur irradiato dalla luce della Resurrezione, è ancora macchiato dalle conseguenze del Peccato Originale.
La Madonna continua a mandare piaghe sui malvagi, piaghe di disperazione e di sconfitta, e grazie ai suoi eletti, grazie di virtù e premio.
Nel nome di Cristo, le acque del Mar Rosso, cioè il potere del male, si aprono e ci lasciano passare verso il deserto dell’anima, dove possiamo vincere le tentazioni di Satana.

Ciao,
Andrea Annibale Chiodi

20 gennaio 2011
: cattivi cristiani (L153)

Gentilissimo Teologo,
è sotto gli occhi di tutti il danno che il mondo cattolico riceve dai comportamenti antievangelici di alcuni, si spera una minoranza, di sedicenti cristiani. Nonostante questo, si dovrebbe a mio avviso evitare un clima di caccia alle streghe. Cosa dice la Bibbia? San Paolo esorta “togliete il malvagio di mezzo a voi!” (1 Corinzi, 5, 13). E nell’Apocalisse si legge “Ebbene, ti faccio dono di alcuni della sinagoga di satana - di quelli che si dicono Giudei, ma mentiscono perché non lo sono -: li farò venire perché si prostrino ai tuoi piedi e sappiano che io ti ho amato.” (Apocalisse, 3, 9).
Allo stesso tempo si deve rifuggire la tentazione di proporre un solo modo di vivere la fede cristiana a scapito di altri. Ci sono tante vie che conducono a Dio e si deve avere un po’ di misericordia verso chi, in buona fede e con tutte le sue forze, tenta di essere un bravo cattolico. Non si deve commettere l’errore del fariseo al tempio che si proclama giusto e addita il pubblicano come esempio da non seguire!
Cordiali saluti
Andrea Annibale Chiodi


19 gennaio 2011
: funzioni della Madre di Dio (L152)

Gentilissimo Teologo,
la Madre di Dio: cosa le avviene con l’Assunzione al Cielo anima e corpo?
A mio avviso, la Madonna è adottata nel seno della Trinità. Non diviene perciò, per carità parte di essa, ma riceve una elezione particolare nei Cieli per cui può dispensare Grazie potenti, forse tramite lo stesso Spirito Santo.
Ci sono sette grazie mariane. Primo. La grazia di essere aiutati dagli angeli nel nome della Madonna. Secondo. La grazia sessuale, nel senso di vivere correttamente la propria sessualità. Terzo. La grazia di avere una vita feconda, orientata alla generazione di figli. Quarto. La grazia, come uomini, di ricevere il giusto amore dalle donne. Quinto. La grazia, come donne, di ricevere il giusto amore dagli uomini. Sesto. L’intercessione presso il Figlio. Settimo. L’intercessione presso l’angelo custode.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi

19 gennaio 2011: angeli e spiriti (L151)

Gentilissimo Teologo,
in cosa ci servono angeli e spiriti? In cosa si differenzia la loro funzione?
Gli angeli operano per conto di Dio, mentre gli spiriti operano in proprio, per conto di sé stessi.
Gli spiriti devono essere dotati di un proprio arbitrio non libero, in quanto svolgono azioni varie.
Ora, vorrei soffermarmi su una delle azioni che svolgono gli spiriti. Mi riferisco all’essere referenti delle inclinazioni dell’anima.
L’anima può ricevere input del cervello. Ci sono fondamentalmente tre tipi, cioè generi, di input. Primo: input sadici. Secondo: input masochisti. Terzo: input di transfert o identificativi.
Il primo genere di input sono orientamenti per cui si esprime il desiderio che gli altri soffrano. L’anima destinataria riceve l’impressione sadica dallo spirito referente. Può avere due tipi di reazioni. La prima è una reazione di difesa-offesa. La seconda è una reazione di perdono.
Il secondo genere di input sono orientamenti con cui si chiede agli altri di darci sofferenza. Può sembrare impossibile, ma ci sono bambini che, tramite questi input, attirano i pedofili o donne che, sempre tramite input masochisti, attirano gli stupratori. Agli input masochisti, che vengono impressionati dagli spiriti referenti nell’anima che li recepisce, sono possibili due tipi possibili di riposte. Primo tipo: una risposta (feedback) di complicità per cui si trasmette l’intenzione di fare del male. E così, via di feeback in feedback. Secondo tipo: un feeback di rifiuto.
Input di trasfert o identificativi. Sono input che riflettono la capacità di empatia dell’anima che si identifica in un’anima altrui, vissuta come uguale a sé o come diversa da sé.
Ciao
Andrea Annibale Chiodi


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