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"I giusti si sdegnano di fronte al male, ma non hanno sentimenti di disprezzo; provano tristezza ma non cadono nella disperazione; si oppongono con forza, ma conservando l'amore, rivolgono eternamente rimproveri severi a difesa della giustizia, ma nell'intimo conservano dolcezza e carità" (San Gregorio Magno).

"... la filosofia ha, per eccellenza,  questo  scopo:   essa  conduce fino alla soglia del mistero, fino alle domande fondamentali alle quali soccorre la fede in Gesù Cristo, senso fondamentale, salvatore e fine di ogni cosa" (Cardinale Angelo Bagnasco).

"L'avarizia appare così come una forma mondana di consacrazione a un idolo, qualcosa cui si è disposti ad offrire tutta la propria vita, sacrificando per esso anzitutto la propria libertà e dignità" (Giovanni Cucci).

"Quando cerchiamo di comportarci così [pregando], il lavoro professionale diventa una palestra dove esercitare le più svariate virtù umane e soprannaturali: la laboriosità, l’ordine, il buon uso del tempo, la fortezza che porta le cose a compimento, la cura dei particolari… e tante piccole attenzioni per gli altri, che sono dimostrazioni di carità sincera e delicata" (padre Javier, prelato Opus Dei).

"La lamentazione sterile è di solito l'alibi dei pigri i quali pretendono di essere liberati dai loro mali ma non muovono un dito per cominciare loro stessi a reagire. Le rimostranze infinite, il dissenso verboso, la lagnanza permanente nascondono un'inerzia e una debolezza di spirito e non sono certo indizio di sdegno nobile ma di codarda acquiescenza ... Non fermiamoci a disapprovare soltanto, muoviamoci per trasformare e illuminare il mondo" (Gianfranco Ravasi).

"Alcuni pensano che avere la fede significa non avere dubbi. Al contrario: senza il dubbio non ci potrebbe essere nemmeno la fede ... La fede è amore e, come l'amore, deve essere una scelta libera. Il dubbio è lo spazio della nostra libertà" (Silvano Sirboni).

"La tristezza di chi soffre ingiustamente, è meglio della gioia di chi ha commesso iniquità" (Sant'Agostino)

"Oggi, nel mondo globalizzato, genti di origine e religione diverse vivono assieme. Questa convivenza rischia di diventare una Babele senza fondamento, incapace di educare al rispetto degli altri, carica di tensioni" (Andrea Riccardi).

"Il Cristianesimo non annuncia solo una qualche salvezza dell'anima in un impreciso aldilà, nel quale tutto ciò che in questo mondo ci è stato prezioso e caro verrebbe cancellato, ma promette la vita eterna, "la vita del mondo che verrà":  niente di ciò che ci è prezioso e caro andrà in rovina, ma troverà pienezza in Dio" (Benedetto XVI).

"la maggioranza dei voti non fa del falso il vero né dell'ingiusto il giusto" (John Henry Newman).

"Pratica dunque in modo perfetto la virtù della pazienza chi sa tollerare le offese da parte del prossimo quando gli vengono rivolte, ed anche ripensandoci è lieto di averle sopportate, affinché la virtù della pazienza,  esercitata nei momenti difficili, non resti sciupata quando tutto torna nella pace ... Vi sono due generi di martìri, uno sopportato nello spirito e, insieme, nell'azione. Possiamo cioè essere martiri anche senza venir trucidati dalla spada del persecutore. Subire la morte da parte del carnefice è un martirio chiaramente accettato nelle proprie carni; sopportare le ingiurie, amare chi ci odia, è un martirio che si compie nell'intimo del cuore" (San Gregorio Magno).

"Vorrei esortarvi a lasciare ogni cosa, ma non oso tanto. Se dunque non vi sentite di lasciare tutti i beni della terra, usate ciò che trovate nel mondo in modo da non esserne schiavi, e siate voi a possedere le cose della terra e non a esserne posseduti" (San Gregorio Magno).

"Da questa insuperabile connessione tra presente, passato e futuro si evince che così come il presente è l'ambito specifico della libertà, il passato lo è della memoria e il futuro della speranza. Memoria, libertà e speranza esprimono un io in cammino, individuano cioè un uomo che, dall'origine (passato), possiede una sua effettiva consistenza (presente), ma che ancora si trova sulla strada del compimento definitivo (futuro)" (Cardinale Angelo Scola).

"Se dunque siete nel numero dei giusti, finché vivete sulla terra sopportate con pazienza i reprobi. Chi infatta li tratta con intolleranza, dimostra con questo atteggiamento di non essere un giusto. Rifiuta di essere Abele chi non sa sopportare la malizia di Caino" (San Gregorio Magno).

"L'anima del malvagio ha qui il suo giorno e gioisce vivendo in questo mondo che passa" (San Gregorio Magno).

"E' lui (il Bene) che scaccia ogni ignoranza ed errore da tutte le anime in cui egli giunga e a cui comunichi la sua sacra luce e libera i loro occhi intellettuali dalla nebbia che li avvolge nell'ignoranza ..." (Dionigi Areopagita).

"In questi tempi di confusione non si sa che cosa sia la destra, il centro, o la sinistra, in ambito politico e sociale. Ma, se per sinistra si intende ottenere il benessere per i poveri, perché tutti possano soddisfare il diritto di vivere con un minimo di comodità, di lavorare, di essere ben curati se si ammalano, di riposarsi, di avere figli e di poterli educare, di diventare vecchi e di essere assistiti, allora io sono più a sinistra di chiunque. Naturalmente, all’interno della dottrina sociale della Chiesa e senza compromessi con il marxismo o con il materialismo ateo, o con la lotta di classe, anticristiana, perché in queste cose non possiamo transigere" (San Josemarìa Escrivà).

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