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Pensieri cristiani sulla filosofia, cap I

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Durante la lettura di Jostein Gaarder,
Il mondo di Sofia, Romanzo sulla storia della filosofia, Longanesi, 1994-2010, ho maturato alcuni pensieri che sono esposti in questa sezione del sito Il Perditempo.org. Con tutti i limiti derivanti dal fatto che sono laureato in Legge e non in Filosofia ... pur essendo figlio di filosofo.

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Perché stare tra i peli del coniglio? Meglio sistemarsi sul naso: si gode di un'ottima vista!" (Andrea Annibale Chiodi)


Pensiero 1: non voglio vivere in una gabbia per criceti, anche se all'interno della gabbia ci sono dei giochi intelligenti e persino dotti

Pensiero 2: La filosofia di tutti i tempi sta di fronte a Dio come un giocatore di bowling sta di fronte alla pista con in fondo i birilli. Dio tira la palla da bowling e chi resiste? Alcuni birilli stanno in piedi, altri cadono.
Un giorno di Dio è come mille anni e la filosofia sta di fronte a Dio in una dimensione sincronica più che diacronica.
Nella filosofia possono ritrovarsi significati cristiani o anticristiani o semplicemente neutri.
I primi attengono al divino, i secondi al satanico (secondo il punto di vista cristiano), i terzi agli aspetti dei daemon o demiurgici.
Cosa viene prima del mondo e chi ha creato Dio? In base ad una idea semplicemente filosofica e non teologica, possiamo ipotizzare che prima dell'universo ci fosse una realtà ectoplasmatica all'interno della quale navigava lo Spirito di Dio. Ma fermiamoci sulle soglie del mistero.
Prima di tutto c'è una Mente non umana che ha voluto l'universo come lo conosciamo e dei demiurghi che, seguendo la Mente, hanno plasmato la realtà ectoplasmatica. In realtà non sappiamo molto di quello che c'era prima dell'universo. Ragionare con banalissimi sillogismi logici non porta a nulla. E' la famosa illusione del sapere.
Possiamo ipotizzare anche che prima di questo universo ci siano stati altri 150 universi e prima dei 150 universi una dimensione senza tempo, che possiamo rappresentare con un cerchio, una dimensione atemporale.
La prima cosa che Dio deve avere creato è dunque proprio il tempo.
Nel cerchio, o dimensione atemporale, non ha senso chiedersi cosa c'era prima proprio perché non esisteva la dimensione del tempo.

Pensiero 3: Se uno sta morendo di fame, cosa è per lui più importante? Il pensiero del cibo o il pensiero dell'aldilà? Probabilmente entrambi.

Pensiero 4: La capacità di stupirsi è fondamentale, l'ha detto un filosofo tanti anni fa. Il primo sentimento di un neonato è forse lo stupore di esistere. Per un cristiano lo stupore sommo è di essere creato e amato da Dio.

Pensiero 5: Il diavolo può farci apparire tutto come un imbroglio, la vita, il mondo, Dio, la nostra stessa esistenza. Forse da quest'azione del maligno derivano l'ansia, la depressione, la disperazione.

Pensiero 6: Sappiamo se c'è vita su altri pianeti? Per adesso la scienza NON ha trovato vita su altri pianeti, quindi sappiamo che non c'è vita su altri pianeti.

Pensiero 7: Thor è la prefigurazione di un angelo cristiano. Quando ero piccolo pensavo che Thor proteggesse i bambini dagli scheletri viventi e li frantumasse con il suo martello. Thor è quindi una presenza protettiva e angelica che si cura dei bambini.
Il viaggio nel cielo di Thor prefigura quello di Elia. Thor viaggia nel cielo con un carro trainato da due caproni. I caproni sono simbolo di diavoli che servono - indirettamente - Dio. Il martello è come la spada di san Michele arcangelo, è un'arma che serve a combattere le forze del male. Thor è veramente una figura pre-cristiana.
Thor era anche Dio della fertilità e, quanto a ciò, si deve ricordare che la fertilità divina della Madonna ha a che fare con un angelo, Gabriele Arcangelo che annuncia a Maria il concepimento di Gesù. Thor prefigura quindi anche san Gabriele Arcangelo e il concepimento di Gesù.

Pensiero 8: Il martello di Thor è anche un simbolo sessuale e il furto del martello narrato nel poema Trymskvida è un segno della castrazione materna antiedipica. Si badi bene, non castrazione paterna ma materna nel senso che la madre, accorgendosi di essere desiderata edipicamente dal bambino, può, talvolta, reagire castrandolo. Castrazione di Thor significa siccità e questo implica che la siccità è come una ferita verso la divinità, ma questo concetto verrà superato nella concezione ebraico-cristiana.

Pensiero 9: E' possibile castrare Dio? No, non è possibile, ma è possibile invidiarne il pene e questo è un tentativo di castrazione nel cristianesimo. L'invidia del pene di Cristo porta a gravi squilibri mentali, in particolare a gravi perversioni sessuali e nevrotiche.

Pensiero 10: L'esperienza della ragione conduce laddove i sensi non arrivano. L'esperienza illuminata dalla Grazia divina arriva laddove la coscienza non arriva. La scienza illumina le realtà visibile grazie ai sensi. La filosofia conduce in ultima analisi a Cristo, perché è in Cristo che la ragione illuminata dalla Grazia rivela il suo splendore magnifico ed eterno.

Pensiero 11: esistono a mio avviso tre tipi di sostanze. Le sostanze materiali, le sostanze essenziali e le sostanze spirituali. Le sostanze materiali sono quelle che ha studiato Democrito. Le sostanze essenziali sono quelle che compongono le anime degli uomini e gli angeli. Le sostanze spirituali sono quelle che compongono le realtà celesti, ad esempio lo Spirito di Dio che compie i miracoli.

Pensiero 12: Penso che Pizia, la sacerdotessa di Apollo, relativa all'Oracolo di Delfi, legata alla famosa frase "conosci te stesso", fosse posseduta da uno spirito buono che le parlava. Ma cosa riferiva questo spirito? Probabilmente cose di sua invenzione. I pagani erano sotto il potere di questi spiriti o daemon che nei Vangeli diverranno spiriti, specie cattivi, cioè immondi. Ciò che la Bibbia chiama schiavitù del peccato, inerente i falsi idoli, era ciò che si esprimeva nell'Oracolo di Delfi. Quanto al detto "conosci te stesso", forse oggi la psicologia preferisce il detto "trova te stesso" introducendo un elemento euristico, specie tramite la psicoterapia.

Pensiero 13: Sono convinto che Socrate sia in Paradiso. Non tanto perché fosse una persona giusta ma perché era profondamente buono e, a suo modo, credente. L'importanza di questo filosofo è fortemente sopravvalutata, a mio avviso. Era una specie di Pico della Mirandola, una persona di vastissima erudizione ma dalle intuizioni poco geniali e persino poco convincenti.

Pensiero 14: alcuni filosofi sono sottovalutati, altri sopravvalutati. Pitagora, ad esempio, è stato un grande genio sottovaluto. Secondo me, inoltre, Socrate e Democrito sono enormemente sopravvalutati. Socrate è stato un grande sofista, un bravo ragionatore ma non è detto che con il suo merito si arrivi alla verità. Piuttosto, si vince o si perde come in un duello di scherma. Democrito ha indovinato, bella roba! Ma non sapeva gran che di scienza, eccetto che le sue intuizioni sono state confermate. Ma questo non lo rende più grande di Pitagora.

Pensiero 15: i cosiddetti eoni non sono altro che principati.

Pensiero 16: come è nato il mondo? Si fa una grande confusione tra Parola Creatrice e Logos. In realtà, il Logos, di cui San Giovanni dice che era presso Dio e che era Dio preesisteva la creazione del mondo. Dire che il mondo è stato creato dal nulla, non significa che prima del mondo non ci fosse nulla. Ho già parlato di realtà naturali, realtà essenziali e realtà spirituali. Tre categorie di realtà che includono tutte le realtà esistenti. Ora parlerò della creazione del mondo e del problema di cosa esistesse prima della creazione. Io immagino tre ere. La prima è quella del Logos pitagorico, un A.G.O., cioè un Algoritmo Genetico Originario che esiste in una dimensione puramente geometrica (circolare) totalmente priva di tempo; in relazione alla quale non ha senso parlare di un prima e di un dopo. Poi, in una seconda fase, c'è la creazione delle realtà essenziali e spirituali. Questa fase la chiamerei ectoplasmatica. E' abitata da poltergeist, da angeli, da spiriti. La terza fase ha inizio col big bang ed è la fase moderna, quella che dà inizio al mondo naturale e materiale, studiato dai filosofi greci della natura.

Pensiero 17: filosofi dell'antica Grecia sopravvalutati: Socrate e Democrito; filosofi sottovalutati: Pitagora e Platone; correttamente valutato: Aristotele.

Pensiero 18: Platone è ironico, irriverente e sognatore. Un filosofo che amo moltissimo. Non poteva immaginare l'anelito dell'anima verso il Creatore dell'anima stessa. Il Dio unico di Israele gli era ignoto. In realtà, in Dio l'anima conosce anche le forme naturali non solo le forme immutabili o idee, altrimenti non potrebbe associare le une con le altre a mio avviso. Il suo pensiero politico è totalitario ma amabilmente. Il suo intelletto sopraffino. Quanto, al mito della caverna, supponiamo che gli uomini che vivono nella caverna e che vedono solo le ombre si mettano a dipingerle. Ecco che, dal punto di vista dell'uomo, assume una importanza fondamentale l'attività creativa. L'uomo può, senza uscire dalla caverna, avere l'arte. Semplicemente inventando qualcosa che le ombre ispirano. Ma come può l'uomo creare se conosce solo le ombre e non le realtà di cui le medesime sono una proiezione? Qui ci aiuterà forse la filosofia contemporanea. La mia idea è che l'uomo, essendo fatto ad immagine di Dio, ha la dote della creatività poetica, pittorica, scultorea eccetera. La creatività non affonda le sue radici nelle forme immutabili ma su una capacità elaborativa legata all'intelletto sensibile che Platone mi pare sottovalutare sotto questo aspetto.

Pensiero 19: le idee delle cose esistono in potenza, in trasformazione, in creazione e in atto. Il gatto esiste in potenza in una realtà che precede l'esistenza dell'uomo. Più precisamente, l'idea di gatto deve essere all'interno del Logos perché altrimenti, neppure potrebbe essere immaginabile il gatto. In trasformazione, attraverso l'adattamento creativo delle specie, l'idea di gatto in potenza diventa gatto in atto.
Il neonato, in quanto partecipa del Logos divino per riflesso, ha già in potenza l'idea di gatto, non però, come immaginava Platone, perché l'anima sia stata impressionata con la forma idea di gatto prima di entrare nel corpo ma perché l'anima partecipa, sia pure indirettamente, del Logos divino. Perciò, il bambino, come lo scultore estrae l'idea dal marmo grezzo, ha bisogno di essere solo aiutato con attività maieutica a individuare l'idea di gatto che il Logos divino proietta nella sua mente (non nella sua anima).
Questa è solo una ipotesi che forse è sbagliata.

Pensiero 20: la legge morale, il pensiero morale, la coscienza morale. Questi tre concetti sono molto simili. Kant disse "la legge morale in me". Può darsi, a me sembra che ci sia innanzitutto il pensiero morale dentro di me, basato su di una legge morale storicamente incarnata, con la Grazia divina che illumina sia la ragione, sia la coscienza. La coscienza morale non illuminata dalla Grazia è per definizione inerente l'uomo naturale, ed è deviante se rapportata al Peccato Originale. In altri termini, come esiste l'idea di gatto nel Logos, esiste in modo autonomo e come prodromo rispetto al pensiero morale, la morale nel Logos divino.

Pensiero 21: Cartesio e Spinoza sono due filosofi affascinanti. A me interessa il problema delle interconnessioni tra res cogitans, natura, anima e res extensa. Ho già riflettuto su questo nelle Lettere a Famiglia Cristiana. Ci sono vari tipi di interconnessioni, ad esempio quelle studiate dalla psicosomatica che aprono veramente le porte al mistero, forse si dovrebbe scrivere Mistero.

Pensiero 22: c'è in Locke una grande intuizione: fidarsi dei nostri sensi con il suo empirismo, tutto proviene dall'esperienza. Io sono per una forma di innatismo semi-platonico quindi non concordo con Locke. Però, i mistici non sono empiristi razionalisti ed irrazionalisti allo stesso tempo? Non fanno un'esperienza diretta di Dio e poi la raccontano? Ci può quindi essere un empirismo irrazionalista? Secondo me sì anche se non nei binari tracciati da Locke … Piuttosto come ne parlerà Husserl.

Pensiero 23: Hume è veramente uno dei più grandi filosofi vissuti. In realtà, non sappiamo molto sulle relazioni così famose tra il suo pensiero e quello di Buddha. Quello che è certo è che il suo empirismo è meraviglioso e stupefacente. Sarà completato da un altro grande pensatore, Bertrand Russel. Hume non esclude la fede. La fede è come una mela con due metà: una metafisica, l'altra sensoriale. In realtà, San Paolo dice che "vedremo faccia a faccia" (1 Corinzi, 13, 12). Che cosa? Le cose che nella fede oggi speriamo. L'idea di speranza è piuttosto assente in Hume. Eppure, la speranza è speranza di un'esperienza empirica e sensibile. Certo, non si può essere sicuri che non sia una speranza vana, Hume era un agnostico non un ateo, ma è la dimostrazione che l'esperienza empirica e sensibile è superiore, anche nel cristianesimo, alla speranza che è una fase incerta e precedente.

Pensiero 24: leggendo Kant, penso che esistano cinque realtà esistenziali dell'uomo: (1) le cose in sé (ciò che, se ho capito bene, Kant chiama noumeno), (2) i fenomeni cioè come le cose sono percepite dalla mente umana, (3) le proprietà innate, (4) le proprietà sperate, (5) le proprietà insperate. Le cose in sé comprendono anche lo spazio ed il tempo che ricadono anche nei fenomeni. Le cause sono proprietà innate della realtà. Le proprietà sperate sono quanto riceviamo nel corso della vita secondo la nostra volontà. Le proprietà insperate sono quanto riceviamo a prescindere dalla nostra volontà per dono di Dio. Si pensi alla maschera di Arlecchino. Il suo costume è fatto di tanti pezzi colorati, ognuno dei quali è una cosa sperata o insperata. Le cose insperate sono ciò che i greci chiamavano fato. Poiché Dio è libero di dare e di togliere ciò che vuole, fermo restando che Dio è Carità Amorevole, Verità e Grazia, non c'è nessun fato predeterminato. Piuttosto ci sono doni che Dio ha riservato per noi e che, al momento opportuno, deciderà di darci o non darci. Poiché Dio è onnisciente, egli preconosce tutte le proprietà che possiamo ricevere. Poiché è onnipotente, Dio può donarci tutte le proprietà che la natura umana è in grado di sopportare.

Pensiero 25: il mio Romanticismo è nostalgia, essenzialmente nostalgia, ma di cosa? Di ciò che il popolo sogna come futuro in una dialettica hegeliana di autodeterminazione. Non sappiamo esattamente cosa voglia il popolo. Lo decidono le élite. In senso romantico, una élite è null'altro che il genio nascosto del popolo.

Pensiero 26: il pensiero di Hegel sta a metà tra l'ovvio e l'aberrante. Paragonare la Storia ad un fiume è profondamente erroneo. La filosofia di questo perverso masochista porta l'uomo storico all'inferno dialettico. Tuttavia, in Hegel c'è un concetto giusto: il reale è talmente irrazionale che vien da credere che forse non esiste, ed in tal senso, cioè in quanto non esiste, è razionale.

Pensiero 27: la filosofia di Kierkegaard è una sequenza di cose che condivido, ma un po' ovvie. Questo filosofo è il precursore dell'esistenzialismo, la filosofia più stupida mai concepita in migliaia di anni. Innanzitutto, non è vero che la fede escluda il ragionamento razionale. Prima si crede, poi si ragiona su ciò che abbiamo creduto per fede. Da questo non mi muovo, perché lo testimoniano grandi santi del cattolicesimo. Non condivido neppure la critica al "cristianesimo della domenica" perché ci sono tanti modi di vivere la fede e ognuno fa quello che può. Certo, il discrimine rimane il partecipare o meno alla mensa della Parola e del Pane di Vita. Non ho molto da dire sull'esistenzialismo. Non mi stupisco che Heidegger sia stato in un primo tempo filo-nazista. L'esistenzialismo è essenzialmente cieco di fronte alla dialettica storica delle tenebre, una dialettica che neppure Hegel aveva capito e che il Vangelo esprime nella formula di "Satana principe di questo mondo".

Pensiero 28: Karl Marx è stato uno dei più grandi sociologi esistiti. Lo accosto a Max Weber perché per Max Weber l'egoismo umano è un fattore di progresso sociale ed economico, a differenza che per Marx.
La nostra epoca è caratterizzata da una strage immensa di giovani che hanno creduto al comunismo: sfruttati nelle fabbriche sovietiche e cinesi, morti nella Seconda Guerra Mondiale, trucidati da fascisti e nazisti, o traditi dagli stessi compagni comunisti e finiti in campi di rieducazione, sul patibolo o nei gulag.
Per la dottrina del Peccato Originale, sappiamo che l'uomo non è né buono, né altruista. C'è un collegamento forte, a mio avviso, tra Marx e Rousseau.
Come economista, Marx non ci ha indovinato molto, ma lascio parlare gli esperti di economia …
La dottrina della struttura e della sovrastruttura mi pare apodittica e poco dimostrata.


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