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Poesie de Il Perditempo.org: marzo 2009

Pensieri e Poesie > Poesie archivio > Poesie 2009

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16-3-2009

Il pesce pallido
Lancia una freccia
Scagliata nel rosso
Incolpevole e triste
Si ammanta di nuove ragioni
Per ferire, per uccidere
L’indiano rimane inebetito
Di fronte al divino
Scrive un libro antico
Di vecchie storie inventate
Che narrano la sua tribù
Il pesce pallido finisce arrosto
Per il male fatto
Nell’inferno freudiano
Che è il peggiore che ci sia

Il lenzuolo scarlatto
Vola dal balcone
Per dire una verità impossibile
Che siamo tutti fratelli
Omicidi e ladri
Truffatori e puttane
Umanità persa e redenta
Ci tuffiamo nell’orgoglio
Di una giornata senza senso
Che ancora dobbiamo capire

La maglietta ritrovata
Dentro un cesto di vimini
Con sopra un orsacchiotto
Carino e distinto
Ed uno zaino in spalla
Per scalare una montagna
Che sopporta tutto
Il freddo e la neve
La pioggia e la camminata degli alpinisti
Dimenticando chi era
Ma ricordano ogni momento passato insieme
Per un avventura mai compresa

17-3-2009

La presa interrotta
Non dà più corrente
Ai mostri marini
Che muoiono di sete
Per un equivoco strano
La festa sott’acqua
E’ finita, è morta


18-3-2009


La cicala trionfante
Muore d’inedia
Ma non rinnega il suo dio
Che è fatto di gioia e di pace

Il rubacuori fallito
Si inventa una strada
Fatta di rose rosse
Il titolare di un bar
Lo saluta malinconico
Mentre la radio suona la sua canzone
Che canta le imprese di una giraffa stramba
Un pozzo di scienza era la giraffa
Studiava molto ed ha capito perché il rubacuori è infelice
Così cerca di curarlo
Raccontandogli storie dolci e tristi
Uno specchio serve per riconoscersi
Le rose rosse per provare il proprio dolore

Il fratello di Ulisse
E’ uno strano polipo
Che divora sirene
Un mostro marino
Che allunga i suoi tentacoli
Mentre attorno si fa il vuoto
Di rabbia e spavento

L’autista di camion
Prende la strada all’incontrario
Atterra sulla luna
Dove incontra un papero di ferro
Fanno amicizia
Una scopa volante annuncia una strega
Malvagia e cattiva
Che strega il camionista
Mentre il papero di ferro si indigna e fa un sortilegio contro la strega
Vagherà per mille anni senza sapere chi è
Così si compie il destino di tutti, strega compresa

La paga scomparsa
Dalla cassaforte
Di una villa di signori ricchissimi
Per il maggiordomo
E’ un piccolo dramma familiare
Che trapela di maggio
Proprio quando i fiori sono in fiore
Il maggiordomo sale sulla carrozza
Che gira per i giardini della villa
La paga scomparsa ce l’ha un cane
Che tremebondo la restituisce
Così tutto va a posto
Compresa la speranza
Di lavorare il giorno dopo

La stupidità manifesta
E’ un po’ fastidiosa
Soprattutto fa perdere soldi e tempo
Per questo me ne astengo
Tranne qualche volta
Per un delirio di onnipotenza
Vo cercando il male

19-3-2009

L’occasione persa
Di una serata sprecata
Con te, amore
E’ venuto meno il momento delle chiacchiere inutili
Il vento soffia nervoso
Sopra i nostri colli
Il matrimonio finito
E’ un dolore che arriva alla cervice
Per non ingannarsi
Parliamo d’autunno

Il cane fa la guardia
E abbaia ad un pipistrello
Che cade nell’acqua
In un secchio da circo
La luna fa l’occhiolino
Ma non cede di un millimetro
Al ringhiare del cane
Che muore spaventato
All’apparire di un angelo
La sventura è annunciata
Mentre intorno si crea un clima di amicizia
Che non va dispersa

Le luci della discoteca
Storcono un po’ il naso
Una ragazza in minigonna balla al centro
La pista si inonda di fumo
Uno scoiattolo grigio fa irruzione
Mentre la musica vola in alto
E la ragazza si innamora
Dello scoiattolo
Che salta di qua e di là
Come ne La febbre del sabato sera
Fa piroette immaginifiche
Salta ora vicino ora lontano
Poi cala il silenzio ed i due si baciano

20-3-2009

Il topino ballerino
Esce presto al mattino
Così fa la rima
Infinitesimale è la sua pazienza
Vuole andare a Messa
Non si trattiene dal pregare
Ma un bel giorno un gattino
Fa amicizia col topino
Che diventa buddista
Così finisce la sua vita cristiana
Nell’eterna pace dei sensi
Ha scoperto l’aurora

La pianta mal cresciuta
Con le radici affioranti
Crede fermamente nella magia
Per questo consulta una maga
Che le predice un brutto futuro
Ma la pianta non si rassegna
E lotta con la vita
Con tutte le sue forze
Perché ha spento il desiderio
Di essere sé stessa
Un giorno la pianta crolla a terra
Per un vento di maestrale
Che non le dà pace
Non si rialzerà mai più, povera pianta

Il vento soffiava
Sui nostri capelli
Il vetro di plastica
Raccoglie la pioggia
Ed intorno si scioglie
Un nuovo autunno
Prima del grande ritorno
Del cavallo bianco
Con i suoi angeli
Dell’Apocalisse

21-3-2009

Il mistero mai nato
Riappare come un incubo
Di corta memoria
Per ricordarci che la morte esiste
E che dobbiamo vivere
Un giorno soltanto come le farfalle
Un giorno di luce e di sole

22-3-2009

Calda estate umida
Afosa e bella
Vienici incontro
Come due amanti
Si incontrano all’alba
Un figlio che nasce
Non è come un fiore
Che appassisce
Il ritorno di fiamma
Genera adulti
Che si fanno del male
Ma non si ricorda
Del bene fatto
Le promesse dei bei tempi
Sono ancora valide
E mature

24-3-2009

Occasioni d’oro
A casa tua
Porta il messaggero di novità
Con una maglietta in cotone pregiato
E sopra un anatroccolo rosa
Che cinguetta come un passero
La festa è finita
Il sole è morto
La luna sorride
A noi navigatori di città
Che speriamo nel bene
E agogniamo Dio
Sempre alla ricerca
Di qualcosa di nuovo e di santo

La favola del bosco
Dove la bella addormentata
Cerca un fiume d’acqua viva
Dove sfamare la sua voglia d’amore
Vero e sempiterno
Ma il principe cattivo
Non la bacia sulla bocca
Piuttosto le dà del veleno
Che la uccide nel sonno
Così finisce la storia macabra
Della bella addormentata
Che non si risveglierà mai più

25-3-2009

La finestra sul cortile
Da cui si osserva il delitto
Famoso e caro
Una spada attraversa l’aria
E si conficca nel cuore

La strada con tante ruote che ci girano sopra
E’ un carnevale australiano
I canguri saltano le ruote a ritmo
E tirano calci al prossimo
Come in un’atmosfera zero
Dove i volti esplodono
E le donne tremano di paura
Per le visioni avute
I bambini morti
Sanno ancora di aldilà
Ed hanno fame
Come in un incubo notturno
Che sa di pietà sovraumana

26-3-2009

Il pappagallo morto
Canta dal cimitero
Il successo della sua vita
A suo modo immortale
Un flash di luci lo ha accecato in vita
Poi è caduto di schianto
Ed è finito nella tomba
Che riluce di bellezza
A testimonianza per i posteri
Di ogni vanità terrena

La lampada storta
Di nota marca
E’ blu
Emette una luce bianca
Che sa di primavera
Un tulipano la osserva
Piccola luce, a che pensi?

Il verme lucido
E’ esperto di filosofia
Scrive di Sartre e Heidegger
Si muove d’istinto
Tra problemi complessi
Il pane non gli manca
Ha una casa in montagna
Abitata da un folletto
Che tiene acceso il fuoco
Mentre gli altri sono a sciare
Abita una città grigia
Che contempla dalla sua finestra
Un’ombra che muore
Quando il sole si eclissa
Gli tiene compagnia

27-3-2009

L’eunuco zoppo
Avanza verso un circo
Dove c’è un guaritore
Che lo può guarire
Dalla zoppia
Entra nell’acqua benedetta
E ne esce giovinetto e guarito
Il pappagallo rosso
Gli annuncia che avrà un figlio
Ma è troppo presto per pensarci
Un quadrifoglio fortunato lo accompagna
Tra i sempreverdi
Dove fa una passeggiata allegra
Nel giallo dipinto di giallo
Per non subire alterazioni
Alla sua personalità
Un mago malvagio fa un incantesimo
Che brucia ancora

Il grave errore
Che ho commesso un giorno
E’ ormai rimesso
Ma brucia ancora
La salsedine dipinta
Accende il mare
Che si perde all’orizzonte
Dietro un fungo atomico
Di rara bellezza
Una sirena gialla
Fa capolino e s’innamora di me
Che non merito nulla
Tranne una pace eterna

In anticipo sui tempi
Nasce un bambino
Frutto di un amore acerbo anch’esso
Un topolino di campagna
Si affaccia alla finestra
Per dire la sua
Prega che il malvagio si converta e viva

28-3-2009

Il dentifricio impazzisce
E trabocca per le strade
Le auto sbandano
Non c’è pazienza né tenerezza in giro
Ogni bambino ha la malaria
Un vecchietto fa lo sgambetto e muore a sé stesso
Un lupo sbrana un agnello
Che sarà benedetto nei cieli

Il dito celebre
Con l’anello d’oro
Impreziosisce l’universo
Di povero in povero
Si accanisce l’avarizia
Di molte occasioni perse
Per combattere il male
Fino alla pace eterna
Che tutti cerchiamo, forse

30-3-2009

Oggi ti ho scoperta
A zampettare nell’erba alta
Con la paura dei topi
Che ti assillano fin dalla nascita
Quale miracolo infame!
Il muschio sulla roccia
Una sentinella che si finge un calamaro
Una coccinella che aspira ad essere una giraffa
E noi due soli
Che ci vediamo già sposati

Pane spezzato in mezzo a noi
Fantasia di inverno che finisce
Percorso immemore nella neve
Che tra gli alberi si addensa
Memoria di noi stessi in preghiera
Quando in una chiesa di provincia
Abbiamo visto il Santissimo
In adorazione forte
Ci siamo scambiati un saluto
Senza compatimento
Ma con solidarietà e passione

31-3-2009

Il volo pazzesco
In picchiata galattica
Sembra vero
E invece è falso
Come un’astronave
Con cui giocavo da bambino
Ore di follia
Persa e ritrovata
Dietro un angolo
Che sa di paradiso



2-3-2009

Il topolino affamato
Si butta sul formaggio
In un moto d’ira
Gli dei gli sono avversi
Ma Cristo è benigno
E lo lascia mangiare
Perché l’ombrellone al sole non fa ombra
Come una malattia indomita
Cerca rifugio nell’infinito amore

Il coccodrillo sanguinante
S’illumina di una luce acerba
Non è gradito ai potenti
Un bicchiere rosa è il suo calice
Ricorda i tempi fascisti
Durante i quali faceva la staffetta
Ma è un po’ ignorante
Anche se si crede qualcuno

Lucifero è caduto
Si è fatto un po’ male
Prima di entrare nella sua casa
Gli angeli lo hanno sconfitto
Un papero azzurro ha visitato l’Inferno
Non so se sia brutto
Certo è doloroso
Forse ci andrò
Accompagnato dal mio angelo custode

Il piatto piange
Versa una lacrima
Di mercurio
Che scivola via
E determina universi sconosciuti
Che Dio ha creato

Sulla montagna
Sventola una bandiera a stelle e strisce
Il vento la muove ritmicamente
Un anello caduto viene donato al cielo
La grande nazione barcolla un poco
Poi la balena si inabissa e nessuno la vede più
Risorge all’alba tenera e coraggiosa
Per far ricredere i dubbiosi sulla sua grandezza
Sulla sua mitezza e temperanza
D’altri tempi andati e u po’ dimenticati

La nave pirata
S’inventa un capitombolo
Che muove a lacrimare
Chi ne viene turbato
Un papero nero fa il pirata
Ma non vuole uccidere
Piuttosto molestare fino alla malattia
Chi si sottopone a lui
Per stupidità infantile
E per un amore malinteso
Che sa di follia

I due gemelli
Uno piange uno sorride
Sono uguali ma diversi
L’albicocco grigio li nutre
Con frutta prelibata
Un ancestrale azzurro li copre
Sono entrambi maschi
Nel giardino dedicato
Si pregusta il nettare celeste
Una mangusta piange
Mentre Dio si esercita in poesie meravigliose

3-3-2009

Il buio in una stanza
Gli scheletri che ballano
La luna si assopisce
Un lento andirivieni
Mi sveglio di soprassalto
Era solo un incubo
Ma felice e prossimo al mattino

La tartaruga sveglia
Cammina solitaria
Su una spiaggia esotica
Fa tre uova e dà loro un nome
Le uova rotolano felici
Prima di schiudersi
Ma non nascondono un segreto
Che prima dei tempi è stato svelato
A noi uomini amanti del bello

L’accampamento indiano
Con un fuoco al centro
Nel blu del cerchio magico
Dove si celebrano riti sacri
Un lupo danza con gli indiani
Il solstizio è maturo
Si celebra un matrimonio
Tra un guerriero ed una donna bellissima
L’uomo bianco non è ancora arrivato
Ed il silenzio ci è amico

La disperazione ed il silenzio
L’ansia dell’assurdo
Che è in noi
Un cerchio blu con dentro un punto
Ed un capretto svezzato
Che saltella di gioia attorno alla madre
Il buio pesto dentro di noi
Le stelle raminghe
Un afflato di modernità
Che già suona d’incanto

La tenda semi-nascosta
Diventa una capanna
Dove giochiamo col materassino e la borraccia
Ad avere una casa propria
Istinto fondamentale dell’uomo
Perciò i senza casa sono disperati
Come lucciole senza luce

La lampada magica
Getta ombre sulla parete
Conigli e crisantemi
Porte, finestre e lucchetti
Poi si ferma a pensare
Ad un ferramenta suo amico
Che vende martelli e cacciaviti
In un attimo di spaesamento
Ritrova sé stessa
Ma è troppo tardi per riaversi
Ed incomincia a piangere
Un pianto dirotto
Che non finirà mai più

4-3-2009

Il sole a dirotto
Per una diritta via
Dove i bravi attendono
I casti e i puri
L’accusatore è sconfitto
Precipitato nel baratro con i suoi amici
La mezzaluna precipita nell’acqua
Fa un tonfo e rinasce
Dopo preghiere solitarie
Che non passeranno mai

Il divo trasformato
Da Dio in una statua
Di gesso
Lo scheletro di ferro
In una mostra di quadri
Dove ammiro il sentenziare
Degli artisti famosi

L’abito costoso
Indossato di rado
Si piega al punto giusto
Una macchia di colore
Lo ha rovinato
Ma in fondo è più scaltro
Di un essere umano malato
Nel corpo e nell’anima

6-3-2009

Il macellaio bruno
Si mette un cappello in testa
Con un po’ di naftalina
Scimmiotta una vacca grassa
Che va al macello
Si diverte con i colori del Carnevale
E rimpiange una donna sola che ha abbandonato
Inverno sempiterno
Era glaciale
Nei nostri passi il diluvio
Che ancora non si placa

Il pescivendolo frastornato
Si arrabbia ogni mattina
Per la amica nemica
Che non gli dà tregua
E’ arrivato il diavolo
E gli ha detto “Benvenuto”
Anziché preoccuparsi
Per la situazione economica
Ed essere previdente

Dopo il diluvio
Un quadrifoglio porta auguri alla colomba
Il giallo del cielo lascia il posto al blu
Ed il grigio scompare agli occhi degli umani
Come era stato predetto
Si salvano in pochi
La porta stretta li lascia passare
Mentre le rondini fanno festa
E si inaugura un nuovo anno

Il gallo furbacchione
Piace molto ai bambini
Si diverte e fa il menagramo
Ma in realtà è buono
Un po’ cattivo sul finale
Nella chiusura della sinfonia
Che Mozart ha scritto

Il servo stolto
Abbraccia un ficus
Mentre muore dentro
E si immagina giorni più felici
Anche se piange per la nostalgia

Il cavo semi-interrotto
Non porta più corrente
Alla mia anima, al mio cuore
Un aquilone vola lontano
Mentre tu pensi che io sia stupido
Ma ti inganna qualcuno
Che non mi ama

La torre di carta
Non porta a Dio
Ma ad un seminterrato umido
Pieno di verme e di larve
Pronte a schiudersi
Il vento soffia forte
Il sole sorride perverso
Ed un’onda del mare ricopre tutto
Anche i miei pensieri più vani

Il sole innamorato
Di una luna storta
Muove i primi passi nella galassia
Lontana anni luce
Un alieno mi nota
Fa amicizia con gli angeli
Prima di sentirsi male
Per una indigestione di meteoriti

Il merlo asciutto
Compra una spesa al supermercato
Con i soldi della nonna
Si ammala gravemente
Mangiando troppe merendine
Aspetta di digerire
Mentre fa le bizze
In un arcobaleno fiorito
Si stende ad abbronzarsi
Quindi fa un bagno al mare
Una donna lo guarda
E aspetta incinta
Che nasca il suo amore

La macchina da scrivere impazzita
Digita caratteri esorbitanti
Le sue competenze umane e terrene
Sogna un mondo migliore
In un’anarchica primavera
Per sorreggere il peso degli anni
Si ubriaca di vodka
Ma non si lascia turbare
Dalla depressione e dai farmaci
Che pur deve prendere per sopravvivere
Ed anche se è stanca
Mette tutte le forze nelle sue gambe
Per risollevarsi ancora una volta
Ti guarda soddisfatta
Mentre fuori piove

Il caso raro di una mutazione genetica
Così forse nasce il desiderio
Di altro da sé
Per un falò che uccide
Senza rimpianti senza pensieri

7-3-2009

Il muro che si arrabbia
Ci rende felici
Ma è una felicità effimera
Perché versata in una lago
Dove pesci meccanici
Cercano prede simboliche
Il muro piange e strepita
Povero muro violato!

L’auto che corre
Dentro il vetro cemento
Di una casa futuristica
E’ ecologica
Una canzone allegra la canta
Mentre i bambini giocano
E si inventano una storia
Mancata e allusiva
Il vento di maggio è già arrivato
Ed il motore romba e scoppietta
Come in un gol di Maradona
La folla esulta
Al suo passaggio

In doppio petto
In fila per tre
Il muro si sbriciola
La borsa crolla
La gente impaurita
Sfoglia un fiore
Nella speranza che vinca la vita
8-3-2009

Il tappeto rosso
Si colora di colori mai nati
Imbiancato non riconosce sé stesso
Un automobile sfreccia veloce
Trascina con sé il tappeto
Che si dilegua e muore

9-3-2009

Ricordi violentati
Dentro una ampolla
Che predice il futuro
Scenari nefasti
Uno sciatore bravissimo
Disegna in neve fresca
Una nave che affonda
E c’è ancora speranza

Si dilegua
Nei vicoli di Genova
Il ladro sopraffino
Di nome Gino
Trova una macchia gialla
Fatta con inchiostro di qualità
Si butta dentro e sparisce
Per ricomparire in un altro punto della città
Tutto nero
Su un cavallo bronzeo
Trovato in un Museo
Cavalca i suoi sogni di ladro affamato
Di novità da rubare
Gioielli preziosissimi
Diamanti rari
Non dimentica di essere stato in prigione
Per un attimo appena della sua breve vita

La banalità dei gesti quotidiani
Tremenda attesa di te
Dolcissima aurora
Lacrima versata
E spenta come una sigaretta

Un regalo in una scatola
Fai per aprirla e suona una musica dolce
Corrotta e sublime
Il serpente canta e danza
La mela rotola inutile
Qualcuno la coglie e la trasforma
In un imbuto dorato
Comprato al mercatino dell’usato

Il fiore ed il merlo
Si fanno compagnia
Il fiore guarda il merlo
Il merlo sorride beato
Una cicala canta ai due una canzone
Che narra di una fata persa
In un bosco inutile
Pieno di aghifoglie
Con funghi velenosi
Che accompagnano la vita delle creature del bosco
Un giorno il merlo ne mangia uno ma sopravvive
Ma rimane lesionato al cervello
Però diventa più felice di prima
Perché sa riconoscere l’immenso dono della vita
Che il destino gli ha regalato

10-3-2009

Sogni che nascono sugli alberi
Visitati da Calvino
Gesù è il Maestro

Merlo secco
Non avrai il mio scalpo
Ogni notte mi sveglio
Per guardare l’alba
Di te non resta ricordo
Per me che sono mortale
E’ una pazienza estrema
Rimanere e poi fuggire
Per non tornare più

11-3-2009

Un regalo
Protestante e mancato
Porto a lei
Che appare nei miei sogni
Senza di essi non potrei vivere
Ma chi è il signore dei sogni?
Forse una fata, forse Dio stesso

La penna strabica
Scrive poesie d’amore
Incontra una gatta incinta
Che non vuole abortire
E scrive per lei una poesia
Che canta dei gattini nella pancia
Un mieloso concerto di idee
Restano frequentemente attaccate l’una con l’altra
Finché la poesia è partorita
Ed i gattini pure
Un incontro casuale
Con un cane protettivo
Che regala un peluche al terzo gattino nato
Ed è subito amore
Bello e infinito
Come è infinito Dio


12-3-2009

Non mi invento niente
Ma recupero dal mio inconscio
I pensieri della mente
Ora e sempre
La Resistenza mi affascina
Da antifascista convinto
Bevo una birra tedesca
E mi sveglio su un’amaca
Che dondola al ritmo di una musica soave
Mentre l’onda arriva sulla spiaggia
E sospinge un canotto di me bambino

Il capretto sacrificato
Al posto del figlio
E’ naturale che pianga
Prima di essere ucciso
Forse il Papa ha sbagliato
Revocando la scomunica
Ma sono cose che capitano
Anche ad un grande uomo
Come ad un pesce perso e ritrovato

Il senso di vivere
Mi travolge la notte
Quando mi sveglio alle due
E accendo All Music
Un coniglio morto
Risveglia il senso del ritmo
La musica ruota nell’aria
Mentre penso alla mia mente
Vaga e persa
Dentro un messaggio in una bottiglia
Lasciato da un’isola deserta
Raccolto da pescatori ignari
Del mio dolore, del mio soffrire

Il pesce ripescato credeva di essere libero
Invece un potere occulto lo governo
Forse è la Loggia P2
Un sentiero nel bosco
Una strada tortuosa
Mostra il cadavere di un uomo
Ucciso da un pazzo
Mentre si fa sera
Il bosco si perde in anfratti rocciosi
E la lince ci spia in silenzio

13-3-2009

La luna nel pozzo, che cosa ci fa?
Ammira una donna che si specchia
Ma poi una farfalla lancia un sasso nell’acqua
E la magia svanisce

L’armadio rotto
Nel primo cassetto ha un lupo cattivo
Nel secondo un carretto siciliano
Dentro un sacco di cose inutili
Ed uno specchio rotto
Che parla di me
Senza pretese impossibili
Senza curiosità inopportune
Il lupo cattivo esce dall’armadio per predare
Il carretto siciliano esce dall’armadio per correre su un prato
Ce n’è abbastanza per una favola dolce
Come una torta al cioccolato
Il lupo ed il carretto siciliano entrano dentro un circo
Dove bambini lanciano coriandoli
Ed è subito la fine dello spettacolo
Prima che si faccia sera

Il gatto senza coda si impegna per trovarla
Ma dove sarà mai?
Cerca di qua cerca di là
Il gatto alla fine si arrende
Tutti lo additano, poverino!
Un giorno ritrova la coda ma è un po’ malandata
La riappiccica con una magia e torna felice
Una gatta si innamora di lui
Il sole splende su di loro
E’ un miracolo vederli assieme

Il palazzo scorticato dal fuoco
Si accende e poi si spegne
Finge meraviglie d’altri tempi
Un galà all’ultimo piano si interrompe
Tragicamente ricompare un corvo
Che dissemina terrore
Un aereo atterra all’aeroporto con l’eroe
Che salverà tutti

Il gatto fantastico
Si arrampica su alberi inesistenti
Ma verdissimi e teneri
Di legno sopraffino
Le foglie sono di cristallo
Al posto dei frutti del cioccolato
Il gatto fantastico è un supereroe
Arriva in cima all’albero e fa la vedetta
Annuncia l’arrivo del nemico cane
Che in effetti abbaia infastidito
Il gatto fantastico annuisce, scende dall’albero e fa amicizia col cane
Così finisce la storia
Chi trova un amico, trova un tesoro

Il peluche innamorato
Di una bambina orfana trovata in guerra
La guarda mentre si spoglia
Ma in modo innocente
Non la desidera, non la brama
La bambina cresce e butta via il peluche, ormai rovinato
Il peluche finisce nella spazzatura e si dimentica di lei
Ma non c’è pericolo che pianga
Perché ha esaurito tutte le lacrime

La vite svitata
Produce buon vino
Che beve il sacerdote
Frutto della fatica umana
Ucciso di lavoro
Muore cadendo da un’impalcatura
Un soldatino di piombo
Attraversa la ferrovia
Mentre passa un treno elettrico
I due fanno contatto
C’è un corto circuito
Che avviene di sera
E tutte le luci si spengono

La bambina assetata
Di sangue sporco
E’ rimasta infreddolita
Come un vampiro spento
E’ indemoniata
Nel senso che Satana la visita
Vaga senza meta
Nella dimensione senza tempo
Ha immaginato di diventare una strega
Ma non ha superato l’esame
Del volo sulla scopa
Così è rimasta a terra
Sola e stanca

Pioggia contro la finestra
Un uccello picchietta il vetro
Vuole entrare per non bagnarsi
Qualcuno apre la finestra e lo lascia entrare
L’uccello vola nella stanza ed entra in una gabbia
Dove mangia qualcosa e dorme
Strana creatura, assetata d’amore

Lo scudetto
In un pallone bianconero che rotola furtivo
Il campione assonnato
Sale su un albero e scruta la luna
Che lo guarda sospettosa

14-3-2009

Il ragno maledetto
Scende sul piatto
E rovina la cena
Non Santa ma pagana
Porta un po’ di fortuna a chi ci crede
Controlla molte cose
Come è nel suo destino
Di tanto in tanto si rammarica
Per le persone che ha ucciso
Ma è un pianto breve e melanconico
Dove si riassume tutta la sua miseria

Lo spazio distruttivo
Sulla luna rubata
Che vaga nello spazio
Come in Spazio 1999
Segno dei tempi
Contraddizione evidente
Di un mondo perverso
E tacito

15-3-2009

Il pennuto furbastro
Entra in un camino
Atterra sulla legna spenta
Prende una calza e la appende
Dentro un topazio e del carbone
Per la sorellina ed il fratellino
Il cielo di stelle
Cade nel camino
E fa un gran rumore
Il pennuto si inventa una storia
Che racconta a tutti
Un angolo diventa un triangolo
Nel blu più scuro





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