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Poesie primo semestre 2012

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353)
Ombre cinesi nel cielo scintoista

Ombre cinesi/in un sole spezzato in due/una metà cade nell'oceano e nascono un'infinità di coralli/un'altra metà cade in Giappone e nascono migliaia di spiriti scintoisti che pregano che l'arma letale prevalga contro l'impurità in tutto il mondo/ahimè, qual dolore mi scosse il cuore/dopo che venni mendicando un po' di saggezza orientale/son desto ora che mi chiama l'eroe di guerra al servizio di un Carlo Magno deludente/un samurai d'altri tempi mi ha iniziato all'arte della guerra/spirituale e psicologica/per accedere al tempio/per vedere la città celeste/per contemplare il sacro soglio/che d'edera d'oro è ricoperto/e d'ardimento muove il cuore/destatosi senza peccati/nel sole d'oriente

352)
Dolcissime genti italiche

Dolcissime genti italiche/la Penisola come una pesca matura da assaggiare/sperando non contenga veleno/Stirpe straniera, mescolata con sangue nobile/fummo di nostra età saggia esperienza/finché accolti nel grembo materno delle italiche genti/morimmo all'orgoglio straniero/per farci passionali e pacifici/miti e teneri/come un burattino di Roma/come un qui, quo, qua di Torino/per gettare il seme della speranza nell'amicizia fra i popoli

351)
L'inventore pazzo

Lo sgabuzzino buio pieno di ragni/non ragni veri, ma ragni metallici, macchinette/che qualcuno ha chiuso là dentro dopo averli costruiti e inventati/un inventore pazzo/che sogna di diventare famoso/su di un giornale viola appare il suo nome/celato nei secoli/prima che fosse chiaro il suo mito di riferimento/un Sisifo moderno/che aspetta il nulla ed il nulla purtroppo arriva/lo schiaccia con la sua presenza ingombrante/per riversargli addosso una marea di ricordi insopportabili, sin quando l'inventore pazzo si suicida con dei barbiturici/e non se ne sentì mai più parlare fino ad oggi/tanto che nessuno sa se sia all'inferno o in paradiso/lascia un testamento con scritto: non lascio niente, tranne la mia gaia scienza …

350)
Strega selvaggia

Strega selvaggia/in realtà non sei affatto una strega/perla preziosa/ti ho vista mentre chiedevi l'elemosina zingara/ti ho baciata furtivamente e ho pensato a te per lungo tempo/Da dove provieni?/Dall'isola del niente probabilmente/Dove capitani di ferro macinano vittorie in Cristo una dopo l'altra/Ti ha portato una carovana di nomadi/gente fiera e coraggiosa/che ha il senso del ricordo, la memoria dei giusti/appartiene a tutti noi/che sogniamo il mondo così come è/solo un po' più conforme alla volontà del Dio in cui crediamo/Ma non c'è molto da fare tranne la carità e la preghiera/la pace e la giustizia verranno conformi alla volontà di Dio, secondo le nostre azioni/i piani di Dio sono imperscrutabili/eppure ci muove una speranza/che Dio ci vendichi sopra gli oppressori/giudicando giustamente le anime rette/che attendono qualcosa di buono da tempo immemorabile

349)
La nuvola che piange oro fuso

La nuvola che non dà pioggia/Si cheta rassegnata e un po' triste/Perché non svolge i suo compito secondo la volontà di Dio/Ma un bambino che ha perso la madre la commuove/e la nuvola si mette a piangere/ma piange lacrime d'oro fuso/che cadono sulla terra e la fecondano di cose preziose/come la fede, la speranza, la carità/qualcuno, giusto e buono, di buona volontà, le coglie/altri le rifiutano/una tartaruga distratta calpesta le foglie dorate, così rese dalla pioggia d'oro/mentre un cammello nel deserto guarda stupito la sabbia d'oro/il bambino orfano muore e raggiunge la mamma in Cielo per la sua felicità, per la felicità di entrambi/Così la nuvola sarà detta nuvola santa/perché ha prodotto frutti eccezionali nella siccità generale

348)
Lacrime di cristallo

Lacrime di cristallo/giacciono a terra/un mostro le ha perdute per strada/senza rimpianti/un bambino le raccoglie/le mette nel salvadanaio a forma di scoiattolo/quando sarà grande/diventerà anche lui un mostro/un mostro buono e cattivo/in una specie di staffetta, di lascito, di testamento/ricordi ancora il giorno triste/in cui raccogliesti le lacrime di cristallo?

347)
Rivangare

Rivangare, rivangare e poi ancora rivangare/Ricordi quella mostra di arte contemporanea?/Un incubo giallo ci rincorre/Mentre tu piangendo mi dissi di essere incinta di uno che non sono io/Non abortisti, ma ci lasciammo/Un autunno color prugna/E' il lascito nostalgico degli dei alla nostra vita/Che giocarsela è cosa già fatta/Per chi spera in Cristo, nessuna esperienza è vana

346)
Il topo narciso

Ed è subito topo/Un topolino che era birichino/Nello specchio rotto tra i rifiuti trovava le ragioni, il metodo e i mezzi per accrescere il proprio narcisismo/La rugiada del mattino lo trovò un giorno stecchito/Un veliero prese la sua anima per condurlo nel Paradiso dei topi/Perché, anche se narciso, era profondamente buono e onesto/La sua farfalla amica lo pianse tre giorni e tre notti/Prima di partire per un luogo lontano/Su di un treno chiamato favola (o fumetto) americana

345)
Una morte inattesa allo specchio

Come una pallina gialla da tennis, rimbalzi in uno specchio/Viola è il tuo nome, come il tuo vestito/volto cenerino e una falce per mietere/Non hai paura di nessuno/Una luce flebile inonda la stanza/ed ora, due amanti tremano perché uno dei due muore inaspettatamente d'infarto/una farfalla viola cade a terra senza rimbalzare come la pallina da tennis/Il malcapitato stramazza al suolo e poi bestemmia, impreca, suda, si rimpicciolisce incredulo, muto, scipito, stralunato e tonto/l'alba di un nuovo giorno sorge gratis, senza curarsi del dramma, senza fermarsi/Ed è il destino che si avviluppa nei nostri occhi di tenebra ad aver fatto il suo tragico corso

344)
Poesia triste e allegra

Il castello vuoto di carte di Natale/strombetta un motivo da demenza senile/Mentre io e te ascoltiamo Baglioni e ci chiediamo come stiamo/Un'aria lugubre accompagna un film di Tim Burton/Un'altra domenica è qua/Svolazzano coriandoli tristi al vento, ai nostri sguardi lieti di un carnevale italiano/Sognando l'Austria che conoscemmo/Sembra virtù, forse è il diavolo che ci accompagna lungo le giornate malate di gioventù sfrenata e insincera/Ora, volgiti a me per scrutare i ricordi sbiaditi e i visi scuri di rabbia, di pece ricolmi in dantesca memoria/Non credo più a Dio, forse/Serbandogli un rancore inutile/Oppresso dai troppi debiti morali/Dovrei essergli ancor più riconoscente/La danza delle tre api, sopra il nettare degli dei, fa ancora impressione

343)
Mostro giallo

Mostro giallo/mi infervoro per lui/ma non so, Dio mio non me l'ha detto, se è buono o cattivo/pazzia alle spalle/radioso futuro/incespico nella speranza sopraffatta/che guarda benigna al futuro/ruzzolo di immensa gioia/Perché Tu sei con me

342)
Dio di pudore

Un gruzzolo d'oro/placido giace sulla spiaggia/Barchette bianche al largo/L'azzurro del mare si confonde con il cielo/ma non è un caso che Dio per pudore chiuda gli occhi di fronte a due giovani che fanno l'amore sulla spiaggia di notte/Sì, il nostro Dio è un Dio di pudore/di rispetto per la creatura/Ombrelloni si aprono e si chiudono in alternanza/per significare che c'è ancora vita sulla Terra/Chissà se c'è ancora fede!

341)
Resistere, perché?

Resistere perché? Ad un raggio di luce che, dalla finestra, entra nella tua stanza a riscaldarla/Ora son desto, non mi affaticano più i lenti passi di chi insidia la mia innocenza/Ora sono libero, perché così ho scoperto la libertà in Colui che mi ama/Elevate sfere celesti, tremate anche voi quando su un carro di fuoco passa Elia, l'Elia che doveva venire e che è venuto/Ad annunciare l'Eterno Cristo/Così anch'io nel mio piccolo, contemplo il mistero trinitario/Con passione e con venerazione mi inchino all'alba del nuovo giorno/Che sono i mille anni di Dio/Tulipani e margherite inneggiano al Salvatore/Perché ha provveduto alla loro bellezza/Il raggio di luce non è entrato nella mia stanza invano/Ma direi che indomito lascia una traccia di indelebile calore/Peccato poi svanisca/per lasciare posto al fresco della sera/La notte mi dia tregua/Perché i pensieri si affollano così numerosi nella mia mente?/E' iniziato un nuovo anno e vado a preparare un tè, senza che lo sfinimento del giorno passato prevalga


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